Nella famiglia di oggi i
valori affettivi prevalgono sui valori normativi e gli elementi centrali del passaggio adolescenziale sono:
- la revisione dei legami d'attaccamento (dalla famiglia al gruppo di pari)
- la trasformazione dovuta all'ingresso dell'adolescente nell'area della sessualità
- il conflitto dovuto al progressivo sviluppo dei nuovi livelli
d'autonomia che porta ad una nuova definizione delle responsabilità
- il riconoscimento del nuovo valore dell'adolescente, come soggetto sociale e non solo come figlio
Questi processi assumono declinazioni storiche specifiche nelle
diverse culture, in relazione ai valori dominanti nell'ambito familiare e
alle caratteristiche del contesto sociale in cui l'adolescente si
sviluppa.
Società complesse e protezione familiare
Nel corso del 900 l'industrializzazione e la scolarizzazione
obbligatoria hanno favorito la diffusione a tutte le classi sociali
della figura di un adolescente che deve dedicarsi prevalentemente alla
propria formazione personale, costruendo una identità originale.
Secondo
Blos, attraverso la
separazione e l'
individuazione,
il soggetto si separa dall'immagine di sé interiorizzata nel corso
dell'infanzia, per costruire una nuova identità, e questa identità si
costituisce prevalentemente attraverso la separazione dai genitori e
dall'immagine infantile di sé.
I padri di questi ultimi anni non sanno più quali specifici insegnamenti
trasmettere ai figli, perchè faticano a vederne il futuro (a causa
dell'incertezza della società odierna).
In questo contesto incerto, la buona educazione non coincide più con la
trasmissione di conoscenze e ruoli, ma si realizza nella capacità di
insegnare i prerequisiti necessari per muoversi in una società
complessa,
non si insegnano più norme, ma trucchi per muoversi nel mondo.
L'adolescenza di oggi, comincia presto e finisce tardi, ed i 18 anni non
segnano più l'ingresso nella società adulta, ma in una età di mezzo,
dove si affrontano ancora i problemi dell'adolescenza.
Famiglia e supporto sociale
Una volta le tappe evolutive erano prefissate e più rigide, mentre nella situazione attuale, l'
adolescente
riesce ad evolvere positivamente e a costruire la sua identità se trova
una strategia individualizzata di realizzazione.
In passato era premiata la capacità di adattarsi al proprio destino, ai
valori della tradizione, oggi invece quello che assicura un buon futuro è
la capacità del nucleo familiare di individuare un
percorso di crescita personalizzato, esclusivo ed adatto per il proprio figlio.
Il ruolo della madre di oggi è cambiato, si muove anche all'esterno
della famiglia (lavoro, impegno sociale, ecc...) e per far ciò deve
anticipare al figlio il passaggio dei valori d'appartenenza ed
autonomia, inoltre il sostegno al processo di separazione non è più
prerogativa del padre, e la
latitanza del padre dalla scena educativa è vista da tutti gli studiosi contemporanei come un elemento critico.
I
problemi di comportamento sono dunque dovuti ad una carenza dei
processi di riflessione e simbolizzazione e dell'incapacità dei bambini
di costruire un'immagine di sé dotata di valore, e l'inserimento nella
società deve essere guidato dai genitori con l'insegnamento dei giusti
valori morali.
I genitori di oggi non sono più visti come modelli da emulare, devono
resistere per molto più tempo nel loro ruolo (dato che i figli stanno a
casa anche fino ai 30 anni), inoltre, le famiglie di oggi sono piccole,
il clima affettivo prevale su quello normativo, ed uno dei compiti della
cultura attuale è quello della risimbolizzazione dei valori paterni.
Oggi si parla di una
generazione senza valori, dove sono gli
stessi genitori a sbagliare non responsabilizzando i figli, lasciandoli
in una indeterminatezza sociale, con la difficoltà a pensare a lungo
termine.
Gli adolescenti non si assumono responsabilità perchè la famiglia li
infantilizza e la società non chiede loro quasi nulla, oltre ad offrire
loro poco (si chiede solo all'adolescente di fare lo studente e di
inserirsi al meglio nel mondo dei consumi).
Crescono così adolescenti indeterminati, che non vedono al di là
del loro naso, vittime di una realtà illusoria fatta di divertimento,
consumi e felicità.
Figlio adolescente
La fase della vita più difficile e piena di inquietudini è quella
dell'adolescenza, dove il ragazzo è impegnato nel processo di
individuazione di sé, rinegozia la sua posizione all'interno della
famiglia, per avere uno spazio d'azione più ampio con maggior libertà
decisionale.
I genitori sanno che il bambino non c'è più e sta nascendo qualcosa di
nuovo, e nel corso di questo processo l'adolescente entra in conflitto
con la sua immagine infantile e con i genitori che ne sono i
rappresentanti.
La famiglia deve sincronizzare due movimenti antagonistici: deve
mantenere i legami, l'appartenenza ed il senso della storia familiare
nella sua continuità e accettare la discontinuità sostenendo la spinta
dell'adolescente all'autonomia e allo svincolo.
L'adolescente vuole
meno controllo, meno interferenza, meno vicinanza e protezione, e si parla di
protezione flessibile,
riferendosi alla necessità di valorizzare gli spunti emancipativi dei
figli, comprendendo allo stesso tempo il bisogno d'aiuto e di sostegno.
Ci sono poi
genitori autorevoli, che discutono le decisioni con i
figli ma prendono loro la decisione finale, sono severi ma calorosi,
creano regole flessibili, spiegate e contrattate, danno autonomia in
maniera progressiva (poco alla volta), hanno quindi un modello educativo
ideale, di controllo e fermezza, che impone limiti ma promuove
l'autonomia.
I
genitori autoritari invece, ostacolano il processo di individuazione del figlio imponendogli regole predefinite, i
genitori indulgenti sono benevoli e poco esigenti sulla disciplina, ma non fanno da guida e non insegnano il valore del limite, infine, i
genitori indifferenti
dedicano poco tempo ai figli, non interessandosi della loro vita
sociale e scolastica, non coinvolgendoli nelle decisioni, facendo così
mancare al figlio il sostegno e l'affetto di cui ha bisogno.
Coppia di mezza età
I genitori dell'adolescente in questa età si muovono sull'orlo di un
presente troppo pieno che prefigura un futuro troppo vuoto, in una fase
dove lo stress aumenta sensibilmente, ed il consiglio migliore che si dà
alle coppie di mezza età in crisi, è di rivitalizzare il legame
coniugale e rivalutare la dimensione intima della vita.
Se i genitori non riescono ad attribuire un significato positivo ai
processi di separazione in corso, si trovano nella condizione di
interpretare il proprio ruolo solo in termini sacrificali, di
accettazione passiva, oppure di cercare di conservare un passato che
comunque non c'è già più.
Le ricerche mostrano che c'è maggiore conflittualità tra madre e figli,
perchè sono queste che solitamente passano più tempo con loro e hanno
più disagio nella separazione, e si parla di
angoscia genetica,
dove la madre nel periodo della preadolescenza è preoccupata che il
processo di trasformazione del figlio possa concludersi con la nascita
di un mostro sessuale e sociale.
La madre nel periodo dell'adolescenza teme che l'influenza dei compagni
del figlio possa essere negativa, e quindi vorrebbe limitare la libertà
di movimento del figlio, invadendo i suoi spazi (e questo è male).
Conflitti in famiglia
La conflittualità familiare è un fenomeno fisiologico che durante l'adolescenza si accentua.
Nella famiglia di tipo
affettiva c'è meno conflitto, perchè questo stile relazionale tende a difendere i propri figli e a non esasperarli.
Nelle famiglie di oggi i conflitti accesi sono ridotti, ce ne sono un
po' in pubertà, ma diminuiscono con l'arrivo dell'adolescenza.
Un ambito di conflitto riguarda il
corpo, che l'adolescente vuole
avere tutto per se, raggiungendo un senso di indipendenza, soprattutto
dalle resistenze della madre (liti per modi di vestirsi, tatuaggi,
orecchini, ecc...).
Un altro ambito di conflitto per eccellenza riguarda i
permessi per le uscite (ore di uscita, di rientro, luoghi ecc...), e si hanno anche conflitti riguardanti il
gruppo o l'amico del cuore (considerato spesso non adatto dai genitori).
I maschi vengono sgridati maggiormente per le carenze a
scuola,
forse a causa della maggior desiderabilità sociale riposta in loro o a
causa della loro meno voglia di studiare, le femmine vengono invece
spinte ad
uscire meno e a far visita ai parenti o commissioni.
Le femmine percepiscono le confidenze della madre come una violazione
della privacy e le ricerche suggeriscono che nelle famiglie con maggior
conflitti è probabile che i genitori non stiano usando uno stile
educativo adeguato.
Gli adolescenti di oggi cmq, preferiscono risolvere i conflitti tramite il
compromesso, la
contrattazione e la
mediazione.