martedì 3 maggio 2016

Disturbi evolutivi delle funzioni cognitive (2/4): Dislessia e disturbi di scrittura

Il disturbo specifico nell'apprendimento della decodifica di lettura (lettura decifrativa) è noto come dislessia.
In questo disturbo i fattori d'inclusione sono: il bambino è intelligente, di buone condizioni socioculturali, senza problemi emotivi rilevanti, ha avuto un normale insegnamento, presenta dalla prima elementare una sorprendente difficoltà nell'apprendimento della lettura che permane anche dopo che sono stati avviati sforzi notevoli per aiutarlo.
Questo disturbo ha anche una notevole familiarità.
Per dislessia si deve intendere solo uno specifico disturbo nell'automatizzazione (velocità) e nella correttezza della lettura, per disortografia solo uno specifico disturbo nella correttezza della scrittura (difficoltà di trascrizione da fonema a grafema) e per disgrafia una specifica difficoltà nella realizzazione manuale di grafemi e quindi nel grafismo.


Problemi nella valutazione di dislessia e disortografia


La valutazione clinica indaga su l'impatto che le difficoltà di lettura e di scrittura hanno nella vita di tutti i giorni, con particolare attenzione per la vita scolastica e le possibili ripercussioni sul piano emotivo e relazionale.
La valutazione psicometrica invece può dare problemi perché non sono state ancora definite né le prove da utilizzare, né quanti e quali dovrebbero essere i parametri che devono ricadere nella fascia critica, inoltre, se 2 clinici usano strumenti diversi, possono giungere a valutazioni diverse.
Ci sono poi problemi legati a misure normative diverse, tipo il tener conto delle sillabe al secondo o dei secondi per sillaba, o i tempi totali di esecuzione, o le medie, o le deviazioni standard, ecc...
Cmq sia, per le prove d'apprendimento, l'uso di scale ordinali o di fasce di prestazioni sembra più prudente rispetto all'uso di media e deviazione standard.
La verifica della competenza della lettura dovrebbe prevedere la lettura di un brano e di liste di parole, la valutazione della scrittura dovrebbe considerare una prova di produzione di testo, una prova di dettato di parole e una di velocità di produzione di grafemi, ovvero tutte prove neutre rispetto ai vari modelli teorici di riferimento.
Per la lettura di brani ci sono le prove di lettura MT, per la lettura di liste di parole c'è la batteria per la valutazione della dislessia e disortografia evolutiva, per le prove di produzione testo ci sono prove le di descrizione e narrazione della batteria per la valutazione della scrittura e della competenza ortografica nella scuola dell'obbligo.



Modelli interpretativi


La fase di definizione delle caratteristiche del disturbo ha prodotto diversi modelli interpretativi.

Ipotesi del doppio deficit
Si ipotizza che il locus del disturbo possa essere distinto in un deficit nella componente fonologica e in un'inefficienza nel recupero di informazioni fonologiche e quindi di denominazione veloce.
Il vero ostacolo alla lettura sembra derivare dalla fluenza, derivante da un rallentamento nei processi di recupero dalla memoria a lungo termine delle informazioni rilevanti e lessicali.
In uno studio di Zoccolotti, è stato dimostrato che l'allungamento dei tempi di lettura a seconda del numero di grafemi contenuti nella parola viene ridotto se si richiede ai dislessici di leggere dopo un ritardo di almeno 1 secondo dalla presentazione sullo schermo.
Questo ritardo potrebbe facilitare alcuni processi prelessicali, ad esempio l'analisi visiva.

Ipotesi delle 2 vie
Questo modello sostiene che la lettura può avvenire normalmente tramite 2 vie, una fonologica (che si basa sulle regole di trasformazione del testo scritto in fonemi) ed una diretta che porta al riconoscimento immediato della parola scritta.
In alcuni disturbi sarebbe quindi compromessa la via fonologica (dislessia fonologica, dislessia lettera per lettera), in altri la via diretta (dislessia superficiale) ed in altri ancora l'accesso al significato (dislessia profonda, iperlessia).
Questo modello a 2 vie è molto usato nelle ricerche attuali.

Problemi visivi
Si pone l'accento sul deficit del sistema magnocellulare usato nei processi di decodifica delle lettere o parole, ovvero di quella parte del sistema visivo che permette di rilevare e rapidi cambiamenti nella periferia del campo visivo.
Nella lettura, questo sistema permette di dirigere i movimenti oculari verso la parola o una sua parte, la quale deve essere sufficientemente messa a fuoco per essere riconosciuta e associata alle sue corrispondenze fonologiche.
Secondo gli studi di Spinelli, circa il 30% dei dislessici analizzati riporta una difficoltà particolare quando alcune parole e delle non parole da identificare sono presentate mescolate ad altre (fenomeno definito come crowding o affollamento della lettura).


Analisi dell'apprendimento della lettura


Spesso i disturbi si presentano come ritardi e quindi il bambino si trova in una fase precedente rispetto ai suoi coetanei.
La soluzione in questi casi è quella di promuovere lo sviluppo delle fasi successive a quella dove si è fermato il bambino.
Secondo il modello a 2 vie, la fase alfabetica è importante per l'apprendimento della lettura, e corrisponde a quella fase dove il bambino inizia a riconoscere automaticamente parti sempre maggiori della parola scritta.
Inizialmente il lettore si basa su ogni singolo grafema, successivamente c'è la fase alfabetica che fa riconoscere gruppi di lettere (sillabe), grafemi e morfemi.
Spesso la descrizione qualitativa delle tappe d'apprendimento della lettura viene affiancata alla descrizione quantitativa.
L'uso dell'indice della rapidità sembra fondamentale, in quanto è stato provato che i ragazzi dislessici presentano una velocità media che è circa la metà di quella dei normolettori.



Procedure diagnostiche d'inclusione


La disgrafia viene individuata analizzando la leggibilità del grafema, dove se una persona che non ha mai visto una calligrafia non capisce ciò che è stato scritto, si può parlare di questo disturbo.
Altri aspetti importanti del grafismo riguardano la gestione dello spazio sul foglio, il rispetto delle distanze tra le lettere e le parole, ecc...
Parlando di comorbilità, la dislessia è spesso associata alla disortografia, ed entrambe spesso sono associate alla discalculia o ad altri disturbi evolutivi, come ad esempio un disturbo da deficit di attenzione-iperattività o disturbi del comportamento o dell'umore.



Trattamento della dislessia


Le abilità più prossime alla lettura e alla scrittura sono i migliori predittori del successo in lettura e scrittura.
Queste abilità sono le competenze che più si avvicinano al compito della lettura e scrittura, ad esempio in fase prescolare sono le abilità metafonologiche di analisi e sintesi fonologica ed il riconoscimento o la scrittura di singoli grafemi.
Esistono molte proposte di trattamento, che vanno da suggerimenti, a proposte didattiche, a materiali psicopedagogici e a procedure specifiche controllate sperimentalmente.
La pratica può aiutare il bambino, inoltre il dislessico tende, per motivi motivazionali e di scarsa competenza, a leggere meno dei suoi coetanei e questo riduce la sua probabilità di memorizzare le forme scritte, quindi ogni cosa che incentiva la lettura (come stimoli accattivanti, giochi, ecc...) è benevola al bambino.
Anche le attività aspecifiche sono utili, e sono quelle attività che non hanno a che fare con la specifica difficoltà del bambino, ma che cmq mettono in gioco processi implicati nella lettura.
Per la dislessia sono stati proposti molti trattamenti, ma quelli che sembrano più efficaci sono quelli che inizialmente puntano a raggiungere la massima correttezza senza enfatizzare la velocità, proponendo subito dopo, esercizi per l'automatizzazione del riconoscimento di sillabe e parole, meglio se usando brani mediante software ad hoc.
Secondo i dati di numerose ricerche sembra che raggiungere la normalizzazione nella correttezza in lettura sia un traguardo possibile per la maggior parte dei soggetti.



Trattamenti della scrittura


Per il trattamento della disortografia purtroppo non ci sono dati raccolti in modo sistematico, quindi in attesa di studi sistematici il suggerimento è quello di migliorare i processi sottostanti la corretta produzione di parole regolari ed irregolari.
Per le parole regolari i processi sono quelli di analisi fonologica e dell'associazione con i corrispondenti grafemi, e più avanti nello sviluppo, quelli relativi a gruppi ortografici particolari (gh, ch, gl, sc, gn) e quelli relativi alla padronanza della scrittura di raggruppamenti di lettere.
Nel caso di parole irregolari, può funzionare un misto di memorizzazione delle eccezioni associato all'apprendimento di regole.
Tressoldi e Cornoldi hanno distinto 3 tipi d'errore: fonologici (la produzione scritta non corrisponde all'enunciato), non fonologici (c'è corrispondenza ma le parole sono unite o separate erroneamente, es. cera una volta, in tanto), fonetici (errato uso di doppie ed accenti).
Attività d'aiuto comprendono programmi di videoscrittura che includono il correttore e software dove il bambino può sentire ciò che dice.
Per quanto riguarda la velocità di scrittura, non sono ancora disponibili studi italiani per verificare la possibilità di migliorare la velocità di scrittura e pochi sono i contributi presenti nella letteratura con alunni di lingua inglese.
Si pensa cmq che un intervento sulla competenza ortografica abbia cmq un effetto benevolo indiretto sulla velocità di scrittura.
Per la disgrafia, Berninger e Graham hanno dimostrato che insegnando adeguati pattern motori ad alunni di prima elementare, si possono ottenere dei significativi cambiamenti, anche se però è da studiare se è possibile migliorare bambini più grandi che ormai hanno automatizzato il modo errato di scrivere.
I problemi di espressione scritta si presentano sotto varie forme e in associazione con altre difficoltà, cmq ci sono molte prove a sostegno dell'ipotesi che sono problemi migliorabili, usando aiuti esterni che riducono il carico cognitivo e potenziando le strategie metacognitive e motivazionali.
Un esempio di training è quello di Graham, il self-regulated strategy development che prevede:

  1. sviluppo e attivazione delle conoscenze possedute
  2. discussione di strategie proposte
  3. modellamento cognitivo di ogni strategia
  4. memorizzazione della strategia
  5. supporto collaborativo della strategia
  6. richiesta di prestazione indipendente
Il programma lavora su 4 strategie di base per l'autoregolazione sviluppate assieme alle strategie di scrittura: definizione dell'obiettivo, autoistruzioni, automonitoraggio e autorinforzo.

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