sabato 15 luglio 2017

Psicodinamica dello sviluppo (6/11): Trasmissione intergenerazionale dell'attaccamento

Nella strange situation i bambini devono affrontare un ambiente sconosciuto, l'interazione con un estraneo e 2 brevi separazioni dalla madre.
La strange situation è composta da 8 episodi: la madre ed il bambino sono accompagnati in una stanza del laboratorio attrezzata per il gioco, dove vengono raggiunti da una donna sconosciuta al bambino, poi mentre la sconosciuta gioca col bambino, la madre va via e poi torna subito dopo, segue una seconda separazione dove il bambino resta solo ed infine tornano la madre e l'estranea.
Sulla base delle reazioni dei bambini a questi stress è possibile distinguere 3 tipi d'attaccamento:

  • Attaccamento sicuro: questi bambini ricercano la vicinanza della madre durante il ricongiungimento, esprimono apertamente il loro sconforto, la propria tensione e l'angoscia e poi sono in grado di tornare ad esplorare l'ambiente circostante.
  • Attaccamento insicuro evitante: appaiono tranquilli e al momento del ricongiungimento ignorano o evitano la madre.
  • Attaccamento insicuro ambivalente: combinano la forte ricerca di vicinanza con la resistenza al contatto, non riescono a riprendere a giocare e non esplorano l'ambiente. 

Successivamente Main e Solomon hanno individuato una quarta categoria, l'attaccamento disorganizzato/disorientato, caratterizzato da comportamenti contraddittori, mal orientati, che indicano apprensione nei confronti di un genitore.
Il modello operativo di attaccamento viene costruito sulla base delle prime esperienze vissute dal bambino nel corso delle sue interazioni con le figure di attaccamento significative.
Diversi studi mostrano che madri di bambini con attaccamento sicuro sono sensibili e responsive, le madri di evitanti non sono responsive o non colgono i segnali, sono distanti emotivamente e scarsamente inclini al contatto fisico, mentre i bambini ambivalenti hanno madri che rispondono ai loro segnali in maniera incoerente.


Adult Attachment Interview


Diversi dati sembrano suggerire che i bambini di vittime di abusi diventeranno probabilmente dei genitori abusanti, e che in generale genitori con problemi rimandano ad un'infanzia con problemi.
Il modello che descrive la trasmissione intergenerazionale dell'attaccamento:
prime esperienze di attaccamento del genitore -> comportamento genitoriale -> esperienza d'attaccamento del bambino
Cmq il legame tra le prime esperienze d'attaccamento ed il successivo comportamento genitoriale può essere spezzato tramite le esperienze positive vissute con altre persone (genitori o partner).
Un partner o un terapeuta possono costituire una base sicura su cui contare per esplorare le precedenti esperienze d'attaccamento e venire a patti con esse.
L'AAI si basa su 2 assunti: la memoria autobiografica è la ricostruzione in atto del proprio passato alla luce delle nuove esperienze, la rimozione, la scissione e l'idealizzazione del passato esistono e possono essere analizzate studiando separatamente la forma ed il contenuto dei resoconti autobiografici di natura narrativa.
Si può avere quindi un nuovo modello:
prime esperienze di attaccamento del genitore -> rappresentazione dell'attaccamento del genitore -> comportamento genitoriale -> esperienze d'attaccamento del bambino
Quindi ora si pensa che il comportamento genitoriale non dipende solo dal passato, ma può essere anche influenzato dal contesto presente, dalle relazioni attuali.
L'AAI è un'intervista semistrutturata della durata di circa un'ora che indaga le descrizioni generali delle relazioni passate con i genitori, gli specifici ricordi sul sostegno offerto dai genitori o sulla contraddittorietà dei loro comportamenti e le descrizioni delle attuali relazioni con i genitori.
Ai soggetti viene chiesto di indicare 5 aggettivi per descrivere la loro relazione con ciascun genitore nel corso dell'infanzia.
Si chiede inoltre: perchè hanno scelto quegli aggettivi, a quale genitore si sentono più vicini, che facevano da bambini quando erano turbati, che ricordano della separazione dei genitori, se si sono mai sentiti rifiutati da loro.
Si chiede inoltre se pensano che le loro personalità adulte sono state influenzate da tali esperienze, perchè i genitori secondo loro si sono comportati così e come si è modificata nel tempo la loro relazione con i genitori (e anche domande su eventuali perdite significative).
Le interviste sono trascritte parola per parola e codificate, i soggetti sono inoltre invitati a dire cose di cui sono sicuri, devono essere brevi ma esaustivi, devono andare al dunque ed esporre le informazioni con chiarezza ed in modo ordinato.
Sono stati individuate 3 tipologie di attaccamento:

  • distaccato svalutante: enfatizzano la propria indipendenza, quando riconoscono alcuni aspetti negativi dell'infanzia insistono nel dire che non sono stati influenzati da questi, esprimono spesso valutazioni positive sul passato senza essere in grado di provarle e spesso si giustificano dicendo di non ricordare, sono spesso contraddittori ed incoerenti.
  • autonomo: non hanno problemi nell'esporre le loro valutazioni sulle relazioni passate, né a riconoscerne l'importanza avuta per lo sviluppo della loro personalità, sono in grado di descrivere in modo coerente le loro esperienze di attaccamento (no contraddizioni).
  • preoccupato: sono ancora molto attenti alle passate esperienze d'attaccamento e quindi non sanno descriverle in maniera coerente, sono un po' vaghi, spesso si arrabbiano pensando all'attuale relazione coi genitori. 

I soggetti svalutanti e preoccupati sono considerati rientrare nella tipologia di attaccamento insicuro.
Soggetti che dimostrano di non aver ancora portato a termine l'elaborazione del lutto, vengono classificati come irrisolti.

Attendibilità
L'AAI risulta in parte influenzata dalla personalità dell'intervistatore e dallo stile di conduzione da lui adottato.
La fedeltà della trascrizione è un fattore essenziale per la bontà dei dati e l'affidabilità intergiudici viene valutata e riportata in quasi tutte le ricerche che usano l'AAI, mostrando una buona ma non perfetta attendibilità.
Per verificare la stabilità della rappresentazione dell'attaccamento negli adulti si usa l'attendibilità test-retest.

Validità discriminante
Il discorso rilevato con la AAI dovrebbe rispettare le massime di qualità, quantità, rilevanza e modo di Grice, e la coerenza delle trascrizioni dei resoconti potrebbe essere determinata dalle capacità di ragionamento logico dei soggetti (intelligenza).
Parlando di memoria, il sistema di codifica prevede che un mancato ricordo degli eventi dell'infanzia possa essere considerato indicativo di un modello operativo di attaccamento insicuro, tuttavia è importante capire se la AAI valuti le rappresentazioni dell'attaccamento interne al soggetto o piuttosto differenze cognitive di ordine generale che tradurrebbero come una diversa efficienza della memoria autobiografica.
Alcuni studi dimostrano che la classificazione dell'attaccamento fatta con la AAI non è influenzata dalle differenze nella memoria autobiografica dei soggetti.
Bisogna valutare poi la desiderabilità sociale dei soggetti, e per far questo si include spesso nella ricerca anche una misura della desiderabilità sociale, e cmq da nessuno studio è emersa l'esistenza di un legame tra desiderabilità e classificazione dell'attaccamento.
Non è stata riscontrata manco una significativa relazione tra temperamento ed attaccamento adulto.
Tutte queste verifiche vanno a favore della bontà psicometrica della AAI.

Distribuzione delle categorie d'attaccamento in campioni clinici e non clinici
Su un campione non clinico sono state rilevate 2000 AAI ed i risultati hanno mostrato che la percentuale delle madri insicure è molto elevata, la nazionalità e lo stato economico non sembrano importare, la distribuzione relativa ai padri rispecchia quella delle madri.
Sembra che ci sia la tendenza a compensare l'insicurezza con la sicurezza del partner e che quindi ci siano buone possibilità di interrompere il ciclo generazionale dell'insicurezza.
Su un campione clinico si sono trovati più comportamenti insicuri rispetto al campione non clinico, dove però non c'è correlazione tra tipo di disturbo psichico e tipo di rappresentazione di attaccamento, cmq i soggetti svalutanti sono risultati essere i meno disturbati tra gli insicuri.
All'aumentare dell'insicurezza aumenta il numero di disordini di personalità e la sicurezza dell'attaccamento risulta associata alla qualità delle interazioni tra i pazienti e il personale sanitario.
In definitiva, non è stato ritrovato nessun legame inequivocabile tra AAI e tipologie di disordini di personalità, ma si è trovato che i delinquenti più insicuri erano anche quelli più disturbati.

Misure alternative
L'AAI è uno strumento molto laborioso, ci vuole uno specifico addestramento per poterla utilizzare, per questo motivo alcuni ricercatori hanno creato metodi alternativi, tuttavia tutti questi strumenti non presentano una validità convergente soddisfacente e quindi non esiste ancora un'alternativa valida alla AAI.


Trasmissione intergenerazionale dell'attaccamento


La trasmissione intergenerazionale dell'attaccamento suggerisce l'esistenza di una analogia tra strategie di attaccamento dell'adulto e del bambino.
Si pensa che genitori autonomi alimentino una relazione sicura coi figli grazie alla loro capacità di cogliere i comportamenti di segnalazione a loro indirizzati, mentre le esperienze passate dei genitori insicuri possono intaccare questa capacità.
Tramite il metodo della meta-analisi, si è scoperto che le rappresentazioni dell'attaccamento possedute dai genitori prima della nascita del figlio possono predire la qualità della relazione di attaccamento genitore-figlio a un anno di distanza (non sembrano plausibili le spiegazioni che parlano dell'esistenza di un terzo fattore influente, quindi il QI ereditario o il temperamento ereditario non sono associati alle classificazioni ottenute con l'AAI).


Responsività genitoriale
La responsività è l'abilità di percepire e interpretare con accuratezza i segnali ed i messaggi comunicativi impliciti nel comportamento del bambino, e sulla base di questa comprensione, rispondere a tali segnali in modo adeguato e con prontezza.
I soggetti che tendono a negare i propri sentimenti negativi relativi alle proprie passate esperienze potrebbero rilevarsi meno disposti a cogliere i sentimenti d'ansia dei figli e a reagire a questi in maniera adeguata.
Invece nel caso che i genitori siano ancora molto legati alle esperienze passate (di attaccamento ai genitori), queste stesse esperienze possono intralciare la loro attuale capacità di recepire i segnali emessi dai propri figli nel corso di eventi stressanti e di rispondere ad essi in modo adeguato.
I genitori autonomi invece sono di solito recettivi ai tentativi dei figli di comunicare il loro stato d'ansia e di inquietudine.

Interruzione della trasmissione
Il processo della trasmissione intergenerazionale non è ancora stato spiegato nella sua interezza.
Le differenze di responsività tra genitori con lo stesso tipo di attaccamento possono essere spiegati da errori di misurazioni, da fattori genetici, e cmq le misure della responsività attualmente disponibili non sono in grado di abbracciare tutti gli aspetti significativi dell'interazione genitore-figlio.

Influenze ambientali
E' stato fatto uno studio sui Kibbutz israeliani per vedere le influenze ambientali sull'attaccamento ed è stato scoperto ad esempio che la trasmissione intergenerazionale era presente o assente in relazione alla diversa sistemazione notturna dei bambini, cosa che sembra costituire un aspetto fondamentale del contesto di cura del bambino.
Questo risultato lascia intravedere i limiti dell'ipotesi della trasmissione intergenerazionale.
Sembra che l'esposizione positiva con la madre possa essere annullata dagli effetti negativi del contesto, o cmq la poca frequenza a queste esposizioni può agire negativamente, quindi separazioni frequenti protratte nel tempo potrebbero veicolare sentimenti di insicurezza nonostante il positivo attaccamento madre-figlio.
Quindi si può concludere che la trasmissione intergenerazionale non è indipendente dal contesto e che specifiche pratiche educative possono ostacolare ed impedire la trasmissione della sicurezza.

Attaccamento dall'infanzia all'età adulta
Le precoci esperienze di attaccamento possono assumere un ruolo effettivo nella formazione delle rappresentazioni adulte relative all'attaccamento.
Si pensa che lo sviluppo dell'attaccamento nel primo anno di vita sia influenzato da particolari condizioni ambientali, sensibilità che diminuisce man mano che si cresce.
Uno studio di Zimmermann dimostra che il 70% della varianza relativa alla sicurezza dell'attaccamento dell'adolescente viene spiegata da eventi di vita, mentre lo studio Hamilton ha dimostrato che l'attaccamento si dimostra particolarmente stabile in un periodo di ben 17 anni.
Questa continuità è stata associata a specifiche circostanze familiari, dove ad esempio i bambini sicuri vivevano in famiglie benestanti dove la possibilità dello stress era ridotta.
La discontinuità dell'attaccamento sembra essere correlata ad eventi di vita negativi, come la perdita di un genitore, il divorzio, malattie gravi, disturbi di natura psichica, abusi.
Tutti gli studi a disposizione mostrano una certa continuità di attaccamento dopo i primi 20 anni di vita, e che la discontinuità è connessa a particolari eventi negativi.
Lo sviluppo dell'attaccamento non si conclude cmq nel primo anno di vita, ma rimane aperto agli influssi provenienti dall'esterno e suscettibile al cambiamento, per tutta la durata dell'adolescenza.

Spezzare il ciclo intergenerazionale di attaccamento insicuro
L'attaccamento insicuro durante l'infanzia è associato a un aumento del rischio di sperimentare in età prescolare problemi della sfera socio-emotiva.
Sono stati sviluppati 2 tipi d'approccio di ricerca-intervento per modificare l'attaccamento insicuro.
Nel primo caso gli interventi si indirizzano alla responsività del genitore, nel secondo caso gli interventi si focalizzano sulle rappresentazioni mentali dell'attaccamento dei genitori.
Alcuni interventi sembrano efficaci per modificare la sensibilità dei genitori ma non lo stile d'attaccamento del bambino, altri possono modificare solo le rappresentazioni dei genitori, ma non l'attaccamento infantile o la sensibilità genitoriale.
Purtroppo la maggior parte degli studi non riscontra cambiamenti nelle rappresentazioni dell'attaccamento.
La generalizzabilità degli interventi sembra garantita quindi solo nei casi in cui gli interventi producono un cambiamento non solo del comportamento genitoriale o dell'attaccamento del bambino, ma anche delle rappresentazioni di attaccamento.
Si potrebbe cmq ipotizzare che alla lunga, il cambiamento comportamentale faccia mutare la rappresentazione mentale e che il comportamento sicuro del bambino alla lunga possa far mutare la rappresentazione insicura del genitore, ma queste sono ipotesi non verificate.

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