domenica 6 novembre 2016

Twitter: Come tradurre un tweet

Lo sapevi che su twitter è possibile tradurre in italiano qualsiasi tweet con un semplice click?
Ebbene si, grazie ad un accordo con bing traduttore, su twitter è possibile tradurre un messaggio istantaneamente, e senza bisogno di conoscere alcuna lingua straniera aggiuntiva.


Come tradurre un tweet su twitter


Bando alle ciance, vediamo subito come fare per avere immediatamente la traduzione di qualsiasi messaggio su twitter.
Quello che dobbiamo fare quando vediamo un tweet in lingua straniera, è semplicemente passare con il mouse sopra l'icona del mondo, affianco al messaggio in questione.

Apparirà subito la scritta Visualizza traduzione, sulla quale dovremo cliccare per avere la nostra traduzione.

Come tradurre un tweet su twitter

Tutto qui!
Grazie a twitter e bing infatti, il muro delle lingue straniere è finalmente abbattuto.
Anche se però devo ammettere che non sempre la traduzione che riceviamo in italiano, è molto corretta :p
Quindi, se vogliamo dare il nostro contributo per migliorare bing twitter traduttore, clicchiamo sulla voce Traduzione sbagliata, e mandiamo il nostro testo tradotto in un italiano più corretto :)

Come riprendersi una foto inviata con WeChat

Lo sapevi che se spedisci una foto su WeChat, poi puoi anche richiederla indietro? :p
Ebbene si, su wechat è possibile richiamare le foto, i video ed i messaggi inviati, in modo che l'utente destinatario non li veda più.

Se quindi hai mandato per errore una fotografia alla persona sbagliata, con wechat hai la possibilità di annullare il messaggio e di riprenderti la foto inviata.


Come riprendersi una foto inviata con WeChat


Per poter annullare un messaggio con foto (o senza) inviato su wechat, ti basta cliccare e tenere premuto sulla foto (o il messaggio).
Si aprirà un menù a tendina, clicca su Richiama.

Come riprendersi una foto inviata con WeChat

Tutto qui, hai così richiamato la tua fotografia, in modo che l'utente destinatario non potrà più vederla.
Se sei stato abbastanza veloce, il tuo amico magari non avrà neanche fatto in tempo ad aprirla, ma male che vada, non potrà comunque più guardarla in futuro, e potrai anche dirgli che se l'è sognata :p

Attezione però, è possibile richiamare/annullare foto, video e messaggi di wechat, solo entro 2 minuti dall'invio degli stessi.

Blade Runner

Blade Runner è un film fantascienza del 1982 diretto da Ridley Scott, con Harrison Ford, Rutger Hauer, Sean Young, Daryl Hannah, Brion James, Joanna Cassidy, Edward James Olmos, M. Emmet Walsh, Joe Turkel.

Blade Runner
Trama
In una futuristica Los Angeles, Rick Deckard è un cacciatore di taglie a cui viene assegnato un delicato compito, quello di catturare un gruppo di pericolosi replicanti sfuggiti al controllo.
Deckard inizierà così una scrupolosa indagine che lo porterà sulle tracce del gruppo di umanoidi, i quali però saranno disposti a tutto pur di non venir catturati o uccisi.

Recensione
Blade Runner è uno dei più famosi film di fantascienza di sempre, un vero e proprio film cult del 1982.
La cosa buffa è che questo film è ambientato nel 2019, ovvero tra poco più di 2 anni :)
Alcune cose in teoria si sono avverate e le abbiamo, altre sono ancora fantascienza.
C'è poco altro da dire su questo film di Ridley Scott, dove recitano i bravissimi Harrison Ford e Rutger Hauer (quest'ultimo rimasto poi un po' in sordina per qualche anno come attore)... guardatelo!

Link alla scheda del film su wikipedia
Leggi il post

Psicologia dell'adolescenza (10/19): Sviluppo della responsabilità, trasgressività e antisocialità

La trasgressività è una caratteristica dell'adolescenza, età in cui il rapporto con le regole educative e sociali è messo in discussione, tanto che spesso è difficile capire quando un comportamento trasgressivo può essere considerato espressione di un desiderio di crescita o di un disagio individuale, familiare o sociale.
La trasgressività di oggi non è giustificata da ideologie, come comportamento ribelle nei confronti di regole sociali o familiari non condivise e non tende a rappresentare un attacco al potere degli adulti, ma si tratta di una trasgressività privata, all'insegna della ricerca del piacere e del divertimento più che della rabbia.

Gli atteggiamenti degli adolescenti nei confronti della trasgressione
Le ricerche degli ultimi anni sottolineano che la trasgressività non coincide con un'area di rischio evolutivo o di disagio sociale, ma saper trasgredire e rischiare appare una condizione essenziale per il successo in una società sempre più competitiva.
Le ricerche hanno dimostrato che tra i giovani, aumenta il rifiuto per il comportamento violento (es. omicidi), ma diminuisce la critica alle droghe leggere, ai comportamenti omosessuali, ai rapporti prematrimoniali, alla convivenza e all'uso di materiale pirata.
Alcune propensioni alla trasgressività sono da interpretare come espressione della libertà individuale, più che come orientamento trasgressivo, fenomeno particolarmente evidente nella morale sessuale.
Una ricerca sugli adolescenti italiani ha delineato 4 orientamenti:
  • adolescenti impegnati: sensibili al bene comune, tolleranti, attenti alle aspettative delle persone
  • adolescenti punitivi: più orientati a sostenere il valore della legge e dell'autorità
  • adolescenti defilati: evadono impegni morali e sociali, danno importanza al possesso dei beni
  • adolescenti opportunisti: seguono il tornaconto del momento
Questi atteggiamenti variano in funzione dell'età e dell'estrazione culturale.

Trasgressività e transizioni evolutive
Tra i principali fattori evolutivi che possono spiegare la maggior propensione alla trasgressività ci sono: l'aumento dell'impulsività, le difficoltà di mentalizzazione, la messa in discussione dell'autorità sulla base di nuove esigenze di autonomia, l'effetto di diffusione della responsabilità determinato dall'importanza del gruppo.
Secondo Blos, è importante la dimensione impulsiva e regressiva del comportamento trasgressivo, come se il giovane fosse attraversato da desideri pregenitali non ancora capaci di organizzarsi all'interno del nuovo sé sotto il primato della genitalità.
Secondo la teoria della transizione evolutiva, la trasgressività è da ricondurre soprattutto alle maggiori opportunità decisionali dell'adolescente, derivanti dalla sua maggiore autonomia, ed in questa prospettiva i comportamenti trasgressivi sono indici di transizione che l'adolescente usa per indicare la nascente adultità.
I comportamenti trasgressivi possono essere visti come catalizzatori del cambiamento, che possono assumere il valore di segnale di disagio della transizione, sia quando ci si trova di fronte ad un sovraccarico dei compiti evolutivi, sia quando le sue esigenze evolutive non coincidono con l'offerta del contesto di sviluppo.
Secondo Kohlberg, i giudizi morali nell'infanzia sono inizialmente orientati da un atteggiamento di obbedienza, di evitamento della punizione, e da bisogni strumentali.
Esiste poi un modello per stadi, dove ci si comporterebbe in un certo modo a secondo dell'età di sviluppo, modello messo però oggi in discussione a causa della difficoltà nel dimostrare che la moralità si sviluppi in maniera così gerarchica e non in funzione dei ruoli affettivi.
E' stata dimostrata l'importanza delle differenze di genere (i maschi tendono a ragionare più in modo impersonale, le femmine invece si concentrano su questioni etiche interpersonali).
Bandura ha individuato diversi meccanismi di disimpegno morale:
  • giustificazione morale: si giustificano i danni arrecati facendo leva su scopi morali (es. giustizia nel battersi per gli ideali del gruppo)
  • etichettamento eufemistico: si ingentiliscono le offese conferendo loro uno stato di rispettabilità (es. picchiare dei compagni fastidiosi inteso solo come dargli una lezione)
  • confronto vantaggioso: azioni riprovevoli confrontate con azioni ancora più riprovevoli per essere giustificate
  • dislocazione della responsabilità: si sposta la propria responsabilità nelle mani degli altri (es. ci si comporta in un certo modo perchè si è stati istigati da altri)
  • diffusione della responsabilità: l'estensione della responsabilità al gruppo diminuisce la responsabilità del singolo
  • distorsione delle conseguenze: svalutazione dei danni provocati agli altri
  • deumanizzazione della vittima: chi viene attaccato viene spogliato della propria dignità umana e ridotto al rango di oggetto senza valore
  • attribuzione di colpa alla vittima: si da la colpa all'azione alla vittima (es. chi viene maltrattato se lo meritava) 

Sviluppo di comportamenti trasgressivi e antisociali
La trasgressione è un fenomeno molto diffuso tra gli adolescenti tanto che nella società occidentale si stima che 7/8 ragazzi su 10 commettano atti potenzialmente perseguibili penalmente.
Le tipiche trasgressioni adolescenziali riguardano il consumo di sostanze, il furto e gli atti vandalici, inoltre sembra che i maschi siano più coinvolti delle femmine in questo tipo di azioni.
Gli adolescenti antisociali sono ragazzi che manifestano più frequenti e più gravi comportamenti trasgressivi, lungo un continuum di gravità, nei quali il comportamento trasgressivo è indice di una più ampia difficoltà d'inserimento sociale e di sviluppo di una identità adulta.
Ci sono diversi modi per sviluppare il comportamento antisociale: ci sono adolescenti che già da bambini manifestano una particolare difficoltà d'adesione alle regole, bambini con gravi problemi di comportamento, spesso violenti, ci sono poi ragazzi non molto aggressivi che però iniziano a manifestare comportamenti antisociali nella tarda infanzia, trasgressioni meno gravi e commesse prevalentemente in gruppo, infine ci sono ragazzi che diventano antisociali a causa dell'uso e dall'abuso di sostanze stupefacenti.
La sequenza nello sviluppo di problemi di comportamento nell'adolescenza è abbastanza tipica: all'inizio si manifestano problemi d'attenzione, che precedono la comparsa di comportamenti aggressivi o ritirati e la manifestazione di umore depresso, si passa poi in adolescenza all'uso di sostanze e di un comportamento sessuale precoce, fino al comportamento antisociale vero e proprio e all'insorgere della delinquenza.
E' quindi importante tener conto dell'età dell'insorgenza dei problemi di comportamento, dove quelli che manifestano precocemente certi comportamenti sono di solito poco intelligenti, hanno difficoltà d'attenzione e spesso provengono da famiglie problematiche.
Gli adolescenti antisociali possono diventare adulti che fanno debiti, che giocano d'azzardo, che rispondono con la violenza alle difficoltà della vita.
Il Pittsburgh Youth Study iniziato nel 1987, è uno studio dei fattori che determinano l'insorgenza della delinquenza, uno studio dove i risultati hanno mostrato che nel campione in esame, il 44% dei più giovani mostrano assenza di delinquenza, percentuale che aumenta tra i 7-10 anni, fino a che a 12 anni 1 ragazzo su 2 mostra qualche comportamento delinquenziale e 1 su 10 un comportamento delinquenziale grave.
La sequenza nell'evoluzione del comportamento antisociale sembra essere abbastanza tipica: prima si manifesta una piccola delinquenza, seguita da un precoce consumo di birra o vino, poi da comportamenti sessuali precoci, infine si ha una delinquenza moderatamente grave e poi l'uso di tabacco, fino alla delinquenza grave e l'uso di droghe.
Tra gli elementi che favoriscono l'insorgere del comportamento antisociale, il più importante è la mancanza di senso di colpa, seguita da problemi di iperattività, impulsività e deficit d'attenzione, e dal basso rendimento scolastico.
Anche un umore depresso è correlato con la trasgressione, ma solo per i più piccoli, e tra le variabili familiari invece c'è la mancanza di controllo, la scarsa comunicazione, la punizione fisica, mentre tra i fattori socioeconomici sono rilevanti il fatto che la famiglia sia seguita dall'assistenza sociale, abbia un basso livello socioeconomico, una casa piccola, un padre disoccupato e una madre con basso livello scolastico, infine le variabili demografiche comprendono una famiglia divisa, l'etnia, una madre giovane, e anche la residenza in un quartiere a rischio.

Delinquenza
I mass media hanno diffuso l'idea che i reati violenti siano in aumento, ma in realtà la maggior parte dei reati adolescenziali sono costituiti da furti, mentre i crimini violenti sono meno del 10%.
Gli adolescenti continuano a scegliere il suicidio all'omicidio come soluzione ai blocchi evolutivi, e sembra che la differenza tra maschi e femmine tende a diminuire, oltre al fatto che i reati vengono posticipati sempre di più, questo perchè forse è aumentata la durata della scuola dell'obbligo e quindi c'è maggior controllo sociale per più tempo.
I reati sono commessi di solito in gruppo, probabilmente a causa dell'effetto di deresponsabilizzazione del singolo.
Nell'antisocialità vera e propria c'è uno stile di vita irresponsabile, con abbandono scolastico e difficoltà a trovare e mantenere un lavoro, e c'è una aggressività reattiva, e questi giovani di solito prediligono i furti e le rapine.
I reati più gravi invece vengono solitamente commessi da giovani narcisisti, egocentrici, insensibili, freddi, senza rimorso e colpa, poco ansiosi e empatici, con aggressività di tipo attivo e sadico.
In altri casi di reato invece c'è la perdita dell'esame della realtà, dovuta magari ad un disturbo mentale, ci sono poi adolescenti che commettono reati perchè inseriti in un gruppo devianti, o adolescenti immigrati poveri che commettono reati per necessità.
Spesso l'adolescente utilizza il proprio comportamento antisociale come modo di costruire la propria identità sociale, ed in generale, i problemi di comportamento sono di norma mantenuti dalla messa in atto di schemi educativi inadeguati.
Davanti ad un ostacolo insormontabile per lo sviluppo del nuovo sé, l'adolescente può decidere di eliminare l'ostacolo, a meno che non abbia già deciso di eliminare se stesso con il suicidio.
Molti pensano che l'antisocialità derivi dalla difficoltà di costruzione dell'ideale che regola l'assunzione di responsabilità del comportamento: la capacità di sentirsi in colpa, di rispondere, di impegnarsi e di farsi carico di qualcuno, quindi l'obiettivo di intervento deve essere quello di sostenere il processo di responsabilizzazione del minore.
Gli interventi più efficaci sugli adolescenti antisociali sono multimodali e integrati, ovvero progetti che agiscono sul minore e sui suoi diversi contesti e che combinano strategie psicologiche ed educative.
Con i ragazzi della prima parte dell'adolescenza è particolarmente importante l'intervento con i genitori e la scuola, con quelli della seconda parte sono invece utili gli interventi d'aiuto all'inserimento sociale e alla costruzione di una diversa idea di sé.

<< Lezione precedente - Prossima lezione >>


Torna all'elenco delle lezioni

 

sabato 5 novembre 2016

Amici miei - Atto IIIº

Amici miei - Atto IIIº è un film commedia del 1985 diretto da Nanni Loy, con Ugo Tognazzi, Gastone Moschin, Adolfo Celi, Renzo Montagnani, Bernard Blier, Franca Tamantini, Gianni Giannini, Valeria Sabel, Enzo Cannavale.

Amici miei - Atto III
Trama
Pur essendo finito su di una sedia rotelle, Raffaello Mascetti non ha certo perso la voglia di fare zingarate, così come i suoi vecchi amici.
Il gruppo, sempre più vecchio e malandato, continuerà a fare scherzi fino alla fine, sempre con il sorriso sulle labbra.
Rimasto vedovo, Mascetti finirà nella casa di riposo Villa Serena, ma i suoi compagni di zingarate non lo abbandoneranno di certo, e questo segnerà l'inizio di una serie di burle ai danni degli altri abitanti della casa di riposo.

Recensione
Amici miei - Atto 3 è l'ultimo capitolo della saga di amici miei.
Film commedia all'italiana, seguito del secondo atto, questa pellicola è sempre più triste, nonostante gli sforzi dei protagonisti per buttarla sul ridere.
Il cambio di regia segna un filino di cambio di stile, ma il film è comunque sempre ad ottimi livelli come trama, gag ed interpretazioni.
Vista anche l'età dei protagonisti, questo è stato l'ultimo film ufficiale della serie, una trilogia cult che anche rivista ai giorni nostri, non solo non ha niente da invidiare alle commedie odierne, ma è anche d'ispirazione.

Link alla scheda del film su wikipedia

Amici miei - Atto IIº

Amici miei - Atto IIº è un film commedia del 1982 diretto da Mario Monicelli, con Ugo Tognazzi, Gastone Moschin, Adolfo Celi, Renzo Montagnani, Philippe Noiret, Milena Vukotic, Franca Tamantini, Paolo Stoppa, Yole Marinelli.

Amici miei - Atto II
Trama
Dopo la morte del loro amico Giorgio Perozzi, il gruppo di inseparabili amici fiorentini torna ad essere in quattro, come prima dell'arrivo del primario burlone Alfeo Sassaroli.
L'età avanza imperterrita per tutti, ma il gruppo non demorde, e continua a fare scherzi a destra e a manca, per godersi gli anni della vecchiaia al meglio.
Neanche durante una visita al cimitero dove riposa l'amico Perozzi, il gruppo resisterà dal fare uno scherzo a discapito di un ignaro vedovo presente in quel luogo sacro.

Recensione
Amici miei - Atto 2 è il seguito ufficiale del primo amici miei, una commedia brillante e malinconica diretta da Mario Monicelli.
Sempre più divertente ma allo stesso tempo sempre più triste e malinconico, questo film mostra la lotta dell'uomo all'avanzare degli anni.
Lotta destinata ad essere persa in partenza, ma che il gruppo di amici affronta senza mai perdere il sorriso.
Per essere un film comico è comunque assai deprimente, ma Amici miei 2 è indubbiamente un ottimo film made in italy.

Link alla scheda del film su wikipedia

Amici miei

Amici miei è un film commedia del 1975 diretto da Mario Monicelli, con Ugo Tognazzi, Gastone Moschin, Philippe Noiret, Duilio Del Prete, Adolfo Celi, Bernard Blier, Marisa Traversi, Milena Vukotic, Franca Tamantini.

Amici miei
Trama
Quattro inseparabili amici fiorentini che si conoscono fin da piccoli, pur essendo ormai anziani, continuano a fare burle e scherzi alla gente.
Abbiamo il conte decaduto Raffaello "Lello" Mascetti, l'architetto Rambaldo Melandri, il redattore capo Giorgio Perozzi, ed il barista Guido Necchi.
A questi quattro amici di base, si aggiunge poi un altro compagno di burle, il primario Alfeo Sassaroli.
Insieme ne combineranno di tutti i colori, a discapito di ignari e sconosciuti malcapitati, ma anche di parenti ed amici.

Recensione
Amici miei è il primo film di una trilogia divenuta poi un cult del cinema italiano.
Diretto da Mario Monicelli nel 1975 e con un cast d'eccezione, questa commedia malinconica tratta il tema dell'amicizia.
Amicizia nel bene e nel male, con alti e bassi, ma soprattutto fatta di tanti scherzi e risate, anche nei momenti più difficili della vita.
Un film che ha fatto storia, da guardare.

Citazione più famosa del film
"Supercazzola prematurata con scappellamento a destra"

Link alla scheda del film su wikipedia
Leggi il post

Psicologia dell'adolescenza (9/19): Tentato suicidio

In Italia, nel periodo dal 1987 al 2000 non sono state riscontrate variazioni significative del fenomeno del suicidio giovanile.
Mediamente si hanno 46 suicidi di minori all'anno, valore che ci porta tra i paesi europei con minor numero di suicidi giovanili (tra i 15 e i 24 anni).
Il suicidio non è un fenomeno tipico dell'età giovanile, i suicidi dei minori non superano il 2% dei suicidi, invece il tentato suicidio è un fenomeno più tipicamente giovanile.
I minorenni pensano al suicidio o arrivano ad inscenarlo più del resto della popolazione, ma per fortuna non riescono a metterlo in pratica come fanno gli adulti, inoltre, il suicidio è più frequente nei maschi che nelle femmine, mentre il tentato suicidio è più frequente nelle femmine.

Psicodinamica del tentato suicidio
Si ipotizza che a far inscenare il suicidio sia una problematica evolutiva, un dolorosissimo scacco nella realizzazione di uno o più compiti evolutivi adolescenziali.
Infatti, diversi studi hanno mostrato l'assenza totale di psicopatologia in chi è reduce da un tentato suicidio, inoltre questi ragazzi sembrano avere molti amici, un buon profitto scolastico ed una buona famiglia.
Secondo Ladame, il suicidio è tentato da un adolescente che non riesce a portare a compimento il processo di separazione ed individuazione della propria madre, e che quindi si sente costretto a replicare lo sforzo di farsi completamente accettare e capire da lei, senza riuscire ad investire i propri affetti e desideri su nuovi oggetti d'amore.
L'adolescente tenta il suicidio perchè non riesce ad ottenere l'amore della madre e quindi si offre in sacrificio con la speranza che possa realizzare l'antico bisogno di fondersi in una unità inscindibile.
Quindi basta un banale incidente relazionale nel percorso evolutivo dell'adolescente che non ha superato bene la separazione con la madre, per esporlo al rischio di sperimentare l'istinto suicida che gli propone di morire come soluzione dei problemi e come modo per ricongiungersi con la madre (la quale affranta si convincerà dell'estrema devozione del figlio).
Il corpo è attaccato perchè l'adolescente che tenta il suicidio non è ancora riuscito a mentalizzarlo e perciò non coincide con il sé, quindi l'atto suicida conserva un valore difensivo dell'integrità e della continuità del sé ed ha al proprio interno un progetto disperatamente evolutivo.
Secondo Jeammet, il tentato suicidio rappresenta un modo per riprendere controllo sul proprio destino, riappropriandosi della propria vita (riacquistando il controllo della realtà interna) proprio nell'attimo in cui si rischia di morire.
Il tentato suicidio rappresenta quindi una violenza contro il sé, ma attraverso il corpo sono i genitori ad essere presi di mira, dato che il corpo per gli adolescenti simbolizza il legame con le figure genitoriali.
Secondo Pommereau, l'atto suicida è sempre rivolto verso qualcuno, dove attraverso la morte si esce da una situazione insostenibile e si realizza uno stato di fusione eterna con l'altro, che libera dalle sofferenze narcisistiche e dalle angosce d'abbandono.
Secondo i Laufer, il gesto autolesivo documenta un crollo psicotico preparato da lungo tempo, e gli adolescenti che tentano il suicidio non sembrano consapevoli della realtà della morte, ipotizzando solo uno stato di quiete senza conflitti.
Cmq solo dopo la pubertà i ragazzi possono decidere coscientemente di morire, e la maturazione sessuale si accompagna alla capacità di fantasticare o realizzare il suicidio, inoltre i Laufer hanno dimostrato che i reduci dal tentato suicidio odiano il proprio corpo sessuato, e quindi il tentato suicidio sembra accompagnato e preceduto dal disgusto nei propri confronti.

Fattori di rischio
E' stato dimostrato che chi tenta il suicidio non soffre di una vera e propria depressione.
L'adolescente che tenta il suicidio sembra non percepire bene la realtà, non si rende conto bene delle conseguenze di quello che sta per fare.
Ad innescare la crisi non sembra essere il senso di colpa, la disperazione o alla perdita dell'oggetto d'amore, ma alla perdita della speranza di riuscire a farsi amare, uno scacco della propria capacità di avere fiducia nelle possibilità di recuperare l'amore e l'onore perduto.
Le rotture sentimentali provocano sentimenti di incapacità e quindi provocano la vergogna, ed è proprio la vergogna acuta che determina una veloce inibizione delle altre funzioni mentali e che porta ad un urgente bisogno di scomparire, di non dover affrontare la gogna, l'onta sociale, la perdita della bellezza narcisistica e dell'onore affettivo e sentimentale.

Il corpo disponibile
Quasi tutti gli adolescenti che tentano il suicidio hanno mostrato negli anni o nei mesi precedenti un conflitto col proprio corpo, alterando in modo significativo la condotta alimentare, sviluppando vissuti dismorfobici o esprimendo lamentazioni ipocondriache.
La tentazione di morte accompagna molti adolescenti, e tra gli studenti delle scuole superiori almeno il 20% fantastica ogni tanto il suicidio.

La famiglia dell'adolescente che tenta il suicidio
Il suicidio è un disperato tentativo di recuperare il controllo, di difendere la propria identità minacciata dal disonore o dalla cancellazione, ed è anche un gesto pieno di intenti comunicativi.
Ogni azione degli adolescenti che irrompe bruscamente nel quotidiano lascia intendere quanto sia forte il bisogno di comunicare qualcosa che non può essere detto altrimenti.
Il destinatario del messaggio finale è sempre un genitore, ed è quindi per il genitore che si tenta il suicidio, per dirgli qualcosa.
Gli psicoanalisti lavorano affinché i genitori comprendano il messaggio dell'adolescente, il prima possibile, prima che egli tenti nuovamente di recapitarglielo (tentando nuovamente il suicidio).
Il messaggio alla madre è di solito centrato sulla richiesta di perdono per la crescita sfuggita di mano, punita da diversi frustrazioni accumulate su vari campi, e la madre deve quindi rispondere trasmettendo disponibilità, dando più spazio ma garantendo una vicinanza estrema.
Il padre generalmente rimane spiazzato da questo gesto e non sa come rispondere, perchè non si aspetta di essere lui la causa di quel disperato gesto.
Il messaggio primario è quindi sempre rivolto ai genitori, mentre può anche esserci un messaggio secondario a docenti cattivi, amori traditi, ecc...
Il gesto del suicidio è un gesto per farsi ascoltare, ma dopo quel gesto, anche se i genitori sono pronti ad ascoltare, il ragazzo non ha più nulla da dire, perchè ha già detto tutto con quel gesto (che andrebbe interpretato) e ciò rende la comunicazione successiva molto difficile e complessa.

Suicidio di un compagno di scuola
I genitori sono le vittime della decisione del suicida, e per molti anni ne rimangono segnati.
Anche gli amici più intimi e i compagni di scuola possono però rimanere traumatizzati ed in alcuni casi il gesto corre il rischio di essere emulato.
Nel corso degli ultimi anni sono stati predisposti alcuni interventi di prevenzione al suicidio, dove la prevenzione primaria è molto difficile, quindi si cerca per lo meno di lavorare sulla prevenzione secondaria, perchè se il messaggio non viene accolto, il gesto può ripetersi.
Il principale fattore di rischio di morte per suicidio è infatti l'averlo già tentato prima, quindi bisogna lavorare bene e velocemente per cercare di capire cosa tormenta l'adolescente in crisi.

<< Lezione precedente - Prossima lezione >>


Torna all'elenco delle lezioni

 

venerdì 4 novembre 2016

Come trovare nuovi amici su WeChat

WeChat, oltre ad essere un'ottima app per cellulare per chattare con i propri amici, consente di poter ricercare anche nuove conoscenze.
Trovare nuovi amici con cui chattare su wechat può essere un simpatico passatempo, oppure anche un metodo alternativo per trovare l'anima gemella online.
Vediamo quindi come fare.


Come trovare nuove persone / amici su WeChat


Trovare nuovi contatti su wechat è molto semplice, basta cliccare sul bottone in fondo alla pagina, Scopri.

Adesso avremo a disposizione due opzioni.
Potremo infatti chattare con perfetti sconosciuti tramite l'opzione Agita, oppure usare la ricerca di persone vicine.

Come trovare nuove persone su WeChat

Se scegliamo l'opzione Agita, dovremo semplicemente cliccare sulla suddetta voce, poi agitare forte il telefono.
WeChat si metterà a cercare una persona che sta agitando il telefono proprio in quel momento come te, e ti mostrerà il suo nickname e la distanza da cui si trova da te.
Se la persona trovata agitando il telefono ti aggrada, clicca sul suo nome ed inizia a chattare.

agita wechat

L'altro metodo invece è un po' più chirurgico se si vogliono trovare persone vicine che usano wechat, ma che soprattutto parlano la nostra stessa lingua.
Clicchiamo su Persone vicine ed attendiamo il caricamento della pagina.
Al termine della ricerca (per la quale dobbiamo aver abilitato il gps), ci verranno proposte una serie di persone con le quali poter chattare, che potremo anche filtrare per sesso (entrando nelle solite opzioni cliccando sui 3 puntini verticali in alto a destra nella pagina).

Persone vicine WeChat

Bene, ora sapete come trovare nuovi amici con cui chattare su wechat, nuove persone con cui scambiare 4 chiacchere, o anche qualcosa di più... Buona caccia! :)

Come disconnettere tutti i computer connessi con Whatsapp

Grazie alla funzionalità whatsapp web, da un po' di tempo a questa parte è possibile chattare con whatsapp anche stando comodamente seduti davanti ad un computer.
Questa bella funzionalità però, ha pro e contro.
In primis la nostra privacy è un po' ridotta a causa delle dimensioni dello schermo sul quale scriviamo (ad esempio al lavoro qualcuno potrebbe vedere il monitor del nostro pc), poi, c'è anche il rischio di dimenticarsi qualche sessione aperta su dei pc che utilizzano anche altre persone.


Come disconnettere tutti i computer connessi con Whatsapp


Se non siamo sicuri di aver disconnesso ogni computer sul quale abbiamo utilizzato whatsapp web, c'è per fortuna un metodo universale ed infallibile per disconnettere in un colpo sol tutti i pc connessi con whatsapp.

Non si tratta solo di pc ovviamente, basta infatti un qualsiasi dispositivo che abbia un browser, per poter lanciare whatsapp web.
Vediamo dunque come scollegare tutti i dispositivi da whatsapp web.

Apriamo whatsapp dal cellulare, poi apriamo la sezione Whatsapp Web cliccando sui 3 puntini verticali in alto a destra nella finestra del programma.

Nella finestra che si aprirà, avremo l'elenco dei dispositivi connessi a whatsapp, clicchiamo semplicemente su Disconnetti da tutti i computer.

Come disconnettere tutti i computer connessi con Whatsapp

In un colpo solo, con un solo click, avremo scollegato il nostro profilo whatsapp da tutti pc con il quale abbiamo fatto accesso tramite il sito whatsapp web.
Whatsapp privacy: Done!