La teoria della scelta razionale è in contrasto con le premesse
scientifiche basilari secondo le quali ogni evento è causato da un
evento precedente, ed in contraddizione con l'osservazione scientifica
che gli esseri umani sono animali sociali viventi in società armoniose
(la libera scelta di commettere reato contraddice la legge
causa-effetto).
Dall'800, la crescente immigrazione e i processi di industrializzazione
hanno attirato l'attenzione degli studi sulle popolazioni (al posto che
il singolo individuo) e sulle anomalie sociali, iniziando ad integrare
la statistica sociale con la criminologia.
La statistica morale
Si concentra sul rapporto tra criminalità e patologie sociali legate all'urbanizzazione e all'industrializzazione.
Gli
statistici morali sono quegli scienziati che considerano la
matematica e la statistica come strumenti di analisi dei comportamenti
sociali, ed il più noto di questi è
Adolphe Quételet, che sostiene che i comportamenti dell'uomo sono influenzati da fattori esterni e meccanismi globali e non individuali.
Quételet propose la
legge della costanza del crimine (il numero
dei delitti è più o meno lo stesso dell'anno precedente, come anche gli
strumenti con i quali si servono i criminali sono usati nelle medesime
proporzioni), vedendo la criminalità come fattore non separabile
dall'organizzazione sociale e quindi come parte ineliminabile, e secondo
questo studioso,
la società in se stessa racchiude i germi di tutti i crimini che verranno commessi (ammettendo però che si possono migliorare gli uomini modificando le loro istituzioni).
Secondo Quételet, le principali correlazioni tra delitto e fattori
esterni riguardano lo stato intellettuale degli accusati, l'età, il
sesso, le stagioni, il clima.
Egli sostiene che presentandosi davanti ai giudici con una istruzione
migliore si hanno meno possibilità di venire condannati, che l'età più a
rischio per i crimini è 25 anni (età di forti passioni ed energia
fisica), che esiste una
legge termica per i delitti (i delitti
contro le persone sono più frequenti in climi caldi, quelli contro le
proprietà prevalgono invece nei climi freddi).
Tra le altre variabili intervenienti ci sono: la volontà, l'occasione e
la facilità di agire (che agiscono in relazione al sesso, dove ad
esempio la donna è più debole ed è più influenzata dalle norme morali).
Quételet è anche famoso per l'invenzione dell'
uomo medio, inoltre egli afferma che l'azione sociale terapeutica deve essere incentrata sull'
educazione, l'istruzione ed il miglioramento delle condizioni di vita.
Il positivismo biologico
Si sviluppa assieme alla statistica morale ed insiste sulla
predisposizione fisiologica dei criminali.
Questa teoria si riconobbe nei 4 punti salienti della
scuola positivista:
forza dei fattori biologici ereditari nella genesi del delitto, idea
del delinquente nato, pessimismo sulla possibilità di intervenire nel
settore della criminalità, rifiuto di ogni considerazione morale nella
interpretazione del delitto e nel trattamento dei delinquenti.
Il massimo esponente di questo indirizzo è
Cesare Lombroso che
sostiene che i devianti sono il risultato di una selezione sociale
(approccio Darwinistico), necessaria e quindi da combattere solo con
interventi di prevenzione e di delimitazione dei danni dei delinquenti.
Nella sua opera
L'uomo criminale, Lombroso studiò l'anatomia ed il cranio dei criminali, con lo scopo di identificare la struttura del
delinquente nato,
rappresentandolo come un tipo di umano primitivo e distinguendo diverse
tipologie di delinquente: delinquente nato, passionale, folle,
occasionale, epilettico, mattoide (finto genio).
Secondo
Tarde, è la società a scegliere e a consacrare i suoi
candidati al delitto, e la criminalità è determinata dall'organizzazione
della società.
La scuola classica voleva ridurre la pena, mentre la scuola positiva
vuole ridurre il delitto, attraverso un efficace trattamento del
delinquente, a seconda delle sue necessità.
Altri studiosi distinsero i vari criminali in base alle caratteristiche
fisiche, alcuni proposero l'accoppiamento selettivo per la risoluzione
del problema, altri studiarono le varie deformazioni cromosomiche (XXY,
XYY, XXYY), cmq i sociologi della devianza, pur ammettendo che i fattori
biologici possano avere una remota influenza su specifici comportamenti
criminali, non ritengono provata l'ereditarietà nei tratti della
personalità, inoltre occorre considerare separatamente la dimensione
dell'aggressività da quella della devianza.
La documentazione statistica nell'analisi della devianza
Grazie a Quételet si analizzò la criminalità con metodi statistici, il quale formulò anche l'oggetto di studio della
statistica giudiziaria: crimini commessi, crimini denunciati, crimini perseguiti.
I criminologi distinguono inoltre in:
- criminalità reale: la somma delle infrazioni che si
commettono in una determinata popolazione in un periodo definito,
indipendentemente che avvenga la denuncia del crimine, l'investigazione o
la condanna
- criminalità apparente: quella conosciuta dalla polizia e dai giudici, apparente perchè non tutte le denunce seguiranno la condanna
- criminalità legale: quella che risulta dall'insieme delle condanne dei tribunali
Alcune ricerche hanno dimostrato che chi fa parte dell'
alta società è meno condannato di chi è del ceto basso, mentre
Sutherland ha analizzato il caso della
criminalità dei colletti bianchi,
affermando che le statistiche ufficiali sottovalutano i crimini dei
colletti bianchi (benestanti) a favore dei crimini dei poveri,
falsificando le teorie che associano la criminalità soprattutto
all'effetto della povertà.
Si fa inoltre distinzione tra
crimine, l'atto delittuoso che viene considerato come un episodio che ha un inizio, uno sviluppo ed una fine, ed il
criminale, l'autore di un atto criminale che viene studiato individualmente.