Gli adolescenti hanno la tendenza a mettere in atto comportamenti
trasgressivi e
antisociali (piccoli furti, bere alcolici, fughe di casa, droghe leggere, atti vandalici), spesso compiuti in piccoli gruppi.
Anche gli adulti compiono qualche comportamento trasgressivo, ma
l'adolescenza resta il periodo dove il rapporto con le regole educative e
sociali è messo in discussione di più, a causa dell'aumento
dell'impulsività legato allo sviluppo puberale.
E' il periodo in cui ci si allontana di più dai genitori, si fanno le
prime esperienze sessuali, vengono messi in discussione i valori, si
formano forti legami con i coetanei, si formano i gruppi e si riduce
così la responsabilità individuale e si facilita la perdita di
controllo.
Gli adolescenti sono però più severi degli adulti verso le trasgressioni
pesanti, sono contro l'uso di droghe pesanti, contro chi imbratta i
muri, e giudicano molto male gli omicidi.
Adolescenti antisociali
Gli
adolescenti antisociali sono ragazzi che manifestano più
frequenti e più gravi comportamenti trasgressivi, lungo un continuum di
gravità, nei quali il comportamento trasgressivo è indice di una più
ampia difficoltà d'inserimento sociale e di sviluppo di un'identità
adulta.
Secondo
Loeber, ci son diversi modi attraverso i quali si può sviluppare il comportamento antisociale:
- ci sono adolescenti trasgressivi che già da bambini manifestano
una particolare difficoltà d'adesione alle regole, spesso in connessione
con un comportamento iperattivo, che poi sviluppano un comportamento
violento
- ci sono ragazzi non aggressivi che vengono influenzati negativamente dal gruppo
- ci son ragazzi che diventano così a causa dell'abuso di droghe
E' importante tener presente dell'età d'insorgenza dei problemi di
comportamento dei bambini, ed i motivi di tali comportamenti spesso sono
correlati con
bassa intelligenza,
difficoltà d'attenzione e
provenienza da famiglie problematiche (genitori con problemi psicologici, conflitti familiari, stili educativi inadeguati).
Di solito, all'inizio, nell'infanzia si presentano problemi
d'attenzione, poi appaiono i comportamenti aggressivi e/o ritirati e la
depressione, poi nell'adolescenza si fa uso di sostanze, si ha un
comportamento sessuale precoce, e si ha il comportamento antisociale
vero e proprio e la delinquenza.
Gli adolescenti antisociali diventano spesso adulti che tendono a fare
debiti, a giocare d'azzardo, e a rispondere allo stress con la violenza,
anche se non necessariamente persistono in un comportamento
delinquenziale (secondo
Rutter).
Il comportamento dirompente dei bambini
Nel DSM-IV i problemi trasgressivi dei bambini che sono più facilmente
correlati al comportamento antisociale adolescenziale, sono associati a 3
tipi di disturbi:
- Disturbo della condotta: ha una modalità di comportamento
ripetitiva persistente dove i diritti degli altri o le norme vengono
violate, e dopo i 18 anni questo disturbo viene classificato come disturbo antisociale di personalità.
Questi soggetti tendono a minimizzare i problemi, sono aggressivi,
prepotenti, minacciosi, rissosi, non empatici, hanno scarsa autostima,
atteggiamento da duri, spesso bevono, fumano, usano sostanze illecite,
hanno rapporti sessuali precoci, hanno comportamenti rischiosi e
spericolati, spesso hanno intelligenza sotto la media.
I fattori a rischio sono: il rifiuto e l'abbandono da parte dei
genitori, un ambiente educativo rigido e contraddittorio, il
maltrattamento fisico o sessuale, il frequente cambio delle figure di
riferimento, psicopatologia familiare, associazione con gruppi
delinquenziali, temperamento infantile difficile.
I comportamenti meno gravi si presentano precocemente (menzogne,
furti in casa), quelli più gravi compaiono dopo, è cmq un disturbo più
diffuso nei maschi.
- Disturbo oppositivo provocatorio: si mettono in questione
le regole delle autorità, c'è comportamento negativistico, sfidante,
disobbediente, opposizione, rifiuto, azioni per infastidire, accuse
verso gli altri, suscettibilità, collera, risentimento, atteggiamenti
dispettosi e vendicativi, si mettono spesso alla prova i limiti, si
ignorano gli ordini, non si accettano rimproveri, il tutto senza di
solito violenza fisica.
Si hanno ragazzi irrequieti, con scarsa autostima, scarsa tolleranza
alla frustrazione, che fanno uso precoce di alcol, tabacco e sostanze
illecite.
I fattori a rischio sono il diverso susseguirsi di persone che
accudiscono, le regole rigide ed incoerenti, questo disturbo è presente
in egual misura in entrambi i sessi, e a volte precede quello della
condotta.
- Disturbo da deficit d'attenzione e iperattività (ADHD):
caratterizzato da irrequietezza e difficoltà a seguire anche banali
regole comportamentali, comprende disattenzione, iperattività,
impulsività, impazienza, presente più nei maschi, diminuisce durante la
tarda adolescenza.
Questi 3 tipi di disturbi sono strettamente interlacciati e si tratta di caratteristiche che tendono a persistere nel tempo.
I fattori a rischio
Secondo
Rutter i principali fattori di rischio sono:
- una precoce età d'insorgenza
- l'iperattività
- la presenza di comportamenti violenti
- la presenza di un grave disturbo di personalità
Secondo Rutter gli adolescenti che tendono a persistere nel
comportamento delinquenziale, oltre a vivere in famiglie con problemi
familiari, hanno problemi di carattere già a 3-5 anni, mancanza di
relazioni positive a 18 anni, sono facilmente aggressivi ed impulsivi.
Nella vita adulta di questi adolescenti, non è il reato a continuare, ma un malfunzionamento sociale.
L'iperattività è associata a tutti i tipi di comportamento antisociale, e
la correlazione più forte ce l'ha con la frequenza e non con la
gravità, c'è inoltre forte correlazione tra gravità e persistenza del
comportamento delinquenziale.
I fattori che sono alla base del comportamento antisociale sono diversi
da quelli che stanno alla base dell'omicidio (che è meno diffuso negli
adolescenti), inoltre un altro fattore a rischio è essere maschi (le
femmine li commettono prima ma sono meno recidive, e i loro reati più
frequenti sono l'infanticidio, il maltrattamento nel confronto dei figli
e l'omicidio dei membri della famiglia accade più spesso da parte della
donna).
L'influenza negativa della tv è moderata e non provata, e forse la sua
vera pericolosità è quella di rendere il comportamento negativo
accettabile.
Evoluzione del comportamento antisociale
Sono stati fatti diversi
studi longitudinali su questo tema, come il
Pittsburgh Youth Study
(1987) che ha lo scopo di esaminare i fattori che determinano
l'insorgenza della delinquenza (uso di sostanze, comportamento sessuale
precoce, problemi mentali).
Sono stati osservati 3 gruppi di bambini (di 7,10,13 anni ed i followup
venivano fatti a tutti 1 anno dopo) tutti maschi, e i dati venivano
presi direttamente dal bambino o dal caregiver e poi confrontati coi
dati del tribunale.
Sono stati seguiti ragazzi a rischio e non a rischio (gruppi di controllo) e sono stati definiti 4 livelli di delinquenza:
- assenza di delinquenza (o piccola delinquenza in casa)
- piccola delinquenza fuori casa (come piccoli furti)
- delinquenza poco grave (furti di valori, risse)
- delinquenza grave (furto d'auto, omicidio, spaccio)
I risultati mostrano che nel 44% dei più giovani c'è assenza di
delinquenza, dove però salendo con l'età questa aumenta fino ad arrivare
a un ragazzo su due con comportamento di qualche tipo delinquenziale a
12 anni, inoltre i ragazzi dai 13-14 anni hanno il 64% per il furto, il
35.5% per la violenza, il 26.4% per il vandalismo e più di un
comportamento trasgressivo nel 48.5% dei casi.
Solitamente: prima si manifesta una piccola delinquenza, seguita da un
precoce consumo di alcolici, poi comportamenti sessuali precoci, infine
una delinquenza moderatamente grave e l'uso di tabacco, fino a
delinquenze gravi e l'uso di droghe.
La scala dei comportamenti antisociali infantili si è dimostrata predittiva dei comportamenti delinquenziali dell'adolescenza.
C'è forte correlazione tra reati contro la proprietà e reati violenti e 3/4 dei reati son stati commessi in gruppo.
Le maggiori cause di questi problemi sono: mancanza di senso di colpa
(colpa dell'educazione), iperattività, impulsività, deficit
d'attenzione, basso rendimento scolastico, depressione (per i più
piccoli), mancanza di controllo da parte dei genitori, genitori
separati, scarsa comunicazione, punizione fisica, genitori con problemi,
basso livello socioeconomico.
Secondo
Loeber, la delinquenza minorile è soprattutto spiegata da
variabili individuali, mentre i fattori familiari contribuiscono più
indirettamente al sorgere della devianza.
Loeber propone la
teoria dei problemi antisociali differenziati su base evolutiva,
dove i problemi cambiano con l'età, insieme a molti fattori esplicativi
(ad esempio i problemi d'attenzione diminuiscono con l'età).
Il comportamento antisociale sembra quindi dovuto alla mancanza di
controlli interni, sia etici che cognitivi: difficoltà di controllo
degli impulsi, problemi d'attenzione, mancanza di senso di colpa, e
secondo Loeber si può ritenere che sia lo sviluppo di una capacità di
responsabilizzazione ad essere disturbato dalla mancanza di queste
funzioni di controllo del comportamento.
Disturbo antisociale di personalità
Secondo il DSM-IV, il
disturbo antisociale di personalità viene
diagnosticato solo a ragazzi che hanno età maggiore di 18 anni, ed è
costituito dalla violazione dei diritti degli altri, che si manifesta
nell'infanzia o prima adolescenza e continua nell'età adulta (disturbo
detto anche
psicopatia, sociopatia, disturbo dissociale di personalità).
Questi soggetti non riescono a conformarsi alle norme sociali, compiono
atti passibili d'arresto, distruggono proprietà, molestano, rubano, sono
disonesti, manipolativi, truffatori, irritabili, aggressivi,
irresponsabili, non guardano al futuro nè alle conseguenze delle proprie
azioni.
Secondo
Hare, la sociopatia e il disturbo antisociale descrivono
situazioni antisociali non necessariamente delinquenziali, mentre la
psicopatia è composta principalmente da comportamenti delinquenziali.
Secondo Hare ci sono 2 fattori stabili negli
psicopatici:
- narcisismo aggressivo (egocentrismo, insensibilità, mancanza di rimorso, basso livello d'ansia ed empatia)
- stile di vita antisociale (irresponsabile, impulsivo, alla
ricerca di situazioni eccitanti, basso QI, bassa istruzione, basso
livello socioeconomico)
Hare fa una checklist composta da 20 item che arrivano a 40 punti (punteggio da 0 a 2) detta
PCL-R.
Secondo Hare gli psicopatici non sanno distinguere le trasgressioni che
fanno del male a qualcuno, non hanno sensi di colpa, e la maggior parte
degli psicopatici è antisociale (anche se non è sempre vero il
contrario).
Tra i fattori che determinano la psicopatia sono importanti:
trascuratezza o abuso fisico/sessuale/affettivo nell'infanzia,
disaccordi familiari, genitori antisociali o alcolisti, mancanza di
controllo della disciplina, precoci separazioni, disciplina incoerente.
Quindi a questi soggetti manca la
considerazione dei sentimenti altrui, il
controllo degli impulsi e i
legami emotivi.
I
precursori nei bambini della psicopatia nei tratti dell'
insensibilità sono:
- mancanza di preoccupazione per la scuola
- il bambino non si sente cattivo o colpevole
- emozioni superficiali e non autentiche
- non mostra sentimenti o emozioni
- agisce in modo seduttivo e non sincero
- non si preoccupa dei sentimenti degli altri
I
precursori nei bambini della psicopatia per quanto riguarda lo scarso controllo degli
impulsi e i
problemi di comportamento sono:
- si vanta di quello che fa
- si arrabbia se corretto
- pensa di essere più importante degli altri
- agisce senza pensare alle conseguenze
- rimprovera gli altri per i propri errori
- prende in giro gli altri
- è coinvolto in attività pericolose
- è coinvolto in attività illecite
- non mantiene gli stessi amici
- si annoia facilmente
Sono l'insensibilità e la mancanza di emotività le cause maggiori dei problemi di comportamento.
Narcisismo e antisocialità dal punto di vista psicoanalitico
Kernberg colloca l'antisocialità minorile lungo lo spettro del disturbo narcisistico, parlando di
crisi d'identità normale, tipica dell'adolescenza.
Il
disturbo narcisistico è caratterizzato da tendenze al dominio e
alla sottomissione, mancanza di empatia, grandiosità, problemi
comportamentali e difficoltà scolastiche.
Si ha la
sindrome narcisistica maligna quando al disturbo
narcisistico si aggiunge il comportamento antisociale, dove di
particolar importanza è la mancanza di senso di colpa, e dove Kernberg
distingue all'interno di questo gruppo, un sottoinsieme detto
passivo-parassita, caratterizzato dalla mancanza di aggressività.
Secondo
Bleiger, i disturbi di impulsività si collocano a 2
estremi, da una parte c'è quello borderline e dall'altra quello
narcisistico, e secondo lui, questi disturbi sono dovuti alla rottura
nello sviluppo di una funzione riflessiva, la capacità di cogliere il
senso e l'intenzionalità del comportamento umano.
I bambini
borderline hanno una particolare fluttuazione del loro
funzionamento con rapidi passaggi tra stati mentali di tipo psicotico e
livelli nevrotici di funzionamento, mancanza d'angoscia e tendenza a
vivere nel panico (paura di essere abbandonati o di dissoluzione del
corpo), non riescono a rimandare la soddisfazione dei desideri e a
controllare la rabbia (comportamenti aggressivi ed autoaggressivi), a
volte sembrano affettuosi a volte distaccati.
I ragazzi antisociali si distinguono in 2 assi: un asse impulsivo di
tipo borderline, dove l'aggressività è soprattutto di tipo reattiva
(antisocialità vera e propria), ed un asse più freddo ed insensibile,
dove l'aggressività è di tipo sadico-predatorio (psicopatia di Hare).
Questi bambini non sono insensibili, al contrario
sono ipersensibili e inibiscono i loro sensi per non soffrire troppo (modalità difensiva).
Trasgressività, antisocialità, psicopatia e psicosi
All'interno degli adolescenti con comportamenti trasgressivi c'è un
sottogruppo di comportamenti antisociali più frequenti e gravi
caratterizzati da impulsività, mancanza di senso di colpa e problemi
narcisistici, e all'interno di questo gruppo è possibile individuare
altri 2 sottogruppi:
- adolescenti prevalentemente impulsivi, poco violenti, con
problemi narcisistici che usano l'aggressività soprattutto in termini
reattivi (disturbo narcisistico di personalità, personalità borderline)
- adolescenti caratterizzati da insensibilità,
impulsività, mancanza di senso di colpa, incapacità di creare legami,
che usano l'aggressività in senso predatorio e sadico, più come attacco
che come difesa (personalità narcisistica e schizoide)
La maggior parte dei reati son commessi da questi adolescenti, ma ci
sono anche alcuni reati commessi da ragazzi con disturbi mentali che
fanno perdere il senso della realtà, dove questa
psicopatologia riguarda soprattutto reati violenti, soprattutto commessi da donne.
L'omicidio è associato anche a disturbi narcisistici e reazioni di
panico, mentre il tentato omicidio al disturbo paranoideo di
personalità, invece negli adulti, la rapina è un comportamento
antisociale, lo stupro è caratteristico di una personalità sadica,
l'incendio del borderline, i rapimenti dello schizoide, i danneggiamenti
da personalità ossessivo-compulsive e la rabbia da narcisista.
All'interno del gruppo si può avere la
follia condivisa (che ad esempio può anche portare allo sterminio degli ebrei), invece a volte capita il
suicidio
perchè non si vuole uccidere, perchè c'è la cosapevolezza di
un'impossibilità di sviluppo che non consente al bambino di integrare
una nuova parte di sé.
Interpretazioni della delinquenza minorile
Tutti concordano sul fatto che la delinquenza minorile sia dovuta all'effetto di
molti fattori predisponenti e scatenanti e che l'
età e il
genere sono le variabili più correlate al reato.
Secondo
Emler e
Reicher, la devianza non è altro che
l'espressione di un tipo particolare di rapporto dei giovani con
l'autorità formale, ed i comportamenti delinquenziali sono da
interpretare come un'espressione di rifiuto verso la legge.
Questi 2 autori propongono la
teoria della reputazione sociale
(l'idea di sé all'interno del proprio gruppo), dove la devianza è
l'espressione del tentativo di rivendicare uno spazio sociale, e questo
punto di vista porta alla creazione di programmi per migliorare la vita
dei giovani, allontanandoli dalle strade (a differenza dell'idea che i
problemi derivino dai deficit dei giovani).
Dodge propone la
teoria del deficit socio-cognitivo (difficoltà a processare l'informazione sociale).
Secondo
Fonagy questi deficit sono l'espressione di
problemi d'attaccamento
(ragazzi che attaccano per difendersi e che non sanno attribuire il
giusto peso alle proprie azioni), dove l'attaccamento disorganizzato
(colpa dei genitori) porta al mancato sviluppo della funzione riflessiva
(poca teoria della mente rispetto agli adulti).
Quindi i reati minori possono essere l'espressione della tendenza alla
trasgressione, possono derivare da disturbi del comportamento e dalla
personalità antisociale, o da una grave psicopatologia.
I problemi più frequenti dei minori che arrivano allo psicologo sono cmq quelli di personalità antisociale.