martedì 18 aprile 2017

Come generare una password per le app di google

Dopo aver abilitato la famosa verifica in 2 passaggi di google, potrai attivare anche questa funzionalità particolare, indispensabile in alcuni casi per poter accedere al tuo account google tramite altre applicazioni.

Sto parlando della generazione password per le app di google, ovvero un passaggio che ti consentirà di creare una password di servizio per tutte quelle applicazioni che si devono collegare tramite il tuo utente google.

Un esempio tipico potrebbe essere il collegamento di un account gmail ad un altro, ovvero quando si vuole dare la possibilità di scaricare la posta gmail, tramite un altro indirizzo (sempre gmail).

Vediamo quindi come creare una password di servizio per ogni app che ne potrebbe aver bisogno.


Come generare una password per le app di google


Per poter generare una password per l'app, collegarsi al seguente indirizzo:

https://myaccount.google.com/apppasswords

Come lo stesso google recita:
"Le password per le app consentono agli utenti che utilizzano la verifica in due passaggi di accedere ai loro account Google attraverso applicazioni come Mail su un iPhone o su Mac, oppure come Outlook. Generiamo automaticamente le password per le app e non avrai bisogno di memorizzarle."

Quindi questa sezione di google sarà accessibile solo dopo aver attivato la verifica in 2 passaggi, altrimenti la pagina risulterà errore.

Quello che bisognerà fare una volta atterrati in questa sezione è semplicissimo:
  1. Selezionare il tipo d'applicazione: posta, calendario, contatti, youtube, altro
  2. Selezionare il dispositivo: iphone, ipad, blackberry, mac, windows phone, computer windows, altro
  3. Cliccare sul bottone Genera

Come generare una password per le app di google

Si finirà in una pagina popup con sopra scritta la password da utilizzare nell'app secondaria, da segnarsi da qualche parte.

Ad esempio, nel caso di una connessione pop a gmail, ovvero volendo creare una password da utilizzare per collegarmi dal mio indirizzo principale di gmail per scaricare la password di un indirizzo secondario, ho selezionato la voce posta e poi computer windows.

Grazie a questo metodo quindi, google consente una connessione sicura tra le varie app autorizzate, con password appositamente generate per l'occasione, senza quindi dover fornire la password principale.

Come aumentare la sicurezza di google

Visti i recenti attacchi a diversi noti sistemi utilizzati da moltissimi, che hanno portato al furto di migliaia e migliaia di password, l'idea di aumentare la sicurezza degli account google non è certo malvagia.

La breve guida che andrò ad illustrare, spiegherà come aumentare il livello di protezione del proprio account google, in modo da rendere la vita un po' più difficile ai vari malintenzionati.
Con questo sistema in teoria, sarà molto difficile che qualcuno possa rubarvi le credenziali d'accesso ai sistemi google, tuttavia anche in questo caso, il buon senso e l'attenzione sono la maggior protezione.


Come aumentare la sicurezza di google


Per poter proteggere al meglio gmail, youtube, blogger, e tutto ciò che fa parte del mondo google, basta attivare la funzionalità chiamata "verifica in due passaggi".

Collegarsi dunque al seguente indirizzo:
https://myaccount.google.com/signinoptions/two-step-verification/enroll-welcome

Dopo aver letto la breve schermata introduttiva, cliccare pure su Inizia.

Come aumentare la sicurezza di google

Probabilmente verrà chiesta nuovamente la password d'accesso a google, inserirla senza alcun timore.
Ora, nella seconda schermata, basterà semplicemente inserire il proprio numero di cellulare, e scegliere la modalità in cui si vuole ricevere il codice di verifica (sms o telefonata), per poi cliccare sul bottone Avanti.

inserire il proprio numero di cellulare

Se tutto sarà andato a buon fine, si riceverà un sms o una telefonata con il codice di verifica, da inserire nella schermata appena apparsa.
Per completare la verifica, cliccare nuovamente sul bottone Avanti.

Dopo aver verificato il codice di sicurezza ricevuto da google, nell'ultima schermata non bisognerà far altro che cliccare su Attiva.

Attiva

Avrete così abilitato il doppio controllo di sicurezza di google, che consenterà nel ricevere un sms o una chiamata contenente un codice d'accesso, ogni volta che collegherete un nuovo dispositivo.

In questo modo quindi, qualsiasi nuovo accesso al proprio account google, da parte di dispositivi sconosciuti, richiederà l'inserimento di un codice di sicurezza che solo voi possederete, perchè vi verrà mandato in tempo reale ogni volta.
Questo vuol dire che i vecchi codici utilizzati non saranno più validi, e che quindi solo chi è in possesso del cellulare autorizzato potrà collegarsi al vostro account google.

Ovviamente, c'è anche la possibilità di non salvare il codice d'accesso su uno specifico dispositivo dal quale magari vi collegate solo temporaneamente (es. quando siete fuori casa).
In tal caso, dopo il logout verrà chiesto un nuovo codice d'accesso, e la protezione dell'account google sarà assicurata.

Infine, se per caso questo metodo per avere un account google sicuro, possa risultare bloccante in caso di perdita di cellulare, è possibile attivare un altro dei seguenti metodi alternativi di accesso protetto:
  • Codici di backup: Questi passcode monouso stampabili consentono di eseguire l'accesso dal telefono quando non si è a casa, ad esempio se si è in viaggio.
  • Messaggio di Google: Si Può ricevere un messaggio di Google sul telefono e toccare Sì per accedere.
  • App Authenticator: Utilizzare l'app Authenticator per ricevere gratuitamente i codici di verifica, anche quando il telefono è offline. Disponibile per Android e iPhone.
  • Numero di telefono di backup: Aggiungere un numero di telefono di backup, in modo da poter accedere anche se si perde il telefono principale.
  • Token di sicurezza: Un token di sicurezza è un dispositivo hardware di piccole dimensioni utilizzato per eseguire l'accesso, da inserire nella porta USB del computer.
Cit. by google.

Se dopo tutti questi accorgimenti qualcuno riesce ad entrare lo stesso nel vostro account google... bè, è un mago, o poco ci manca :)

PS Ovviamente, l'sms o la chiamata con il codice che riceverete, sarà completamente gratuita!

Stringhe di testo (Mit App Inventor 2)

Altra funzionalità base di Mit App Inventor 2 riguarda le stringhe di testo (text blocks).
Questo tipo di blocchi (blocks) infatti, consente di svolgere operazioni di vario genere sui testi presenti nelle applicazioni e nei giochi, quindi trattasi di un'altra indispensabile funzionalità di appinventor 2.


Come gestire le stringhe di testo (text blocks) in Mit App Inventor 2


Vediamo una rapida carrellata di cosa è possibile fare con i blocchi di tipo testo di app inventor:
  • Casella di testo vuota: consente semplicemente di aggiungere del testo a piacere a qualsiasi altro blocco (ad esempio sulle etichette/label)
  • Unione (join): consente di unire / concatenare più testi / variabili
  • Lunghezza (length): restituisce il valore numerico corrispondente alla lunghezza di qualsiasi variabile o testo
  • è vuoto (is empty): consente di capire se una variabile contiene o meno del testo / un valore
  • Confronta testi < = > (compare texts): ti dice se una variabile testuale è maggiore, uguale o minore di un'altra
  • Ritaglia (trim): toglie gli spazi vuoti all'inizio ed alla fine di un testo (ottima per il parsing)
  • Maiuscolo/Minuscolo (upcase/downcase): converte una stringa app inventor tutta in minuscolo o tutta in maiuscolo (uppercase/lowercase)
  • Posizione del testo nel brano (starts at text piece): indica la posizione di una stringa/parola dentro un testo più ampio (restituisce zero se non trovata)
  • Contiene testo brano (contains text piece): indica se una parola è presente in una frase
  • Dividi testo ad ogni (split text at): splitta in una lista il contenuto di una variabile contenente un particolare delimitatore. Es: la virgola, il punto e virgola (con la possibilità di specificare se si vuole operare solo sulla prima occorrenza)
  • Dividi agli spazi (split at spaces): come sopra, solo che splitta solo nel caso in cui un testo contenga degli spazi
  • Segmenta testo inizio lunghezza (segment text start legth): serve per estrapolare solo una teterminata parte di una frase, operando con dei numeri che individuano in che punto e quanto tagliare
  • Sostituisci in tutto il testo rimpiazzando segmenti con (replace all text segment replacement): praticamente è la funzione replace di app inventor 2, ovvero consente di sostituire una parola all'interno di una frase, con un'altra
  • Testo offuscato (obfuscated text): consente di criptare del testo in modo da rendere un po' più sicure le proprie app, nei casi in cui si debbano passare dei dati sensibili (es. api key)

Stringhe di testo (Mit App Inventor 2)

Ovviamente per tutte queste funzioni ho creato un progetto .aia da scaricare, per poter testare con mano quanto sopra accennato.

Le stringe di testo, o text blocks di app inventor 2, sono uno strumento molto potente, che consente di operare sui testi tramite funzioni a dir poco indispensabili in certi casi.
Sicuramente, nella creazione di un'applicazione per cellulare, si finirà prima o poi ad utilizzare le text blocks, in maniera più o meno approfondita, quindi è bene imparare a conoscerne le potenzialità.

Elenco lezioni

Nella trappola dell’inganno

Nella trappola dell'inganno è un film thriller del 2012 diretto da R.D. Braunstein, con Lauren Holly, Kaylee DeFer, Joe Lando, Gerald Webb, Christopher Wolfe, Massi Furlan, Rayne Bidder, Lauren Reeder, Lony'e Perrine.

Nella trappola dell’inganno

Trama

Suzanne Hollingsworth è una ricca ed insopportabile donna d'affari.
La sua assistente, Rebecca White, cerca di fare di tutto pur di accontentarla, ma la sua padrona è davvero una donna viziata e senza scrupoli.
La vita di Suzanne è però destinata a cambiare bruscamente, quando questa finisce per errore in un motel di poco conto, dove un gruppo di spietati uomini rapiscono donne per i propri losci scopi.
Sarà proprio Rebecca a cercare di tirare fuori dai guai la sua odiata capa.


Recensione

Nella trappola dell’inganno (abducted) è uno pseudo thriller americano del 2012.
Ho scritto pseudo perchè oltre ad avere una trama palesemente copiata, questo film è un mix tra tentativo d'ironia e tentativo di dramma, risultando alla fine né carne né pesce.
Attori pressochè sconosciuti ed una storia un po' piatta, fanno di questo Nella trappola dell’inganno, un film per i soli appassionati del genere, che però dovranno essere anche di bocca buona ed in serata, data la poca qualità di questo film.
Come si dice di solito in questi casi: si poteva fare di molto meglio.

Link alla scheda del film su wikipedia

lunedì 17 aprile 2017

Strutture di controllo (Mit App Inventor 2)

Tra i blocchi veramente indispensabili in Mit App Inventor 2, ci sono quelli relativi alle strutture di controllo, qui banalmente chiamati Controllo (control blocks).

Se non provieni da nessun linguaggio di programmazione, questo nome forse ti dirà poco o niente, ma sappi che stiamo parlando delle famose condizioni if then else (se allora altrimenti), dei cicli for, while, ecc... elementi di cui anche app inventor non può certo fare a meno nella costruzione delle applicazioni per cellulare.

Vediamo quindi un po' più nel dettaglio di cosa si tratta.


Come usare le strutture di controllo in Mit App Inventor 2


Il blocco da cliccare per poter accingere alla programmazione tramite strutture di controllo in appinventor, si chiama controllo (control).

Strutture di controllo (Mit App Inventor 2)

La logica che sta dietro a questi blocchi è molto semplice ed intuitiva, in quanto consente di verificare delle condizioni, o svolgere dei cicli ripetuti fino ad una determinata condizione.

Ad esempio il blocco Se allora (if then), al quale è possibile aggiungere (cliccando sull'ingranaggio) altrimenti (else) e altrimenti se (else if), consente di verificare una determinata condizione e di svolgere azioni diverse a seconda che questa sia stata soddisfatta o meno.
Esempio: Se 1+1=2 allora rispondi vero, altrimenti rispondi falso.

If Then Else

C'è poi il ciclo Per ogni numero da a (for each), che consente di fare un loop / giro, per un determinato numero di volte (da usare quando si sa già quante volte si vuole far ripetere un'istruzione).

for each

Il loop Per ogni elemento della lista esegui (for each item in list) è l'ideale per mostrare/sfogliare tutti gli elementi di una lista app inventor.

for each item in list

Poi c'è Finchè test esegui (while test do) che ripete il loop fino a quando una condizione non è soddisfatta.
In questi casi, se si sbaglia a programmare, può capitare di creare loop infiniti che bloccano l'applicazione.

while test do

Poi ci sono una serie di blocchi che consentono di aprire un altro schermo app inventor (screen), e di passargli dei parametri, o di chiudere schermi ed ottenere risultati, insomma per la gestione delle applicazioni multi schermo.

Controlli per lo schermo

In questi ultimi blocchi trovi anche il comando per chiudere l'applicazione app inventor 2, con un semplice click del dito... insomma il classico tasto "chiudi applicazione" / logout / esci.

Qui a questo link puoi scaricare un progetto .aia contenente qualche esempio con le strutture di controllo di app inventor 2, giusto per prendere un po' di dimestichezza con lo strumento più importante di tutta la piattaforma, o quantomeno quello più indispensabile.

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Pubblicare gioco / applicazione Android Google Play

Dopo aver creato un'applicazione o un gioco per il telefonino, dopo averlo testato per bene, dopo averlo fatto provare ai propri amici, è finalmente venuto il momento di pubblicarlo online.
Sto parlando ovviamente di app per android, il cui store online non aspetta altro che accogliere il frutto della tua creatività.

Per poter pubblicare applicazioni online, in modo che siano scaricabili da chiunque abbia un cellulare o un tablet con android, occorre infatti utilizzare il famoso google play, ovvero il repository ufficiale di casa google, che si può dire tranquillamente possa essere l'archivio online più vasto al mondo, in fatto di videogiochi e programmi per dispositivi mobili.

Vediamo dunque i vari passaggi necessari per poter mettere online la tua prima app o gioco, in modo che la prossima volta che lo farai, sarà tutto più semplice e rapido.


Come pubblicare giochi e applicazioni Android sul Google Play


Per poter mettere online un app per android, occorre sostanzialmente completare 3 passaggi:
  1. Avere un account google (non servono spiegazioni)
  2. Creare un profilo sviluppatore (se non sai come fare leggi questo post)
  3. Continuare a leggere questo post :)

L'indirizzo a cui collegarsi per poter pubblicare un'app android è il seguente:

https://play.google.com/apps/publish

Se è la tua prima applicazione, troverai un inconfondibile bottone su cui cliccare, altrimenti, sarai in una pagina di riepilogo con le tue app caricate, e troverai in alto a destra il pulsante "Crea applicazione".

Pubblicare gioco / applicazione Android Google Play

Dopo aver cliccato sull'apposito tasto, si aprirà subito un popup dove dovrai inserire il titolo dell'app e selezionare una lingua, per poi cliccare sul bottone Crea.

Crea app

Il primo passo per la messa online della tua app sul play store è fatto.
Ora dovrai completare una per uno le seguenti sezioni:
  • Scheda dello store
  • Classificazione contenuti
  • Prezzi e distribuzione
  • APK
  • App releases
Più altre schede facoltative che per il momento non ti citerò.

google play developer console

Tutte queste schede possono essere compilate in ordine random, spostandosi da una all'altra e salvando di volta in volta i dati, in modo da poter completare la pubblicazione anche in un secondo momento.
Vediamo dunque nel dettaglio come usare la google play developer console, per poter mettere online la nostra prima app.


1: Scheda dello store


In questa sezione dovrai compilare tutti i dati principali della tua app, come ad esempio:
  • Titolo: già messo prima, ma lo puoi comunque modificare
  • Descrizione breve: breve sunto di cosa fa la tua app/gioco
  • Descrizione completa: spiega in maniera più esaustiva come funziona la tua app

Ci sarà poi la sezione Risorse grafiche, importantissima parte dove dovrai caricare gli screenshot esplicativi della tua app, un paio d'immagini per ogni dispositivo, tra i seguenti per ora esistenti:
  • Telefono
  • Tablet
  • Android TV
  • Android Wear
Per ciascuna di queste tab dovrai inserire: screenshots (immagini a qualsiasi risoluzioni rappresentanti la tua app in funzionamento), icona ad alta risoluzione (512 x 512 PNG a 32 bit), banner in primo piano (1024 l x 500 JPG o PNG a 24 bit), più le facoltative immagine promozionale, banner tv, e immagine stereoscopica a 360° Daydream, video promozionale (link ad un eventuale video caricato su youtube).

Icone e sfondi app

Dopo aver superato la sezione grafica, ci sarà l'importante sezione Categorizzazione.
Qui sostanzialmente bisognerà posizionare il proprio gioco / app sul play store, tramite apposite categorie e domande che servono a far capire a google a chi può interessare la tua app.
I campi da compilare sono i seguenti:
  • Tipo di applicazione: scegliere tra Applicazione e Gioco
  • Categoria: importantissimo posizionare la propria app nella giusta categoria
  • Classificazione contenuti: cliccando qui si va su un'altra tab, quindi lo spiego dopo :)

Ci saranno infine da compilare le informazioni di contatto:
  • Sito web: link al sito dell'app o al tuo sito internet
  • Email: obbligatorio mettere un indirizzo email valido per poter essere contattati dagli utenti
  • Telefono: facoltativo, a meno che non sei un professionista che vende qualcosa, evita di metterlo... non si sa mai chi può chiamare :)
L'ultima voce di questa scheda riguarderà la privacy, che se non ti riguarda, potrai spuntare per omettere, oppure potrai indicare il link ad una pagina web contenente l'informativa sulla privacy.

Dopo aver completato tutti i dati di questa scheda (e questo vale come regola generale anche per tutte le altre), clicca su Salva bozza, in alto nella pagina (se non vedi la voce espandi il menù cliccando sulle linee orizzontali in alto).

Salva bozza


2: APK (Gestisci versioni)


Siccome questa operazione è propredeutica ad altre, passiamo subito a vedere come caricare un apk su google play.
Questa sezione tra l'altro, a breve non esisterà più e si chiamerà semplicemente gestisci versioni (app releases), quindi clicca pure sull'analogo bottone se ancora ti da la scelta (altrimenti finirai direttamente lì).

Adesso avrai sostanzialmente 3 scelte:
  • Alpha: Aggiungi gli APK alla versione alpha per rendere l'app disponibile per i test alpha aperti o chiusi
  • Beta: Aggiungi gli APK alla versione beta per rendere l'app disponibile per i test beta aperti o chiusi
  • Produzione: Aggiungi gli APK alla versione di produzione per rendere l'app disponibile a tutti gli utenti sul Google Play Store

Come puoi capire da queste opzioni disponibili, è possibile far testare l'app ad un numero ristretto di utenti, prima di metterla online tramite la sezione produzione.
Scegli dunque l'opzione che più ti aggrada, poi clicca sul bottone Gestisci traccia di uscita.

Gestisci traccia di uscita

Supponiamo quindi di voler andar subito online, clicchiamo sulla voce inerente alla Produzione.
Nella sezione che si aprirà, clicchiamo su Crea versione.

Crea versione

Ora, clicca su Carica APK.

Dopo l'upload del file, la schermata si popolerà in automatico con il nome della versione, un numero preso direttamente dal numero versione della tua app, ma che sarà solo descrittivo nella developer console, e che quindi potrai cambiare a tuo piacimento.

Infine, potrai inserire eventuali info per l'utente, compilando la voce Novità per questa versione (disponibile per ogni lingua in cui è stata tradotta la tua app).

Quando sei sicuro di aver inserito tutti i dati necessari, clicca sul botton Esamina (o corispettivo pulsante).

Esamina versione

Avrai così caricato l'apk della tua app, ancora in bozza per il momento.
La pubblicazione finale avverrà dopo aver compilato le altre schede.


3: Classificazione contenuti


Dopo aver caricato l'apk, potrai completare la sezione Classificazione contenuti applicazione per il play store.
Trattasi di un breve questionario che serve per poter categorizzare meglio la tua app online, dandole le classiche siglette che leggi spesso associate ad altri programmi (es. PEGI).

Per cominciare la compilazione del questionario, clicca su Continua.
Ti verrà chiesto di inserire una tua email e selezionare una categoria, tra le seguenti:
  • Consultazione, notizie o istruzione: Lo scopo principale dell'app è presentare i fatti in modo neutrale, informare gli utenti di eventi attuali o istruire
  • Social network, forum e condivisione di contenuti generati dagli utenti: Lo scopo principale dell'app è consentire agli utenti di condividere contenuti o comunicare con gruppi di persone molto numerosi
  • Store online o servizio di streaming commerciale: Lo scopo principale dell'app è vendere beni tangibili o curare una raccolta di beni tangibili, servizi o contenuti digitali quali musica e film di livello professionale e non realizzati dagli utenti
  • Gioco: L'app è un gioco
  • Intrattenimento: L'app è finalizzata allo svago e non rientra in alcuna categoria precedente
  • Utilità, produttività, comunicazione o altro: L'app è un'utilità, uno strumento, un'app di comunicazione, di produttività o qualsiasi altro tipo di app che non soddisfa i criteri delle altre categorie
Facciamo quindi finta di voler caricare online un gioco per cellulare, clicchiamo sull'omonima voce e proseguiamo con il questionario.

Ora ci verrà chiesto se il nostro gioco tratta i seguenti temi: violenza, paura, sessualità, gioco d'azzardo ecc... rispondiamo onestamente con un semplice si o no.

Classificazione contenuti

Compilate tutte le domande obbligatorie, clicchiamo su Salva questionario, e dopo aver riguardato il tutto, premiamo su Calcola classificazione.

Una volta che è stato classificato il tuo gioco, dopo che avrai visto tutte le varie iconcine relative, clicca sul bottone Applica classificazione.

Applica classificazione

Il tuo gioco sarà ora classificato, ma potrai ovviamente ripetere questa operazione in qualsiasi momento.

Classificazione ottenuta



4: Prezzi e distribuzione


Veniamo ora alla parte economica di tutto il processo, quella inerente i prezzi e poi alla distribuzione (ovvero in quali paesi la tua app deve poter essere scaricabile).

Quello che dovrai stabilire come prima cosa, è se la tua applicazione è gratuita o a pagamento.
Nel secondo caso, dovrai prima configurare un account commerciante.

Il secondo step riguarda la distribuzione, dovrai infatti indicare i paesi in cui è disponibile la tua app.
Se vuoi selezionare tutti i paesi in un colpo solo clicca sul bottone "Disponibile" (o su "Non disponibile" per deselezionarli tutti), oppure spunta e configura ogni singolo paese a mano.

Prezzi e distribuzione

Adesso dovrai dichiarare se la tua app contiene annunci, oppure no.

Le ultime parti che bisogna compilare in questa sezione sono invece:
  • Categorie dispositivi: spuntare le varie voci (Android Wear, Android TV, Android Auto) per far apparire la propria app anche su dispositivi alternativi
  • Programmi per utenti: distribuisci la tua app anche su speciali canali paralleli (Daydream, Designed for Families, Versione gestita di Google Play, Google Play for Education), dove possibile
  • Consenso: vari consensi da dare sulla privacy e accettazione linee guida

Per salvare il tutto, andare in alto su Salva bozza.

Compilate tutte queste sezioni/tab (che vedrai spuntate in verde), sarà finalmente possibile pubblicare l'app sul play store.
Troverai infatti, in alto a destra, il tasto su cui cliccare, ovvero "Pronta per la pubblicazione".

Pronta per la pubblicazione

Se non sei tornato nella gestione versione prima di cliccare pronta per la pubblicazione, probabilmente verrai reindirizzato nella sezione "Gestisci le versioni", dove dovrai cliccare su Modifica versione.

Modifica versione

Se non hai apportato modifiche alla versione, e di solito se stai pubblicando un app per la prima volta non lo hai fatto, clicca semplicemente su Esamina (il bottone che avevi cliccato in precedenza), per finire nel secondo punto di questa tab, ovvero su Recensioni e implementazioni.
Ora, ignora pure tutti gli eventuali campi / segnalazioni e scrolla la pagina fino in fondo, poi clicca sul bottone: Inizia implementazione in versione di produzione.

Inizia implementazione in versione di produzione

Apparirà un ultimo messaggio di Conferma, cliccando sul quale, finalmente avrai completato l'operazione di messa online app android.

Conferma

Ora la tua app risulterà in stato In attesa di pubblicazione, ed entro circa 24 / 48 ore (ma anche molto meno), se ritenuta idonea, verrà pubblicata sul google play store, in tutti i mercati in cui hai scelto di distribuirla.

Attesa di pubblicazione

Bene, è tutto.
In qualsiasi momento potrai rientrare nella tua google play developer console, per poter monitorare l'andamento della tua app.
Potrai infatti vedere in quanti hanno scaricato la tua app e quante stelline ha ricevuto.
Più un'app riceve stelline e più viene scaricata, e più finisce in alto nei risultati di ricerca dello store, quindi il successo richiama successo.
Inoltre, potrai ovviamente modificare i dati relativi al tuo gioco, in qualsiasi momento, rientrando nella developer console e caricando anche le nuovi versioni della tua app.

Risvegli

Risvegli è un film drammatico del 1990 diretto da Penny Marshall, con Robert De Niro, Robin Williams, Julie Kavner, Ruth Nelson, John Heard, Penelope Ann Miller, Alice Drummond, Judith Malina, Keith Diamond.

Risvegli
Trama

Il Dr. Malcolm Sayer lavora in una clinica dove sono presenti molti pazienti con disturbi neurologici, alcuni dei quali versano in uno stato catatonico e di coma apparente da diversi anni.
Sayer ha però una brillante intuizione, con la quale, somministrando un farmaco chiamato L-DOPA ai suoi pazienti, riesce a riportarli alla vita.
Così, grazie alla scoperta del dottore, Leonard Lowe si risveglia da uno stato catatonico durato decenni, ed inizia a voler scoprir la vita ed il mondo che si è perso durante tutti quegli anni di oblio.

Recensione

Risvegli è un commovente film drammatico che parla di una patologia rara quanto tremenda, che priva di ogni volontà l'essere umano.
In questo film troviamo una coppia d'eccezione: Robert De Niro e Robin Williams.
Entrambi bravissimi nei rispettivi ruoli, fanno di questo Risvegli un film da oscar.
Questa pellicola trae ispirazioni dal libro scritto da Oliver Sacks, un brillante neurologo che alcuni di quei casi li ha visti e curati davvero.

Link alla scheda del film su wikipedia

domenica 16 aprile 2017

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Strumenti di valutazione della personalità (4/13): Sistemi diagnostici interpretativo-esplicativi

Ogni sistema diagnostico interpretativo-esplicativo costituisce l'applicazione di una specifica teoria del comportamento, psico-organo o sociogenetica, che viene poi successivamente applicata anche nella tecnica terapeutica.
Il valore ed il significato, di questi sistemi consistono nel fatto di intendere la genesi, ovvero la causa dell'evoluzione, di un fenomeno patologico come elementi necessari per definire il fenomeno stesso.
La teoria etiologica consente di gerarchizzare i sintomi ed individuare le cause, tuttavia ogni sistema interpretativo-esplicativo non può proporsi come esaustivo.


Segni e sintomi


L'attenzione ai sintomi è necessaria ma non sufficiente.
La lettura anche di quei comportamenti del paziente che possono non avere il valore di sintomo richiede un processo d'inferenza a partire dai dati osservati e relazionali che rimandano ad altri dati non più evidenti.
Lo sforzo interpretativo richiede un'attenzione a tutto campo.
Ai dati che provengono da un'osservazione allargata e che non hanno importanza sintomatica viene dato il nome di segni.
Il segno può apparire spontaneamente all'osservatore o richiedere qualche particolare manovra per essere evidenziato, quindi tutti i sintomi sono segni, ma non viceversa.
I sintomi sono segnali forti, i segni possono anche essere segnali deboli, e l'interpretazione si sforza di leggere dietro ai segni e dietro ai sintomi (aiutandosi con i segni), cerca di comprendere il segno patologico inserendolo nel contesto dei segni non patologici che appartengono all'universo comunicativo dello stesso soggetto.



Verso un sistema interpretativo-esplicativo clinicamente fondato


La costruzione di un sistema interpretativo-esplicativo integrato del comportamento umano patologico e normale presuppone la possibilità che le teorie biologiche, psicologiche e sociali del disturbo mentale riconoscano ciascuna la parzialità del proprio punto di vista e l'utilità di punti di vista diversi dal proprio, in uno sforzo di collaborazione al posto che di concorrenza.
Davanti al disturbo del paziente è importante che nella mente del clinico ci sia la spiegazione biologica, quella psicologica, l'interpretazione sistematica, quella cognitiva, eccetera.
Ciascuna di queste spiegazioni vince o perde o si completa con gli apporti delle altre, man mano che gli elementi clinici raccolti nel lavoro diagnostico danno sostanza ad una diagnosi funzionale del disturbo del paziente.


Nella realtà del lavoro quotidiano, il problema del clinico è la scelta della chiave interpretativa più utile al paziente.
Le maggiori garanzie di un intervento corretto si hanno quando è possibile stabilire una gerarchia tra i fattori che inducono il disturbo ed affrontare ciascuno di essi in modo adeguato.
Il disturbo nella mente del clinico, tra le diverse spiegazioni possibili, è quindi il motore del ragionamento che porta a stabilire una diagnosi e ad instaurare una o più terapie.

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sabato 15 aprile 2017

Sfondo semi trasparente (opacità) con Fireworks

Se utilizzi il programma di editing grafico fireworks, una delle cose che forse vorrai poter fare, è quello di creare uno sfondo semi trasparente da utilizzare come meglio credi.
Fortunatamente, questa utile ed ormai indispensabile funzionalità, è presente di default in fireworks, e questo vuol dire che non è necessario installare alcun componente aggiuntivo / plugin.

Con "sfondo semi trasparente" ovviamente, non intendo un'immagine con sfondo trasparente, per la quale basta dichiarare tale preferenza in fase di creazione, ma di oggetti che hanno un loro colore di base, che però sfuma fino a far vedere ciò che è posizionato sotto di loro.
Una sorta di immagine su più livelli (ma può essere anche un livello solo), dove con l'effetto opacità, si va a mostrare sia il colore dell'elemento che sta più in alto, sia ciò che c'è sotto, con una visibilità che può variare a seconda di che gradiente selezionato.


Come creare uno sfondo semi trasparente con Fireworks


Per poter creare un livello opaco, che può essere usato anche come bottone fireworks, da poter utilizzare come sfondo per dei testi da soprappore ad un'immagine di sfondo che altrimenti non farebbe magari leggere niente, seguire la seguente procedura:
  1. Aprire fireworks
  2. Creare un nuovo documento con le dimensioni desiderate, con sfondo trasparente
  3. Colorare / riempire l'immagine con un colore desiderato, tramite secchiello
  4. Andare sul pannello di destra, in Livelli
  5. Modificare il parametro Opacità (opacity), con un valore da 0 a 100
  6. Salvare l'immagine

Sfondo semi trasparente con Fireworks

Grazie all'opacità fireworks quindi, potrai creare dei livelli / delle immagini colorate che però hanno una certa trasparenza.
Il livello di trasparenza dell'immagine creata verrà regolato dal livello di opacità dichiarato prima del salvataggio, dove 100 vuol dire zero trasparenza (ovvero non si vede cosa c'è sotto), e 0 vuol dire invisibilità (ovvero si vede solo l'immagine sotto).

Un buon compromesso tra effetto trasparenza di fireworks, leggibilità dell'eventuale testo posizionato sopra allo strato opaco appena creato, e visibilità di ciò che c'è sotto, è solitamente dato da un valore di opacità che va da 40 a 60... ma nulla vi vieta di fare diversi esperimenti, fino a trovare l'effetto dissolvenza che più vi aggrada.
Leggi il post

Strumenti di valutazione della personalità (3/13): Sistemi diagnostici nosografico-descrittivi

Alla fine del XIX, nella psicologia clinica la classificazione di Kraepelin assume un'importanza particolare dato che la malattia mentale entra nella medicina.
Kraepelin crede nell'eziologia organica del disturbo, pur sostenendo la necessità di un'attenta analisi del comportamento del paziente in modo da capirne il quadro clinico.
Questo sistema classificatorio però si rivela poco flessibile e parzialmente adeguato alla realtà clinica dei pazienti.
Inoltre in questo periodo ad un estremo si collocano i sostenitori della tassonomia, i quali ricercano un possibile razionale tra diagnosi e teoria della tecnica terapeutica e all'altro estremo si collocano quelli che attribuiscono alla classificazione un valore limitato, ritenendola di scarsa utilità per il trattamento dei disturbi.

Dalla prima alla seconda guerra mondiale
Durante la prima guerra mondiale si rivolge soprattutto l'attenzione ai pazienti adulti, in prevalenza reduci di guerra.
Inizia un progressivo e lento processo di demedicalizzazione del disturbo psichico e viene messo in discussione il modello organico genetico ed in questo periodo l'interesse per la tassonomia è in mano agli psichiatri.
Nasce la Standard classified nomenclature of diseases (USA, 1933) per cercare di ovviare all'esistenza di troppi sistemi classificatori, ma non incontra il favore dei clinici questo sistema.
La situazione europea è analoga a quella americana, gli psichiatri impegnati nella ricerca lottano per avere una classificazione, mentre i clinici manifestano scarso entusiasmo in merito.


La seconda guerra mondiale e la ricerca di una classificazione internazionale
Nel 1948 il WHO pubblica la VI edizione del manuale of the international statistical classification of diseases, injuries and causes of death (ICD-6), che per la prima volta include la classificazione dei disturbi psichici (però non vengono classificate la demenza, i disturbi dell'adattamento e molti disturbi della personalità).
Durante la seconda guerra mondiale, la mancanza di una denominazione adeguata diviene il principale ostacolo alla classificazione, per cui gli organismi più direttamente impegnati con le nuove patologie sviluppano nomenclature alternative e questo produce molta confusione.
Nel 1952 arriva un nuovo sistema di classificazione, il DSM-I, mentre nel 1968 esce l'ICD-8, con il quale il DSM-II cercherà un criterio di uniformità.
Contemporaneamente, il modello organocentrico diventa biomedico ed è affiancato dai modelli psico e sociogenetico, inoltre i vari cambiamenti nella concezione del disturbo psichico si riflettono nella nuova classificazione.


La necessità di un paradigma scientifico
Tra il 1950 ed il 1970 si registrano cambiamenti importanti: c'è la scoperta di nuovi farmaci, il rinnovo della legislazione per il trattamento ausiliare, la nascita di strutture intermedie e la comparsa di nuove forme di psicoterapia.
Si pone l'accento sull'importanza della validazione empirica delle diagnosi psichiatriche, che avviene tramite un processo di 5 fasi: accurata descrizione clinica, ricerche di laboratorio, distinzione rispetto ad altri disturbi contigui, follow up e ricerche familiari.
Questo nuovo orientamento si basa sugli assunti della psicometria psicologica, con l'analisi della validità e dell'attendibilità.


I criteri di Feighner e i Research Diagnostic Criteria
I neo-kraepeliani (1987) hanno un orientamento biologico e praticano la ricerca con scientificità oggettiva.
Le idee dei neo-kraepeliani sono:

  • la psichiatria è una branca della medicina
  • la psichiatria dovrebbe avvalersi di tutte le metodologie scientifiche moderne ed un sistema classificatorio è indispensabile per la comprensione della psicopatologia
  • la psichiatria si occupa delle persone malate
  • esiste un confine netto tra normalità e patologia
  • le malattie mentali non sono dei miti (esistono molte malattie mentali)
  • l'attenzioni degli psichiatri deve essere rivolta soprattutto agli aspetti biologici della malattia mentale
  • bisogna avere una precisa e mirata preoccupazione per la diagnosi e la classificazione
  • i criteri diagnostici devono essere codificati e deve esistere un'area di ricerca che permetta la loro validazione con tecniche diverse
  • gli sforzi delle ricerche per aumentare la validità e l'attendibilità, devono avvalersi di tecniche statistiche
In questo contesto la diagnosi assume un'importanza fondamentale: se si ha a disposizione un sistema tassonomico adeguato, è possibile identificare la malattia.
Il sistema diagnostico proposto è di tipo nosografico-descrittivo categoriale e basato su criteri diagnostici (Feighner Criteria) che permettono di rilevare i sintomi ricorrendo ad un livello d'inferenza minimo.
Questi criteri verranno modificati prendendo il nome di Research Diagnostic Criteria ed alcuni finiranno anche nel DSM-III.
I limiti di questo sistema sono che, tanto più i criteri di inclusione/esclusione diventano specifici e tanto maggiore è il rischio di esclusione dalla classe diagnostica.


Dal DSM-III al DSM-IV


I DSM sono creati sulla base del consenso degli esperti, impongono un nuovo paradigma, propongono un approccio ateorico, si avvalgono di un sistema multiassiale, si fondano sul presupposto che i disturbi psichici siano entità discrete, usano criteri diagnostici d'inclusione e di esclusione e sono costruiti ai fini di una maggiore validità ed attendibilità diagnostica.

Approccio ateorico
L'introduzione di teorie eziologiche costituirebbe un un ostacolo all'uso del manuale da parte di operatori con diverso indirizzo, inoltre si pensa che una definizione del disturbo poco inferenziale riduca il bias teorico.
Tuttavia non è possibile in realtà pensare ad una ateoreticità di un sistema classificatorio, ma è indubbio che alla base della creazione del DSM ci sia il desiderio di evitare teorie e ridurre inferenze.
La mancanza di un orientamento teorico implica cmq il rischio di collezionare concetti poco rilevanti e quindi con ridotta capacità discriminante.
Il DSM è multiassiale e nello specifico è diviso in 5 assi:
  1. Disturbi clinici. Altre condizioni che possono essere oggetto di attenzione clinica
  2. Disturbi di personalità. Ritardo mentale
  3. Condizioni mediche generali
  4. Problemi psicosociali e ambientali
  5. Valutazione globale del funzionamento
I primi 3 assi sono categoriali, gli altri 2 sono dimensionali.
Un sistema multiassiale fornisce un utile schema per organizzare e comunicare l'informazione clinica, per cogliere la complessità delle situazioni cliniche e per descrivere l'eterogeneità degli individui che si presentano con la stessa diagnosi.

Disturbi psichici come entità discrete: alcuni autori sostengono che sarebbe opportuna una verifica che ulilizzasse i metodi della tassonomia numerica o l'analisi dei cluster.
Criteri d'inclusione ed esclusione: ogni criterio dovrebbe riflettere una caratteristica specifica del disturbo ed avere un potere discriminante rispetto ai disturbi simili, ma spesso in realtà questo non avviene.
Validità ed attendibilità diagnostica: Uno degli obiettivi del DSM è quello di ottenere una validità ed attendibilità diagnostica superiore a quella dei precedenti sistemi, trovando un adeguato equilibrio tra attendibilità e validità, e tra sensibilità e specificità.

DSM-IV
Il DSM-IV è stato creato frettolosamente e nel momento sbagliato, e ci sono diverse argomentazioni contro la sua pubblicazione.
Nel 1992 compare l'ICD-10, seguito anche lui da diverse critiche, probabilmente perchè c'è sempre un prezzo da pagare per il cambiamento, i clinici devono imparare nuovi criteri, i ricercatori devono ri-diagnosticare tutti i casi o doversi trovare a lavorare con criteri ormai superati, ed il cambiamento quando è rapido riduce la fiducia nel sistema diagnostico stesso.

Per quanto riguarda i cambiamenti, sono stati proposti 3 nuovi assi relativi al funzionamento difensivo, relazionale e a quello sociale e lavorativo.
La scala del funzionamento difensivo prevede che il clinico indichi fino a 7 meccanismi di difesa specifici, partendo da quello rilevante ed identificando il livello difensivo predominante, osservabile nel paziente al momento della valutazione.
I livelli difensivi sono:
  1. alto livello adattivo
  2. livello delle inibizioni mentali
  3. livello di lieve distorsione dell'immagine
  4. livello del disconoscimento
  5. livello grave di distorsione dell'immagine
  6. livello dell'azione
  7. livello della sregolatezza difensiva
La scala di valutazione globale del funzionameto relazionale (VGFR) come per quanto accade con l'asse V, permette di stimare il grado in cui una famiglia o un'altra unità sociale soddisfino i bisogni affettivi o strumentali dei suoi membri, nelle aree relative alla risoluzione dei problemi, all'organizzazione e all'atmosfera emozionale.
Sono previsti 5 livelli di funzionamento e la possibilità di indicare se le informazioni raccolte sono sufficienti.
La scala di valutazione del funzionamento sociale e lavorativo (SVFSL) si differenzia dalla scala del funzionamento globale (VGF) perchè è focalizzata sul funzionamento sociale e occupazionale e non tiene direttamente conto della gravità della sintomatologia psichica del soggetto.
La SVFSL valuta anche se la compromissione del funzionamento sociale e lavorativo sia imputabile ad una condizione medica generale, e la valutazione avviene su un continuum da 1 a 100.

Verso il DSM-V
Il DSM-IV-TR è stato pubblicato nel 2000 e gli aggiornamenti riguardano le caratteristiche associate, cultura, età, caratteristiche di genere, prevalenza, decorso e pattern familiari dei disturbi mentali.
Per quanto riguarda il DSM-V, si pensa anche di modificare il sistema a 5 assi, aggiungendo il temperamento e le dimensioni di personalità all'asse 2, gli imaging markers significativi nell'asse 3, le esperienze traumatiche precoci nell'asse 4 e la SFVSL nell'asse 5.
Potrebbero poi esserci assi addizionali: asse neuroevolutivo, asse genetico, asse farmacologico, asse culturale.
Sembra dunque che l'interesse per l'eziologia sia stato recuperato e valorizzato, inoltre l'interesse per le moderne tecniche di neuroimmaging e per i vari markers bilogici non deve andare a scapito delle influenze ambientali, tutto deve essere preso in considerazione.

L'asse V di J.A. Kennedy
L'asse di Kennedy è uno strumento alternativo alla VGF che propone una valutazione rapida del funzionamento globale del soggetto che è composto da 7 sottoscale:
  1. deficit psicologico
  2. abilità sociali
  3. manifestazioni di aggressività
  4. attività di vita quotidiana e abilità professionali
  5. abuso di sostanze
  6. deficit medico-sanitari
  7. disturbi aggiuntivi
Ogni scala presenta un punteggio tra 5 e 100.

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