domenica 13 settembre 2015

Psicologia generale I (17/27): L'olfatto

Il naso umano è in grado di percepire odori molto deboli, odori che nessuna macchina elettronica sarebbe in grado di percepire.
Siamo inoltre in grado di distinguere circa 10000 composti chimici differenti in base al loro odore.
Inoltre, siamo in grado di distinguere le persone dall'odore.

La cavità nasale è tappezzata dall'epitelio olfattorio, che contiene le terminazioni sensitive di circa 10 milioni di neuroni sensoriali specializzati per recepire gli odori.
Ogni terminazione sensoriale ha da 5 a 20 ciglia, le quali contengono molti recettori.
Il naso umano contiene circa 1000 tipi diversi di recettori, i quali, se localizzati su un particolare neurone olfattorio, sono dello stesso tipo, quindi ogni tipo di neurone olfattorio differisce dagli altri nel grado di sensibilità a determinate sostanze.

Ogni sostanza che siamo in grado di distinguere, attiva determinati pattern di attività neurali nei glomeruli del bulbo, questi a loro volta, inviano proiezioni nervose alle regioni nervose quali l'ipotalamo e il sistema limbico.

Gli odori possono raggiungere l'epitelio olfattorio attraverso 2 vie: dalle narici e dalla bocca.
La parte posteriore del cavo orale è collegata con la cavità nasale tramite un canale chiamato nasofaringe.
La masticazione e la deglutizione spingono l'aria attraverso il cavo orale fino al naso, quindi spesso ciò che chiamiamo gusto è in realtà sapore, ovvero un mix tra gusto e odore.
Se chiudiamo le narici, blocchiamo entrambi i canali olfattivi, difatti, se ingeriamo un cibo ad occhi chiusi in questa condizione, la nostra capacità di riconoscerlo cala sensibilmente.

Con l'avanzare dell'età il senso dell'olfatto diminuisce.

Un feromone è una sostanza chimica rilasciata da un animale, che agisce sugli altri membri della specie in modo da provocare un comportamento o una risposta fisiologica particolare.
La struttura specializzata nella risposta ai feromoni è localizzata nella cavità nasale e si chiama organo vomeronasale.
Anche gli esseri umani sono in grado di secernere sostanze odorose tramite alcune ghiandole della pelle, ed inoltre possediamo l'organo vomeronasale.
Anche se non si ha alcuna prova, si ipotizza che in alcune parti del corpo, quali gli organi genitali e le ascelle, possano essere prodotti dei feromoni che influenzano l'attrazione sessuale.
Sono stati fatti degli esperimenti facendo odorare ad alcune ragazze i presunti feromoni prodotti da altre ragazze, e sembra che dopo un po' di sessioni ci sia stato un allineamento del ciclo metruale, tra le due cavie (esperimento di Martha McClintock).

Sotto l'aspetto evolutivo, si potrebbe ipotizzare che scegliamo il partner anche in base all'odore, in quanto un odore diverso dal proprio equivarrebbe ad una diversa struttura genetica, cosa preferibile per poter mischiare i propri geni con quelli di altri individui, ottenendo così maggiori probabilità di avere una migliore selezione, e riducendo il rischio di accoppiarsi con i propri parenti.
Questa diversità genetica legata all'odore è stata riconosciuta in 50 geni diversi indicati col nome di complesso maggiore di istocompatibilità (o MHC).


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