mercoledì 28 dicembre 2016

Street Fighter - Sfida finale

Street Fighter - Sfida finale è un film azione/fantastico del 1994 diretto da Steven E. de Souza, con Jean-Claude Van Damme, Raúl Juliá, Ming-Na Wen, Damian Chapa, Byron Mann, Kylie Minogue, Wes Studi, Jay Tavare, Grand L. Bush.

Street Fighter - Sfida finale
Trama
A Shadaloo, nel sud-est asiatico, il malvagio Mister Bison regna illegalmente come un vero e proprio dittatore, grazie al suo esercito privato.
Un bel giorno Bison, fa rapire alcuni civili, ed impone un enorme riscatto alle nazioni alleate, così al colonnello Guile viene data la missione di liberare gli ostaggi e di sgominare l'organizzazione di Bison.
Oltre a Guile inoltre, si aggiungono anche altri personaggi per cercare di contrastare Bison, alcuni mossi da rancori personali verso il dittatore.

Recensione
Street Fighter - Sfida finale è un film d'azione del 1994, tratto dall'omonimo videogioco.
Io sono un grande fans del videogames, quindi non ho potuto non vedere questo film, che pur rasentando il trash, l'ho trovato comunque interessante.
Se siete degli appassionati di arti marziali e/o del videogioco quindi, non potete non guardare almeno una volta Street Fighter - Sfida finale.

Link alla scheda del film su wikipedia

martedì 27 dicembre 2016

Come togliere la pubblicità da Tumblr

Sto parlando ovviamente del tuo blog tumblr, e non di tumblr in generale, ma è comunque possibile far sparire la pubblicità dal proprio canale, in modo da non disturbare troppo i nostri visitatori.

Tumblr infatti di default, attiva la pubblicità nei nuovi blog creati, in modo che quando un navigatore ci finisce sopra, vede i vari annunci pubblicati nelle pagine del nostro blog.
L'opzione è sicuramente interessante, ma magari in un futuro, quando il blog tumblr avrà molte visite e sarà dunque più interessante monetizzarlo.
Per il momento quindi, vediamo come rimuovere la pubblicità dal proprio blog tumblr.


Come togliere la pubblicità da Tumblr


Per eliminare la pubblicità dal proprio blog tumblr, seguire i seguenti passaggi:
  1. Entrare nel proprio blog
  2. Cliccare sull'ingranaggio in alto a destra per entrare nelle Impostazioni
  3. Scrollare la pagina fino a trovare la voce Pubblicità, e defleggare l'opzione Pubblicità su blog.

Come togliere la pubblicità da Tumblr

Ecco fatto.
Da ora in poi il tuo blog tumblr sarà privo di annunci pubblicitari.

Potrai ovviamente riattivare questa possibilità in qualsiasi momento vorrai, ma attenzione, gli annunci paganti saranno attivi solo per i blog più attivi e con più visite.
Infatti, se il tuo blog risulterà meritevole, potrai diventare un vero e proprio partner tumblr, ed iniziare così a guadagnare postando... che è poi un po' il sogno di tutti i blogger :)

Come farti fare delle domande su Tumblr

Lo sapevi che tumblr può essere integrato con Ask?
Come cos'è Ask.fm? A già, non ne ho mai parlato sul mio sito, comunque ask è quella piattaforma dove molte persone (soprattutto ragazzi), consentono agli altri (anche perfetti sconosciuti) ti porgli le più disparate domande.
Anche Tumblr da questa possibilità, basta attivarla sul proprio blog.


Come farti fare delle domande su Tumblr


Per trasformare il proprio blog tumblr in un luogo dove condividere il sapere e dove rispondere alle domande di tutte, occorre abilitare l'opzione ASK.

Per avere un blog tumblr ask dunque, seguire questi semplici passaggi:
  1. Entrare nel proprio blog tumblr
  2. Entrare nelle impostazioni cliccando sull'ingranaggio in alto a destra
  3. Scrollare la pagina fino a trovare la voce Chiedi, e spuntare la voce Permetti agli altri di fare domande.
  4. Inserire il nome della pagina delle domande (es: Chiedimi qualcosa), e volendo, dare la possibilità di ricevere domande anonime su tumblr ask.

Come farti fare delle domande su Tumblr

Il tuo blog avrà ora un'apposita sezione chiamata con il nome che gli hai dato, dove chiunque potrà porti qualche domanda, in puro stile ask.

L'url del tuo blog ask tumblr sarà una cosa del genere:
https://oggieunaltropost.tumblr.com/ask

Tumblr Ask

Ovviamente, riceverai una notifica per ogni domanda che ti verrà posta, via email o sul cellulare, in modo che potrai essere avvisato in tempo reale sulle domande che ti arrivano dal tuo blog.

Ora che hai attivato questa opzione Tumblr Ask però, se non vuoi che la cosa si riveli controproducente, rispondi a tutte le domande che ti vengono fatte il più velocemente possibile.

Buone domande e risposte a tutti :)

Come seguire qualcuno su Tumblr

Adesso che abbiamo creato il nostro blog su Tumblr, e che abbiamo imparato come condividere qualche contenuto, vediamo come fare per seguire qualcuno su Tumblr.
Come per ogni social network che si rispetti infatti, anche su tumblr è possibile seguire altre persone / pagine / gruppi / forum, ed è tutto molto semplice.


Come seguire qualcuno su Tumblr


Tumblr, già dalla dashboard consente di poter seguire altri blog.
Esiste infatti una sezione in alto a destra chiamata Blog raccomandati, dove chiccando sul simbolo del più, sarà possibile seguire con solo click un blogger tumblr.

Come seguire qualcuno su Tumblr

Un altro metodo per seguire qualcuno su tumblr è quello di cercarlo con la ricerca in alto nella pagina.
Quindi, inserire il nome del blog da seguire nel box di ricerca in alto nella pagina, ed una volta trovato il tumbler desiderato, clicchiamo sul tasto Segui, presente nell'anteprima del blog.

Segui su tumblr

Oppure, se conosciamo l'url del blog tumblr da seguire, entriamo nella pagina, passiamo con il mouse in alto a destra, e clicchiamo sul tasto Segui.

Segui un blog tumblr

Come avete visto, seguire un blog su tumlr è molto semplice... farsi seguire invece, è tutto un altro discorso :-)
Comunque con un po' di impegno, anche su tumblr i followers arrivano :)

The Protector 2

The Protector 2 è un film azione del 2013 diretto da Prachya Pinkaew, con Tony Jaa, RZA, Petchtai Wongkamlao, Adinan Buntanaporn, Theerada Kittisiriprasert, Yayaying Rhatha Phongam, Marrese Crump, JeeJa Yanin.

The Protector 2
Trama
Kham vive la sua vita in pace e tranquillità, almeno fino a quando degli uomini malvagi non rapiscono nuovamente il suo elefante.
Kham si recherà dunque a Bangkok, dove dovrà vedersela con un'intera banda di criminali e di esperti ti arti marziali, i quali stanno anche architettando un attentato con fini politici.
Solo grazie alla padronanza nell'arte del Muay Thai, Kham potrà riuscire nel suo intento.

Recensione
The Protector 2 è un film d'azione / arti marziali con il bravissimo Tony Jaa.
Uscito diversi anni dopo il primo film, purtroppo questo seguito soffre un po' dell'avanzare del tempo.
Tony sembra decisamente sottotono rispetto al primo capitolo, e sembra anche molto meno bravo che in ong-bak, inoltre la trama è assai ripetitiva e noiosa.
Inseguimenti spettacolari ma non troppo ed avversari poco credibili, fanno di questo seguito un mezzo flop... consigliato solo ai fans di Tony e dei film di combattimenti.

Link alla scheda del film su wikipedia

lunedì 26 dicembre 2016

Drunken Master

Drunken Master è un film azione/commedia del 1978 diretto da Woo-ping Yuen, con Jackie Chan, Yuen Siu-tien, Hwang Jang-Lee, Fung Ging Man, Hsu Hsia, Linda Lin, Dean Shek, Yuen Shun-yee.

Drunken Master
Trama
Wong Fei Hung è un giovane esperto di arti marziali che si mette sempre nei guai a causa del suo carattere.
Mandato dal padre ad addestrarsi con il maestro Su Hua Chi, un esperto di kung fu che passa il suo tempo ad ubriacarsi, Wong, inizialmente riluttante, imparerà lo stile dell'ubriaco, grazie al quale diventerà imbattibile.

Recensione
Drunken Master è un vecchio film di kung fu del 1978, uno dei primi di in cui Jackie Chan è il completo protagonista.
In questo film, il protagonista Wong Fei Hung (che nel doppiaggio italiano viene chiamato Freddy) impara lo stile di kung fu denominato, gli otto Dei ubriachi, che come fa intuire il nome, trattasi di uno modo di combattere in cui si è completamente ubriachi.
La trama del film è ovviamente banale, e la parte comica non fa ridere chiunque abbia più di 10 anni, ma i combattimenti sono davvero spettacolari.
Film cult di arti marziali, da non perdere per i fans del genere.

Curiosità
Il protagonista di Drunken Master, tra le altre cose, ha ispirato il videogioco Tekken nel suo personaggio di nome Lei Wulong, che usa lo stile dell'ubriaco ed un abbigliamento simile a quello di Wong Fei Hung, e tra le varie mosse ne ha anche una che si chiama proprio Drunken Master.
Lo stesso maestro Su Hua Chi, è stato più o meno copiato ed inserito anche in un altro videogames picchiaduro, Virtua Figher, sotto il nome di Shun Di, un lottatore ubriaco che combatte bevendo una fiaschetta di vino.

Link alla scheda del film su wikipedia

domenica 25 dicembre 2016

Una poltrona per due

Una poltrona per due è un film commedia del 1983 diretto da John Landis, con Dan Aykroyd, Eddie Murphy, Ralph Bellamy, Don Ameche, Denholm Elliott, Jamie Lee Curtis, Paul Gleason, Frank Oz, James Belushi.

Una poltrona per due
Trama
Louis Winthorpe III è un ricco uomo bianco d'affari, Billy Ray Valentine è invece un povero uomo di colore.
Le loro vite sembrano così distanti e diverse, ma quando il destino li farà incontrare, tutta la loro esistenza cambierà completamente.
I due capi di Lous infatti, vedendo per caso Billy, scommettono uno contro l'altro, che un uomo del genere, se messo al posto di Louis, possa cavarsela egregiamente.
Allo stesso tempo, scommettono anche che Louis, se privato del suo denaro, possa diventare anche lui un criminale.
La scommessa verrà subito messa in atto, ed i posti di Louis e Billy verrano invertiti.

Recensione
Una poltrona per due è un film cult commedia americano del 1983.
1 poltrona per 2 è il film di Natale per eccellenza (ed infatti anche io lo posto a Natale :p), dato che per molti anni, le reti televisive italiane hanno trasmesso questa pellicola ogni 25 dicembre.
L'accoppiata Dan Aykroyd ed Eddie Murphy è davvero azzeccatissima, e questo film infatti è un piccolo gioiellino, che potrete tranquillamente davvero riguardare ogni Natale, senza mai annoiarvi.

Link alla scheda del film su wikipedia
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Criminologia (5/8): Paradigma della devianza come costruzione sociale

La prospettiva conflittuale si sviluppa tra gli anni 70 e buona parte degli anni 80 e 3 sono i presupposti interconnessi tra di loro, secondo Wallace e Wolf:
  1. gli individui possiedono un certo numero di interessi di base, che essi cercano di realizzare e che sono comuni a tutte le società
  2. il concetto di potere come nucleo della struttura e delle relazioni sociali e sulla conseguente lotta per ottenerlo (il potere è raro, suddiviso in modo non equo e coercitivo nella sua stessa essenza)
  3. la visione dei valori e delle idee quasi fossero armi usate dai diversi gruppi per portare avanti i loro fini, e non tanto strumenti per definire l'identità e gli scopi di una intera società
Due sono i possibili gruppi in cui si dividono gli studiosi delle teorie conflittuali: un primo gruppo ritiene che lo scienziato sociale abbia l'obbligo morale di impegnarsi in una critica alla società (studiosi marxisti che rifiutano di separare l'analisi dal giudizio e il fatto dal valore, e che pensano che possa esistere una società nella quale non ci sia più posto per il conflitto sociale), un secondo gruppo considera invece il conflitto come un aspetto inevitabile e permanente della vita sociale e respinge l'idea che le conclusioni a cui giunge la scienza sociale siano necessariamente giudizi di valore (studiosi che si concentrano sulla sfera di distribuzione delle scarse risorse e sugli scontri per il potere tra gruppi).


Le teorie del conflitto non marxiste


Queste prospettive vedono come inevitabile il conflitto, rivalutandone gli aspetti funzionali al raggiungimento di nuovi equilibri, si esce dalla visione della società perfetta e si accettano i conflitti come elementi naturali ed universali di ogni società.
Un'altra differenza con le teorie marxiste è che queste teorie non vogliono essere universali.


Caratteri essenziali e contenuti del modello
In questo modello il conflitto è visto come norma ed è il sistema giuridico a stabilire cosa è deviante e cosa no.
Coser distingue in conflitti realistici e non, affermando che ogni sistema sociale contiene germi del conflitto realistico, nella misura in cui la gente solleva rivendicazioni di potere, risorse non disponibili.
Si parla poi di nemico interno, e di concetto di capro espiatorio, quando si inventa un nemico esterno per rendere il gruppo più unito, inoltre, il conflitto fungerebbe da stimolo per l'instaurazione di regole, norme e istituzioni nuove.
Vold descrive invece la società come un complesso di gruppi tenuti assieme in un mutevole ma dinamico equilibrio di interessi e sforzi in reciproca opposizione (es. guerre, lotte sindacali, proteste politiche), e descrive la criminalità come l'azione di gruppi conflittuali minoritari.
Per Turk è importante il concetto di autorità, che stabilisce cosa sia il bene e cosa sia il male e fa rispettare le leggi, mentre secondo Quinney, il crimine prende forma nella mente, viene costruita una realtà concettuale del crimine, ma la conseguenza di questa costruzione è costituita da azioni e avvenimenti, ovvero da una realtà fenomenica.

Limiti e critiche
C'è una visione formale, universale, astratta del conflitto, applicabile in ogni società e priva di riferimenti ai suoi fondamenti sostanziali.
Non si parte dalla sfera economica e sociale, ma da quella politica, si considera quindi il conflitto come risultato del rapporto politico di dominio, conflitto che determina il cambiamento sociale.


Marxismo e criminalità


Il paradigma marxiano è un'altra tradizione di ricerca ed analisi in cui si articola la prospettiva conflittuale.
Marx e Engels analizzano il crimine studiando le condizioni della classe operaia ed il ruolo del diritto e dello stato.
Secondo Engels il delitto è considerato come un indice di demoralizzazione, di perdita di legami societari, di sfruttamento e di assenza di alternative, egli infatti parla di furti come scelta obbligata dettata dalla miseria (si ruba o si muore di fame).
Marx sostiene che la spiegazione del crimine va ricercata nelle condizioni materiali che determinano l'esistenza degli individui, ed il crimine è cmq un espressione di lotta verso le condizioni predominanti (es. la povertà), inoltre sottolinea la funzione positiva per la società del crimine e del criminale, per via della divisione del lavoro e allo sviluppo di altre professioni (es. il delinquente fa lavorare la polizia e fa affinare alcuni settori produttivi, come ad esempio nel caso delle serrature, che diventano più perfette grazie all'esistenza dei ladri).
Si evidenzia inoltre la stretta interdipendenza tra persone per bene e delinquenti, e si parla proprio di natura criminale del capitalismo come sistema (la legge non solo punisce il reato, ma può anche produrlo).
Contro i crimini prodotti dal capitalismo e dalla voglia di avere cose, secondo Bonger è efficace per la prevenzione del crimine, solo la costruzione di una società di tipo egualitario basata sul comune possesso di mezzi di produzione.


Limiti e critiche
Ferrajoli e Zolo muovono alcune critiche al marxismo: si pensa solo ai fattori economici e non psicologici, non si distinguono le varie devianze e in questo modo si vede la devianza come patologia del sistema e quindi non eliminabile.
Inoltre non si considerano molto i conflitti della classe dominante, si trovano possibile cause politiche, ma non si crea una teoria globale e generalizzabile.


La nuova criminologia negli Stati Uniti: da liberal a radical


Alla fine degli anni 70 la devianza viene vista come comportamento razionale, significativo e implicitamente di carattere politico, nell'inquadramento della dialettica devianza-controllo nel contesto dell'ordine sociale capitalista per il cui superamento molti si impegnano.
Il sociologo della devianza quindi guarda più da vicino il deviante come soggetto e le istituzioni di controllo e di repressione.
La school of criminology dell'Università di California a Berkeley sviluppa analisi sugli illegalismi del potere che si manifestano soprattutto in termini di violazioni dei diritti della maggioranza dei cittadini e di repressione delle categorie più critiche, si analizzano quindi le minoranze emarginate, si denuncia la repressione della polizia al dissenso, le condizioni delle carceri.
Si vede quindi il soggetto come possibile vittima, si cerca di interpretare il fenomeno di etichettamento (labelling) in termini di giudizio politico.
Il child-saving movement, porta l'America alla creazione dei tribunali per minori e del sistema di istituzioni incaricate alla loro rieducazione.
Platt considera l'istituzione specializzata come uno strumento per un controllo più efficiente e persuasivo, dove i minori vengono repressi e privati di ogni diritto.



L'esperienza inglese: dalla National Deviancy Conference a The New Criminology


Verso la seconda metà degli anni 70 si inizia a non accettare più la sociologia della devianza di impronta funzionalista, studiosi come Becker portano l'attenzione verso l'etichettamento e l'importanza dei mass media in questo processo di labelling.
Successivamente viene anche criticato il modello marxista che pone la devianza all'interno della lotta di classe.


Champman e lo stereotipo del criminale
Champman studia nel suo libro il tema dello stereotipo, affermando che il lavoro dei sociologi della devianza è compromesso perchè questi partono dallo studio del fenomeno appoggiandosi a stereotipi, ed egli sostiene che la classe criminale è vista come capro espiatorio.
I principi del pensiero di Champman sono:
  • ogni comportamento deviante può presentarsi nella stessa oggettiva maniera ma essere invece accettato
  • gli individui scelgono tra le forme di comportamento che gli consentono di raggiungere gli obiettivi in base al caso, la conoscenza, l'apprendimento, senza particolari motivazioni
  • a parte per la condanna, non ci sono differenze tra criminali e non criminali
  • il comportamento criminale è generalizzato, ma la diversa incidenza delle condanne è dovuta in parte al caso e in parte a processi sociali che dividono la società in criminali e non
  • da questa divisione nasce la tendenza a selezionare le persone da identificare come criminali
  • il criminale è un componente funzionale del sistema sociale, in quanto consente di scaricare le colpe e le tensioni degli altri su di se
  • lo stereotipo impedisce al criminale di uscire dal suo ruolo sacrificale
  • alcuni gruppi sociali privilegiati godono di immunità
  • le strutture di controllo e il sistema giudiziario rappresentano istituzioni che creano il crimine
L'assunto di fondo di stampo relativista afferma che il diverso trattamento di azioni diverse deve essere oggetto di uno sforzo conoscitivo, inoltre Chapman afferma che:
  • le agenzie di controllo agiscono sulla base dello stereotipo, rafforzandolo
  • una volta individuato un criminale, il suo reinserimento appare difficile e la scelta del crimine appare obbligatoria
  • il sistema penale è giustificato dall'esistenza dei recidivi che corrispondono allo stereotipo, che sono il risultato del sistema stesso
  • il comportamento amorale della polizia dei penitenziari spinge a comportarsi da criminale
  • il mantenimento dello stereotipo è dettato dalle classi che godono di immunità
  • c'è una distribuzione non equa dello stereotipo 

National Deviancy Conference
Alcuni punti importanti di questa conferenza sono:
  • attenzione al significato che il comportamento deviante ha per il soggetto che lo pone in essere
  • rifiuto dell'assolutismo, ovvero della concezione della società come sistema monolitico e sorretto dal contesto generalizzato
  • riconoscimento delle diversità culturali e di valori
  • presa coscienza della problematicità della reazione sociale al comportamento deviante
  • critica al correzionalismo
  • critica al positivismo
  • rivalutazione delle motivazioni individuali
Si individuano inoltre 3 tipi d'approccio alla devianza:
  • Scettica: si sopravvaluta il contributo della labelling theory e si vuole potenziare le strutture che sostituiscono la punizione col trattamento, rischiando di rendere il sistema poco sicuro
  • Romantica: negli anni 70 si passa dal laissez fair della labelling all'idealismo di sinistra del marxismo, che vede la criminalità come una lotta sociale fatta dagli oppressi che vogliono portare nuovi valori, sentimenti ed umanità
  • Critica: si ritorna a studiare le statistiche, si fa un'analisi storica, la criminalità non viene vista più come aspetto patologico del sistema ma è correlata alla sua fisiologia 

Taylor, Walton e Young
Questi autori contribuirono con il loro libro The new criminology ad esportare la criminologia fuori dagli Stati Uniti.
L'obiettivo del programma della nuova criminologia è quello di fondare quella che viene definita una teoria compiutamente sociale della devianza e della criminalità, i cui elementi costitutivi sono:
  • i fondamenti più generali dell'atto deviante
  • i fondamenti immediati dell'atto deviante
  • l'effettivo atto deviante
  • le origini immediate della reazione della società
  • le origini remote della reazione della società
  • le conseguenze della reazione sociale per il successivo comportamento dell'attore deviante
Il libro rappresenta un programma politico, un programma insieme di ricerche e di elaborazione di linee fondanti un'azione di trasformazione della realtà.
Si critica la posizione che vede l'etichettamento come causa del comportamento criminale, perchè la criminalità delle classi subalterne non è un fenomeno creato.


La criminologia critica in Italia


Si concentra sulle ragioni strutturali che sottendono, in una società di classe, il processo di definizione e di etichettamento, dove centrale è l'analisi delle connotazioni e delle funzioni del sistema penale di controllo e della valenza classista del processo di criminalizzazione (secondo Baratta).

Dalla nuova criminologia alla criminologia critica
La nuova criminologia in Italia prende le distanze dalla criminologia positivista, a partire dagli anni 50.
I modelli principali dello studio della criminalità in Italia sono 3:
  1. modello dell'emarginazione sociale: analisi delle diversità
  2. modello della reazione sociale: protesta contro l'autoritarismo e la falsa neutralità della scienza, nascono le opere sulla segregazione di Basaglia, lo studio delle carceri e delle istituzioni minorili (e del loro ruolo stigmatizzante e di costruzione di carriere devianti)
  3. modello della criminologia critica: ha interesse per le aree di marginalità e per le istituzioni totali
Fondamenti della criminologia critica: il ruolo della riflessione socio-giuridica
Si vuole fare attenzione alla natura e alla funzione del diritto penale, si fa una riflessione socio-giuridica che mette alla luce il carattere ideologico dei principali assunti su cui si fonda il giudizio penale:
  • il principio del bene e il male
  • il principio della colpevolezza
  • il principio della legittimità
  • il principio dell'eguaglianza
  • il principio dell'interesse sociale e del reato naturale
  • il principio dello scopo e della prevenzione
La criminologia critica storicizza la realtà comportamentale della devianza e ne mette in luce la relazione funzionale o disfunzionale con le strutture sociali, con lo sviluppo dei rapporti di produzione e di distribuzione, e concentra la sua attenzione sui fondamenti del processo di criminalizzazione primaria (ovvero del contenuto della legge penale e della sua formazione).
La criminalità è vista come uno status assegnato attraverso la selezione (sulla base di criteri che discendono dall'esigenza di tutela degli interessi dominanti nel sistema socio-economico dato) dei beni protetti penalmente e dei comportamenti assunti nelle fattispecie penali (criminalizzazione primaria) e la selezione di individui stigmatizzati tra tutti quelli che violano le norme (criminalizzazione secondaria).
Alcune posizioni estremiste nate dopo queste analisi affermano addirittura l'esigenza di liberarsi del sistema penale e del carcere.


Limiti delle criminologie radicali e critiche


Gouldner ha criticato la criminologia radicale americana per via delle sue posizioni semplificatrici, che considerano repressiva e conservatrice tutta la sociologia accademica e adottano una versione non seriamente assimilata del marxismo.
Si critica la riduzione di tutti i devianti a oppressi e vittime, trascurando spesso la realtà dei fatti.
Gennaro sostiene che le posizioni radicali sono petizioni di principio che non argomentano a sufficienza le loro motivazioni.
Si critica anche l'interpretazione di ogni atto  legislativo come espressione di una sorta di cospirazione perseguita da chi detiene il potere e la visone del carattere rivoluzionario dei comportamenti illegali.
La criminologia critica pecca di incoerenza, rifiutando nettamente l'atteggiamento correzionalista.
Inoltre, altri rischi nell'uso delle teorie della reazione sociale sono:

  • il discorso sulla dipendenza della qualità criminale degli atti dalla loro definizione può portare a negare l'esistenza della criminalità
  • è impossibile scindere il dato della relatività delle definizioni dalla ricerca delle cause e ciò può portare al rifiuto di riconoscere l'esistenza delle cause dei comportamenti
  • la combinazione delle 2 posizioni può alimentare la tendenza a considerare impossibile combattere e prevenire il crimine 

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sabato 24 dicembre 2016

Agente 007 - Casino Royale

Agente 007 - Casino Royale è un film spionaggio/azione del 2006 diretto da Martin Campbell, con Daniel Craig, Eva Green, Mads Mikkelsen, Jesper Christensen, Jeffrey Wright, Giancarlo Giannini, Judi Dench, Simon Abkarian, Caterina Murino.

Agente 007 - Casino Royale
Trama
James Bond è da poco stato promosso ad agente a doppio zero (00), prendendo il numero di 007, quando a causa di un incidente diplomatico, viene sospeso dal servizio.
Bond deciderà però di proseguire le indagini che stava seguendo, da solo, le quali lo porteranno ad una partita di carte al Casino Royale di Montenegro.
Qui Bond dovrà vedersela contro il misterioso Le Chiffre, un banchiere senza scrupoli implicato in diversi affari loschi.

Recensione
Casino Royale è una specie di remake della saga di James Bond, o per meglio dire un reboot, dato che vengono mostrate le vicende di 007 all'inizio della sua carriera.
Dopo la morte può attendere, il nuovo James Bond è interpretato dall'attore Daniel Craig.
Graig è stato molto criticato dai fan della serie, in quanto non ritenuto all'altezza, e soprattutto perchè biondo, caratteristica mai vista in uno 007.
Un'altra diversità dai precedenti film, è che Bond qui è rappresentato come un freddo e violento assassino, a volte anche impulsivo ed inesperto.
Rispetto al gentleman a cui siamo abituati quindi, c'è una differenza abissale, e le scene d'azione qui sono decisamente più violente e crude di un tempo... ma anche questo nuovo Bond ha il suo perchè, è una nuova versione che da una ventata di novità alla serie.

Link alla scheda del film su wikipedia
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Criminologia (4/8): Il paradigma della devianza come costruzione sociale

La devianza in questo tipo di approccio è vista come termine onnicomprensivo usato per designare l'insieme delle situazioni socialmente definite e trattate come illegali, non conformi, non convenzionali.
Si parla di realtà costruita socialmente, come insieme di idee, pensieri e contenuti di coscienza, incessantemente costruita e reinterpretata dagli individui nelle loro interazioni, si parla poi di relatività dei punti di vista.
Il teorema di Thomas afferma che le situazioni definite come reali provocano conseguenze reali e la consapevolezza della non oggettività dei processi che portano a definire come problema un certo comportamento rappresentano i fondamenti di una visione relativistica della criminalità.
Il termine devianza diventa sempre di più comprensivo delle diverse forme di comportamento che violano le norme penali, ossia i comportamenti propriamente criminali, i comportamenti dovuti a patologie sociali e quelli che costituiscono un problema sociale, quindi il termine devianza diventa ambiguo.
Spetta alla sociologia lo studio dei significati dell'azione sociale, tramite tecniche di indagine tipo l'osservazione partecipante, le interviste aperte, non direttive, la raccolta delle storie di vita, l'analisi dei rendiconti.


Le radici della prospettiva interazionista


La sociologia della devianza che prende vita in America negli anni 60 prende il nome di teoria interazionista della devianza, o labelling theory.

La sociologia fenomenologica degli anni 50
Attribuisce importanza primaria alla struttura interazionale della coscienza umana, ai processi attraverso i quali si attua la costruzione sociale della realtà.
L'analisi fenomenologica della vita quotidiana è contraria alle ipotesi causali o genetiche, ma analizza le azioni sociali tramite l'interazionalità del soggetto che le ha prodotte, indagando tramite intuizione o interviste.
Non si deve studiare il fenomeno, ma capire come comunicarlo, dove tale comunicazione dovrà cercare di evocare, di fare rivivere nell'ascoltatore i sentimenti, le intenzionalità dell'agente.
Si studia anche il rapporto tra l'uomo e il mondo sociale, dove l'uomo produce il mondo ed il prodotto agisce sul produttore attraverso l'interiorizzazione dei suoi elementi (nella socializzazione), ed è quindi importante il ruolo delle istituzioni.

Interazionismo simbolico
Pone l'interesse per la sfera soggettiva, per l'esperienza personale come fonte dei significati che attraverso l'interazione danno origine al sistema di valori.
Le premesse fondamentali dell'interazionismo sono 3: gli esseri umani si comportano verso le cose sulla base dei significati che le cose hanno per loro, questi significati sono un prodotto dell'interazione sociale che avviene nella società umana, questi significati sono modificati e manipolati attraverso un processo interpretativo attuato da ogni individuo quando entra in rapporto coi segni che incontra.
L'interazione è simbolica in quanto l'uomo vive immerso in un universo in cui gli stimoli che lo sollecitano sono dotati di significati e di valori appresi tramite il processo di comunicazione e quindi di interazione sociale (l'individuo e la società sono unità inseparabili).
Secondo Mead, la condotta è la somma delle reazioni degli esseri umani ai rispettivi ambienti, e secondo Blumer gli esseri umani interpretano o definiscono le azioni l'uno dell'altro, piuttosto che semplicemente reagirvi.
Il comportamento dell'uomo non è quindi il risultato di pressioni ambientali, ma deriva da come interpreta e tratta queste cose nell'ambito dell'azione che sta costruendo.
Questo modello però ha il limite di trascurare le componenti affettive inconsce dell'agire umano, gli aspetti psicologici ed emozionali.

Etnometodologia
Uno dei suoi compiti principali consiste nello studio microsociologico dei processi minimi tramite i quali la realtà viene costruita e ricostruita nel corso della vita quotidiana.
La vita quotidiana deve quindi essere oggetto di studio e secondo Harnold Garfinkel, questo modello cerca di considerare le attività pratiche, le circostanze pratiche e il ragionamento sociologico pratico come argomenti di indagine empirica, attribuendo alle attività più ordinarie della vita quotidiana l'attenzione generalmente accordata agli eventi straordinari.
Secondo questo modello, ogni attività deve essere studiata partendo dalla comprensione dell'intenzionalità del soggetto, studiando quindi l'azione intenzionale (ignorando l'impostazione di stampo deterministico), evitando ogni analisi causale o eziologica.
Si studiano le aspettative di routine, le cose date per scontate, e c'è interesse verso il rapporto tra i significati quotidiani, universalmente accreditati, e l'organizzazione di tali significati all'interno dei modelli abitudinari di interazione, a differenza dell'interazionismo simbolico che assume come suo principale interesse la relazione tra il comportamento individuale e le forme di organizzazione sociale (es. i gruppi).


Sutherland e le anomalie del paradigma funzionalista


Secondo Sutherland:
  • il comportamento criminale è appreso
  • è appreso nel contatto con altre persone attraverso un processo di comunicazione
  • si apprende soprattutto in un gruppo ristretto caratterizzato da relazioni personali
  • si apprendono le tecniche di attuazione dell'infrazione e l'orientamento delle motivazioni e degli atteggiamenti
  • l'orientamento delle motivazioni è in funzione dell'interpretazione favorevole o sfavorevole nei confronti delle disposizioni legali
  • un individuo diventa criminale quando le interpretazioni sfavorevoli nei confronti del rispetto della legge sono più forti di quelle favorevoli (principio dell'associazione differenziale)
  • le associazioni differenziali possono variare in frequenza, durata, intensità
  • la formazione del crimine in questo modo coinvolge gli stessi meccanismi coinvolti in qualsiasi altra forma di apprendimento
  • il comportamento criminale non può essere spiegato dai bisogni e dai valori, perchè anche quello non criminale è espressione degli stessi valori e bisogni
Sutherland ha il merito di aver contribuito allo scardinamento del rapporto tra criminalità e povertà, tramite la scoperta dell'assenza di relazione tra variazione della povertà e variazione della delinquenza, e la scoperta della presenza di una discreta quota di criminalità anche nei ceti alti (esempio dei colletti bianchi, white collars).
Questa scoperta ha avuto un grande impatto sulla società, perchè i colletti bianchi economicamente fanno più danni dei poveri, e soprattutto intaccano di più la fiducia ed i principi su cui si fondano le istituzioni.
Gennaro afferma cmq che l'applicazione della legge è diversa verso i colletti bianchi, mentre cmq a Sutherland va il merito di aver allargato l'orizzonte degli interessi della criminologia.
Le critiche a Sutherland riguardano il fatto che spesso ha sottolineato il carattere deterministico dell'agire dell'individuo, come se l'apprendimento del crimine in alcuni casi sia quasi inevitabile, inoltre non esprime una posizione critica verso il sistema sociale.


La prospettiva interazionista della reazione sociale e dell'etichettamento


Si sviluppa tra gli anni 50 e 60, e si interessa all'interazione tra deviante e contesto, e al controllo sociale.
La devianza viene vista come espressione di diversità piuttosto che come patologia, e di complessità piuttosto che di semplicità.


I contenuti del paradigma
I contenuti essenziali di questa teoria sono:
  • la devianza non è una proprietà intrinseca ai comportamenti, ma è una proprietà conferita ad essi dalla percezione sociale e/o dalle definizioni normative
  • è una conseguenza dell'applicazione di etichette e sanzioni da parte di alcuni nei confronti del trasgressore
  • si abbandona la prospettiva sincrona (una o più cause agiscono in un determinato momento facendo precipitare la situazione) per la prospettiva sequenziale (percorso dell'individuo fatto di piccoli passi, ciascuno dei quali è condizione dello svilupparsi di una determinata nuova prospettiva che è premessa di nuovi comportamenti)
  • le motivazioni devianti non preesistono al comportamento
  • si distingue in devianza primaria (diffusa, poligenica, di dimensioni non conoscibili, poco interessante) e devianza secondaria (si manifesta a seguito della reazione sociale che colpisce il soggetto, ed è quella di principale interesse per la sociologia)
  • alla devianza secondaria si arriva tramite un processo dove sono importanti l'interazione con gli altri e con le istituzioni di controllo
  • in questo senso il deviante inizia un percorso, una carriera, dove apprende sempre nuove tecniche
  • la carriera porta all'etichettamento e alla perdita delle opportunità di vita normale
  • le norme che etichettano non sono unanimi, ma espresse dal gruppo di maggioranza
  • si studia quindi la norma per capire cosa è deviante
  • l'applicazione delle norme non corrisponde a criteri oggettivi
  • gli sbagli della legge nell'etichettare o nel non farlo, mettono in crisi il sistema
  • i diversi gruppi si etichettano a vicenda
  • le istituzioni totali e il loro potere inglobante conducono i soggetti alla perdita dell'identità di cui sono portatori che viene sostituita da quella istituzionale
Quindi si può dire che:
  • Tra il comportamento deviante e non, non ci sono differenze sostanziali per quanto riguarda i bisogni e spesso i valori di riferimento, e c'è il concetto di affiliazione, dove il neofita viene iniziato ad un certo comportamento.
  • La devianza attribuita ad un certo comportamento è relativa, modificabile nel tempo, frutto della definizione normativa di volta in volta prevalente (è quindi una proprietà conferita a determinati atti all'interno di un processo di costruzione sociale).
  • La reazione sociale al comportamento deviante si esprime a 2 livelli: quello informale (che si concretizza sui livelli di stigmatizzazione, ovvero l'etichettamento negativo di persone, e marginalizzazione) e quello istituzionale (esperito dalle agenzie di controllo).
    In quest'ottica, la stigmatizzazione è un processo che gruppo di persone impone ad un altro gruppo, mentre la reazione da parte delle agenzie di controllo ed il loro contributo alla creazione della devianza tramite etichette (anche tramite etichettamento fisico, tramite l'aspetto) è importante, e l'abilità del criminale sarà quella di riuscire a passare per normale e quindi inosservato, sfuggire alla sua etichetta.
  • Le definizioni applicate agli individui contribuiscono a costruire o a modificare la loro identità, e l'acquisizione dell'identità deviante avviene all'interno di un processo nel quale si può distinguere la devianza primaria e la devianza secondaria, e consente di parlare di carriera.
    Secondo Lemert, la devianza primaria è l'allontanamento più o meno temporaneo da valori o norme sociali/giuridiche, attraverso un comportamento che ha implicazioni soltanto marginali per la struttura psichica dell'individuo, infatti essa non da luogo ad una riorganizzazione simbolica a livello degli atteggiamenti nei riguardi del sé e dei ruoli sociali.
    La devianza secondaria invece consiste invece nel comportamento deviante o nei ruoli sociali basati su di esso, che diventa mezzo di difesa, di attacco o di adattamento nei confronti dei problemi creati dalla reazione della società alla devianza primaria, quindi sotto quest'ottica, perdono di importanza le causa originarie della devianza primaria e diventano centrali le reazioni di disapprovazione, degradazione ed isolamento messe in atto dalla società.
    Il deviante secondario ha una modificazione psichica, ed a prescindere dalle sue azioni è una persona la cui vita e identità sono organizzate attorno ai fatti della devianza.
    Uno studioso famoso della carriera deviante fu Becker, mentre Lemert afferma che la devianza secondaria è il prodotto di un processo di risoluzione dei problemi che è reso più complesso dalla perdita di status (il deviante etichettato ed emarginato dalla reazione delle istituzioni) e dal mutamento della gerarchia dei valori.
  • La valorizzazione del punto di vista dei protagonisti (devianti e non) è l'elemento centrale dell'impostazione metodologica che sostanzia l'approccio interazionista alla devianza.
    Si deve guardare ai fenomeni sociali non con uno sguardo distaccato, ma con fare empatico, in modo da comprendere il punto di vista dell'attore e superare l'approccio correzionale, e tra le critiche a questo modello c'è il fatto che spesso lo sforzo per guardare il deviante nel contesto è minimo. 


Limiti e critiche


Le critiche individuate da Lemert sono:
  • l'unidirezionalità con cui è descritta l'interazione e l'ineluttabilità del processo attraverso il quale si diventa devianti
  • la reificazione del potere delle istituzioni, la rappresentazione degli altri come gruppi solidali ed omogenei e la manichea divisione del mondo in buoni e malvagi
  • l'enfasi sugli aspetti drammaturgici, trascurando la parte dell'interazione quotidiana
  • la discutibilità della descrizione del potere di chi crea le categorie morali
  • la preferenza dello studio di alcune categorie di devianza a scapito di altre
  • l'assolutizzazione dell'immagine della reazione istituzionale in termini di repressione
  • l'assenza di attenzione alle differenze oggettive di comportamento come fonte di diverse reazioni
Lemert quindi rifiuta la devianza come il prodotto di una scelta arbitraria, fortuita o prevenuta.
Altre critiche invece riguardano:
  • Iperrelativismo e costruzionismo: la negazione dei dati della realtà
  • Assenza di considerazione dell'origine strutturale del potere di definizione (bisogna abbandonare l'astrattismo con cui è definito il modello politico per costruire una teoria materialistica della devianza capace di contestualizzare e spiegare azioni e reazioni)
  • Il ruolo politico-ideologico della teoria: non si esprimono critiche verso la società, si espongono solo i fatti e si lasciano le cose come stanno, si dovrebbe tollerare la diversità ma non usando l'indifferenza
  • Assenza di interesse per la dimensione eziologica, per la spiegazione della devianza primaria e del nesso causale tra reazione e devianza secondaria
  • Non si crea una teoria, ma si da un semplice contributo alla conoscenza (tramite la proposta all'uso di determinati metodi di ricerca). 

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