lunedì 2 gennaio 2017

Consigli utili per fare affari con i Saldi

I Saldi si sà, fanno gola a tutti.
Per poter quindi riuscire a fare affari con i saldi, risparmiando molti soldi, occorre essere preparati, sia fisicamente che mentalmente, seguendo qualche consiglio/accorgimento.

Andare per saldi è infatti un'attività che può portare via molto tempo ed energie... oltre che denaro!
Per questo motivo, se si vuole risparmiare tempo e denaro, occorre pianificare lo shopping fin nei minimi dettagli, seguendo questi brevi ed utili consigli su come affrontare i saldi.

Consigli utili per fare affari con i Saldi


Consigli per fare affari con i Saldi


  1. Vai preparato
    Inutile aspettare l'ultimo momento per cercare gli abiti da comprare, tanto non uscirà niente di nuovo prima dei saldi (niente che comunque venga poi scontato).
    Vai quindi a fare un giro esplorativo qualche giorno prima, segnandoti tutti i negozi e le cose che vorresti comprare, e perchè no, provale già... eviterai così di perdere preziosi minuti ai camerini il giorno dei saldi!
    La preparazione in questo caso non è solo di tipo organizzativo, ma anche fisica!
    Affrontare giornate di shopping simulato ti preparerà al meglio alla affollata giornata dei saldi.
  2. Esci presto
    Forse il consiglio più prezioso di tutti: esci la mattina presto, in modo da essere davanti al primo negozio alla sua apertura.
    Perchè? Per ridurre le code ed avere più possibilità di trovare la taglia che cerchi.
    Si sà che durante i saldi gli articoli si esauriscono in fretta, quindi non perdere tempo prezioso e corri ad assicurarti i migliori capi al minor prezzo.
  3. Prendi prima nota dei prezzi
    Non so se sia una leggenda metropolitana o meno, ma gira voce che alcuni negozianti poco onesti, modifichino i prezzi in modo da far credere che alcuni articoli siano molto scontati, quando in realtà magari è stato ritoccato il prezzo orginale.
    La ricognizione del punto 1 potrebbe aiutarti a non farti fregare!
  4. Impara a saper rinunciare
    Troppa coda al camerino? Troppa coda alla cassa? Troppa ressa nel negozio?
    Imparare a rinunciare ad un articolo troppo difficoltoso da comprare, potrebbe aiutarti a risparmiare tempo prezioso da dedicare poi all'acquisto di altri prodotti.
  5. Compra solo il necessario
    Una delle peggiori trappole dei saldi, è quella di spendere tanto al posto di risparmiare.
    Se hai seguito bene il punto 1, ti sei già fatto un po' i conti in tasca su cosa ti serve davvero, poi saranno i prezzi/sconti a farti decidere se ne vale davvero la pena o meno.
    Non comprare cose che non ti servono solo perchè sono molto scontate... probabilmente costano poco perchè valgono poco!
  6. Mantieni la calma
    Consiglio d'oro: mantenere la calma, sempre e comunque.
    Non sono poco frequenti i casi di litigi durante i saldi, infatti.
    Farsi il sangue amaro non serve a niente, e se becchi un maleducato/prepotente, lasciagli pure la sua preda, tu troverai di meglio perchè sei una persona migliore!
  7. Sfrutta orari inconsueti
    Spesso all'ora di pranzo o di cena, se i negozi fanno orario continuato, è il momento ideale per girare ed acquistare senza troppa ressa.
    Approfitta di questi momenti per fare le tue valutazione con più calma e meno stress.
  8. Portati i sacchetti da casa
    Consiglio banale quanto efficace per risparmiare qualche centesimo, se non addirittura qualche euro, se si fanno tanti acquisti.
    Portarsi i sacchetti da casa, o riciclare quelli presi in altri negozi poco prima, può far risparmiare qualcosina, dato che ormai quasi tutti si sono fatti furbi e fanno pagare i sacchetti -_-
  9. Prenditi una pausa ogni tanto
    Sembrerebbe un consiglio contrario rispetto al punto 7, ma in realtà può essere applicato con lo stesso principio: quando gli altri ricominciano a martellare i negozi, tu fai una pausa.
    Riposarti ogni tanto ti aiuterà a riacquistare le forze, e grazie alla lucidità ritrovata, potrai fare buoni acquisti.
    Ricordati che per cercare qualcosa è necessaria molta consentrazione, quindi se si è stanchi sia mentalmente che fisicamente, magari potrebbe sfuggirci qualcosa.

Questi erano solo alcuni consigli utili su come fare affari con i saldi.
Fare shopping è un'arte che va affinata con il tempo, ma già iniziando a seguire questi semplici accorgimenti, potrai risparmiare tempo e denaro.

Come condividere un prodotto su Amazon App

L'altro giorno mi sono ritrovato a voler copiare l'indirizzo di un prodotto visto su Amazon App, ma non sapevo proprio come fare.
Così eccomi qui a fare questa guida lampo, forse banale, ma anche no :)

Sto parlando ovviamente dell'applicazione Amazon Shopping, per android o altri dispositivi, con la quale è possibile fare acquisti online direttamente dal proprio cellulare, con pochi semplici click, senza bisogno di un computer.


Come condividere un prodotto su Amazon App


Per poter ottenere l'indirizzo della pagina web a cui corrisponde un determinato articolo visto su Amazon App, basta entrare nel prodotto desiderato, poi scrollare la pagina fino a trovare la voce Condividi, sulla quale bisognerà cliccare.

Come condividere un prodotto su Amazon App

Le opzioni di condivisione disponibili, di un prodotto tramite l'app di amazon per cellulare, saranno:
  • E-mail
  • Messaggi (sms)
  • Whatsapp (se installato)
  • Facebook (se installato)
  • Gmail (se installato)
  • Copia negli appunti
  • ecc...

Come potrete intuire, il numero di opzioni di questa schermata di condivisione dipende da quante app avete installato sul vostro telefono.

Se comunque volete condividere un prodotto amazon con qualcuno, o su qualche app non presente nella lista, vi basterà cliccare su Copia negli appunti, e poi fare Incolla nella email, nell'app, nel blocco note, nell'sms, o dove volete, in modo da poter condividere con qualsiasi persona l'indirizzo web della pagina corrispondente al prodotto amazon che state visionando sul cellulare.

Copia negli appunti

In teoria potrebbe servire anche a voi quell'url, se per caso volete guardare meglio il prodotto da pc :)

Agente 007 - Spectre

Agente 007 - Spectre è un film spionaggio/azione del 2015 diretto da Sam Mendes, con Daniel Craig, Christoph Waltz, Léa Seydoux, Ralph Fiennes, Ben Whishaw, Naomie Harris, Dave Bautista, Monica Bellucci, Rory Kinnear.

Agente 007 - Spectre
Trama
Dopo la morte di M., James Bond riceve uno strano messaggio da questa, registrato prima della sua dipartita.
007 deciderà dunque di seguire le istruzioni riportate nel messaggio, recandosi a Città del Messico per seguire una nuova pista su una misteriosa organizzazione segreta.
Nel frattempo però, alcune riorganizzazioni interne, mettono a rischio il posto di lavoro di Bond, che verrà esonerato dal suo incarico e si ritroverà nuovamente solo contro tutti.

Recensione
Spectre è il ventiquattresimo film su James Bond, alias 007, seguito ufficiale di Skyfall, ancora una volta interpretato da Daniel Craig, il primo 007 biondo e con gli occhi azzurri della storia.
Questo film chiude un po' il cerchio tra presente e passato, ponendo forse la parola fine alla storia... forse.
Spectre è comunque un buon film d'azione e di spionaggio, che ritrova anche una certa classe, come quella dei primi film su 007.
Pur essendo solo una trovata per far soldi, questa serie di film reboot non sono poi così male, basta che come al solito non tirino troppo la corda con seguiti ad oltranza.
Una particolare nota va a Monica Bellucci, che come Giannini nei primi due film reboot, è riuscita ad infiltrarsi in questo colossal americano, facendo una parte un po' del cavolo come al solito, ma quantomeno ora potrà dire "io c'ero" :)

Link alla scheda del film su wikipedia

domenica 1 gennaio 2017

Agente 007 - Skyfall

Agente 007 - Skyfall è un film spionaggio/azione del 2012 diretto da Sam Mendes, con Daniel Craig, Judi Dench, Javier Bardem, Ralph Fiennes, Naomie Harris, Albert Finney, Bérénice Marlohe, Helen McCrory, Ben Whishaw.

Agente 007 - Skyfall
Trama
Dopo esser rimasto gravemente ferito e creduto morto, James Bond decide di riapparire proprio quando i suoi colleghi hanno più bisogno di lui.
La sede dell'MI6 infatti, è sotto attacco da un misterioso individuo che sembra avercela proprio con il capo di Bond, M.
Spetterà a 007 indagare su chi si cela dietro gli attacchi all'MI6, rientrando in servizio ed incominciando subito una pericolosissima missione in Cina, aiutato da qualche apparecchiatura del brillante Q.

Recensione
Skyfall è il ventitreesimo film della saga di 007 James Bond, seguito ufficiale di quantum of solance.
In questo film troviamo un Bond ferito ed un po' invecchiato, che cerca di risalire la china.
Scelta un po' strana in effetti, dato che questi film dovrebbero essere un prequel dei primi film su Bond, mentre invece lo si inizia a vedere già abbastanza provato per il suo ruolo.
Il film tra l'altro, inizia con il solito inseguimento... insomma, questa nuova serie in quanto a fantasia è messa un po' maluccio, anche se per fortuna, compensa con effetti speciali e scene di lotta.
Skyfall è quindi un buon film, anche se la storia del traditore tradito e vendicativo, è un filino troppo riciclata ormai.

Link alla scheda del film su wikipedia
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Criminologia (7/8): Paura della criminalità e allarme sociale

Oggi della paura della criminalità se ne parla spesso, ma non è sempre stato così, in quanto le ricerche sulla criminalità sono nate negli USA intorno alla metà degli anni 60, a detta di qualcuno, con lo scopo di distogliere l'attenzione da problemi più gravi (la guerra nel Vietnam).
Le ricerche sulla paura della criminalità sono di tipo descrittivo, le quali hanno portato alla luce che esistono diversità nei livelli di paura nelle varie persone.

Il paradosso vittimizzazione-paura consiste nella presenza di maggior paura in certe persone rispetto al reale numero di casi di aggressioni riscontrate.
La vittimizzazione è la paura che si ricava dal crimine, dove la conseguenza peggiore di aver subito un crimine è quella della paura di subirne un altro.
Alcuni studi hanno dimostrato che le persone più colpite dai crimini sono i giovani uomini, mentre ad aver più paura sono le donne e gli anziani.
Per cercare di spiegare questo paradosso si è preso in considerazione il fatto che i giovani passano più tempo fuori casa e quindi sono più a rischio a causa del loro stile di vita, mentre le donne e gli anziani sono più preoccupati a causa della loro maggiore vulnerabilità.
Quindi alcune persone percepiscono la stessa situazione con maggior paura.
Altre ricerche hanno dimostrato che questo paradosso esiste a causa di errori di stima degli indicatori, dove non c'è corrispondenza tra rischio reale e paura percepita.
L'errore sta nel fatto che spesso gli strumenti non misurano la paura ma l'ansia generale.
La paura della criminalità è un'emozione che nasce dalla percezione di una minaccia imminente messa in atto da altre persone e che innesca una reazione psicofisica.
Una persona prova paura della criminalità quando in una certa situazione percepisce di essere in pericolo perchè si sente minacciata dal comportamento di un'altra persona e quindi reagisce aumentano il battito cardiaco e la pressione sanguinea, rallentando la respirazione ed irrigidendo i muscoli, allertando i sensi e richiamando alla memoria episodi simili per individuare soluzioni e comportamenti utili ad evitare il pericolo.
La paura è diversa da: ansia, preoccupazione, valutazione del rischio e gli studi che hanno misurato questi indicatori al posto della paura hanno reso non validi i risultati.

Alcuni sostengono che la paura venga diffusa per giustificare politiche di tipo repressivo, per discriminare classi inferiori.
Quindi la paura della criminalità è una emozione individuale ma con connotazione politica, e ad esempio Douglas propone la teoria culturale dove l'orientamento culturale influenza il singolo individuo.

Inizialmente la questione sicurezza era un monopolio dello stato, oggi invece c'è stata la privatizzazione dell'offerta della sicurezza, ma anche la privatizzazione della domanda della sicurezza.
La criminalità non è più vista come un problema sociale, ma come un problema individuale, inoltre alcuni sostengono che la paura della criminalità crea nuove realtà e classificazioni.

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sabato 31 dicembre 2016

Sully

Sully è un film biografico/drammatico del 2016 diretto da Clint Eastwood, con Tom Hanks, Aaron Eckhart, Laura Linney, Anna Gunn, Mike O'Malley, Ann Cusack, Holt McCallany, Jamey Sheridan, Jerry Ferrara.

Sully
Trama
Chesley 'Sully' Sullenberger è un pilota molto esperto, con più di 40 anni di servizio, che un giorno si trova a dover prendere la decisione più difficile della sua vita.
A causa di un doppio guasto ai motori infatti, Sully dovrà decidere se riportare l'aereo carico di passeggeri all'aeroporto, oppure se tentare un ammaraggio nel fiume Hudson.

Recensione
Sully parla della vera storia del pilota Chesley Sullenberger, che (spoiler) il 15 gennaio 2009 fu costretto ad effettuare un ammaraggio di emergenza nel fiume Hudson.
Film molto sintetico, che si limita a raccontare i fatti di cronaca ormai noti a tutti, mostrando anche qualche retro scena.
Un film breve ma ben fatto, con un sempre bravo Tom Hanks, ed un Clint Eastwood come regista, che come al solito sforna un film patriottico quanto bello.
Ottimo film di Natale.

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Criminologia (6/8): Questione criminale e questione devianza nel dibattito attuale

La situazione attuale della criminologia è caratterizzata dalla compresenza dei diversi paradigmi, e le varie teorie che nascono di volta in volta contengono sempre le tracce delle teorie che le precedono.
Ogni teoria è cmq un espressione di un particolare momento storico e delle sue peculiari  connotazioni sotto il profilo sociale ed economico.
Per alcuni autori però gli sforzi per integrare le varie teorie risultano improduttivi e generano caos, mentre altri autori affermano che forse bisognerebbe smettere di creare paradigmi e passare invece alla ricerca empirica della verifica delle intuizioni.
I vari punti di vista si scontrano nell'analisi delle statistiche ufficiali, dove ci sono i positivisti (convinti della loro consistenza), gli istituzionalisti (che vi vedono solo il riflesso dell'azione delle istituzioni), i realisti (interessati al numero dei reati conosciuti ma non perseguiti).
I terreni di lavoro dei criminologi sono 3:
  1. soluzione dei problemi di coerenza o chiarezza presenti all'interno dei paradigmi
  2. problemi di carattere epistemologico inerenti alla disciplina in quanto tale o la validità delle categorie concettualizzate usate
  3. specifici contenuti tematici
Altri argomenti d'interesse sono: lo sviluppo di studi e ricerche, di norme e politiche sulla tossicodipendenza, di evoluzione del sistema penitenziario, di sperimentazione di forme innovative di sanzioni (la mediazione, la riparazione del danno, la riconciliazione con la vittima, i lavori socialmente utili, ecc...).


Gli sviluppi più recenti del dibattito teorico


Negli Usa si afferma la criminologia realista o amministrativa (in Inghilterra), che prende il nome di realismo di sinistra, i cui massimi esponenti sono Matthews e Young.
Questo movimento rifiuta le teorie sociologiche e sostiene che l'efficacia penale si ottiene non con l'inasprimento della pena, ma con l'incremento delle difficoltà frapposte alla commissione dei reati.
Questo movimento si impegna a riflettere sulla realtà della criminalità, sulle origini, la natura, l'impatto, rifiutando la tendenza a romanticizzare e patologicizzare la devianza.
I principi del realismo di sinistra sono:

  • la criminalità è un problema vero e reale, non solo una costruzione sociale
  • è necessaria una seria ed accurata vittimologia, che eviti di ignorare (interessandosi quindi non solo del criminale vittima del sistema) chi è oggetto di danno
  • ci si concentra sui rapporti tra vittima ed aggressore
  • i mass media non creano la paura del crimine, dato che esso è un problema reale, ma lo possono amplificare, distorcere, usare
  • si torna a studiare l'eziologia
  • la teoria deve esser capace di abbracciare l'intero ambito dell'atto criminale
  • si deve superare la convinzione di impossibilità di sconfitta del crimine
I realisti di sinistra si impegnano sul terreno della ridefinizione e del controllo democratico delle strategie di intervento della polizia, prolungano l'intervento minimo, e vogliono bilanciare il potere della giustizia penale per evitare abusi (il realismo è costituito da una strategia di democratizzazione).
Le critiche a questo modello riguardano una eccessiva semplificazione delle dinamiche causali, con l'enfasi esclusiva sui concetti di malcontento e di deprivazione relativa e l'assenza di una chiarificazione sui nessi intercorrenti tra queste condizioni e il crimine.
Secondo Matthews e Young, il realismo considera le precedenti teorie come parziali, perchè hanno focalizzato quindi solo l'attenzione su uno dei diversi nodi della questione: lo stato (labelling theory), il pubblico (teoria del controllo), il criminale (positivismo), la vittima (vittimologia), quindi il realismo si prefigge di sviluppare un'analisi coerente capace di collegare le diverse posizioni.

Alcuni sviluppi della criminologia critica
Baratta parla di 2 ordini di funzioni della costruzione sociale della criminalità: la funzione di management (offuscare, nella coscienza collettiva, altre situazioni rientranti nella stessa area di negatività sociale o di definire un certo ordine di importanza dei fenomeni) e la funzione di legittimazione (riproduzione dei rapporti sociali di inadeguatezza e riproduzione ideologica, che si realizza coalizzando i cittadini contro un avversario comune, il criminale, di cui si nascondono i tratti eventualmente vicini a quelli che presenta la maggioranza delle persone per esaltare la diversità, e a cui si attribuiscono le colpe di ciò che nella società non funziona).
Si cerca di capire quali situazioni sono costruite all'interno di un determinato contesto sociale come problemi sociali, o se esiste una realtà comportamentale o situazionale negativa alla quale la costruzione soggettiva della criminalità può corrispondere o non corrispondere.
Secondo Pires, il crimine è una realtà costruita, il crimine in quanto tale non esiste al di fuori di una pratica societaria che lo connota come criminale.
Secondo Pires bisogna capire quale criterio di scelta ha usato il legislatore per decidere cosa è reato e cosa non lo è, e questo autore avanza la proposta di un paradigma terzo, il paradigma delle interrelazioni sociali, capace di prendere in considerazione i rapporti esistenti tra 2 assi, l'asse in cui si collocano i comportamenti e le situazioni problema, e l'asse che indica l'esistenza di un processo di oggettivazione di una certa questione problematica come crimine.

Il contributo di Foucault
Foucault ha trattato i temi centrali della criminologia, come quello del rapporto tra potere e sapere criminologico o quello della natura e delle funzioni delle istituzioni di controllo.
Questo autore si interessa all'analisi dei processi attuali per limitare, dirigere e controllare la formazione e la proliferazione dei discorsi che si accompagnano alle dinamiche materiali di esclusione, si interessa anche agli effetti della verità contenuti in un dato discorso, ossia degli effetti da esso provocati in quanto accolto come vero (effetti non oggettivi ma costruiti all'interno di determinate coordinate fissate dalla struttura di potere).
C'è la convinzione che le scienze dell'uomo non siano separabili da quei rapporti di potere che le rendono possibili, inoltre, la ricerca contribuisce a costruire il comportamento in oggetto come problema sociale, cui provvede a controllare.
Foucault suggerisce l'analisi del potere, ovvero studiare come i meccanismi di potere sono investiti, usati, estesi, da meccanismi sempre più generali e da forme di dominazione globale, egli afferma che il potere è onnicomprensivo (si estende ed avvolge ogni tipo di relazione sociale) ma anche onnidirezionale (la risultante di un rapporto di potere non è mai del tutto determinata e prevista dal vincitore della lotta).
Foucault critica la prigione e i suoi metodi, la considera una fabbrica di criminali, dove l'individuo apprende la criminalità, dove si formano gruppi organizzati, dove la famiglia del recluso rischia di diventare criminale a causa del fatto che non essendoci lui nessuno lavora, e quindi si chiede a cosa serva la prigione, e si risponde dicendo che i castighi non servono a fermare i criminali, che il fallimento della prigione serve a creare la distinzione, ad emarginare e a creare il criminale, trasformandolo da occasionale ad abituale, a gestire gli illegalismi, proibendo alcuni atti e permettendone altri.
Quindi lo scopo della prigione sarebbe quello di produrre i delinquenti in un ambiente apparentemente marginalizzato, ma controllato dal centro (e la stampa ha lo stesso effetto/scopo).

Il costruzionismo complesso
De Leo e Patrizi si propongono l'obiettivo di elaborare una teoria capace di ricostruire come il crimine viene attuato, definito e controllato.
L'analisi è focalizzata su 2 livelli e sulle loro interazioni: il sistema di azioni trasgressive e il sistema di azioni di controllo, con l'obiettivo di cogliere come si definiscono al loro interno, come contribuiscono a definirsi reciprocamente, e soprattutto quali significati comunicano e quali funzioni svolgono.
Viene posta al centro dell'attenzione l'azione umana, cercando di ricostruire i significati e le regole che hanno guidato l'attore e i processi che l'hanno resa possibile (azione come strumento di conoscenza).
Questi autori sostengono che ogni azione deviante contiene anticipazioni degli effetti di controllo, per definire ed orientare strategie per evitarlo, inoltre l'attenzione deve spostarsi sul processo che organizza e compone le rappresentazioni sociali sul crimine, gli attori istituzionali che gestiscono la giustizia, il controllo informale, e quindi anche gli interventi e le azioni di questi attori.
L'azione criminale e l'azione di controllo esprimono sia una capacità di autodefinirsi e di autoprodursi, rappresentano l'uno per l'altro l'ambiente di riferimento più diretto e rilevante, ovvero concorrono reciprocamente a definire i confini e funzioni dell'altro sistema.
Per comprendere bene il crimine è necessario studiare entrambi gli organizzatori: quello dell'azione criminale risponde all'esigenza di spiegare come si rende possibile e si attualizza l'azione criminale da parte di soggetti individuali, gruppali o collettivi, mentre quello dell'azione di controllo cerca di comprendere come si rende possibile e si attualizza il crimine come problema sociale, nelle azioni selettive e comunicative delle agenzie formali ed informali di controllo.


Dalla critica al concetto di devianza all'attenzione per la devianza


Il concetto di devianza è sembrato per un buon periodo un buon contenitore per designare un insieme eterogeneo di comportamenti e fenomeni uniti dalla combinazione di 2 caratteristiche: l'essere statisticamente non normali e l'essere socialmente riprovati in quanto non conformi.
La devianza assume il suo significato come scostamento da valori condivisi e si ricollega ad una rappresentazione del sociale-globale come equilibrio ed integrazione tra le parti.
Tuttavia è stata messa in discussione la naturalità ed oggettività dei confini tra normale e patologico, tra conforme e non conforme, tra lecito e non lecito.
Secondo Vincenzo Tomeo, sarebbe meglio evitare l'uso del termine devianza, accentuando l'uso di espressioni che facciano riferimento ai conflitti e alla diversità, guardando alle situazioni concrete degli interessi in campo e delle definizioni delle situazioni date dai diversi osservatori e protagonisti.
La critica al concetto di devianza viene ripresa anche da altri autori ed in generale:

  • il sistema normativo non presenta più le condizioni per operare efficacemente, per controllare la stabilità dei rapporti sociali, per reagire con un certo grado di coerenza ai fatti definiti come devianti
  • sono sempre più diffusi modelli di comportamento estranei a riferimenti di valore, a quei valori che si presumono condivisi dalla maggioranza e che stanno alla base delle definizioni normative di devianza e conformità
  • i mutamenti nella struttura sociale delle classi, la diffusione al di là delle collocazioni sociali e dei ruoli, dei differenti modelli culturali rende obsoleta una visione del controllo sociale (produttore di devianza secondaria) orientato in maniera unidirezionale nei confronti di aree sociali specifiche e marginali.
Quindi non ha senso una definizione di devianza come oggettivazione stabile del sentire collettivo, né come contenuto determinabile a priori, essa è piuttosto il prodotto momentaneo di un episodico interrelarsi di fattori e circostanze, che concorrono a definire lo spazio in cui esso può essere occasionalmente raffigurato.

Questione criminale e questione devianza
Alla sociologia continua a competere la ricerca sul modo in cui ha origine il giudizio di non conformità applicato ai diversi comportamenti.
Tuttavia la riunificazione di situazioni tra loro molto diverse sotto etichette unitarie (anormalità o devianza o problemi sociali) crea problemi di comprensione e di conseguenza vuoti di progettualità e di intervento (perchè ad esempio la criminalità è una cosa diversa dalla malattia mentale).
Bisogna superare la separatezza tra interesse per gli aspetti di materialità percepiti come problematici, e quello per i sistemi di definizione che li oggettivano come criminali.
Parlare di questione devianza significa cogliere l'esistenza di una pluralità di situazioni concrete che hanno rilevanza problematica sia sotto il profilo della modalità e della qualità delle relazioni che si instaurano tra i protagonisti e chi interagisce con loro, sia sotto il profilo dei discorsi che intorno ad esse si costruiscono.
La questione devianza consente di riconoscere l'esistenza reale di atti singoli e di complessi di attività e di relazioni che hanno conseguenze problematiche o cmq sono percepite come negative per la vita, e al tempo stesso consente di interrogarsi su come, perchè e che conseguenze abbia affrontare questi atti o complessi di attività come devianti.
In generale, la connessione tra strategie operative adottate nell'ambito dei servizi e i modelli interpretativi con cui si leggono i fenomeni è strettissima.

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venerdì 30 dicembre 2016

Come disabilitare aggiornamento automatico App Android

Se hai un telefonino con su Android, sicuramente conoscerai il Play Store.
Ottimo posto per scaricare film, musica, videogiochi e programmi, soprattutto gratuiti.
Tuttavia, se non stai attento, tutto ciò che arriva da lì potrebbe consumarti tutto il credito, a causa degli aggiornamenti automatici.
Vediamo quindi come tutelarsi per non consumare tutta la banda mensile del cellulare.


Come disabilitare aggiornamenti automatici App Android


Per disattivare l'aggiornamento automatico delle applicazioni installate sul proprio telefono android, entriamo nel Play Store e clicchiamo sulle 3 linee orizzontali in alto a sinistra, per far aprire il menù delle opzioni.
Adesso, seguiamo il seguente percorso:

Impostazioni -> Generali -> Aggiornamento automatico app

Cliccando quindi sulla voce Aggiornamento automatico app, si aprirà un menù, nel quale potremo scegliere tra le seguenti opzioni:
  • Non aggiornare automaticamente le app
  • Aggiorna automaticamente le app in qualsiasi momento
  • Aggiornamento automatico app solo tramite Wi-Fi

Come disabilitare aggiornamento automatico App Android

La scelta più sensata potrebbe sembrare quella di far partire gli aggiornamenti quando si ha il wifi, tuttavia ho visto che a volte è controproducente, perchè si mette a scaricare mezzomondo, rendendo il telefono quasi inutilizzabile.
Quindi per me la soluzione ideale è la numero 1, non aggiornare mai le app android in automatico.

Ovviamente bisogna tener conto anche della sicurezza, quindi se disattivi gli aggiornamenti automatici, quantomeno periodicamente fatteli a mano!

HTML entity encoder/decoder Online

Dovendo scrivere del codice html sul mio sito, mi sono imbattuto nella problematica di codificare i caratteri speciali in modo dare renderli digeribili per tutti i vari browser.

Ma non solo, alcuni caratteri, anche volendo non avrei potuto scriverli così come appaiono a video.
Ad esempio, se volessi mettere nella mia pagina html il simbolo di minore <, non potrei scriverlo così come lo si vede a video, perchè altrimenti verrebbe interpretato come l'apertura di un tag html, ma dovrei codificarlo col cosiddetto html entity, facendolo diventare scritto così: &lt;

Vediamo quindi come codificare e decofidicare i caratteri speciali con un tool online gratuito e molto semplice da usare.


HTML entity encoder/decoder Online


Per poter trasformare un carattere speciale in modo da poterlo inserire tranquillamente in una pagina web, colleghiamoci al seguente indirizzo:
https://mothereff.in/html-entities

Ora, inseriamo il carattere speciale nel box Encode, oppure, se abbiamo già del testo codificato, inseriamolo nel secondo box, quello chiamato Decode, per avere a video il simbolo corrispondente.

HTML entity encoder/decoder Online

Le opzioni di codifica disponibili sono:
  • only encode unsafe and non-ASCII characters
  • allow named character references in output 

Html encode e decode non è mai stato così facile, grazie a questo tool online.

Prima di scoprire questo sito, io usavo homesite con la funzione per inserire i caratteri speciali già codificati (o con le funzioni "replace extended characters with character entities" e "replace character entities with extended characters"), ma le stesse opzioni suppongo esistano anche nei programmi editor di testo ultraedit e notepad++.

Come risolvere l'errore NBSP su Blogger

Oggi stavo modificando il mio bel template blogger/blogspot ed ecco che incappo in una nuova problematica.
Quando provo a mettere il codice Entity Name del carattere che serve per lasciare uno spazio vuoto, il cosiddetto &nbsp; (nbspace), blogger mi riporta il seguente errore:

"Errore di analisi XML, riga 1443, colonna 63: The entity "nbsp" was referenced, but not declared."

Vediamo subito come risolvere questa incresciosa situazione.


Come risolvere l'errore &nbsp; su blogger


Per poter inserire degli spazi vuoti nel template del proprio sito su blogger, senza usare il famoso NBSP (non-breaking space), basta seguire questo semplice accorgimento:

Utilizzare &#160; al posto di &nbsp;

Come risolvere l'errore nbsp su blogger

Così facendo, blogger non darà più errore nella compilazione del template, e potrete inserire tranquillamente tutti gli spazi vuoti che volete.

Basta poco, che ce vò (cit.)