sabato 26 novembre 2016

Psicologia dell'adolescenza (15/19): Modello Minotauro - consultazione e sostegno al ruolo materno

E' utile affiancare al lavoro psicologico con gli adolescenti in crisi un percorso di consultazione rivolto alle madri, perchè gli adolescenti in crisi mettono in crisi anche le loro madri.
L'opinione delle madri può fornire informazioni utili e offrire spunti preziosi per comprendere al meglio la condizione dell'adolescente, e spesso è necessario per l'adolescente stesso, che qualcuno riattivi il canale comunicativo con la madre.
Questo tipo di consultazione prende spunto dalla teoria dei codici affettivi di Franco Fornari, fondatore ed ispiratore dell'istituto Minotauro.
Secondo Fornari, ciascuno di noi possiede una preconcezione innata di cosa significhi essere uomo o donna, essere padre o madre, o figlio.
Queste preconcezioni inconsce vengono dette codici affettivi, in quanto provvedono a leggere la realtà circostante e a determinare i nostri comportamenti, così da garantire la sopravvivenza nostra e della specie.
Questi codici si attivano in noi ed orientano le nostre decisioni a seconda delle circostanze, e si dividono in 2 principali categorie: parentemi (codici che orientano i ruoli affettivi familiari, sono di 4 tipi: codice materno, paterno, fraterno e infantile) e erotemi (codici sessuali: codice maschile e femminile).
Il codice materno è il codice deputato a guidare la madre nella cura del suo bambino, perchè egli possa sopravvivere e crescere, e ad esempio, quando una donna entra in gravidanza e ha un figlio, i suoi sensi si affinano e la rendono in grado di cogliere i movimenti ed i versi del bambino, e di distinguere le tonalità di pianto, in modo da farle capire subito i bisogni del piccolo.
Il codice materno quindi orienta la madre a scelte funzionali alla sopravvivenza del bambino, predisponendo la madre a cogliere i bisogni del bambino e a soddisfarli (ad esempio il codice materno quando il bambino è piccolo, prescrive la vicinanza e nega la separazione).
Il codice materno però, non abbandona mai la sua posizione di vicinanza, e quindi da solo non è sufficiente per garantire al piccolo un corretto sviluppo, è infatti necessario che altri codici si attivino, come ad esempio il codice paterno, che serve a garantire la separazione dalla madre e a far quindi costruire un proprio senso di sé, spronando il bambino alla crescita e allo sviluppo delle competenze.
Secondo Fornari la modalità ideale di funzionamento è quella della democrazia degli affetti, ovvero una coesistenza di diversi codici, ciascuno necessario, che si alternano a vicenda a seconda delle circostanze (es. donna che si prende cura dei figli col codice materno o che usa il codice femminile quando esce con le amiche, o quando ci sono combinazioni non ottimali dove la donna tratta il marito come il figlio perchè usa il codice sbagliato).
Durante l'infanzia il codice materno ha il predominio, ma durante l'adolescenza ciò deve cambiare perchè se no si danneggia il ragazzo, perchè non lo si fa separare e crescere, e quindi va alternato col codice paterno o quello fraterno, rappresentato dal gruppo di pari.

Funzionalità e disfunzionalità del ruolo materno
L'obiettivo del modello teorico di consultazione con la madre è quello di identificare lo stile di declinazione del ruolo materno alle prese con l'adolescentizzazione del figlio e valutarne l'adeguatezza e la funzionalità.
Ci sono casi in cui il ruolo materno sembra aver assunto una posizione di leadership assoluta (ipertrofia del ruolo materno) e non sembra intenzionato ad ammorbidirsi, in queste condizioni c'è poca tolleranza alla separazione e all'accettazione delle diversità dell'adolescente dal bambino che era durante l'infanzia (non si accettano i cambiamenti).
In questo caso lo scopo della consultazione è quello di sentire le ragioni della madre e di trovare un compromesso che consenta al figlio di crescere nella maniera corretta.
Ci sono poi situazioni in cui c'è carenza del ruolo materno, dove ad esempio le madri si comportano più da sorelle, comportandosi come rivali delle proprie figlie, e la consultazione in questo caso non vuole ridimensionare il ruolo materno (come per l'ipertrofia) ma di indirizzarlo sulla retta via, facendo mettere in secondo piano gli altri codici.

Metodologia della consultazione
La metodologia usata consiste nel ricostruire le trame affettive che sono sottese ai comportamenti materni, affinché la madre diventi più consapevole del significato che attribuisce alle situazioni e alle origini delle sue decisioni.
Viene analizzato il modo in cui la madre rappresenta il figlio, il proprio ruolo affettivo materno e le modalità di svolgimento del compito previsto dall'adolescentizzazione del figlio.
Si vuole favorire rappresentazioni più nitide del presente, con uno sguardo al passato, ma soprattutto al possibile futuro del proprio ruolo.
Le aree tematiche significative affrontate nel colloquio sono 4:

  • Rappresentazione di ruolo: si analizza come la madre ritiene di dover svolgere il proprio ruolo e come ha costruito le sue convinzioni, su quali modelli si è ispirata e da chi si è voluta differenziare.
  • Rappresentazione dei miti affettivi della nascita: si indaga come la madre si immagina il bambino durante la gravidanza e al momento della nascita, dove spesso vengono alla luce miti affettivi (sogni e fantasie irrealizzabili di come dovrebbe essere il bambino) che sono inconsci e che una volta rivelati, vengono abbandonati perchè impossibili da realizzare (quindi c'è un miglioramento dell'atteggiamento materno, più con i piedi per terra).
  • Rappresentazione della crisi adolescenziale: a seconda del significato che attribuisce all'adolescenza del figlio la madre agisce in maniera diversa.
  • Rappresentazione del futuro: si vuole aiutare la madre a ricostruire la speranza verso il futuro, tollerandone l'incertezza, riconoscendo la possibilità che il figlio possa superare le crisi e accettando un futuro modellato sulle esigenze evolutive del figlio, e non le proprie (se la madre non vede un futuro, figuriamoci il figlio). 

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