sabato 13 agosto 2016

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Psicologia dinamica (3/13): Plasmare le persone

Secondo Ian Hacking il concetto di nicchia ecologica può rappresentare un modo per capire la malattia mentale transitoria, essa è infatti composta da 4 vettori fondamentali:
  • tassonomia medica: la malattia deve collimare con una cornice diagnostica più ampia già usata nel passato e ancora viva nel presente.
  • polarità culturale: la malattia mentale si deve situare all'interno di 2 elementi della cultura contemporanea, uno virtuoso e uno vizioso o tendente al crimine.
  • osservabilità: la malattia deve essere visibile, come una sofferenza che si dovrebbe evitare.
  • evasione: la malattia deve fornire una forma di liberazione, che non si può trovare altrove.
L'attenzione alla nicchia ecologica consente di comprendere l'emergenza e la scomparsa delle malattie mentali transitorie e potrebbe risultare un utile strumento di riflessione su tutte le diagnosi attuali, in particolar modo su quelle legate a fenomeni contestuali.
Inoltre secondo Hacking, bisogna cercare di chiarificare l'interazione tra la conoscenza degli esperti e il comportamento delle persone con problemi psichici.

Il looping effect è quel processo per cui, il fatto di essere classificate in un certo modo, influenzerà le persone classificate, modificandole.
A loro volta, le reazioni e i comportamenti dei classificatori giocheranno un ruolo nella costruzione delle categorie in cui vengono inseriti e nei saperi che le producono.
Hacking cita Nietzsche, dicendo: "a volte il nome delle cose conta infinitamente più di quello che esse sono in realtà".
Una volta create delle categorie si creano anche delle norme di riferimento all'interno delle stesse.
Hacking individua 9 imperativi a cui sembrano vincolate le scienze che classificano le persone:
  1. Definire: occorre dare delle definizioni
  2. Contare e correlare
  3. Quantificare: trasformando le qualità in quantità
  4. Medicalizzare: stabilire ciò che è sano e ciò che è patologico
  5. Normalizzare: definire norme misurabili e quantificative
  6. Biologizzare: scoprire i fondamenti biologici
  7. Rendere genetico: cercare l'origine genetica
  8. Burocratizzare: adattare le classificazioni ai bisogni amministrativi
  9. Prendere possesso della propria identità 

Un quadro d'analisi


Le difficoltà diffuse (nodi) che si trovano nel pensiero sono alla base di gran parte della filosofia, difficoltà che si presentano secondo i costumi di ciascuna epoca, si abbigliano di parole che corrispondono a diversi stili di pensiero, ma sotto questi mascheramenti ci sono delle fonti comuni.
Esistono dei nodi filosofici perpetui che si presentano sempre sotto forme nuove, e in generale, più si tira un'estremità del filo e più il nodo si stringe.
Esiste il nodo della differenza, il nodo dei nomi, il nodo dell'essenza, il nodo della scelta, il nodo della verità.

Durante il periodo di Pierre Janet (1859-1947) ci sono stati dei casi clinici particolari chiamati poi di doppia coscienza, inoltre Janet si occupava anche di casi di sonnambulismo, di ipnotismo, in particolar modo è famoso il caso della scrittura automatica, quando lo applicò con una paziente donna che scriveva cose senza averne coscienza, e siccome aveva dato un nome che non le piaceva a questa seconda personalità, Janet propose di cambiarlo con un altro, e quindi si può dire che Janet non scoprì la seconda personalità della donna, ma la creò (fenomeno della suggestione).
Anche in questo caso si può dire che "il nome di questa personalità è infinitamente più importante di quello che essa è" (nodo dei nomi).

La doppia coscienza, riapparve negli Stati Uniti circa cento anni più tardi (1970-1995), sotto il nome di personalità multipla.
Ma si tratta dello stesso problema, o di una malattia nuova? (nodo della verità).
Tra i due periodi in cui sono apparsi questi problemi, sono molto variati i trattamenti psichiatrici e anche le spiegazioni, c'è quindi la tendenza ad affermare che si tratta di 2 sindromi, ma c'è anche la tendenza a dire che si tratta di un unico problema di scissione di personalità, e che quindi non sono mai esistite le 2 sindromi (nodo della differenza).
Nel 1994 inoltre, gli psichiatri hanno cambiato il nome, da disturbo di personalità multipla a disturbo dissociativo di identità, e viene quindi da chiedersi se abbiano cambiato anche i loro criteri diagnostici.
E' importante rilevare che il comportamento dei malati e le descrizioni dei medici con i loro criteri diagnostici, si sono evoluti assieme, i pazienti sono venuti a conoscenza dei sintomi da altri pazienti, i pazienti hanno appreso nuovi sintomi dai pazienti, e i pazienti hanno dunque appreso nelle cliniche i sintomi che si dovevano manifestare.
Gli psichiatri hanno associato la dissociazione di personalità come causa di abusi da piccoli (i bambini scappano ai brutti momenti rifugiandosi in altre personalità), la televisione ha diffuso questa autorevole notizia, e tutti i pazienti sono andati a recuperare dei ricordi dell'infanzia che contengono abusi (esempio di interazione tra le persone che soffrono e la conoscenza).
Gli elementi che rientrano in queste interazioni sono:
  1. La classificazione e i suoi criteri di applicazione (enunciati definiti nei manuali diagnostici).
  2. Le persone e i comportamenti che vengono classificati.
  3. Le istituzioni: i medici e le loro organizzazioni.
  4. La conoscenza, degli esperti e della popolazione.
La struttura delle interazioni tra i 4 elementi cambia nei diversi casi ed esempi, ed il primo enunciato fatto da Hacking è che non esistono due modi identici di plasmare le persone.

Arnold Davidson scrisse l'articolo ricomporre i cadaveri, dove cita il fatto che una volta si credeva che si poteva trovare la causa della malattia negli organi e nei tessuti dei cadaveri, mentre ora gli psichiatri non cercano più negli organi, ma nei comportamenti dei malati.
Davidson studia il feticismo, il sadismo, l'esibizionismo, e non le considera invenzioni,ma vede i perversi come un genere di uomini, di cui queste perversioni sono i possibili tipi.
Esistono donne perverse, ma l'attenzione si focalizza solo sugli uomini, come nel caso dell'omosessualità, se ne parla solo al maschile.
A quei tempi le pratiche omosessuali erano condannate, perchè l'omosessuale veniva considerato come un perverso, e il perverso era un malato, e solo nel 1980 è stato stabilito che l'omosessualità non era una malattia, mentre prima di allora essa ricadeva nell'ambito medico-legale.
Il termine omosessuale non esiste in francese prima del 1891, quindi si potrebbe chiedersi se prima di quella data esistessero omosessuali in Francia, e se si risponde no, si potrebbe anche affermare che allora prima di quella data non esistevano manco eterosessuali.
Gli essenzialisti pensano che l'omosessuale è tale per sua natura, mentre i costruzionisti affermano che è invece un modo per classificare le persone, nato dalla storia della società e non dalla natura.
Stein sosteneva che questa distinzione potesse essere falsa ed ingannevole (nodo dell'essenza).
Gli essenzialisti proposero l'ipotesi del gene dell'omosessualità, e qui si è di fronte agli imperativi della classificazione delle persone: la medicalizzazione, l'imperativo biologico e l'imperativo su base genetica.
Ci sono diverse posizioni favorevoli e contrarie all'ipotesi genetica, cmq in generale, la ricerca scientifica non sarà mai un buon mezzo per cambiare le attitudini verso i diversi orientamenti sessuali, e Stein sostiene che condurre delle ricerche scientifiche sull'orientamento sessuale è vano.
Se esistesse un gene gay, cmq, resterebbe vera l'affermazione che omosessuali e eterosessuali non sono nati in una determinata epoca, ma sono sempre esistiti.


I 9 imperativi delle scienze che classificano le persone


In passato, per fare un censimento dei lavoratori, gli ispettori delle fabbriche dovevano creare dei nomi per i vari mestieri, e secondo Hacking, questi ispettori hanno avuto più influenza sulle classi operaie di Karl Marx, non solo perchè regolarizzarono le condizioni del lavoro, ma perchè crearono e consolidarono i nomi dei mestieri, come strumenti intellettuali necessari per pensare l'organizzazione del lavoro, nomi poi interiorizzati dagli operai.
Tuttavia solo un'analisi sociologica approfondita sarebbe in grado di dire l'uso che gli operai fanno dei nomi dei mestieri.
I nomi delle categorie sono spesso molto importanti, anche nella concezione che gli individui hanno di se stessi, e spesso si ha un'interazione tra le persone da una parte e le classificazioni e i nomi delle classi dall'altra.
In generale, nella cultura popolare ci sono sempre delle classificazioni che interagiscono con le persone che vengono classificate.

La moda non va mai sottovaluta, così come il desiderio di essere alla moda, e le classificazioni scientifiche sembrano andare molto di moda.
Ad esempio il termine obeso va molto di moda nella popolazione, perchè deriva da una definizione scientifica, anche se solo in pochi conosceranno la definizione di Indice di Massa Corporea (IMC).
Alcune classi scientifiche traggono la loro origine dalla lingua comune ed altre invece nascono direttamente dal campo scientifico, come nel caso delle parole introverso ed estroverso inventate da Carl Gustav Jung, che poi sono diventate di uso comune.
Nel caso del dottor Down, egli scoprì questi bambini malati e gli diede il nome di mongoloide, perchè pensava che i bambini avessero antenati della Mongolia, successivamente il medico francese Lejeune ha scoperto che questi bambini hanno il cromosoma 21 in sovrannumero e quindi il bambino fu chiamato trisomico, ed infine si scoprì che quella malattia era causata da un altro difetto cromosomico, e quindi il malato prese il nome di affetto dalla sindrome di Down.
Questo è il classico caso in cui una parola scientifica (mongoloide) diventa popolare tramite la volgarizzazione.

Le classificazioni sono stabili ma non immutabili, e sicuramente esistono delle interazioni tra le persone e la loro classificazione.
Un esempio del nodo filosofico della verità riguarda l'affermazione del passato che i segni sul cranio sono segni di propensione al crimine, dove non si può dire che questa affermazione fosse vera finché non si scoprì la verità, in quanto tale affermazione è sempre stata falsa.

Foucault sottolinea che essere omosessuali al tempo dei greci e oggi, non è la stessa cosa (si ritorna al nodo filosofico dei nomi).
Si potrebbe dire che il significato del nome omosessualità non ha significato assoluto, ma dipende dal contesto storico, è sempre all'interno di un discorso, e il comportamento omosessuale ha tanti significati diversi nelle varie epoche.
Secondo Foucault, anche se ci fosse un gene dell'omosessualità, sarebbe sempre il comportamento dell'individuo, le sue scelte, a contare, scelte cmq fatte all'interno di una società data, che include anche la storia delle scienze del suo tempo (e quindi le classificazioni).
In questo caso ci si focalizza sul numero di scelte possibili, e di possibilità escluse (nodo filosofico della scelta).

L'idea del modellare le persone implica che molti attributi importanti e definitivi del carattere di un individuo sono il prodotto delle possibilità di scelta, possibilità che risultano da un processo storico, e quindi questi attributi non fanno parte degli attributi innati.

Le scienze per classificare le persone possono essere: le scienze sociali, la psicoanalisi, la linguistica, l'etnografia, scienze che spesso usano la statistica.
L'obbiettivo di queste discipline non è solo la classificazione, ma vogliono avere la conoscenza delle persone, e richiedono delle classificazioni che suggeriscono delle ipotesi.
Hacking diffida dalle metodologie di ricerca stabilite in partenza, secondo lui bisognerebbe usare tutti i metodi a disposizione e solo alla fine scegliere il più adeguato.
In queste scienze ci sono degli imperativi, che non sono esattamente delle metodologie esplicite, ma delle pressioni molto forti per cui le ricerche si costituiscono secondo un modello stabilito.
Hacking sottolinea che non si deve obbedire a questi imperativi, perchè spesso l'obbedienza cieca conduce a risultati stupidi.

Gli imperativi delle scienze che classificano le persone sono:
  1. Definiamo: senza una chiara classificazione delle persone non si possono fare ipotesi.
  2. Contiamo, correliamo
  3. Quantifichiamo: trasformando le qualità in quantità.
  4. Medicalizziamo: la medicina clinica richiede il senso del sano e del malato.
  5. Normalizziamo: definire delle norme misurabili e quantitative.
  6. Biologizziamo: trovare l'origine biologica delle caratteristiche, dei problemi e dei comportamenti umani.
  7. Rendiamo genetico: cercare l'origine genetica delle caratteristiche degli individui.
  8. Burocratizziamo: adattare le classificazioni ai bisogni amministrativi.
  9. Prendiamo possesso della nostra identità: le persone classificate dagli esperti secondo i loro criteri da esperti, si mettono a rivendicare queste competenze per loro stessi, dichiarando di essere degli esperti della propria categoria di appartenenza (auto-appropriazione di una classe da parte dei suoi membri).
Questa non è una lista lineare, non si deve obbedire agli imperativi uno dopo l'altro, ma spesso questo è un ordine corretto per agire.
Applicare una classificazione agli individui può influenzarli in modo diretto e può anche cambiarli, in modo che i tratti caratteristici degli individui di una classe data possono cambiare.
Plasmare qualcuno significa formarlo attraverso l'abitudine o l'educazione o abituarlo a qualcosa.


L'epidemia di obesità


L'obiettivo della normalizzazione delle categorie è quello di stabilire delle norme per una categoria.
Tutti desiderano essere normali o superiori, la gente vorrebbe avere un'intelligenza normale, o superiore, ma nessuno vorrebbe essere anormale, perchè l'anormalità è vicina alla patologia.
Quando ci sono delle norme, si cerca di rendere normali gli anormali, quindi si spinge a normalizzare le persone.
Si può però anche dire che nessuno non è normale, perchè noi siamo normali da certi punti di vista, e la normalità dipende dal contesto.
L'idea di normale è legata a delle istituzioni di normalizzazione, il quale ruolo originario era quello di standardizzare e rendere normali i bambini e gli insegnanti.

Adolphe Quetelet sostiene che le quantità in una popolazione sono spesso distribuite come la curca degli errori, in forma di campana, quindi la media non è più una stima di una quantità vera nel mondo, ma una quantità creata dalla statistica.
Quetelet è l'inventore dell'uomo medio, le cui proprietà sono la media per gli uomini della stessa regione geografica.
Anche le misure di intelligenza introdotte da Alfred Binet sono state trasformate dagli psicologi in scale di intelligenza che sono distribuite secondo una curva normale con media uguale a 100.

Per il peso corporeo, lo strumento di normalizzazione è l'indice di massa corporea (IMC), e quando una categoria viene normalizzata, allora si può definire una classe di persone particolare, le persone che sono in sovrappeso.
Una volta definite, le persone grasse si sono organizzate e hanno costituito anche dei club, appropriandosi della propria categoria, diventando anche fiere del proprio essere, in alcuni casi.
Ci si pone sempre la stessa domanda, se esistevano persone obese prima del 1875, prima dell'invenzione della parola obeso, cmq si può affermare che l'obesità di un uomo importa molto di più che il fatto che gli si dia il nome obeso.

L'obesità sembra esser diventata una moda (al negativo), se ne parla ovunque, soprattutto negli Stati Uniti, dove si sottolinea il fatto che il numero di bambini grassi è aumentata vertiginosamente nell'ultimo decennio, e la cosa strana è che sono le parti più povere dal paese ad esserne affette.
In Brasile c'è stato il caso in cui si sono interpretati i dati censimento in maniera errata, sottostimando il reale problema della povertà e sottolineando erroneamente la percentuale di persone sovrappeso, rischiando così di far passare in secondo piano il reale problema di povertà del paese.
L'artista del grasso Botero è un'eccezione con le sue opere, perchè normalmente tutti gli artisti rappresentano le persone normali, il grasso non è bello e la moda è essere magri.
Magri e informa, contro grassi e brutti, visti come persone inattive, che valgono poco, ed il termine obeso è visto con riprovazione perchè deriva da una famiglia di vocaboli legati al mangiare.
Sembra inoltre che attorno all'obesità sia nato un business, i supermercati (soprattutto americani) sono pieni di prodotti speciali per non ingrassare (low-carb) e si vendono molti libri per dimagrire.

La parola obeso è sempre portatrice di connotazioni negative, statisticamente i grassi si trovano più nelle classi inferiori, e secondo alcuni autori australiani l'epidemia dell'obesità è un'idea sociale.
Addirittura nello stato di Arkansas si aggiunge alla pagella del bambino il suo peso, con eventuale severo richiamo ai genitori in caso di bambini troppo grassi, e nel 2004, in Francia, l'agenzia della sicurezza sanitaria degli alimenti ha raccomandato la soppressione della colazione mattutina nelle scuole materne.
Dall'altra parte però, industrie come quelle del latte premono perchè la colazione vengano mantenute, e c'è anche chi guadagna vendendo sostanze contro la lotta all'eccesso di peso.

La proporzione e la distribuzione dei grassi nel corpo umano sono dei veri indicatori di rischi per la salute, e l'IMC di un individuo è il suo peso in kg diviso per il quadrato della sua altezza in metri: IMC=P/A2.
Sono state dunque stilate delle classi per classificare il risultato di questo rapporto, e spesso si usava stampare nelle bilance delle tabelle indicanti per ogni altezza il peso ideale.
Quetelet nel 1832 fece uno studio sistematico sulla distribuzione di peso tra gli esseri umani, e successivamente stabilì che la curva di Gauss rappresentava molte delle distribuzioni delle qualità umane, delle qualità fisionomiche del corpo come delle qualità morali.
Anche Buffon fece degli studi simili a quelli di Quetelet, rilevando che il tasso di crescita dei bambini è più complicato, e l'indice in certi periodi è più vicino al cubo, più che al quadrato dell'altezza.

L'antropometria è una parola che nasce a metà diciassettesimo secolo, con significato di misura anatomica, e nell'antropologia, l'antropometria è la parte che si occupa di misurare l'uomo con l'obbiettivo di determinare quantitativamente le sue caratteristiche morfologiche (statura, faccia, cranio, ecc....), e questa parola designa anche un aspetto della criminologia, è una tecnica per l'identificazione degli individui attraverso le loro caratteristiche antropometriche.

Nel 1971, vari autori avevano proposto il loro indice di massa corporea, ce ne erano ben 3 diversi tipi.
Alla fine prevalse la formula di Quetelet (P/A2), più che altro perchè i rapporti con l'altezza al quadrato sono più facili da gestire matematicamente e perchè sono analoghi ad altre quantità statistiche.
Quindi l'IMC non è un indice che si trova in natura, ma è un indice convenzionale e comodo elaborato dai ricercatori.
Una volta stabilito l'indice, tutti gli studi di correlazione con la mortalità hanno dato un risultato uniforme, e se si giustappone l'indice di mortalità e l'IMC, si ottiene una forma a vasca.
Tra i vari valori degli indici c'è <18.5 come insufficienza ponderale e >30 come obesità, e si pensa che i sovrappeso si aggirino in torno ai 27.5, e in questo caso ci sono rischi di salute, ma non di mortalità.
Nonostante ciò, i fattori a rischio (e non di mortalità) aumentano quando l'IMC supera 25, e per questo motivo è stato decretato che il sovrappeso inizi a 25, e spostando quindi l'indice di buona salute da 27.5 a 25, si crea un'epidemia istantanea.
Sicuramente le persone con indice superiore a 30 è aumentata in questi ultimi anni, ma sembra troppo facile confondere l'obesità con il sovrappeso, nel clima che instaurano i media.

L'imperativo normalizzante è quello dunque di trasformare le persone obese in persone in sovrappeso, o meglio ancora in normali.
Le persone ricche possono ricorrere all'intervento chirurgico, con l'applicazione di un anello gastrico che riduce il volume dello stomaco (operazione cmq rischiosa, 2 su 100 di decessi), e grazie a questo, dopo la decisione iniziale, non c'è più bisogno di volontà.
Quindi in questo caso si tocca il nodo filosofico della scelta, ma anche l'imperativo numero 5, quello di medicalizzare.
Il quadro d'analisi finale è quindi composto da 4 elementi: le classificazioni, le persone, la conoscenza e le istituzioni, e tutti e 4 gli elementi sono essenziali per l'epidemia dell'obesità.
Secondo Campus, la grande paura per l'obesità è stata creata dagli esperti ricchi e magri, allo scopo che i ricchi possano considerarsi migliori dei più sfavoriti.


L'autismo


Ci sono molte definizioni di autistico, e ci sono sempre più autistici perchè le definizioni sono sempre più ampie, l'autismo cambia figura a seconda che si parli di un caso su 400 o un caso su 2000.
Negli anni 90 si parlava di epidemia, e dal punto di vista medico non si sa cosa sia l'autismo, non si conosce la sua causa e manco un trattamento veramente efficace.
Tuttavia si moltiplicano i programmi di formazione per educatori di bambini autistici.
Una variante dell'autismo è la sindrome di Asperger, ed è possibile che si tratti dello stesso disturbo, come è possibile che le cause siano differenti.
Sembra cmq in generale, che ai bambini autistici manchi la teoria della mente, ovvero non sanno immaginarsi quello che gli altri pensano.

La parola autismo è stata creata nel 1911 da Eugen Bleuler (1857-1939), mentre il termine demenza precoce (1895) si deve a Emil Kraepelin (1865-1926), che poi Bleuler rinominò in schizofrenia, che comprendeva varie forme di schizofrenia compresa quella autistica.
L'applicazione del termine autistico ai bambini è stata applicata ai bambini dal 1943 e solo nel 1979 viene abolito il suo rapporto con la schizofrenia, quindi oggi non è più vista come un disturbo mentale all'interno del gruppo delle schizofrenie, ma un disturbo dello sviluppo.

Secondo Kanner la natura dell'autismo deve essere data ad una cattiva mansione nel ruolo dei genitori, che non sanno capire e dare emozioni ai piccoli, e per questo fu coniato il termine madri-frigorifero.
Quindi prima di Kanner i bambini autistici venivano considerati stupidi, deboli, malvagi, mentre successivamente la colpa fu data ai genitori, considerati frigoriferi emozionali e malvagi.
Oggi anche la concezione di madre-frigorifero è stata abbandonata, come è stato abbandonato l'approccio psicoanalitico, seppur in alcuni paesi come Francia e Svizzera, sussiste ancora e da dei risultati.
Queste terapie creano bambini plasmati talmente diversi che sembra che si vogliano creare dei generi diversi di adulti.

La sindrome di Aspenger fu scoperta nel 1973 da Hans Aspenger, il quale individuò uno sviluppo normale dal punto di vista dell'intelligenza e del linguaggio, ma con comportamenti vicino all'autismo, con deficienza marcata nelle interazioni sociali e nella comunicazione.
Nel 1981 Aspenger fu riscoperta dall'inglese Lorna Wing, la quale pubblicò un resoconto di lavori e la proposta di una definizione della sindrome sulla base dello studio di 34 casi.
A partire da questa pubblicazione la comunità internazionale ha moltiplicato le ricerche, scoprendo sempre nuovi casi, seppur definendola un disturbo di validità nosologica incerta.
La sindrome di Aspenger è quindi relativamente nuova e solo nel 1994 ha fatto la sua comparsa nel DSM, dove si dice che questa sindrome è nello spettro dell'autismo, ma non si sa se le cause siano identiche o differenti.


Le figure dell'autismo


I trattamenti per l'autismo possono essere diversi, ed il trattamento che è migliore per una classe di autisti può non esser adeguato per un'altra.
Essere autistico ora è diverso che esserlo stato nel 1950, dato che le cause possono esser le stesse, ma la vita e l'idea che gli autisti hanno di se stessi è cambiata.

Gli imperativi che vanno bene per gli autistici sono: medicalizzare, normalizzare, biologizzare, rendere genetico, rendere burocratico, l'auto appropriazione della classe.
L'autismo non è solo un disturbo di comportamento, ma anche una specie amministrativa, invece per quanto riguarda la normalizzazione, i medici hanno l'ambizioso scopo di rendere gli autistici normali, ma purtroppo non c'è guarigione, i bambini autistici non smettono mai di esserlo e diventano adulti autistici.
Si cerca quindi di integrare i bambini autistici a scuola e gli adulti nel lavoro, e non si pensa all'autismo come una malattia, ma come un handicap.
Come si è detto, esistono molti trattamenti, ma ciò che funziona di più è il contatto attento e premuroso con un'altra persona.
Lovaas ha creato un suo metodo per gli autistici, basato sulla teoria comportamentista del condizionamento operante (rinforzo e punizione).
Il programma di Loovas è molto rigoroso, bisogna premiare e punire senza fare eccezioni e per questo motivo i genitori non sono adatti per questo ruolo, servono professionisti impassibili, che ricompensano con sorrisi, caramelle e parole di felicitazione, o puniscono con sguardi severi, silenzi, sgridate verbali (inizialmente la punizione era anche corporale, ma poi è stata abolita).
Lo psicoanalista Bettelheim ha criticato molto il metodo di Lovaas, dicendo che trattava i bambini come cani, tuttavia con la sua scuola ortogenica non ha ottenuto risultati buoni come quelli di Lovaas.
Lo stesso Loovas non pretende certo di guarire gli autistici col suo metodo ABA, ma di integrarli nella società, ma il suo trattamento risulta di difficile applicazione, dato l'elevato costo e il fatto che debba essere iniziato prestissimo e continuato ininterrottamente per molto tempo.
Ci sono cmq alcuni dubbi sul funzionamento del metodo ABA, altri studiosi non son riusciti a riprodurre i risultati ed affermano che Lovaas selezioni solo gli autistici di alto livello (quelli molto intelligenti), ma egli smentisce e tutt'oggi non si sa quale sia la verità.

I ricercatori sostengono che l'autismo sia di origine neurologica ed è per questo motivo che il bambino autistico diventa un adulto autistico.
Si pensa quindi che l'autismo sia di origine genetica, anche se non ci sono prove eclatanti di questo e la ricerca è ancora agli inizi.
Le scienze cognitive sostengono che le nostre capacità mentali sono organizzate a moduli, e ai bambini autistici potrebbe mancare o esser danneggiato il modulo per la teoria della mente, oppure pensando che ogni organo corrisponde a degli organi cerebrali specifici, delle reti di neuroni, si pensa che questa rete sia danneggiata nel cervello degli autistici.
C'è anche l'ipotesi che esista un'intelligenza sociale indipendente da quella generale, e vari risultati confermano il ruolo del cervello sociale nel funzionamento normale e la teoria amigdaliana dell'autismo  (problemi con l'amigdala).

Il fenotipo degli autistici è sempre più vario man mano che passa il tempo e tra questi ci sono gli autistici di alto livello, dotati di un'intelligenza superiore alla media, ma con qualche sintomo autistico.
Queste persone hanno spesso un fascino per i dettagli precisi che concernono alcuni oggetti banali, essi possono avere una memoria perfetta, ed in alcuni casi anche avere troppa memoria, ricordandosi di molti dettagli inutili e facendoli notare anche a persone sconosciute, risultando inopportuni.
Si incontra il nodo filosofico della differenza quando si pensa che ora si cerca di accomunare gli autistici e gli ipermnemonici, quando fino alla fine del XIX queste 2 categorie non avevano nulla in comune.

Anche l'autismo è diventato un po' una moda, se ne parla nei film (ad esempio in Rain Man con Dustin Hoffman), in diversi libri ed autobiografie di autistici che hanno superato il loro handicap, e come moda del momento, anche nei blog di internet.

Parlando di autoappropriazione di una classe si può distinguere in 2 casi: quando le persone coinvolte sono autonome, e quando le persone coinvolte non sono autonome.
In quest'ultimo caso non ci può essere autoappropriazione completa, ma si parla di autoappropriazione delegata.
In questi casi, la famiglia o gli amici delle persone classificate vorrebbero avere un certo potere sulla loro sorte, come ad esempio nel caso dell'associazione Autisme-France, che raggruppa persone che si interessano di autistici.


La razza


La razza è la suddivisione della specie umana in gialli, neri e bianchi secondo il criterio apparente del colore della pelle.
Si ha quindi una classificazione in leucodermi (bianchi), melanodermi (neri) e xantodermi (gialli).
Esistono però anche altri tipi di distinzioni/discriminazioni che creano molte razze diverse e l'associazione SOS razzismo ha come missione, quella di reperire e denunciare gli atti di discriminazione razziale.
La razza quindi, non è una classe, ma una categoria nel senso stretto di un principio di classificazione di alto livello, ci sono quindi i bianchi, neri, gialli, ma anche gli zingari, gli ebrei, gli sporchi tranvieri australopitechi, ecc...
La parola razza risale al 1480 e designa i discendenti e gli avi di una stessa famiglia, di uno stesso popolo, e il suo utilizzo è quasi universale, come modo di distinguere il nostro popolo, dagli altri, dai barbari.
La razza funziona per stereotipi, che è anche un mezzo per opprimere una razza, e la politica dell'identità consiste nel cambiare lo stereotipo e creare una fierezza della razza (autoappropriazione).

Ci si chiede come mai ci sia la tendenza così diffusa di applicare la categoria della razza e di considerare le persone di un'altra razza come persone essenzialmente differenti, e una risposta può essere che forse così si può scusare e giustificare la dominazione di una razza su di un'altra.
Le caratteristiche della razza sotto diversi punti di vista:
  • la natura: la razza è un fenomeno del mondo naturale
  • la genealogia: come la intende Michel Foucault
  • le scienze cognitive: abbiamo una predisposizione innata a classificare secondo la razza
  • il dominio: sono le classificazioni dei dominanti a solidificare la categoria della razza
  • la sporcizia: le altre razze ci inquinano
Secondo John Stuart Mill, la credenza che le differenze razziali siano più che delle differenze superficiali è un errore ripugnante.
Ad esempio, i cammelli creano un vero genere, ma la classe delle cose marroni è un genere superficiale, e secondo Mill è sbagliato classificare e discriminare per un genere superficiale.

Le scienze della razza vogliono classificare le persone secondo la loro razza, usando l'imperativo genetico, ma anche attraverso regole amministrative (tipo la vecchia regola americane della goccia, dove una goccia di sangue nero fa un nero), ed esistono ovviamente anche casi di autoappropriazione.
La volontà di un gruppo razziale di dominare su un altro gruppo è una cosa normale in tutte le civiltà, si ha il desiderio di conquista, e le scienze della razza sono state create per dimostrare le diversità delle varie razze, in modo da poter affermare che non si è tenuti a trattare gli individui nello stesso modo, se appartengono a razze sufficientemente differenti.
Quindi le scienze usano gli imperativi di definizione della razza, di correlazioni tra razze, misurando gli individui e cercando una classificazione biologica.

L'approccio universalista delle scienze cognitive ipotizza che gli esseri umani nascano con delle capacità innate per distinguere e classificare le persone, e che ci sia un'eredità genetica di queste capacità.
Diversi studi portano a far credere che esistano moduli per la distinzione dei generi umani fin da piccoli, anche se alcuni studiosi hanno ancora dubbi sulla veridicità di questa cosa, cmq sia, è la cultura che fin da subito insegna a distinguere le razze, dove ad esempio in alcuni cartoni si vedono famiglie bianche amiche di famiglie nere, dove se anche il messaggio è d'amicizia, si sottolinea la diversità delle razze.

L'ossessione razziale è di origine storica, parte dai grandi imperi, dove lo scopo era quello di conquistare e controllare altre popolazioni, e dove era vietato avere figli con donne di altre razze, per evitare il miscuglio, per non far nascere i meticci (chiamati così quando erano visti come una cosa negativa, una contaminazione e poi col tempo han cambiato nome man mano che son stati accettati, chiamandosi ad esempio mulatti).
Ogni forma di vita umana è sociale, le persone vivono in gruppi ed un gruppo ha bisogno di legami interni per garantire la sua coesione, così come ha bisogno di limiti che definiscano l'identità del gruppo.
Le regole di sporcizia definiscono cosa non lo è, fornendo così un senso di identità e di stima di se al gruppo non contaminato, e mantenendo separati i membri del gruppo dai non membri sporchi.

Secondo Lewontin, le differenze genetiche tra un africano ed un europeo scelti a caso, sono dello stesso ordine delle differenze genetiche tra 2 europei scelti a caso.
Gli stessi scienziati ammettono che la razza, così vista, non è un termine scientifico.
Tuttavia, le nuove ricerche genetiche permettono di affermare che se esaminiamo gli individui dal punto di vista di una rete di geni, le differenze tra razze esistono eccome, ma ovviamente questa scoperta non può giustificare le discriminazioni razziali.
Inoltre, si scoprono sempre più malattie ereditarie la cui distribuzione è geografica, e la stessa farmacologia scopre sempre nuovi farmaci che sono più efficaci in certi gruppi (identificati per il loro genoma) piuttosto che in altri.


Scelte e nominalismo


Non può esistere una teoria universale su come plasmare le persone, dato che il nominalismo dinamico è fondato sulla complessità e i meandri della vita quotidiana e della vita istituzionale, e non porterà ad una struttura, un sistema o una teoria filosofica generale.
L'esistenza precede l'essenza, quindi la persona che ciascuno è, è determinata dalle azioni e dalle scelte fatte.
I caratteri spesso sono determinati ed immutabili, ma la nostra essenza, il nostro carattere, le strutture del comportamento che ci caratterizzano, non sono cose con cui siamo nati, ma le abbiamo acquisite crescendo, esse provengono dai nostri atti e dai nostri comportamenti, qualche volta da quello che scegliamo di fare, qualche volta da quello che scegliamo di essere.
Noi possiamo scegliere quello che possiamo fare in circostanze date, ma essere responsabili vuol dire addossarsi la responsabilità di essere quello che noi diveniamo con le nostre scelte.
Bisogna anche scegliere con chi ci si associa, si è quindi responsabili di essere diventati quello che si è, e se non si è contenti di quello che si è, si può anche dare la colpa a se stessi.

La formula morale consiste nella scelta di quale tipo di persona vogliamo essere.
Secondo Hacking, la libertà di scelta è minacciata dal pessimismo delle teorie di Freud, infatti secondo Hacking, ci sono troppi Io che si combattono, di cui nessuno può essere cosciente perchè ci sia un unico Io che abbia il potere di scegliere.

Un nuovo modo di descrivere una persona crea dei nuovi modi d'essere e anche dei nuovi modi di scegliere quello che si è.
Se in un momento dato, il concetto di azione non è presente, la scelta di compiere l'azione non è possibile.
Ad esempio essere Re di Prussia è una cosa altamente improbabile per tutti, ma non è un niente assoluto, non è una non-possibilità, mentre invece questa azione era un nulla assoluto ai tempi di Duns Scoto.
Noi facciamo delle scelte che sono risposte a ciò che ci viene dato, poche sono ponderate, alcune non sono manco scelte, inoltre le nostre scelte sono influenzate dalla nostra natura genetica e dalla nostra educazione, o anche dal nostro passato.
I geni di un individuo determinano i limiti estremi delle sue possibilità, ma sono le sue scelte che creano il suo carattere, la sua vera essenza, la sua anima.
Si può quindi dire che la nostra essenza genetica non è la nostra essenza.

Trattando la questione del nominalismo si parla di generi interattivi, chiamati così perchè esiste l'effetto valanga tra le persone e le classificazioni delle persone: l'individuo classificato viene modificato o si modifica da solo per il semplice fatto di esser classificato, e dato che le persone classificate cambiano, la conoscenza di questa classe di persone va rivista e quindi anche il nome della classe va cambiato.
Un fattore costante negli studi di Hacking è che c'è una fonte di variabilità, nella misura di cui il peso di ciascun elemento è abbastanza diverso in ogni caso individuale.
Hacking sostiene che il medico anticipa i sintomi della malattia, i malati apprendono i sintomi e li manifestano, producendo poi dei nuovi sintomi che i medici imparano ad anticipare (effetto valanga), e questo è un esempio di cosa vuol dire plasmare le persone, dato che i malati vengono modellati.

Le scienze che classificano le persone vogliono fare qualcosa di più che classificarle, vogliono scoprire delle leggi sulle persone allo scopo di informare il governo di certe regolarità e problemi, in modo da migliorare le condizioni di vita.
Tuttavia c'è da dire che non esiste un'idea chiara e distinta delle scienze umane, non ne esiste una categoria ben definita.

Esistono 2 tipi di modi di plasmare: il caso più frequente è quello quando la classificazione esiste già e le persone vengono plasmate per rispondervi, l'altro caso invece è quello quando viene introdotta una nuova classificazione, e ciò può creare nuove possibilità d'esistenza.
Ciò che fa di noi quello che siamo, non è solo quello che abbiamo fatto, quello che facciamo e quello che faremo, ma anche quello che avremmo potuto fare e che potremmo fare.
Plasmare le persone significa modificare lo spazio di possibilità che definisce la persona.

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venerdì 12 agosto 2016

Sharknado

Sharknado è un film azione del 2013 diretto da Anthony Ferrante, con Ian Ziering, Tara Reid, Chuck Hittinger, Aubrey Peeples, John Heard, Cassie Scerbo, Jaason Simmons, Diane Chambers, Julie McCullough.

Sharknado
Trama
Los Angeles è tormenta da una terribile tempesta.
Quella che però all'apparenza è la classica tempesta piena di uragani, in realtà è una trappola mortale per tutta la popolazione.
I tornando che stanno devastando la città infatti, hanno risucchiato molti feroci squali assetati di sangue, che grazie alle trombe d'aria/acqua, volano per la città mietendo mittime a destra e a manca.
Spetterà all'ex campione di surf Fin Shepard e ai suoi amici, il compito di liberare la città da questo fardello.

Recensione
Sharknado è un film del genere trash shark, che ultimamente mi sto divertendo a guardare.
Trombe marine piene di squali che distruggono una città? Ma si può avere un'idea più assurda di questa per fare un film?
Inutile dire che il film è una cagata pazzesca (cit.)
Ma la cosa più assurda è che sono stati girati anche dei seguiti...
L'unica cosa simpatica è stata rivedere dopo tanto tempo in azione Steve di Berverly Hills, ovvero l'attore Ian Ziering... un pochetto invecchiato :)

Link alla scheda del film su wikipedia

giovedì 11 agosto 2016

Come entrare nelle impostazioni di Snapchat

Snapchat, la chat messaggistica per cellulare del momento, ha un'interfaccia tutta sua che può confondere i novizi.
Vediamo dunque come fare per entrare nelle impostazioni di snapchat.

Appena acceso snapchat per il vostro telefonino android o ios, vi chiederete subito dove sono le impostazioni del programma, le troverete cliccando sul fantasmino in alto nello schermo.

Come entrare nelle impostazioni di Snapchat

Si aprirà una nuova schermata di snapchat, dove basterà cliccare sull'ingranaggio in alto a destra.

clicca sull'ingranaggio

Finirete così nella schermata delle Impostazioni, dove potrete modificare i dati riferiti al proprio account, i servizi aggiuntivi, chi può contattarvi, ecc...

impostazioni snapchat

Dopo aver modificato le impostazioni di snapchat come meglio credete, potrete finalmente tornare nella schermata iniziale del programma, per proseguire a dialogare con i vostri amici.
Buona snapchattata!

mercoledì 10 agosto 2016

Vehicle 19

Vehicle 19 è un film thriller/azione del 2013 diretto da Mukunda Michael Dewil, con Paul Walker, Naima McLean, Gys de Villiers, Leyla Haidarian, Tshepo Maseko, Andrian Mazive, Welile Nzuza, Mangaliso Ngema, Ernest Kubayi.

Vehicle 19
Trama
Michael Woods è un ex detenuto rilasciato sulla parola che si reca in un'altra città per andare a trovare la sua ex moglie.
All'aeroporto però, a causa di un disguido, Michael prende l'auto sbagliata, finendo senza saperlo in un mare di guai.
Michael infatti, troverà all'interno del veicolo una donna legata, e verrà inseguito da dei poliziotti corrotti che non vogliono che la giovane arrivi a destinazione.

Recensione
Vehicle 19 (Veicolo 19) è uno strano film d'azione, un thriller un po' fuori dal comune.
Ho scritto strano perchè è questa l'impressione che mi ha dato vedendolo.
La trama è semplice se vogliamo, però per come è stato girato e per le inquadrature usate, il film è assai insolito.
Il risultato comunque non mi ha convinto per niente, e questo non è certo uno dei migliori film di Paul Walker, anzi...
Se siete proprio fans sfegatati del compianto Paul, guardatelo pure, ma temo che ne rimarrete molto delusi.

martedì 9 agosto 2016

L'effetto farfalla

Oggi vi spiegherò che cos'è l'effetto farfalla.
L'effetto farfalla è la teoria secondo la quale delle piccole variazioni alle condizioni iniziali di un sistema, producono delle grandi variazioni nel comportamento a lungo termine del sistema stesso.

L'effetto farfalla

Secondo questo costrutto, che deriva dalla teoria del caos, ogni sistema ha una sensibile dipendenza alle sue condizioni iniziali.

L'origine del termine effetto farfalla sembra ispirarsi al breve racconto fantascientifico Rumore di tuono di Ray Bradbury (1952), dove, in un ipotetico futuro, dei turisti organizzano dei safari nel passato.
Uno di questi turisti però, calpesta accidentalmente una farfalla, e questa azione provoca una serie di forti conseguenze nel futuro.

Questa teoria è quindi all'origine di tutte le riflessioni riguardanti i viaggi nel tempo e la possibilità di cambiare il futuro modificando avvenimenti del passato.
Quindi è d'ispirazione a film come ritorno al futuro e all'omonimo the butterfly effect, nel quale c'è una bellissima citazione iniziale proprio a questa teoria:
"Si dice che il minimo battito d'ali di una farfalla sia in grado di provocare un uragano dall'altra parte del mondo."

Il matematico e meteorologo Edward Norton Lorenz, nel 1972 fece una conferenza a riguardo intitolata: "Può, il batter d'ali di una farfalla in Brasile, provocare un tornado in Texas?"
Inoltre ci sono diversi modelli matematici che cercano di verificare questa teoria, utilizzando funzioni esponenziali, dove anche un minimo cambiamento all'iniziò può portare a risultati molto diversi alla fine.

In un modello così delicato quindi, dove ogni piccola variazione può comportare grandi mutamenti, è quindi difficile, se non impossibile, dimostrare la validità di questa teoria, producendo un modello universale che possa prevedere gli esiti in base a dei singoli cambiamenti.

lunedì 8 agosto 2016

Interstellar

Interstellar è un film fantascienza del 2014 diretto da Christopher Nolan, con Matthew McConaughey, Anne Hathaway, Jessica Chastain, Michael Caine, John Lithgow, Mackenzie Foy, Ellen Burstyn, Casey Affleck, Matt Damon.

Interstellar
Trama
Siamo nel 2067, la terra si sta lentamente estinguendo, consumata da tempeste di sabbia che rendono l'aria irrespirabile ed i campi incoltivabili.
Cooper è un ex pilota che vive, o meglio, sopravvive con la sua famiglia in questo mondo in decadenza.
Quando a Cooper verrà data la possibilità di salvare i propri figli e la terra, questi deciderà di partire per una missione spaziale che lo porterà a girare in un universo dove lo spazio ed il tempo sfidano le leggi della relatività.

Recensione
Interstellar è un ottimo film di fantascienza, quasi un thriller in certi punti, un film diverso dai soliti action movie tutti effetti speciali e niente brufoli (cit.).
In questo film c'è un po' di odissea nello spazio, ma anche molta suspance e mistero.
Davvero ben fatto, una bella sorpresa, e nonostante l'eccessiva durata della pellicola, il film si lascia guardare che è un piacere.
Da non perdere per tutti gli amanti di quei film di fantascienza che vanno oltre agli effetti speciali, mentre se volete un film più d'azione allora è meglio se lasciate perdere :)

Link alla scheda del film su wikipedia

domenica 7 agosto 2016

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Psicologia dinamica (2/13): L'uomo dei topi

Il caso clinico di nevrosi ossessiva detto l'uomo dei topi, fù redatto e pubblicato da Freud nel 1909.
Le caratteristiche peculiari della nevrosi ossessiva sono la presenza di sensi di colpa e autorimproveri, non connessi al reale evento che li legittima, ma a fatti irrilevanti.
I conflitti nella nevrosi ossessiva non sono indipendenti, ma saldati a coppie, caratterizzati da parole simili che li rappresentano (giochi di parole che formano un falso nesso), inoltre questa nevrosi è caratterizzata da una logica aberrante, duale, dove alla verità delle premesse consegue la falsità delle conseguenze, e i tempi delle une e delle altre non sono i tempi cronologici delle azioni corrispondenti.
La scissione tra premesse e conseguenze consegue una scissione tra realtà e pensiero, con la conseguente difficoltà nei soggetti malati nel distinguere la realtà dalla finzione (onnipotenza di pensieri).
Da questa scissione deriva l'isolamento del malato, che non potendo soddisfare le proprie pretese mentali, si rifugia nell'incertezza, riducendo la sua progettazione intellettuale in un campo di verità dove incertezza e dubbio sono giustificate, e anche nel campo dell'azione egli si protegge frapponendo coattivamente all'azione liberatoria, una serie di misure intellettuali protettive o preparatorie.

Il trattamento sull'uomo dei topi durò circa un anno e portò alla restaurazione piena della personalità del paziente, e alla scomparsa delle sue inibizioni.
Capire una nevrosi ossessiva è più difficile che capire un caso di isteria, anche se il linguaggio nevrotico è più chiaro di quello isterico, perchè gli affetti di nevrosi grave si sottopongono al trattamento molto più raramente che gli isterici, in quanto dissimulano il loro stato nella vita di ogni giorno e si sottopongo alla cura solo quando il male raggiunge uno stadio molto avanzato.


Storia della malattia


Il paziente che si presenta da Freud racconta di soffrire fin dall'infanzia di rappresentazioni ossessive, che si sono fatte più intense negli ultimi 4 anni, riguardanti il timore che qualcosa di brutto possa accadere al padre e alla donna amata.
Il paziente ha inoltre impulsi ossessivi, come quello di tagliarsi la gola, e si costruisce dei divieti su cose insignificanti, e lamenta di avere una vita sessuale misera.
Il paziente è arrivato a Freud avendo letto per caso un suo libro, ed è cmq una persona molto limpida ed acuta.

Inizio del trattamento
Freud dice al paziente di dirgli tutto quello che gli viene per la mente, e così questi gli parla di un amico fidato che lo ha tradito, quando aveva 15 anni, questo ragazzo lo aveva trattato bene solo perchè interessato alle sue sorelle, e di fatto una volta che aveva ottenuto quello che voleva lo aveva scaricato.

Sessualità infantile
La vita sessuale del paziente era iniziata molto presto, a 4 o 5 anni, quando aveva infilato la mano sotto la gonna di una giovane governante, e 6 anni aveva provato interesse per un'altra governante.
Il paziente considera l'inizio della sua malattia a 6 anni, quando aveva già erezioni e pensieri sessuali che voleva nascondere ai suoi genitori, ma che credeva di aver confessato loro parlando, ma senza sentire la propria voce.
Aveva anche il timore che il padre morisse, timori mantenuti anche molti anni dopo la sua morte.
Quindi già a 6 anni la nevrosi ha inizio e i meccanismi di difesa che iniziano a proteggere dalle pulsioni sessuali fanno credere al piccolo che se avesse fatto ancora quei pensieri peccaminosi sarebbe accaduto qualcosa di terribile.
L'affetto penoso fa pensare al piccolo "se mi verrà il desiderio di vedere una donna nuda, mio padre dovrà morire", e da questo pensiero nascono le superstizioni e gli impulsi a fare qualcosa per scongiurare le disgrazie, ponendosi regole protettive.
Si ha quindi un desiderio non ancora coattivo ed un timore coattivo che gli si contrappone, un affetto penoso e una spinta a compiere atti difensivi.
Freud presume quindi che prima dei 6 anni siano successi fatti traumatici che abbiano scatenato questi timori ossessivi, e che sono stati rimossi dal conscio.
A differenza dell'isteria, la nevrosi mostra chiaramente la sua origine in attività sessuali precoci.

Il grande timore ossessivo
Il paziente parlò a Freud del suo passato da militare, quando il suo capitano gli racconto di una terribile punizione inflitta ai prigionieri in oriente, dove il condannato veniva legato e applicandogli un vaso nel sedere gli facevano entrare dei topi nell'ano.
Anche se inorridito, il paziente confessò di aver pensato che quella punizione fosse inflitta alla donna da lui ammirata, e anche a suo padre (anche se era morto).
Il capitano cattivo un giorno gli diede un compito, quello di consegnare dei soldi (3.80 corone) al tenente A per un pacchetto contenente un pince-nez.
Al paziente però venne subito in mente che se avesse eseguito il compito sarebbe successo qualcosa di cattivo al padre o alla donna (tortura dei topi), così cercò di aggirare il compito facendo andare un altro ufficiale alla posta, ma questi era tornato senza incontrare il tenente A, così incontrò lui il tenente A, che però rifiutò il denaro dicendo che non aveva pagato, ma lo aveva fatto il tenente B.
Così non potendo eseguire il compito il paziente si sentì in colpa ed iniziò a pensare a vari piani per eseguire il compito, andando in posta da una bella signorina, con entrambi i tenenti, e confuso da questi racconti, il paziente chiamò diverse volte Freud "capitano".
Combattuto sul fatto se svolgere il compito o no, il paziente andò in treno verso la posta, e alla fine decise di andare fino a Vienna per chiedere consiglio ad un amico, il quale lo convinse a spedire l'assegno alla signorina dell'ufficio postale, e quindi il paziente doveva sapere dall'inizio che la richiesta del capitano era errata (perchè prima aveva incontrato un altro capitano che gli aveva spiegato i fatti), ma lo aveva rimosso, come aveva rimosso dell'esistenza della compiacente signorina delle poste.

Comprensione della cura
Il paziente raccontò del trapasso del padre, e del senso di colpa per non esser stato presente nel momento finale, e del fatto che credeva che i suoi parenti lo rimproverassero per questo, anche se non gli avevano mai detto niente.
Pur sapendo della fine del padre, il paziente pensava di vederselo riapparire come uno spirito, e solo un anno e mezzo dopo si rese conto di come fossero le cose ed entrò in crisi, avendo anche problemi con il lavoro.
Quando è sproporzionato il senso di colpa rispetto all'accaduto, il medico deve preoccuparsi di cercare nell'inconscio le reali motivazioni di questi sensi di colpa, quindi anche l'affetto non è mai spropositato, ma è riferito ad un contenuto ancora inconscio.
Noi non siamo abituati ad avvertire forti affetti senza che a loro corrisponda un contenuto rappresentativo, quindi quando il contenuto manca, ne prendiamo come surrogato un altro più o meno adeguato (fenomeno del falso nesso).
In generale si può dire che la personalità morale è il conscio, il male è l'inconscio.
L'inconscio è infantile, è quella parte di personalità che all'epoca si è separata, non ha subito del tutto l'evoluzione, ed è stata rimossa, e le propaggini che dell'inconscio rimosso sono gli elementi che sostentano i pensieri involontari che costituiscono la sofferenza.
Il paziente confessò che a 12 anni si innamorò di una ragazzina e che sognò che per diventare più appetibile doveva succedergli una disgrazia (al padre), e che per questi pensieri aveva subito provato sensi di colpa, e la stessa cosa era successa poi con una donna che gli piaceva, aveva pensato che se il padre gli avesse lasciato l'eredità (morendo) lei l'avrebbe sposato, e anche in questo caso i pensieri riparatori gli avevano fatto sperare di perdere l'eredità in modo da non sentirsi in colpa.
Secondo la teoria psicoanalitica, l'inconscio è il contrario del conscio, quindi dalle protese del paziente si può dedurre proprio il contrario, quindi secondo Freud, visto che il padre è l'essere che il paziente ama più di tutti, questo amore così intenso è la condizione per la rimozione dell'odio, e proprio il suo grande amore non permette che l'odio rimanga cosciente.
Secondo Freud i sentimenti d'odio verso il padre nascono dall'infanzia del paziente, quando questi lo ha percepito come un intralcio per il proseguimento dei suoi desideri sessuali, e anche anni dopo, quando le pulsioni erano tornate, anche l'odio era riapparso.
Il paziente racconta anche del fatto che vorrebbe uccidere la donna di suo fratello minore perchè non la reputa degna per lui, e che da piccolo, visto che questi era più forte di lui, lo aveva colpito con un fucile giocattolo con l'intenzione di fargli male (non riuscendoci) e provando poi forti sensi di colpa.
Molti anni dopo, il lutto per la morte del padre aveva aggravato la sua patologia.
Il paziente cmq, seppur essendosi affidato alle cure di Freud, rifiutava le sue tesi sul fatto che i suoi mali derivassero da parti del suo carattere sessuale infantile rimaste vive nell'inconscio, ed il trattamento durò oltre 11 mesi.

Rappresentazioni ossessive
Le rappresentazioni ossessive, se prese alla lettera, appaiono immotivate e prive di senso, quindi il compito dello psicoanalista è quello di conferire loro significato e fondamento nella vita psichica dell'individuo, in modo da renderle chiare.
Per giungere alla soluzione del problema occorre risalire alla data della loro prima apparizione e individuare le circostanze esterne in cui appaiono.
Il paziente di Freud racconta che una volta aveva perso alcune settimane di studio a causa dell'assenza della propria amata, che era partita per assistere la nonna malata, aveva allora pensato che all'ordine di dare subito un esame lui avrebbe obbedito, come anche all'ordine di tagliarsi la gola, e gli balenò anche l'idea di uccidere la vecchia che gli toglieva il suo amore, e quindi si ha prima l'ordine punitivo (l'uccidersi) e poi l'accenno alla passione che reclama il castigo.
Un'altra volta invece gli venne in mente che era troppo grasso (letteralmente dick) e che doveva dimagrire, così si alzava sempre da tavola prima del budino e si metteva a correre nudo per il paese, arrivando al ciglio di un burrone con l'istinto di buttarsi di sotto.
Questa ossessione viene collegata al fatto che la ragazza amata aveva un cugino a cui era affezionatissima ed il paziente ne era molto geloso (tanto da volerlo uccidere), il suo nome era Richard, ma lo chiamavano Dick, e da qui il gioco di parole inconscio dell'auto punizione della cura dimagrante per i cattivi pensieri avuti.
Altre ossessioni sull'amata sono state il costringerla a mettere un berretto per proteggersi dal vento, o il contare fino a 40 dopo aver visto il lampo di un temporale, o anche quando una volta, inciampò in un sasso e pensò che li sarebbe passata la carrozza della ragazza e quindi lo sposto perchè era pericoloso, ma poi, ritenendo assurda la sua azione, lo andò a rimettere dove lo aveva trovato.
Dopo la partenza della ragazza, fu preda ad una coazione a capire, ovvero chiedeva sempre di ripetere ai suoi parenti le frasi udite, per esser sicuro di averle capite bene, questo perchè una volta aveva frainteso le parole della sua ragazza ed aveva per questo provato dolore.
La coazione a proteggere è invece una reazione, ammenda, derivante da un impulso contrario (di odio) del quale il paziente si vergogna, come nel caso della coazione a contare, dove il paziente espia i sentimenti ostili provati verso la ragazza per aver frainteso le sue parole.
Il paziente rimette il sasso apposto nella vicenda della carrozza, annullando la prima azione, e queste azioni coatte a 2 tempi, dove la seconda annulla la prima, sono tipiche della nevrosi ossessiva, dove c'è un conflitto tra 2 impulsi di forza pari (amore e odio).
Nell'isteria una sola raffigurazione è sufficiente per i 2 opposti, mentre nell'ossessione questi 2 opposti vengono soddisfatti singolarmente, prima l'uno e poi l'altro.
Una volta la donna amata dal paziente aveva rifiutato la sua proposta di matrimonio, così egli, quando l'aveva vista malata aveva desiderato che morisse, e si era autogiustificato dicendo che era per evitare di vederla sempre sofferente, quando invece era un desiderio di vendetta, e aveva anche fantasticato sul fatto che la donna amata avesse sposato un funzionario più ricco di lui, lui avrebbe fatto carriera e avrebbe superato il marito della donna, e lei l'avrebbe implorato di aiutare il marito quando questi si fosse trovato a rischio di licenziamento, così che il nostro paziente l'avrebbe salvato e a missione compiuta si sarebbe licenziato lui stesso.

La causa immediata della malattia
Nell'isteria, la causa immediata scatenante dalla malattia viene colpita da amnesia (come i presupposti infantili della malattia), o quanto meno resa irriconoscibile, mentre nella nevrosi i presupposti infantili vengono rimossi dalla memoria ma le cause immediate no.
La rimozione della causa avviene quindi in maniera diversa, essa viene lasciata in memoria, ma viene privata del suo investimento affettivo, facendola percepire al soggetto come un contenuto rappresentativo indifferente privo di valore.
Gli ossessivi quindi sanno e non sanno, a differenza dei nevrotici, sanno perchè ricordano, ma non sanno perchè non danno valore alla cosa, e anzi, per compensare i loro mali attribuiscono ad altre ragioni non giuste le cause dei loro mali, e rimangono stupefatti ed increduli quando gli vengono spiegate le vere ragioni delle loro ossessioni, perchè considerano quei fatti individuati dal medico come vitali, per loro irrilevanti.
Nel caso del paziente di Freud, il padre aveva fatto la corte ad una ragazza povera, per poi scegliere la moglie attuale che era più ricca, e quando il paziente si trovò nella stessa situazione (se scegliere la donna amata o una ricca suggerita dai suoi parenti, seguendo le orme del padre), si ammalò per fuggire alla scelta ritardando così anche i propri studi.
In questo caso, ciò che apparentemente è conseguenza della malattia, in realtà è la causa dell'ammalarsi (ma il paziente non fu d'accordo su questa spiegazione).
Sulla base di questi ricordi il paziente ebbe un transfert con Freud, immaginando che una ragazza incontrata sulle scale fosse la figlia di Freud, e immaginando che lui fosse ricco, e che fosse così gentile con lui solo per fargli sposare la figlia, e questo gli dava conflitto per via della donna amata.
Un giorno riferì a Freud di un sogno in cui la figlia del medico aveva dello sterco davanti agli occhi, e questo secondo il linguaggio dei segni significa che lui la sposa non per i suoi bei occhi, ma per i suoi soldi.

Il complesso paterno e l'idea dei topi
Il conflitto tra le volontà del paziente sulla donna amata e la volontà paterna ha origini antichissime nell'infanzia del paziente.
Il padre infatti si era trovato a contrastare le precoci voglie del piccolo (il quale aveva desiderato la morte del padre pur di soddisfarle), ed inoltre prima della sua morte aveva mostrato il suo parere contrario alla relazione amorosa del figlio.
In generale, in alcune persone la costituzione sessuale avviene non in contrasto alle condizioni imposte dalla società, in altre invece essa può essere in contrasto con le condizioni della società, o avere uno sviluppo alterato, e può dunque portare alla patologia.
Il paziente si domandava come mai gli venisse da masturbarsi proprio in momenti belli ed edificanti della sua vita, e Freud gli fece notare che in realtà in quegli avvenimenti c'era un avvenimento comune, un divieto a cui si veniva meno (ad esempio il musicista che suonava il corno dove era vietato).
Durante il periodo degli studi, il paziente si aspettava la visita del fantasma del padre, fantasticando e perdendo tempo, e ad un certo punto si denudava nell'attesa, in modo da creare 2 scopi inconsci alle sue azioni, rallegrare il padre studiando e contrariarlo con il suo atteggiamento sessuale.
Freud si convinse che prima dei 6 anni il paziente fosse stato picchiato dal padre per via di qualche misfatto sessuale compiuto, punizione che avrebbe fatto cessare l'onanismo, ma che avrebbe fissato per sempre il rancore nella mente del figlio, che avrebbe percepito per sempre il padre come un ostacolo per le sue pulsioni sessuali.
In effetti il paziente confermò tramite i ricordi della madre, che verso i 3-4 anni fu punito per aver morso qualcuno, il padre lo picchiò selvaggiamente e lui urlò, così il padre non lo picchiò mai più, ma in lui rimase sempre la paura delle percosse.
Secondo la psicoanalisi, man mano che l'individuo cresce, riesce a cancellare la fantasia autoerotica della sua infanzia.
Il complesso nucleare della nevrosi consiste nei primi impulsi di tenerezza ed ostilità del bambino verso i genitori ed i fratelli, dopo che è avvenuto il risveglio della curiosità del bambino, provocato di solito dalla nascita di un fratellino, e in questo complesso nucleare infantile, di solito al padre viene attribuita la figura di antagonista sessuale e di colui che intralcia l'attività autoerotica.
Il paziente iniziò ad avere nelle sue fantasie una traslazione verso Freud, e seppur rispettandolo gli indirizzava ingiurie ed aveva paura che il medico lo picchiasse.
Il paziente si ricordò che anche il padre era stato nell'esercito e che aveva perso al gioco delle carte dei soldi che doveva custodire (comportamento letteralmente tradotto in Spielratte, topo di gioco) e così dovette farseli prestare da un compagno, al quale in seguito aveva cercato di restituire la somma di denaro (non si sa se l'abbia mai restituita).
Il paziente, che disprezzava questo comportamento, si sentì tirato in causa quando il cattivo capitano gli disse di restituire dei soldi al tenente A, si senti di dover saldare il debito del padre.
Ed un altro richiamo al padre fu dato dal fatto che il paziente si trovò a dover scegliere tra la povera impiegata delle poste interessata a lui, ed una ricca figlia di un albergatore, scelta alla quale anche il padre era stato sottoposto in passato, scegliendo i soldi all'amore.
I ricordi erano stati rievocati a causa del racconto della tortura dei topi, per via del gioco di parole con la storia del debito del padre, inoltre questo supplizio risvegliava l'erotismo anale dell'infanzia del paziente, e che era stato alimentato dalla presenza di vermi intestinali.
I topi presero il significato di denaro, in quanto ci fu il gioco di parole tra Ratten (topi) e Raten (rate), ed il paziente si creò una vera e propria valuta fondata sui topi ("tanti fiorini, tanti topi"), ed il complesso degli interessi finanziari connesso all'eredità paterna fu tradotto in questo linguaggio.
L'esortazione del capitano cattivo a restituire i soldi servì a rafforzare il significato monetario dei topi per mezzo di un altro ponte verbale, Spielratte, che rinviava al mancato pagamento del padre.
Il topo per il paziente era anche la paura di malattia, come la sifilide, molto presente nella vita militare, e dato che il pene era l'organo dal quale si prendeva la malattia, il topo prese il significato di organo genitale, e dato che il pene del bambino può essere paragonato ad un verme, il racconto del capitano rafforzava l'associazione vermi nell'intestino del bambino e topi nell'ano.
Quindi il racconto dei topi aveva risvegliato nel paziente tutti gli impulsi di crudeltà, sia egoistici che sessuali, precedentemente repressi.
Un giorno il paziente visitò la tomba del padre e vide un topo uscire da li, e pensò che si fosse cibato del cadavere.
Il topo è visto dal paziente come qualcosa che morde, come qualcosa di sudicio che viene ucciso senza pietà da tutti, e si era identificato in lui, in quanto da piccolo (e sudicio) aveva morso ed era stato picchiato senza pietà dal padre.
I topi per il paziente erano dunque come i bambini, e per questo egli amava i bambini, e venne fuori che la causa principale della sua esitazione verso la donna amata, era dovuta al fatto che essa fosse sterile a causa di un operazione alle ovaie.
La storia dei topi raccontata dal capitano gli aveva fatto prendere il posto del padre come punitore, e quando questi gli diede il compito di restituire il denaro il paziente pensò che lo avrebbe fatto solo quando la sua amata (sterile) e suo padre (morto) avessero avuto figli, come una sorta di ribellione verso il cattivo che impersonificava il padre, ma questi sentimenti contro le 2 persone amate lo obbligarono ad autopunirsi, costringendolo ad eseguire l'irrealizzabile compito di restituzione assegnatogli (irrealizzabile perchè lui sapeva bene da subito che il capitano si sbagliava e non doveva restituire i soldi al tenente A).
Appena gli fù dato il compito gli venne in mente di non eseguirlo perchè sarebbe successo qualcosa di orribile (supplizio dei topi), ma subito dopo si era autoimposto il giuramento solenne irrealizzabile, come castigo per la ribellione.
La lunga astinenza dovuta alla leva aveva amplificato la libido del paziente, che aveva risvegliato in lui antiche pulsioni e conflitti contro la lotta all'autorità paterna, risvegliando i 2 conflitti base: rimanere fedele ai voleri del padre o rimanere fedele alla donna amata (obbedienza al padre = allontanamento dalla donna).
La sanzione dei topi come causa del rispetto degli ordini deriva da 2 teorie sessuali infantili, una è quella secondo cui i bambini escono dall'ano, e l'altra è che quindi i bambini potrebbero avere figli come le donne, e quindi secondo le regole dell'interpretazione onirica, uscire dall'ano può essere interpretato anche al contrario, ovvero entrare nell'ano (supplizio dei topi).
Una volta scoperta questa spiegazione, il delirio dei topi scomparve.


Considerazioni teoriche


La definizione di rappresentazione ossessiva fu data da Freud nel 1896, ed esse sono autoaccuse mascherate che ritornano dalla rimozione e si riferiscono sempre ad un atto sessuale compito nell'infanzia traendone piacere.
Questa definizione fu poi corretta dallo stesso Freud che parlò di pensiero ossessivo, e sottolineò che le informazioni ossessive possono essere costituite dai più diversi atti psichici, e possono essere definite come desideri, tentazioni, impulsi, riflessioni, comandi, dubbi e divieti.
I malati tentano di attenuare queste distinzioni, presentando come ossessioni, gli atti psichici privati dal loro indice affettivo.
Ciò che si oppone al pensiero ossessivo è un ibrido posto tra 2 pensieri: assumendo in sè alcuni presupposti dell'ossessione da combattere, esse si collocano (con i mezzi della ragione) sul piano del pensiero patologico, e tali formazioni possono essere denominate come deliri.
Distinguiamo inoltre tra lotta difensiva primaria e secondaria.
Nel caso del paziente di Freud, lo spettro cessò di tormentarlo solo quando egli diede a quel pensiero la forma di una minaccia delirante, pensando che se avesse continuato a pensare a quelle cose, sarebbe successo qualcosa al padre nell'aldilà.
In generale, i malati ignorano l'enunciazione esatta delle proprie idee ossessive.
Per conoscere la formazione delle idee ossessive si può procedere attraverso 2 vie principali: attraverso i sogni, nei quali il testo del comando appare sotto forma di discorso, e attraverso l'osservazione dell'ordine delle idee ossessive, dato che se diverse rappresentazioni ossessive si succedono l'un l'altra, seppur non identiche nell'enunciato, esse hanno di solito un unico ed identico significato.
Capita spesso di scoprire che un'idea improvvisa, un desiderio o una tentazione come quella che viene ricostruita dall'analisi, gli si era effettivamente presentata una volta, prima dell'idea ossessiva, ma non si era conservata.
La rappresentazione ossessiva ha nella sua deformazione dalla sua forma originaria, le tracce della lotta della difesa primaria, e proprio questa deformazione le consente di sopravvivere, dato che il pensiero cosciente è impossibilitato a comprenderla.
Il paziente di Freud si era inventato una parola magica contro tutte le tentazioni, e Freud scoprì che essa era costituita dall'anagramma del nome della donna amata.
In questo modo il paziente si era simbolicamente masturbato con lei, ma ovviamente egli non volle credere alla spiegazione di Freud, la quale dimostra che ciò da cui l'individuo si difende trova sempre, prima o poi, il modo di farsi strada tra i meccanismi di difesa.
La tecnica di difesa della deformazione può essere ottenuta tramite omissione o ellissi, come ad esempio nel caso in cui il paziente pensò "se sposo quella donna, accade una disgrazia a mio padre (nell'aldilà)", dove se si inseriscono gli elementi intermediari omessi, si può ricavare il pensiero originale "se mio padre fosse vivo, di fronte a questa idea di sposare quella donna, si adirerebbe come in passato, in modo che io mi arrabbierei di nuovo con lui e gli augurerei di morire, e data l'onnipotenza dei miei pensieri, questo accadrebbe davvero".
Un altro esempio di ellissi è "se ti permetti il coito, la tua nipotina morirà", che si traduce in "dato che la tua donna è sterile, il rapporto sessuale senza figli ti farà soffrire, tanto da invidiare tua sorella e volere il male di sua figlia".
Nella nevrosi ossessiva, ogni tanto i processi inconsci psichici irrompono nella coscienza nella loro forma più pura ed inalterata, e tale irruzione può avere come punto di partenza ogni stadio possibile del pensiero inconscio, inoltre, una volta comparse nel pensiero conscio, le idee ossessive possono essere riconosciute come già esistenti da tempo.
Quando si procede con l'analisi dell'origine dell'idea ossessiva, man mano che si va avanti, il paziente è costretto a spostarla sempre a tempi più lontani nel tempo e a scoprire sempre nuovi motivi che l'hanno originata.

Atteggiamento dei nevrotici ossessivi verso la realtà, la superstizione e la morte
Nonostante l'ottima cultura e l'intelligenza del paziente di Freud, questi era molto superstizioso.
Ma non lo era sempre, sembrava cosciente del fatto che essa originasse da un pensiero ossessivo, ciò nonostante ogni tanto si abbandonava completamente ad essa.
Era consapevole del fatto che ogni tanto pensava a gente che non vedeva da tanto, e magicamente la incontrava di nuovo proprio quel giorno, ma sapeva anche ammettere che ciò non accadeva sempre, anzi, erano più le volte che pensava a ciò e non succedeva nulla, che il contrario.
La sua malattia gli imponeva di appigliarsi alle coincidenze, per poter fantasticare, e quando queste non bastavano gli veniva in soccorso l'inconscio.
Nella nevrosi ossessiva, la rimozione non si effettua tramite amnesia, ma tramite il venir meno dei nessi causali conseguenti alla sottrazione d'affetto, e questi nessi rimossi appaiono come una forza ammonitrice, in modo che trasferiti nel mondo esterno questi danno testimonianza di ciò che è stato cancellato dalla coscienza.
Un altro bisogno di questi malati è il bisogno d'incertezza o di dubbio, che distoglie il malato dalla realtà e lo isola dal mondo.
I malati scappano dalle certezze, alcuni hanno avversione per gli orologi, ed il paziente di Freud ometteva di sapere particolari determinanti per il suo matrimonio, particolari utili per prendere decisioni, preferendo occuparsi di argomenti dubbi, come il sapere della discendenza del padre, la durata della vita e la vita dopo la morte.
Si nota anche in questo paziente l'onnipotenza data ai propri pensieri, sia buoni che cattivi, come residuo dell'antica megalomania infantile.
Ad esempio una volta pensò che un vecchio professore doveva morire, perchè aveva occupato una camera in un istituto (dove il paziente si recava per idroterapia) che era in una posizione strategica per conoscere un'infermiera, e il giorno dopo aver pensato "che gli venga un colpo", aveva scoperto che il vecchio era morto.
Un altro episodio riguarda una donna che gli aveva chiesto se lui le volesse bene, e lui era rimasto sul vago, e che poi quella donna si era suicidata, e quindi egli iniziò a rimproverarsi di non averle salvato la vita, acquisendo l'onnipotenza del suo amore e del suo odio.
Il paziente aveva un rapporto particolare con la morte, in quanto andava a molti funerali, e fantasticava di far morire le persone solo per poter far le condoglianze ai parenti, e la morte della sorella maggiore, avvenuta quando lui aveva solo 3 anni, era spesso motivo di sue fantasie.
Tali fantasie si estendono anche all'aldilà, con la morte del padre, e con le fantasie sui pericoli dell'altro mondo.
Questi malati hanno quindi bisogno della morte come possibilità per risolvere i conflitti insoluti, per salvarsi dal dover prendere decisioni importanti (soprattutto in amore), dove nel dubbio si sceglie per il decesso delle parti in causa.

Vita pulsionale ed origine della coazione e del dubbio
Il male del paziente di Freud si manifestò a 20 anni, quando ebbe la tentazione di sposare un'altra donna al posto di quella amata, ed evitò ogni decisione, e in questo la nevrosi gli venne in aiuto, facendo anche mutare i suoi sentimenti verso la propria amata, in un misto di tenerezza ed ostilità.
La rimozione dell'odio infantile verso il padre è invece l'evento che mandò verso la nevrosi tutti gli avvenimenti successivi della vita del paziente.
In questo quadro, i vari conflitti non erano indipendenti l'uno dall'altro, ma erano saldati a 2 a 2, dove ad esempio l'odio dell'amata va accoppiato con l'attaccamento al padre, e viceversa, dove il primo dei 2 conflitti corrisponde alla normale oscillazione tra uomo e donna come oggetti nella scelta d'amore, scelta a cui viene posto il bambino piccolo con la famosa domanda "vuoi più bene al papà o alla mamma?".
Il conflitto tra amore e odio si può generare in tenera età a causa dell'amore a cui è negata soddisfazione, e che può quindi sfociare in odio.
Odio e amore possono coesistere quando l'amore non riesce a scacciare del tutto l'odio, e questo si rifugia nell'inconscio, dove può sopravvivere ed addirittura crescere.
Si può dunque avere tenerezza cosciente e sadismo inconscio, sotto forma d'odio.
Se all'amore è collegato l'odio, ne consegue che non si riescono a prendere decisioni legate a quel sentimento, e tramite lo spostamento, questa incapacità di prendere decisioni viene piano piano estesa a tutte le altre attività dell'individuo.
Si instaura così il dubbio, che provoca incertezza sulle misure protettive adoperate dal paziente, facendole ripetere in continuazione, e alla fine riesce anche a renderle nulle.
L'incertezza degli ossessivi nelle loro preghiere è dovuta a fantasie inconsce (contenenti proprio l'impulso contrario che le preghiere vogliono combattere) che interferiscono ininterrottamente con le loro preghiere disturbandole.
Ad esempio il paziente di Freud una volta mentre stava pregando finì per aggiungere un "non" alla preghiera "che Dio la protegga", e capendo che stava per fare una maledizione si fermò e decise di smettere di pregare, ma prima di arrendersi cerco alcuni stratagemmi per eludere i cattivi pensieri (pregare velocemente, abbreviando le preghiere, ecc...) i quali però, come nella maggior parte dei casi di nevrosi, fallirono tutti.
Quando il malato si accorge dell'anello debole della sua psiche, della memoria, estende il dubbio a tutti i suoi pensieri, come nel caso della donna che aveva comprato il pettine alla propria figlia, ma dubitando dell'amore del marito, finì per dubitare di non aver posseduto il pettine da sempre, giustificandosi dicendo "se non c'è certezza nell'amore, figuriamoci nel resto".
La coazione che si verifica grazie allo spostamento, è un impulso sotto forma di comando non riconoscibile dal soggetto, un'azione che deve essere eseguita per forza, perchè crea un'enorme angoscia, e grazie alla regressione, la decisione definitiva sull'agire viene sostituita da atti preparatori, dove il pensare si sostituisce al fare.
Nella nevrosi ossessiva si giunge tramite regressione ad atti non diretti verso una persona, ma ad atti autoerotici come nell'infanzia.
La regressione dal fare al pensare viene favorita dalla prematura comparsa e rimozione della pulsione infantile del guardare e conoscere, e quando nella costituzione del malato prevale la pulsione di conoscere, il principale sintomo della nevrosi diventa il rimuginare.
Diventano ossessivi i processi di pensiero che a causa dell'inibizione si effettuano con un dispendio di energia che normalmente è destinata all'azione, ovvero quei pensieri che fanno le veci delle azioni.
Il contenuto dell'idea ossessiva può essere svincolata dal suo specifico contesto tramite la generalizzazione, un esempio è una malata che si proibiva di portare tutti i gioielli a causa di un singolo gioiello che aveva invidiato alla madre anni prima.
Si può inoltre distinguere tra deformazione verbale e deformazione di contenuto, ed un altro mezzo di difesa è quello della scelta di usare un'espressione linguistica imprecisa o ambigua, in modo che le sostituzioni dell'ossessione si baseranno sul malinteso, al posto del vero senso del testo.
Il paziente di Freud si vantava anche di essere molto olfattivo e che da piccolo riusciva a riconoscere le persone dagli odori, e questo deriverebbe dal piacere di odorare, piacere che scompare nell'infanzia (e che può esser ritrovato in alcune forme di feticismo).
Il paziente sembrava infine scisso in 3 personalità: una inconscia e due preconsce, tra le quali la sua coscienza poteva oscillare.
L'inconscio aveva gli impulsi repressi, passionali e cattivi, ed in condizioni normali il paziente era buono, intelligente, acuto, mentre in una terza organizzazione psichica diventava superstizioso e ascetico.
La personalità preconscia conteneva prevalentemente le formazioni reattive dei suoi desideri rimossi, e se il male non fosse stato curato, essa avrebbe distrutto la personalità normale.
Il paziente di Freud recuperò la salute psichica grazie alla psicoanalisi, ma morì durante la seconda guerra mondiale.

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sabato 6 agosto 2016

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Psicologia dinamica (1/13): 5 conferenze sulla psicoanalisi

Stanley Hall, rettore della Clark University di Worcester nel Massachusetts, invitò Sigmund Freud a tenere delle conferenze di psicoanalisi nella sua università, e Freud, nel 1909, accettò l'invito, e anche Jung e Ferenczi fecero lo stesso.
I 3 arrivarono in America il 4 settembre, e Freud tenne le sue 5 conferenze tra il  5 e il 9 settembre 1909, al termine delle quali, ottenne la laurea honoris causa in psicologia.


Prima conferenza


Nel 1880 il medico viennese, Josef Breuer si occupò di un caso di isteria molto famoso per la storia della psicoanalisi.
La paziente di Breuer era una ragazza di 21 anni, con disturbi nei movimenti oculari, tosse nervosa, incapacità di bere nonostante la sete, paralisi da contrattura degli arti, stati d'assenza, confusione, delirio, alterazione della personalità.
Questi problemi in realtà non erano reali, ma erano frutto dell'isteria della donna, una malattia mentale in grado di simulare tutta una serie di immagini patologiche tipiche di malattie anche gravi, e di fronte all'isteria, il medico classico non sa cosa fare.
I disturbi di questa ragazza comparvero mentre essa curava il padre malato, che poi morì, e la costrinsero ad abbandonare l'assistenza del padre.
Breuer si accorse che durante gli stati d'assenza mentale della donna, essa mormorava delle parole che sembravano provenire da un contesto di pensieri che la tenevano occupata, così il medico usò l'ipnosi per farsi rivelare questi pensieri, che si rivelarono fantasie molto tristi, spesso legate alla storia del padre, e magicamente, dopo l'aver parlato di queste cose, la paziente era come liberata, e non accusava più i sintomi (catarsi), tanto che la stessa ragazza, diede a questo metodo il nome di talking cure.
Quindi, rievocando tramite ipnosi i ricordi che avevano generato i sintomi, questi sparivano.
Ad esempio, non beveva più perchè in passato aveva visto il suo cagnolino bere da un bicchiere, e questo l'aveva disgustata, ma dopo aver rievocato il ricordo, ricominciò a bere senza problemi, il disturbo era scomparso per sempre.
Quasi tutti i sintomi erano sorti come residui di esperienze cariche d'affetto (traumi psichici), e venivano spiegati nella scena traumatica che li avevano causati, erano quindi determinati dalle scene di cui rappresentavano i residui mnemistici.
Il sintomo però, non era sempre il residuo di una singola esperienza, ma di molteplici traumi ripetuti e simili, e quindi bisognava risalire a ritroso con l'ipnosi, dall'ultimo trauma, fino al primo.
Nel caso della ragazza dunque, tutte le impressioni patogene risalivano al periodo in cui aveva assistito il padre.


Anche Freud iniziò ad applicare il metodo di Breuer, ottenendo i medesimi risultati.
Una sua paziente aveva un tic (un suono schioccante) che si presentava ad ogni sua emozione provata, e che derivava da sue esperienze passate dove si era promessa di non fare rumore in occasioni speciali (per non svegliare la figlia malata e per non far imbizzarrire ancora di più i cavalli della sua carrozza spaventati dal temporale), e dove, come una sorta di controvolontà, aveva invece fatto rumore per la prima volta col suo tic.
Secondo Freud, i suoi malati isterici soffrono di reminescenze, ed i loro sintomi sono residui e simboli mnemistici di certe esperienze traumatiche.
Uno dei caratteri più importanti e significativi della nevrosi, è che i pazienti affetti ricordano le esperienze dolorose del remoto passato e sono ancora attaccati ad esse, e quindi, non riuscendo a liberarsi del passato, trascurano presente e futuro.
Freud scoprì che il ricordo della scena alla presenza del medico era inefficace se veniva riprodotto senza lo sviluppo di affetti, quindi il destino di questi affetti era determinante sia per la malattia che per la guarigione.
La malattia era forse dunque insorta perchè gli affetti sviluppati in situazioni patogene non potevano fuoriuscire normalmente, e quindi fuoriuscivano sotto altre forme, di eccitamento o inibizione, che si presentavano come sintomi somatici del caso (conversione isterica).
In uno stesso individuo possono essere presenti diversi raggruppamenti psichici, che possono rimanere abbastanza indipendenti tra di loro, impadronendosi alternativamente della coscienza (double coscience, doppia coscienza).
Freud coniò quindi i termini conscio ed inconscio.
Gli eccitamenti che avvengono negli stati ipnoidi (stati dove il conscio subisce gli ordini dell'inconscio) diventano facilmente patogeni perchè questi stati non offrono le condizioni di un normale deflusso dei processi d'eccitamento.
Quindi da questo processo d'eccitamento nasce un prodotto insolito, il sintomo, che irrompe come un corpo estraneo nello stato normale, al quale viene quindi a mancare la conoscenza della situazione patogena ipnoide.
Quindi, dove esiste un sintomo, esiste anche un'amnesia, una lacuna mnemistica, e colmare questa lacuna significa eliminare le condizioni d'insorgenza del sintomo.


Seconda conferenza


Charcot fece delle ricerche sulle isteriche della Salpetriere di Parigi, e nel 1893, Breuer e Freud pubblicarono la Comunicazione preliminare, ispirati dalle ricerche di Charcot sulle paralisi isteriche.
Successivamente, il discepolo di Charcot, Janet, fece delle ricerche di approfondimento sull'isteria, e secondo questo studioso, l'isteria è una forma di modificazione degenerativa del sistema nervoso, che si manifesta attraverso una debolezza congenita della sintesi psichica.
I malati isterici sarebbero quindi incapaci di tenere raccolti in unità, molteplici processi psichici, e ciò porterebbe alla dissociazione psichica.


Il metodo catartico di Breuer metteva il paziente in condizione di ipnosi perchè solo così egli acquisiva nozione di quelle connessioni patogene che sfuggivano nel suo stato normale, ma siccome Freud non riusciva sempre ad applicare l'ipnosi, rinunciò a quel metodo.
Freud iniziò allora a lavorare con i suoi pazienti, nel loro stato normale, con l'idea di far affiorare alla coscienza del malato qualcosa di cui lui stesso non conosceva l'esistenza, interrogandoli, facendogli ricordare le cose, facendoli parlare, e quando questi arrivavano ad un punto in cui dicevano di non ricordare più nulla, Freud diceva loro che invece sapevano e che dovevano solo continuare a parlare, dicendo loro che quando lui avesse appoggiato la sua mano sulla loro fronte, loro avrebbero ricordato, e grazie a questa suggestione, fu proprio così (metodo delle libere associazioni).
Questo però era un procedimento faticoso, che non poteva essere usato come tecnica definitiva.
Secondo Freud, i ricordi dimenticati non erano perduti, erano pronti a riaffiorare in associazione a ciò che il malato già sapeva, ma una forza oscura impediva loro di divenire coscienti, lasciandoli inconsci.
Questa forza veniva avvertita come una resistenza da parte del malato, così Freud decise di indagare su quali fossero queste forze e quali fossero le condizioni per la loro rimozione.
Nei vari casi, Freud aveva notato l'esistenza di un impulso, di un desiderio, in contrasto con gli altri desideri dell'individuo e con l'etica e l'estetica della personalità, e ciò aveva causato un conflitto che aveva portato alla rimozione del desiderio dalla coscienza.
La rimozione è dunque dovuta all'incompatibilità di una determinata rappresentazione dell'Io del malato, dove le esigenze etiche o di altro tipo dell'individuo erano le forze rimoventi.
Accettare l'impulso di desiderio incompatibile, o continuare il conflitto, provoca un alto grado di dispiacere, così la rimozione dalla coscienza agisce come meccanismo di difesa della personalità psichica.


Un esempio di questa ipotesi è stato dato da Freud nel caso di una giovane donna che aveva provato attrazione per il marito di sua sorella, e quando questa era morta, per un attimo aveva pensato che finalmente poteva stare con il suo uomo, e dato che era un pensiero inaccettabile, perchè lei amava sua sorella, fu colta da gravi sintomi isterici.
Quando la donna si ricordò dell'evento durante la terapia, riprodusse il momento patogeno come emozione violentissima, e guarì.

Secondo Freud, la situazione di conflitto psichico è una situazione frequente, e l'aspirazione dell'Io a difendersi da penosi ricordi si osserva frequentemente, senza che essa porti per forza alla scissione psichica, e quindi occorrono anche altre condizioni perchè questa scissione avvenga.
Per Freud, l'ipnosi cela la resistenza e rende accessibile una certa zona psichica, però come controindicazione, accumula la resistenza ai confini di questa zona, rendendo inaccessibile tutto il resto, inoltre non si capisce come partendo dalla rimozione si possa giungere alla formazione dei sintomi.

Nei malati isterici e nei nevrotici, è fallita la rimozione completa dell'idea a cui è legato il desiderio indesiderato, perchè essa è stata cacciata dalla coscienza e dalla memoria, ma nell'inconscio l'impulso del desiderio rimosso continua ad esistere, aspettando il momento buono per la sua riattivazione, e inviando alla coscienza una sua forma sostitutiva deformata e resa irriconoscibile, alla quale vengono assegnate le stesse sensazioni spiacevoli del ricordo originale.
Questa formazione sostitutiva dell'idea rimossa è il sintomo, il quale è immune da ulteriori attacchi da parte della difesa dell'Io, è immune alla rimozione, e al posto del breve conflitto subentra una forma di sofferenza che non cessa col passare del tempo.
Per la guarigione del paziente occorre quindi che il sintomo venga ricondotto lungo le sue stesse vie d'origine, e che venga tradotto nell'idea conflittuale originale rimossa.


Terza conferenza


Non sempre il metodo della libera associazione procede facilmente, dato che non è vero che la prima idea che viene in mente al paziente è sempre quella corretta.
Nel malato agiscono 2 forze contrarie: da una parte quella che aspira ad attirare nella coscienza il materiale dimenticato presente nel suo inconscio, dall'altra quella della resistenza.
Se la forza della resistenza è pari a zero o minima, l'elemento dimenticato diventa cosciente senza deformazione, altrimenti la deformazione dell'elemento cercato è tanto maggiore tanto più è forte la resistenza, tuttavia il sintomo finale anche se molto deformato dai numerosi passaggi, conserva una certa similitudine con l'idea originale rimossa.
Si può pensare ad il sintomo, come ad un discorso indiretto, dove si parla di una certa cosa in maniera un po' celata, ma che cmq fa un po' intendere di cosa si sta parlando (esempio dei 2 uomini d'affari loschi che si fanno fare un ritratto ed il critico chiede loro dove è il redentore nel loro ritratto, come mai è assente, per sottintendere che sa che sono dei malandrini).
  

Freud si ispira alla scuola zurighese (Bleuler, Jung ed altri) per definire complesso un gruppo di elementi rappresentativi omogenei, affettivamente investiti.
Per cercare in un malato un complesso rimosso, partendo dalle ultime cose che ricorda, si ha probabilità di riuscita, se il malato mette a disposizione di chi lo analizza, un numero sufficiente di libere associazioni, e il disturbo in questo processo sta nel fatto che il malato spesso si inceppa, dice di non ricordare.
Ma in realtà le idee esistono sempre, ed è solo una convinzione del malato quella di non riuscire a recuperarle, perchè è sotto l'influsso delle forze di resistenza, così lo psicoanalista si premura di avvertire il paziente di queste sue resistenze, di queste sue autocritiche, di questi pensieri che non vorrebbe dire, dicendogli di non criticarsi e di dire tutto ciò che gli viene in mente, liberamente.
Questo è il metodo usato nell'esperimento associativo di Jung, un metodo non indispensabile per la terapia dei malati nevrotici, ma indispensabile per la dimostrazione obiettiva e l'esame delle psicosi.
 


Un altro metodo usato in psicoanalisi è l'interpretazione dei sogni, che è considerata la via regia per la conoscenza dell'inconscio, il fondamento più sicuro della psicoanalisi, tanto che Freud afferma che si può diventare psicoanalisti tramite l'interpretazione dei propri sogni.
Bisogna dire che non tutti i sogni sono estranei al sognatore, incomprensibili e confusi, e secondo Freud, il bambino piccolo sogna sempre l'appagamento di desideri che il giorno prima ha destato in lui senza soddisfarli.
I sogni degli adulti invece sembrano essere diversi, incomprensibili, non vi si riconosce l'appagamento di desiderio, perchè come nel caso delle libere associazioni, questi sogni hanno subito una deformazione.
Il contenuto onirico manifesto è ciò che si ricorda a malapena la mattina al risveglio, mentre i pensieri onirici latenti sono quelli presenti nell'inconscio, ed il contenuto onirico manifesto è il sostituto deformato dei pensieri onirici latenti.
La deformazione avviene sempre ad opera delle forze di difesa/resistenza dell'Io, che impediscono del tutto ai desideri rimossi dell'inconscio l'accesso alla coscienza, e queste forze si riducono durante i sogni, mantenendo però una maschera che non li faccia apparire completamente in chiaro.
La tecnica psicoanalitica quindi prende gli elementi del sogno manifesto, raccogliendo le idee che emergono in relazione ad ogni singolo elemento onirico per mezzo di libere associazioni.
Questa tecnica consente quindi di ricondurre i sogni degli adulti a quelli dei bambini, ritrovando quindi nei sogni, esperienze di vita del giorno prima come appagamento dei desideri insoddisfatti.
Il processo che porta alla deformazione dei pensieri onirici inconsci trasformandoli in contenuto onirico manifesto è detto lavoro onirico, e tra i vari processi psichici attuati nell'inconscio, i più famosi sono la condensazione e lo spostamento.
Nella vita onirica, il bambino che è nell'uomo continua a vivere, conservando tutte le caratteristiche e gli impulsi di desiderio originari, anche quelli diventati inutilizzabili col passare del tempo.
Sembra che l'inconscio si serva soprattutto di rappresentazioni di complessi sessuali, di un certo simbolismo che è in parte individualmente variabile e in parte tipicamente fisso.
Una delle reazioni di rifiuto dell'Io di fronte a desideri rimossi fattisi intensi è l'angoscia, che trova quindi spiegazione della sua presenza nei sogni.
L'interpretazione dei sogni porta quindi alla conoscenza dei desideri celati e rimossi e dei complessi che essi alimentano. 


La psicoanalisi studia anche i lapsus (verbali, di lettura, di scrittura), il dimenticare certe cose che si dovrebbero sapere, le sbadataggini, le azioni che si compiono senza rendersene conto (canticchiare, giochicchiare con le mani).
Tutte queste azioni secondo Freud, hanno un peso psichico, non sono gesti insignificanti, ma vanno analizzati, perchè si tratta di atti sensati ed interpretabili con facilità e sicurezza in base alle situazioni in cui si presentano, e anche loro, come i sogni, celano espressione di impulsi ed intenzioni respinte e celate alla coscienza. 


Lo psicoanalista ha quindi una forte fiducia nel determinismo della vita psichica, dove nulla accade per caso, ed è preparato anche ad una motivazione multipla del medesimo effetto psichico.
La psicoanalisi con i suoi metodi non verificabili scientificamente, ha trovato una certa resistenza ed un rifiuto intellettuale, da parte di molti studiosi. 



Quarta conferenza


La psicoanalisi dimostra che gli impulsi di desiderio patogeni sono per natura componenti pulsionali erotiche, e tra gli influssi che portano alla malattia, la massima importanza va data ai disturbi dell'erotismo.
Le diverse analisi sui pazienti han mostrato che l'uomo tende a celare la propria vita sessuale, a non esser sempre sincero e trasparente.
Il lavoro di psicoanalisi non si ferma alla data d'insorgenza della malattia, ma va avanti, fino ad arrivare alla pubertà e alla prima infanzia del malato, periodo nel quale si cela l'origine dei problemi dell'adulto.
Secondo Freud, solo le esperienze infantili spiegano la sensibilità nei confronti di traumi successivi, e solo scoprendo e rendendo coscienti queste tracce mnemistiche, il paziente trova la forza per eliminare i sintomi.


Secondo Freud, il bambino ha le sue pulsioni e le sue attività sessuali sin dall'inizio, anche se la maggior parte della gente si rifiuta di ammetterlo, perchè essi han dimenticato, sotto la pressione dell'educazione alla civile convivenza, la loro attività sessuale infantile e ora non vogliono ricordare ciò che è stato rimosso.
La pulsione sessuale del bambino piccolo è indipendente dalla funzione riproduttiva, al cui servizio si metterà in seguito, e serve quindi solo al raggiungimento di sensazioni piacevoli di vario tipo.
La fonte principale di piacere sessuale infantile consiste nella stimolazione di determinate zone del corpo particolarmente sensibili (dette zone erogene), come i genitali, l'orifizio orale, anale e uterale, la pelle, ecc... (fase dell'autoerotismo).
Un'altra fonte di piacere è la masturbazione dei genitali, una fase che non viene superata completamente da molti individui.
Altri comportamenti sessuali precoci riguardano il piacere sessuale (detto libido) che presuppongono come oggetto una persona estranea, si ha poi il piacere di procurare dolori (sadismo), il piacere di riceverli (masochismo), e il piacere di guardare, sia attivo che passivo, dove il primo da luogo al desiderio di sapere, il secondo alla tendenza verso l'esibizione artistica e scenica.
Un'altra pulsione sessuale del bambino riguarda la scelta oggettuale, in cui è essenziale una persona estranea e che deve la sua importanza a considerazioni derivanti la pulsione di autoconservazione, inoltre, entro una certa età, i bambini non fanno ancora distinzione tra i 2 sessi, quindi si può riconoscere in loro una certa inclinazione omosessuale.
Le singole pulsioni si sottomettono alla zona genitale, così l'intera vita sessuale si mette al servizio della riproduzione e il soddisfacimento delle singole pulsioni conserva ancora importanza solo come preparazione e agevolazione dell'atto sessuale vero e proprio, inoltre, la scelta oggettuale ricaccia indietro l'autoerotismo, in modo che tutte le componenti della pulsione sessuale cercano il soddisfacimento in relazione alla persona amata.
Però non tutte le pulsioni sessuali originarie sono ammesse in questo quadro finale di soddisfazione propria e del partner, alcune sono state rimosse sotto l'influsso dell'educazione, tramite la morale, il pudore, il disgusto.
Un impulso rimosso noto è quello delle pulsioni coprofili (il piacere connesso agli escrementi). 


Può capitare che non tutte le pulsioni parziali si sottomettano al dominio della zona genitale, e queste pulsioni indipendenti possono produrre in seguito le perversioni e l'infantilismo.
Se invece permane l'originaria equivalenza dei sessi anche durante lo sviluppo, può sfociare nel comportamento omosessuale persistente.
  

La predisposizione alla nevrosi può derivare da un'offesa dello sviluppo sessuale, quando ad esempio le perversioni sono state rimosse ma sono rimaste nell'inconscio.
Secondo Freud, una manifestazione troppo intensa di queste pulsioni in periodi molto precoci può portare ad una specie di fissazione parziale, che rappresenta un punto debole nella struttura sessuale dell'individuo, e se nell'età adulta il normale esercizio sessuale incontra degli ostacoli, la rimozione avvenuta durante il periodo dello sviluppo viene infranta proprio nei punti in cui si sono avute le fissazioni infantili. 


La primitiva  scelta oggettuale derivante dal bisogno d'aiuto, inizialmente si rivolge a tutte le persone, poi viene rivolta solo ai genitori.
Il bambino fa di entrambi i genitori, e soprattutto di uno di essi, l'oggetto dei suoi desideri erotici, e di regola il padre predilige la figlia e la madre il figlio, così che il bambino reagisce desiderando di essere al posto del genitore del suo stesso sesso, per poter stare con quello del sesso opposto, arrivando a provare sia sentimenti positivi ed affettuosi, sia sentimenti negativi ed ostili verso il rivale contendente dell'amore del genitore scelto (complesso di Edipo).
Il complesso di Edipo viene rimosso velocemente (barriera contro l'incesto), ma continua a persistere nell'inconscio, tanto che viene anche detto complesso nucleare di ogni nevrosi.
Nel periodo in cui il complesso nucleare non è stato ancora rimosso, il bambino inizia ad indagare nella sfera sessuale, inizia a chiedersi come nascono i bambini e genera una serie di teorie sessuali infantili, pensando ad esempio che maschi e femmine abbiano gli stessi organi genitali, pensando che i bambini nascano da un pasto, e concependo il rapporto sessuale come un atto ostile di sottomissione.
La lacunosità di queste teorie convince i bambini ad abbandonare la ricerca, ma le cose scoperte in quel periodo sono di fondamentale importanza per la formazione del carattere del bambino e per il contenuto di qualsiasi malattia nevrotica futura.
Dopo un certo periodo, il distacco del bambino dai genitori diventa inevitabile ed indispensabile, a meno che non si voglia compromettere la capacità sociale del piccolo.
Il trattamento psicoanalitico cmq, può essere descritto come un'educazione permanente al superamento dei residui infantili. 



Quinta conferenza


Gli uomini si ammalano quando, a causa di cause esterne o di una mancanza interiore di adattamento, viene negato loro il soddisfacimento delle esigenze erotiche nella realtà.
Essi si rifugiano allora nella malattia, per trovare un soddisfacimento sostitutivo di ciò che è stato loro negato.
La resistenza dei malati alla guarigione non è semplice, ma è composta da molti motivi, non solo l'Io del malato fa resistenza nell'abbandonare le rimozioni, ma anche le pulsioni sessuali non vogliono rinunciare al loro soddisfacimento sostitutivo, finchè rimane incerto se la realtà offrirà loro qualcosa di migliore.
 


La fuga dalla realtà si compie tramite involuzione/regressione (verso le fasi precedenti della vita sessuale in cui il suo soddisfacimento era sufficiente), e avviene tramite 2 modi: temporale, in quanto la libido si ancora a fasi dello sviluppo precedenti nel tempo, e formale, in quanto vengono usati per la manifestazione di questo bisogno i mezzi originari e primitivi di espressione psichica, ed entrambi questi tipi riducono all'infanzia e coincidono nel produrre una condizione di vita sessuale infantile.
Se si trova la realtà insoddisfacente, si coltiva una vita fantastica, ed in queste fantasie si esprime gran parte dell'autentica essenza che costituisce la personalità dell'individuo, nonchè gli impulsi che egli ha rimosso in considerazione dei fatti reali.
L'uomo di successo ed energico è colui che riesce tramite il lavoro a mutare i sogni in realtà, e quando ciò non accade, a causa delle resistenze ambientali o della debolezza dell'individuo, subentra il distacco dalla realtà.
Se la persona delusa dalla realtà possiede un talento artistico, essa può tradurre le sue fantasie in creazioni artistiche anziché in sintomi, sfuggendo così alla nevrosi e riconquistando tramite questa indiretta via il rapporto con la realtà.
I malati di nevrosi non hanno un contenuto peculiare, ma essi si ammalano degli stessi complessi con i quali lotta anche chi è sano, e l'insorgenza della patologia dipende dalle proporzioni quantitative, dai rapporti delle forze in lotta tra di loro.
 


In ogni trattamento psicoanalitico si può assistere al fenomeno della traslazione (transfert), dove il paziente rivolge al medico una serie di sentimenti di tenerezza misti ad ostilità, che non sono fondati su alcun rapporto reale e che derivano dai vecchi desideri inconsci del paziente.
La parte di vita emotiva non più richiamabile dalla memoria viene rivissuta dal paziente nel rapporto con il medico ed è solo tramite questa reviviscenza nella traslazione che egli si convince dell'esistenza e della potenza degli impulsi sessuali inconsci.
Nella relazione di transfert il medico funge da fermento catalitico che attrae a se temporaneamente gli affetti che si liberano durante il processo.
Il transfert si instaura spontaneamente in tutte le relazioni umane, quindi la psicoanalisi non crea la traslazione, ma la svela alla coscienza e se ne impossessa per guidare i processi psichici verso la meta desiderata. 


Esistono 2 ostacoli all'accettazione dei ragionamenti psicoanalitici: manca l'abitudine a tener conto del rigoroso determinismo che governa la vita psichica, e vengono ignorate le peculiarità che contraddistinguono i processi psichici inconsci rispetto a quelli consci noti.
Alcuni temono che la psicoanalisi possa fare male al malato, richiamando alla memoria i brutti ricordi passati e le pulsioni sessuali, ma la forza psichica e somatica di un impulso di desiderio, una volta che fallisce la rimozione, è molto più intensa inconscia che conscia e quindi risulta sicuramente indebolita dal fatto di essere resa conscia.
Sul desiderio inconscio non si può influire, mentre il desiderio conscio è inibito da tutto quanto vi si oppone, ed il lavoro psicoanalitico si presenta quindi come il migliore sostituto della rimozione non riuscita.
Il destino dei desideri inconsci messi allo scoperto dalla psicoanalisi può avere 3 esiti: il più frequente è quello che essi vengano annientati dall'attività psichica corretta degli impulsi migliori che a essi si oppongono.
Il secondo esito possibile è le pulsioni portate alla luce possano essere indirizzate verso le giuste mete che avrebbero dovuto raggiungere se il loro sviluppo non fosse stato disturbato.
Si può quindi avere la sublimazione, ovvero il defluirsi delle energie delle pulsioni sessuali verso una meta più lontana e con maggiore valore sessuale, e probabilmente proprio a queste energie acquisite si devono i progressi della civiltà.
Se una rimozione si verifica precocemente, essa esclude la sublimazione della pulsione rimossa, ma una volta eliminata la rimozione, la via della sublimazione è di nuovo libera.
Il terzo possibile esito è che una parte degli impulsi libidici rimossi ha diritto ad un soddisfacimento diretto, che va trovato nella vita. 


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venerdì 5 agosto 2016

La tempesta perfetta

La tempesta perfetta è un film drammatico del 2000 diretto da Wolfgang Petersen, con George Clooney, Mark Wahlberg, Diane Lane, John C. Reilly, William Fichtner, John Hawkes, Mary Elizabeth Mastrantonio, Allen Payne, Michael Ironside.

La tempesta perfetta
Trama
Billy Tyne è il capitano di un peschereccio di nome Andrea Gail.
Insieme al suo equipaggio, Billy decide di partire a caccia di pesce, per poter così fare abbastanza soldi per le proprie famiglie.
Purtroppo però per Billy ed i suoi uomini, incontreranno sulla loro rotta quella che verrà definita la 'tempesta perfetta'.

Recensione
La tempesta perfetta è un bel film drammatico con George Clooney.
Un film che racconta le vite di alcuni pescatori, dei loro amori, dei loro sogni, delle loro speranze.
Un film che spiega un po' meglio il duro mondo dei pescatori, un lavoro poco pagato e molto provante, non per tutti. Ma quando non si hanno altre alternative, si prende e si parte.
Tra l'altro ho scoperto solo di recente che il film è tratto da una storia vera e che la tempesta perfetta è esistita davvero, nel 1991.

Link alla scheda del film su wikipedia

giovedì 4 agosto 2016

Lo schema Ponzi

Lo schema Ponzi è una truffa inventata nei primi anni '20 a Boston dall'italiano Charles Ponzi.

Charles Ponzi

In cosa consiste lo schema Ponzi


Lo schema Ponzi si puà dividere in 4 fasi:
  • Fase 1: Si trova un pollo a cui promettere un investimento con rapidi rendimenti superiori ai tassi di mercato.
  • Fase 2: Dopo un breve periodo, viene restituita parte della somma investita, in modo da far credere che il sistema funzioni veramente.
  • Fase 3: La voce si sparge per il passaparola degli investitori contenti, e grazie ai nuovi investitori si continuano a pagare gli interessi a tutti. 
  • Fase 4: Il tutto dura fino a quando le richieste di rimborso superano i nuovi versamenti, ed è allora che il proprietario del sistema taglia la corda con i soldi.

Nello specifico Charles Ponzi, il cui vero nome era Carlo Ponzi, iniziò la sua truffa acquistando in Italia dei buoni da scambiare con dei francobolli.
Praticamente i buoni acquistati in Italia avevano il valore dei francobolli in Italia, ma spediti e venduti in America prendevano il valore dei francobolli americani, che era superiore a quelli italiani.
Con questo sistema di acquisto e spedizione buoni dall'Italia, conversione in francobolli americani e vendita di questi ultimi, Ponzi poteva ottenere un guadagno del 50% o addirittura del 100%.

Questo sistema di compra vendita francobolli non era illegale, è invece illegale quello che ha fatto dopo Ponzi.
Ponzi ha convinto i suoi conoscenti ad investire sul suo sistema, creando addirittura una società chiamata Securities Exchange Company.
Ha iniziato così ad applicare lo schema che un giorno prenderà il suo nome, iniziando a pagare gli interessi degli investitori con i fondi degli altri investitori.

Con questo sistema Ponzi è passato da un capitale di circa 5000 dollari fino ad oltre 15 milioni di dollari.
E per questo motivo, pur non essendo il primo ad applicare questo sistema, lo schema ha preso il nome di Ponzi.

Il sistema ideato da Ponzi crollò quando un giornale, il Post, iniziò ad indagare pesantemente sulla sua società, dimostrando che era in perdita.
Gli investitori iniziarono ad entrare nel panico ed in breve tempo fu il tracollo e la banca rotta.
Ponzi fu condannato per frode postale ed iniziò così una carriera di fughe all'estero, truffe ed arresti, fino alla vita da povero a Rio de Janeiro, dove morì nel 1949.

Lo schema di Ponzi è ad oggi considerato illegale in Italia ed in altri paesi del mondo, una vera e propria truffa, anche se alcuni sistemi di marketing multilivello via email ancora oggi ogni tanto ci provano a fregare la gente con questo sistema.