lunedì 14 novembre 2016

City of God

City of God è un film drammatico del 2002 diretto da Fernando Meirelles, Katia Lund, con Alexandre Rodrigues, Leandro Firmino, Phellipe Haagensen, Seu Jorge, Douglas Silva, Jonathan Haagensen, Renato de Souza, Matheus Nachtergaele, Jefechander Suplino.

City of God
Trama
Rio de Janeiro, alla fine degli anni settanta, nella Favela di Cidade de Deus, la città di Dio, si intrecciano le vicende di due giovani: Buscapé e Dadinho.
Buscapé ha il sogno nel cassetto di diventare fotografo, Dadinho invece, è un vero e proprio aspirante criminale.
Cresciuti nello stesso ambiente, ma seguendo strade diverse, i due dovranno sopravvivere in mezzo alla povertà ed alla delinquenza.

Recensione
City of God parla delle Favelas e della delinquenza che c'è in Brasile, soprattutto tra i giovanissimi.
Un bellissimo film che è tratto da un libro autobiografico, quindi si tratta di una storia vera romanzata.
City of God è in grado di tenerti attaccato allo schermo dall'inizio alla fine, grazie alla storia davvero avvincente ed ai suoi giovani protagonisti.
Un viaggio nel degrado delle Favelas, che un po' ricorda alcune nostre città malfamate, dove ai giovanissimi viene data in mano una pistola al posto che una penna.

Link alla scheda del film su wikipedia

Come rimuovere la cronologia delle modifiche di post e commenti su Facebook

Come spiegato pochi post fa, facebook ha da un po' introdotto la cronologia dei post e dei commenti.
Questa simpatica funzione, spoilera a tutti ciò che avevamo scritto prima di andare a modificare un post o un commento, e questo non è sempre un bene.
Vediamo cosa si può fare per rimediare a questa spoilerosa funzionalità fb.


Come rimuovere la cronologia delle modifiche di post e commenti su Facebook


Per poter eliminare la cronologia delle modifiche di un post o di un commento su facebook, occorre prima di tutto andare a ripescare il post in questione.
Ora, guardando nella schermata della cronologia delle modifiche, che sia un commento (quindi con il bottone modificato) o proprio un nuovo post (quindi cliccando sulla freccia a destra del post), vedremo che non c'è alcun bottone Elimina affianco a ciascuna voce della cronologia.

Come rimuovere la cronologia delle modifiche di post e commenti su Facebook

Quindi come si può fare per cancellare la cronologia delle modifiche di post e commenti su facebook?
Semplice, non si può!... Fermi tutti, non chiudete questo pagina arrabbiati :p

In realtà, è possibile cancellare la cronologia di un post o di un commento su facebook, ma bisogna agire a monte e più radicalmente, ovvero occorre eliminare il post o il commento e riscriverlo.

elimina il post incriminato

Così facendo, potremo riscrivere la storia da zero, e senza macchia.
Per i post ovviamente è più semplice, perchè si riparte da zero, mentre per i commenti potrebbe risultare meno lineare la cosa, se qualcuno ha commentato subito dopo di noi... si perderà di continuità... ma sempre meglio che lasciare tracce scomode su facebook no?

Quindi, ricapitolando: l'unico modo per cancellare la cronologia delle modifiche di un post o di un commento su facebook, è quello di cancellare il post/commento stesso e di riscriverlo.

PS Ovviamente se qualcuno vi aveva già segnalato su facebook per qualcosa che avevate scritto, gli amministratori potreanno risalire al post anche se avete cancellato la cronologia (ed il post) e lo avete riscritto... quindi ocio a quello che scrivete!
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Come commentare in ASP Classic

Se ancora usi l'asp classic, il vecchio ma sempre buono linguaggio di programmazione per il web asp, forse ti interesserà sapere come commentare una o più righe di codice.
Un commento in asp ti consente di non fare eseguire del testo, che viceversa verrebbe interpretato.


Come commentare in ASP Classic


Per commentare una riga di codice in asp classic, basta inserire un apice all'inizio della riga da commentare, così:

<%
'Ciao questo è un commento in asp classic
%>

E per commentare più righe di codice contemporaneamente in asp classic?
Brutte notizie, non è possibile commentare un'intera parte di codice asp classic con un semplice comando, ma bisogna commentare riga per riga con l'apice.
Ad esempio:

<%
'accidenti,
'in asp classic
'ogni riga di codice da commentare
'va scritta a mano con un apostrofo ad inizio riga!
%>

Se si pensa agli altri linguaggi di programmazione, questa è una grande limitazione (rima).
Tuttavia però, ci sono diversi software / editor di testo che consentono di inserire (e togliere) gli apici, e quindi i commenti asp, su più righe selezionate contemporaneamente, in modo da supplire a questo limite del linguaggio di programmazione.

Aumentare dimensioni file caricabili su Wordpress sotto Wamp

Su Wordpress, ma nel php in generale, le dimensioni massime dei file caricabili, sono settate di default ad un valore che potrebbe aggirarsi sui 2M (mega).
Spesso però questo parametro non basta a garantire il caricamento sul nostro sito wordpress (e non) di file di grosse dimensioni, vediamo quindi come superare questo limite.


Come aumentare le dimensioni dei file caricabili su Wordpress sotto Wamp


Per un sito php standard, per poter aumentare le dimensioni dei file da caricare online, basta modificare il file di configurazione chiamato 'php.ini'.

Nel php.ini cercare e modificare/aumentare a vostra discrezione i seguenti parametri:
memory_limit = 32M
upload_max_filesize = 20M
post_max_size = 32M


Dopodichè, riavviare apache (o il webserver che state usando), per rendere effettive le modifiche.

Su wamp però, la cosa è un filino più complicata, nel senso che anche modificando il file php.ini presente nel percorso standardard (es: C:\wamp64\bin\php\php5.6.16\php.ini), le modifiche non vengono percepite neanche dopo il riavvio di Apache.

Infatti, caricando un file su wordpress sotto wamp che superi le dimensioni massime consentite, viene fuori il seguente messaggio:
"Dimensione massima di caricamento file: 2 MB.
NOMEFILE.ESTENSIONE supera la dimensione massima di caricamento per questo sito."


Quindi, per poter modificare le dimensioni massime di un file caricabile su wordpress sotto wamp (windows, apache, mysql, php), occorre modificare il php.ini presente su un altro percorso, questo:
C:\wamp64\bin\apache\apache2.4.17\bin\php.ini

Ovviamente il percorso esatto dipende dalla versione di apache che avete installato sul vostro server.
Inoltre, non si tratta di un vero e proprio php.ini / file di testo, o meglio si, ma più precisamente si tratta di un file di tipo collegamento (.symlink).

Aumentare dimensioni file caricabili su Wordpress sotto Wamp


Un altro modo per trovare velocemente questo php.ini da modificare, è quello di cliccare con il tasto sinistro sull'icona di wamp, e poi cliccare su php ed infine su php.ini.

Increase File max size Worpdress Wamp

Questo è in fatti il metodo universale per modificare il php.ini sotto Wamp.
Tuttavia questo metodo potrebbe non funzionare se avete installato wamp in un percorso diverso da quello di default.
Infatti, forse per un baco del programma, se cliccate sul php.ini dal menù wamp installato su una directory o un drive diverso da quello proposto in fase di installazione, vi da errore e non vi fa modificare il file php.ini (forse perchè non lo trova)... o almeno, a me faceva così.
Ma non preoccupatevi comunque, come scritto sopra, potrete andare a modificarlo a mano, cercando il file collegamento php.ini nella cartella bin di Apache sotto Wamp.

Increase File max size Worpdress Wamp: Done!

Gli invisibili

Gli invisibili è un film drammatico del 2014 diretto da Oren Moverman, con Richard Gere, Ben Vereen, Jena Malone, Kyra Sedgwick, Steve Buscemi, Jeremy Strong, Danielle Brooks, Yul Vazquez, Brian d'Arcy James.

Gli invisibili
Trama
George è un vagabondo di New York, un senzatetto che ha perso tutto e che ora vive come può.
George però non ha ancora accettato la sua situazione, tanto che inizialmente rifiuta il fatto di essere considerato come gli altri clochard senza una casa.
Oltre a dover sopravvivere nella fredda New York, George dovrà anche provare a riallacciare il rapporto con sua figlia, che è tutto ciò che resta della sua famiglia.

Recensione
Gli invisibili (Time Out of Mind) è un drammatico film in cui il premiatissimo Richard Gere interpreta un senzatetto, un homeless.
Un film disarmante sulla condizione umana, dove ogni speranza sembra ormai persa.
La burocrazia per avere l'aiuto, la difficoltà nell'accettare di aver bisogno d'aiuto, la difficoltà ad adettarsi alla nuova vita ed al nuovo ambiente da strada, rischiano di far perdere anche la più forte delle menti.
Davvero un bel film, con delle inquadrature distanti che sembrano voler rappresentare lo sguardo della gente.
Se devo però fare un appunto a questo film, c'è il fatto che non si capisce chi sia questo George e come sia finito in mezzo ad una strada... ma forse la cosa è voluta, dato che alla fine è solo uno dei molti senza tetto e senza nome.

Link alla scheda del film su wikipedia

domenica 13 novembre 2016

HTML: Differenza tra ALT e TITLE nelle immagini

In html esistono due attributi molto importanti per le immagini (e non solo), sto parlando degli attributi alt e title.
Vista la loro similitudine d'utilizzo nei vari tag html, qualcuno potrebbe anche non conoscerne la differenza, quindi vediamo subito di fare un po' di chiarezza a riguardo.


Differenza tra gli attributi ALT e TITLE nelle immagini in HTML


Per poter spiegare la differenza tra title ed alt nelle immagini e non, vediamo le due definizioni di questi utilissimi attributi di tag html.

ALT:
Alt sta per testo alternativo (alternate text), ovvero quell'attributo del tag <IMG> (e non solo) che in HTML fornisce un'informazione testuale alternativa, quando le immagini non possono essere visualizzate.
Questo può accadere in caso di immagini rotte (cancellate dal server, o link src errati), ma anche nel caso si navighi con browser solo testuali (es. per non vedenti), ed è quindi un attributo molto utile che deve essere usato per descrivere cosa viene mostrato nell'immagine, nel caso questa non possa essere caricata.
Esempio di alt attribute html:
<img alt="American History X" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEh1MMgY9CPBY6TRppjaVT4JYoOnJdvQrsmDI7-c5EkjWOcrKmGK1p86WapK5z6vxyNujyO1Q7Fe97DYqZbVDQMHb-L9c6Bd0qkYjp3eUqZpl92TqjCi66davP7cCQYR_ffiJHimMBcUpwaH/s72-c/american-history-x.jpg" />

TITLE:
L'attributo title (titolo) nelle immagini viene usato per dare alcune informazioni aggiuntive sull'immagine mostrata, e dovrebbe seguire più o meno le regole usate per il tag title.
L'attributo title in alcuni browser viene anche mostrato come suggerimento tooltip, al passaggio del mouse sulle immagini.
Esempio di title attribute html:
<img src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEh1MMgY9CPBY6TRppjaVT4JYoOnJdvQrsmDI7-c5EkjWOcrKmGK1p86WapK5z6vxyNujyO1Q7Fe97DYqZbVDQMHb-L9c6Bd0qkYjp3eUqZpl92TqjCi66davP7cCQYR_ffiJHimMBcUpwaH/s72-c/american-history-x.jpg" title="Copertina del film" />

HTML: Differenza tra ALT e TITLE nelle immagini

Quindi per scrivere un buon html, nel tag img vanno messi entrambi gli attributi, sia il title che l'alt:
<img alt="American History X" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEh1MMgY9CPBY6TRppjaVT4JYoOnJdvQrsmDI7-c5EkjWOcrKmGK1p86WapK5z6vxyNujyO1Q7Fe97DYqZbVDQMHb-L9c6Bd0qkYjp3eUqZpl92TqjCi66davP7cCQYR_ffiJHimMBcUpwaH/s72-c/american-history-x.jpg" title="Copertina del film" />

Compilare sia il title che l'alt delle immagini è dunque importante per aumentare l'accessibilità di un sito web, ma non solo, lo è anche per un'altra cosa molto rilevante di questi tempi: google.
Ebbene si, a google e ad altri motori di ricerca, piacciono molto questi attributi nei tag html, e non usarli potrebbe anche penalizzare il nostro sito a livello di indicizzazione.

Se vi è un po' più chiara la differenza tra tag e title in html... buon lavoro :)

PS si lo so, per pigrizia in questo articolo ho compilato il title e l'alt dell'immagine uguali, e questo è male, lo so :p
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Psicologia dell'adolescenza (12/19): Valutazione clinica

La valutazione clinica considera le modalità di funzionamento psichico di un individuo, la sua capacità ad adattarsi al proprio contesto, il suo livello di benessere o sofferenza.
In adolescenza difficilmente la normalità coincide con l'assenza di sintomi, ma è in funzione dei compiti che questa fase propone, dalla cui risoluzione dipende il successivo sviluppo.
Quindi, valutare un adolescente significa considerare il modo in cui affronta i compiti evolutivi.
Tanto più i bisogni di rassicurazione e rispecchiamento sono intensi, tanto più rappresentano una minaccia per la stabilità e l'autonomia del sé.

Valutazione categoriale e dimensionale
Il più importante strumento diagnostico per la valutazione categoriale è il DSM-IV-R della American Psychiatric Association, dove i casi clinici sono definiti in base alla sintomatologia, intesa come raggruppamento di segni e di sintomi, la cui frequente co-occorrenza fa supporre una patogenesi sottostante.
Esiste anche l'International Classification of Desease (ICD) un sistema classificatorio più flessibile ma meno preciso del DSM.
Le critiche al DSM sono diverse: è insufficiente nel rilevare e descrivere la complessità di alcuni disturbi, inoltre non considera la dimensione evolutiva.
Un modello di valutazione alternativo a quello categoriale è quello dimensionale, che individua nella diversa distribuzione di alcuni tratti le differenze di personalità tra i singoli ed in questa prospettiva i disturbi sono considerati amplificazioni patologiche di alcuni di questi tratti.
Uno strumento di valutazione dimensionale molto diffuso è il Minnesota Multiphasic Personality Inventory (MMPI), un test di personalità efficace per la formulazione di diagnosi psichiatriche e la valutazione della gravità dei disturbi psicopatologici, che però è stato criticato perchè si adatta poco alla fase adolescenziale in cui la distribuzione dei tratti è soggetta a continui mutamenti.
Un modello che supera i limiti dei modelli categoriali e dimensionali per gli adolescenti è il modello di psicopatologia evolutiva, basato su concetti e metodologie utili alla comprensione dello sviluppo mentale e patologico infantile (ma applicabili anche ad altre fasi della vita) dove, secondo questo modello, il soggetto si confronta in ogni fase di sviluppo con diversi compiti adattivi, in una relazione dinamica con l'ambiente.
Questo modello considera la psicopatologia un fallimento nella risoluzione dei compiti evolutivi, ed identifica inoltre i fattori di rischio/vulnerabilità e i fattori protettivi.

Valutazione e diagnosi psicodinamica
La psicopatologia psicodinamica si propone di comprendere le dinamiche di funzionamento psichico attraverso un criterio strutturale, in quanto la diagnosi psicodinamica riconduce i fenomeni sintomatici a una struttura di fondo.
Per struttura si intendono gli elementi nucleari della personalità e le loro modalità d'organizzazione.
L'approccio psicodinamico considera le relazioni tra conflitti inconsci, le funzioni dell'Io, le istanze ideali, i meccanismi di difesa, le relazioni oggettuali.
La struttura di personalità presenta caratteri fisiologicamente fluidi e in trasformazione ed una valutazione psicodinamica in adolescenza non corrisponde ad una diagnosi strutturale di personalità, dato che nessuna struttura si è ancora stabilizzata, ma valuta invece come l'individuo si sta costruendo l'identità.

Bilancio evolutivo
I compiti evolutivi sono divisi in:
  • fase puberale (12-14 anni): elaborazione dei cambiamenti del corpo e l'integrazione dei caratteri sessuali
  • fase della seconda adolescenza (14-16): si affrontano i processi di separazione
  • fase della tarda adolescenza (16-19): questioni sull'identità ed il processo di soggettivazione
Bisogna quindi stabilire se l'adolescente ha risorse sufficienti per affrontare le questioni che gli si pongono, e la consultazione ha lo scopo di promuovere un bilancio della crescita in corso, rilevando ostacoli, blocchi o conflitti evolutivi (e si può consultare sia il ragazzo che i genitori e chiunque faccia parte del suo ambiente evolutivo).

Valutazione del contesto e costruzione del progetto
Lo spazio psichico allargato dell'adolescente rende la crisi evolutiva adolescenziale difficilmente superabile con interventi clinici centrati esclusivamente sugli aspetti intrapsichici, ed è quindi importante comprendere le dinamiche di funzionamento del contesto relazionale in cui l'adolescente è inserito.
Viene quindi usata una équipe multiprofessionale che osserva l'adolescente all'interno delle sue diverse appartenenze, e la valutazione non è finalizzata alla diagnosi di un disturbo, ma alla comprensione del senso soggettivo delle scelte e dei comportamenti dell'adolescente e della loro valenza espressiva e comunicativa nei confronti dell'ambiente.

Strumenti di valutazione clinica in adolescenza
Nella valutazione clinica è possibile usare diversi strumenti: test, scale o colloqui strutturati.
La formulazione di diagnosi attraverso questionari o interviste difficilmente consente di formulare ipotesi complesse sull'organizzazione della personalità, così come la comprensione clinica del paziente attraverso colloqui clinici e test proiettivi non è abbastanza oggettiva, quindi la soluzione migliore sembra quella di integrare queste modalità di diagnosi.

Test proiettivi
Il test proiettivo è una prova clinica fatta più per comprendere che per valutare, che consente risposte libere da cui è possibile ricavare indicazioni sul funzionamento psichico del soggetto.
La prova proiettiva chiede di coniugare i contenuti manifesti della figura con i contenuti fantasmatici latenti che lo stimolo evoca, e solo l'adolescente sufficientemente sano, capace di un libero uso del proprio immaginario può farlo, mentre ad esempio gli adolescenti antisociali spesso non sanno giocare con i contenuti della propria mente e considerano mortificante la proposta dei test proiettivi, reagendo con atteggiamenti critici e svalutativi.
L'impossibilità di lasciarsi andare al gioco creativo e il non farsi coinvolgere dall'invito regressivo sono importanti indicatori diagnostici.
I test proiettivi più usati in Italia sono: Rorschach, TAT (inventare storie), Black pictures.

Scale di valutazione ed interviste diagnostiche
Scale di valutazione, questionari e interviste sono strumenti diagnostici che non richiedono l'interpretazione da parte del clinico, è però necessario che siano costruite seguendo un rigore metodologico (attendibilità e validità) e sottoposte a standardizzazione.
Si possono distinguere 3 categorie principali:
  • scale di valutazione: si riferiscono ad un costrutto o a una dimensione
  • questionari: è richiesto a chi compila di esprimere il grado di accordo
  • interviste diagnostiche (strutturate o semistrutturate): favoriscono una raccolta organica di informazioni sugli aspetti cardine del funzionamento psichico e sul quadro clinico del paziente
Gli strumenti non proiettivi più usati nella valutazione di adolescenti sono: la scala di valutazione del funzionamento globale, il kiddie schedule for affective disorders and schizophrenia (K-SADS), la diagnostic interview schedule for children (DISC-IV), la symptom checlist-90-R, l'offer self image questionnaire-R, il youth self report.
Queste scale misurano costrutti generali, mentre scale che misurano psicopatologie specifiche sono il children depression inventory e il savry.

L'intervista strutturale
L'intervista strutturale di Kernberg considera tra i fattori diagnostici fondamentali la diffusione d'identità.
Kernberg osserva che i pazienti borderline hanno manifestazioni complesse opposte e coscienti, immagini contraddittorie di sé e dell'oggetto, la cui contemporanea presenza nella coscienza deriva da meccanismi primitivi come lo splitting.
Questo tipo di intervista è un colloquio diagnostico basato sulla teoria psicoanalitica delle relazioni oggettuali che consente di fare una diagnosi strutturale di personalità.
L'intervista strutturale si basa su 3 criteri diagnostici: diffusione di identità, difese primitive, esame di realtà.
Il paziente con diffusione di identità non riesce a mostrare a chi lo intervista una chiara idea di sé, comportandosi diversamente in contesti diversi.

Aspetti relazionali della somministrazione di test proiettivi ad adolescenti
I test proiettivi acquistano capacità riflessive solo all'interno di un contesto relazionale adeguato.
Gli adolescenti tollerano male la passività e difficilmente si adattano al modello medico dell'adulto esperto che somministra i test, mentre prediligono la condivisione di un'esperienza emotiva conoscitiva.
Lo psicologo quindi non può limitarsi ad essere l'esaminatore neutrale, ma deve essere il garante emotivo del processo in corso, la cui presenza rinforza il desiderio e contiene le ansie, riducendo chiusure difensive dei processi mentali.

Restituzione come rispecchiamento
La fase di valutazione si può concludere con una lettura commentata e discussa di una relazione scritta che descrive i risultati dei test.
Questa relazione deve servire a favorire l'instaurarsi di una alleanza di lavoro, e la mediazione del materiale scritto favorisce e ritualizza il rispecchiamento, avviando il processo di rappresentazione di una nuova immagine di sé.
La relazione scritta introduce il terzo oggetto concreto che testimonia all'adolescente di essere stato pensato, ed è sia oggetto transizionale che oggetto culturale.
La relazione dovrà essere scritta in un linguaggio che consenta al soggetto di riconoscersi nel proprio ritratto, ovvero nel suo stesso linguaggio, evitando espressioni tecnicistiche.
L'adolescente può identificarsi con questo ritratto di sé o prenderne le distanze, in ogni caso, la restituzione gli consente di affacciarsi sul proprio mondo interno, con le sue difficoltà e conflitti, alla presenza di un adulto che lo contiene e lo sostiene.

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sabato 12 novembre 2016

American History X

American History X è un film drammatico del 1998 diretto da Tony Kaye, con Edward Norton, Edward Furlong, Beverly D'Angelo, Jennifer Lien, Ethan Suplee, Fairuza Balk, Elliott Gould, Avery Brooks, Stacy Keach.

American History X
Trama
Derek Vinyard è un giovane neonazista finito in carcere dopo aver ucciso un ragazzo di colore.
In prigione però Derek cambierà, perdendo l'odio che lo ha accompagnato per tutta la sua giovinezza.
Uscito dal carcere, Derek cercherà di tirare fuori dal mondo del razzismo, il suo giovane fratello Danny, che nel frattempo ha deciso di seguire le sue orme.

Recensione
American History X è un film cult drammatico di fine anni 90.
Un film che parla del razzismo radicato in America, dell'odio tra neri e bianchi, in una sorta di lotta, razzismo e discriminazione non solo unidirezionale.
Un ottimo film, ben diretto e ben interpretato, con un bravissimo Edward Norton, un attore che difficilmente non lascia il segno nelle sue pellicole.

Link alla scheda del film su wikipedia

Collateral

Collateral è un film thriller/drammatico del 2004 diretto da Michael Mann, con Tom Cruise, Jamie Foxx, Jada Pinkett Smith, Mark Ruffalo, Peter Berg, Javier Bardem, Emilio Rivera, Bruce McGill, Irma P. Hall.

Collateral
Trama
Max è un tassista che svolge il suo lavoro con il solo scopo di mettere i soldi da parte per poter poi cambiare vita.
Una sfortunata sera però, Max incontra Vincent, un cliente apparentemente come tutti gli altri, ma che in breve tempo si rivela essere uno spietato sicario con una missione ben precisa.
Per Max inizierà così una disperata notte fatta di sangue e terrore, dove dovrà cercare di rimanere vivo accontentando tutti i voleri del suo spietato passeggero.

Recensione
Collateral è un film drammatico del 2004 diretto dal brillante Michael Mann, e con due attori d'eccezione, Tom Cruise e Jamie Foxx.
La trama del film è semplice quanto geniale, insomma funziona, è accattivante e decisamente scorrevole.
In più in questo film d'azione, non c'è solo violenza, ma anche una certa classe nel mostrare le cose. Ad esempio gli estimatori della buona musica apprezzeranno il momento Jazz.

Link alla scheda del film su wikipedia
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Psicologia dell'adolescenza (11/19): Adolescenza e sostanze psicoattive

L'uso di droghe tra gli adolescenti è un fenomeno molto diffuso, e nell'ultimo decennio è diventato addirittura un aspetto della costruzione dell'identità.
L'alcol, il tabacco e la cannabis sono tra le sostanze più usate tra i giovani, e i giovani che rifiutano l'assunzione di ogni sostanza sono una minoranza, come lo sono quelli che ne abusano tanto da svilupparne una vera dipendenza.
Esistono dei veri e propri stili di comportamento in relazione alle sostanze usate, e le decisioni assunte in adolescenza influenzano buona parte della loro vita adulta.

Storia
Le droghe sono state usate fin dai tempi più antichi, mentre l'utilizzo da parte degli adolescenti è solo recente, degli ultimi 40 anni.
L'uso di droghe da parte dei giovani scoppia negli anni 60, con l'hashish e lsd, mentre negli anni 70 il mercato si amplia con gli oppiacei (morfina ed eroina).
Negli anni 80 sparisce la connessione tra uso di sostanze e protesta e la droga viene vista come una possibile stampella del successo sociale.
L'uso si diffonde quindi in tutti i contesti sociali e si abbassa l'età del primo consumo (l'adolescenza), nella prima metà degli anni 80 ci sono i primi casi di aids da contagio tramite siringhe e così i giovani abbandonano progressivamente l'eroina per passare alla cocaina e alla cannabis.
Negli anni 90 si diffonde ancor di più la cocaina e prendono piede le droghe sintetiche (es. ecstasy), inoltre la cannabis è sempre più diffusa e considerata dai giovani una droga da depenalizzare.

Glossario
Per droga si intende qualsiasi sostanza chimica, naturale o di sintesi che altera l'umore, le percezioni e l'attività mentale.
In ambito farmacologico le droghe sono classificate per gli effetti che producono sul sistema nervoso centrale e sono divise in 4 categorie:
  • droghe che deprimono il sistema nervoso centrale (alcol e tranquillanti)
  • droghe che riducono il dolore (oppiacei)
  • droghe che stimolano il sistema nervoso centrale (anfetamina, cocaina, caffeina, nicotina)
  • droghe che alterano la funzione percettiva (cannabis, ecstasy, lsd)
Oggi l'età del primo contatto con la droga coincide con l'adolescenza, e cmq si tratta di un uso occasionale.
La pericolosità di una sostanza non dipende tanto dalle sue caratteristiche farmacologiche ma dalla frequenza e l'entità delle assunzioni.

Diffusione del fenomeno
Si nota un costante aumento dell'uso da parte di adolescenti di cannabis e di nuove droghe sintetiche, così come anche di alcol (aumentato del 50% tra il 1995 e il 2000 nei giovani tra i 14 e i 24 anni), ma una diminuzione dell'uso del tabacco.
La cannabis è moralmente accettata dai ragazzi, mentre l'eroina no, è considerata una droga da perdenti e pericolosa.

Età di iniziazione
Più l'uso è precoce e più è probabile che continui o che possa diventare eccessivo.
Il periodo di maggior rischio per l'iniziazione all'uso di alcol e tabacco è tra i 10 e i 15 anni, uso che raddoppia dai 14 ai 18 anni e ha la sua massima diffusione tra i 18 e 34 anni, inoltre i ragazzi bevono prima, di più e con maggior frequenza delle ragazze.
L'uso delle sostanze illegali riguarda prevalentemente gli adolescenti, l'età di rischio per la marijuana è tra i 15 e i 17 anni, per l'eroina e le droghe pesanti tra i 18 e i 25 e per la cocaina tra i 20 e i 25.
Le femmine sono circa 1/3 dei maschi ed i loro livelli di consumo sono più bassi per quantità e frequenza.
Le droghe più utilizzate in adolescenza sono dunque l'alcol, il tabacco e la cannabis.

Sequenza nell'uso di sostanze e differenze di genere
La frequenza dell'uso di sostanze prevede 4 stadi:
  1. uso di birra e vino
  2. tabacco e super alcolici
  3. marijuana
  4. altre droghe illeciti
Ogni stadio coinvolge un numero minore di soggetti rispetto ai precedenti e quindi ci si può fermare in qualsiasi stadio senza percorrerli tutti.
Le motivazioni che portano all'uso delle varie sostanze sono profondamente differenti e sembra che le femmine usino meno droga perchè la loro educazione prevede un maggior controllo del processo di socializzazione, un minor coinvolgimento con i coetanei e una maggiore pressione ad assumere atteggiamenti convenzionali.
Tuttavia, la modificazione dei valori della società odierna sta facendo aumentare anche il numero di ragazze che si drogano, facendolo avvicinare a quello dei ragazzi.

Teorie dell'uso adolescenziale di sostanze
Le motivazioni che spingono al primo contatto con la droga sono legate a bisogni esplorativi, al desiderio di avventura, ai processi imitativi tipici dell'adolescenza.
La teoria del comportamento problematico di Jessor e Jessor sostiene che condotte diverse come l'uso di droghe, precocità sessuale e atti devianti, tendono a presentarsi in un cluster, quindi se un soggetto è coinvolto in una di esse è spesso coinvolto anche nelle altre.
Anche i coetanei spingono all'uso di droga, a causa della pressione sociale del gruppo di appartenenza, invece la teoria del comportamento deviante di Kaplan sostiene che l'uso di droga è legato ad un fallimento più che ad un apprendimento, ed è quindi una risposta al fallimento del proprio inserimento sociale, alla mancata costruzione di una identità positiva spendibile socialmente.
Altre teorie parlano di risposta a situazioni di stress, mentre la teoria dei compiti evolutivi di Maggiolini e Charmet afferma che l'uso di sostanze è posto in relazione a come gli adolescenti affrontano la crescita e le difficoltà che incontrano in questo percorso, dove le droghe hanno una funzione anestetica capace di offuscare i processi mentali allontanando così i costrutti difficili da affrontare.
L'adolescente sembra fuggire alla percezione della pochezza del suo sé, alla fragilità della sua persona e alla insopportabile precarietà della sua identità, quindi con lo stupefacente il sé ideale non è più persecutorio, ma diventa accessibile e la mente trova pace.

Motivazioni dell'uso di droghe
Tutti gli studiosi sono d'accordo nell'affermare che l'uso di droghe non è necessariamente connesso a situazioni psicopatologiche o sociali specifiche, infatti ragazzi diversi scelgono diversi tipi di droghe, ed è importante capire cosa li porta da un uso occasionale alla dipendenza.
Il consumo di sostanze è connesso a motivazioni esplorative, alla appartenenza gruppale, alla ricerca di sensazioni piacevoli, e ci sono diverse motivazioni in base all'età e al sesso.
La cannabis viene usata in gruppo per motivazioni d'autonomia, per evadere, per essere spensierati, l'ecstasy per l'aumento delle sensazioni di potenza, resistenza alla fatica, la cocaina è usata per l'aumento di potenza e per la negazione delle proprie difficoltà, l'eroina invece viene rifiutata in quanto associata all'immagine della dipendenza.
I fattori di rischio per l'uso di sostanze per l'adolescente sono: iperattività, difficoltà di controllo degli impulsi, poco senso di colpa, scarso supporto familiare, gruppo di pari deviato e vita in quartieri a rischio.
Alcuni usano le sostanze per cercare di controllare i conflitti, le esperienze traumatiche (come i lutti improvvisi), per migliorare la poca autostima, ed il rischio aumenta se c'è poco controllo da parte dei genitori.
Altre volte invece l'uso di sostanze è connesso con il desiderio di stare calmi, di far tacere la rabbia e di non pensare troppo.

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