lunedì 1 maggio 2017

Creare nuovo componente (Mit App Inventor 2)

Oggi vediamo una cosa molto carina di Mit App Inventor 2, come creare nuovi componenti.
Sto parlando ovviamente della versione locale di app inventor, ovvero quella che avete installato sul vostro computer, dato che quella online non è ovviamente modificabile, salvo per l'aggiunta di qualche estensione.

Questo breve tutorial spiegherà come duplicare un componente app inventor 2 già esistente, non quindi come crearlo da zero, per il quale comunque lascerò un link con tutte le istruzioni dettagliate su come fare, a fine post.

Vediamo subito come iniziare a muovere i passi verso la creazione di componenti aggiuntivi per app inventor, che sono la base per poter creare le estensioni (quelle che poi potete distribuire).


Come creare un nuovo componente in Mit App Inventor 2


Per poter creare un componente aggiuntivo, occorre prima di tutto sapere dove risiedono i componenti di app inventor 2.
Il percorso tipico (poi dipende da dove lo avete installato) per trovare la cartella dove sono fisicamente i componenti appinventor 2, è il seguente:
C:\appinventor\appinventor\components\src\com\google\appinventor\components\runtime

Adesso, per fare un esempio pratico su come duplicare un componente app inventor, scegliamone uno a caso e facciamo copia ed incolla del file, ad esempio quello chiamato Label.java (il famoso componente etichetta).

Andiamo poi a rinominare la copia di Label.java in LabelOggi.java.

Ora, entriamo nel nuovo file appena creato con un editor di testo, ed andiamo a modificare alcuni parametri.

Cerchiamo il blocco che contiene la scritta "@DesignerComponent"e modifichiamo/aggiungiamo (se non presenti) i parametri:
  • description: dove andremo a scrivere la descrizione del nostro componente, es: "Componente di prova duplicato dalla label".
  • nonVisible = true: da aggiungere se non presente, altrimenti si riceverà il terribile messaggio "java.lang.UnsupportedOperationException: unknown component" (questo perchè al momento c'è il limite di poter aggiungere solo componenti nuovi non visibili)
  • iconName = "images/extension.png": mettere l'url di un'icona, per farla apparire accanto al componente quando lo si vuole trascinare nel visualizzatore (campo facoltativo, ma è meglio metterlo)

Creare nuovo componente (Mit App Inventor 2)

Adesso cerchiamo le 2 righe
@SimpleObject
public final class Label extends AndroidViewComponent {
e sostituiamole con
@SimpleObject(external = true)
public final class LabelOggi extends AndroidViewComponent {

Infine sostituiamo
public Label(ComponentContainer container) {
con
public LabelOggi(ComponentContainer container) {

Salvare e chiudere il file.

Come avrete capito, per duplicare un componente app inventor, basta rinominare le classi univoce con un nuovo nome a nostra scelta.

Adesso, affinchè questo nuovo componente sia visibile in appinventor, occorre rifare il build dell'intero ambiente, ed anche rifare il build del companion, altrimenti non sarà possibile testarlo sul cellulare.
Se non sapete come compiere queste operazioni con Ant, trovate le istruzioni in questo post.

Ovviamente, affinchè tutto sia visibile nella nuova piattaforma appinventor, bisogna poi terminare eventuali processi attivi e riavviare il tutto.
Nel caso il processo di app inventor 2 non ne volesse sapere di terminare, vi basterà terminare il processo java, dal taskmanager di windows.

Se tutto sarà andato a buon fine, riavviando app inventor 2 (ed il browser), dovreste vedere a video il vostro nuovo componente LabelOggi, posizionato nella stessa sezione delle Etichette, ovvero in Interfaccia utente (user interface).

Nuovo componente app inventor

Con tanto di blocchi (blocks).

Blocchi del nuovo componente

Questo è ovviamente solo un rapido esempio su come copiare / replicare un componente aggiuntivo.
Per creare un componente app inventor da zero, seguire questo tutorial, dove vengono spiegate tutte le classi e la struttura che compone questo tipo di oggetti appinventor.
Ovviamente, anche conoscendo bene la teoria, partire sempre da un componente già esistente, facilita molto il lavoro.

Imparare a creare/modificare componenti app inventor 2 è la base per poter aggiungere nuove funzionalità alla piattaforma, senza dover aspettare che qualcun altro le sviluppi per voi (es. admob per app inventor 2 :p).
Ovviamente, per fare tutto ciò, dovrete conoscere almeno un po' java.

Tornare all'elenco delle lezioni

Testare applicazioni tramite cavo USB (Mit App Inventor 2)

Per poter testare le proprie applicazioni Mit App Inventor 2, oltre a poter utilizzare il companion con il wifi e l'emulatore, è possibile utilizzare anche il cavo usb.

Questa modalità è sicuramente più stabile della versione wifi, che ogni tanto perde la connessione, però necessità di un pochino più di preparazione per poter essere usata.

Vediamo dunque come connettere il cellulare al computer tramite cavo usb, e come fare per farlo parlare con appinventor.


Come testare applicazioni tramite cavo USB in Mit App Inventor 2


Per poter utilizzare questa modalità di debug di applicazioni android sviluppate con app inventor 2, bisogna innanzitutto scaricare ed installare aiStarter, un software che deve girare sul proprio computer, che consente la comunicazione tra appinventor 2 ed il cellulare, tramite cavo usb.

Scaricare ed installare aiStarter per windows (o cercare quello per mac o linux) da questa pagina, cliccando su Download:
http://appinventor.mit.edu/explore/ai2/windows.html

Testare applicazioni tramite cavo USB (Mit App Inventor 2)

Durante l'installazione, per comodità fleggare anche l'opzione per creare l'icona di collegamento di app inventor tools (aistarter) sul desktop del pc.

Adesso riavviare il pc, poi lanciare aistarter cliccando sull'apposita icona.

aiStarter startato

Se vi dimenticherete di lanciare aiStarter ogni volta che volete collegarvi tramite usb (se per caso riavviate il pc), riceverete a video il seguente messaggio: "The aiStarter helper does not appear to be running".

Adesso dobbiamo andare ad agire sul nostro telefono cellulare.
Innanzitutto bisogna aver abilitato la modalità sviluppatore (se non sapete come fare leggete questo post).

Entrare quindi in Impostazioni -> Opzioni sviluppatore, e spuntare la voce Debug USB.

Debug USB

Finalmente possiamo andare sul nostro mit app inventor 2, e cliccare su Connect -> USB.

Connessione tramite usb

Attendere il caricamento, e dare (almeno la prima volta) il consenso dal cellulare a questa connessione.

Se tutto sarà andato a buon fine, vedrete la vostra applicazione girare sul cellulare in versione di test, ed ogni modifica effettuata tramite appinventor 2, verrà replicata in tempo reale sul telefono.

Tornare all'elenco lezioni

Impedire chiusura finestra dos bat

Dopo aver creato il tuo primo script dos (come ad esempio spiegato in questo post), una delle necessità che potrebbero subito sorgere, soprattutto se stai testando il funzionamento del tuo file batch .bat, è quella di impedire la chiusura della finestra dos.

Molte volte infatti, i comandi lanciati dai nostri script dos, girano in realtà in background. Quindi, in caso di errore non è possibile capire se tutto è andato a buon fine, perchè la finestra di dos si chiude immediatamente, e non si riesce a leggere se c'è stato qualche errore o se tutto è filato liscio.

Vediamo dunque come superare questo limite dei file .bat, in modo da non far chiudere la finestra di dos al termine dello script.


Come impedire la chiusura della finestra di dos di un file .bat


Per mantenere la finestra di dos aperta al termine dell'esecuzione di tutti i comandi batch inseriti nel tuo file .bat, basta aggiungere alla fine dello script il seguente comando:

cmd / k

Grazie a questa semplice riga di codice infatti, il vostro script non chiuderà più in automatico la finestra di dos (comportamento di default di windows 10, e non).

Vediamo subito un esempio pratico.
Scriviamo queste righe di codice nel nostro file .bat:
cd C:\Windows\System32
notepad-errore.exe
cmd / k


La seconda riga di codice genererebbe un errore, e normalmente la finestra di dos verrebbe subito chiusa, impedendoti di capire che lo script è sbagliato e che non ha funzionato.
Grazie a questo stratagemma invece, la finestra rimane aperta, e salta subito all'occhio che qualcosa è andato storto.

Impedire chiusura finestra dos bat

Bene, adesso sai come tenere aperta la finestra di dos dopo l'esecuzione di uno script.
Questa cosa potrebbe tornarti molto utile nel caso tu abbia uno script con tante righe di codice il cui esito non è certo, o nei casi in cui vuoi semplicemente vedere a video il risultato ottenuto dai comandi che hai lanciato.

Creare uno script dos bat su Windows 10

Per i nostalgici del MS-DOS, oggi spiegherò come creare un file eseguibile .bat, ovvero uno script che è in grado di far compiere più operazioni di vario tipo al vostro windows 10, tramite il semplice click del mouse.

Questo genere di file funzionano a riga di comando, e consentono di richiamare altri programmi, o di svolgere delle normali operazioni tramite i più basilari comandi dos.

Andando dunque a creare un file con estensione .bat, sarete in grado di far compiere alla vostra macchina più operazioni contemporaneamente, cosa che altrimenti magari dovreste fare entrando ogni volta dentro il promp dei comandi di windows, digitando di volta in volta il codice a mano.


Come creare uno script dos bat su Windows 10


Realizzare un semplice script bat è facilissimo, basta seguire le seguenti istruzioni:
  1. Cliccare con il tasto destro del mouse in un punto vuoto del desktop
  2. Nel menù a tendina che si aprirà, selezionare Nuovo -> Documento di testo
  3. Dare un nome al file .txt appena creato, poi entrarci dentro tramite doppio click del mouse
  4. Scrivere i comandi dos desiderati
  5. Salvare e chiudere il file
  6. Adesso, tasto destro sul nome del file, poi cliccare su Rinomina
  7. Cambiare l'estensione da .txt a .bat e dare la conferma se ve lo chiede. Se sul vostro pc non si vedono le estensioni, leggere questo post per capire come abilitarle
  8. Lanciare il file bat appena creato, tramite il doppio click del mouse, per fargli compiere le operazioni che avete scritto al suo interno

Facciamo un esempio pratico.
Provate a creare un file di testo chiamato prova.txt e scriveteci dentro i seguenti comandi
cd C:\Windows\System32
calc.exe

Salvate e rinominate il file in prova.bat.

Creare uno script dos bat su Windows 10

Adesso fate doppio click sul file appena creato, e vedrete partire da sola la calcolatrice di windows.

Questo genere di script di solito, chiamato anche file batch, può essere utile anche su windows 10, quando si ha da lanciare periodicamente una serie di comandi in sequenza. O ad esempio, sapete che ogni volta che dovete fare un lavoro, vi serve aprire 10 programmi tutti insieme, grazie a questo genere di script potrete lanciarli tutti in un colpo solo, con un semplice click del mouse, risparmiando ogni volta del tempo.

Boston - Caccia all'uomo

Boston - Caccia all'uomo è un film drammatico, storico, thriller del 2016 diretto da Peter Berg, con Mark Wahlberg, Kevin Bacon, Michelle Monaghan, John Goodman, J. K. Simmons, Vincent Curatola, Alex Wolff, Themo Melikidze, Michael Beach.

Boston - Caccia all'uomo

Trama

Boston, durante la consueta maratona annuale, due esplosioni rompono la serenità dell'evento, causando anche alcune vittime.
Gli attentatori, dopo aver depositato le bombe, riescono a far perdere le loro tracce.
Inizierà così una corsa contro il tempo per cercare di catturare i terroristi responsabili dell'attentato, prima che questi possano compiere qualche altra azione criminale.


Recensione

Boston - Caccia all'uomo è un film che parla degli attentati avvenuti alla maratona di Boston.
Tratto da una storia vera, questo film però risulta in realtà romanzato.
Non avevo seguito molto la storia ai tempi, ma la trama di questo film mi aveva subito insospettito, così ho scoperto che solo alcune cose citate sono accadute veramente (es. niente sparatorie con terroristi che lanciano bombe).
Nonostante la storia di Boston - Caccia all'uomo sia parzialmente inventata, questo resta comunque un buon film.
Un buon cast, una buona regia, ed una storia drammatica già di per sé, fanno di questo film un discreto blockbuster movie, molto in spirito americano.
Consigliato se vi piace il genere drammatico, anche un po' thriller, sconsigliato se vi aspettate una fedele trasposizione cinematografica dei fatti.

Link alla scheda del film su wikipedia

Condividere testo ed immagini (Mit App Inventor 2)

Ogni applicazione che si rispetti ha un bel tasto "condividi", che serve a condividere con i propri amici, testo, immagini, video, file, o altro.
Ovviamente tutto ciò è possibile anche tramite Mit App Inventor 2, senza dover scrivere una riga di codice.

Vediamo dunque come poter usare appinventor per alimentare anche noi il fantastico mondo dei social network (e non), tramite un componente molto semplice da utilizzare.


Come condividere testo ed immagini con Mit App Inventor 2


Per poter condividere qualcosa tramite app inventor 2, bisogna utilizzare un componente presente nella sezione Social, il cui nome è niente poco di meno che, Condivisione (Sharing).

I blocchi da utilizzare per poter condividere qualcosa da app inventor, sono 3:
  1. Esegui condivisione condividi file (Call sharing share file): condivide un file di qualsiasi formato (immagini, video, documenti, ecc...)
  2. Esegui condivisione condividi file con messaggio (Call sharing share file with message): condivide file con l'aggiunta di un messaggio di testo
  3. Esegui condivisione condividi messaggio (Call sharing share message): condivide un semplice messaggio di testo

Condividere testo ed immagini (Mit App Inventor 2)

Usando questi blocchi (blocks), si aprirà la classica finestra di condivisione di android (facebook, gmail, twitter, instagram, email, o qualsiasi altra app compatibile avete installato sul cellulare), e potrete scegliere con quale applicazione condividere i vostri contenuti appinventor 2.

Qualche altra cosa da sapere sullo share file app inventor:
  • La cartella/percorso in cui bisogna andare a pescare i file salvati da appinventor, è:
    file:///mnt/sdcard/
  • I file caricati a sistema sull'applicazione appinventor, possono essere trovati in:
    file:///mnt/sdcard/AppInventor/assets/
    o
    file:///mnt/sdcard/AppInventor/data/
    oppure
    /emulator/storage/0/AppInventor/data (o assets)

Per i file presenti a sistema quindi (quelli precaricati nella sezione media di app inventor 2), se si sta provando l'app dall'emulatore o dal companion, il percorso corretto dovrebbe essere file:///mnt/sdcard/AppInventor/assets/nomefile.estezione altrimenti il path corretto dovrebbe essere file:///android_asset/nomefile.estensione (verificate voi stessi cosa funziona sul vostro cellu).
Una volta verificato il path funzionante in produzione e quello in test, potrete gestire la cosa con qualche variabile globale, da settare ad esempio in fase di sviluppo per cambiare percorso, e poi da cambiare quando si va a generare l'apk.

Comunque alcuni componenti, tipo il selettore immagine, già sono configurati per fare in modo che se si clicca su condividi, il blocco selettore immagine selezione (selection), questo già da solo capisce dove andare a pescare l'immagine da "sharare".

Il progetto .aia che vi allego contiene un esempio di condivisione testo e file immagine (tramite selettore o immagine predefinita), in modo che possiate testare con mano come funziona il tasto condividi in app inventor 2.

Tornare all'elenco delle lezioni

domenica 30 aprile 2017

Come interrompere un download su Firefox

Se usi mozilla firefox ed hai fatto partire diversi file da scaricare, magari per errore, forse vorrai sapere come fare per interrompere il download.

I motivi per voler fermare un download possono essere diversi: file troppo grande e lento da scaricare, file errato, banda satura, doppio download, ecc...

Vediamo dunque come compiere questa semplice operazione tramite il browser.


Come interrompere un download su Firefox


Per terminare immediatamente un download su firefox, occorre innanzitutto sapere come il browser di casa mozilla gestisce i file.

In teoria ci sono diversi metodi per compiere questa operazione, ma partiamo dal più rapido e semplice, l'icona con la barra d'avanzamento, in alto a destra, vicino alla barra di ricerca ed al tasto home.
Cliccare dunque sull'icona per far aprire un popup con tutti i file in scaricamento su firefox, poi premere sulla "x" vicino al nome del file di cui si vuole annullare il download.

Come interrompere un download su Firefox

L'altro metodo invece consiste nell'andare nella sezione di firefox dedicata ai file scaricati tramite browser.
Cliccare su Strumenti -> Download

(oppure pigiare CTRL+J)

Finirai così in una finestra apposita contenente tutti i file scaricati o in scaricamento, ed ancora una volta, potrai cliccare sulla "x" accanto ad un file in fare di scaricamento, per interrompere il download.

Annullare download firefox
Dove salva firefox i file scaricati?
Dipende da come lo hai impostato (magari ti chiede ogni volta dove vuoi salvare un file), ma in linea di massima, trovi i file scaricati con firefox nella cartella Downloads di windows (se è quello il tuo sistema operativo).

PS ovviamente, interrompere il download di un file, vuol dire anche perdere tutto ciò che è salvato fino a quel momento.
Alcuni siti comunque, consentono il resume del download, nel caso si clicchi per errore sul tasto annulla.

Monitorare vendite libro ebook Amazon Kindle

Hai caricato un libro da vendere su amazon e vuoi sapere come stanno andando le vendite?
Sei nel post giusto, ma solo se il tuo libro è un ebook o una versione cartacea da esso derivato, e se hai usato il sistema della kindle.
Questa guida infatti, non tratta le statistiche di vendita di Amazon Seller classico, il quale considera un libro da vendere come un semplice oggetto da spedire, ma si riferisce al sistema denominato kindle direct publishing.


Come monitorare le vendite di libro ebook su Amazon Kindle Direct Publishing


Dopo aver messo online il tuo primo libro ebook su kindle direct publishing (anche cartaceo), ti sorgerà spontanea la curiosità di sapere come stanno andando le vendite.

Amazon infatti (ho scoperto), di default non ti avvisa con una email o altro, se il tuo libro ha venduto una nuova copia, quindi vediamo subito come fare.

Collegati al sito di kindle direct publishing, lo stesso usato per la messa online:
https://kdp.amazon.com/

Dopo aver effettuato l'acceso con la tua user e password, clicca in alto sulla scritta Report.

Monitorare vendite libro ebook Amazon Kindle

Finirai in una schermata dove avrai accesso alle seguenti sezioni:
  • Dashboard delle vendite: Visualizza le transazioni delle vendite per il mese attuale e quelli precedenti
  • Vendite per il mese in corso: Visualizza il numero di unità vendute per il mese in corso e quello precedente
  • Royalty per le sei settimane precedenti: Visualizza le royalty per le ultime sei settimane
  • Royalty per i mesi precedenti: Visualizza le royalty per gli ultimi 12 mesi. Questi report vengono generati approssimativamente il giorno 15 di ogni mese
  • Promozioni: Visualizza i risultati delle tue promozioni di Kindle Countdown Deals
  • Pagamenti: Visualizza i pagamenti ricevuti tramite le vendite di libri
  • Campagne pubblicitarie: Visualizza le prestazioni della tua campagna pubblicitaria e lo storico della fatturazione
  • Prenotazioni: Visualizza le unità prenotate per i libri che hai presentato come prenotazioni. Queste unità verranno visualizzate nella tua libreria dopo la pubblicazione del libro

Di tutte queste voci, quelle che possono servirti allo scopo in modo immediato, sono due: Dashboard delle vendite e Pagamenti.

Andare dunque su Dashboard delle vendite ed utilizzare i filtri di ricerca per visualizzare a video tutte le vendite ottenute dall'inizio della messa online del libro, o in un determinato lasso di tempo.
Ricordarsi sempre di cliccare sul bottone Report di aggiornamento, per poter applicare eventuali filtri impostati.

Libri venduti

Se poi alcune delle seguenti vendite sono già state pagate, nel grafico saranno riportate in rosso.

Cliccando poi su Pagamenti, si potrà vedere l'elenco dei report contenenti i soldi effettivamente incassati grazie ad amazon kindle publishing.
Si potrà vedere un elenco esportabile in excel, ed anche filtrare in base al periodo di vendita, il mercato, e lo stato del pagamento.
Lo stato che significa che i soldi saranno stati versati è ovviamente quello chiamato Pagato.

Bene, ora sai dove andare per vedere come vanno le vendite del tuo libro.
Io non lo sapevo, e dopo aver messo online il mio ebook, non ero più entrato nel sistema, pensando che in caso di vendita sarei stato avvisato via email (o addirittura tramite sms :p). Così poi, tipo dopo un mese, sconsolato, sono entrato e sono rimasto piacevolmente sorpreso :)
Leggi il post

Strumenti di valutazione della personalità (8/13): Blacky Pictures

Il test di Blacky è una tecnica proiettiva che fa parte del gruppo dei reattivi narrativi o di contenuto, cioè richiede al soggetto di raccontare delle storie a fronte di stimoli raffiguranti situazioni strutturate.
Le tavole sono costituite da disegni in bianco e nero che rappresentano dei personaggi (una famiglia di cani) in diverse situazioni, introdotte dell'esaminatore tramite una consegna esplicita.
Le vignette sono state pensate come una diretta traduzione dei costrutti classici dello sviluppo psicosessuale e rappresentano ciascuna una fase ritenuta critica all'interno della teoria di riferimento e lo scopo iniziale del test consisteva nel mettere in luce le tematiche significative della personalità.
L'uso del test con gli adulti è importante per l'analisi dello sviluppo delle relazioni oggettuali, in particolare per lo studio dei modelli precoci derivati dalle esperienze d'accudimento.

Evoluzione storica
Il test è stato ideato da G. Blum nel 1949.
Nel 1956 pubblicò Blacky Defense Preference Inquiry, che prevedeva un'inchiesta basata su domande finalizzate a ricercare specifici meccanismi di difesa.
Nel 1962 a seguito di una ricerca, Blum individuò 30 fattori statisticamente significativi e rilevanti sul piano psicologico, fattori distinti in espressivi e difensivi.
Negli anni successivi il numero di ricerche si ridusse molto ed il test sparì dall'annuario di Buros.


Uso clinico


La somministrazione classica del test prevede 3 diversi momenti:
  1. fase spontanea: il soggetto è chiamato a fornire una storia rispetto alle 11 vignette con titolo diverso per ogni tavola
  2. fase di inchiesta strutturata: vengono fatte domande a scelta multipla
  3. fase di scelta tra tavole positive e negative: si chiede al soggetto di dividere le tavole che ha trovato gradevoli da quelle meno piacevoli, invitandolo ad individuare la tavola migliore e la peggiore (esplicitando i motivi della scelta)
Ciascuna vignetta illustra uno specifico stadio dello sviluppo psicosessuale o un tipo di relazione oggettuale nell'ambito dello sviluppo.
L'interpretazione dei racconti ha un'impronta dinamica, prendendo in considerazione molto i contenuti latenti e facendo attenzione all'intensità emotiva, ai meccanismi di difesa dell'Io, ai blocchi, all'evasività, al simbolismo, all'artificiosità, ai lapsus significativi (approccio psicoanalitico).
Per ogni vignetta vanno quindi rilevati gli indicatori di patologia sia forti che deboli e la parte in cui vanno messe in ordine le vignette serve a rivelare materiale non immediatamente accessibile alla coscienza e a rilevare discrepanze con i racconti spontanei.
Tramite l'utilizzo clinico ci si è resi conto che l'inchiesta strutturata è troppo rigida e quindi col passare del tempo sono state sostituite le domande a scelta multipla con domande aperte legate alla verbalizzazione spontanea del paziente.
L'analisi delle risposte con nuovi modelli più evoluti della psicoanalisi classica ha permesso di rilevare:
  • la qualità della relazione primaria
  • gli stati primitivi del sé
  • la qualità della rabbia e la sua gestione ai fini evolutivi
  • le caratteristiche delle identificazioni primitive
  • l'analisi del clima emotivo primitivo
  • la qualità della colpa
  • la qualità del super-io
  • l'ideale dell'Io
In questo modo diventa possibile esaminare l'entità e la qualità del danno evolutivo, facilitando l'identificazione patogenetica del disturbo attuale del paziente.

La somministrazione modificata ed il cambiamento del modello
Nel 1997, Barbarotto Moso modifica la somministrazione del test eliminando la fase di inchiesta strutturata e proponendo al paziente domande aperte formulate caso per caso.
Si fa scegliere al paziente le tavole simpatiche ed antipatiche, chiedendo la motivazione di tale divisione e chiedendo di dividerle anche mettendosi nei panni di Blacky (il protagonista delle storie).

Lettura del test secondo altri modelli
Secondo le teorie delle relazioni oggettuali, gli stimoli offerti dal test si prestano a fornire indicazioni sul percorso interno dall'autismo alla separazione-individuazione e su tutta la fase dello sviluppo del sé che precede l'edipo.
Nosengo e Xella propongono un'analisi basata sulle funzioni del pensiero, secondo cui il test porta alla luce tematiche importanti per quanto riguarda i bisogni e i sentimenti inibiti od inconsci del soggetto, attraverso il contenuto delle produzioni del soggetto e non in base a come queste vengono raccontate.
Se le funzioni del pensiero sono disturbate, il racconto potrà subire delle distorsioni, quindi analizzando le verbalizzazioni atipiche si può avere un'idea della perdita della distanza dal materiale-stimolo, di una difficoltà di simbolizzazione o della presenza di un pensiero bizzarro.
Secondo questi autori si può indagare sulle dimensioni che costituiscono l'identità: il sé, l'oggetto e la qualità dell'attaccamento, la qualità dell'angoscia, la presenza di difese arcaiche.

Tentativo di fondamento empirico
Per rendere valido lo strumento alcune ricerche stanno cercando di costruire griglie di lettura che rendano le risposte dei soggetti confrontabili sia sul piano formale che contenutistico.
La creazione di una griglia capace di conciliare l'approccio quantitativo con quello qualitativo richiede anche una parziale modifica della procedura di somministrazione.
Per rendere ateorico questo test è stato costruito un nuovo protocollo composto soprattutto da domande aperte, alle quali si aggiungono domande a scelta multipla solo se la risposta spontanea del paziente è poco chiara.
Le fasi della somministrazione modificata sono le seguenti:
  1. fase spontanea: si chiede al paziente di raccontare una storia a partire dalla vignetta
  2. inchiesta aperta: alcune domande aperte dopo ciascuna tavola
  3. inchiesta con domande a scelta multipla: si vuole indagare su quali siano gli stati d'animo che il paziente attribuisce ai personaggi attraverso domande aperte e di proporre poi delle alternative a scelta multipla (anche più di una risposta) da una lista di aggettivi
  4. preferenze per le vignette: si chiede di suddividere le vignette in vignette piaciute e non piaciute 

Lettura dei protocolli attraverso una griglia standardizzata
Le aree rilevate trasversalmente nel protocollo sono:
  1. riconoscimento della situazione presentata
  2. stato emotivo di Blacky (emozioni infrequenti, intensità, capacità del paziente di riconoscere ed esprimere gli stati affettivi)
  3. qualità dell'azione in atto e tendenza all'azione futura (capacità progettuale, vissuti emotivi)
  4. caratteristiche della relazione d'accudimento e delle figure di riferimento (grado di coinvolgimento coi caregiver, caratteristiche delle figure genitoriali e il loro modo di rispondere alle richieste del paziente)
  5. qualità della minaccia percepita (grado di definitezza della minaccia, livello di pericolosità) 


Conclusioni


Attualmente si sta lavorando allo studio di clusters di variabili trasversali alle tavole, capaci di raggruppare indicatori multipli che fanno riferimento ad un costrutto comune.
Il Blacky fa emergere 2 aree fondamentali di informazioni: la sfera emotiva e la qualità delle rappresentazioni delle relazioni.
La costruzione di una griglia di lettura standardizzata è finalizzata a raccogliere dati empirici su cui basare la lettura clinica dei protocolli, al fine di ridurre le interpretazioni arbitrarie e gli errori diagnostici.


<< Lezione precedente - Prossima lezione >>


Torna all'elenco delle lezioni

 

sabato 29 aprile 2017

Tasto per chiudere applicazione (Mit App Inventor 2)

Di questa funzionalità in realtà ne avevo già parlato in un altro articolo, ma visto che stranamente questo tipo di opzione di Mit App Inventor 2 è posizionata in una posizione un po' difficile da trovare, meglio fare un mini tutorial che poi può esser più facilmente trovato ogni volta che non ci si ricorda più dov'è il blocco che consente di chiudere un'applicazione.

Creare un tasto chiudi applicazione può servire in tutti quei casi in cui si voglia dare la possibilità all'utente, di uscire dalla nostra app, magari compiendo anche qualche altra operazione in background, tipo salvare dei dati nel db.


Come aggiungere un tasto per chiudere applicazione in Mit App Inventor 2


Per poter aggiungere il classico bottone chiudi app in appinventor 2, andiamo subito nella sezione Blocchi (blocks).

Il blocco che ci serve si trova, stranamente, nella sezione Controllo (Control), e si chiama esattamente: Chiudi applicazione (Close application).
Ora non ci resterà altro che aggiungere ad esempio, un bottone, e poi legare l'azione onclick (al click) a questo blocco, per far chiudere la nostra app con un tocco del dito.

Tasto per chiudere applicazione (Mit App Inventor 2)

L'unico limite di questo comando app inventor, è che può essere eseguito solo con un'applicazione installata, e non in fase di sviluppo.
Se proverete infatti a chiudere il vostro programma/gioco tramite close application, appinventor2 vi riporterà un avviso a video sull'impossibilità di compiere quest'azione.

Sempre nella sezione strutture di controllo, troviamo anche il comando Chiudi schermo (Close screen), che può tornare utile nella gestione delle applicazioni multischermo.

Bene, onclick close app: done (per dirla all'inglese :p).

Tornare all'elenco delle lezioni