martedì 9 maggio 2017

Come usare apktool per decompilare un apk

Se hai trovato un gioco o un'applicazione per android che vorresti poter replicare, magari dando una sbirciata al codice sorgente java, allora quello che vorresti poter fare è decompilare l'apk.

Diciamo che questa cosa non è sempre possibile, anche perchè alcune piattaforme o programmi, possono offuscare appositamente il codice sorgente in modo da renderlo irriconoscibile.
Tuttavia, per qualche app è possibile farlo, soprattutto se si conosce il giusto tool da utilizzare.

In questa breve guida/tutorial, ti spiegherò come decompilare e compilare un file apk, con un software gratuito e relativamente semplice da utilizzare.


Come usare apktool per decompilare e ricompilare un apk


Il software che ti andrò a presentare si chiama apktool e lo puoi scaricare da questo indirizzo:
https://bitbucket.org/iBotPeaches/apktool/downloads/

Quella che devi scaricare è l'ultima versione del programma, che avrà un nome tipo apktool_2-.2.2.jar.
Copia questo file in una cartella del tuo pc, magari dentro programmi/apktool, rinominandolo in apktool.jar.

Sempre all'interno di questa cartella, crea un file.bat chiamato apktool.bat, ed al suo interno mettici queste righe di codice:
@echo off
if "%PATH_BASE%" == "" set PATH_BASE=%PATH%
set PATH=%CD%;%PATH_BASE%;
java -jar -Duser.language=en "%~dp0\apktool.jar" %*


Poi già che ci sei, aggiungi apktool tra i path delle variabili d'ambiente (se non sai come fare leggi questo post).

Ora sei pronto per usare apktool.

Quello che puoi fare adesso, è copiare in una nuova cartella il file apk del gioco/app che vuoi decompilare, in modo da avere tutto a portata di mano.

Decompilare un apk con apktool

Ti basta aprire il prompt dei comandi di dos (posizionandoti nella cartella dove hai caricato l'apk) e digitare:

apktool d nome-programma.apk

Come usare apktool per decompilare un apk

Se tutto sarà andato a buon fine, troverai una nuova cartella con il nome della tua app, dentro la cartella in cui avevi posizionato l'apk da decompilare.
Entrando in questa nuova cartella, troverai tutte le tipiche cartelle ed i file di un progetto java:
  • assets (contenente tutte le immagini ed i file dell'app decompilata)
  • original
  • res
  • ecc...
Ed ovviamente anche il famoso file AndroidManifest.xml.
Troverai anche un file chiamato apktool.yml, che presumibilmente serve ad apktool.

apktool.yml

Come ricompilare un apk

Dopo la decompilazione, e dopo aver apportato eventuali modifiche al codice sorgente dell'applicazione android appena scompattata, per poter rigenerare un apk funzionante, occorre compilare nuovamente il tutto.
Entra dunque nel prompt di dos (posizionandoti nella cartella dove hai caricato l'apk prima) e digita:

apktool b nome-cartella-app

Dove ovviamente nome-cartella-app è il nome della cartella creata prima con la decompilazione.

ricompilare un apk

Ancora una volta, se tutto sarà andato a buon fine, ti basterà entrare nella sottocartella con il nome dell'app, e cercare la cartella chiamata dist, all'interno della quale troverai il tuo bel apk nuovo di zecca.

apk ricompilato

Bene, è tutto.
Anzi no, in teoria, se non firmi l'apk questo potrebbe non funzionare una volta installato sul tuo telefono, riportando il seguente messaggio: "app non installata, il pacchetto potrebbe essere danneggiato".

Firmare l'apk

Per firmare il file apk appena creato, digitare, sempre da dos, il seguente comando:

java -jar signapk.jar certificate.pem key.pk8 nome-programma.apk nuovonome-programma.apk

Si, lo so, ora starai pensando che signapk.jar, certificate.pem e key.pk8, non ce l'hai.
Ebbene, potresti crearli/generarli da solo (leggi questa guida per scoprire come fare), oppure scaricarli da questo link e metterli nella cartella dell'apk da firmare.

firmare apk

Dopo aver completato con successo questa operazione, avrai un nuovo file apk certificato, che potrai caricare ed installare sul tuo telefono senza più alcun problema.

file apk certificato

Come dicevo all'inizio del post, apktool non è infallibile, non tutto si può decompilare e compilare di nuovo, tuttavia in molti casi questo software può riuscire davvero a farti ottenere i codici sorgenti di un app android... poi quello che ne vuoi fare non sono solo affari tuoi.

Se da una parte questo post può farti molto felice (ad esempio con questo metodo puoi ottenere tutte le immagini presenti in un app partendo dall'apk), dall'altra parte però dovrebbe farti sorgere qualche dubbio / preoccupazione.
Se hai quindi capito come è facile ottenere un codice sorgente non offuscato, va da sè che non bisogna mai salvare le password in chiaro dentro le proprie app, perchè potrebbero finire nelle mani di qualche malintenzionato.

Roma Criminale (film)

Roma Criminale è un film poliziesco del 2013 diretto da Gianluca Petrazzi, con Luca Lionello, Alessandro Borghi, Corrado Solari, Massimo Vanni, Simone Corrente.

Roma Criminale

Trama

Marco Lanzi è un giovane ed impulsivo agente di polizia, dai modi un po' bruschi, e famoso per essere uno che si caccia sempre nei guai.
Affiancato da un agente più anziano ed esperto, Lanzi vive tormentato dal dolore per la perdita della sua famiglia, massacrata per ordine di un malvivente che ora sta per uscire di prigione.
Disposto a quasi tutto pur di vendicarsi, Lanzi scenderà addirittura a patti con un criminale colombiano.


Recensione

Roma Criminale è un film del genere poliziesco datato 2013, che cerca di imitare un po' i grandi miti degli anni 70.
Il risultato però è assai deludente.
Prima di tutto la storia è ormai trita e ritrita, poi i personaggi sono al limite del trash, risultando davvero poco credibili, cattivi per primi.
Il protagonista sembra quasi una brutta copia di Kim Rossi Stuart, mentre il criminale romano è spudoratamente copiato da uno dei personaggi interpretati dal mitico Thomas Milian.
Se dovessi definire questo Roma Criminale, direi che è un prodotto di serie B, che perde a mani basse contro film girati più di 40 anni fa.
Insomma, film adatto per chi non ha troppe pretese, nulla di speciale.

lunedì 8 maggio 2017

Aggiungere il proprio nome tra gli autori di Amazon

L'altro giorno, stavo sbirciando un po' le statistiche di vendita del mio primo libro, quando, smanettando con i filtri di ricerca, mi sono accorto dell'esistenza della sezione autori su Amazon.

Ovviamente, la prima cosa che ho fatto dopo aver scoperto questa raccolta di nomi di scrittori, è cercare subito il mio pseudonimo... ma, sorpresa delle sorprese, non mi sono trovato :)
Eccomi qui dunque a spiegarvi come fare divenare un autore amazon, in modo da avere la propria pagina, con tanto di foto e biografia, compresa ovviamente anche di collana con tutti i libri da voi scritti.

Aggiungere il proprio nome tra gli autori di Amazon

Come aggiungere il proprio nome tra gli autori di Amazon


Per poter diventare un autore/scrittore ufficiale di amazon, collegarsi al seguente indirizzo:
https://authorcentral.amazon.com

Per il momento questa sezione esiste solo in inglese, nella versione di amazon americana, tuttavia, è comunque un inizio, no? E poi di certo non sarà l'inglese a scoraggiare la vostra voglia di diventare scrittori famosi amazon, no?

Le credenziali d'accesso da inserire sono le stesse usate per la registrazione ad amazon, quelle che avete utilizzato per caricare il vostro libro/ebook online.

Login Amazon Author Central

Dopo aver effettuato il login ad Amazon Author Central, dovrete confermare la vostra identità ed accettare eventuali disclaimer (https://authorcentral.amazon.com/gp/join/terms).

Dovrete quindi inserire il vostro nome d'arte.

inserire il nome d'arte

Superato questo step, verrà il momento di abbinare i propri libri al proprio profilo, tramite apposita ricerca.
Cercate dunque il titolo di un vostro libro, ed una volta trovato, cliccate su This is my book.

This is my book

Selezionato il libro, vi verrà chiesto di confermare la vostra identità.
Vi basterà cliccare su This is me, ed il gioco è fatto.

This is me

Ripetete questa operazione per il numero di libri da voi scritti.
Questo passaggio è fondamentale per poter attestare la proprietà di un'opera, e linkare così il nome riportato come autore sul libro nella pagina di amazon, al profilo che avete appena creato.

A registrazione finita ovviamente, vi arriverà anche un'email con un link di conferma, su cui cliccare per attivare ufficialmente il vostro profilo autore di amazon.

Finirete poi nella pagina chiamata Author page, ovvero l'home page di gestione del vostro profilo (https://authorcentral.amazon.com/gp/profile).
E' proprio qui che potrete personalizzare il vostro profilo autore, aggiungendo una vostra foto, inserendo una biografia, aggiungendo l'url al vostro blog, dei video, ecc...

Author page

In questa sezione tra l'altro, potrete cliccare su Author page url, per poter creare un url personalizzato amazon, un indirizzo web che vi rappresenti, qualcosa tipo questo:
http://amazon.com/author/markwrite

Bene, è tutto.
Apparire tra gli autori di amazon è una cosa ovviamente importante per chiunque voglia farsi un po' più di pubblicità, e quindi vendere anche più copie del proprio libro.
Non è ovviamente una cosa fondamentale per sfondare, dato che non basta per garantire il successo di un romanzo, ma diciamo che è un buon inizio.

Come si può vedere da questa semplice guida, creare profilo autore amazon è una cosa molto semplice.
Forse la cosa più difficile è capire dove andare per poterlo fare :p
Io ad esempio, a prima vista sono rimasto un po' spiazzato, e ho dovuto cercare un po' prima di capire come mai, nonostante avessi scritto un libro, il mio nome non appariva nella lista degli autori amazon kindle e non.

Aglien

Aglien è un film fantascienza / orrore / commedia del 2012 diretto da Andrea Camerini, con Massimo Antichi, Valeria Barreca, Gianluca Beretta, Marco Conte, Leonardo Fiaschi, Max Galligani, Silvie Lumamba, Claudio Marmugi.

Aglien
Trama

L'equipaggio dell'astronave spaziale Nostronzo si sveglia dopo 66 anni di criosonno.
Contrariamente alle loro aspettative, non si trovano però in rotta verso la terra, ma vicino ad un pianeta su cui è presente una strana astronave aliena.
Il destino porterà l'equippaggio a scontrarsi con una pericolosa razza aliena, un essere mostruoso con l'acido al posto del sangue.


Recensione

Aglien è un film commedia, parodia del famoso Alien di Ridley Scott.
Questa pellicola tutta made in italy, anzi, made in toscany, è stata per me una piacevole sorpresa.
Credevo di trovarmi davanti all'ennesima cagata pazzesca, invece, seppur questo è comunque un film con un umorismo "scemo" non per tutti, a me ha fatto molto ridere.
Certo, non tutte le freddure sono azzeccate, ma alcune sono assolutamente geniali. Inoltre, il modo serio con cui i vari protagonisti piazzano la battuta, ed il seguire più o meno fedelmente la storia originale, rendono questa parodia di Alien davvero azzeccata.

Essendo poi un film di fantascienza, vista la poca notorietà del cinema italiano in tal campo, mi aspettavo che questo aglien fosse una cosa inguardabile, invece gli effetti speciali, seppur grezzi, sono di tutto rispetto.
Addirittura l'alieno non è poi malaccio.

Aglien rispecchia la storia originale quasi alla perfezione, cambiando qualche dettaglio qui e là, invertendo però qualche nome, e comunque scimmiottandoli.
Ecco che abbiamo un'astronave con un nome che è una parolaccia, un computer anche pure (Tu Mader), ed i nomi celebri protagonisti della serie, italianizzati e/o ridicolizzati: Ripli, Porker, Ashell, Kane, Hazzon, Father Bishop (che qui è un prete e non un cyborg).

Un'altra cosa simpatica di questo film, è la presa in giro degli apparecchi ed i software d'uso comune ai giorni nostro, quali facebook e l'ipad... stringere amicizia con alien non ha prezzo :p

Concludendo quindi, Aglien è un ottimo film comico/demenziale, che gli amanti del film originale e gli amanti delle risate in stile freddure, non potranno non apprezzare... nonostante qualche scena un po' grottesca e sottotono.

domenica 7 maggio 2017

Rimuovere record duplicati Excel

Dopo aver fatto un duro lavoro di copia ed incolla per popolare una o più colonne di un file excel, potrebbe sicuramente capitare di aver lasciato qualche duplicato.
Nulla di grave, sono cose che capitano, ma è sempre meglio fare pulizia, soprattutto se si tratta di documenti ufficiali.

Vediamo dunque come rimuovere celle / righe duplicate in excel, in modo da avere solo valori univoci nel nostro file.


Come rimuovere record duplicati in Excel


Per poter far sparire celle, righe o semplicemente dei valori duplicati dentro un foglio di lavoro microsoft excel, basta seguire questi semplici passi:
  1. Aprire il foglio di lavoro dal quale si vogliono cancellare i doppioni
  2. Cliccare sulla tab Dati
  3. Nella sezione Strumenti Dati, cliccare su Rimuovi duplicati

    Rimuovere record duplicati Excel
  4. Nella finestra che si aprirà, selezionare quali colonne si vuole pulire, e cliccare su OK.

Colonne da pulire

Se ad esempio abbiamo due colonne (A e B), se le selezioniamo entrambe,  vorrà dire che vogliamo cancellare i record doppi derivati dalla combinazione delle due colonne, o per meglio dire, elimineremo solo le intere righe uguali del nostro foglio excel.

Se invece selezioniamo solo una colonna in un foglio di lavoro che ne ha diverse, vorrà dire che stiamo andando a far sparire solo quelle righe che hanno un duplicato solo nella cella in questione (presumibilmente excel tiene la prima riga che trova e cancella i successivi doppioni).

Questo comando elimina duplicati è uno strumento molto potente di excel, che in un solo colpo ci consente di fare pulizia su file che magari hanno migliaia e migliaia di righe... niente male vero?

Ovviamente, è possibile annullare la cancellazione di tutti i doppioni, tramite la pressione della combinazione ctrl+z.

Problema accentate / caratteri speciali (Mit App Inventor 2)

Stavo creando un'applicazione Mit App Inventor 2 che pesca dei dati dal classico file csv, ecco che incappo nello spinoso problema delle lettere accentate.

Se sei uno sviluppatore di vecchia data, che magari salta spesso da ambienti windows e linux, su vari linguaggi di programmazione, di sicuro sai di cosa sto parlando.
I caratteri speciali sono spesso una rogna a causa dei vari problemi di codifica, di cui spesso non si sa mai che formato usare e come mai al posto delle lettere accentate appaiono strani simboli (es. il punto di domanda).

Problema accentate / caratteri speciali (Mit App Inventor 2)


Come risolvere il problema accentate / caratteri speciali su Mit App Inventor 2


Per superare il problema legato agli special characters in App inventor 2, ascii e compagnia bella, in modo da poter importare nella tua applicazione stringe / lettere / frasi / dati da ogni fonte (csv, mysql, tinydb, ecc...), devi risolvere il problema alla radice.

Se si tratta di dati presi da una pagina web ad esempio, bisogna specificare il charset usato già nella pagina stessa.

Se invece stiamo andando ad importare in una lista un file .csv, dopo magari averlo generato da excel, possiamo aprire il csv con il blocco note, poi, fare salva con nome, e selezionare la codifica UTF-8 (di solito va bene questa, ma nel caso fai altri tentativi, es con unicode).

codifica UTF-8

Adesso non resterà altro che importare il file csv codificato dentro il nostro appinventor 2, e rilanciare il gioco/programma.
Come per magia ora le accentate si vedranno correttamente.

Problema accentate risolto

Spero che questa guida ti sia stata utile.
I problemi con le accentate e/o i caratteri speciali in generale, sono sempre un fastidioso ed antipatico grattacapo.
Dietro c'è tutto un perchè sul fatto che all'alba del 2017 non esistano ancora programmi e piattaforme in grado di gestirle d'ufficio, quindi quando ci si incappa, bisogna solo rimboccarsi le maniche e cercare di risolvere.

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Come filtrare righe/celle duplicate su Excel

Hai tra le mani un file excel con un sacco di righe ed il tuo compito è quello di filtrare i duplicati per vedere a video cosa rimane senza però perdere alcun dato?
Sei capitato nel post giusto (cit.).

In questo breve tutorial ti mostrerò come usare i filtri di excel per ottenere dei valori univoci nelle celle risultati.


Come filtrare righe/celle duplicate su Excel


Per poter filtrare righe e celle su excel, in modo da far sparire i duplicati, seguire i seguenti steps:
  1. Aprire il foglio di lavoro con i doppioni
  2. Cliccare sulla tab Dati
  3. In Ordina e filtra, cliccare su Avanzate

    filtrare righe/celle duplicate su Excel
  4. Selezionare la colonna / le colonne / le celle / l'intervallo che vuoi filtrare
  5. Spunta la voce Copia univoca dei record
  6. Clicca su OK

Copia univoca dei record

Se ad esempio hai un foglio excel con due colonne e più righe, se selezioni solo una colonna di celle, allora il filtro verrà applicato solo sui doppioni presenti nelle celle della colonna selezionata, se invece selezioni entrambe le colonne, spariranno i doppioni derivati dall'accoppiata delle singole righe delle due colonne.

Per annullare i filtri applicati: Dati -> Ordina e filtra -> Cancella.

Come indicato all'inizio del post, questo metodo serve per far sparire a video i duplicati su excel, senza però cancellare fisicamente i dati.
Leggi il post

Strumenti di valutazione della personalità (10/13): Inventari e Rating Scales

I self-report inventories e le rating scales fanno parte degli strumenti oggettivi di misurazione della personalità.
Un inventario di personalità richiede al soggetto di compilare un questionario a carattere autodescrittivo, indicando se le asserzioni presenti si applicano o meno alla propria persona, mentre le rating scales misurano ogni caratteristica del paziente che possa essere esplicitamente definita.
Questi strumenti dovrebbero fornire una rappresentazione quantitativa dei fenomeni psichici e del comportamento, riducendo al minimo la soggettività dell'osservazione, ma non sempre è così in quanto anche questi strumenti risentono dei problemi intrinseci al processo di misurazione.
Gli strumenti di misurazione dovrebbero essere sempre usati nel contesto di una situazione clinica, e possono essere usati per:
  • lo screening di persone che possono aver bisogno di trattamento
  • come ausilio per la diagnosi nosografico-descrittiva
  • per valutare aspetti diversi della diagnosi che possono orientare la scelta iniziale del trattamento o il livello di cura
  • per monitorare l'efficacia (o l'inefficacia) dei trattamenti
  • per la diagnosi in contesti legali o assicurativi 

Problema della validità
Questi strumenti presentano anche loro problemi di attendibilità e validità e nel corso degli anni i questionari sono stati costruiti in base a 3 criteri di validità, tra loro non mutualmente esclusivi:
  1. criterio razionale o di contenuto: i primi questionari sono stati costruiti seguendo indicazioni tratte dall'esperienza clinica e dalla letteratura, dando per presupposta una corrispondenza biunivoca tra alcuni sintomi e caratteristiche (espressi dagli item) e alcune tipologie psicopatologiche e caratteriali (criterio rivelatosi presto molto debole)
  2. validazione empirica: gli item scelti sulla base di un criterio esterno sono stati convalidati facendo riferimento alle frequenze empiriche reali tra gruppi patologici e normali (es. MMPI), tuttavia questa validità non ha portato ai risultati sperati
  3. validità fattoriale: usata da questionari elaborati usando criteri di validità calcolati statisticamente, ma anche questi strumenti purtroppo non possiedono una validità superiore ai precedenti modelli 


Gli inventari


Gli inventari di personalità sono frequentemente usati con finalità diagnostiche.
Alcuni di questi strumenti derivano da specifici modelli nosografico-descrittivi, altri sono stati costruiti con un criterio di validità empirico e quindi risentono della mancanza di un riferimento teorico forte.


MMPI-2
L'MMPI è un questionario autosomministrato che fornisce una valutazione quantitativa del livello di adattamento emotivo della persona e del suo atteggiamento verso lo strumento.
Esiste una versione per adulti (MMPI-2) ed una versione per adolescenti (MMPI-A).
E' l'inventario di personalità più usato al mondo e può essere somministrato individualmente o in gruppo, può essere presentato tramite audiocassette o da pc, ed è costituito da 567 item con risposta dicotomica, eseguibile in un'ora, un'ora e mezza.
La costruzione dell'MMPI è iniziata nel 1939 per mando i Hathaway e McKinley che cercavano uno strumento per la valutazione di pazienti psichiatrici.
E' stato usato un criterio di validazione empirica ed inoltre sono state messe alcune scale di controllo per valutare la desiderabilità sociale del soggetto (che può far dare risposte poco attendibili).
Nel 1982 c'è stata una revisione del questionario e nel 1989 è nato l'MMPI-2, dove tra le tante differenze, il range clinico è stato spostato a T>=65 ed i contenuti presi in esame ora sono: ansia, paure, ossessività, depressione, preoccupazione per la salute, ideazione bizzarra, bassa autostima, disagio sociale, problemi familiari, difficoltà sul lavoro, difficoltà di trattamento.
Nel 1992 è uscito invece l'MMPI-A per adolescenti, composto da 478 item.
L'interpretazione del profilo prevede diversi passaggi:
  • valutare il tempo impiegato (in media 60-75 minuti)
  • fare lo scoring
  • valutare la validità del protocollo e determinare il livello di adattamento generale (stabilendo la validità determinando: se la somministrazione del test è completa, se le risposte degli item del test sono coerenti, se il soggetto propone un autoritratto preciso. Inoltre, il livello di adattamento generale è valutato in base al numero di scale che ottiene un punteggio >=65)
  • descrivere i sintomi, i comportamenti e le caratteristiche di personalità interpretando le scale cliniche (ci sono 10 scale cliniche che possono essere interpretate per punteggio o per codice, per punteggio si prendono le scale con punteggio >=65, mentre per codice si considerano le 2 o 3 scale con punteggi più alti. L'interpretazione per codici si usa quando il profilo è chiaramente definito, ovvero quando 2 o più scale raggiungono un punteggio elevato, altrimenti si usa la strategia d'interpretazione scala per scala, mentre un ulteriore modo d'analisi è costituito dall'interpretazione di singoli item o di clusters di item connessi ad aree psicopatologiche diverse)
Esistono programmi computerizzati per la somministrazione, il calcolo dei punteggi e l'interpretazione.
I 2 programmi italiani in commercio sono: quello elaborato da Di Giorgi e Michielin e il DUE-PLUS.
I vantaggi dell'MMPI sono che è di facile somministrazione, ma richiede però dal soggetto capacità cognitive non deficitarie e buone competenze di lettura.
Ci deve essere inoltre un buon rapporto di collaborazione e le ipotesi generate devono essere poi verificate anche con altri strumenti, come il colloqui clinico e la raccolta di dati bio-psico-sociali.
Questo strumento ha un'alta validità convergente ed è un buon strumento se ci si riferisce alla diagnosi come al rilevamento di alcuni sintomi che il clinico riconduce ad un proprio modello diagnostico, mentre pecca se ci si riferisce alla diagnosi come un processo che permette di contestualizzare i sintomi all'interno di un modello eziopatogenetico nosografico-descrittivo o interpretativo-esplicativo.
Inoltre nell'MMPI c'è confusione tra modello categoriale e dimensionale, e questo può portare ad inferenze ambigue.

Gli inventari di T. Millon
Theodore Millon ha proposto un modello della personalità patologica in cui legge le strutture e gli stili di personalità secondo la teoria evoluzionistica, ovvero come modalità d'adattamento all'ambiente.
I 4 domini in cui si esplicano i principi evolutivi sono l'esistenza, l'adattamento, la riproduzione e l'astrazione.
Dai primi 3 domini derivano le polarità piacere-dolore, attivo-passivo e sé-altro, e queste polarità sono legate a scopi o compiti di base e ciascuna di queste può descrivere le differenze che si rilevano nell'organizzazione della personalità sia delle persone normali, sia di quelle con disturbi.
Si distingue in modalità adattiva attiva e modalità adattiva passiva, e secondo Millon le persone propendono ad avvalersi di una di queste 2 modalità adattive e i motivi sottesi alla scelta di una stessa modalità d'adattamento possono essere diversi.
Inoltre, un prototipo di personalità può essere forte, debole o neutro in un qualsiasi elemento delle 3 polarità, e questi prototipi sono sia dimensionali che categoriali.
Si differenzia inoltre tra stile di personalità e disturbo di personalità, dove in assenza di disagi clinicamente significativi e/o di compromissione funzionale rilevante, non si può diagnosticare un disturbo di personalità.
Millon ha costruito diversi strumenti:
  • millon behavioral health inventory: serve a comprendere la malattia fisica in relazione al contesto psicosociale del paziente
  • millon adolescent clinical inventory: rivolto ad adolescenti tra i 10 e i 19 anni e composto da 160 item
  • personality adjective check list: self-report composto da 153 item che rilevano 8 pattern di personalità
  • millon index of personality styles: misura gli stili di personalità in soggetti sopra i 18 anni tramite 180 item con risposte vero/falso
  • million clinical multiaxial inventory (MCMI) 

L'MCMI-III misura i tratti di personalità di un soggetto, il suo adattamento emotivo e l'atteggiamento di fronte al test.
Si applica a soggetti maggiori di 18 anni che abbiano almeno il diploma delle medie, è composto da 175 item e dura circa 20-30 minuti.
Questo strumento, divenuto subito uno tra i più usati negli USA, indaga la psicopatologia adulta che viene valuta tramite pattern di personalità e sintomatologia clinica.
L'MMPI indaga soprattutto l'asse I, l'NCMI soprattutto l'asse II e quindi è uno strumento connesso sia al modello teorico di Millon, sia al DSM-IV, ed è usabile solo con pazienti psichiatrici.
L'evoluzione storica è partita con la creazione nel 1972 del MI-SRI, pubblicato 5 anni dopo sotto il nome di millon clinical multiaxial inventory.
In questi strumenti Millon usa dei punteggi di cut-off in relazione ai punteggi Base Rates (è un punteggio grezzo trasformato in un punteggio più utile per l'interpretazione) che rilevano la presenza o l'assenza di una caratteristica specifica e stabiliscono un continuum della pervasività e della gravità di una caratteristica psicologica (a 75 di base rate, alcuni aspetti della caratteristica sono presenti).
L'MCMI-III viene terminato nel 1997 nella sua versione definitiva di 175 item.
Per quanto riguarda l'interpretazione di questo test, la correzione a mano è sconsigliata (c'è un apposito software per questo), inoltre, per interpretare il protocollo occorre fare alcuni passaggi:
  1. determinare la validità del profilo
  2. esaminare le scale di patologia di personalità grave (prima di considerare le scale degli stili di personalità)
  3. esaminare le scale degli stili di personalità moderatamente gravi (individuare gli eventuali fattori sottesi)
  4. esaminare le scale delle sindromi cliniche
  5. esaminare gli item critici
  6. interpretare il significato dei sintomi nel contesto dello stile di personalità o del disturbo di personalità del paziente
  7. scrivere una relazione che integri dati quantitativi, impressioni diagnostiche, considerazioni prognostiche
L'MCMI, a differenza dell'MMPI, deriva da un modello teorico, quindi la sua lettura va ricondotta al suo modello teorico di riferimento, ma ciò cmq non è e sente da problemi.
L'MCMI ha meno problemi di classificazione diagnostica perchè si basa su una prospettiva dimensionale, però questo test è debole nella pratica clinica per diagnosticare pazienti con patologie di personalità minori, sfumate o con disturbi psicotici.
Grazie ai Base Rates c'è maggiore accuratezza nella diagnosi, tuttavia possono avvenire lo stesso biases e ci possono essere aree di sovrapposizione, inoltre lo strumento ha una scarsa validità convergente con le più conosciute rating scales psichiatriche.
Alcuni punti da analizzare sono:
  • bisogna valutare l'idoneità del paziente al test prima di somministrarglielo
  • un soggetto non motivato può falsificare le risposte (desiderabilità sociale)
  • esiste il problema degli stili di risposta preferiti dai pazienti (es. alcuni rispondono spesso si, altri no, ecc...)
  • questi strumenti vanno ristandardizzati frequentemente, perchè cambiano col tempo i termini
  • cambiano col tempo le categorie diagnostiche a cui si fa riferimento 


Interviste strutturate e semistrutturate


Le interviste strutturate più usate per la popolazione psichiatrica sono structured clinical interview for DSM-IV axis I e II (SCID-I e SCID-II), lo schedules for clinical assessment in neuropsychiatry (SCAN 2.1), la schedule for affective disorders and schizophrenia (SADS), la diagnostic interview schedule (DIS), la composite international diagnostic interview (CIDI).
Le fonti di inattendibilità diagnostica sono:

  • la varianza d'informazione: i clinici basano la diagnosi su diversi tipi di informazioni e su un diverso numero di dati
  • la varianza di interpretazione: i clinici interpretano diversamente le informazioni in loro possesso
  • la varianza di criterio: i clinici non organizzano nello stesso modo le informazioni per formulare la diagnosi, perchè usano definizioni diverse del disturbo
Quando si usa un'intervista strutturata invece, si costringono i clinici a porre le stesse domande, riducendo così la varianza d'informazione, così come le altre varianze, grazie all'uso di definizioni standardizzate dei disturbi, in questo modo aumenta così l'attendibilità diagnostica.
Un'intervista attendibile non è necessariamente valida, anche se la validità è cmq diminuita dall'inattendibilità, quindi l'intervista diagnostica ideale è quella che bilancia attendibilità e validità.

SCAN 2.1
Lo SCAN è l'evoluzione dell'intervista semi strutturata present status examination (PSE) ed è composto da 4 parti: la PSE-10 (il glossario per le definizioni), l'item group checklist IGC (usata per raccogliere informazioni da cartelle cliniche o altre fonti), la clinical history schedule CHS (composta da item che descrivono l'educazione infantile, il livello intellettuale, i disturbi di personalità, la disabilità sociale e l'andamento clinico), e lo stato clinico del paziente si valuta rispetto ad un periodo primario ed uno secondario.
La SCAN è divisa in 2 parti: la prima è composta da disturbi somatoformi, dissociativi, d'ansia, di depressione, la seconda è composta da disturbi psicotici e cognitivi, le alterazioni del linguaggio, del comportamento.
Lo SCAN consente di raccogliere molte informazioni, anche di tipo fenomenologico e non essendo legato a nessun specifico sistema diagnostico ne aumenta la flessibilità.
L'attendibilità dello SCAN cmq dipende dalle capacità di chi lo usa (che deve essere molto preparato), inoltre il glossario costituisce la base per la codifica dei singoli item.
I limiti di questo strumento è che può essere usato solo da psichiatri e psicologi esperti.


Strumenti per la valutazione dei sintomi


Le rating scales e i self-report si propongono di valutare singoli sintomi o clusters di sintomi, ed in alcuni casi gli strumenti sono finalizzati per rilevare la presenza/assenza di patologia, in altri l'indagine è più specifica e si propone di evidenziare la presenza di gruppi di sintomi.

Strumenti che rilevano la presenza di sintomatologia
Sono strumenti di screening che si propongono di rilevare la presenza/assenza di patologia, si tratta di misure di self-report rapide che consentono di rilevare diverse dimensioni di comportamento e presentano tutte problemi di validità perchè sono face valid, ovvero il paziente può capire cosa viene chiesto esplicitamente e rispondere esagerando o minimizzando.
Il punto di forza è lo screening rapido, mentre il punto di debolezza è la ridotta specificità.

Symptom Check list 90 (SCL-90-R)
E' una scala per l'autovalutazione della sintomatologia psichiatrica misurata dall'ultima settimana e nel momento della valutazione, è composta da 90 item che compongono 9 dimensioni:
  • somatizzazione
  • ossessività-compulsività
  • sensibilità
  • depressione
  • ansia
  • ostilità
  • ansia fobica
  • ideazione paranoide
  • psicoticismo
Ciascun item è valutato da 0 a 4 punti.
Questa scala è rapida e facile da compilare ed è adatta a pazienti psichiatrici che non siano gravemente psicotici, serve anche a distinguere i pazienti dai non pazienti ed ha buona attendibilità e una validità convergente migliore della divergente.

Scale per sintomi specifici o per categorie diagnostiche
Comprendono la scaling rates e le interviste strutturate e semistrutturate.
Le nuove scale cercano di definire in modo puntuale il costrutto da misurare e c'è stata la scelta di integrare diversi strumenti mettendoli insieme per ricavare maggiori informazioni (es. CBA 2.0).

Positive and negative sindrome scale (PANSS)
E' uno strumento focalizzato sia sui sintomi positivi che negativi, è un'intervista semistrutturata che si articola su 4 parti e dura in media 35-45 minuti.
Nella prima fase si instaura il rapporto col soggetto, nella seconda si fa un'indagine sistematica delle aree psicopatologiche, nella terza si fa una valutazione dei sentimenti soggettivi, dell'orientamento e della capacità di ragionamento astratto, mentre la quarta fase è condotta in maniera direttiva per chiarire alcuni aspetti e per valutare la presenza di possibili altre patologie.
La PANSS ha un'ottima attendibilità e validità.

Considerazioni conclusive
Le rating scales si basano sull'assunto della possibilità di stabilire una corrispondenza biunivoca tra oggetti empirici e numeri.
Queste scale possono prevedere una compilazione a scadenze determinate in modo da fornire un quadro diagnostico valutativo e progressivo, volto ad individuare i mutamenti avvenuti nelle aree indagate.
I vantaggi sono che sono facili e di rapido uso, rendono confrontabili anche situazioni molto diverse tra loro, danno un quadro quantificato e sintetico della situazione del paziente, permettono di valutare i cambiamenti, permettono di valutare il punto di vista di un osservatore esterno (un intervistato che parla del paziente).
I limiti sono le variabili soggettive che possono influire sull'esaminatore, possono esserci pregiudizi, si possono dare risposte stereotipate, c'è la tendenza a dare valori medi, diventa impossibile confrontare le scale compilate da operatori diversi (problema affrontato con la costruzione di alcune scale).
Le scale autosomministrate hanno gli stessi problemi delle eterosomministrate, solo che si può aggiungere anche il desiderio del paziente di sentirsi accettato, ci può essere l'effetto dell'ordine degli item ed anche difficoltà di tipo linguistico.

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"Se non è zuppa è pan bagnato" origini del detto

Hai mai sentito dire il detto "Se non è zuppa è pan bagnato"?
Probabilmente si, e non poche volte suppongo.
Ma ti sei mai chiesto che cosa vuol dire questo termine? Chi ha inventato questa frase? Quando e perchè?
Proverò a rispondere a queste semplici domande in questo breve articolo.

se non è zuppa è pan bagnato

Se non è zuppa è pan bagnato


Come sicuramente già saprai, il significato della frase "se non è zuppa è pan bagnato", può essere liberamente tradotto in "se non è questo è quello".
Solo che in realtà, il questo e quello in questione, sono la stessa cosa.
Mi spiego meglio. Con l'affermazione se non è zuppa è pan bagnato, si vuole proprio far intendere che la zuppa ed il pane bagnato sono in realtà la stessa cosa (o quasi), quindi quando qualcuno ti dice questa frase, è come se ti dicesse "è la stessa cosa, poco cambia".

Di solito questa frase viene data in risposta a qualcosa che magari è stata detta poco prima, una risposta un po' ironica e/o scocciata (dipende dal tono usato), che in alcuni casi può essere intesa come "maddai, ovvio, è lo stesso, poco cambia, mi prendi in giro".


Origine del proverbio "se non è zuppa è pan bagnato"


Non c'è ovviamente una data esatta o il nome dell'inventore di questo modo di dire, tuttavia si può risalire alla data approssimativa (o per meglio dire, al periodo) della sua diffusione proprio andando a ricavare il significato della parola "zuppa".
Zuppa / suppa / soppa / soupe /soup infatti è una parola che è presente già nella Divina Commedia di Dante (1304), con il termine di "suppa", e significa all'incirca "pane molle e bagnato".

Facendo quindi 2+2, dire "se non è zuppa o pan bagnato", è lo stesso, è come dire se non è 1 è uno.

Tornando quindi ai giorni nostri, ovviamente questo termine perde un po' di significato, dato che la zuppa ormai è un piatto culinario molto elaborato e vario; ma ai tempi, era un piatto decisamente semplice e povero, per l'appunto semplice pan bagnato.

Questo termine può anche essere usato in risposta ad una domanda con due alternative entrambe brutte.
Per esempio, se un medico ti dice "se ti opero perdi il braccio destro, ma se non ti opero perdi il braccio sinistro", la risposta sarcastica quanto tragica che potresti dargli è "se non è zuppa è pane bagnato" :p

sabato 6 maggio 2017

Pubblicare aggiornamento app / gioco Android Play Store

Dopo aver pubblicato la propria applicazione/gioco Android sul Google Play Store (seguendo magari questa guida), potrebbe sorgere l'esigenza di aggiornarla.

Le motivazioni per mandare un aggiornamento di versione sono molteplici: aggiunta di nuovi livelli ad un gioco, sistemazione di bugs, modifiche grafiche, ecc...

Vediamo quindi come aggiornare un'app caricata sul play store, in modo che l'aggiornamento venga poi distribuito in automatico, prima su tutti i market, e poi su tutti i dispositivi (telefonini, tablet, ecc...).

Pubblicare aggiornamento app / gioco Android Play Store

Come pubblicare un aggiornamento di un app / gioco Android sul Play Store


Per poter aggiornare un'applicazione pubblicata sul play store, colleghiamoci al solito indirizzo per sviluppatori android:
https://play.google.com/apps/publish/

Adesso, entrare nell'applicazione da aggiornare.
Nel menù di sinistra, cliccare su Gestione delle versioni -> Versioni dell'app.

Versioni dell'app

Si finirà nella schermata riepilogativa dove sarà presente l'elenco delle versioni caricate.
Qui bisognerà scegliere se caricare una versione di test, oppure se andare subito in produzione.
Facciamo ad esempio il caso in cui si voglia pubblicare un aggiornamento di versione che vada subito in produzione, quindi clicchiamo su Gestisci traccia di produzione.

Gestisci traccia di produzione

In questa nuova schermata, clicchiamo sul bottone Crea versione.

Crea versione

Adesso dovremo caricare l'apk contenente il codice del nostro gioco/programma.

Una cosa importante da sapere però, è che il package name deve essere lo stesso.
Infatti, se ad esempio prima il nostro package si chiamava "appinventor.ai_oggieunaltropost.alfabeto_italiano", dovremo mantenere lo stesso nome, oppure il caricamento dell'apk non andrà a buon fine.

Un'altra cosa da sapere inoltre, è che google play si aspetta una nuova versione di codice.
Questo vuol dire che dovremo andare a cambiare il version code (in app inventor 2, cliccare su screen e poi modificare il numero di versioncode), incrementandolo di un'unità ad ogni aggiornamento caricato.
Di conseguenza potrebbe/dovrebbe anche cambiare anche il version name (versioname in appinventor), che è una label descrittiva.
Se quindi ad esempio abbiamo aggiornato il version code alla versione 2, potremmo semplicemente avere un version name di 1.2.

Version Code e Version Name

Una volta sistemate questi dettagli non da poco, cliccare su Carica apk, per inviare il file dell'app direttamente dal proprio computer.

Carica apk

A caricamento terminato, se tutto sarà andato a buon fine, si otterrà un riepilogo di ciò che è stato appena caricato.
Se tutto torna, cliccare su Salva bozza.

Salva bozza

Nella nuova finestra che apparirà, sarà possibile cambiare il nome versione (se non dovesse andare bene quello proposto), e soprattutto, inserire le novità della versione.
Questo passaggio a mio avviso è molto importante, dato che è sempre bene motivare il perchè una persona dovrebbe aggiornare l'applicazione che ha installato sul cellulare, visto che per farlo si consuma della banda.
Compilati dunque questi campi, cliccare prima su Salva e poi su Esamina.

Salva e Esamina

Infine, leggere per sicurezza la schermata di riepilogo e cliccare su Invia implementazione in versione di produzione (o di test alpha o beta, se stavate pubblicando una versione di prova/debug).

Invia implementazione in versione di produzione

Ed ecco che avrete finito questo macchinoso ma doveroso iter per la messa online degli aggiornamenti delle app android.

Sulla vostra interfaccia sviluppatori vedrete scritto "Elaborazione dell'aggiornamento", processo che potrebbe durare pochi minuti o delle ore, dipende.

Elaborazione dell'aggiornamento

Infine, quando riceverete la notifica di pubblicazione aggiornamento riuscito, troverete l'aggiornamento disponibile direttamente nel play store del telefono.

Aggiornamento pubblicato

App da aggiornare

Adesso che sapete come pubblicare aggiornamenti sul play store, potrete tenere le vostre app sempre aggiornate, in modo da aggiungere sempre nuove funziolità e sistemare eventuali bachi.
Per un gioco di successo è ovviamente importante pubblicare di tanto in tanto dei nuovi livelli, altrimenti la gente dopo un po' finirà con disinstallare la vostra app.
Inoltre, con l'avvento di sempre più nuovi dispositivi, o versioni di android sempre più aggiornate, potrebbe risultare necessario apportare modifiche alle vostre app, per renderle compatibili con le ultime versioni di android.