lunedì 27 giugno 2016

Ancora più scemo

Ancora più scemo è un film commedia del 1997 diretto da Jonathan Lynn, con Jeff Daniels, Michael Richards, Charlize Theron, Alexandra Wentworth, Jessica Steen, Austin Pendleton.

Ancora più scemo
Trama
Charlie è un giovane avvocato che sta per sposarsi con una donna che non ama, la figlia del suo capo.
Ubriacatosi troppo al suo addio al celibato, Charlie salta una causa, facendo andare un attore al posto suo.
A causa di questa circostanza, Charlie reincontrerà una ragazza conosciuta all'addio al celibato, che gli cambierà per sempre la vita.

Recensione
Ancora più scemo è il seguito non ufficiale di Scemo & più scemo.
O meglio, non è il suo vero seguito, ma una simpatica trovata per cercare di guadagnare dal successo del film originale.
In questa pellicola infatti, del precedente capolavoro c'è solo il titolo ispirato e l'attore protagonista, Jeff Daniels, ma tutto il resto è nuovo, trama e personaggi compresi.
Il risultato?
Medio basso, nulla a che vedere con il primo capitolo anche come risultato... purtroppo.

Link alla scheda del film su wikipedia

Scemo & più scemo

Scemo & più scemo è un film comico/demenziale del 1994 diretto da Peter Farrelly, con Jim Carrey, Jeff Daniels, Lauren Holly, Charles Rocket, Mike Starr, Karen Duffy, Victoria Rowell, Felton Perry, Cam Neely.

Scemo & più scemo
Trama
Lloyd ed Harry sono due amici combinaguai che non riescono a tenersi un lavoro per troppo tempo.
La vita dei due sta per cambiare per sempre, quando Lloyd conosce per caso una donna della quale si innamora a prima vista.
L'occasione di far colpo sulla sua amata capita quando questa perde la sua valigia, così la coppia di amici decide di partire per Aspen con il solo scopo di riportargliela, ignari del fatto che quella valigia la vogliono anche dei pericolosi criminali.

Recensione
Scemo e + scemo è un film demenziale come non se ne vedono molti.
Semplicemente geniale, sane risate per grandi e piccoli (più grandi che piccoli).
Una comicità per chi ama ridere con poco, anche se si tratta di un tipo di umorismo che ovviamente da una pista ai cinepanettoni italiani.
Non un film impegnato quindi, ma un grande cult della risata.

Link alla scheda del film su wikipedia

Come bloccare qualcuno su gmail

Se usi il client di posta via web di gmail e hai qualcuno che continua a mandarti delle email moleste e fastidiose, che però non finiscono da sole nella cartella dello spam, ora ti spiegherò come bloccare qualcuno su gmail.

Per bloccare un mittente su gmail, apri gmail (ovviamente), poi apri una delle email ricevute dal molestatore, poi clicca sulla freccia bassa in alto a destra nella schermata dell'email.
Si aprirà un menù con diverse voci, clicca su Blocca 'NomeUtente', dove ovviamente al posto di NomeUtente troverai il nome dello spammone.

Come bloccare qualcuno su gmail

Complimenti, hai appena bloccato il mittente indesiderato, che ora non potrà più scriverti sulla tua casella di posta gmail.

I messaggi di posta ricevuti dall'indirizzo email che hai appena bloccato verranno contrassegnati come spam e finiranno direttamente nella cartella Spam.

Per sbloccare un utente bloccato su gmail la procedura è identica a quella appena eseguita, solo che la dicitura che troverai sarà Sblocca 'NomeUtente'.
Cliccaci sopra, e come per magia tornerai a ricevere le email dall'indirizzo email della persona che avevi bloccato per errore sul tuo gmail.

Come fare un video con foto e musica

Quante volte hai ammirato i video dei tuoi amici con le loro foto delle vacanze con sotto una bella colonna sonora e degli effetti speciali tra una fotografia ed un'altra, e ti sei chiesto "ma come moccola hanno fatto?"?

Bene, è venuto il momento di scoprire come fare un video con foto e musica (slideshow) grazie a windows movie maker.

Prima di tutto, scarica ed installa windows movie maker da questo indirizzo:
http://windows.microsoft.com/it-it/windows/movie-maker

Al momento della stesura di questa guida siamo arrivati alla versione 12 di windows movie maker.

Vediamo dunque come creare un video utilizzando le foto delle vacanze con windows movie maker.
Apriamo movie maker e poi apriamo la prima foto andando su Home e poi cliccando su Aggiungi foto e video.

Come fare un video con foto e musica

Ripetiamo l'operazione per il numero di foto per le quali vogliamo fare il video.

Adesso avremo nella parte sinistra di windows movie maker il player con l'anteprima del video, mentre a sinistra i fotogrammi in cui è diviso il nostro filmato, un fotogramma per fotografia.
Nel mio esempio ho messo 3 foto, quindi ho 3 fotogrammi/elementi distinti.

elenco foto caricate

Se facciamo play sul lettore possiamo vedere in sequenza le nostre fotografie, una dopo l'altra.

Ma se non ci sta bene il tempo di visualizzazione? Come possiamo fare per ridurre o aumentare la durata del video?
Per ridurre o aumentare il tempo di esposizione di una fotografia / diapositiva clicchiamo sul frame/fotogramma/elemento di cui vogliamo modificare il tempo, poi clicchiamo sul menù Strumenti video, Modifica in alto nel programma, ed andiamo a modificare il valore del campo Durata.

modificare durata

Una volta cambiata la durata a tutte le diapositive in modo che il filmato duri il tempo che ci pare, vediamo di mettere qualche bell'effetto speciale tra una diapositiva ed un'altra.

Ogni presentazione che si rispetti ha dei buoni effetti speciali quando si passa da una foto ad un'altra, quindi proviamo ad aggiungerne uno diverso per ogni diapositiva.

Selezioniamo la prima foto, poi andiamo nel menù Animazioni, ed infine clicchiamo sull'effetto che preferiamo.
Ovviamente possiamo vedere il risultato in anteprima avviando il player di sinistra.

aggiungi animazione

Ripetiamo l'operazione per il numero di foto per avere un'animazione ad ogni cambio foto.

Bene, adesso che abbiamo visto come aggiungere un'animazione alla nostra presentazione di fotografie, vediamo come aggiungere una musica al nostro filmato con windows movie maker.

Quello che ci serve è un file audio compatibile (mp3, wma, wav, ogg, ecc...) che dobbiamo andare a pescare dal nostro computer dopo aver cliccato in windows movie maker su Home e poi su Aggiungi musica.

aggiungi musica

Dopo aver selezionato la nostra canzone preferita, siccome magari sarà troppo lunga per il nostro filmato, o magari inizierà in maniera troppo brusca, andiamo su Strumenti audio, Opzioni.
Qui possiamo settare una dissolvenza in entrata, una dissolvenza in uscita, un punto di inizio (quando far partire la musica, nel caso si voglia farla partire in ritardo), un punto iniziale (per far partire la canzone da un determinato punto del brano), ed un punto finale (nel caso si voglia far finire la canzone prima del termine).

effetti sonori

Bene, il nostro filmato è pronto per essere pubblicato.
Per sicurezza salviamo il progetto in modo da poterlo modificare anche in futuro, andando su File, Salva progetto.
Infine, esportiamo la nostra presentazione di foto e musica appena sfornata con windows movie maker, andando su File e poi su Salva filmato e poi su Per computer (o se volete scegliete anche un altro tipo di risoluzione).

Il risultato finale sarà una cosa del genere:
https://www.youtube.com/watch?v=HcZYKkn-JT8


Ora siete pronti a far schiattare d'invidia tutti i vostri amici :)

Roboshark

Roboshark è un film azione/fantascienza/horror del 2015 diretto da Jeffery Scott Lando, con Alexis Peterman, Matt Rippy, Nigel Barber, Vanessa Grasse, Isaac Haig, Laura Dale.

Roboshark
Trama
Un ufo alieno cade sul pianeta terra finendo nell'oceano, qui viene inghiottito da un gigantesco squalo bianco diventando così roboshark, metà robot metà squalo.
Subito sulla terra scoppia il panico, dato che questo squalo robot è in grado sia di spostarsi via mare, sia di scavare sotto la terra, arrivando fino a Seattle.
A dare la caccia a robo shark ci saranno i militari ed una agguerrita reporter in cerca di scoop.

Recensione
Cosa dire di questo roboshark?
Sicuramente rientra nel genere "film trash quali" che tanto va di moda ultimamente :)
Rispetto ad altri suoi colleghi però, questo roboshark si pone in maniera non seria ma demenziale, quindi quantomeno non risulta patetico.
Simpatica anche la presa in giro sull'ossessione della gente per i social media e sulla maniacale insistenza a postare tutto su twitter e facebook.
Con questo non voglio dire che roboshark sia un buon film, anzi, fa decisamente cacà, ma almeno in un paio di scene un mezzo sorriso me l'ha strappato :p

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Nato il quattro luglio

Nato il quattro luglio è un film drammatico/guerra del 1989 diretto da Oliver Stone, con Tom Cruise, Kyra Sedgwick, Raymond J. Barry, Caroline Kava, Josh Evans, Jamie Talisman, Anne Bobby, Samantha Larkin, Bryan Larkin.

Nato il quattro luglio
Trama
Ron Kovic è un giovane americano con grandi ideali, un vero patriota disposto a qualsiasi sacrificio per la sua nazione.
Il Vietnam però cambierà per sempre la vita di Ron.
Distrutto sia mentalmente che fisicamente, Ron inizierà una nuova vita fatta di tormenti interiori, rimorsi ed incubi.

Recensione
Nato il 4 luglio è uno dei film più famosi che trattano il tema della guerra in Vietnam.
In questo film l'America mette in discussione i suoi principi, riconoscendo forse di aver commesso il più grande sbaglio di sempre.
Un film molto forte e duro, che dovrebbe essere visto da tutti quelle persone che anche oggi sarebbero pronte a partire per qualsiasi guerra, qualunque siano gli ideali che portano alle armi.
Per gli amanti dei film di guerra e dei film drammatici, anche se la parte girata in Vietnam è solo marginale a tutta la storia.

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domenica 26 giugno 2016

Il massacro di Jonestown

Jonestown era una comunità intenzionale nella Guyana nordoccidentale (America meridionale) formata dal Tempio del popolo, un movimento religioso americano fondato da un pastore di nome Jim Jones.

Jonestown o People's Temple Agricultural Project (Progetto Agricolo del Tempio del popolo) fu fondata nel 1974, quando i membri della comunità del Tempio del popolo ottennero il permesso di trasferirsi nella giungla della Guyana, al confine con il Venezuela.

Jonestown

Ingresso Jonestown

Capitanati dal reverendo Jim Jones (vero nome James Warren Jones), lo scopo di questa comunità era quello di creare una sorta di paradiso in terra dove poter vivere in pace e con sani principi religiosi, lontani dalle guerre, il razzismo, la violenza e la corruzione.

Jim Jones

Questo apparente paradiso terreste però, sembrava nascondere dei terribili segreti, tanto che il 17 novembre 1978 fu mandato al tempio una delegazione capitanata dal deputato americano Leo Ryan, con lo scopo di indagare meglio sulle voci secondo le quali alcune persone fossero trattenute lì contro la loro volontà.

Il risultato di questa indagine fu l'uccisione di cinque visitatori (tra cui lo stesso deputato) e la decisione di effettuare un suicidio di massa prima che qualcuno potesse mandare l'esercito per arrestarli.

Ci fu una sorta di assemblea e fu così deciso di effettuare un suicidio di massa tramite cianuro di potassio.
Il suicidio di massa avvenne il 18 novembre 1978 e morirono 909 persone, tra uomini, donne, bambini ed anziani.
Pare che addirittura le madri avvelenassero di loro spontanea volontà i propri figli.

Quello di Jonestown fu di fatto il più grande suicidio di massa della storia.

la fine di jonestown

Stando alle testimonianze dei sopravvissuti, sembra comunque vero che diversi abitanti di Jonestown fossero trattenuti contro la loro volontà e che qualsiasi tentativo di fuga veniva punito duramente.

Da questa tragedia di Jonestown sono stati tratti alcuni film, tra cui l'ultimo The Sacrament, dove la comunità si chiama Eden Parish ed i morti sono "solo" sui 100, ma la storia è praticamente identica.

The Sacrament

The Sacrament è un film orrore/thriller/drammatico del 2013 diretto da Ti West, con Amy Seimetz, Joe Swanberg, Kate Lyn Sheil, AJ Bowen, Gene Jones, Shawn Parsons, Kentucker Audley, Derek Roberts, Donna Biscoe.

The Sacrament
Trama
Il giovane Patrick si rivolge ad un'organizzazione giornalistica dopo che ha ricevuto una strana lettera della sorella, la quale sarebbe andata a vivere in una comunità religiosa sperduta nella giungla per guarire dalla dipendenza della droga.
Così, Patrick e due reporter partono alla volta di questa comunità il cui nome è Eden Parish, con lo scopo di girare un documentario per scoprire la verità su quel posto.

Recensione
The Sacrament è un buon thriller/horror con una trama non propriamente originale ma decisamente interessante.
Questo film è infatti tratto da una storia vera, ma se cercate su google "Eden Parish storia vera tragedia" non troverete niente... provate invece a cercare Jonestown ;)

Bel film comunque, anche se la tecnica della ripresa amatoriale ormai inizia a diventare un filino monotona e troppo usata.

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Legend

Legend è un film biografico/drammatico del 2015 diretto da Brian Helgeland, con Tom Hardy, Emily Browning, Christopher Eccleston, David Thewlis, Paul Anderson, Taron Egerton, Chazz Palminteri, Paul Bettany, Colin Morgan.

Legend
Trama
Reginald Kray è un boss della malavita di Londra negli anni 50.
In lotta con altre famiglie rivali, Reginald troverà anche il tempo per dedicarsi all'amore, quando conoscerà la bella Frances, della quale si innamorerà a prima vista.
La giovane donna si innamorerà a sua volta di Reginald, pur conoscendo il fatto che è un delinquente ed andando contro al volere della sua famiglia.
La situazione però si aggraverà quando uscirà dal manicomio Ronald, fratello gemello di Reginald che soffre di gravi disturbi psichiatrici.

Recensione
Legend è un'interessantissimo film di mafia.
Di film sulla mafia e la malavita in generale ce ne sono parecchi, quindi è difficile offrire un qualcosa di nuovo, ma questo film, tratto tra l'altro da una storia vera, ci riesce, grazie alla originale storia dei due gemelli.
Ottima duplice interpretazione di Tom Hardy, che ancora una volta colpisce nel segno e si avvicina sempre di più all'olimpo delle star, quelle il cui nome è noto a tutti.

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Psicologia generale 2 (10/12): Giudizio e spiegazione causale

Quando accade qualcosa di imprevisto, spesso si prova fastidio e si cerca di darne una spiegazione, infatti, la maggior parte degli interrogativi causali sono causati da eventi inaspettati o indesiderati.


Percezione ed attribuzione causale


Le persone sono abbastanza riluttanti ad accettare il fatto che alcuni eventi non sono riconducibili ad una causa apparente, e tendono quindi a ricercare pattern causali nel comportamento, e ciò può portare alla causalità infierita anche quando questa non esiste (esempio delle punizioni ai piloti che vengono considerate causa di miglioramento successivo senza che si consideri il miglioramento dovuto alla media statistica).
La correlazione illusoria è quella credenza secondo cui 2 variabili sono correlate, quando in realtà non lo sono.
Le correlazioni illusorie dovute alla regressione della media sono abbastanza diffuse, ad esempio molti medici tendono a considerare efficaci le loro cure solo perchè dopo di esse i pazienti tendono a dimostrare un certo miglioramento.
Le persone tendono ad individuare relazioni di tipo causale anche quando non ci sono, rilevando la presenza di sistematicità in comportamenti aleatori e ascrivendola a processi causali.


Contiguità e similarità nella percezione causale
Michotte ha esaminato i fattori che possono influenzare la percezione di causalità in un esperimento dove venivano presentate delle figure che sembravano muoversi l'una verso l'altra, entrando in collisione, i cui risultati hanno mostrato il ruolo della contiguità spazio-temporale nella percezione della causalità.
Hume ha rilevato che la similarità tra causa ed effetto consente di vedere relazioni causali, e ad esempio, una persona cattiva è vista come responsabile di azioni cattive, e in questi casi, attore e azione sembrano essere percepiti come parti di un'unità psicologica.
Taylor e Jaggi hanno studiato gli intergruppi, affermando che le azioni positive delle persone che fanno parte del gruppo di appartenenza (ingroup) tendono ad essere attribuite a qualità personali dell'attore, mentre quelle negative tendono ad essere attribuite ai fattori esterni, invece in caso di azioni positive di persone di un altro gruppo (outgroup), esse sono attribuite a fattori esterni, mentre le loro azioni negative a fattori interni al gruppo stesso.
Sembra inoltre che ci sia maggiore propensione a percepire relazioni di causalità tra eventi, se questi accadono contemporaneamente, e se causa ed effetto sono simili, e ci sono minori probabilità di percepire relazioni causali tra eventi distanziati nel tempo.
E' inoltre improbabile che le persone individuino correlazioni reali, se queste non corrispondono a credenze preesistenti.

Covariazione e attribuzione causale per il comportamento sociale
Le persone tentano sempre di dare un senso al proprio comportamento e a quello altrui.
Harold Kelley ha sviluppato il modello ANOVA, secondo cui le persone analizzano le cause proprio come fanno gli scienziati, usando l'analisi della varianza.
Le persone comuni analizzerebbero il comportamento sociale come farebbe uno psicologo sociale, considerando separatamente i fattori personali ed ambientali che determinano il comportamento, facendo la distinzione tra cause interne (personali) e cause esterne (situazionali) del comportamento.
Secondo Kelley, la causa è quella condizione che è presente quando è presente l'effetto, e che è assente quando è assente l'effetto.
La distintività riguarda l'informazione relativa allo stimolo che produce il comportamento da spiegare.
Applicando il metodo della differenza di Mill, si attribuisce la causa al fattore la cui presenza crea o meno una differenza rispetto all'evento, dove un basso consenso induce ad attribuzioni alla persona, una distintività elevata ad attribuzioni allo stimolo, e una bassa coerenza ad attribuzioni all'occasione.

Biases nel processo attributivo
I processi attributivi spesso sono soggetti a bias (errori), eccone alcuni:
  • Errore fondamentale di attribuzione (Ross): le persone tendono a sottostimare l'effetto del contesto sul comportamento umano e ad attribuire un peso eccessivo alle caratteristiche personali dell'autore del comportamento (dimostrato in un esperimento di Ross dove i soggetti giudicano i conduttori molto più preparati dei concorrenti, anche se si tratta di comparse senza preparazione che interpretano da poco quei ruoli).
    Le caratteristiche personali vengono sovrastimate se i soggetti vengono distratti, la poca attenzione quindi è causa di poca considerazione dei fattori situazionali.
  • Bias al servizio di sè (successo ed insuccesso): si ha la tendenza ad attribuire, in caso di successo, i meriti alle proprie capacità personali, e in caso di insuccesso si da la colpa a fattori situazionali.
  • Differenze attore-osservatore nell'attribuzione causale: gli attori tendono ad ascrivere il proprio comportamento a caratteristiche contestuali, mentre quello altrui, a fattori personali.
  • Differenze culturali nella spiegazione degli eventi: alcune ricerche hanno dimostrato che c'è una maggiore tendenza all'attribuzione esterna nelle società di tipo collettivistico, rispetto a quelle individualistiche.
  • Differenze ideologiche nella spiegazione dei fenomeni sociali: sembra che i simpatizzanti della destra tendano ad ascrivere varie forme di disagio e devianza sociale a fattori interni (es. debolezza personale), mentre i simpatizzanti della sinistra, a fattori esterni (es. circostanze sfavorevoli).

Come ridurre gli errori nelle attribuzioni
Secondo alcuni studi, all'origine di ogni evento ci sono diverse condizioni necessarie (contesti causali), ciascuna delle quali indispensabile per il verificarsi dell'avvenimento stesso.
In generale: un basso consenso (poche persone che si comportano in un certo modo) rende anormale la persona bersaglio, una distintività elevata (la persona si comporta così solo in presenza di pochi stimoli) rende anormale lo stimolo bersaglio, una bassa coerenza (in altre occasioni la persona non si è comportata così in presenza dello stimolo) rende anormale l'occasione bersaglio.
McGill ha ipotizzato che le asimmetrie attore-osservatore sono ascrivibili all'assunzione di casi di contrasto diversi, ad esempio, una persona che si aspetta di riuscire in un compito, attribuisce il suo successo a fattori interni (pensando che in pochi ci sarebbero riusciti), mentre persone con basse aspettative attribuiscono l'esito al compito stesso, a causa nelle scarse aspettative riposte nelle proprie capacità di risolvere il compito.
Inoltre è stato dimostrato che le persone, quando devono fornire spiegazioni, sono influenzate dal punto di vista dell'interlocutore, ed esperimenti hanno dimostrato che quando si deve fornire una spiegazione, si tende ad identificare la condizione che risulta anormale dal punto di vista dell'interlocutore.


Giudizio di contingenza e induzione causale


Il modello ANOVA di Kelley mostra come la logica della covariazione può essere usata per l'analisi di particolari comportamenti, e può essere usata per effettuare inferenze causali sull'eventualità dell'esistenza di relazioni causali tra tipi di eventi.
Le persone commettono errori nei giudizi di contingenza perchè usano la regola di covariazione trovando però le informazioni di alcune parti del problema più salienti di altre, o almeno attribuendo ad esse un'importanza maggiore.
Le persone spesso prestano più attenzione al non verificarsi che al verificarsi degli eventi.
Mandel e Lehman han definito strategie di test di positività, la tendenza a focalizzarsi su casi positivi (la causa ipotizzata è sempre presente), e test di sufficienza, la verifica della presenza della causa ipotizzata.
I processi di giudizio causale potrebbero essere automatici, al di fuori della coscienza.


Gli animali e gli uomini, quando si trovano davanti ad un evento improvviso, applicano un apprendimento di tipo associativo, e se l'evento è già stato predetto dal contesto, il suo arrivo non sarà più una sorpresa e non gli si porrà più attenzione.
L'apprendimento associativo è dunque evento-dipendente, dato che si verifica solo in presenza di un evento imprevisto o sorprendente, si basa sull'elaborazione di informazioni incomplete, e conserva una forza associativa nella memoria come indice di relazione causale.
L'apprendimento associativo non ha bisogno di conservare ricordi di particolari esempi di associazioni ipotetiche causa-evento per ricavarne una regola di giudizio di contingenza,  questo apprendimento sembra quindi richiedere una capacità d'elaborazione di informazioni minore rispetto ai processi di giudizio di contingenza.
Diversi studi confermano l'esistenza di processi associativi nell'apprendimento umano della covariazione:
  • Mancato apprendimento di eventi iperpredetti. Meccanismo di blocco: secondo le principali teorie l'apprendimento associativo avviene solo se l'evento bersaglio non risulta predetto dal contesto.
    Dickinson, Shanks e Evenden hanno dimostrato il fenomeno del blocco, dove l'apprendimento viene bloccato da una precedente fase dell'apprendimento.
  • Elaborazione di informazioni incomplete: eventi inaspettati inducono a valutare bene l'ambiente immediato, alla ricerca di elementi a cui associarli.
  • Incrementi della forza associativa: il modello di apprendimento associativo predice degli aggiustamenti prova-per-prova della forza associativa che lega indizi e risultati.
    Nell'effettuare giudizi causali on-line (al volo), le persone apprendono le contingenze con processi associativi semplici, le persone sembrano apprendere le covariazioni concentrandosi su eventi inattesi.
    Le correlazioni illusorie vengono apprese associando gruppi di minoranza a caratteristiche negative (es. atti criminali), dato che prestiamo attenzione maggiore agli eventi rari (es. il crimine) e tendiamo ad associarli agli aspetti salienti del contesto, invece in genere non si presta attenzione agli eventi comuni e non si nota ad esempio che i non-crimini sono tanto frequenti sia nelle minoranze che nei gruppi di maggioranza, per questi motivi spesso i gruppi di minoranza sono visti in modo negativo.
L'apprendimento umano delle relazioni causali dunque, segue i principi fondamentali dell'apprendimento associativo, e questo potrebbe essere la causa della predisposizione ad acquisire convinzioni errate sotto forma di correlazioni illusorie.


Attribuzioni, emozioni e motivazioni


La teoria attribuzionale si occupa degli effetti delle attribuzioni su emozioni e comportamento.
Le nostre attribuzioni in caso di insuccesso possono determinare le nostre sensazioni ed azioni successive, e secondo Weiner, se attribuiamo il fallimento di un esame ad un professore (causa esterna), tenderemo ad arrabbiarci, mentre se lo attribuiamo ad una preparazione inadeguata (causa interna), tenderemo a sentirci depressi.
Sempre secondo Weiner, le attribuzioni degli insuccessi a cause esterne tendono ad incoraggiare a provare ancora, inoltre, le persone che hanno bisogno di un elevato bisogno di soddisfazione tendono ad effettuare attribuzioni interne in caso di successo ed esterne in caso di insuccesso, e quindi sono motivate a perseverare in caso di insuccesso (questa ipotesi tutta via non è stata riscontrata da altri studiosi).
Inoltre, secondo Weiner le capacità personali sono vissute come cose immutabili, mentre secondo altri autori no, possono essere percepite dalle persone come mutabili (migliorabili o peggiorabili).
Secondo alcuni studiosi, le persone che pensano negativo tendono ad attribuire gli insuccessi a cause interne, stabili e globali, come la mancanza delle capacità, tuttavia la maggior parte delle ricerche non ha mai verificato la possibilità di predire con maggiore attendibilità la depressione in base alle aspettative delle persone.
In definitiva, la teoria delle attribuzioni ha ottenuto conferme limitate.



Spiegazione e pensiero


Quando si chiede di giustificare una scelta, le persone cercano le ragioni per le quali hanno scelto un'opzione piuttosto che un'altra.
Il dover dare spiegazioni può dunque indurre i decisori ad articolare assunzioni ed esplorare le opzioni in modo più approfondito.
Secondo Tetlock, la richiesta di fornire spiegazioni circa i propri giudizi migliora la presa di decisioni, se la richiesta arriva prima che inizi l'analisi delle informazioni pertinenti, e ciò può essere dovuto ad un aumento della motivazione delle persone che devono giustificarsi, mentre se la richiesta di spiegazioni arriva dopo che la decisione è stata presa, questa peggiora le prestazioni, perchè la gente tende a non modificare le decisioni prese, spesso anche davanti all'evidenza di miglioramento.


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