domenica 11 settembre 2016

Come eliminare definitivamente un'etichetta su blogger

Era un po' che non facevo un post guida su blogger / blogspot.
Oggi ti spiegherò come eliminare definitivamente un'etichetta su blogger.

Immagino che già saprai cos'è un etichetta/tag/categoria su blogger, è un modo per catalogare i propri post, in modo da poterli ritrovare facilmente con le ricerche.

Se hai creato un'etichetta e non vuoi più usarla, c'è un modo per eliminare in automatico un'etichetta da tutti i post di blogger.

Se l'etichetta l'hai appena creata e l'hai usata in un solo post, il metodo più veloce per eliminarla è quello di cancellare a mano l'etichetta da dentro il post.
Devi quindi andare in Modifica, cliccare su Etichette, e poi cancellare a mano l'etichetta che non vuoi più usare.
Quando hai finito di modificare il tuo post, salvalo.

Come eliminare definitivamente un'etichetta su blogger

Se invece hai usato per mesi un'etichetta ed ora la vuoi cancellare definitivamente da tutti i post di blogger in un colpo solo, il metodo da seguire è il seguente: cerca tutti i post con l'etichetta da cancellare, usando l'apposito menù a tendina in alto a destra.

Cerca per etichetta

Una volta trovati tutti i post con l'etichetta "guide" (ad esempio), selezionali tutti fleggando il checkbox in alto a sinistra, poi clicca sul menù a tendina etichette, sempre in alto sinistra.
Si aprirà un menù, dove dovrai cliccare sul nome dell'etichetta da eliminare.

aggiungi rimuovi etichetta

Attenzione, questa operazione non è reversibile, quindi non sbagliare!

Se invece il tuo scopo era quello di rinominare un'etichetta in tutti i post di blogger.
Cerca tutti i post con l'etichetta da rinominare, poi apri il menù etichette ed aggiungi l'etichetta con il nuovo nome (nel menù a tendina clicca su Nuova etichetta), infine elimina l'etichetta obsoleta.

Nightmare

Nightmare è un film horror del 2010 diretto da Samuel Bayer, con Rooney Mara, Jackie Earle Haley, Kyle Gallner, Katie Cassidy, Thomas Dekker, Kellan Lutz, Clancy Brown, Connie Britton, Don Robert Cass.

Nightmare
Trama
Ad Elm Street, gli adolescenti del quartiere sono vittime di terribili incubi, dove un uomo con degli artigli li insegue per cercare di ucciderli.
La particolarità di questi incubi, oltre al fatto di essere comuni a molti giovani, è che la gente inizia a morire davvero dopo averli avuti.
Il protagonista di questi sogni è infatti un mostro chiamato Freddy Krueger, un ex bidello pedofilo bruciato vivo dai genitori delle sue vittime, tornato per vendicarsi contro i loro figli.

Recensione
Che vi devo dire di questo A Nightmare on Elm Street?
Dopo Freddy contro Jason sembrava finalmente finita la speculazione sulla serie di Nightmare, ed invece, eccoci qui con un bel remake.
"Bel" si fa per dire ovviamente, dato che il film non è nulla di che se paragonato al primo Nightmare. Aggiugiamoci anche che non c'è più Robert Englund nei panni di Freddy Krueger, ed il fiasco è fatto.
L'unica nota positiva, è che il reboot non c'è stato, e che visti gli scarsi incassi non hanno proseguito con la serie.
Classico esempio di: come gli effetti speciali non bastano per fare un bel film.

Link alla scheda del film su wikipedia

Freddy vs. Jason

Freddy vs. Jason è un film d'orrore del 2003 diretto da Ronny Yu, con Robert Englund, Ken Kirzinger, Monica Keena, Jason Ritter, Brendan Fletcher, Kelly Rowland, Katharine Isabelle, Jesse Hutch, David Kopp.

Freddy vs. Jason
Trama
Freddy Krueger, il famoso serial killer che uccide la gente nei sogni con i suoi artigli, è stato sconfitto da anni ed è all'inferno.
Per riuscire a tornare, Freddy deve fare in modo che la gente di Springwood torni a temerlo, e per far questo decide di ingannare il serial killer Jason Voorhees, in modo che questi vada in città a seminare il panico.
Quando la gente inizia a morire, alcuni incominciano di nuovo ad aver paura di Freddy, e questo fa si che lui possa tornare ad uccidere le persone negli incubi.

Recensione
Freddy versus Jason è un film che unisce due miti del cinema horror, Freddy Krueger di Nightmare e Jason Voorhees di Venerdì 13.
Il risultato è un film mediocre, se paragonato ai migliori capitoli delle 2 serie, ma che può comunque essere apprezzato come tributo cinematografico per questi due personaggi cult.
Se non siete quindi fans di Nightmare o di Venerdì 13, saltate proprio questo film, altrimenti... guardatelo, ma senza troppe pretese.

Link alla filmografia completa di venerdì 13

Nightmare - Nuovo incubo

Nightmare - Nuovo incubo è un film d'orrore del 1994 diretto da Wes Craven, con Heather Langenkamp, Robert Englund, John Saxon, Wes Craven, Miko Hughes, Tracy Middendorf, David Newsom, Fran Bennett, Robert Shaye.

Nightmare - Nuovo incubo
Trama
Heather Langenkamp è l'attrice che interpreta la giovane Nancy Thompson nella serie di film Nightmare.
La vita di Heather scorre tranquilla, tra un film ed un altro, fino a quando, nuovamente pronta per interpretare il suo ruolo un altro Nightmare, inizia ad avere davvero degli incubi in cui il protagonista sembra proprio essere il terribile Freddy Krueger.
Contemporaneamente, iniziano ad esserci anche degli spiacevoli incidenti, come se l'ultimo film di Nightmare fosse in realtà maledetto.

Recensione
Nightmare 7, o Nightmare - Nuovo incubo, è l'ultimo capitolo della serie dei Nightmare (si lo so, l'avevo già detto in Nightmare 6 :p).
C'è davvero poco da dire... tristenji.
Ancora una volta, la voglia di speculare continuando a fare seguiti, ha portato alla rovina di un mito.
Peccato che film del genere finiscano nei cofanetti assieme a tutti gli altri... andrebbero invece ritirati con sopra scritto "scusata, ci siamo sbagliati" :p

Link alla scheda del film su wikipedia
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Psicologia dinamica (12/13): Problemi di tecnica

La trascrizione dei sogni: Karl Abraham


Secondo Freud è superfluo far scrivere i propri sogni su carta ai pazienti appena svegliati, e questa opinione viene condivisa anche da Abraham, che afferma che l'analista deve far uso solo dell'interpretazione dei sogni che gli racconta il paziente.
Quando si vuole trascrivere un sogno su penna, la tendenza a salvare il sogno dall'oblio è contrastata dalla tendenza opposta, dalla rimozione, come nel caso di pazienti che non scrivono il reale contenuto del sogno su carta, oppure lo scrivono con una calligrafia illeggibile.
Invece il dettato del paziente all'analista avviene senza problemi e tutte queste resistenze dimostrano che non ci si può opporre al volere dell'inconscio.


Sogni degli ignari: Sandor Ferenczi


C'è molta difficoltà nell'interpretare un paziente in cura psicoanalitica, perchè questi sa che l'analista può interpretare i sogni e quindi oppone delle resistenze.
Chi invece non conosce la psicoanalisi, magari racconta tranquillamente ai conoscenti i propri sogni, ignaro del fatto che sta rivelando (se c'è un ascoltatore esperto) fantasie, desideri, segreti inconsci, a volte molto intimi e delicati.



Attacchi ai legami: Wilfred R. Bion


Secondo Bion, la relazione che il paziente ha con l'oggetto parziale non è solo con la struttura anatomica, ma con la funzione, non con il seno, ma con il nutrire, l'allevare, l'amare, l'odiare.
L'oggetto che viene attaccato, il seno della madre (ad esempio), ma è anche la sua sanità mentale, la sua capacità di pensare, e durante la seduta, l'interpretazione che lega l'esperienza senza nome del paziente con un'espressione verbale.
L'interpretazione ridotta a frammenti è eliminata tramite l'uso dell'identificazione proiettiva.
Bion nelle sue analisi, si serve del disaccordo espresso dal paziente, per costruire un'interpretazione diversa, che il paziente può usare per avere un insight.


Il caso di Robert: Herbert Rosenfeld


Rosenfeld fa attenzione alla storia del paziente e a come questa possa aver influenzato lo sviluppo della vita mentale del paziente.
Rosenfeld pone l'attenzione nel conflitto del paziente durante il transfert, dove c'è il desiderio di continuare l'analisi in contrapposizione con l'onnipotente disprezzo verso quel lavoro.
Rosenfeld usa anche l'interpretazione dei sogni come metodo, e sottolinea, come anche tanti altri analisti sostengono, che avviene un importante sviluppo nell'analisi quando il paziente è direttamente aggressivo verso l'analista, invece che esprimere la sua rabbia verso i sogni o altre forme non dirette, quindi quando i collegamenti tra diversi aspetti del paziente si ristabiliscono, preannunciando una migliore integrazione della personalità.
Il caso di Robert, un paziente con una resistenza cronica all'analisi, ed il suo buon esisto, conferma le affermazioni di Rosenfeld.

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sabato 10 settembre 2016

Nightmare 6 - La fine

Nightmare 6 - La fine è un film d'orrore del 1991 diretto da Rachel Talalay, con Robert Englund, Lisa Zane, Shon Greenblatt, Lezlie Deane, Ricky Dean Logan, Breckin Meyer, Yaphet Kotto, David Dunard, Lindsey Fields.

Nightmare 6 - La fine
Trama
John è un superstite di Springwood, il paese dove Freddy Krueger uccide la gente nei sogni.
Finito in un riformatorio di un'altra città e senza più memoria, John verrà portato dalla psicologa Maggie nuovamente a Springwood, con lo scopo di scoprire il perchè dei suoi incubi.
Maggie e tutti gli altri ragazzi che accompagnano John però, non sanno che in quella cittadina gli incubi diventano realtà.

Recensione
Nightmare 6 - La fine, come suggerirebbe il titolo, era in teoria l'ultimo capitolo della serie (poi però così non è stato, purtroppo).
Già in nightmare 5 si era un po' sfiorato il fiasco, e quindi inevitabilmente anche questo seguito, era abbastanza difficile che risollevasse le sorti della serie.
Nightmare 6 è tutto sommato un film decente, che un po' scade nel banale in certi punti, soprattutto nel finale, ma che comunque non è una ciofeca.
Non all'altezza dei suoi predecessori, si salva un po' per l'avvento del 3D (forse ho ancora gli occhialini da qualche parte), e sinceramente la si poteva chiudere qui la saga, ma purtroppo così non è stato (cit.)

Link alla scheda del film su wikipedia

Nightmare 5 - Il mito

Nightmare 5 - Il mito è un film horror del 1989 diretto da Stephen Hopkins, con Lisa Wilcox, Robert Englund, Erika Anderson, Danny Hassel, Kelly Jo Minter, Joe Seely, Whit Hertford, Nicholas Mele, Valorie Armstrong.

Nightmare 5 - Il mito
Trama
Alice ed il suo fidanzato Dan erano convinti di aver sconfitto una volta per tutte il malvagio Freddy Krueger, ma purtroppo per loro si sbagliavano.
Più cattivo che mai, Freddy tornerà a tormentare i sogli di Alice e di tutti i suoi amici, in uno scontro all'ultimo sogno, dove l'unica regola è quella di riuscire a risvegliarsi.

Recensione
Nightmare 5 - Il mito è il quinto capitolo della serie dell'incubo.
Dopo Nightmare 4, le cose inevitabilmente vanno un po' a calare di bellezza, come è giusto che sia nei seguiti ad oltranza.
Nonostante questo seguito sia inferiore al quarto capitolo, anche nightmare 5 ha il suo perchè.
In questo film infatti, c'è una certa atmosfera che ricorda quasi i film di Tim Burton, dove il mondo dei sogni è egregiamente rappresentato e ci sono delle atmosfere davvero suggestive e surreali.
Questo è forse l'ultimo nightmare bello.

Link alla scheda del film su wikipedia

Come caricare e condividere un video su Instagram

Con Instagram, la famosa app per cellulare per condividere foto, è possibile anche pubblicare dei video.
Il procedimento da seguire per caricare e condividere un video su Instagram è lo stesso che per le fotografie, quindi vi rimando all'apposito post.

Se invece avete un telefonino con su android e quindi un app tipo la libreria video di google, vi basterà entrare nella libreria video, poi cliccare e tenere premuto sul video che volete condividere.
Oltre a spuntarsi il video come fleggato, apparirà un menù in alto nel quale dovrete cliccare su Condividi.

Come caricare e condividere un video su Instagram

Si aprirà un menù a tendina, dove dovrete cliccare (ovviamente), sulla voce Instagram.

Condividi video su Instagram

Il resto già lo sapete, è lo stesso come per la condivisione delle foto (leggete qui per un approfondimento).
Infatti, anche ai video è possibile applicare un effetto grafico prima di pubblicarlo online con l'apposito tasto Condividi.

ps l'unica cosa a cui bisogna prestare attenzione è che di default Instagram ridimensiona i video, quindi nella schermata Ridimensiona, cliccate sulle 2 frecce in basso a sinistra se volete mantenere le dimensioni/proporzioni originali del video.

Come condividere una fotografia di un album su Instagram

Se hai tante fotografie, magari catalogate dentro gli album di google foto (ex picasa web album), forse ti verrà un po' difficile trovare e condividere la tua foto della Thailandia di 2 anni fa, cercandola nella galleria che ti presenta Instagram.

Ed ecco quindi il perchè di questo ennesimo post sulla condivisione di foto tramite Instagram :)

Se sei dunque pronto, ora ti spiegherò come condividere una fotografia di un album su Instagram.

Per poter condividere una foto su Instagram senza passare direttamente da Instagram, ti basta cercare la tua fotografia nel tuo telefonino, andando su google foto, sugli album, o su qualsiasi altra cartella presente nel dispositivo o in cloud.

Seleziona la foto che vuoi condividere su Instagram cliccandoci sopra, poi, clicca sul bottone di condivisione (l'icona a 3 punte in basso a sinistra della foto).

Come condividere una fotografia di un album su Instagram

Adesso ti si aprirà una schermatina con tutte le app che hai a disposizione per poter condividere fotografie, clicca sull'icona di Instagram ed il gioco è fatto.

Condividere da google foto a instagram

Dal tuo album di fotografie finirai direttamente su Instagram, dove dovrai semplicemente seguire il solito iter di condivisione fotografie, per poter così condividere un tuo momento passato con il web.

ps questa procedura è stata fatta con il mio samsung galaxy s6 con su android.
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Psicologia dinamica (11/13): Le relazioni oggettuali

W. Ronald D. Fairbairn


Di formazione umanistica, concepisce la psicoanalisi come una disciplina scientifica in cui il rapporto interumano e interpersonale è fondamentale (in contrasto con l'atteggiamento tipico di distacco dello psicoanalista classico).
Arriva ad un orientamento dove le relazioni oggettuali diventano centrali per capire lo sviluppo normale e quello patologico.
Per Freud l'obiettivo è il raggiungimento del soddisfacimento libidico, per Fairbairn invece, lo scopo finale della libido è l'instaurazione di una relazione oggettuale soddisfacente da cui il desiderio trae piacere, quindi le zone erogene non sono più le fonti originarie di libido, ma canali attraverso i quali la libido è convogliata per raggiungere l'oggetto.
L'Io centrale del neonato cerca il rapporto con il primo oggetto libidico, il seno materno, dove le frustrazioni presenti nella fase di allattamento creano aggressività verso l'oggetto frustrante, il quale viene scisso in oggetto buono e soddisfacente e oggetto cattivo e frustrante, dove l'oggetto cattivo viene introiettato come difesa per cercare di metterlo sotto il controllo dell'Io (al contrario di come la pensa la Klein, solo il cattivo viene introiettato) e poi viene scisso in oggetto persecutorio e oggetto eccitante (in quanto stimola i bisogni x poi frustrarli).
L'oggetto originario introiettato viene mantenuto come oggetto buono, idealizzando (oggetto idealizzato) e proiettato sugli oggetti esterni per farli diventare buoni.
Fairbairn concepisce quindi l'Io come una struttura primaria e dinamica dotata di energia, da cui poi derivano tutte le altre strutture mentali a causa dell'interazione con gli altri oggetti primari esterni.
Fairbairn coniò il termine posizione schizoide, affermando che essa ha origine nella fase orale precoce.
La conseguenza di ripetute frustrazioni del desiderio libidico è la scissione dell'Io, situazione caratteristica della posizione schizoide, che una volta formato resta operativo nelle fasi successive dello sviluppo e può venir riattivato da esperienze susseguenti.
Il bambino piccolo fantastica di consumare completamente il seno della madre con la sua poppata e credendo di aver distrutto il suo primo oggetto libidico, prova angoscia perchè crede di aver distrutto il seno con il suo affetto.
La fissazione di questa situazione traumatica, agevolata da un ambiente sfavorevole, è alla radice della difficoltà nei pazienti schizoidi di stabilire rapporti interpersonali e di esternare i propri sentimenti agli oggetti d'amore, e ciò porta all'isolamento e alla rinuncia di contatti sociali troppo coinvolgenti.
Verso i 5 mesi il bambino morde e sente che l'oggetto materno può essere distrutto dalla sua aggressività, e ciò è alla base delle esperienze depressive.



Relazioni oggettuali e struttura dinamica di Fairbairn


Il vero fine lidibidico è l'instaurazione di relazioni soddisfacenti con gli oggetti, ed è quindi l'oggetto che costituisce la vera meta libidica.
La forma assunta dall'orientamento libidico è determinata dalla natura dell'oggetto, quindi grazie alla natura del seno, la tendenza incorporativa del bambino assume la forma di sunzione con la bocca.
Il piacere non ha una particolare connessione con la libido, ma è un accompagnamento naturale del sollievo della tensione indipendentemente dalla natura delle forze la cui tensione viene alleviata.
Non si può capire un organismo se lo si considera separato dalle sue relazioni con i suoi oggetti, e per questo motivo gli esperimenti comportamentisti risultavano falsificati in partenza, dato che il bambino veniva privato dei suoi oggetti naturali e poi osservato.
Alleviare solo la tensione implica il fallimento delle relazioni oggettuali, dato che il bisogno libidico è un bisogno oggettuale e che la ricerca di piacere ha come scopo l'alleviamento delle tensioni del bisogno libidico al puro scopo di alleviare tale tensione.
Secondo Fairbairn è erroneo pensare che il comportamento del bambino sia determinato primariamente da un principio di piacere che più tardi deve essere sostituito da un principio di realtà.
Il bambino usa la bocca per cercare il seno perchè è l'unico organo disponibile, e in generale, la scelta degli organi usati per raggiungere i propri scopi è determinata dalle seguenti condizioni:

  • che l'organo sia adatto allo scopo
  • che l'organo sia disponibile (fisicamente e psicologicamente)
  • che l'organo sia quello che ha ricevuto la sanzione dell'esperienza, a maggior ragione se l'esperienza è stata traumatica
Fairbairn modifica la teoria classica della libido, assumendo che la libido sia primariamente la ricerca dell'oggetto e che tutte le altre modificazioni derivano direttamente da questa (prospettiva in contrasto con quella di Abraham, in quanto è basata sulla concezione delle zone erogene).
Secondo Fairbairn, Abraham commette l'errore di attribuire lo status di fasi libidiche a quelle che in realtà sono tecniche usate dall'individuo nelle sue relazioni oggettuali.
Nel primissimo stadio, l'interesse del bambino va verso il seno della madre, poi col procedere dello sviluppo, la madre viene percepita come un oggetto unico, inoltre pare che non si possa trovare un oggetto biologico appropriato che abbia un ruolo intermedio nel processo evolutivo tra gli oggetti dello stadio iniziale e di quello finale, si tratta dunque di un processo di transizione tra uno stadio ed un altro.
La teoria dello sviluppo libidico comprende 3 stadi:
  1. lo stadio di dipendenza infantile, in cui l'oggetto biologico appropriato è il seno
  2. lo stadio transizionale, in cui ci sono le difese (paranoide, ossessiva, isterica, fobica) ed i tentativi di sbarazzarsi degli oggetti
  3. lo stadio di dipendenza matura, in cui gli organi genitali eterosessuali costituiscono l'oggetto biologico appropriato
Lo sviluppo quindi va da dalla dipendenza completa dalla madre, all'interazione con l'ambiente (le altre persone).
Durante lo stadio di dipendenza infantile si hanno i seguenti processi:
  1. la scissione dell'oggetto cattivo interiorizzato in oggetto eccitante e oggetto rifiutante
  2. la rimozione di entrambi questi oggetti da parte dell'Io
  3. la scissione e la rimozione di parti dell'Io che restano unite agli oggetti rimossi (che vengono chiamate Io libidico e sabotatore interno)
  4. la situazione endopsichica basilare, in cui l'Io centrale usa l'aggressività per esercitare la rimozione diretta sull'Io libidico legato ad un oggetto eccitante, e sul sabotatore interno legato ad un oggetto rifiutante
  5. avviene la rimozione indiretta, la quale consiste nell'esercitare l'aggressività da parte del sabotatore interno, unito all'oggetto rifiutante, contro l'Io libidico, unito all'oggetto eccitante
La situazione endopsichica basilare viene prodotta mediante la scissione dell'Io, e perciò implica l'instaurarsi di una posizione schizoide (la quale è la forma definitiva di tutti gli sviluppi psicopatologici che possono successivamente verificarsi), mentre la posizione depressiva arriva nella fase orale tardiva.
Fairbairn considera il Super-Io come un oggetto interiorizzato che rimane investito e accettato come buono dall'Io centrale, quando questi rifiuta e rimuove gli oggetti rifiutante ed eccitante.
Secondo Freud la libido ha la funzione principale della ricerca del piacere e quindi vuole alleviare la propria tensione, secondo Fairbairn invece, la libido come prima cosa ricerca l'oggetto, e quindi la tensione che va alleviata è la tensione delle tendenze alla ricerca dell'oggetto (quindi la libido ha una direzionalità).
Secondo Fairbairn l'energia non va separata dalla struttura.


Harry Guntrip e le forme del rapporto umano


I modelli di relazione oggettuale che esistono nel mondo interno inconscio, determinano i tipi di relazione oggettuale immatura che instauriamo nel mondo esterno, inoltre, il mondo esterno ed il mondo interno, hanno tra loro un duplice rapporto causale e di influenza reciproca.
Tra i 2 estremi della dipendenza infantile e della dipendenza matura, ci sono svariati tipi di rapporto, tutti instabili e reversibili, e qui si trovano le difficoltà delle relazioni umane.
Le emozioni generate in questi rapporti sono sempre angosciose e disturbato, e si possono raggruppare in 2 categorie contenenti 3 rapporti premorali caratterizzati dalla dipendenza immatura e dall'aggressività immatura, e 2 rapporti morali immaturi.
Quando non si riesce ad instaurare una buona relazione con il genitore repulsivo, si cerca un sostituto attraverso l'identificazione, così queste caratteristiche vengono nuovamente riprodotte ed il modello repulsivo diviene il modello di ammirazione per la sua durezza, forza ed indipendenza, e si instaura un meccanismo di alternanza dei ruoli, dove chi idolatra il dittatore vuole a sua volta essere dittatore nei confronti degli altri.


Le forme fondamentali dei rapporti umani sono:
  1. Libidico originario: Simbiosi infantile con la madre. Un rapporto dipendente soddisfacente e non aggressivo tra l'Io e l'oggetto, dove la soddisfazione viene sperimentata nell'unione basata sull'identificazione primaria dell'Io con l'oggetto.
  2. Premorale libidico: Dipendente-aggressivo. L'Io libidico dotato di bisogni naturali viene stimolato dall'oggetto attraente insoddisfacente, così si instaura un rapporto impari tra bambino bisognoso e genitore necessario, un modello genitore-bambino reversibile che implica frustrazione ed instabilità.
  3. Premorale-antilibidico: Repulsivo-aggressivo. L'Io libidico si pone come bambino bisognoso, spaventato, rifiutato che soffre in modo masochistico a causa dell'oggetto repulsivo o arrabbiato, l'adulto sadistico, così si instaura un rapporto impari che fa sorgere un modello bambino-genitore implicante ostilità e quindi instabile e reversibile.
  4. Premorale misto: Libidico e aggressivo. L'Io antilibidico placa l'oggetto repulsivo abbandonando i propri bisogni e identificandosi con gli atteggiamenti antilibidici del genitore, così si instaura un rapporto frustrante instabile ed il modello è reversibile.
  5. Il distacco schizoide. Fuga da una pressione troppo intensa abolendo completamente i rapporti affettivi a favore di una personalità introversa e distaccata, incapace di manifestare alcun sentimento.
  6. Morale immaturo: Morale dipendente. Il rapporto si fonda su una coscienza infantile basata sulla paura, il bambino cerca sicurezza attraverso l'approvazione, dato che ha rinunciato alle sue necessità libidiche e aggressive.
  7. Morale immaturo: Morale aggressiva. I precedenti rapporti sono instabili a causa dell'ostilità che implicano.
  8. Libidicamente e moralmente maturo. Rapporto pienamente adulto tra pari e con armonia affettiva, caratterizzato da reciprocità, spontaneità, cooperazione, salvaguardia dell'individualità e delle differenze significative, stabilità, ed il rapporto è irreversibile e stabile, dato che al suo interno non ha alcun motivo per cambiare.
Gli antropologi ad orientamento psicoanalitico hanno fatto studi sui modelli educativi prevalenti in determinate società:
  1. modello maturo (democrazie)
  2. modello morale (sistemi teocratici, puritani, legalistici)
  3. modello antilibidico (dittature, imperi militari)
  4. modello dipendente (sminuisce l'iniziativa personale e c'è la paura della libertà)
L'organizzazione sociale riflette le tendenze psicologiche dominanti dalla maggioranza degli individui che costituiscono il gruppo.


Le relazioni oggettuali nella teoria psicoanalitica: Otto F. Kernberg


Kernberg è d'accordo con Fairbairn sul fatto che la libido è sempre alla ricerca dell'oggetto e non esiste indipendentemente da questa ricerca.
Fairbairn però nella sua teoria, non tiene conto che a parte l'aggressività nata come conseguenza all'insoddisfazione libidica, c'è anche quella attivata da modelli innati affettivi, percettivi e comportamentali.
La teoria della struttura endopsichica di Fairbairn ha il problema di considerare tutti gli sviluppi della sequenza di posizioni schizoidi e depressive molto precoci, e trascura le importanti connessioni tra gli sviluppi strutturali negli stadi preedipici della vita e il consolidamento della struttura tripartita sotto l'influenza dei conflitti edipici.
Un altro problema della teoria di Fairbairn è la mancanza di differenziazione tra scissione e rimozione.



John Klauber: L'incontro analitico


Interessato al rapporto analitico, ha interessi di metapsicologica, di psicoanalisi, di questioni epistemologiche, ed è appassionato di verbalizzazione delle componenti del setting che non sono verbali.
Secondo Klauber, le difficoltà dell'incontro analitico non sono le situazioni patologiche, ma gli aspetti ordinari del dialogo.
Egli afferma che lo sviluppo del transfert è sempre traumatico per il paziente, come il desiderio di un rapporto con l'analista, e quando il paziente abbandona la posizione faccia a faccia per assumere quella distesa sul lettino, deve accettare di essere abbandonato all'analista.
Perdendo il contatto visivo, il paziente percepisce meno l'analista come persona reale, ed al suo posto subentra in maniera rilevante la sua parola, che diventa un contenitore con un carattere magico ed un oggetto altamente investito di libido.
Il disinvestimento dell'analista come persona reale per dar luogo all'investimento della parola, crea il terreno per l'operazione di illusione che è un miscuglio tra fantasia e realtà.
La stessa capacità terapeutica della psicoanalisi è un prodotto dell'illusione, ed il setting analitico è lo spazio teatrale in cui il transfert (inteso come drammatizzazione delle illusioni del paziente) si manifesta.



Michael Balint e la psicoterapia


Diventa psicoanalista a Budapest nel 1926 e poi si trasferisce nel 1938 in Inghilterra.
E' in disaccordo col concetto di narcisismo primario di Freud, afferma che esiste una forma di amore primario che si manifesta nel neonato come desiderio di essere amato, e questa pulsione è la forza che favorisce l'investimento libidico dell'ambiente.
Secondo Balint, i danni subiti nei primi mesi di vita creano un difetto della struttura psichica di base, detto difetto di base (un danno strutturale della personalità).
Balint non parla quindi di scissione e afferma che nell'adulto la manifestazione cosciente di questo difetto è costituita dalla sensazione continua che manchi qualcosa in se, un senso di incompletezza e di debolezza interiore.
Si chiama difetto di base perchè origina in un periodo in cui non c'è ancora una chiara differenzazione tra soggetto ed oggetto.
Quando avviene questa differenziazione il bambino acquista 2 modalità per porsi in relazione con l'ambiente, che servono come difese contro angosce psicotiche: la prima è la modalità ocnofilica, dove il bambino ha una grande dipendenza dall'oggetto, investendolo  con molto affetto ed attaccamento, la seconda è detta modalità filobatica, dove il soggetto ama gli spazi tra il Sé e l'oggetto, ma evita in tutti i modi un attaccamento diretto all'oggetto.
Questi originali concetti però non sono molto usati dagli psicoanalisti contemporanei.
Balint è considerato uno dei fondatori della psicoterapia breve, dove occorre fare una completa valutazione psicodiagnostica per quanto riguarda la struttura del carattere e la natura dei conflitti inconsci del paziente.
Secondo Balint, l'essere coinvolti emotivamente sia da parte del paziente che del terapeuta ed una concentrazione particolare sul transfert, sono due elementi essenziali per la buona riuscita della terapia.



David Malan e la ricerca in psicoterapia


Allievo di Balint, ne sviluppa alcune teorie e mette a punto un programma di sviluppo della tecnica di psicoterapia focale.
Tra i suoi studi ci sono quelli che vogliono riconoscere e definire i fattori terapeutici e gli studi di follow-up di trattamenti.
In passato Malan è stato criticato nel metodo usato, ma ora la sua metodologia è molto apprezzata ed è considerata corretta e moderna.
Malan sottolinea la necessità di valutare i risultati su quello che il paziente è quando si presenta per ottenere una terapia, e quindi tende a definire parametri ad hoc per ogni terapia, al posto che astratti modelli di guarigione.


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