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lunedì 15 agosto 2022

Attacchi mortali degli Orsi polari alle Svalbard

Attacchi mortali degli Orsi polari alle Svalbard


Dopo l'ultimo attacco ad una turista francese avvenuto l'8 agosto 2022, dove un orso polare ha attaccato un gruppo di 25 persone ferendo ad un braccio una giovane donna per poi essere colpito ed infine abbattuto per le ferite riportate, mi sono deciso a fare una breve lista degli attacchi letali di questi fantomatici orsi bianchi delle Svalbard.

La cosa sorprendente è che il primo attacco mortale registrato risale al 1971, e che in totale fino al 2022 sono avvenuti solo 6 attacchi mortali da parte degli orsi polari.
Il motivo è semplice, gli orsi polari se possono preferiscono mangiare le foche e starsene nelle aree più remote delle isole Svalbard, per cui se l'uomo se ne sta al suo posto o esce con le dovute precauzioni, nessuno si fa male.
Infatti, per poter uscire dal centro abitato di Longyearbyen, è necessario girare armati ed avere con sè un lancia razzi segnalatori per spaventare e far scappare eventuali orsi, inoltre se si vuole dormire in tenda è necessario portarsi dietro un recinto elettrico.

E adesso veniamo al perchè sono necessarie tutte queste precauzioni, ecco gli incidenti mortali successi fino ad oggi agli umani da parte degli orsi polari:

1971

14 novembre 1971, Bjørn Tessem di 27 anni si trovava nell'isola di Bjørnøya per lavoro,
in quanto era un operatore telegrafico di una squadra composta da 14 persone.
Quel giorno andò a fare una passeggiata portando con sè 2 cani, ma non tornò più.
I suoi compagni non vedendolo tornare lo andarono a cercare preoccupati, soprattutto dopo che a tornare alla base furono solo i cani. Lo trovarono morto vicino ad una piccola capanna, dove forse aveva provato a ripararsi, e l'orso polare era ancora lì vicino a lui.
Essendo anche loro usciti disarmati, esattamente come Bjørn, il gruppo dovette tornare alla base a prendere le armi per poter uccidere l'orso e recuperare finalmente il corpo di Bjørn.
In questo tragico incidente i fattori fatali furono 2: il primo è che ai tempi per allontanarsi non era ancora obbligatorio portare con sè un'arma, il secondo è che non essendoci ghiaccio sull'isola e nei dintorni, tutti avevano pensato che non potessero esserci orsi e che al massimo Bjørn potesse essersi fatto male, invece purtroppo l'orso era arrivato a nuoto.


1977

Un turista austriaco facente parte di un gruppo che era accampato nella zona del Magdalenfjord è stato ucciso mentre si trovava nella sua tenda.
Qui l'errore principale è stato che erroneamente si credeva che in quella zona non ci fossero gli orsi polari, per cui anche questa volta nessuno era armato.
Pare infatti che l'orso sia anche riuscito a portare via il corpo e a far perdere le proprie tracce.

1995

30 Marzo 1995, la giovane ragazza di 22 anni, Nina Jeanette Olaussen, stava facendo una passeggiata con una sua amica Hilde, poco lontano dalla città di Longyearbyen, nella zona denominata Platåfjellet.
Le due ragazze erano appena arrivate alle Svalbard per una breve vacanza e per trovare una loro amica, non sapevano ancora molte cose e non erano state avvertite che erano stati avvistati degli orsi polari nella zona.
Le due si erano arrampicate su una montagna sopra la quale si estendeva una grossa vallata coperta di neve, ed è lì che hanno avvistato l'orso.
L'orso polare dopo averle studiate un po' ha deciso di attaccarle, così le due ragazze hanno provato a scappare correndo.
Hilde si è salvata lanciandosi da un dirupo e rompendosi qualche ossa, mentre Nina è stata purtroppo raggiunta dall'orso e quando sono arrivati i soccorsi ormai non c'era più niente da fare.
Successivamente l'orso è stato abbattuto.
Per sensibilizzare i turisti a non uscire da soli disarmati come hanno fatto queste sfortunate ragazze, sul luogo esatto dove è stata uccisa Nina ora c'è una sorta di tomba fatta di sassi.

Agosto 1995, pochi mesi dopo l'incidente di Nina, un orso polare uccide un marinaio norvegese di 58 anni di nome Helmer Kristian e ferisce un altro uomo nella zona di Kiepertøya.
I due facevano parte di un gruppo di 5 persone scese dalla nave per fare un giro, ma nonostante avessero sparato con i razzi segnalatori l'orso non si era spaventato.
Neanche le armi di piccolo calibro che avevano con sè riuscirono ad impedire che l'orso uccidesse Helmer, per cui l'errore è stato uscire senza delle armi adeguate.

2011

Il giovane Horatio Chapple, di soli 17 anni viene ucciso in un campeggio nella zona di Tempelfjorden.
In questo attacco anche altri 4 ragazzi britannici del gruppo di 13 persone sono stati feriti, prima che l'orso venisse abbattuto.
Le indagini questa volta non hanno però mostrato alcuna anomalia, la società che faceva le escursioni era preparata ed aveva fatto tutto secondo le regole, mettendo anche razzi segnalatori vicino al recinto, ma questo purtroppo non è bastato ad evitare la tragedia.

2020

L'ultimo attacco letale di un orso polare alle isole Svalbard risale al 28 agosto 2020, non troppo tempo fa quindi.
La cosa più spaventosa è che questa volta il tutto è avvenuto alle porte della città, nel campeggio dell'aeroporto, che è di fatto una delle possibili sistemazioni per chi vuole visitare le Svalbard.
La vittima si chiamava Johan Jacobus Kootte ed era un olandese di 38 anni che lavorava proprio per il campeggio dove è stato attaccato.
Sembra che l'orso l'abbia sorpreso in tenda, arrivando addirittura a nuoto dalla sponda opposta.
La cosa assurda e triste è che avrebbero dovuto installare il recinto elettrico ma poi per una casualità la cosa è stata rimandata, altrimenti Johan sarebbe ancora vivo.
L'orso è stato poi ferito a morte e ritrovato senza vita nel parcheggio vicino all'aeroporto.

Conclusioni

Questi erano i sei casi di attacchi mortali degli orsi polari alle Isole Svalbard.
Come avrete capito, nella stragrande maggioranza dei casi si sarebbero potuti evitare con un po' più di prudenza, però c'è anche da dire che a causa dei cambiamenti climatici e dello scioglimento dei ghiacci, gli orsi sono sempre di più sulla terra ferma ed è stato notato che sono sempre più spesso vicino a luoghi dove è presente anche l'uomo.
Se ci aggiungiamo che fanno sempre più fatica a cacciare le foche, ecco che dobbiamo metterci in testa che l'incontro con loro sarà sempre più frequente e per questo bisogna essere preparati e prudenti.
Bisogna anche essere preparati solo a spaventarli, perchè negli ultimi anni è stato calcolato che in media ne vengono uccisi 3 all'anno per autodifesa, magari per uscire da situazioni in cui non ci si dovrebbe trovare.

Elenco morti per attacchi di orsi polari alle Isole Svalbard negli ultimi 50 anni:

  1. Bjørn Tessem (27 anni): 14 novembre 1971
  2. Turista austriaco (generalità sconosciute): 1977
  3. Nina Jeanette Olaussen (22 anni): 30 Marzo 1995
  4. Helmer Kristian (58 anni): 31 Agosto 1995
  5. Horatio Chapple (17 anni): 5 Agosto 2011
  6. Johan Jacobus Kootte (38 anni): 28 agosto 2020


Alcune Fonti:
https://www.nrk.no/norge/seks-drept-av-isbjorn-siden-1971-1.15138727
https://www.nrk.no/tromsogfinnmark/_-utenkelig-at-bjorn-kunne-bli-drept-av-isbjorn-1.12032231
https://www.svalbardposten.no/leserinnlegg/isbjornangrepet-pa-plataberget/150381
https://www.svalbardposten.no/jobbet-pa-campingen/201097


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#svalbard #polarbear

Guarda il video 'Attacchi mortali degli Orsi polari alle Svalbard'

:



Guarda il video su youtube: https://youtu.be/aZuqODxwjps

sabato 2 ottobre 2021

Come avere il Green Pass senza il Vaccino

Come ormai tutti sanno, dal 15 ottobre 2021 in tutta Italia, per poter lavorare sarà obbligatorio mostare l'ormai conosciutissimo Green Pass.
Se però per qualche motivo non hai ancora fatto il vaccino per ragioni mediche o motivazionali, e non sei in possesso di un'esenzione medica ufficiale che attesti che non ti puoi vaccinare, c'è ancora una possibilità per te per poter continuare a lavorare senza il Green Pass, ed ora te la illustrerò.



Come avere il Green Pass senza il Vaccino

Come avere il Green Pass senza il Vaccino


Se dal 15 ottobre non vuoi esser lasciato a casa perchè non hai voluto o potuto fare il Green Pass, o perchè magari ti sei convinto troppo tardi ed hai fatto la prima dose di vaccino non considerando che ci vogliono 15 giorni prima che il greenpass sia attivo, ecco l'unica soluzione che hai a disposizione:
fare un tampone che attesti la tua negatività al Coronavirus.

Il Governo ha infatti dato la possibilità a chi non si è ancora vaccinato contro il covid-19, di poter continuare a lavorare e percepire lo stipendio, dimostrando però di non essere infetti dal virus, e questo grazie all'utilizzo di tamponi ogni 48 o 72 ore, a seconda del tipo di test scelto.

Vediamo qualche dettaglio tecnico in più per capire che tampone fare e quanto questo dura:
Il test naso-faringeo può essere sia molecolare che antigienico (detto anche rapido).
La validità del green pass ottenuto col tampone rapido è di 48 ore dal momento dell’esecuzione, mentre quella del tampone molecolare è stata estesa a 72 ore.

Quindi, a seconda del tipo di test che sceglierete di fare, in farmacia o in un centro specializzato, il vostro green pass durerà 48 o 72 ore.
Facendo dunque un paio di calcoli, con il test rapido si potrà andare al lavoro regolarmente facendo 3 tamponi a settimana, mentre facendo il tampone molecolare classico ne basteranno due.

Il costo dei tamponi dovrebbe essere di 15 euro per gli adulti e di 8 euro per i giovani dai 12 ai 18 anni, sperando che nessuno faccia il furbo sul prezzo.
Se poi l'idea di farvi infilare un tampone nel naso 2 volte a settimana non vi aggrada, dovete sapere che solo per il test di tipo molecolare (non rapido) è valida per il green pass anche la sua variante tramite test salivare.

Queste informazioni sono ovviamente valide alla data di pubblicazione del post, ma sarà mia cura scrivere nei commenti eventuali variazioni.
Quello che è certo è che il tutto è valido fino al 31 dicembre 2021, data in cui dovrebbe terminare lo stato d'emergenza... poi si vedrà!

L'invito del governo e degli esperti di sanità è ovviamente quello di vaccinarsi per contribuire all'estinzione del virus.

venerdì 1 gennaio 2021

Nuovo anno, nuova politica

Ciao a tutti, come va?
Scrivo questo post innanzitutto per augurarvi un buon anno, sperando che il 2021 sia meno catastrofico del 2020 a livello globale, anche se per me alla fine come anno non è stato poi così male.
Ho pensato a molto se scrivere o meno questo post, ma alla fine ho deciso di farlo, perchè non farlo sarebbe stato solo rimandare l'inevitabile.

Ebbene, dopo più di cinque anni di "Oggi è un altro post", ho deciso di cambiare la politica di pubblicazione di questo sito / ex. blog.
Per farvi capire il motivo della mia decisione, che poi vi spiegherò meglio nel dettaglio, vi illustrerò brevemente il percorso fatto da me e da questo sito web.

Oggi è un altro post nasce il 26 aprile 2015 con questo post, quasi per caso e per scherzo/gioco.
Nasce come blog personale dove principalmente esprimo i miei pensieri e le mie creazioni, per poi diventare sempre di più un sito internet in cui pubblico un po' di tutto, dalle guide di vario tipo, ai post delle vacanze, alle curiosità, alle barzellette, alle lezioni di psicologia... e molto altro ancora.

Il blog nasce diciamo nella fase in cui i blog erano ormai affermati, poco prima del loro declino, e quindi è mutato quasi naturalmente in qualcos'altro, fino a diventare un sito internet a tutti gli effetti.
Ho sempre scritto con passione per dar sfogo a tutta la mia creatività, ma pian piano ho pensato e sperato di far diventare questo sito internet una vera e propria fonte di guadagno, come fanno anche altri blogger.
Il mio sogno era/è infatti di mollare il lavoro "tradizionale" e di vivere solo di passioni, scrivendo, facendo video, e magari alzandomi tardi la mattina :p

Pur continuando a scrivere per passione, pian piano scrivere un post ogni giorno è diventato sempre più impegnativo e pesante.
Sono passato infatti dai tempi d'oro dei 10 post al giorno e delle programmazioni di pubblicazione con anche 30 giorni d'anticipo, a scrivere un post risicato al giorno e a farlo anche all'ultimo momento.
Ed ecco che dopo averci riflettuto a lungo sopra, dopo aver tirato le somme sui costi/benefici, ho deciso di cambiare la politica del sito.

Da oggi in poi infatti, non farò più un post al giorno ogni giorno, ma posterò solo quando avrò qualcosa da dire.
Dopo più di 5 anni a scrivere post tutti i giorni infatti, dopo aver visto che la crescita di popolarità del sito non è stata direttamente proporzionale al numero dei post, ho deciso di cambiar rotta.
Per un bel po' infatti ho pensato di sparare a raffica sul dove cojo cojo, a volte prendendoci anche con post apparentemente inutili e poco impegnativi che invece mi hanno portato molte visite, a differenza di post complessi e lunghi che non si è filato quasi nessuno.
Quando però ti accorgi che il tuo sito è diventato poco più che un copia e incolla di barzellette, allora forse è venuto il momento di porsi qualche domanda e di prendere qualche decisione.

E poi c'è un altro fatto che mi convinto a prendere questa decisione.
Il mio canale youtube era nato sempre nel 2015 come puro supporto al sito per quanto riguarda i contenuti multimediali (video), ma dal 2017 ho iniziato ad usarlo in maniera più continuativa e con un po' più di impegno, ed alla fine i risultati si sono visti.
Se consideriamo anche il fatto che fare video su youtube, almeno come li faccio io,  è molto meno impegnativo che scrivere e fare tutorial con foto ritagliate, ecco che a fronte di molte più visite e decisamente minor impegno, alla fine scrivere un post al giorno è un effort che risulta troppo elevato, poco remunerativo, ma soprattutto noioso e poco appagante.

Ma non preoccupatevi però, visto che il sito comunque vive di alcuni post azzeccati, e che il mio pubblico, compreso magari anche tu che leggerai questo post, arriva per il 99% da google, continuerò a postare, ma solo quando avrò qualcosa da dire... che sia utile o meno questo lo lascerò stabilire a voi :)

Dopo aver scritto tutti i giorni per 5 anni mi sembrava comunque corretto avvisare chi mi segue che non avrei continuato a farlo in maniera così assidua, quindi eccomi qui a fare questo post e ad augurarvi un buon 2021.
Ci risentiamo prossimamente, anche perchè ho da finire di raccontarvi il mio viaggio in Egitto, ed altre cose che sono rimaste in sospeso per mancanza di tempo e/o voglia.
A presto!

Buon 2021

venerdì 2 ottobre 2020

Che cos'è il Catfishing

L'altro giorno mi sono imbattuto per caso nel termine catfishing, che, ammetto l'ignoranza, non conoscevo, e quindi mi sono subito documentato per scoprirne il significato.
Leggendo un po' in rete, ho scoperto che con il termine catfish in buona sostanza si intende una certa attività che già ben conoscevo bazzicando internet da anni ed anni.
Vediamo subito di scoprire il significato di catfishing.



Che cos'è il Catfishing


Che cosa significa Catfishing? A cosa serve?
Catfishing (tradotto dall'inglese in "pesce gatto") è una tipologia di attività ingannevole operata prevalentemente sui social network che consiste nella la creazione e l'utilizzo di un account con una falsa identità da parte di una persona, allo scopo di raggirare/ingannare altri utenti.
La persona che pratica il catfishing viene definita catfish.

Ora, se dovessi citare la prima parola che conosco per descrivere un catfish, direi fake, ovvero il sinonimo di identità falsa su internet.
C'era davvero bisogno di coniare un nuovo termine?
Forse no, ma se volessimo raggruppare una serie di comportamenti ingannevoli, spesso legati al tema romantico/sessuale, tramite l'utilizzo di identità false, ecco che potremmo usare semplicemente il termine catfishing al posto fake e truffa, o imbroglio online.

Ma come è nato il termine catfishing, da cosa deriva.
C'è chi dice che sia legato ad un documentario di nome Catfish del 2010, ma in realtà molti sostengono che sia un termine legato al mondo della pesca, dove i pescatori ingannano i merluzzi tramite l'utilizzo di pescigatto, che infastidendo gli altri li fanno finire a riva ancora "freschi".

Insomma, come la giri la giri, il catfishing è una delle tante pratiche di truffa / inganno / imbroglio online, questa volta più legato al mondo dei social ed ai fake... per cui attenzione a non abboccare!

giovedì 27 febbraio 2020

Differenza tra epidemia e pandemia

Sul tema coronavirus, una delle parole che si sente più spesso in questi giorni è pandemia.
Per chi non avesse mai sentito questo termine, la parola suonerà strana, per non dire quasi buffa.
Eppure, il suo significato nasconde quanto di più temibile possa esserci a questo mondo.
Scopriamo dunque qual è la differenza tra pandemia ed epidemia.

Differenza tra epidemia e pandemia


Differenza tra epidemia e pandemia


Per arrivare ad una risposta semplice ma completa, partiamo dalla definizione di queste due parole.

Si definisce epidemia il diffondersi di una malattia, solitamente infettiva, che colpisce quasi contemporaneamente una collettività di individui, ovvero una determinata popolazione del mondo, con una ben delimitata diffusione nello spazio e nel tempo.
Questa infezione inoltre, per essere considerata un'epidemia, deve avere anche la stessa origine.

Si definisce invece pandemia, il diffondersi di un'epidemia che si espande rapidamente trasmettendosi in più aree geografiche del mondo.

Quindi, la differenza tra epidemia e pandemia, è che la prima è circostritta ad una popolazione o area geografica precisa, mentre la seconda è diffusa in molte parti del mondo.

Tornando dunque al coronavirus, la parola pandemia non fa altro che sottolineare il fatto che questo virus si sta diffondendo rapidamente ed in tutto il mondo, risultando apparentemente inarrestabile nonostante le massicce precauzioni prese dai vari paesi della terra.

mercoledì 26 febbraio 2020

Coronavirus, qualche informazione utile

L'argomento mondiale del momento riguarda il coronavirus, un virus virale che, partito dalla Cina, piano piano sta contagiando il mondo intero.
Su come sia nato e da dove esattamente sia partito il contagio, si sa poco o niente per il momento, se non il nome della città da cui sembra essere partito il primo focolaio, la città di Wuhan nella provincia di Hubei.

Ma vediamo di dare qualche informazione utile in più sul corona virus, anche noto come COVID-19.

Coronavirus, qualche informazione utile


I sintomi del coronavirus


Il corona virus si presenta inizialmente come una normale influenza, con alcuni o tutti dei seguenti sintomi:
  • Febbre
  • Raffreddore
  • Tosse
  • Difficoltà respiratorie

Modalità di trasmissione del corona virus


Il virus penetra nelle principali vie respiratorie (naso e bocca) attraverso goccioline emesse da individui infetti, tramite colpi di tosse e/o starnuti.
Affinchè avvenga la trasmissione è necessario un contatto ravvicinato, a circa due metri di distanza, idealmente in luoghi chiusi.


Periodo d'incubazione


Il periodo medio d'incubazione del coronavirus è di circa 5 - 6 giorni.
La durata d'incubazione però può variare da 2 a 14 giorni, inoltre, alcuni ricercatori cinesi mettono in guardia sul fatto che questo virus possa rimanere latente senza sintomi anche per 27 giorni.


Tasso di mortalità


Il corona virus sembra essere il virus degli anziani, non tanto perchè colpisce principalmente gli anziani, visto che è un virus assolutamente imparziale, ma perchè il tasso di mortalità è tanto più elevato tanto più una persona è anziana.
Questa mortalità in realtà non è legata all'età della persona infetta, ma al suo stato di salute. Tanto più una persona ha una situazione già precaria di suo, tanto più questa rischia di avere complicazioni letali dovute al coronavirus.
Parlando quindi di percentuali, abbiamo com tasso di mortalità:
  • 14.8% per chi ha più di 80 anni
  • 8% per chi ha da 70 a 79 anni
  • 3.6% per chi ha da 60 a 69 anni
  • 1.3% per chi ha da 50 a 59 anni
  • 0.4% per chi ha da 40 a 49 anni
  • 0.2% per chi ha da 30 a 39 anni
  • 0.2% per chi ha da 20 a 29 anni
  • 0.2% per chi ha da 10 a 19 anni
  • 0% per chi ha da 0 a 9 anni 


Precauzioni per non prendere il coronavirus


Per limitare il rischio di contagio da corona virus, si consiglia di seguire queste basilari regole:
  • Lavarsi spesso e bene le mani
  • Evitare il contatto ravvicinato con persone che soffrono di infezioni respiratorie acute
  • Evitare luoghi affollati e stretti
  • Non toccarsi occhi, naso e bocca con le mani sporche
  • Coprire bocca e naso se si starnutisce o si tossisce
  • Pulire le superfici con disinfettanti a base di cloro o alcol
  • Usare la mascherina solo se si sospetta di essere malati
Sull'ultimo punto, quello della mascherina, visto che il periodo d'incubazione è di anche due settimane, e che il coronavirus è simile ad una normale influenza, non è poi un cattivo consiglio quello di portare la mascherina anche se si pensa di non essere infetti.

Infine, contatta il numero verde 1500 se hai febbre o tosse e sei tornato dalla Cina da meno di 14 giorni.

lunedì 3 febbraio 2020

10 regole per visitare la Corea del Nord

La Corea del Nord è uno degli stati più chiusi al mondo, con il suo regime capitanato dal famoso leader Kim Jong-un, questa nazione è spesso nominata nei vari quotidiani di tutto il mondo per via delle tensioni con i suoi vicini sudcoreani e con i lontani Stati Uniti d'America.

Se però la minaccia di un possibile conflitto nucleare o il fatto di finire in uno stato con un regime totalitario non vi spaventano, ed anzi suscitano la vostra curiosità da turisti senza frontiere, ecco cosa dovete comunque sapere prima di intraprendere un viaggio in Corea del Nord.

10 regole per visitare la Corea del Nord


10 regole per visitare la Corea del Nord


Se state pensando di girare in lungo ed in largo in Corea del Nord per scoprire tutte le sue più remote aree e conoscere usi e costumi dei locali, forse rimarrete un po' delusi in quanto questa nazione ha un turismo soggetto a severe regole e divieti che è bene conoscere e non infrangere.
Qui di seguito le dieci regole da rispettare assolutamente durante un viaggio in Nord Corea.

Numero 1: Non chiamarla Corea del Nord

Il primo importantissimo errore da non commettere è quello di non chiamarla Corea del Nord, ma "Repubblica Popolare Democratica di Corea".
Il motivo è abbastanza ovvio, quindi meglio non sbagliare.

Numero 2: Non viaggiare da soli

In Corea del Nord si entra solo con tour organizzati ufficiali e controllati.
Si hanno solo due possibilità, una più economica tramite gruppi organizzati, oppure con un tour privato scortati da due guide.
Il compito delle guide è quello di controllarvi per evitare che infrangiate qualche divieto.
Scordatevi dunque di viaggiare da soli all'avventura.

Numero 3: Non fotografare o filmare monumenti a metà

Potete fare tutte le foto che volete ai gloriosi monumenti sparsi qua e là per Pyongyang, ma se si tratta di monumenti di leader, sappiate che è vietato fotografarli non nella loro interezza.
Infrangere questo divieto potrebbe essere considerato un affronto.

Numero 4: Non piegare quotidiani o riviste in cui c'è il volto del leader

Sempre a proposito di divieti riguardanti i leader presenti e passati della Corea, se vi capita di avere tra le mani un giornale con la foto di Kim Jong-un, state bene attenti a non piegare l'immagine raffigurante il suo volto.

Numero 5: Non fotografare cose in costruzione

Un divieto un po' singolare è quello che vieta di fotografare o filmare edifici in costruzione o cantieri di qualsiasi tipo.
Oltre ovviamente al più classico divieto di non fotografare militari e checkpoint, per chissà quale motivo in Corea del Nord è vietato anche fare foto ai cantieri.

Numero 6: Obbligatorio inchinarsi in certi luoghi

In certi luoghi della Corea del Nord, se capita di recarvisi, è obbligatorio l'inchino.
Al Kumsusan Palace of the Sun ad esempio è obbligatorio inchinarsi, ed immagino che sia meglio non rifiutarsi di farlo.
Ovviamente, in tutta la Corea del Nord è richiesto un dress code adeguato, evitando abiti strappati o troppo provocanti, ed evitando anche di indossare indumenti con slogan politici o con stemmi dell'America.

Numero 7: Obbligatorio vedere certi luoghi

Come spiegato poco fa, in Nord Corea non si viaggia da soli, ma si possono fare solo tour organizzati.
Questi tour comprenderanno sempre delle mete scelte dal regime, e certe tappe saranno di fatto obbligatorie.

Numero 8: Non introdurre materiale scomodo in Corea

Con materiale scomodo si intendono ad esempio pubblicazioni religiose, mappe della Corea, guide turistiche coreane, materiale propagandistico contro il regime, pornografia.
La regola vale anche al contrario, se provate a far uscire dal paese qualche scritto sensibile, come un poster di propaganda, potreste incorrere in guai seri.
Ricorderete certamente il triste destino che ha segnato la vita di un giovane turista americano pochi anni fa, vero?

Numero 9: non fare domande scomode

Occorre evitare, se vi capita di parlare con la gente del posto, di parlare di religione, di politica, o di cercare pareri negativi sul loro leader.
Bisogna ricordare che le guide fanno anche da guardia, sia per la vostra sicurezza, ma anche e soprattutto per la sicurezza del paese.

Numero 10: vietato usare internet

Più che un divieto questo è proprio un limite, dato che internet è assente in tutto il paese, se non per pochi eletti.
Una volta entrati in Corea del Nord si è soli ed isolati dal mondo, dato che le chiamate fuori dal paese costano un occhio della testa.


Bene, è tutto.
Se seguirete queste semplici ma ferree regole, più quelle che vi verranno comunicate prima del vostro ingresso dall'agenzia turistica che si occuperà del viaggio, tornerete a casa sani e salvi.
In caso contrario, potrebbero sgridarvi, cancellarvi qualche foto dal telefono, espellervi dal paese, o nel peggiore dei casi incarcerarvi a tempo indeterminato.