mercoledì 26 luglio 2017

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Come usare gli Array in Javascript

Come ogni linguaggio di programmazione che si rispetti, anche in javascript esistono gli array.
Un array è una sorta di variabile che può contenere più valori.
Senza ulteriori giri di parole, vediamo subito come funzionano gli array in javascript, come si leggono i dati in esso contenuti, come si cancella un elemento, o come lo si aggiunge... e tante altre funzioni ancora.


Come usare gli Array in Javascript


Per poter creare un array in javascript basta utilizzare questa sintassi:

var nome-array = [elemento1, elemento2, elemento3, ...]; 

Con questa semplice sintassi dunque, è possibile ad esempio creare un array di colori, ovvero una variabile contenente più valori di colori.
Ecco un esempio pratico di come creare e come sfogliare un array javascript:

<script type="text/javascript">
var colori = ["rosso", "verde", "bianco"];
for(i=0; i<colori.length; i++) alert(colori[i]);
</script>


Come si può capire facilmente dall'esempio, la sintassi per ricavare la lunghezza di un array javascript è la seguente:

nome-array.length;

E per mostrare tutto il contenuto di un array in un colpo solo come si farà mai?
Semplicissimo, basta richiamare la variabile dell'array senza passargli alcun indice:

<script type="text/javascript">
var colori = ["rosso", "verde", "bianco"];
alert(colori);
</script>


Se si vuole aggiungere un elemento ad un array (alla fine della lista), la sintassi da usare è:

nome-array.push("nuovo-elemento");

Ecco un esempio pratico, sempre riferito all'array dei colori:

<script type="text/javascript">
var colori = ["rosso", "verde", "bianco"];
colori.push("giallo");
for(i=0; i<colori.length; i++) alert(colori[i]);
</script>


Se poi si vuole selezionare solo un elemento di un array conoscendone l'indice, ecco la sintassi da utilizzare:

nome-array[indice];

Ed ecco il solito esempio:

<script type="text/javascript">
var colori = ["rosso", "verde", "bianco"];
alert(colori[1]);
</script>


Un altro metodo per creare un array (anche se sconsigliato), è invece quello di utilizzare la funzione new:

var nome-array = new Array("oggetto1","oggetto2","oggetto3",...);

Se poi si vuole avere un array javascript con indici non numerici, bisogna utilizzare questo metodo (non è esattamente corretto quanto appena scritto, ma di fatto il comportamento atteso è proprio questo):

var nome-array = {etichetta1:"valore1",etichetta2:"valore2",etichetta3:"valore3",...};

Ed ecco un esempio pratico di come creare un array con etichetta alfanumerica, e di come pescare un singolo elemento conoscendone il nome dell'indice (l'etichetta:

<script type="text/javascript">
var contatto = {nome:"Roberto",cognome:"Rossi",anni:20};
alert(contatto["nome"]);
</script>


Per ordinare un array alfabeticamente si usa la sintassi nome-array.sort().
Ecco il solito esempio:

<script type="text/javascript">
var colori = ["rosso", "verde", "bianco"];
colori.sort();
for(i=0; i<colori.length; i++) alert(colori[i]);
</script>


Per ordinare un array in ordine decrescente, basta usare la funzione reverse() al posto della sort.

Se invece si vuole modificare un elemento di un array, basta usare una sintassi alternativa per l'aggiunta degli item degli array, ovvero con:

nome-array[numero-indice] = "nuovo-valore"; 

Con questa sintassi infatti, è possibile sia sostituire un valore già esistente (passandogli l'indice del valore da sostituire), sia aggiungere un nuovo elemento alla fine dell'array (indicando un numero di indice corrispondente al primo indice disponibile... ma occhio a non creare buchi nell'array!).
Ecco un esempio pratico di sostituzione di valore in un array javascript:

<script type="text/javascript">
var colori = ["rosso", "verde", "bianco"];
colori[0] = "viola";  
for(i=0; i<colori.length; i++) alert(colori[i]);
</script>


Di solito si usa questa sintassi per aggiungere nuovi elementi ad un array inizializzato come vuoto.
Come inizializzare un array vuoto:

var nome-array=[];

Tra l'altro è possibile utilizzare questa sintassi anche per svuotare un array già esistente.

Se voglio sapere se una variabile è un array oppure un altro tipo, la sintassi da utilizzare è la seguente:

Array.isArray(nome-variabile);

Per rimuovere l'ultimo elemento di un array basta utilizzare invece la sintassi:

nome-array.pop();

Ed ecco l'esempio pratico:

<script type="text/javascript">
var colori = ["rosso", "verde", "bianco"];
colori.pop();
for(i=0; i<colori.length; i++) alert(colori[i]);
</script>


Se invece si vuole cancellare il primo elemento dell'array, ecco cosa occorre utilizzare:

nome-array.shift();

Mentre per aggiungere un nuovo elemento all'inizio dell'array, si usa la funzione unshift.
Ecco un esempio pratico:

<script type="text/javascript">
var colori = ["rosso", "verde", "bianco"];
colori.unshift("grigio");
for(i=0; i<colori.length; i++) alert(colori[i]);
</script>


Veniamo ora alla potentissima funzione splice, che può essere utilizzata sia per aggiungere elementi in una posizione specifica, sia per rimuovere uno specifico elemento (in qualsiasi posizione esso sia).
La sintassi generale da utilizzare per rimuovere specifici elementi di un array javascript è la seguente:

nome-array.splice(posizione-iniziale, numero-di-posizioni);

Forse è più chiaro con un esempio pratico, in cui si vuole eliminare due elementi a partire dalla seconda posizione:

<script type="text/javascript">
var colori = ["grigio","rosso", "verde", "azzurro", "bianco"];
colori.splice(2, 2);
for(i=0; i<colori.length; i++) alert(colori[i]);
</script>


Il risultato a video saranno i colori "grigio, rosso, bianco", in quanto avremo rimosso dall'array i colori "verde, azzurro", che si trovavano proprio nelle posizioni indicate con la splice.

In quest'altro esempio invece, vi mostro come aggiungere due colori dopo la posizione 2 dell'array:

<script type="text/javascript">
var colori = ["grigio","rosso","bianco"];
colori.splice(2,0,"verde","azzurro");
for(i=0; i<colori.length; i++) alert(colori[i]);
</script>


La funzione splice inoltre, può essere utilizzata per dividere un array in due, creando quindi una nuova lista di valori salvata a parte.
Ovviamente con i limiti del caso, dato che è possibile passare solo due coordinate per volta.
Il nuovo array conterrà dunque i valori selezionati con la splice, con una sintassi tipo:

var nuovo-array=vecchio-array.slice(posizione-iniziale, numero-di-posizioni);

Se poi si vuole pescare i valori con la splice da una determinata posizione fino all'ultimo valore dell'array, basta non indicare il secondo parametro, ovvero basta lasciare il numero di posizioni vuoto.

La sintassi da utilizzare per unire due array javascript è invece la seguente:

var nuovo-array= array1.concat(array2);

Ecco un esempio pratico della potentissima funzione contact:

<script type="text/javascript">
var colori = ["grigio","rosso","bianco"];
var colori2 = ["giallo", "marrone"];
var colori3 = colori.concat(colori2);
for(i=0; i<colori3.length; i++) alert(colori3[i]);
</script>


E per gli array js è tutto (o quasi).
Spero che questo mega tutorial vi sia stato utile.
Ovviamente ci sarebbe ancora qualcosina da dire sull'argomento, ma questo è un altro post (cit.)

Assassin's Creed (film)

Assassin's Creed è un film azione/fantascienza del 2016 diretto da Justin Kurzel, con Michael Fassbender, Marion Cotillard, Jeremy Irons, Brendan Gleeson, Charlotte Rampling, Michael K. Williams, Denis Ménochet.

Assassin's Creed (film)
Trama

Templari ed Assassini sono due sette che da secoli si combattono nel nome del credo e della presunta giustizia.
Alla base di queste lotte c'è la mela dell'Eden, un potentissimo artefatto che pare sia in grado di cancellare il libero arbitrio dell'uomo.
Ai giorni nostri, i templari sembrano essere gli unici ad averla avuta vinta, anche se però non sono mai riusciti a mettere le mani sulla mela.
Per poter capire dove uno degli assassini, Aguilar de Nerha, ha nascosto il cimelio prima di morire, i templari utilizzeranno un particolare marchingegno futuristico che consentirà ad una persona legata geneticamente all'assassini, di rivivere i ricordi di quest'ultimo.
Contro la sua volontà dunque, il giovane Callum Lynch verrà mandato nel passato a cercare tracce della mela dell'Eden.

Recensione

Assassin's Creed è un film di fantascienza / azione tratto dall'omonimo videogioco.
Questo film infatti ripercorre le vicende narrate nel bellissimo videogames per console (e pc), la cui intricata trama si prestava benissimo per una produzione da grande schermo.
Assassin's Creed è un film d'azione avvincente, con combattimenti ben curati e cruenti, e con musiche adatte alle ambientazioni ed alle scene di vario tipo.
La colonna sonora in questo film infatti, cambia perfettamente a seconda di ciò che accade sullo schermo: ci sono scene inquietanti pre assassinio con musica da suspance, inseguimenti con musica frenetica, ed ovviamente anche scene in cui la musica passa in secondo piano rispetto alle immagini.

Concludendo quindi, se vi piace il videogioco, non fatevi scappare questo film di Assassin's Creed.
Se invece non ci avete mai giocato... bè, se vi piace il genere, la storia è ben raccontata, e a parte forse il finale, il film è credibile e di buona visione.

Link alla scheda del film su wikipedia

martedì 25 luglio 2017

Come creare un trigger mysql con PhpMyAdmin

Tempo fa vi avevo spiegato come creare i trigger in mysql, oggi invece vediamo come fare questa operazione senza necessariamente dover essere maestri di sql, grazie all'interfaccia di gestione di PhpMyAdmin.

Creare trigger con phpmyadmin infatti, è decisamente più semplice che scrivere direttamente tutto in sql, anche se comunque, un minimo di sintassi mysql occorre saperla per poter scrivere l'azione che l'automatismo deve compiere sulla tabella.

Vediamo subito come fare.


Come creare un trigger mysql con PhpMyAdmin


Per poter creare un trigger su una tabella mysql tramite phpmyadmin, seguire questi semplici passaggi:
  1. Collegarsi a phpmyadmin con un utente con abbastanza privilegi
  2. Entrare nella tabella o nel db sul quale si vuole attivare l'automatismo
  3. Sulla destra, nel menù in alto nella pagina, cliccare sulla voce Più e poi su Trigger (se ci si trova già sulla tabella desiderata ci sarà direttamente la voce Trigger)
  4. Cliccare su Aggiungi trigger
  5. Inserire tutti i campi richiesti: nome del trigger, tabella che lo richiama, tempo (se deve girare prima before o dopo after l'azione), l'evento scatenante (insert, update, delete), definizione (la sintassi sql da eseguire), definer (l'utente che fa girare il trigger, lasciare pure vuoto), infine cliccare su Esegui

Come creare un trigger mysql con PhpMyAdmin

Se avrete inserito una sintassi sql corretta, al succedersi dell'azione (prima o dopo, a seconda dell'opzione scelta), verrà eseguita automaticamente una nuova istruzione sql.

Una volta creato almeno un trigger phpmyadmin, apparirà l'omonima voce sotto i dettagli della tabella.
Cliccando dunque sulla voce Trigger corrispettiva alla tabella appena triggerata, si entrerà in una sezione con l'elenco dei trigger, dove cliccando su Modifica sarà possibile modificare un trigger già esistente, sempre utilizzando l'interfaccia grafica ed una minima conoscenza di sql.

modificare un trigger già esistente

E con gli automatismi di mysql e phpmyadmin è tutto.

lunedì 24 luglio 2017

Creare campo Auto Increment con PhpMyAdmin

Quando si crea una tabella mysql, uno dei campi più usati, per non dire indispensabile, è l'id primario, un campo numerico di tipo auto incrementale.
Questo genere di campi in pratica, si incrementa da solo dopo ogni inserimento.

Se ad esempio si inserisce una nuova riga in una tabella tramite phpmyadmin, se il campo ID è una chiave primaria di tipo auto incrementale, non sarà necessario occuparsi di compilare anche quel campo, che in automatico verrà incrementato di una unità ad ogni inserimento.

Vediamo dunque come creare una tipica chiave primaria auto increment con phpmyadmin, quindi tramite una comoda interfaccia grafica.


Come creare un campo di tipo Auto Increment con PhpMyAdmin


Qui di seguito le istruzioni da seguire per poter creare un id auto increment tramite phpmyadmin:
  1. Accedere a phpmyadmin con un utente che abbia i privilegi di scrittura/creazione su uno specifico database
  2. Cliccare sul database desiderato
  3. Cliccare sulla voce Nuova, per inserire una nuova tabella
  4. Dopo aver indicato il nome della tabella ed il numero di righe da generare, cliccare su Crea
  5. Adesso, inserire il nome del campo (es. id), indicare come tipo di campo INT, selezionare come Indice la voce Primary e mettere la spunta sul campo A_I, che sta per auto increment
  6. Aggiungere eventuali altri campi ed infine cliccare su Salva

Creare campo Auto Increment con PhpMyAdmin

Avrai così creato una semplice tabella mysql tramite phpmyadmin, una tabella con un campo id auto increment.

Adesso fai pure una prova di inserimento dati, omettendo di compilare il campo id.
Il risultato sarà che il primo inserimento avrà ID 1, il secondo ID 2, il terzo ID 3, ecc...

Comodo no il campo che si incremente da solo ad ogni inserimento, vero?
Questa è una delle funzionalità base dei database relazionali, uno dei campi fondamentali di ogni tabella che si rispetti.
Sono infatti poche le tabelle prive di id chiave primaria autoincrement.

PS Ovviamente, se cancelli dei record e crei dei buchi nella numerazione degli id, se proprio vuoi colmarli devi cambiare nuovamente il tipo di campo id.
Dovrai infatti togliere l'auto increment, altrimenti non potrai modificare la numerazione del campo, dopodichè potrai dunque fare le tue modifiche, ed infine rimettere il campo auto incrementale.

Come disconnettersi da PhpMyadmin

Potrà sembrare una banalità, ma ovviamente, per poter aumentare la sicurezza dei dati dei propri siti custoditi nei database mysql, magari creati in ambiente wamp (ma non solo), è di vitale importanza sapere come disconnettersi da PhpMyadmin.

PhpMyadmin è infatti lo strumento numero uno per la gestione dei database mysql, un client web gratuito che consente di compiere ogni tipo di operazione su tabelle e dati sql.
Va da sè dunque che ogni volta che si finisce di utilizzare questo puntente strumento, soprattutto se si ha fatto accesso come root, è doverso disconnettere PhpMyadmin in modo che nessun malintenzionato possa fare danni sui nostri preziosi dati.

Vediamo dunque come compiere questa semplice operazione da interfaccia grafica.


Come disconnettersi da PhpMyadmin


Per poter scollegare il proprio utente dall'interfaccia di gestione di PhpMyadmin, basta sapere dove cliccare.
Infatti, basta un solo click per disconnettersi da PhpMyadmin.

Devi cliccare sull'icona della porta aperta, la seconda in alto a sinistra nell'interfaccia di gestione del programma.

Come disconnettersi da PhpMyadmin

Con un solo e semplice click, avrai effettuato il logout da PhpMyadmin, e chiunque vorrà poter modificare o anche solo leggere le tue tabelle mysql, dovrà effettuare nuovamente l'accesso.

Di default comunque, PhpMyadmin ha un tempo limite di inattività, superato il quale la sessione scade e bisogna rieffettuare il login.
Se tuttavia è tua intenzione sloggarti subito come root e ricollegarti come un altro utente, seguendo questa procedura potrai farlo in un istante.
In questo modo potrai ad esempio creare un utente con privilegi ridotti, sloggarti da root e testare i permessi appena associati al nuovo user.

Bene, è tutto, fine micro guida su come aumentare privacy e sicurezza in phpmyadmin :)

domenica 23 luglio 2017

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Psicodinamica dello sviluppo (9/11): Origini della teoria dell'attaccamento

Per formulare la sua teoria dell'attaccamento, John Bowlby trasse spunto dall'etologia, dalla cibernetica, dall'informatica, dalla psicologia dello sviluppo e dalla psicoanalisi.
Alla Mary Ainsworth si deve invece l'idea di figura d'attaccamento come base sicura dalla quale il bambino esplora il mondo, e cmq, entrambi questi autori sono stati molto influenzati da Freud e dalle teorie di altri psicoanalisti famosi dell'epoca.


Le origini


La Klein sosteneva che i problemi emotivi dei bambini sono quasi interamente attribuibili alle fantasie generate dai conflitti esterni piuttosto che agli eventi del mondo esterno, ma Bowlby durante il tirocinio alla Child Guidance Clinic di Londra maturò la convinzione che le esperienze familiari vissute fossero di gran lunga più importanti dei conflitti interiori, e che forse fossero la causa primaria di ogni disturbo emotivo.

La teoria della sicurezza di Blatz afferma che i bambini hanno bisogno di sviluppare una dipendenza sicura dai genitori prima di affrontare situazioni non familiari.
E' da questa teoria che la Ainsworth è partita per il suo concetto di base sicura, e l'incontro con Bowlby diede una svolta decisiva alle sue successive ricerche.

Bowlby era in disaccordo con la Klein sulla terapia con i bambini, ma in lui si colgono cmq idee Kleiniane quando affronta il tema delle fantasie violente dei bambini che si ricongiungono con i genitori.
Bowlby conclude che, per crescere sano mentalmente il bambino deve vivere una relazione affettuosa, intima e continua con la madre, o cmq il caregiver principale, in cui possa trovare sia soddisfazione che piacere.
Bowlby si ispirò molto all'etologia ed il suo primo saggio etologico fu pubblicato nel 1953.


Formulazione della teoria dell'attaccamento


La prima formulazione della teoria dell'attaccamento fu presentata alla British Psychoanalitic Society a Londra, in 3 studi, dal 1958 al 1960.
Nel primo studio, The nature of the child's tie to his mother, Bowlby rifiuta le spiegazioni psicoanalitiche ed ipotizza che il comportamento d'attaccamento di 12 mesi sia composto da un insieme di risposte istintive che hanno la funzione di legare il bambino alla madre e viceversa.
Queste risposte maturano in modo relativamente indipendente durante il primo anno di vita e diventano sempre più integrate, focalizzandosi sulla figura della madre durante la seconda metà del primo anno.
Bowlby notò che l'aggrapparsi ed il seguire rivestono un ruolo più rilevante per l'attaccamento rispetto al succhiare e al piangere.
Bowlby introdusse concetti etologici nelle sue teorie, come lo stimolo segnalatore e gli elicitatori sociali che attivano, disattivano o interrompono risposte specifiche, parlando di stimoli sia esterni che interni (concezione psicoanalitica).
Il secondo scritto, Separation anxiety, afferma che i neonati ed i bambini piccoli conoscono l'angoscia di separazione quando una situazione attiva sia i comportamenti di fuga sia quelli d'attaccamento senza che alcuna figura di attaccamento sia accessibile.
Bowlby sostiene che perchè ci sia un saldo attaccamento ad una persona, bisogna averla considerata come oggetto della propria risposta istintiva.
Nel terzo scritto, Grief and mourning in infancy and early childhood, Bowlby mette in discussione la tesi di Anna Freud, secondo la quale i bambini in lutto non possono piangere a causa dell'insufficiente sviluppo dell'Io e che se c'è un sostituto materno i bambini provano poca angoscia.
Bowlby invece sostiene che i processi di dolore e di lutto si manifestano ogni volta che vengono attivati i comportamenti di attaccamento in assenza di una figura d'attaccamento, e che l'eccessivo succedersi di sostituti materni può causare l'incapacità di costruire legami saldi con altri.
Robertson grazie ad un lavoro svolto con Bowlby individuò 4 fasi di risposta alla separazione: torpore, struggimento e protesta, disorganizzazione e disperazione, riorganizzazione.


Il primo studio empirico sull'attaccamento fu svolto in Uganda dalla Ainsworth, la quale fece uno studio osservativo sullo sviluppo dell'attaccamento madre-bambino.
Studiò 26 famiglie con bambini non svezzati (da 1 a 24 mesi), osservandoli ogni 2 settimane per 2 ore, per un periodo di 9 mesi, cercando di capire l'inizio dei segnali di ricerca di prossimità.

Perfezionamento della teoria e della ricerca sull'attaccamento
I dati del progetto Ganda costituirono una ricca fonte per gli studi sulle differenze individuali nella qualità dell'interazione madre-bambino.
La Ainsworth valutò poi la sensibilità materna ai segnali del bambino, ricavata dai dati di interviste, scoprendo che l'attaccamento era correlato in modo significativo con la sensibilità materna.
Un altro studio importante della Ainsworth fu il progetto Baltimora del 1963.
Anche in questo studio usò l'osservazione naturalistica, su 26 famiglie nel periodo del primo mese di nascita alla cinquantaquattresima settimana, enfatizzando il significato dei pattern di comportamento in un dato contesto piuttosto che i conteggi della frequenza di specifici comportamenti.
Analizzando le narrazioni si scoprì l'emergenza di pattern d'interazione madre-bambino caratteristici nel corso dei primi 3 mesi, osservando differenze individuali consistenti per quanto riguarda la sensibilità, l'appropriatezza e la prontezza con cui la madre rispondeva ai segnali del figlio.
Quando le madri riuscivano a coordinare i loro comportamenti di gioco con quelli dei bambini, questi rispondevano con manifestazioni di gioia e sorrisi, se invece erano silenziose e non sorridenti, le interazioni successive diventavano silenziose e brevi.
La Ainsworth concluse che un bambino aiutato dalla sensibilità materna a raggiungere i propri fini sviluppa un senso di fiducia nella propria capacità di controllare ciò che accade (contrariamente al vecchio pensiero in cui si temeva che si viziassero i bambini accudendoli troppo).
I bambini le cui madri erano state più sensibili al pianto durante i primi mesi, piangevano meno e si affidavano alla comunicazione tramite espressioni facciali, gesti e vocalizzazioni, e lo stesso vale per la tenerezza, successivamente i bambini soddisfatti cercavano il contatto meno frequentemente.

Il primo volume della trilogia dell'attaccamento
Nel 1960 Bowlby lavora al primo volume della trilogia dell'attaccamento, "l'attaccamento alla madre", dove analizza i pattern fissi di azioni e sostituisce il concetto freudiano di pulsione ed istinto con il concetto di sistemi comportamentali controllati in modo cibernetico ed organizzati come gerarchie di piani.
I comportamenti regolati da questi sistemi possono adattarsi a seconda del tipo d'organismo e ad i cambiamenti delle condizioni ambientali, e lo scopo finale dei sistemi comportamentali è quello di garantire la sopravvivenza e la procreazione.
Mano a mano che sequenze di comportamenti si incastrano in unità più complesse formando un'organizzazione controllata in modo cibernetico, la gamma di stimoli che può attivarli diventa sempre più ristretta.
Bowlby definisce il comportamento d'attaccamento come il comportamento finalizzato ad assicurare la vicinanza ad una figura di attaccamento con la funzione adattiva di proteggere il piccolo dal pericolo, inoltre l'attaccamento ha una motivazione propria e non deriva dai sistemi che favoriscono l'accoppiamento e la nutrizione.
Inizialmente i piccoli mandano i segnali di accudimento a tutti, successivamente li indirizzano prevalentemente a chi risponde sempre ai loro pianti, al caregiver, e quando il bambino acquisisce una base sicura, inizia a spostarsi autonomamente per esplorare l'ambiente.
Durante l'età prescolare, il sistema comportamentale d'attaccamento va incontro ad una nuova riorganizzazione perchè il bambino acquisisce una sempre maggiore conoscenza delle motivazioni e degli obiettivi della figura d'attaccamento.


Teoria dell'attaccamento e rappresentazioni mentali


Nel volume "la separazione dalla madre" Bowlby osserva che esistono nei bambini 2 gruppi di stimoli che elicitano paura: la presenza di indizi di paura acquisiti non per apprendimento ma trasmessi culturalmente, e l'assenza di una figura di attaccamento.
Secondo Bowlby, gli esseri umani al posto che essere motivati dalla scomparsa di uno stimolo (come affermava Freud), tendono a mantenere un equilibrio dinamico tra i comportamenti che preservano la condizione di familiarità, quelli che riducono lo stato di tensione e i comportamenti antitetici che hanno come fine l'esplorazione e la ricerca di informazioni.
Il bambino avrà buone possibilità di avere un modello operativo di sé come persona valida ed affidabile se la madre avrà risposto alle sue richieste di accudimento e allo stesso tempo gli avrà lasciato abbastanza spazio per esplorare l'ambiente.
Secondo Bowlby, la trasmissione della salute e della malattia mentale attraverso la cultura familiare assume una rilevanza fondamentale e può diventare addirittura più importante della trasmissione genetica.


Nel terzo volume della trilogia sull'attaccamento, "la perdita della madre", Bowlby afferma che l'adeguatezza dei modelli operativi interni può essere compromessa quando l'esclusione difensiva dell'informazione dalla coscienza interferisce con la loro revisione in risposta ai cambiamenti evolutivi ed ambientali.
L'informazione in entrata viene sottoposta a diversi stadi d'elaborazione prima di raggiungere la soglia della coscienza e ad ogni stadio solo una parte dell'informazione viene trattenuta per le elaborazioni successive, mentre il resto viene scartato.
Secondo Bowlby, l'esclusione difensiva è regolata dagli stessi processi dell'esclusione selettiva, cambia solo la motivazione che guida queste selezioni.
Tre sono le situazioni che possono spingere un bambino ad usare l'esclusione difensiva: quelle in cui i genitori non vogliono che i bambini vengano a conoscenza (sebbene i piccoli ne siano stati testimoni), quelle in cui i bambini trovano assolutamente insopportabile pensare al comportamento dei genitori, e quelle in cui i bambini hanno fatto o pensato di fare qualcosa di cui si vergognano profondamente.
Quando 2 fonti di informazioni in memoria sono molto contraddittorie nasce un conflitto psichico e l'esclusione difensiva può arrivare a produrre ricordi episodici dell'esperienza vissuta (processi probabili in bambini che hanno subito allontanamenti dalla figura di riferimento prima dei 3 anni).
A causa dello sganciamento tra una risposta emotiva e la causa (quando particolari sistemi comportamentali non vengono attivati a causa di incompatibilità con altri sistemi attivi in quel momento) può capitare che una persona che subisce una perdita può preoccuparsi di reazioni e sofferenze personali al posto che attribuire i propri sentimenti alla perdita di una figura importante.

Attaccamento e terapia
L'obiettivo principale della psicoterapia dell'attaccamento consiste nel riconsiderare i modelli operativi interni di sé, in relazione alla figura di attaccamento, che si rivelino inadeguati o superati.
Inoltre, l'individuo il cui modello di relazione di attaccamento è inadeguato, probabilmente lo ripresenterà nello stesso modo nella relazione con il terapeuta.


Nuove linee di sviluppo della teoria


Le rappresentazioni dell'attaccamento includono la trasmissione intergenerazionale dei pattern di attaccamento.
La Main, con la AAI ha cercato di tradurre i pattern di attaccamento madre-bambino in corrispondenti pattern di attaccamento negli adulti.
Altri strumenti sono stati invece creati per valutare la rappresentazione dell'attaccamento nei bambini, mentre alcuni autori hanno creato interviste per valutare l'attaccamento dal punto di vista dei genitori.
Waters e Deane hanno invece messo a punto un Q-sort per valutare il modello operativo interno che la madre ha costruito relativamente all'attaccamento manifestato dal bambino nei suoi confronti.


Attaccamento nel ciclo di vita
Ricerche condotte su individui adulti, sulla separazione coniugale, sui rapporti di coppia, hanno trovato nuove idee quando Shaver e Hazan (1988) hanno tradotto i pattern di attaccamento infantile della Ainsworth in pattern di attaccamento adulti.
Cicirelli ha invece applicato la teoria dell'attaccamento allo studio delle relazioni tra fratelli nell'età adulta e allo studio dei rapporti tra questi e i loro genitori anziani.

Ecologia dell'attaccamento
Per porsi in un'ottica ecologica occorre prendere in esame anche tutti i problemi che nascono nelle famiglie in cui entrambi i genitori lavorano, soprattutto rispetto al mantenimento della differenziazione dei ruoli sessuali dei genitori.
Anche se è con la madre che di solito si instaura l'attaccamento principale, diverse ricerche hanno dimostrato che i bambini possono instaurare relazioni di attaccamento con una gerarchia di figure che comprende padri, nonni, fratelli o con figure professionali che si prendono cura di loro.

Ricerche transculturali
Diverse ricerche dimostrano che il comportamento d'attaccamento risulta ampiamente condizionato da norme e prescrizioni culturali, anche in società più primitive delle nostre.
Secondo Bowlby è molto importante che una società che voglia prendersi cura della salute dei propri bambini, si prenda cura anche dei loro genitori.


Nuovi compiti per la teoria dell'attaccamento


La teoria dell'attaccamento va ancora ampliata anche sulla base delle nuove teorie nascenti in altre discipline.
La teoria clinica dell'attaccamento necessità di un linguaggio empirico come quello elaborato per altre teorie psicoanalitiche.
Bisogna inoltre collegare lo sviluppo dei modelli operativi interni ai nuovi approcci psicosociali che considerano il sé come una struttura narrativa, integrando così la prospettiva della teoria dell'attaccamento con la prospettiva delle teorie interessate alla costruzione sociale della realtà.

sabato 22 luglio 2017

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Psicodinamica dello sviluppo (8/11): Teorie sull'attaccamento

Sul piano empirico, l'attenzione dei ricercatori si è inizialmente centrata sui processi di attaccamento che caratterizzano le relazioni del bambino con le figure di accudimento e solo di recente si è estesa alle relazioni intime dell'età successiva.
Uno dei primi contributi realizzati nella nuova prospettiva di ricerca si deve alla Main con la sua AAI.
Hazan e Shaver (1987) hanno invece adottato il modello bowlbiniano per l'interpretazione del rapporto di coppia, considerando il legame d'attaccamento come una componente fondamentale e costitutiva del rapporto amoroso, integrata ad altre componenti complementari come quella sessuale e quella di cura.
Questi studiosi, per analizzare le caratteristiche del legame di coppia hanno elaborato uno strumento self-report, adottando per la classificazione dei soggetti la Strange Situation e proponendo gli stessi 3 stili o modelli di attaccamento identificati dalla Ainsworth: insicuro evitante, insicuro ansioso/ambivalente, sicuro.
In questa versione adulta il modello evitante è caratterizzato da timore dell'intimità e incapacità di dipendere dagli altri, quello sicuro dalla capacità di vivere esperienze intime e di ricevere e chiedere aiuto, quello ansioso/ambivalente si distingue per la preoccupazione circa l'affidabilità della figura di attaccamento e la sua disponibilità a soddisfare richieste affettive.
Questo modello di attaccamento si è rilevato utile per comprendere tematiche come la scelta del partner, le origini dei diversi tipi di amore, il cambiamento degli stili amorosi nel corso della vita, e spiega inoltre la difficoltà nel formare e mantenere legami nelle relazioni o la tendenza ad evitarle completamente.
In generale, i modelli relazionali messi a punto nella famiglia d'origine tendono ad essere estesi alle relazioni adulte.


Working models


I modelli operativi interni sono costituiti da più rappresentazioni organizzate attorno alle aspettative di risposta dalle figure di accudimento, rappresentazioni che permettono di prevedere il comportamento dell'altro e che ne guidano le risposte soprattutto in situazioni di ansia o di bisogno, e sono quindi all'origine degli atteggiamenti nei confronti degli altri e delle modalità di conduzione delle interazioni sociali, specificatamente, nelle relazioni amorose.
I bambini possono sviluppare separati ed indipendenti modelli di attaccamento, e nel corso dell'infanzia i modelli si solidificano e si gerarchizzano fino a diventare caratteristiche della personalità del soggetto, così questi si trova in età adulta a disporre di una gamma di modelli operativi, gerarchicamente organizzati e riferiti a differenti aspetti della realtà.
Il problema sorge quando questi modelli sono incompatibili l'uno rispetto all'altro ed in tal caso può sorgere la patologia.
Secondo la Main, i modelli operativi di soggetti sicuri sono caratterizzati dall'integrazione coerente di informazioni, mentre l'incoerenza e la mancanza di integrazione, o più precisamente una diversità di modelli riferiti allo stesso aspetto della realtà, implicitamente contraddittori e incastrati l'un l'altro, sono propri di quelli insicuri.
E' cmq possibile che l'individuo esibisca nel tempo o in circostanze differenti, modelli d'attaccamento differenti, così come è possibile che esibisca modelli di attaccamento diversi in relazione ad uno stesso evento.



Stabilità e cambiamento


La continuità dei modelli può essere rivista durante nuove relazioni amorose, esperienze intrapsichiche come la psicoterapia, come l'assunzione del ruolo del genitore, o il conformarsi col partner, costituiscono l'occasione per sviluppare modelli specifici dell'altro e della relazione cui adattare i propri modelli comportamentali stabili.
Ciò non toglie che in caso di particolare stress non si ricorra ai vecchi modelli di riferimento.
Inoltre si può ipotizzare che l'assunzione di un determinato modello di attaccamento nella relazione con il partner possa avere effetti di ricaduta su quello con la famiglia d'origine.



Ciclo evolutivo del legame d'attaccamento


I genitori vengono sostituiti come figure d'attaccamento attraverso un percorso d'esplorazione di nuovi legami, grazie al fatto che si possono correre rischi perchè c'è una base sicura su cui poter far conto, e col passare del tempo la base sicura passa al gruppo di pari e al partner.
Col partner, il soggetto, oltre che fruitore di cure si fa a sua volta figura di supporto e accudimento per la figura di attaccamento, passando da un rapporto asimmetrico (con i genitori) ad un rapporto simmetrico.
Questa reciprocità favorisce l'ulteriore passaggio ad un rapporto asimmetrico con i propri figli ed i genitori anziani.
Per poter far tutto questo cmq, occorre il potersi separare dai legami genitoriali iniziali, ma non sempre ciò è possibile, specie in presenza di legami insicuri infantili, ed i riflessi di tale legame si riscontrano sia nella scelta del partner, sia nella relazione stessa con esso.



La scelta del partner


I soggetti sicuri tendono ad unirsi ad altri soggetti sicuri, mentre gli accoppiamenti evitante con evitante ed ambivalente con ambivalente sono poco frequenti o di breve durata.
Sembra che in una relazione stabile venga scelto un tipo di partner che consenta di confermare la percezione di sé e degli altri, e che giustifica la ripetizione dei propri modelli relazionali.
L'evitante sembra scegliere l'ambivalente che aspira ad un livello d'intimità non realistico per validare la propria percezione negativa degli altri e giustificare la propria necessità di mantenere una distanza psicologica, e in contemporanea la distanza messa con l'evitante servirebbe all'ambivalente ad alimentare l'insicurezza e la dipendenza, confermando così le proprie aspettative e timori.



Caratteristiche del legame di coppia: supporto, vicinanza, conflitto


Kunce e Shaver hanno messo a punto una scala per la misurazione del comportamento di cura, descritto in relazione a diversi modelli d'attaccamento, la modalità di fornire supporto e di riceverne.
I soggetti sicuri sono in grado di dare e ricevere cure, gli evitanti si considerano autosufficienti e non chiedono aiuto (fuggono alla richiesta d'intimità), gli ambivalenti avanzano molte richieste, ma sono meno propensi a fornire cure.
Il grado di sicurezza o di ansia in una relazione risulta una funzione combinata dello stile d'attaccamento e di fattori specificatamente legati al partner e alle circostanze della stessa relazione.
Nei soggetti non sicuri, è stato rilevato che l'allontanamento del partner genera risposte psicofisiologiche elevate che non scompaiono in seguito al ricongiungimento con il partner, inoltre, nelle situazioni conflittuali i soggetti non sicuri tendono a rispondere in modo non costruttivo, arrivando con la loro reazione anche a minare la stabilità della relazione.
Inoltre, i fattori di insoddisfazione e quindi di conflitto, sono diversi tra uomo e donna, dove l'atteggiamento ansioso della donna è un elemento di conflitto per l'uomo, mentre la scarsa disponibilità di questo ad un rapporto intimo è causa di conflitto per la donna.



Scelta ed assunzione del ruolo genitoriale


I modelli operativi e gli stili di attaccamento influenzano anche la decisione di assumere o no il ruolo genitoriale.
Si pensa che la qualità del legame in corso con la famiglia d'origine incida sulla qualità del legame con il partner e che entrambi incidano sulle motivazioni e sui tempi di assumere il ruolo parentale, condizionando la qualità della successiva relazione del bambino al genitore, ma anche sulla decisione di non avere figli.
Il passaggio ad un diverso livello generazionale comporta una rinegoziazione dei rapporti con le famiglie di origine che non sempre risulta possibile, specie quando i legami non risolti con le famiglie sono difficilmente modificabili.
La scelta di avere figli potrebbe risultare una dichiarazione di incapacità genitoriale per richiamare su di sé l'attenzione dei familiari o del partner ed ottenere attraverso il bambino nuove cure.



Separazione


La durata della relazione sembra condizionata dal tipo di legame che unisce un partner all'altro, anche se la stabilità non necessariamente è un privilegio dei legami sicuri (sia le relazioni tra i sicuri che gli insicuri possono durare nel tempo).
L'accoppiamento ansiosa con l'uomo evitante è duraturo come i sicuri, mentre l'ansioso con la donna evitante è meno stabile.
L'uomo evitante è il soggetto che di solito soffre meno per la separazione (non la donna).



Criteri di classificazione


Esistono 3 modalità di classificazione:
  1. Gruppi di soggetti vengono assegnati a tipi o categorie discrete sulla base di differenze qualitative, tipo diverse strategie di regolazione emotiva.
    La variabilità significativa è fra i gruppi e non all'interno del gruppo.
    In quest'area si colloca la AAI e lo strumento ideato da Hazan e Shaver per l'analisi del legame di coppia.
    Queste classificazioni rendono evidenti le differenze individuali ma danno per presupposto che i 3 stili d'attaccamento siano mutualmente escludentesi.
  2. Classificazione per dimensioni: i soggetti si situano lungo una o più dimensioni continue ed indipendenti l'una dall'altra, dove solo una differenza quantitativa diversifica gli individui.
    Collins e Read hanno individuato 3 dimensioni sottostanti agli stili: close, depend, anxiety, dimensioni che non corrispondono agli stili ma consentono di discriminarli e di evidenziarne le possibili combinazioni.
    I vantaggi riguardano l'accuratezza della misura delle differenze individuali, la facilità di confronto tra misure diverse, ma c'è il problema della scelta delle dimensioni che meglio descrivono il costrutto.
  3. Classificazione per prototipo: operata dalla Bartholomew, il prototipo è un sistema di classificazione che esplicitamente riconosce e prevede una variabilità interna alla categoria, così i membri del gruppo differiscono in relazione al grado di corrispondenza al modello.
    Lo stile di attaccamento di un soggetto viene valutato considerando il suo profilo, non in relazione alle diverse dimensioni, ma in relazione ai diversi prototipi previsti.
    Bartholomew ha individuato 4 modelli prototipici di attaccamento: sicuro, preoccupato, evitante timoroso, evitante distaccato/svalutante, e a tali modelli gli individui possono avvicinarsi per diversi gradi d'approssimazione.
    Questi 4 modelli sono concepiti in modo che un individuo corrisponda ad essi in gradi diversi ed il profilo individuale emerge dalla considerazione dell'insieme dei 4 modelli.
    Secondo questo approccio, 2 individui che adottano la stessa strategia primaria possono di fatto avere esperienze relazionali diverse se hanno strategie secondarie o terziarie diverse.

venerdì 21 luglio 2017

Come nascondere un utente dal tuo canale youtube

Poco tempo fa ti avevo spiegato come bloccare un utente su youtube, operazione che in alcuni casi è cosa buona e giusta, per non dire indispensabile.
Ci sono però dei casi in cui questa procedura non è sufficiente per bloccare il malintenzionato, che continua imperterrito a commentare sotto i commenti delle altre persone.

Per superare questo problema dunque, occorre imparare come far sparire un utente dal tuo canale, tramite un apposito comando di youtube.
Vediamo subito come fare.


Come nascondere un utente dal tuo canale youtube


Per poter bannare un utente dal tuo canale, facendo in modo che ogni suo commento, anche non diretto a te, non sia più visibile a nessuno dei visitatori della tua pagina youtube, segui questi brevi passaggi:
  1. Accedi al tubo con user e password
  2. Entra nel tuo canale
  3. Cerca il video in cui il molestatore commenta
  4. Individua il messaggio incriminato
  5. Clicca sui 3 puntini verticali alle destra del commento dell'utente malevolo
  6. Clicca sulla voce "Nascondi utente dal canale" youtube

Come nascondere un utente dal tuo canale youtube

Avrai così fatto sparire la possibilità di commentare a questo utente, per tutti i commenti futuri.

Mi spiego meglio.
In base ai test da me fatto, l'opzione youtube "nascondi utente dal canale" di fatto non blocca la possibilità al cattivo di turno di commentare, ma rende invisibili i suoi commenti a tutti.
Questo però vale solo per i commenti futuri o sul commento che stai nascondendo.
Tutti i commenti precedenti dovranno essere o rimossi o bannati ripetendo questa procedura.

Grazie a questa ulteriore arma dunque, sarà possibile proteggere ancor di più il proprio canale dai malintenzionati.
Se poi qualcuno tira troppo la corda, puoi usare la carta più cattiva e fare la segnalazione al tubo.

Dredd - La legge sono io

Dredd - La legge sono io è un film azione/fantascienza del 1995 diretto da Danny Cannon, con Sylvester Stallone, Armand Assante, Rob Schneider, Diane Lane, Max von Sydow, Jurgen Prochnow, Joan Chen, Joanna Miles, Balthazar Getty.

Dredd - La legge sono io
Trama

In un ipotetico futuro post guerre, un mondo semi distrutto è governato dal caos e dal crimine.
Per cercare di risolvere i problemi con i delinquenti e snellire le pratiche burocratiche, viene instaurata la figura dei Giudici, degli ufficiali che hanno pieno potere di arresto, sentenza e condanna.
Tra queste onnipotenti figure c'è anche il Giudice Joseph Dredd, uno dei più esperti e bravi tutori della legge, dai metodi un po' duri, ma decisamente efficaci.
Dredd crede fermamente nella legge, almeno fino a quando lui stesso non viene accusato ingiustamente di un crimine che non ha commesso.

Recensione

Dredd - La legge sono io è un interessantissimo film futuristico del 1995, dove il tema principale è l'applicazione della legge.
Il protagonista della storia è il bravissimo Sylvester Stallone, che interpreta il giudice Dredd.
A parte le sparatorie, gli effetti speciali e le scene d'azione, la cosa interessante di questa pellicola è la morale che ci sta dietro.
Non voglio spoilerare niente, ma questo film fa molto riflettere sulla legge in generale, argomento decisamente difficile e spinoso.
Se vi piace il genere comunque, "Dredd - La legge sono io" non vi deluderà.

Link alla scheda del film su wikipedia

giovedì 20 luglio 2017

Small Crimes (film)

Small Crimes è un film drammatico del 2017 diretto da Patty Jenkins, con Nikolaj Coster-Waldau, Molly Parker, Macon Blair, Gary Cole, Robert Forster, Jacki Weaver, Michael Kinney.

Small Crimes

Trama

Joe Denton è un uomo che ha sbagliato e che ha perso tutto.
Finito per diverso tempo in prigione, al suo rilascio non ha più niente, neanche il permesso di poter riavere con sè le proprie figlie.
Joe è deciso a tutto pur di rigare dritto e poter così riavere la sua famiglia, ma ci sono ancora un po' di scheletri nel suo armadio, e dei vecchi conoscenti di Joe con i quali dovrà fare i conti.


Recensione

Small Crimes è un buon film drammatico / thriller del 2017.
In questa pellicola ritroviamo un volto noto per gli amanti de il trono di spade, niente poco di meno che Nikolaj Coster-Waldau, alias Jaime Lannister.
Questo film parla sostanzialmente della redenzione e di ciò che un uomo è disposto a fare pur di riottenere una vita normale.
Da una parte c'è una persona che ha sbagliato, dall'altra ci sono le sue colpe.
Sarà anche colpa del destino, ma in certi casi le scelte che si fanno per risolvere alcune situazioni, possono anche essere davvero drastiche.

Nel complesso devo dire che questo Small Crimes è stata una piacevole sorpresa.
Interessante da guardare, mai noioso, un po' giallo, e con un finale davvero d'impatto.
Lo consiglio vivamente a tutti gli amanti del genere.