martedì 14 marzo 2017

Cancellare nuovo aggiornamento di stato Whatsapp

L'altro giorno vi ho parlato del nuovo aggiornamento di stato di whatsapp, oggi invece volevo spiegarvi una cosa semplice semplice: come cancellare una stato inserito su whatsapp.

Essendo infatti cambiato tutto il sistema, è ovviamente mutato anche il metodo da utilizzare per la rimozione degli stati aggiunti su whatsapp.
Infatti, in alcuni casi si potrebbe voler non aspettare le consuete 24 ore prima della cancellazione automatica dello stato, quindi vediamo subito dove andare a cliccare per far sparire le immagini ed i video caricati in questa sezione.


Come cancellare un aggiornamento di stato WhatsApp


Il metodo più rapido per cancellare gli stati inseriti su whatsapp è il seguente:
  1. Cliccare in alto nella sezione Stato
  2. Affianco alla voce "Il mio stato", cliccare sui 3 puntini orizzontali
    Come cancellare un aggiornamento di stato WhatsApp
  3. Cliccare e tenere premuto sullo stato whatsapp da eliminare
  4. Cliccare in alto sull'icona del Cestino

Clicca sul cestino

Avrete così rimosso per sempre il vostro stato da whatsapp, in modo che questo non sarà più visibile ai vostri contatti quando accederanno nell'apposita sezione.

Ovviamente, se qualcuno aveva già aperto il vostro stato e si era salvato le foto, non potrete farci niente, quindi pensate bene a cosa condividere su whatsapp e cosa no :)

Cancellare stato whatsapp: Fatto!

Logan - The Wolverine

Logan - The Wolverine è un film azione/fantastico del 2017 diretto da James Mangold, con Hugh Jackman, Patrick Stewart, Richard E. Grant, Boyd Holbrook, Stephen Merchant, Dafne Keen, Elizabeth Rodriguez, Eriq La Salle, Elise Neal.

Logan - The Wolverine
Trama

Nell'anno 2029, i mutanti sono quasi tutti estinti.
Logan alias Wolverine è uno dei pochi sopravvissuti, anche se ormai si è ridotto a bere e a fare lavoretti da poco per campare, ed il suo potere sembra ormai ridotto all'osso.
L'unico dei suoi vecchi compagni ancora in vita è il famoso professor Charles Xavier, ormai molto vecchio e divenuto pericoloso per sé e per l'umanità a causa di una malattia degenerativa del cervello.
A dare uno scossone alla vita di Logan ci penserà una bambina mutante che sembra avere il suo stesso potere, una bambina che alcuni soldati cercano disperatamente.

Recensione

Logan - The Wolverine è il film numero 9 sugli x-men, o il 10, se si considera anche Deadpool uno della serie (io personalmente non lo conto).
Ancora una volta troviamo come protagonista Wolverine, personaggio a mio avviso sopravvalutato, ma che inaspettatamente va avanti nella serie ormai da parecchio.
Che dire di questo film... decisamente sottotono rispetto al precedente Apocalisse, carino si, ma nulla di eccezionale.
Interessante però la trovata di quella specie di alzheimer per il professor Xavier, è una cosa che fa riflettere sulla spinosa domanda: "Che cosa succede ai mutanti quando diventano vecchi?".

Logan - The Wolverine è dunque un film adatto ai soli e veri appassionati della saga degli xmen, che qui ritroveranno soltanto due tra i tanti mutanti che hanno reso celebre la serie... ma come si dice, meglio pochi che nessuno.

Link alla scheda del film su wikipedia

lunedì 13 marzo 2017

Nuovo stato Whatsapp: come funziona e quanto dura

Whatsapp ha di recente stravolto il concetto di stato.
Un tempo questo campo era una semplice opzione dove inserire un testo o delle faccine per rappresentare, per l'appunto, il proprio stato.
Ora però non è più così, l'opzione status è sparita dalle impostazioni di whatsapp, ed il suo funzionamento è cambiato radicalmente, soprattutto nella durata.


Come funziona il nuovo stato di Whatsapp


Come funzionano ora gli stati su whatsapp? Vi rispondo subito!

Prima di tutto vi rassicuro sul fatto che a livello di privacy la cosa non è cambiata.
Infatti, per poter decidere chi può vedere il vostro stato, basta andare in:
Impostazioni -> Account -> Privacy -> Stato

Quello che in realtà è proprio mutato, è il funziomento stesso degli stati di whatsapp.

Ora gli stati whatsapp sono a tempo

Che cosa vuol dire questa cosa?
Semplice, se prima mettevate una frase nel campo stato e questa rimaneva in eterno, ora lo stato di whatsapp è un qualcosa che viene mostrato ai vostri amici solo in un determinato lasso di tempo.
Se quindi andate a scrivere nel vostro "oggi sono felice", questa informazione rimarrà online solo per un lasso predefinito di tempo, ovvero ha una durata massima.
La domanda sorge spontanea...

Quanto durano gli stati whatsapp?

Lo stato impostato su whatsapp dura 24 ore.

Dove si trovano i nuovi stati whatsapp

Per poter visualizzare gli stati whatsapp dei vostri amici, non dovete più andare a guardarli nei loro profili, ma li troverete in un'apposita sezione chiamata Stato, collocata in alto nel menù principale dell'applicazione.

Come funziona il nuovo stato di Whatsapp

Una volta entrati in questa sezione, cliccando sul nome di un vostro amico, potrete vedere il suo stato, che potrà essere composto anche da immagini e video.
In questa sezione saranno presenti solo i nomi delle persone che hanno aggiornato il loro stato nelle ultime 24 ore.

Come inserire/aggiornare il nuovo stato whatsapp

Semplicissimo. Sempre nella sezione Stato, cliccare su Il mio stato.
Finirete nella galleria immagini/video, dove sarà possibile selezionare un contenuto multimediale (o scattare una nuova fotografia con la fotocamera del cellulare) e scrivere un commento testuale.
Questo significa che, ora per poter mettere uno stato su whatsapp occorre per forza allegare una foto o un video... mmm degustibus!

Sarà possibile allegare più elementi multimediali in un solo aggiornamento di stato, in modo da creare in automatico una sorta di presentazione.

Mostra stato whatsapp

Come potete vedere, whatsapp ha stravolto il concetto di stato, rendendolo più accattivante e multimediale.
Probabilmente ci metterete un po' ad abituarvici, ma alla fine converrete anche voi che questa in effetti è stata una grossa miglioria alla chat.

Altre cose utili da sapere sugli stati di profilo whatsapp:

La tigre e la neve

La tigre e la neve è un film drammatico / commedia / sentimentale del 2005 diretto da Roberto Benigni, con Roberto Benigni, Jean Reno, Nicoletta Braschi, Emilia Fox, Giuseppe Battiston, Tom Waits, Andrea Renzi, Gianfranco Varetto, Chiara Pirri.

La tigre e la neve

Trama

Attilio De Giovanni è un poeta e docente di letteratura italiana, autore del romanzo di successo "La tigre e la neve".
Attilio è profondamente innamorato della critica letteraria di nome Vittoria,  con la quale spera di poter trascorrere insieme il resto dei suoi giorni.
La guerra in Iraq però, porterà la giovane Vittoria sul fronte, per seguire un poeta di nome Fuad.
Venendo poi a sapere che la sua amata è in pericolo, Attilio deciderà di partire subito per Baghdad.


Recensione

La tigre e la neve è un film diretto ed interpretato da Roberto Benigni, nel quale recita anche sua moglie, Nicoletta Braschi.
Un film a metà tra la commedia ed il drammatico, in quanto non si ride soltanto in questa pellicola, ma c'è anche molto dolore.
Come molti dei film di Benigni, questo è un film romantico/sentimentale, che sembra quasi una dedica a sua moglie, donna che sembra amare molto.
Nel complesso comunque, La tigre e la neve è un film discreto, anche se decisamente sottotono se paragonato ad un capolavoro come La vita è bella.

Link alla scheda del film su wikipedia

domenica 12 marzo 2017

Cancellare blocchi (MIT App Inventor 2)

Una delle cose che sicuramente vi capiterà di fare programmando in MIT App Inventor 2, è cancellare dei blocchi (blocks).
L'operazione è ovviamente semplice e banale, e non servirebbe una guida, ma come si dice... tutto fa google... scherzo, vi mosterò 3 metodi con cui è possibile cancellare un blocco in app inventor 2.


Come cancellare dei blocchi in MIT App Inventor 2


Per eliminare un blocco su app inventor, seguire uno dei seguenti metodi:
  1. Tasto destro sul blocco da eliminare, poi cliccare sulla voce Elimina blocco (Delete block)
  2. Selezionare il blocco cliccandoci sopra con il mouse (verrà evidenziato in giallo), poi cliccare il tasto CANC
  3. Trascinare il blocco sull'icona del cestino e rilasciarlo

Cancellare blocchi (MIT App Inventor 2)

Attenzione però a tre cose:
  1. Cancellando un blocco che contiene altri blocchi, ovviamente tutti questi sottoblocchi verranno cancellati a cascata
  2. A meno che non si tratti di un numero più o meno consistente di blocchi, l'operazione di cancellazione non richiede conferma
  3. Anche se vedete l'icona del cestino, i blocchi cancellati sono persi per sempre, quindi occhio a cosa cancellate

Bene, ora anche eliminare blocchi su app inventor è un'operazione che non ha più segreti per voi, buon delete!

Tornare all'elenco delle lezioni
Leggi il post

Psicopatologia (19/25): La psicoterapia con i bambini psicotici

Il paziente psicotico per molti aspetti è considerato privo di psiche, questi bambini vivono in uno stato dominato dalle sensazioni (o possono anche non provare più nulla).
Il bambino psicotico reagisce al mondo esterno come se fosse un'estensione del proprio corpo, anche se cmq lui non ha piena percezione del suo corpo in quanto tale.

Possibili origini della psicosi infantile
La psicosi infantile secondo la Tustin è una sorta di difesa contro l'intollerabile sensazione di non essere tutt'uno con la madre.
Man mano che la consapevolezza della mancanza di un legame fisico eterno con la madre si impone al bambino, tutto viene espulso tramite accessi distruttivi di collera che squassano il corpo (sensazioni che vengono percepite molto intense a causa della relativa disorganizzazione dello stato psicologico del piccolo).
I bambini allora tolgono l'attenzione dalla situazione intollerante di base, perdendo però il contatto con la realtà e diventando relativamente inaccessibili.

Stabilire un contatto con bambini psicotici
Per avvicinarsi ad un bambino psicotico bisogna condividere la sua angoscia senza venirne sopraffatti.
Il bambino psicotico si è tirato indietro davanti ad un'esperienza troppo acuta di essere e divenire, oscilla dallo stato di eccitazione a quello di crollo ed il solo modo in cui queste oscillazioni vengono controllate è attraverso l'impiego di massicce contromisure che diminuiscano o annullino le risposte agli stimoli.
Il terapeuta non deve avere timore di esprimere i pensieri in un linguaggio figurato, e prima che la psicoterapia possa iniziare è necessaria una diagnosi intelligente, attenta e ben fondata.

La diagnosi
In passato è stata attribuita troppa colpa alle madri per i problemi dei figli (con termini tipo "madri frigorifero", "madri schizofrenogeniche").
Tuttavia anche il piccolo può avere carenze organiche, cognitive e sensoriali che possono creare problemi per il rapporto con la madre, la quale può anche avere problemi non derivanti da lei, dovuti a problemi fisici o ambientali, che possono distoglierla dal compito della cura del figlio.
Il terapeuta deve osservare almeno tutto il primo anno di vita del piccolo psicotico e a volte è difficile distinguere i fattori psicologici, fisiologici e gli squilibri ormonali che possono avere correlazione con la psicosi.
Sembra cmq importante che la psicoterapia inizi prima dell'età di latenza, intorno ai 5 o 6 anni, inoltre è impossibile stabilire se è la madre che si isola dal bambino o se è il bambino ad isolarsi da lei.

Gli scopi della psicoterapia
Il compito del terapeuta è quello di cercare di risanare la frattura psichica esistente tra la madre ed il bambino, egli non tenta di sostituirsi alla madre, i genitori ed il terapeuta collaborano in questo difficile compito.
Un padre che svolga il suo ruolo maschile è importante per allentare la vicinanza eccessiva dalla madre, e fornisce protezione quando fallisce l'illusione della protezione totale.
Il rapporto con il terapeuta può far rivivere i legami vissuti con la madre, cercando di far ridurre il bisogno di completa dipendenza del bambino e farlo sviluppare normalmente.
Un terapeuta che si protegge e protegge gli oggetti degli altri da un bambino arrabbiato, appare sotto gli occhi di questi molto più meritevole di fiducia di uno remissivo, ed in generale è cmq importante un saldo setting terapeutico.

Il contesto generale della terapia
Ciò che manca ai bambini psicotici è il senso comune e per questo motivo deve essere una qualità fondamentale del terapeuta.
Dietro ai meccanismi protettivi degli psicotici si nascondono sentimenti eccessivamente intensi, quindi il clima emotivo di un'istituzione deve essere tale da non incoraggiare rapporti eccessivamente intensi ed invischianti.
I pazienti psicotici possono sconvolgere le persone con cui hanno a che fare, quindi ci vuole molta autodisciplina, bisogna essere molto professionali, e alcuni terapeuti per riuscire a superare il carico emotivo ricorrono ad una analisi personale o autoanalisi, altri alla religione.

Tecniche psicoterapeutiche
Anche i terapeuti che in apparenza usano lo stesso metodo, possono usare cmq uno stile proprio personale.
Nella tecnica terapeutica ereditata dalla Klein, si tiene uno spazio terapeutico incontaminato, non si usano le informazioni del passato sul paziente, ma si osserva attentamente cosa accade in quel momento.
Il bambino deve rimanere nella stanza, libero dalle distrazioni, non gli si fanno regali, e se possibile la stanza deve rimanere immutata in tutte le sedute.

Attrezzatura
Uno strumento usato è la trottola, che può produrre un effetto ipnotico e fungere da oggetto transizionale.
Anche una coperta può essere usata, e anche l'acqua e la sabbia sono elementi utili, ma il bambino non deve esagerare nel loro uso isolandosi dal terapeuta, altrimenti va fermato.
Sarebbe meglio che ogni bambino avesse un suo cassetto con i giochi, tuttavia i bambini psicotici possono ignorare questa regola e fare i prepotenti usando i giochi degli altri.

Le fasi della psicoterapia con bambini psicotici
Esistono 3 fasi principali in questo tipo di trattamento terapeutico.
Nella prima fase è il setting piuttosto che il terapeuta che sembra arrivare al paziente, perchè inizialmente il bambino è diffidente.
Quando il terapeuta dimostra di contenere le ansie del piccolo, inizia a manifestarsi la tensione verso lo sviluppo ed il bambino rivive la primitiva situazione di allattamento.
Infine, se il bambino inizia a tollerare l'assenza di legami, può iniziare a fare le prime distinzioni psicologiche ed allora la psicoterapia può avere inizio.

Michael
Michael è un bambino di 12 anni psicotico.
Nella prima seduta il piccolo cercava di usare il terapeuta per le sue attività, come se non avesse vita.
Il terapeuta fece capire che erano 2 persone separate ma che avevano una parte che potevano condividere.
Il bambino iniziò così ad accettare il fatto che non poteva ottenere il possesso completo della madre, ma che cmq c'era un posto sicuro per lui, e ciò gli permetteva di sentirsi protetto e tollerare la separazione.
Questa fase liberatoria può dunque avere inizio solo quando al bambino viene data senza incertezze la possibilità di diventare consapevole delle differenze tra me e non me, tra mio e tuo e tra avere e non avere, ed è questo il punto di partenza del gioco infantile e delle attività ricreative degli adulti.

<< Lezione precedente - Prossima lezione >>


Torna all'elenco delle lezioni

 

sabato 11 marzo 2017

Leggi il post

Psicopatologia (18/25): Gioco e comunicazione

E' stato osservato il comportamento di diversi bambini.
Ad esempio il piccolo Ricky di 4 settimane, dopo la poppata era solito mettere ripetutamente in bocca la tettarella del biberon, ma grazie alle reazioni attente della madre questa attività si è poi evoluta in giochi di cucù-tetté (gioco in cui un adulto nasconde ripetutamente il proprio volto e poi lo mostra nuovamente al bambino).
Man mano che la mobilità del bambino aumenta, i giochi di cucù-tetté vengono sostituiti con altri giochi legati al nascondersi, tra i 6-7 anni invece, iniziano le discussioni sulle regole dei giochi, vengono lette storie, mentre tra i 7-8 anni invece, i bambini giocano in coppia anche senza la presenza dell'adulto, ma quando i bambini diventano tirannici e si avverte il reale pericolo oltre al gioco, il bambino cerca l'adulto che risolva il litigio.

La psicoanalisi dei bambini
Freud osservò e descrisse il gioco di un bambino di 18 mesi (Hans), individuando la coazione a ripetere come comportamento e attraverso l'osservazione del libero gioco della mente, Freud fu in grado di cogliere i processi dell'inconscio.

Il rapporto di transfert
Freud fece molta attenzione anche ai forti sentimenti che i pazienti sviluppavano nei suoi confronti, scoprendo che questi rivivevano nei su di lui sentimenti e fantasie inconsci vissuti nella prima infanzia.
La Klein invece sottolineò le analogie tra l'analisi degli adulti e quella dei bambini, analisi che si differenzia esclusivamente nella tecnica, perchè la natura del transfert è uguale.

Facilitare la comunicazione nell'analisi infantile
La tecnica del gioco è una tecnica molto usata con i bambini, dove questi possono giocare usando la loro immaginazione conscia e la loro fantasia inconscia.
Il gioco aiuta a fornire al bambino un vocabolario, costituisce un mezzo per facilitare l'espressione dei suoi pensieri e sentimenti, e rende agevole l'esplorazione.
Alcuni bambini con gravi problemi però, non riescono a giocare, non riescono ad usare il simbolismo del gioco, e quindi questa tecnica con loro non è efficace.
Anche il setting è importante, ogni paziente ha un luogo ed un orario precisi, si cerca di avere in stanza solo ciò che serve al bambino, si cerca di avere dei giocattoli personali per ogni bambino.
Il setting crea dei confini e limiti da rispettare, che alcuni bambini possono trovare troppo frustranti, così questi cercano di abbatterli (comportamento che spesso si ripete anche a scuola).
La mente dell'analista deve essere molto recettiva, egli deve capire gli stati d'animo del bambino, alleviare le sue angosce rassicurandolo, stimolarlo, dargli una disciplina, anche se questi scopi ultimi non sono da usare in psicoterapia, perchè bloccano l'accesso all'inconscio.
Il terapeuta non deve avere la mente chiusa, ma allo stesso tempo non deve far capire i propri punti deboli al bambino, deve far entrare il bambino, ma entro certi limiti.
Il terapeuta può avere la necessità di non pensare ai precedenti giudizi dati al bambino, per non venire influenzato, ma deve essere cmq in grado di richiamarli alla mente non appena servono per fare un confronto con i nuovi dati.

Il significato dell'evoluzione osservata nel gioco
Maturando si arriva ad un maggior impiego del gioco in quanto simbolo dell'esperienza di perdita e ritrovamento della madre, e nel nascondino ad esempio, emerge la tendenza a far si che sia la madre a dover affrontare la perdita (e quindi a dover cercare il bambino).
Alcuni bambini si riuniscono in gruppo per giocare e quando lo stress aumenta, questi prendono un altro gruppo come nemico, per poter sfogare la loro aggressività, tuttavia in un gruppo, ciascun bambino si servirà del gioco per vivere le proprie personalissime fantasie inconsce.
I bambini si rivolgono all'adulto quando la natura simbolica del gioco viene sopraffatta dai sentimenti, il quale deve contenere la paura e la rabbia divenuti insostenibili per il bambino, e nel caso la figura rassicurante sia costantemente assente, è probabile che si verifichi di frequente una situazione reale di scontro aperto.

La comunicazione nella prima infanzia e alcune funzioni del gioco
L'uso dell'adulto come figura che contiene gli stati dolorosi dell'essere è una condizione indispensabile per lo sviluppo della capacità di sopportare la sofferenza connessa alla capacità di pensare.
Se il neonato è agitato o sofferente, per superare questa situazione fa provare queste stesse sensazioni alla madre, e la risposta della madre è indispensabile per comprendere che il comportamento è veicolo di comunicazione di significati.

L'evoluzione verso la formazione dei simboli
E' importante studiare come reagisce il lattante quando si verifica un ritardo tra l'esperienza di un bisogno e il suo soddisfacimento.
L'oggetto succhiato al posto del seno della madre (ad esempio il pollice) può essere considerato il precursore di un simbolo.
L'oggetto succhiato è sempre presente e sotto il controllo del piccolo, e serve per aiutare al bambino ad ignorare la frustrazione di non avere il seno della madre (anche se il bambino molto piccolo non fa distinzione tra oggetto desiderato ed oggetto sostituto).
Tra i primissimi giocattoli del bambino vi sono varie parti del corpo, inoltre se la madre non soddisfa sempre subito le sue richieste, crescendo il bambino può iniziare a capire che lui e la madre non sono una cosa sola.
Gli oggetti sostituitivi assumono un carattere più simile ai giochi, con le caratteristiche di oggetti simbolici che possono interessare e divertire.

Il gioco come ponte tra le fantasie inconsce e la realtà esterna
Il gioco è un'attività a metà strada tra la realtà esterna ed interna, che fa ponte tra di esse, ed è anche un'area in cui sviluppare ed acquisire conoscenze ed abilità pratiche, che possono permettere di muoversi con padronanza nel mondo esterno.
Inoltre l'area simbolica del gioco è relativamente priva di pericoli.

L'impiego della formazione dei simboli nel bambino e nell'adulto
Il gioco prende valore quando consente di affrontare in maniera simbolica le situazioni che creano angoscia, in modo che essa venga riportata a livelli tollerabili.
Il gioco consente al bambino di allontanarsi un po' dalla madre, dove se l'angoscia è a livello moderato, può servire da stimolo per ampliare le conoscenze, viceversa può far interrompere il gioco e necessitare dell'intervento del genitore.
Le fantasie dell'adulto sono contenute nella mente come forma di pensieri anticipatori e progetti, mentre le fantasie consce del bambino piccolo non sono contenute nella mente, ma esistono e sono vissute attraverso l'attività ludica.
L'adulto usa la capacità verbale per esternare i sentimenti, i bambini (che ne hanno cmq bisogno) usano un gioco tridimensionale, in cui collocano se stesso, o almeno un giocattolo che lo rappresenti.
Quando i bambini provano angosce eccessive durante il gioco, la formazione dei simboli si interrompe e si fa ritorno alla madre, ma quando questa non c'è per troppe volte, può capitare che l'attività simbolica non si sviluppi più.
Senza lo sviluppo della capacità di simbolizzazione, ogni aspetto dell'ambiente che circonda il bambino continua ad essere vissuto come nei primi giorni d'infanzia, il mondo viene visto come parti del suo corpo e di quello della madre, ed in assenza della simbolizzazione, non c'è alcuna possibilità che gli interessi del bambino possano svilupparsi al di là degli obiettivi a cui tendevano le pulsioni istintuali della primissima infanzia, il gioco risulta quindi impossibile ed ogni aspetto dello sviluppo psichico si arresta.

Giles
Giles era un bambino di 3 anni e 9 mesi il cui sviluppo era gravemente ritardato, durante il primo anno di vita era stato spesso ammalato, inoltre vi fu un lungo periodo di separazione dalla madre, verso il nono e decimo mese, e quando la madre tornò lui sembrò respingerla preferendo l'ambiente esterno a lei.
Quando iniziò la terapia Giles non parlava affatto, non aveva sviluppato neanche i classici balbettii che usa un bambino normale a quell'età, si limitava solo a grugnire ed urlare, e se non veniva capito rapidamente tendeva ad andare in collera, urlando e scagliando giocattoli.
Giles si comportava come un primitivo, tanto da suscitare senso di repulsione nella madre e nel terapeuta, il suo uso di giocattoli mostra scarse capacità di discriminazione (prendendo giocattoli a caso) ed egli riempiva la stanza ed il terapeuta del suo caos interiore e della sua disgregazione (ogni cosa veniva ridotta in tanti pezzi sparsi), anche se ogni tanto sembrava far attenzione alle parole del terapeuta.
Successivamente giocando con delle macchine (giocattoli molto importanti per lui) pronuncio una prima parola, e successivamente altre, che poi usò di frequente, iniziò a giocare con l'acqua, urinava, defecava.
Giles mostrava chiaramente di voler trovare nel terapeuta una persona che assorbisse tutte le sue manifestazioni di rabbioso malessere, e quando il terapeuta si mostrò disponibile ad assorbirle e gli spiegò esplicitamente il perchè di questo suo comportamento, il bambino imparò nuove parole e migliorò il rapporto anche con la madre.
Giles identificava le persone con le macchinine e le puniva al posto loro (primi processi di scissione e differenziazione), iniziava inoltre a mostrare tramite il gioco la paura di essere abbandonato perchè orribile.
Faceva giochi dove dimostrava il bisogno di possedere le persone dentro di se, molti giochi con feci, era sostanzialmente molto simile ad un lattante come sviluppo, vedeva gli oggetti come parti del suo corpo e quindi pensava di giocare con se stesso.
Il terapeuta fece di tutto per comunicare a Giles che lui lo capiva e che considerava il suo comportamento significativo (faceva la parte della madre), e questo lo aiutò a migliorare anche con il linguaggio, dato che pronunciò le prime parole quando capì che queste potessero servire ad esprimere le sue esperienze.
Pian piano Giles iniziò a sviluppare un'area dentro di se di contenimento, in modo da non agire in maniera impulsiva e distruttiva, iniziò a sopportare di più le proprie emozioni, e siccome anche la capacità della madre di rispondere alle sue richieste era migliorata, lui non la percepì più come un oggetto poroso, ma come uno spazio in cui poter entrare, e ciò servi a migliorare il funzionamento psichico del piccolo.
Quando si sviluppò completamente il linguaggio del gioco, potè iniziare il lungo processo di trattamento per migliorare le sue gravi condizioni.

<< Lezione precedente - Prossima lezione >>


Torna all'elenco delle lezioni

 

venerdì 10 marzo 2017

Salvare dati su TinyDB (MIT App Inventor 2)

Ogni applicazione per cellulare (e non) che si rispetti, deve avere la possibilità di salvare i dati delle partite dei vari giocatori/utilizzatori.
Su Mit App Inventor 2 è ovviamente possibile memorizzare dei dati sul telefonino dove è installata l'app da noi creata, utilizzando diverse tecniche, una delle quali fa uso di un componente chiamato TinyDB.


Come inserire/recuperare dati tramite TinyDB di MIT App Inventor 2


Per poter salvare dei dati della nostra applicazione sul cellulare, in modo ad esempio da salvare il livello in cui siamo arrivati in un determinato gioco, o dei punteggi, bisogna utilizzare il componente TinyDB, presente nella sezione Archiviazione (storage).

Dopo aver trascinato il componente invisibile tinydb nel visualizzatore, clicchiamo su blocchi (blocks), per andare subito a vedere come leggere e scrivere dati su questo database di app inventor.

Per poter salvare dei dati su tinydb, basta utilizzare il seguente blocco: esegui tinydb memorizza valore, etichetta / valore da memorizzare (call tinydb storevalue), dove nel campo etichetta (tag) potremo mettere una stringa di testo per dare il nome alla variabile da salvare, e nel campo valore (value to store) potremo indicare il testo, il numero o la lista con i dati che stiamo andando a memorizzare.

Un suggerimento che posso darvi è quello di chiamare le etichette con magari il nome dell'app seguito dal nome della variabile da memorizzare, in modo da non aver problemi anche in fase di debug con app inventor.

Per poter richiamare i dati salvati invece, aggiungere il blocco chiamato esegui tinydb ottieni valore etichetta / valore se etichetta non presente (call tinydb getvalue), dove ovviamente nel campo etichetta va indicata la variabile da richiamare, mentre in valore se etichetta non presente (value if tag not there) va scritto cosa vogliamo che questa funzione restituisca in caso non trovi alcun dato.

Salvare dati su TinyDB

Un altro blocco molto utile di tinydb è esegui tinydb cancella tutto (call tinydb clearall), che in un colpo solo ci consente di svuotare tutte le variabili memorizzate su tinydb dalla nostra app.

Se volete fare qualche prova, qui trovate il file di progetto .aia con già i blocchi valorizzati come da esempio appena citato.
Se ad esempio lanciate l'app, salvate i dati, poi chiutete, riaprite e richiamate i dati, li ritroverete come per magia in memoria.

Come potrete ben capire, tinydb è uno strumento quasi indispensabile se si vogliono sviluppare applicazioni di un certo calibro con mit app inventor 2.

Torna all'elenco lezioni

K-PAX - Da un altro mondo

K-PAX - Da un altro mondo è un film fantascienza/drammatico del 2001 diretto da Iain Softley, con Kevin Spacey, Jeff Bridges, Mary McCormack, Alfre Woodard, Celia Weston.

K-PAX - Da un altro mondo

Trama

Un uomo di nome Prot viene rinchiuso in una clinica psichiatrica di Manhattan perchè afferma di venire da un altro mondo, da un pianeta chiamato K-PAX.
A studiare il suo caso ci si metterà il dottor Mark Powell, che prenderà in cura Prot, dopo il fallimento del trattamento con gli psicofarmaci.
Prot però non è un paziente qualsiasi, in quanto ciò che racconta è tutto molto convincente, tanto da far dubitare addirittura che sia veramente pazzo.


Recensione

K-PAX - Da un altro mondo è un ottimo film drammatico/fantascienza, con un bravissimo Kevin Spacey nei panni del coprotagonista.
Questo film è davvero ben girato e con una storia molto interessante.
Ad essere confusi sulla reale natura di Prot non saranno solo gli attori protagonisti, ma anche lo spettatore, che dall'inizio alla fine della pellicola rimarrà più volte spiazzato.
Se vi piace il genere dunque, non lasciatevi sfuggire assolutamente K-PAX - Da un altro mondo.

Link alla scheda del film su wikipedia

giovedì 9 marzo 2017

Come cambiare programma predefinito apertura file

Per poter associare un programma ad un'estensione su windows 10, ci sono diversi modi.
Prima di tutto però, forse è meglio spiegare cosa si intende con cambiare il programma predefinito all'apertura di un file.

Nel computer infatti, esistono diversi file, che sono divisi per tipologia, e catalogati per estensione.
Se si ha abilitato la possibilità di vedere le estensioni dei file sul proprio windows, allora si potrà notare che ogni file è così rappresentato: nome.estensione.
L'estensione solitamente è lunga 3 lettere, ma possono esserci delle eccezioni.

Cambiare il programma associato ad un tipo di file, vuol dire far aprire tutti i file con quella determinata estensione, con uno specifico sofware del pc, diverso da quello che era impostato di default.
Vediamo subito un esempio pratico.


Come cambiare il programma predefinito all'apertura di un file su Windows 10


Per poter modificare l'associazione estensione/programma predefinito, basta cliccare con il tasto destro del mouse sul file in questione.
Nel menù a tendina che si aprirà, passare il mouse sulla voce Apri con.
Infine, nell'ultima tendina aperta, cliccare su Scegli un'altra app.

Cambiare programma predefinito apertura file Windows 10

Adesso, se siamo fortunati, il programma che vogliamo associare come app predefinita per l'apertura di quel tipo di file, sarà subito presente in lista e potremo cliccarci sopra e poi spuntare sopra la voce "Usa sempre questa App per aprire i file .estensione", prima di dare l'OK.

Cambia programma predefinito

Altrimenti, dovremo cliccare su Altre app, scrollare l'elenco fino in fondo e cliccare sulla voce "Cerca un'altra app in questo pc", per poi cercare la nostra applicazione sul pc (cosa magari non sempre facile, se non si sa in che cartella è installato un determinato programma).

Dopo aver terminato questa procedura, da ora in avanti, ogni volta che cliccheremo su quel determinato tipo di file (riconoscibile dall'estensione), questi verrà aperto con il programma che abbiamo appena selezionato.