domenica 3 luglio 2016

Pelé

Pelé è un film biografico/sportivo del 2016 diretto da Jeff Zimbalist, Michael Zimbalist, con Kevin de Paula, Leonardo Lima Carvalho, Seu Jorge, Vincent D'Onofrio, Diego Boneta, Rodrigo Santoro, Colm Meaney.

Pelé
Trama
Edson Arantes do Nascimento è un bambino brasiliano di famiglia povera che ha una grande passione, il calcio.
Con il suo stile di gioco unico, Edson, il cui nome d'arte è Pelé, saprà farsi subito notare, tanto da diventare professionista in breve tempo ed avere così la possibilità di giocare nella nazionale brasiliana di calcio a soli 17 anni.

Recensione
Piccola premessa: a me il calcio fa schifo.
Detto questo, il film sulla vita di Pelé è davvero bello!
Le poche partite che ho mai visto sono quelle dei mondiali ed ho sempre stimato lo stile di gioco unico del Brasile, ed ora so il perchè: è il Ginga, uno stile che è alla base dell'arte marziale della Capoeira... ed io adoro le arti marziali.
A parte i miei gusti personali, in questo film sulla vita di Pelé non si parla solo di Pelé, ma del Brasile e dei brasiliani, un popolo molto orgoglioso che in questo film ritrova se stesso.
Alcune scene sono davvero magiche, film da vedere anche se non siete appassionati di calcio.

Link alla scheda del film su wikipedia

sabato 2 luglio 2016

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Psicologia generale 2 (11/12): La pragmatica

Le origini storiche del termine "pragmatica"


A coniare il termine pragmatica fu Charles Morris nel 1938, il quale volle tracciare le linee fondamentali di una scienza dei segni o semiotica, all'interno della quale egli distingueva 3 diversi indirizzi di ricerca: la sintattica, la semantica e la pragmatica, lo studio della relazione dei segni con gli interpretanti.
Secondo Morris la pragmatica tratta di tutti i fenomeni psicologici, biologici e sociologici che intervengono nel funzionamento dei segni.
Secondo Carnap (1938), se in un'indagine si fa esplicito riferimento al parlante, allora si assegna l'indagine al campo della pragmatica, se invece analizziamo solo le espressioni e i loro designata, senza l'utente, allora si assegna l'indagine alla semantica, e se infine analizziamo solo le relazioni tra le espressioni, si assegna l'indagine alla sintassi logica.
Secondo Bar-Hillen (1954), la pragmatica è lo studio delle lingue sia naturali che artificiali, che contengono termini deittici o indicativi.
Alla fine degli anni 70 invece, è stato affermato che la pragmatica è l'ambito delle indagini che richiedono il riferimento agli utenti della lingua.
La definizione di Carnap fu poi riformulata: la pragmatica è l'insieme di quelle indagini linguistiche che rendono necessario il riferimento al contesto, inteso come l'identità dei partecipanti, i parametri spazio-temporali, le credenze, le conoscenze e le intenzioni di chi partecipa all'evento.



Definizione di pragmatica


Sono state coniate molte definizioni di pragmatica, molte in contrasto tra di loro a causa della mancanza di chiare delimitazioni.
Secondo alcuni la pragmatica è lo studio dell'uso della lingua, secondo altri è lo studio della lingua in una prospettiva funzionale, dove si cerca di spiegare alcuni aspetti della struttura della lingua facendo riferimento a pressioni e cause non linguistiche, definizione che però non consente di distinguere la pragmatica da altre discipline linguistiche.

Il termine pragmatica comprende sia gli aspetti della struttura linguistica che dipendono dal contesto, sia i principi di uso e comprensione della lingua che hanno poco o niente a che fare con la struttura linguistica, e i pragmatici si interessano in particolar modo all'interazione della struttura linguistica con i principi dell'uso linguistico.
Andrebbe inoltre distinta la pragmatica universale, ovvero la teoria generale di quali aspetti del contesto vengano codificati e in che modo, dalla pragmatica specifica per le singole lingue.


Di tutte le definizioni date, quella che sembra essere più corretta è la seguente: la pragmatica è lo studio di tutti quegli aspetti del significato che sfuggono alla teoria semantica.
La semantica dal canto suo è lo studio del significato nella sua interezza, anche se questa è una definizione molto semplicistica di semantica, e in generale, la natura di una teoria pragmatica dipende molto dal tipo di teoria semantica adottata, anche se la dipendenza è solo parziale.
In questa definizione di pragmatica quindi si tiene conto del contenuto comunicativo implicito, ironico e metaforico di un enunciato (aspetti che sfuggono alla semantica).

Grice distingue tra significato naturale (la comunicazione informativa casuale) e significato non naturale (la comunicazione intenzionale).
Quindi la comunicazione è un tipo complesso di intenzione, raggiunta o soddisfatta quando è riconosciuta, e nel processo comunicazione, l'intenzione comunicativa dell'emittente diventa conoscenza reciproca tra l'emittente ed il ricevente, e in tal caso si può dire di essere riusciti a comunicare.
La teoria di Grice spiega come possano esserci discrepanze tra il significato del parlante (non significato) e il significato della frase, dove ad esempio la frase "La Macchi è una bella donna" può essere detta in senso ironico e può essere interpretata come "La Macchi l'è brutta forte!".

Una frase è un'entità teorica astratta, mentre un enunciato è il prodotto dell'enunciazione di una frase, di un equivalente o di un frammento di frase, in un contesto reale, e quindi si potrebbe dire che la semantica si occupa dello studio del significato della frase e la pragmatica dello studio del significato dell'enunciato.
Ci sono poi problemi del tipo che alcuni aspetti del significato di una frase (es. le implicature conversazionali, le presupposizioni e alcuni aspetti della forza illocutoria) non trovano una spiegazione all'interno di una teoria semantica vero-condizionale o in altre teorie semantiche ristrette.
Solo agli enunciati che fanno precise affermazioni si può assegnare la condizione di verità e di conseguenza questa assegnazione può essere fatta solo alle frasi associate ai relativi contesti di enunciazione e non alle semplici frasi, e quindi non ha senso eguagliare la semantica con lo studio del significato della frase.
E dato che non ci si può affidare alla diversità tra significato di frase e significato di enunciato per distinguere la semantica dalla pragmatica, rimane valida la definizione di pragmatica come studio di quegli aspetti del significato che non sono trattati dalla semantica.

Un'altra definizione di pragmatica è quella di studio delle relazioni tra la lingua e il contesto che sono fondamentali per spiegare la comprensione della lingua stessa.
La pragmatica si occupa sostanzialmente dell'inferenza, e una teoria pragmatica deve spiegare l'inferenza delle presupposizioni, della forza illocutoria e delle altre implicazioni pragmatiche.
Anche questa definizione però ha delle debolezze, come il fatto che essa richiede una caratterizzazione esplicita della nozione di contesto, e purtroppo l'ambito del contesto non è facile da definire (comprende: presente, passato, conoscenze, cultura, spazio, interazione sociale, ecc...).
Dato che non si riesce a dare una chiara nozione di contesto, è probabile che in esso si includano tutte le relazioni di significato che escludiamo dalla semantica, e quindi si ritornerebbe alla solita definizione di pragmatica (ciò che non è trattato dalla semantica).

Grice ha descritto il fenomeno dello sfruttamento, dove si sfrutta una certa convenzione per comunicare un messaggio pertinente ma diverso, come nel caso dell'ironia, che mette alla prova la teoria pragmatica dell'appropriatezza, dato che proprio inappropriatezza ironica la rende appropriata al contesto.
Quindi la pragmatica dovrebbe occuparsi dei meccanismi tramite i quali il parlante vuol dire di più di quanto realmente dice, quindi, la proposta secondo la quale la pragmatica deve fondarsi sul concetto di appropriatezza va scartata.

Katz e Fodor hanno cercato di delineare l'ambito della semantica delineando dei confini, il limite superiore è dato dai confini della sintassi e la fonologia, il limite inferiore è dato da una teoria pragmatica intesa come teoria della disambiguazione contestuale.
Si potrebbe quindi dire che il limite superiore della pragmatica è costituito dal confine della semantica e il limite inferiore dal confine della sociolinguistica.
Per la semantica cmq, la strategia migliore sembra sempre quella di circoscriverla alle condizioni di verità del contenuto.
Sembra cmq che tracciare il confine tra pragmatica e sociolinguistica sia un'impresa troppo ardua, dato i sociolinguisti si occupano delle interrelazioni tra lingua e società in qualsiasi modo essere si manifestino nei sistemi grammaticali, e che la sociolinguistica non è una componente o un livello della grammatica come la semantica, la sintassi, la fonologia e la pragmatica.

Si potrebbe concepire la pragmatica come una scatola nera, come una funzione alla quale viene passato un input e che restituisce un output, anche se non è affatto evidente cosa dovrebbe essere l'input e cosa l'output nella pragmatica.
Katz afferma che l'input dovrebbe essere costituito dalla descrizione grammaticale completa (compresa quella semantica) di una frase assieme ad informazioni relative al suo contesto d'utilizzo, mentre l'output dovrebbe essere rappresentato dall'insieme delle rappresentazioni (o proposizioni) che danno il significato intero della frase enunciata in un contesto particolare.
Gazdar vuole invece esplicitare i modi in cui gli enunciati cambiano il contesto in cui sono prodotti e dimostra che la formulazione di Katz è incompatibile con il suo fine, suggerendo così una propria funzione, come poi han suggerito altri studiosi, diverse funzioni della pragmatica.

Sembra infine che esista una qualche componente riconosciuta della grammatica che non sia autonoma rispetto alla pragmatica, ovvero una componente che richiede un input pragmatico.
Quindi si pensa che ci sia una semantica non autonoma rispetto alla pragmatica, la quale fornisce una parte dell'input necessario per la teoria semantica.
E dato che la pragmatica in certi casi è prioritaria rispetto alla semantica, la teoria linguistica generale deve comprenderla come sua componente o livello integrativo.


Interesse attuale per la pragmatica


Sono diverse le ragioni per cui oggi ci si interessa alla pragmatica:
  1. Ragioni storiche, ad esempio l'interesse mostrato dai semantici per la pragmatica nel tentativo di contrastare le teorie di Chomsky.
  2. C'è la speranza che la teoria pragmatica possa condurre ad una semplificazione della semantica, se si può scaricare la semantica dell'onere di quei fenomeni che possono essere trattati pragmaticamente.
  3. Si è consapevoli dell'attuale vuoto tra le attuali teorie linguistiche e le spiegazioni della comunicazione verbale.
  4. La pragmatica offre diverse spiegazioni funzionali dei fatti linguistici (il funzionalismo è la spiegazione che fa riferimento a fattori esterni).
Jakobson ha suggerito che la funzione del discorso consiste nella focalizzazione di una delle sei componenti dell'evento comunicativo: la funzione referenziale è focalizzata sul contenuto referenziale del messaggio, la funzione emotiva sullo stato del parlante, la funzione conativa sul desiderio del parlante che l'interlocutore faccia o pensi determinate cose, la funzione metalinguistica sul codice usato, la funzione fatica sul canale e la funzione poetica sul modo in cui il messaggio è codificato.
Tuttavia queste distinzioni per la pragmatica sono poco utili, perchè poco precise e vaghe, e non prive d'eccezioni.

Un altro modo di ricerca potrebbe essere quello di analizzare un esteso campione di lingue per cercare fattori comuni, come ad esempio gli esclamativi, usati pragmaticamente per esprimere sorpresa, gli imprecativi, per maledire, gli ottativi, per esprimere desideri, ecc...
Da un abbondante materiale specifico su singole lingue, potremmo farci un'idea di quali aspetti del contesto d'enunciazione abbiano maggiori probabilità di esercitare pressioni funzionali sulla lingua.

Si è anche studiato il linguaggio tramite la conversazione, con l'analisi empirica immediata e l'analisi via-sintesi, dove il primo metodo è quello che ha dato per ora più risultati.
Goffman ha introdotto la distinzione tra restrizioni sistematiche e restrizioni di rituale, dove le prime denotano i fattori che sono indispensabili perchè uno o più partecipanti siano in grado di sostenere qualsiasi interconnesione sistematica tra le azioni, e le seconde denotano quei fattori che non sono indispensabili ma che sono tipici dell'interazione.
E' cmq evidente che l'impostazione funzionalista per ora porta a ricerche molto al di là dei confini della pragmatica come essa è delineata ora.
Un altro metodo di studio è quello che analizza l'acquisizione del linguaggio da parte dei bambini, dove gli psicologi e i linguisti hanno recentemente lavorato sui primi stadi dell'acquisizione, fornendo contributi importanti alla pragmatica.


La computazione del contesto


Analizzando delle frasi si può capire l'utilità della pragmatica, che con le sue inferenze (che non fanno parte del contenuto semantico) può far capire tante cose anche da un piccolo estratto di un discorso.
Le inferenze sono sistematiche e decodificabili da interpreti diversi nello stesso modo, e senza la maggior parte di esse lo scambio verbale non può essere capito, ed esse fanno quindi parte del significato di ciò che viene comunicato, nel senso stretto che Grice attribuisce al non significato.
Ad esempio, la particella beh non ha contenuto semantico ma contiene solo informazioni pragmatiche per la sua utilizzazione, e può servire a far capire all'altro interlocutore che deve fare delle inferenze per capire il significato del discorso.
O anche la particella hmm che non è un errore di esecuzione o una pausa, ma svolge precise funzioni interazionali che possono servire per gestire i turni della conversazione, come ad esempio il mantenere il proprio turno di parola.
Quindi, da una base di sequenze di enunciati ed assunti generali sull'uso della lingua, si possono calcolare inferenze molto dettagliate relative alla natura delle ipotesi fatte dai partecipanti e agli scopi per i quali vengono usati gli enunciati stessi.
Per poter partecipare ai discorsi dobbiamo quindi avere questa capacità d'inferenza, che è indipendente da credenze, sentimenti ed è fondata su principi regolari e relativamente astratti, e la pragmatica può quindi essere intesa come una descrizione di questa capacità.


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Colpi proibiti

Colpi proibiti è un film azione del 1990 diretto da Deran Sarafian, con Jean-Claude Van Damme, Robert Guillaume, Cynthia Gibb, George Dickerson, Art LaFleur, Patrick Kilpatrick, Abdul Salaam El Razzac, Joshua John Miller, Larry Hankin.

Colpi proibiti
Trama
Il detective Burke riceve l'incarico di indagare su dei misteriosi omicidi all'interno di una prigione.
Per poter scoprire i responsabili di queste morti, Burke è costretto ad infiltrarsi all'interno del carcere, fingendosi un detenuto qualsiasi.
La vita in prigione per un poliziotto sotto copertura può essere però molto pericolosa.

Recensione
Colpi proibiti è un film d'azione a cavallo con il genere thriller/poliziesco.
In questo film vediamo un Van Damme in piena forma affrontare una serie di pericolosi detenuti, tra un'indagine ed un'altra.
Molto interessante è anche la figura de l'uomo dei sogni, interpretato da un invincibile Patrick Kilpatrick, che ovviamente nessuno conoscerà, perchè non è un attore famoso :p
Un buon action movie per gli amanti degli action movie :)

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venerdì 1 luglio 2016

2001: Odissea nello spazio

2001: Odissea nello spazio è un film fantascienza del 1968 diretto da Stanley Kubrick, con Keir Dullea, Gary Lockwood, William Sylvester, Daniel Richter, Leonard Rossiter, Margaret Tyzack, Robert Beatty, Sean Sullivan.

2001: Odissea nello spazio
Trama
Dopo il ritrovamento di un enorme monolite nero sulla luna, un gruppo di astronauti parte in missione spaziale con l'astronave Discovery One, verso Giove.
L'astronave Discovery è controllata da un potentissimo computer il cui nome è  HAL 9000.
HAL è un'intelligenza artificiale talmente intelligente da poter prendere decisioni autonomamente, decisioni che però non sempre sono quelle che si aspetterebbe l'uomo da lui.

Recensione
2001: Odissea nello spazio è un film di fantascienza culto della fine degli anni 60, diretto da un magistrale Stanley Kubrick.
Non aspettatevi però il classico film d'azione pieno di effetti speciali ed esplosioni, perchè rimarrete delusi.
La forza di questo film sono le ambientazioni e le musiche, una vera poesia per gli occhi e per le orecchie... anche se non tutti apprezzeranno il lungo inizio, dove non so quanti minuti devono passare prima che qualcuno apra bocca :)
Certo che fa strano scrivere di un film del passato che è ambientato in un futuro che ormai per noi è vecchio di 15 anni.

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Come recuperare la password di Snapchat

Di recente hai cambiato telefono e non ti ricordi più le tue credenziali d'accesso a snapchat?
Nessun problema, ora ti spiegherò come recuperare la password di Snapchat.

Se hai smarrito la password di snapchat puoi seguire due procedure per recuperarla.
Innanzitutto, clicca sul link Password dimenticata.

Come recuperare la password di Snapchat

Adesso devi decidere come recuperare la password di snapchat, se via telefono o tramite email.

recupero password via telefono o email

In questa guida vredremo il primo metodo, quindi scegli via telefono.
Ti verrà chiesto di individuare i fantasmini presenti nello schermo e poi di cliccare su Continua.

trova i fantasmi

Ora, inserisci il tuo numero di cellulare, poi clicca su Verifica.
Avrai due possibilità: via sms o via telefonata.
Per semplicitià, clicca su Invia via SMS e poi attendi l'arrivo del messaggio.

recupera password via sms

Una volta arrivato l'sms con il codice da inserire in snapchat, questo verrà individuato automaticamente dal sistema (se così non fosse inseriscilo tu a mano) e verrai reindirizzato nella schermata successiva, dove potrai reimpostare la password di snapchat.

Questo vuol dire che dovrai inserire una nuova password d'accesso per snapchat, in quanto quella precedente non ti verrà più accettata.
Scegli una nuova password e poi clicca su Salva.

reimposta password

E' tutto, ora potrai accedere di nuovo a snapchat.

Come trovare il MAC Address su un pc con Windows 10

Hai un computer con sopra microsoft windows 10 e vuoi sapere quale è il suo indirizzo MAC?
Nessun problema, ora ti spiegherò come trovare il MAC Address su un pc con Windows 10.
Ma andiamo per ordine.

Che cos'è il MAC Address?
L'indirizzo MAC (Media Access Control), noto anche come Indirizzo fisico, indirizzo ethernet o indirizzo LAN, è un codice di 48 bit assegnato in maniera univoca ad ogni scheda di rete ethernet o wireless prodotta al mondo.
Quindi il MAC Address è un codice numerico che identifica in maniera univoca la scheda di un dispositivo che si collega alla rete, che sia un pc, un tablet, uno smartphone o altro.

Vediamo dunque come scoprire il MAC address con windows 10:
  1. Apriamo il prompt di comandi 
  2. Digitiamo: ipconfig /all e poi INVIO

A video verrà mostrato il MAC Address della tua scheda di rete, che troverai scrollando un po' la finestra di dos.

Come trovare il MAC Address di un pc con Windows 10

Un altro metodo per scoprire il mac address è quello di andare a vedere i dettagli della scheda di rete con la quale il vostro pc si collega ad internet.
Usa il box cerca di windows e cerca "connessioni di rete".
Una volta trovato il risultato "Visualizza connessioni di rete", cliccaci sopra per finire nella finestra con l'elenco delle connessioni, fai click con il tasto destro del mouse sulla connessione attiva, e seleziona la voce Stato.

stato connessione di rete

Nella finestra che si aprirà clicca su Dettagli, ed avrai così a video il tuo bel indirizzo fisico aka mac address.

indirizzo fisico

Chissà perché... capitano tutte a me

Chissà perché... capitano tutte a me è un film commedia/fantascienza del 1980 diretto da Michele Lupo, con Bud Spencer, Cary Guffey, Ferruccio Amendola, Robert Hundar, John Bartha, Carlo Reali, Giancarlo Bastianoni, Riccardo Pizzuti, Giovanni Cianfriglia.

Chissà perché... capitano tutte a me
Trama
Lo sceriffo Scott Hall si trasferisce in un altro paese con il suo amico, il bambino extraterrestre h7-25.
Nella cittadina di Monroe lo sceriffo saprà farsi subito valere, sgominando una banda di pericolosi teppisti che infestano la zona.
I pericoli però per i due non sono finiti, dato che sul paese aleggia la minaccia di una pericolosa razza aliena, che h7-25 riconoscerà subito e cercherà di avvertire il suo scettico amico.

Recensione
Chissà perché... capitano tutte a me è il seguito di uno sceriffo extraterrestre poco extra e molto terrestre.
Secondo ed ultimo capitolo della serie, anche questo seguito è divertente come il primo.
Qui troviamo anche un bravissimo Ferruccio Amendola che interpreta il sindaco, il capo dei pompieri e tanti altri ruoli, come si usava fare in certi piccoli paesi un tempo :)

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Uno sceriffo extraterrestre... poco extra e molto terrestre

Uno sceriffo extraterrestre... poco extra e molto terrestre è un film commedia/fantascienza del 1979 diretto da Michele Lupo, con Bud Spencer, Cary Guffey, Raimund Harmstorf, Joe Bugner, Carlo Reali, Gigi Bonos, Harold E. Finch, Osiride Pevarello, Riccardo Pizzuti.

Uno sceriffo extraterrestre... poco extra e molto terrestre
Trama
Nella cittadina di Newman in Georgia, lo sceriffo Scott Hall vigila affinchè la legge venga sempre rispettata.
Un giorno però, lo sceriffo si imbatte in un bambino che dice di chiamarsi H7-25, il quale afferma di essere un extraterrestre.
Nonostante lo scietticismo dello sceriffo, tra i due nascerà presto una sincera amicizia, e quando la vita del giovane alieno verrà messa in pericolo da dei militari senza scrupoli che vogliono studiarlo come una cavia, lo sceriffo Scott farà di tutto pur di salvare il suo piccolo amico.

Recensione
Uno sceriffo extraterrestre... poco extra e molto terrestre è un film d'altri tempi (anni 80) con un titolo d'altri tempi :)
Qui ritroviamo un Bud Spencer più agguerrito che mai, che a suon di schiaffoni e pugni risolve ogni problema.
Bravissimo anche il piccolo protagonista che interpreta l'alieno, una perfetta spalla per lo sceriffo più grosso d'America.

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Come aggiungere un logo ad un video

Se vuoi aggiungere un logo o una scritta ad un video, c'è un programma gratuito e multipiattaforma che fa al caso tuo: Avidemux.

Per inserire il tuo logo su un filmato, apri avidemux e poi apri il filmato (File -> Apri).
Poi clicca su Video e poi su Filtri.

Nella sezione Trasforma troverai il filtro Add logo, cliccaci sopra due volte con il mouse per aprire una nuova finestra di dialogo.

Aggiungere un logo ad un video

Scegli il logo che vuoi aggiungere al tuo video cliccando su Open (accetta solo jpg e png).
Poi dovrai posizionare il tuo logo andando per tentativi, usando i parametri X position e Y position (dove 0 e 0 equivale alla posizione in alto a sinistra), ed eventualmente cambiarne il colore modificando il parametro Alpha.

Una volta fatto tutto, clicca su Ok.
Potrai vedere il risultato finale cliccando su Anteprima (in basso a destra).

Quando sei convinto del risultato Chiudi la finestra dei filtri e poi esporta il tuo video, cliccando su File -> Salva.

The Butterfly Effect 2

The Butterfly Effect 2 è un film fantascienza/drammatico del 2006 diretto da John R. Leonetti, con Eric Lively, Erica Durance, Dustin Milligan, Gina Holden, David Lewis, Andrew Airlie, Chris Gauthier, Lindsay Maxwell.

The Butterfly Effect 2
Trama
Nick è un ragazzo scampato ad un incidente, nel quale perde tutti i suoi amici e la sua fidanzata.
Dopo essersi rifatto una vita, proseguendo la sua carriera e la sua vita, il giovane un giorno capisce di poter tornare indietro nel tempo, o meglio nella memoria, guardando le fotografie del passato.
Grazie a questo potere, Nick tornerà indietro cercando di cambiare il futuro, per salvare i suoi amici e la sua fidanzata.

Recensione
Il seguito di The Butterfly Effect segue pari pari il fortunato format del primo film.
Questo vuol dire che purtroppo non ci troviamo davanti ad un film innovativo, ma alla classica pellicola "sfrutta successo", che poco ci mette per meritarsi il nome che porta.
Nel complesso il film è guardabile, perchè comunque la storia è forte di suo, e se non fosse un clone del film precedente (di cui però non è un vero seguito, ma un nuovo film con attori tutti diversi), non sarebbe neanche male, tuttosommato.

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