lunedì 30 gennaio 2017

Final Destination 2

Final Destination 2 è un film orrore/thriller del 2003 diretto da David R. Ellis, con Ali Larter, A.J. Cook, Michael Landes, T.C. Carson, Keegan Connor Tracy, Jonathan Cherry, Justina Machado, Lynda Boyd, James Kirk.

Final Destination 2

Trama

Durante un viaggio in macchina con i suoi amici, la giovane Kimberly Corman ha una visione che preannuncia la loro morte in un incidente d'auto.
Kimberly, risvegliandosi da quella specie di sogno premonitore, riesce a salvare la vita a se stessa e a tutti i suoi compagni, ma poco dopo, la morte torna a bussare alla loro porte, ed uno alla volta i suoi amici incominciano a morire.

Recensione

Final Destination 2 è un film thriller / horror  del 2003, seguito ufficiale del primo final destination.
Pur non avendo più l'effetto sorpresa e l'originalità della storia, questo secondo capitolo della serie risulta lo stesso un buon titolo.
La trama è semplice e lineare, ma la parte thriller è ben realizzata, con morti davvero "interessanti".
La scena iniziale dell'incidente automobilistico poi, è qualcosa di davvero spettacolare (quanto cruento) da vedere.
Nel complesso quindi, final destination 2, risulta essere un buon film del genere orrore, un po' meno pauroso del primo, ma decisamente splatter, e soprattutto non trash.

Link alla scheda del film su wikipedia

domenica 29 gennaio 2017

Aggiungere un sito su Baidu Webmaster Tools

Dopo esserti registrati a Baidu grazie alla mia guida (leggi il post), è venuto il momento di sfruttare lo strumento più potente del motore di ricerca cinese, ovvero webmaster tool / strumenti per webmaster.

Sulla falsa riga di webmaster tools di google, anche baidu ha il suo strumento che consente di monitorare come un sito è indicizzato e cosa viene cercato quando ci si arriva.
Vediamo dunque come inserire un sito su Strumenti per Webmaster Baidu.


Come aggiungere un sito internet su Baidu Webmaster Tools


La cosa più difficile di questa operazione, è ovviamente la lingua.
In primis, bisogna sapere dove andare per fare la login a webmaster tools baidu.

Ecco il link per accedere a strumenti per webmasters di baidu:
http://zhanzhang.baidu.com/

In questa pagina, subito a destra, ci sarà il box di login dove inserire user e password (ci sono solo 2 campi, non puoi sbagliare), per poi cliccare sul tasto blu per fare l'accesso a baidu (rima).

Aggiungere un sito su Baidu Webmaster Tools

Finirai così nella dashbord di baidu webmaster tools.
Adesso, clicca sul secondo tasto a sinistra, quello chiamato in cinese 站点管理, ovvero Gestione del sito.
Finirai in questa pagina:
http://zhanzhang.baidu.com/site/

Adesso, per aggiungere un sito a webmaster tools baidu, clicca sul bottone blu con il simbolo del più.

Clicca sul bottone blu

Finirai in una nuova finestra, dove dovrai inserire l'indirizzo web del sito da gestire su webmaster tools, dove dovrai poi cliccare sull'unico tasto disponibile.

Inserire l'indirizzo web del sito

Nella schermata che seguirà, come per strumenti per webmaster di google, dovrai scegliere la modalità di verifica del tuo sito.
Avrai 3 possibilità:
  1. Caricando un file che ci da baidu (chiamato tipo: baidu_verify_codice.html) nella root del tuo sito
  2. Inserendo un apposito tag html dentro l'header del tuo sito (es: <meta name="baidu-site-verification" content="codice" />)
  3. Aggiungendo un cname su register (es: codice.sito.it CNAME zz.baidu.com), o qualunque sia il tuo gestore di hosting

Una volta scelto il metodo che si preferisce, ed eseguito le istruzioni sul proprio sito/dominio (per le quali vi invito ad usare google translator per maggiori dettagli), cliccare sul tasto blu per completare la verifica di Baidu, ed aggiungere così il proprio sito sul suo webmaster tools.

Scegli un metodo di verifica

Ora eccoci davanti ad un bel problemino per gli utenti di siti blogger / blogspot che vogliono usare webmaster tools di Baidu.
Il primo metodo non è attuabile perchè su blogger (che io sappia) non è possibile caricare file nella root del proprio sito.
Il secondo metodo invece, potrebbe funzionare, se non fosse per il fatto che blogger, quando andiamo ad inserire il codice html ricevuto da Baidu, nel header html del nostro template, cambia la sintassi del codice html fornito dal motore di ricerca cinese (da <meta name="baidu-site-verification" content="codicediverifica" /> a <meta content='codiceverifica' name='baidu-site-verification'/>), il quale riporta errore nel tentativo di verifica.
Il terzo metodo invece, chettelodicoaffare, se non hai un dominio acquistato, queste cose non le puoi fare.

Per mia fortuna però, almeno sul mio sito principale, il dominio ce l'ho, così sono riuscito a concludere la registrazione del sito su webmaster tools di baidu.
Quando si dice, tutto è ben quel che finisce bene.

Final Destination

Final Destination è un film orrore/thriller del 2000 diretto da James Wong, con Devon Sawa, Ali Larter, Kerr Smith, Seann William Scott, Kristen Cloke, Amanda Detmer, Chad Donella, Tony Todd, Brendan Fehr.

Final Destination

Trama

Alex Browning ed i suoi compagni di scuola devono partire per una gita a Parigi.
Quando però Alex sale sull'aereo, ha una sorta di rivelazione e così decide di scendere dall'aereo, portando involontariamente con sè altri suoi compagni.
Subito dopo la discesa di Alex e dei suoi compagni, l'aereo esplode in volo e tutti i passeggeri perdono la vita nell'incidente.
I ragazzi scampati alla tragedia però, poco tempo dopo, iniziano a morire uno dietro l'altro in circostanze misteriose.

Recensione

Final Destination è un film horror / thriller del 2000.
Con una trama davvero inusuale ed originale per i tempi, questo film è diventato un vero e proprio cult horror.
La forza di final destination sono le morti, cruente quanto innovativa.
Pur quindi essendo quasi un film splatter, questo film è anche un buon thriller, inquietante, che lascia con il fiato sospeso lo spettatore dall'inizio alla fine.
Da non perdere assolutamente se vi piace il genere horror.

Link alla scheda del film su wikipedia
Leggi il post

Psicopatologia (7/25): Paziente paranoide, schizoide e schizotipico

Disturbo paranoide di personalità


Il pensiero paranoide non è di per sé patologico, mentre il disturbo paranoide di personalità è invece un'entità patologica distinta, indipendente da fattori culturali, che non si costituisce come una fase transitoria prodotta in connessione con dinamiche gruppali, dove ciò che lo caratterizza è uno stile pervasivo di pensare, di sentire e relazionarsi agli altri particolarmente rigido ed invariante (questi individui vivono all'interno della posizione schizoparanoide).
Perchè si abbia questo disturbo, le credenze sospettose del paziente non devono arrivare ad essere deliranti e devono essere presenti indipendentemente da una diagnosi di psicosi sull'asse I come schizofrenia o disturbo delirante.
Le caratteristiche chiave del disturbo paranoide sono egosintoniche, ed i criteri diagnostici del DSM-IV per questo disturbo sono:

  1. Diffidenza e sospettosità pervasive nei confronti degli altri che iniziano nella prima età adulta e sono presenti in una varietà di contesti, aventi 4 o più di questi elementi:
    • sospetta, senza una base sufficiente, di essere sfruttato, ingannato o danneggiato
    • dubita senza giustificazione della lealtà o affidabilità di amici o colleghi
    • è riluttante a confidarsi con gli altri a causa di un timore ingiustificato che le informazioni possano esser usate contro di lui
    • nota significati nascosti umilianti o minacciosi in rimproveri o altri eventi benevoli
    • porta costantemente rancore, non perdona
    • percepisce attacchi al proprio ruolo, alla reputazione ed è pronto a reagire con rabbia
    • sospetta spesso senza giustificazione della fedeltà del coniuge o del partner
  2. non si manifesta esclusivamente durante il decorso della schizofrenia, di un disturbo dell'umore con manifestazioni psicotiche, o di un altro disturbo psicotico, e non è dovuto agli effetti fisiologici diretti di una condizione medica generale
Questi pazienti sono spesso costretti alla terapia dai familiari e colleghi che sono stanchi delle loro continue accuse e rimostranze, e anche quando ci vanno di spontanea volontà ci vanno non consapevoli del loro disturbo, ma parlando dei problemi che gli creano gli altri, accusandoli di varie colpe inesistenti.
Il paziente paranoide è incapace di rilassarsi, analizza sempre l'ambiente alla ricerca di particolari insoliti, e cmq il pensiero di questi pazienti non è delirante come quello dello schizofrenico paranoide, la realtà in sé non è distorta, lo è invece il significato di realtà come essa appare.
Il paranoico è spesso riservato e guardingo e quindi spesso è difficile fare una diagnosi.

Comprensione psicodinamica
Il meccanismo di difesa principale di questo disturbo è la scissione, i sentimenti d'amore ed odio verso lo stesso oggetto vengono separati l'uno dall'altro ed ogni movimento di integrazione crea ansia intollerabile per paura di danneggiare il sentimento buono con il cattivo, quindi per sopravvivere l'individuo scinde e proietta la parte cattiva all'esterno, e se un paranoide è costretto a reintroiettare ciò che è stato proiettato, l'accresciuta tensione interna produrrà un incremento della rigidità e delle difese.
Nessuna relazione di questi pazienti è percepita come duratura nel tempo, si ha solo la percezione del momento, si pensa che l'altro prima o poi tradirà, si ha la convinzione che il mondo è popolato da individui bugiardi e inaffidabili, e ad esempio, basta che un terapeuta che ha lavorato molto con un paziente faccia un passo falso, che tutto crolli e venga percepito come traditore smascherato.
Quando i pazienti sviluppano un Sé mediatore in grado di interpretare accuratamente e di pensare simbolicamente in termini di "come sé", allora essi hanno raggiunto la posizione depressiva.
Due meccanismi chiave di questo disturbo sono la proiezione (sostituisce una minaccia interna con una esterna) e l'identificazione proiettiva (proietta all'esterno per controllare gli altri, bisogno di controllo dovuto ad una scarsa stima di sé).
Questi pazienti si sentono spesso inferiori, deboli ed incapaci e il senso di grandiosità e particolarità di questi pazienti può essere visto come una difesa compensatoria che risolleva dai sentimenti di inferiorità.
La bassa stima di sé induce questi individui a sviluppare uno spiccato senso di adattamento rispetto alle tematiche del ceto sociale e del potere (hanno paura che le autorità li umilino), temono che chi cerca di stabilire un rapporto stretto con loro stia cercando segretamente di sopraffarli.
Quindi questi pazienti hanno una visione di sé grandiosa ed una opposta inferiore, ed esternamente appaiono arroganti, esigenti, moralisti, diffidenti, irrequieti, mentre all'interno sono spaventati, timidi, sensibili, ingenui, dubbiosi.
Siccome non sono in grado di mantenere un legame d'amore con una rappresentazione oggettuale interna, sono convinti che le relazioni d'amore siano pericolose ed instabili, inoltre nelle loro relazioni impongono richieste radicali, dove secondo loro la persona o li pensa continuamente o non li pensa mai.

Prevenzione della violenza
I pazienti paranoidi possono diventare violenti, ed i principi di prevenzione alla violenza sono:
  • Fare tutto il possibile per aiutare il paziente a salvare la faccia
  • Evitare di accrescere ulteriormente la sospettosità
  • Aiutare il paziente a mantenere un senso di controllo
  • Incoraggiare sempre questi pazienti a verbalizzare piuttosto che ad agire la rabbia
  • Offrire sempre ambienti di ampio respiro
  • Essere attenti al proprio controtransfert nel trattare con pazienti potenzialmente violenti 


Disturbo schizoide e schizotipico di personalità


Questi disturbi sono una variante genetica della schizofrenia, caratterizzati da un esame di realtà più o meno conservato, disturbi nelle relazioni e lievi disturbi del pensiero.
Il pensiero magico, la sospettosità o ideazione paranoide e l'isolamento sociale presenti nel disturbo schizotipico di personalità indicano che fa parte dello spettro della schizofrenia.
I criteri diagnostici del DSM-IV per il disturbo schizoide di personalità (Asse II) sono:

  • una modalità pervasiva di distacco dalle relazioni sociali ed una gamma ristretta di espressioni emotive, in contesti interpersonali , che iniziano nella prima età adulta e sono presenti in una varietà di contesti, come indicato da quattro o più dei seguenti elementi:
    • non desidera né prova piacere nelle relazioni strette, incluso il far parte di una famiglia
    • quasi sempre sceglie attività solitarie
    • dimostra poco o nessun interesse per le esperienze sessuali con un'altra persona
    • prova piacere in poche o nessuna attività
    • non ha amici stretti o confidenti, eccetto i parenti di primo grado
    • sembra indifferente alle lodi o alle critiche degli altri
    • mostra freddezza emotiva, distacco o affertività appiattita
  • non si manifesta esclusivamente durante il decorso della schizofrenia, di un disturbo dell'umore con manifestazioni  psicotiche, di un altro disturbo psicotico, o di un disturbo pervasivo dello sviluppo, e non è dovuto ad effetti fisiologici diretti di una condizione medica generale
I criteri diagnostici del DSM-IV per il disturbo schizotipico di personalità (Asse II) sono:
  • una modalità pervasiva di relazioni sociali ed interpersonali deficitarie, evidenziate da disagio acuto e ridotta capacità riguardanti le relazioni strette, e da distorsioni cognitive e percettive ed eccentricità del comportamento, che compaiono nella prima età adulta, e sono presenti in una varietà di contesti, con almeno 5 dei seguenti elementi:
    • idee di riferimento
    • credenze strane o pensiero magico
    • esperienze percettive insolite, incluse illusioni corporee
    • pensiero e linguaggio strani
    • sospettosità o ideazione paranoide
    • affettività inappropriata o coartata
    • comportamento o aspetto strani, eccentrici o peculiari
    • nessun amico stretto o confidente, eccetto i parenti del primo grado
    • eccessiva ansia sociale, che non diminuisce con l'aumento della familiarità, e tende ad essere associata con preoccupazioni paranoidi piuttosto che con un giudizio negativo
  • non si manifesta esclusivamente durante il decorso della schizofrenia, di un disturbo dell'umore con manifestazioni  psicotiche, di un altro disturbo psicotico, o di un disturbo pervasivo dello sviluppo
Comprensione psicodinamica
Questi pazienti vivono spesso ai margini della società, vengono visti come strambi, disadattati, pazzi, e sono spesso i familiari esausti a mandarli in cura.
Hanno spesso manifestazioni contraddittorie, sono manifestamente distaccati, autosufficienti, distratti, ma segretamente sensibili, attenti, creativi.
Questa polarità è una manifestazione di una scissione o frammentazione del Sé in diverse rappresentazioni di sé che rimangono non integrate, si ha quindi una diffusione di identità.
Questi pazienti nutrono sentimenti e passioni verso gli altri, ma sono congelati sul piano evolutivo ad un precoce stadio di relazione, sembra che vogliono rimanere isolati perchè convinti che il loro fallimento nel ricevere ciò di cui avevano bisogno dalla madre, siano estesi anche a tutte le altre relazioni (ovvero pensano di fallire anche con gli altri).
Secondo Balint in questi pazienti c'è un difetto fondamentale nella capacità di relazionarsi, causato da una significativa inadeguatezza delle cure materne ricevute in infanzia, mentre Fairbairn considera questo ritiro come una difesa contro un conflitto tra desiderio di entrare in relazione con gli altri e la paura che il proprio bisogno di loro possa danneggiarli (fantasia di cappuccetto rosso).
I bambini possono proiettare la propria avidità nella madre e viverla come divoratrice e pericolosa, in modo da temere sia di divorare che di essere divorati, quindi tutte le relazioni sono vissute come pericolose e quindi da evitare, e si ha il compromesso schizoide quando il paziente solo si aggrappa agli altri e contemporaneamente li respinge.
Questi pazienti vivono costantemente con la paura dell'abbandono, della persecuzione e della disintegrazione, e l'amore viene visto come fusione con l'altro e perdita della propria identità.
Secondo Winnicott i periodi di astinenza ed isolamento possono aiutare gli individui schizoidi a entrare in contatto con il Sé sequestrato, così che questo può essere integrato con le altre rappresentazioni di sé.
I pazienti schizoidi non hanno buone rappresentazioni di sé e dell'oggetto, quindi per avere le relazioni si affidano a fantasie di onnipotenza, e spesso provano vergogna per queste fantasie e non le ammettono col terapeuta molto facilmente.

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sabato 28 gennaio 2017

Come interrompere riproduzione automatica video youtube

Su youtube c'è una simpatica funzione che si chiama riproduzione automatica.
Questa funzionalità, come lo stesso nome suggerisce, serve per poter far partire automaticamente un nuovo filmato, non appena è terminato quello che stiamo visionando in quel momento su youtube.

Bella funzionalità direte voi, comoda.
Si, in parte lo è, ma non sempre, dato che basta allontanarsi dal computer con quell'opzione attivata, e ci si può ritrovare avanti di diversi video.
Oltre quindi a spostarci su altri video più o meno attinenti a quello che stavamo visionando, questa funzionalità di riproduzione automatica youtube, potrebbe anche metterci in imbarazzo, facendo partire video compromettenti.
Vediamo dunque come disabilitare questa funzionalità yt.


Come interrompere la riproduzione automatica dei video youtube


Per poter disattivare la riproduzione automatica dei video su youtube, basta aprire un video yt e guardare in alto a destra.
Troveremo infatti subito la voce "Riproduzione automatica", alla destra della quale dovremo cliccare su un bottone blu, per disabilitare l'opzione facendolo diventare di color grigio.

Come interrompere riproduzione automatica video youtube

Come lo stesso youtube cita, "Quando la riproduzione automatica è attivata, al termine del video verrà riprodotto automaticamente un video consigliato".
Quindi facendo così, al termine del video in riproduzione, si rimarrà invece dentro la pagina originaria del video che si stava visionando, e lo si potrà anche far partire da capo, volendo.

Un altro modo per disabilitare la riproduzione automatica video youtube, alias autoplay, è quello di cliccare sulla rotellina delle impostazioni del video, e poi spuntare l'apposita voce.

disabilitare la riproduzione automatica video youtube

E con l'autoplay dei video youtube è tutto :)
Ci si rivede al prossimo post!
Leggi il post

Psicopatologia (6/25): Disturbi d'ansia

Freud vedeva l'ansia come il risultato di un conflitto psichico tra desideri inconsci sessuali o aggressivi provenienti dall'Es e le corrispondenti minacce di punizione da parte del Super-io.
Freud concettualizzò l'ansia sia come una manifestazione sintomatica di un conflitto nevrotico sia come un segnale adattivo per allontanare la consapevolezza di tale conflitto.
Oggi si distinguono 3 categorie d'ansia: disturbi d'ansia, disturbi somatoformi, disturbi dissociativi, e i clinici pensano all'ansia come una malattia piuttosto che come ad un sintomo di un conflitto inconscio.
L'ansia può essere collegata ad una paura cosciente, accettabile, che maschera una preoccupazione più profonda e meno accettabile, ed il compito del clinico psicodinamico è quello di comprendere le origini inconsce dell'ansia.

La gerarchia evolutiva dell'ansia è la seguente:
  • Ansia superegoica
  • Angoscia di castrazione
  • Paura di perdere l'amore
  • Paura di perdere l'oggetto, ansia da separazione
  • Angoscia persecutoria
  • Angoscia di disintegrazione
L'ansia è cmq spesso multideterminata da tematiche derivanti da una varietà di livelli evolutivi, i quali non vengono superati definitivamente, ma l'ansia di un certo livello può essere riattivata in qualsiasi momento a causa di qualche situazione traumatica.
Alcune ricerche genetiche hanno dimostrato che alcuni individui con una versione più corta del gene coinvolto nel trasporto della serotonina possono avere una maggiore ansia.
E' però anche vero che preoccuparsi di ciò che accadrà può portare ad un pensiero molto creativo e che le soluzioni dei problemi sono il prodotto di una preoccupazione, dunque si distingue in ansia primaria (che ha un effetto disorganizzante per il paziente) e in ansia segnale (che può essere adattiva), quindi l'ansia può essere adattiva e non adattiva.
Diversi studi dimostrano che i pazienti hanno due o più disturbi d'ansia, piuttosto che la forma pura di una specifica entità diagnostica.

Alcuni disturbi d'ansia del DSM-IV sono:

  • Il Disturbo d’Ansia Generalizzato è caratterizzato da almeno 6 mesi di ansia e preoccupazione persistenti ed eccessive.
  • Il Disturbo d’Ansia Dovuto ad una Condizione Medica Generale è caratterizzato da sintomi rilevanti di ansia ritenuti conseguenza fisiologica diretta di una condizione medica generale. 
  • Il Disturbo d’Ansia Indotto da Sostanze è caratterizzato da sintomi rilevanti di ansia ritenuti conseguenza fisiologica diretta di una droga di abuso, di un farmaco o dell’esposizione ad una tossina. 
  • Il Disturbo d’Ansia Non Altrimenti Specificato viene incluso per la codificazione di disturbi con ansia o evitamento fobico rilevanti che non soddisfano i criteri per nessun specifico Disturbo d’Ansia definito in questa sezione (o sintomi di ansia a proposito dei quali sono disponibili informazioni inadeguate o contraddittorie). 


Disturbo da attacchi di panico


Gli attacchi di panico durano generalmente solo pochi minuti, ma causano al paziente molta angoscia, comportano sintomi fisiologici (soffocamento, vertigini, sudorazione, tremore, tachicardia) e spesso causano una sensazione di morte imminente.
La maggior parte dei pazienti con disturbo da attacchi di panico soffre anche di agorafobia e questi pazienti sviluppano spesso ansia anticipatoria.
C'è sicuramente il coinvolgimento di fattori neurofisiologici in questo tipo di disturbo, ma nessuno di questi fattori riesce a spiegare cosa scaturisce questi attacchi e sicuramente anche i fattori psicologici sono importanti.
Tra le cause scatenanti più comuni ci sono la perdita di figure significanti, cambiamenti nelle aspettative lavorative, la percezione di genitori minacciosi, critici, esigenti, e questi pazienti hanno difficoltà a contenere rabbia e aggressività, quindi si può dire che lo stress e gli eventi stressanti sono tra i fattori di rischio per questo disturbo.
Ci sono casi in cui si ha la caratteristica temperamentale della paura di ciò che non è noto, quindi delle novità, e anche il tipo di attaccamento sviluppato è indicativo (attaccamento preoccupato, ansia da separazione, ansia da troppo attaccamento, comportamento ipercontrollato per evitare queste ansie).
Quindi nell'eziologia del disturbo da attacchi di panico possono essere implicati diversi fattori, tra cui il significato inconscio degli eventi, mentre la patogenesi può coinvolgere le componenti neurofisiologiche attivate dalle relazioni psicologiche a tali eventi, quindi esiste una variabile psicologica in grado di mediare tra eventi esterni e inizio dell'attacco di panico.
Ci sono pazienti che soffrono di una costanza d'oggetto scarsamente sviluppata che addirittura soffrono se non sentono lo psicoterapeuta quando ci sono le ferie (esempio dello psicoterapeuta che con la sola voce nella segreteria rasserena il paziente, che se non lo sente prende lo psicofarmaco, che esercita in lui lo stesso identico effetto calmante).
In molti casi ci sono fantasie di rabbia incontrollabile, e le difese usate di solito dai pazienti con disturbi di attacco di panico sono: formazione reattiva, annullamento reattivo, somatizzazione ed esternalizzazione.
Gli psicoterapeuti quindi possono aver bisogno di aiutare i pazienti a diventare consapevoli della loro ansia riguardo all'espressione della rabbia e al bisogno correlato di difendersi da questa emozione, e quando c'è la somatizzazione, l'attenzione del paziente è focalizzata su fenomeni fisici piuttosto che su cause o significati psicologici.
I pazienti con disturbo da attacchi di panico necessitano spesso di una combinazione di terapia farmacologica e psicoterapia, inoltre i ricercatori affermano che una terapia dinamica breve può servire a ridurre la vulnerabilità psicosociale correlata con il disturbo da attacchi di panico.
A volte la terapia dinamica può servire anche solo per convincere i pazienti a continuare ad usare i farmaci, che in alcuni casi causano effetti collaterali indesiderati.


Attacchi di panico
  • Respiro corto
  • Palpitazioni
  • Dolore al petto
  • Senso di svenimento
  • Vertigine
  • Sbandamento
  • Parestesie
  • Vampate di caldo e freddo
  • Sudorazioni
  • Tremori
  • Senso di irrealtà
  • Paura di morire
  • Paura d’impazzire
  • Paura di perdere il controllo
Criteri diagnostici DSM-IV per Disturbo di Panico Senza Agorafobia
  • Entrambi 1) e 2):
    1)Attacchi di Panico inaspettati ricorrenti
    2)almeno uno degli attacchi è stato seguito da 1 mese (o più) di uno (o più) dei seguenti sintomi:
    a)preoccupazione persistente di avere altri attacchi
    b)preoccupazione a proposito delle implicazioni dell’attacco o delle sue conseguenze (per es., perdere il controllo, avere un attacco cardiaco, “impazzire”)
    c)significativa alterazione del comportamento correlata agli attacchi.
  • Assenza di Agorafobia
  • Gli Attacchi di Panico non sono dovuti agli effetti fisiologici diretti di una sostanza (per es., una droga di abuso, un farmaco) o di una condizione medica generale (per es., ipertiroidismo)
  • Gli Attacchi di Panico non sono meglio giustificati da un altro disturbo mentale, come Fobia Sociale, Fobia Specifica, Disturbo Post-traumatico da Stress o Disturbo d’Ansia di Separazione.


Fobie


Distinguiamo in 3 categorie principali di fobie: agorafobia, fobia specifica, fobia sociale.
Le fobie possono causare l'attuazione di meccanismi di difesa come lo spostamento, la proiezione e l'evitamento, soprattutto quest'ultima è usata da chi soffre di fobie, come nel caso di un paziente che evitava di parlare in pubblico perchè non sapeva che in realtà aveva paura di dire il suo nome e rievocare così la figura del padre.
Questo tipo di comportamenti diventa deficitario quando crea problemi con il lavoro e le relazioni sociali.
Tra i fattori scatenanti delle fobie c'è la morte di un familiare e la separazione, ma anche essere esposti a genitori ansiosi può essere predisponente, a causa dell'interiorizzazione e della proiezione in altre persone che ne causa l'evitamento.
Alcuni pazienti sono resistenti al trattamento proprio per paura di essere giudicati, e a volte, a causa dell'elevata comorbolità della fobia sociale, essa può essere diagnosticata quando i pazienti si rivolgono al terapeuta per altro, perchè normalmente avrebbero paura di ammettere certe fobie.
Una valutazione diagnostica e una terapia adeguate delle fobie devono includere un'attenta valutazione di come la fobia s'inserisce nella rete di relazioni del paziente (esempio del marito che si oppone alla cura della moglie agorafobica perchè la vuole in casa e la terapia causa crisi di coppia).


Criteri diagnostici DSM-IV per Fobia Specifica
  • Paura marcata e persistente, eccessiva o irragionevole, provocata dalla presenza o dall’attesa di un oggetto o situazione specifici (per es., volare, altezze, animali, ricevere un’iniezione, vedere il sangue)
  • L’esposizione allo stimolo fobico quasi invariabilmente provoca una risposta ansiosa immediata, che può prendere forma di Attacco di Panico situazionale o sensibile alla situazione
  • La persona riconosce che la paura è eccessiva o irragionevole
  • La situazione (le situazioni) fobica viene evitata oppure sopportata con intensa ansia o disagio
  • L'evitamento, l’ansia anticipatoria o il disagio nella situazione (situazioni) temuta interferiscono in modo significativo con la normale routine della persona, con il funzionamento lavorativo (o scolastico), o con le attività o le relazioni sociali, oppure è presente disagio marcato per il fatto di avere la fobia.
  • Negli individui al di sotto dei 18 anni la durata è di almeno 6 mesi.
  • L’ansia, gli Attacchi di Panico o l’evitamento fobico associati con l’oggetto o situazione specifici non sono meglio giustificati da un altro disturbo mentale.
Specificare il tipo: animali, ambiente naturale, sangue-iniezioni-ferite, situazionale, altro tipo

Criteri diagnostici DSM-IV per Fobia Sociale
  • Paura marcata e persistente di una o più situazioni sociali o prestazionali nelle quali la persona è esposta a persone non familiari o al possibile giudizio degli altri. L’individuo teme di agire (o di mostrare sintomi di ansia) in modo umiliante o imbarazzante.
  • L’esposizione alla situazione temuta quasi invariabilmente provoca l’ansia, che può assumere le caratteristiche di un Attacco di Panico causato dalla situazione o sensibile alla situazione.
  • La persona riconosce che la paura è eccessiva o irragionevole
  • Le situazioni temute sociali o prestazionali sono evitate o sopportate con intensa ansia o disagio.
  • L’evitamento, l’ansia anticipatoria o il disagio nella/e situazione/i sociale o prestazionale interferiscono significativamente con le abitudini normali della persona, con il funzionamento lavorativo (scolastico) o con le attività o relazioni sociali, oppure è presente marcato disagio per il fatto di avere la fobia.
  • Negli individui al di sotto dei 18 anni la durata è di almeno 6 mesi.
  • La paura o l’evitamento non sono dovuti agli effetti fisiologici diretti di una sostanza (per es., una droga di abuso, un farmaco) o di una condizione medica generale, e non sono meglio giustificati da un altro disturbo mentale).
  • Se sono presenti una condizione medica generale o un altro disturbo mentale, la paura di cui al Criterio A non è ad essi correlabile, per es., la paura non riguarda la Balbuzie, il tremore nella malattia di Parkinson o il mostrare un comportamento alimentare abnorme nell’Anoressia Nervosa o nella Bulimia Nervosa.
L’Agorafobia Senza Anamnesi di Disturbo di Panico è caratterizzata dalla presenza di Agorafobia e di sintomi tipo panico senza anamnesi di Attacchi di Panico inaspettati.
L’Agorafobia è l’ansia o l’evitamento verso luoghi o situazioni dai quali sarebbe difficile (imbarazzante) allontanarsi o nei quali potrebbe non essere disponibile aiuto in caso di un Attacco di Panico o di sintomi tipo panico.


Disturbo ossessivo-compulsivo


Le lamentele di questi pazienti possono rientrare in 5 categorie principali: rituali che comportano verifiche, rituali che comportano la pulizia, pensieri ossessivi non accompagnati da compulsioni, lentezza ossessiva, rituali misti.
Diversi studi hanno dimostrato che esiste una base biologica del disturbo, anche se la risposta farmacologica non fornisce cmq una soluzione definitiva ai problemi della eziologia e della patogenesi, e cmq, questo disturbo può essere scatenato da stressor ambientali.
La combinazione di SSRI e terapia comportamentale sembra essere l'approccio ottimale per questo tipo di disturbo, anche se le strategie psicodinamiche possono essere utili in molte situazioni, dato che molti pazienti sembrano aggrapparsi ai loro sintomi, resistendo al trattamento (e la psicodinamica è fatta apposta per vincere le resistenze del paziente, come nel caso del paziente che non voleva prendere farmaci perchè ogni strategia di successo era vista una minaccia alla dipendenza dalla madre, e dove solo la psicodinamica riuscì a proporre una cura alternativa che sblocco il paziente facendogli prendere di nuovo i farmaci).
Esistono anche casi in cui sono i familiari ad adattarsi al comportamento patogeno del paziente, per quieto vivere, per ridurgli l'ansia.


Criteri diagnostici DSM per Disturbo Ossessivo-Compulsivo
  • Ossessioni o compulsioni:
    • Ossessioni
      1) pensieri, impulsi o immagini ricorrenti e persistenti, vissuti, in qualche momento nel corso del disturbo, come intrusivi o inappropriati e che causano ansia o disagio marcati
      2) i pensieri, gli impulsi, o le immagini non sono semplicemente eccessive preoccupazioni per i problemi della vita reale
      3) la persona tenta di ignorare o di sopprimere tali pensieri, impulsi o immagini, o di neutralizzarli con altri pensieri o azioni
      4) la persona riconosce che i pensieri, gli impulsi, o le immagini ossessivi sono un prodotto della propria mente (e non imposti dall’esterno come nell’inserzione del pensiero)
    • Compulsioni
      1) comportamenti ripetitivi (per es., lavarsi le mani, riordinare, controllare) o azioni mentali (per es., pregare, contare, ripetere parole mentalmente) che la persona si sente obbligata a mettere in atto in risposta ad un’ossessione o secondo regole che devono essere applicate rigidamente
      2) i comportamenti o le azioni mentali sono volti a prevenire o ridurre il disagio o a prevenire alcuni eventi o situazioni temuti; comunque questi comportamenti o azioni mentali non sono collegati in modo realistico con ciò che sono designati a neutralizzare o a prevenire, oppure sono chiaramente eccessivi
  • In qualche momento nel corso del disturbo la persona ha riconosciuto che le ossessioni o le compulsioni sono eccessive o irragionevoli.
  • Le ossessioni o compulsioni causano disagio marcato, fanno consumare tempo (più di 1 ora al giorno) o interferiscono significativamente con le normali abitudini della persona, con il funzionamento lavorativo (o scolastico) o con le attività o relazioni sociali usuali.
  • Se è presente un altro disturbo in Asse I, il contenuto delle ossessioni o delle compulsioni non è limitato ad esso (per es., preoccupazione per il cibo in presenza di un Disturbo dell’Alimentazione; tirarsi i capelli in presenza di Tricotillomania; preoccupazione per il proprio aspetto nel Disturbo da Dismorfismo Corporeo; preoccupazione riguardante le sostanze nei Disturbi da Uso di Sostanze; preoccupazione di avere una grave malattia in presenza di Ipocondria; preoccupazione riguardante desideri o fantasie sessuali in presenza di una Parafilia; o ruminazioni di colpa in presenza di un Disturbo Depressivo Maggiore, Episodio Singolo o Ricorrente).
  • Il disturbo non è dovuto agli effetti fisiologici diretti di una sostanza (per es., una droga di abuso, un farmaco) o di una condizione medica generale. 


Disturbo post-traumatico da stress


L'evento scatenante di questo disturbo è l'improvvisa morte di una persona cara, seguita (da lontano) dallo stupro, l'aggressione, la violenza, la guerra.
Le vittime del trauma oscillano tra il diniego dell'evento e la sua ripetizione compulsiva attraverso flashback o incubi.
Mentre un tempo si pensava che la gravità della sintomatologia fosse direttamente proporzionale alla gravita dello stressor, recenti ricerche hanno dimostrato che non è così (esempio degli ustionati lievi più scioccati di quelli gravi) e che in realtà conta molto dai fattori soggettivi.
Perchè si abbia questo disturbo devono esser soddisfatte le seguenti condizioni: la persona ha vissuto, è stata testimone o ha affrontato uno o più eventi che riguardano morte, sia essa reale o temuta, un grave danno o una minaccia per l'integrità fisica propria o altrui; la risposta della persona è caratterizzata da un'intensa paura, da impotenza e da orrore.
Il rischio di insorgenza di questo disturbo può essere anche associato ad una precoce separazione dai genitori, con nervosismo, con una storia familiare d'ansia e con una preesistente ansia o depressione.
Secondo Davidson e Foa, i fattori predisponenti sono: vulnerabilità genetico-costituzionale e malattie psichiatriche, esperienze negative o traumatiche nell'infanzia, certe caratteristiche di personalità (antisociali, dipendenti, paranoici, borderline), recenti stress o cambiamenti esistenziali, un sistema di supporto compromesso o inadeguato, un grave o recente abuso di alcool, la percezione che il locus di controllo sia esterno invece che interno.
Anche bassi livelli di QI possono essere un fattore di rischio e le variabili cognitive possono influenzare la capacità dell'individuo di adattarsi al trauma.
Secondo Krystal, un trauma psicologico infantile porta a un arresto dello sviluppo affettivo, mentre un trauma in età adulta porta a una regressione di tale sviluppo, ed in entrambi i casi il risultato finale è che i sopravvissuti a un trauma non possono usare gli affetti come segnali.
Nessuna terapia contro questo disturbo è totalmente soddisfacente, ma la psicoterapia dinamica sembra cmq un mezzo adeguato, dato che un grave trauma obbliga l'Io a ricorrere a difese primitive come la negazione, la minimizzazione, il diniego proiettivo, o all'uso della rabbia come difesa verso sentimenti disturbanti di vulnerabilità.
La maggior parte degli studiosi sostiene che la farmacologia è utile se associata alla psicoterapia, mentre le tecniche comportamentali sono efficaci, ma è difficile ottenere il rilassamento necessario da questi pazienti esagitati.
La psicoterapia deve cmq essere altamente personalizzata, ed un altro problema è che alcuni di questi pazienti hanno tendenze suicide, perchè tipo i reduci del Vietnam, pensano di meritarsi il male a causa di ciò che hanno fatto in guerra.
E' importante ottenere una buona alleanza diagnostica con questi pazienti e sono stati inoltre individuati diverse tipi di transfert e relativi controtransfert.


Criteri diagnostici DSM-IV per Disturbo Post-traumatico da Stress
  • La persona è stata esposta ad un evento traumatico nel quale erano presenti entrambe le caratteristiche seguenti:
    1. la persona ha vissuto, ha assistito o si è confrontata con un evento o con eventi che hanno implicato morte, o minaccia di morte, o gravi lesioni, o una minaccia all’integrità fisica propria o di altri
    2. la risposta della persona comprendeva paura intensa, sentimenti di impotenza, o di orrore
  • L’evento traumatico viene rivissuto persistentemente in uno (o più) dei seguenti modi:
    1. ricordi spiacevoli ricorrenti e intrusivi dell’evento, che comprendono immagini, pensieri, o percezioni.
    2. sogni spiacevoli ricorrenti dell’evento.
    3. agire o sentire come se l’evento traumatico si stesse ripresentando (ciò include sensazioni di rivivere l’esperienza, illusioni, allucinazioni, ed episodi dissociativi di flashback, compresi quelli che si manifestano al risveglio o in stato di intossicazione).
    4. disagio psicologico intenso all’esposizione a fattori scatenanti interni o esterni che simbolizzano o assomigliano a qualche aspetto dell’evento traumatico
    5. reattività fisiologica o esposizione a fattori scatenanti interni o esterni che simbolizzano o assomigliano a qualche aspetto dell’evento traumatico
  • Evitamento persistente degli stimoli associati con il trauma e attenuazione della reattività generale (non presenti prima del trauma), come indicato da tre (o più) dei seguenti elementi:
    1. sforzi per evitare pensieri, sensazioni o conversazioni associate con il trauma
    2. sforzi per evitare attività, luoghi o persone che evocano ricordi del trauma
    3. incapacità di ricordare qualche aspetto importante del trauma
    4. riduzione marcata dell’interesse o della partecipazione ad attività significative
    5. sentimenti di distacco o di estraneità verso gli altri
    6. affettività ridotta (per es., incapacità di provare sentimenti di amore)
    7. sentimenti di diminuzione delle prospettive future (per es. aspettarsi di non poter avere una carriera, un matrimonio o dei figli o una normale durata della vita).
  • Sintomi persistenti di aumentato arousal (non presenti prima del trauma), come indicato da almeno due dei seguenti elementi:
    1. difficoltà ad addormentarsi o a mantenere il sonno
    2. irritabilità o scoppi di collera
    3. difficoltà a concentrarsi
    4. ipervigilanza
    5. esagerate risposte di allarme
  • La durata del disturbo (sintomi ai Criteri B, C e D) è superiore a 1 mese.
  • Il disturbo causa disagio clinicamente significativo o menomazione nel funzionamento sociale, lavorativo o di altre aree importanti. 


Disturbo acuto da stress


L'individuo che ha questo disturbo deve aver vissuto un evento che implica pericolo di morte o di gravi lesioni, a cui ha risposto con intensi sentimenti di impotenza, orrore o paura.
I sintomi indotti dall'evento  devono esordire entro 4 settimane e durare un minimo di 2 giorni ed un massimo di 4 settimane.
La diagnosi di questo disturbo richiede almeno 3 dei seguenti sintomi: amnesia per importanti aspetti del trauma, depersonalizzazione, derealizzazione, diminuita consapevolezza dell'ambiente circostante, sensazione soggettiva di distacco, di intontimento o mancanza di sensibilità emozionale.



Disturbo d'ansia generalizzato


L'ansia deve essere eccessiva, difficile da controllare e per un periodo di almeno 6 mesi il numero dei giorni in cui è presente deve essere superiore al numero in cui è assente.
I pazienti sono sempre preoccupati per il futuro, per il presente, per la situazione finanziaria, per la paura di problemi ai familiari e altri aspetti della vita, e questo disturbo resta cmq tra i più controversi perchè è quello con più alta percentuale di comorbilità.
Diversi studi dimostrano l'efficacia delle tecniche comportamentali, della farmacoterapia e della psicoterapia dinamica breve, tuttavia non è bene che i pazienti ricorrano ai farmaci ogni volta che soffrono d'ansia, ci sono livelli d'ansia che devono essere accettati, inoltre con i farmaci si possono eliminare gli aspetti fisiologici dell'ansia senza però influenzare gli aspetti cognitivi della preoccupazione che permane.
Anche per questo disturbo, nella psichiatria clinica occorre adattare il trattamento al paziente, e la psichiatria psicodinamica può rappresentare il trattamento di scelta per il paziente che ha inclinazione psicologica.
Un esito positivo del trattamento può anche essere una capacità del paziente di usare l'ansia come segnale di un conflitto ricorrente che porti all'introspezione e ad un'ulteriore comprensione.


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venerdì 27 gennaio 2017

Perchè la luna si vede a metà?

Ebbene si, è venuto il momento di rispondere anche a questa bizzarra domanda: Perchè la luna si vede a metà?
Perchè vediamo solo uno spicchio di luna? Perchè appare solo un quarto di luna? Dove finisce la parte di luna che non vediamo? Chi la nasconde?
Scopriamo subito qualche cosa in più sulla Luna, il satellite dalla terra.

Perchè la luna si vede a metà

Cosa sono le fasi lunari


Per poter capire come mai la luna ogni tanto si vede a metà, occorre chiarire il concetto di fase lunare.
Le fasi lunari rappresentano il diverso aspetto che la luna assume se osservata dalla terra, a causa del suo moto.

Si perchè, non è solo la terra che gira intorno al sole, ma è anche la luna che gira intorno alla terra.
Più precisamente: La luna gira contemporaneamente attorno al suo asse e attorno alla terra, su un'orbita ellittica.
Il giro su se stessa viene chiamato rotazione, mentre il giro attorno alla terra viene chiamato rivoluzione.
La durata dell'intera rotazione, detta giorno lunare, è uguale alla durata del moto di rivoluzione, detto lunazione, e corrisponde a 29,53 giorni terrestri, periodo detto mese sinodico.

Le fasi lunari dunque, si ripetono ogni mese sinodico, dal quale tra l'altro deriva il nostro calendario gregoriano.

In soldoni comunque, le fasi lunari sono dovute al moto di rivoluzione della luna, e quindi al suo ciclico cambiamento di posizione rispetto alla terra ed al sole.

Si ma perchè la luna si vede a metà?
Semplice, vediamo metà luna, o un quarto, ecc... perchè metà della luna è illuminata dal sole, mentre l'altra metà è in ombra (proprio come la terra), quindi le fasi lunari che vediamo, intese come porzioni di luna che è possibile osservare, sono il risultato dell'angolo che la luna forma con il sole.

Se non è chiaro così, non so più come spiegarvelo, ecco una foto :p

Fasi lunari

Le posizioni della luna sono:
  1. Luna nuova
  2. Luna crescente
  3. Primo quarto
  4. Gibbosa crescente
  5. Luna piena
  6. Gibbosa calante
  7. Ultimo quarto
  8. Luna calante

E perchè la luna brilla?
Semplice, perchè riflette la luce del sole :)

Come seguire qualcuno su Pinterest

Come ogni social network che si rispetti, anche su pinterest è possibile seguire qualcuno.
Quando ad esempio vediamo una foto che ci piace, e troviamo particolari potenzialità da parte di chi l'ha postata, allora forse è venuto il momento di seguire quell'utente pinterest.


Come seguire qualcuno su Pinterest


Il metodo più veloce per seguire qualcuno su pinterest è quello di aprire la foto o il pin che ci piace, e poi cliccare sul tasto Segui.

Come seguire qualcuno su Pinterest

Fatto questo, potremo esser sempre aggiornati di tutti i nuovi post dell'utente in questione, in modo da non perderci neanche un suo pin.

Un altro metodo per seguire qualcuno di cui si conosce il nome, quindi senza passare da un suo contenuto, è quello di usare la ricerca in alto nella home di pinterest.
Ci basterà infatti digitare il nome e premere INVIO.
Poi cliccare sul filtro Persone per vedere solo gli utenti pinterest, e cliccare su Segui accanto al nome desiderato.

Segui persone

Se poi si è stufi di quello che posta una persona su pinterest, aprire la sua pagina personale e cliccare sulla voce Smetti di seguire.

Qui sotto la videoguida su quanto appen spiegato:
https://youtu.be/MgaYBGJgn4c


Buon following!

Rogue One: A Star Wars Story

Rogue One: A Star Wars Story è un film fantascienza/azione del 2016 diretto da Gareth Edwards, con Felicity Jones, Diego Luna, Ben Mendelsohn, Donnie Yen, Mads Mikkelsen, Alan Tudyk, Riz Ahmed, Jiang Wen, Forest Whitaker.

Rogue One: A Star Wars Story
Trama
Jyn Erso è la figlia dello scienziato che sta realizzando contro la sua volontà, una macchina di distruzione per l'impero, un pianeta arma chiamato Morte nera.
Salvata dai ribelli, Jyn, nel cui sangue scorre anche la forza, cercherà di sventare il piano dell'impero e di ritrovare suo padre, prigioniero dei soldati di Darth Vader.

Recensione
Rogue One: A Star Wars Story è una sorta di prequel spin-off del primo film di guerre stellari, una nuova speranza.
Lasciando perdere gli effetti speciali e la realizzazione tecnica, che ormai viene data per scontata, questo film è una trovata pubblicitaria bella e buona.
Sfruttando le ambientazioni della saga star wars, Rogue One cerca di raccontare la storia di alcuni improbabili quanto poco carismatici protagonisti.
Un film adatto ai soli appassionati della saga, ma a quelli veramente curiosi di scoprire nuovi retroscena... tutti gli altri, anche gli appassionati dei film di fantascienza o d'azione, forse lo troveranno un po' noioso e prevedibile.
L'unica cosa bella di Rogue One: A Star Wars Story è il finale, che assolutamente non può bastare per giustificare 2 ore di quasi noia.

Link alla scheda del film su wikipedia

giovedì 26 gennaio 2017

Forzare aggiornamento di un sito su Web Archive

Conoscete il sito Web Archive - Internet Archive?
Certo che si, ve ne ho parlato tempo fa in questo post.
Webarchive è sicuramente molto utile per avere online traccia di tutte le modifiche fatte ai nostri siti internet, tuttavia ho notato che i tempi di aggiornamento possono essere un po' lunghi.

Quindi in questo post vi spiegherò come far aggiornare la versione del vostro sito internet su web archive, a comando... o meglio, come forzare l'archiviazione di un sito su webarchive.


Come forzare l'aggiornamento di un sito internet su Web Archive


Probabilmente webarchive lo fa da solo in automatico dopo tot tempo, ma il mio sito risultava archiviato solo una volta, da me.
Non vedendo dunque salvate online le varie versioni del mio sito web, ed avendo anche cambiato radicalmente grafica, ho deciso di capire da solo come fare per far aggiornare online il mio sito su web archive.

Ma ora basta digitare per google, eccovi subito quanto vi serve.
Per forzare l'archiviazione su webarchive, basta digitare il seguente url:

https://web.archive.org/save/http://www.iltuositointernet.it

Dove ovviamente dovrete sostituire l'indirizzo internet che ho messo come esempio, con quello del vostro sito.

Se avrete digitato correttamente la stringa che vi ho indicato, dovrebbe apparirvi a video la seguente schermata:

Forzare aggiornamento di un sito su Web Archive

Dopo pochi secondi (o minuti, dipende da quanto materiale deve essere archiviato), il vostro sito web verrà salvato online su webarchive, che ora avrà un'altra cattura contenente la situazione ad oggi del vostro sito/blog.

In alto nella pagina di web archive, troverete il totale delle acquisizioni fatte (n caputures), dove potrete cliccare per poter vedere una versione precedente del vostro sito su internet.

PS Magari con questa guida ho scoperto l'acqua calda, ma io non ho trovato alcun tasto per fare ciò che vi ho appena spiegato, neanche registrandomi a webarchive.

PPS un po' di parole chiave for los stranieros: web archive force update, Manually Archive Web Pages, How To Save URLs To The Wayback Machine On Demand.