sabato 5 dicembre 2015

Psicologia sociale (4/28): Concezione Galileiana e concezione Aristotelica

Il problema della psicologia è sempre stata la distinzione tra ciò che è normale e ciò che è patologico e questa divisione esisteva anche in fisica nella concezione Aristotelica.


La concezione Aristotelica


Secondo la concezione Aristotelica della fisica c'è una netta divisione tra i vari elementi, tra ciò che è terreno e ciò che è celeste, e per ciascun elemento esiste una legge ben distinta.
Inoltre le leggi vengono stilate sulla frequenza, quando un evento si ripete con una frequenza sufficientemente elevata, può essere stilata la legge, e le eccezioni confermano la regola.
Quindi secondo Aristotele non solo ciò che è regolare è conforme a legge, ma anche ciò che è frequente.
Si ha quindi un carattere statistico, come testimoniano le teorie di Bacone.
Gli Aristotelici ragionano quindi in termini storici.


La concezione Galileiana


Secondo la concezione Galileiana invece, c'è una tendenza alla omogeneizzazione, una legge non è più un'esclusiva di un determinato elemento, ma può valere per gli astri, per gli ucceli, ecc..., ad esempio la caduta della pietra ha una legge universale.
Ci saranno quindi varie espressioni della stessa legge, a seconda delle esigenze.
Nella fisica moderna non esistono più termini storici, ma solo fatti concreti attuali, e non c'è nessuna importanza sulla frequenza, dato che se un evento si verifichi una volta o 1000 non fa alcuna differenza ai fini della legge.


In psicologia


I concetti della psicologia sono completamente aristotelici nel loro contenuto concreto e secondo Lewin invece bisogna pensare ad una psicologia più "galileiana".
La psicologia obsoleta è basata sulla frequenza, quando invece andrebbe calcolato caso per caso, e l'eccezione dovrebbe far crollare la regola.
La ripetizione era legata al concetto di esperimento, ma per fortuna questo limite è stato superato.
Ad esempio se un numero sufficiente di bambini di 3 anni si comporta in un determinato modo, ciò era sufficiente per attribuire ad ogni bambino di 3 anni, un comportamento, una legge.
La statistica ha purtroppo aiutato il diffondersi di questa psicologia dei numeri, basta una media per fare delle inferenze.
Solo l'esattezza e la precisione possono portare a dei risultati concreti, bisogna analizzare caso per caso ed analizzare anche i vari elementi esterni che possono influenzare l'individuo.
E' inoltre importante poter accingere dalle varie scienze per avere più strumenti per la ricerca.
La matematica è stata usata per numerizzare ogni cosa e rendere la psicologia una scienza a tutti gli effetti, ad esempio la conformità ad una legge è concepita come una correlazione che si approssima a r=+-1
Nella psicologia moderna non deve più esistere "normale o malato", ma ogni caso va analizzato attentamente, ed ogni legge psicologica deve essere validata senza eccezioni.
Non si deve categorizzare a priori, ma bisogna sempre analizzare tutti gli elementi in gioco.
Sono quindi ugualmente importanti il soggetto, la situazione e l'ambiente.


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