sabato 22 aprile 2017

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Strumenti di valutazione della personalità (5/13): Diagnosi testologica

I test vengono usati per valutare quantitativamente e qualitativamente condizioni momentanee o durevoli di funzionamento psichico o singole funzioni e per rilevare tratti personologici, che perdurano e sono predittivi di comportamenti e/o sintomi futuri.
I test forniscono quindi dati utilizzabili per la diagnosi e per l'indicazione o la controindicazione ai trattamenti.
Nella maggior parte dei casi cmq, la finalità prioritaria del loro utilizzo è diagnostica.


Problemi comuni nella diagnosi testologica


Alcuni clinici sono convinti dell'utilità dei test a scopo diagnostico, altri no, cmq sia il processo di valutazione psicologica ha subito negli anni continue variazioni ed è stato influenzato dalle teorie assunte, di volta in volta, come riferimento.
Oggi si crede nella multicasualità del disturbo psichico e quindi i test consentono di individuare clusters di fattori che hanno un diverso grado di probabilità di essere associati a quadri psicopatologici, ma che non sono indicatori certi di psicopatologia.


Approccio psicometrico vs approccio clinico
L'approccio psicometrico serve per verificare l'attendibilità e la validità dei test, mentre l'approccio clinico tende a trascurare l'approccio psicometrico a favore di un atteggiamento interpretativo.
I clinici sono più interessati a trovare la risposta efficace per ridurre la sofferenza del paziente, mentre gli accademici sono più vincolati dalla necessità di una corretta metodologia di ricerca.
Nell'approccio clinico, inoltre, c'è la tendenza a porre l'attenzione sull'individuo, si enfatizza il metodo idiografico o idiotetico rispetto ad una comprensione basata sulla rilevazione della misura in cui un individuo differisce da altri individui (metodo nomotetico).
Inizialmente queste 2 posizioni erano contrapposte ed in conflitto tra loro, oggi invece si è orientati ad un approccio prototipico, che coniughi al suo interno elementi che appartengano ai sistemi classificatori categoriali e a quelli dimensionali.
Oltre alla valutazione psicometrica va dunque osservato: il contenuto delle risposte, gli aspetti formali, le verbalizzazioni del paziente, le osservazioni del clinico, le reazioni del clinico al paziente.
E' auspicabile cmq l'utilizzo di un approccio quantitativo, quando possibile, integrando le conclusioni cui si perviene con dati ed inferenze ottenute con l'approccio clinico.

Testing o valutazione psicologica
Quando alla misurazione dell'intelligenza si è affiancata la valutazione della struttura di personalità, si è modificato pure il ruolo del testista, che da rilevatore-misuratore e basta, si è trasformato in un professionista che deve fornire una valutazione psicologica complessiva del paziente.
Quindi dagli anni 80 non si usa più la parola testista ma test user, che ha competenze specifiche e si contrappone al clinico, a cui è demandato il compito della valutazione psicologica.

Quando e perchè somministrare i test
Nella pratica clinica è di scarsa utilità adottare a priori un approccio psicometrico o clinico, bisogna valutare invece cosa è meglio usare per il paziente (anche entrambi i metodi se necessario), in quanto la somministrazione dei test è un momento di un processo diagnostico.
I test servono sia al clinico che al paziente, in quanto il clinico chiede una diagnosi testologica quando ha bisogno di ulteriori dati, inoltre, i test in una situazione di incertezza diagnostica rilevano ostacoli non percepiti, valutano le risorse di personalità del paziente e gli aspetti deficitari e permettono il confronto con dati normativi.
Le controindicazioni possono essere quelle che il clinico si basi troppo sui risultati dei test, o che neghi le discrepanze, oppure ci può essere confusione se il clinico pensa di ottenere dati più oggettivi senza tener conto delle reali necessità del paziente.
I test permettono al paziente di riconoscere alcune modalità di funzionamento sue proprie, lo aiutano a capire la natura delle difficoltà che incontra nella vita quotidiana, attraverso un processo di generalizzazione.
I test sono controindicati su quei pazienti che hanno urgente bisogno di una presa in carico o in una situazione d'emergenza e risultano inutili quando il materiale emerge già dai colloqui.


Clinico e paziente


Nella maggior parte dei casi i pazienti sono favorevoli all'utilizzo dei test, anche se non bisogna mai dare per scontato questa cosa, perchè l'aspettativa del paziente è di solito quella di parlare con il clinico e di essere avviato immediatamente ad un trattamento.
Il paziente il più delle volte non è convinto dei vantaggi che gli posso derivare dai test, è spaventato e preoccupato, quindi la spiegazione dell'invito a compilare un test deve essere chiara ed adeguata al livello di comprensione del paziente.


Alleanza diagnostica
L'alleanza diagnostica ha poco a che vedere con quella terapeutica, in quanto la prima è più facile da ottenere della seconda.
La capacità di alleanza è strettamente connessa con la struttura della personalità e con la psicopatologia e raramente il materiale ottenuto riflette un'effettiva povertà del paziente, il più delle volte la povertà è indice di una mancata alleanza diagnostica.
Serve quindi una situazione relazionale mediamente buona che consenta una proficua collaborazione, altrimenti i dati raccolti possono essere imprecisi e scarsi.
Se si invia un paziente a fare un test prima di averlo sufficientemente ascoltato è probabile che il test non fornisca elementi utilizzabili.

Nontest factors
I nontest factors sono quegli elementi che possono interferire con il risultato del paziente e che non sono causati dalle caratteristiche specifiche dello strumento usato.
Esistono diverse griglie che possono essere usate per rilevare questi fattori e sono raggruppabili in 2 gruppi:
  1. Griglie per il ragionamento clinico: ad esempio griglie finalizzate a rilevare la correttezza metodologica delle procedure usate dal clinico durante la somministrazione o nel corso della correzione del protocollo (soprattutto x test di tipo cognitivo).
    Altre griglie invece servono ad evitare che il clinico salti dei passaggi del ragionamento clinico (es H. Teglasi ha costruito una griglia per la valutazione dei test narrativi che indica i passaggi da seguire).
  2. Griglie per valutare le condizioni nelle quali avviene il test: griglie che guidano il clinico nell'osservazione dei comportamenti del paziente (ad esempio quella di Naglieri include quesiti finalizzati a rilevare le strategie messe in atto dal soggetto).
Anche per le scale Wechsler o i nontest factors esistono griglie che valutano i criteri di somministrazione e correzione.

Chi somministra i test
Il test può essere somministrato dalla stessa persona che ha fatto il colloquio o da un'altra persona.
La somministrazione richiede una posizione emotivo-cognitiva diversa da quella assunta durante il colloquio ed il trattamento, che cambia a seconda dello strumento usato.
I test consentono di mostrare alcune cose difficilmente osservabili nel corso del colloquio, quindi il clinico deve tener conto che la scelta dello strumento e la specificità del punto di osservazione possono costituire essi stessi un bias, ed è solo l'esperienza che insegna ad usare punti d'osservazione diversi in rapida successione.
Se chi somministra i test è diverso da da chi fa il colloquio, è indispensabile che il paziente non si senta scaricato.
Si può cmq concludere che per un corretto processo diagnostico sono molto più utili i risultati di test somministrati in cieco, tramite l'uso di una batteria standard.


Criteri di scelta dello strumento


Non esiste un test unico che possa fornire tutte le informazioni necessarie, test diversi forniscono informazioni diverse, e la specificità dell'informazione è legata sia allo specifico test che allo specifico individuo che lo compila.
La scelta del test deve essere fatta in base alle informazioni che si vogliono ottenere e alla psicopatologia del paziente, ma purtroppo molte volte il clinico sceglie il test in base alla sua predilezione verso un determinato modello teorico e questo porta ad un uso improprio dello strumento e ad una scorretta valutazione dei dati.
Ogni test è costruito sul fondamento di un modello nosografico-descrittivo o interpretativo-esplicativo della personalità o su un modello specifico di disturbo psichico o su un modello di un costrutto.


Vantaggi e limiti della batteria standard e dell'approccio focale
Le batterie di test rivelano dati che riguardano ambiti diversi, però bisogna tener conto che la validità della batteria non sempre aumenta con l'aumento del numero dei test usati.
In molti casi la somministrazione della batteria è molto utile, però ha cmq flessibilità ridotta.
Esistono poi strumenti che indagano singoli problemi o singole aree, ed in questo caso la diagnosi non può esser fatta in cieco.
I vantaggi nell'uso di questo tipo d'indagine dipendono dalle capacità del clinico di trovare gli strumenti adatti al compito e cmq questa scelta spesso riduce la possibilità di ragionamento clinico e la generalizzazione delle risposte, in quanto gli elementi sono troppo ridotti.
Ogni test ha una zona cieca che deve essere osservata con altri strumenti, quindi l'uso di altri strumenti può rappresentare un fattore di correzione.


Ragionamento clinico e diagnosi testologica


Una diagnosi testologica dovrebbe fornire dati per effettuare una diagnosi nosografica, formulare ipotesi sul funzionamento cognitivo, emotivo, interpersonale ed intrapsichico, fare una prognosi e dare un'indicazione o controindicazione al trattamento, e per ciascuna di queste aree esistono strumenti mirati oppure possono essere estratti alcuni dati da test che misurano più tratti, inoltre singoli tratti possono essere valutati con strumenti diversi.

Elaborazione dei dati dei test
I diversi processi di valutazione dei dati sono stati formalizzati da alcuni autori in 2 diversi gruppi di modelli: i modelli problem solving, modelli centrati sulla specificità del rapporto clinico-paziente.
In questi modelli si cerca di esplicitare come ragiona il clinico nella somministrazione e nell'elaborazione, di come formula ipotesi e le verifica.
Il clinico esperto usa la discrepanza dei dati ricavati con le ipotesi fatte per evitare generalizzazioni improprie e come segnale per la necessità di un approfondimento.

Stesura della relazione diagnostica
Una relazione può essere articolata secondo 3 diversi modelli:
  1. modello focalizzato sull'ipotesi che si vuole validare: più frequentemente usato
  2. modello focalizzato sulle aree: per una valutazione diagnostica globale, vengono indicati i punti di forza e debolezza del paziente, a causa del grande numero di informazioni che fornisce è bene suddividerla in 3 parti (descrittiva, ipotesi formulate, ipotesi diagnostica)
  3. modello orientato sui singoli test: usato dai meno esperti perchè di facile comprensione
La stesura della relazione è il momento in cui il clinico si confronta con la propria capacità di ragionamento, la relazione psicodiagnostica è la sede in cui viene data una spiegazione scientifica a ciò che è stato rilevato ed il clinico è responsabile a tutti gli effetti di ciò che scrive nella relazione.

Stesura della relazione per l'inviante
Il modo in cui chi somministra i test incide in misura rilevante sul prodotto finale, la relazione testistica.
In generale:
  • la relazione deve essere scritta in un linguaggio chiaro, comprensibile per chi legge
  • le relazioni troppo lunghe perdono d'incisività
  • si può usare uno stile clinico, scientifico o letterario
  • bisogna tener conto sia del quesito posto dall'invitante sia della sua competenza tecnica
  • il materiale presentato è solo un campione di tutto il materiale raccolto
  • il materiale presentato deve essere spiegato, evitando sigle, percentuali e rapporti poco comprensibili per i profani
  • se si fanno congetture, bisogna specificarlo
  • è utile evidenziare possibili discrepanze ed il materiale che comprova ipotesi contraddittorie
  • quando si fanno delle generalizzazioni, queste dovrebbero essere seguite da descrizioni concrete, riducendo così la possibilità di interpretazioni erronee 

Stesura della relazione per il paziente
Il paziente ha diritto ad un feedback dopo esser stato sottoposto ad un test.
Questa comunicazione deve avvenire in forma orale e le informazioni da fornire al soggetto devono essere scelte con cura.
Di solito è meglio che la comunicazione non venga fatta da chi somministra i test (meglio se la fa il clinico), inoltre alcuni dati possono venir comunicati più facilmente di altri.
Non sempre è possibile fare un resoconto completo, la scelta delle informazioni da comunicare va fatta in base a valutazioni cliniche e varia da paziente a paziente.

Errori frequenti
Le maggiori critiche fatte alle relazioni psicologiche sono mancanza di chiarezza, vaghezza, uso eccessivo del gergo, bias teorico, inattendibilità e sovrageneralizzazione.
Il clinico può inoltre sbagliare la modalità di comunicazione con il collega, e si può dire che non esiste una relazione che risponde a tutti i quesiti che il clinico si pone su un paziente.
La maggior parte dei problemi nella valutazione testistica è di carattere epistemologico (es. mancanza di una chiara definizione del costrutto da misurare).


Conclusioni


Alcuni conclusioni sull'utilizzo dei test sono:
  • nel mercato è disponibile un certo numero di test complessivamente affidabili, però l'utilizzazione ottimale di questi strumenti richiede una formazione lunga e complessa (oltre che alcune doti specifiche ed una buona alleanza con il paziente)
  • un singolo test rischia di fornire informazioni parziale potenzialmente inattendibili, per questo ormai è preferibile usare una batteria di test
  • i test non sono strumenti asettici, sono influenzati da variabili di contesto, di motivazione, di relazione, ecc...
  • per fare una relazione ci vuole una certa capacità
  • occorre inserire il test in un solido quadro di riferimento
  • la somministrazione di un test non rappresenta mai una scorciatoia conoscitiva
  • i test sono strumenti vivi e vitali e sono quindi soggetti a modificazioni 

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venerdì 21 aprile 2017

Creare l'app del tuo sito web (Mit App Inventor 2)

Un esercizio facile facile, che però potrà darti subito una bella soddisfazione personale, è quello di creare l'app per il tuo sito web, tramite ovviamente Mit App Inventor 2.

Trattasi quindi della creazione di un'applicazione per cellulari android, che sia in grado di riprodurre fedelmente il tuo sito internet.

Ma perchè fare ciò se già si ha un sito internet online?
Semplice, per aumentare le visite, grazie alla presenza del proprio sito, anche nel play store di google.

Ma vediamo subito come fare.


Come creare l'app del tuo sito web con Mit App Inventor 2


Per poter avere un'app per cellulare del proprio sito internet, occorre soddisfare due semplici requisiti:
  1. Possedere un sito web responsive: ovvero avere già un sito internet che si adatti in automatico alle varie dimensioni dei cellulari
  2. Saper usare mit app inventor 2, o semplicemente, continuare a leggere questo post :)

Andiamo subito a creare un nuovo progetto in appinventor2 e posizioniamoci nei componenti disponibili (Palette), nella sezione Interfaccia utente (User interface).

Il componente che dobbiamo trascinare nel visualizzatore è il VisualizzatoreWeb (WebViewer).

Creare l'app del tuo sito web (Mit App Inventor 2)

Possiamo lasciare i parametri di altezza e larghezza automatici, ed andare ad inserire l'indirizzo del nostro sito web nell'apposito campo chiamato UrlIniziale (HomeUrl).
Inoltre, se vogliamo che il nostro sito si apra senza ulteriori barre, andiamo a cliccare su screen e a nascondere il titolo, defleggando il campo TitoloVisibile (TitleVisible).

Web Viewer

A te poi la scelta se mettere lo screen su responsive, o se abilitare o meno la rotazione dello schermo (e quindi dell'intero sito).

Praticamente abbiamo già finito.
Prova a lanciare la tua app con l'emulatore o tramite l'app di app inventor (sembra un gioco di parole), per poter ammirare immediatamente l'app android del tuo sito internet.

Oggi è un altro post

Come dicevo all'inizio di questo post, il sito web di base dovrà essere responsive.
Se quindi il tuo sito lo è, il risultato finale sarà ottimo, e potrai navigare tranquillamente tutte le sue pagine dalla tua app per cellulare, ed addirittura vedere la pubblicità adsense, se presente (quindi non perderai niente a livello di eventuali incassi dovuti alle visite del tuo sito)... questo chiaramente non risponde all'osannata domanda "come mettere la pubblicità su app inventor 2" (magari con admob)... ma è una magra consolazione nella creazione di una propria app/sito web.

Ovviamente questo è solo un esempio basilare e banale (clicca qui se vuoi scaricare il progetto .aia).
Una vera app per un sito web ha anche delle funzionalità extra che il browser magari non ha... ma diciamo che questo è un buon inizio per avere la prima applicazione per il proprio sito internet, da distribuire sul play store o anche solo agli amici passandogli l'apk... oppure solo per uso personale.

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Fear the Walking Dead

La serie tv "Fear the Walking Dead" è un programma televisivo andato in onda per la prima volta nel 2015, del genere horror/drammatico, i cui protagonisti sono nuovamente gli zombi.

Trattasi ufficialmente del prequel / spin-off della più celebre tv series the walking dead, anche se a dire la verità, potrebbe essere considerata una serie parallela, dato che cronologicamente parte più o meno nello stesso periodo.

Fear the Walking Dead


Trama


A Los Angeles e poi in tutto il resto del mondo, scoppia una strana epidemia, dove le persone morte tornano in vita divenendo degli zombies assetati di sangue.
I morti viventi crescono di numero giorno dopo giorno, e la popolazione è costretta a fuggire dalle grandi città, cercando rifugio dove meglio può.
In questo contesto si svolgono le vicende della famiglia allargata dei Clark, più una serie di altri personaggi che incontreranno durante la loro fuga per la salvezza.
Travis Manawa, il compagno di Madison Clark, cercherà di mettere in salvo la propria famiglia, anche se i vari figli adolescenti gli daranno un gran filo da torcere.


Recensione


Cosa dire di questo Fear the Walking Dead... la domanda sporge spontanea... dopo tanti film sugli zombie, ce ne era proprio bisogno?
La risposta è, si, questo è un genere che non stanca mai.
Certo, bisogna saperli fare bene i film o le serie televisive sui morti viventi, altrimenti si sfiora il ridicolo ed il trash, ma per fortuna non è questo il caso.
Questo "Fear the Walking Dead" è infatti un discreto prodotto, interessante come trama e con dei personaggi abbastanza credibili.
Certo, se paragonato con l'originale walking dead, questa nuova versione sembra quasi un prodotto amatoriale, ma nel complesso diciamo che è un buon blockbuster serie d'intrattenimento, quantomeno per ingannare l'attesa per l'uscita di una nuova stagione della serie con Rick.

Fear the Walking Dead è ad oggi una serie tv ancora in corso, con 2 stagioni uscite, e con altre due in produzione, o quantomeno confermate.

Non starò a citarvi nessuno dei personaggi di questa serie tv, che tra l'altro non vanta alcun attore famose, fatta eccezione per il co-protagonista Travis Manawa, interpretato dall'attore neozelandese Cliff Curtis, già apprezzato come personaggio secondario in un discreto numero di film per il cinema e la televisione.

Rispetto all'originale serie sugli zombi, in Fear the Walking Dead forse c'è un po' meno sangue, ed è anche meno cruenta, ma ovviamente pure qui non mancano le scene splatter.
Inoltre le ambientazioni, almeno nelle prime serie, sono un po' diverse, in quanto si giunge fino al Messico.

Musiche direi irrilevanti, mentre le ambientazioni sono invece più che dignitose, con un'atmosfera generale post apocalittica, da fine del mondo, come ci si aspetterebbe in un prodotto di questo genere.

Riassumendo: Fear the Walking Dead, nulla di nuovo all'orizzonte, ma comunque una buona serie tv sugli zombi.

giovedì 20 aprile 2017

La gestione dello schermo screen (Mit App Inventor 2)

Oltre a tutti i vari comandi, i blocchi, le funzioni, le procedure, in Mit App Inventor 2 è possibile gestire anche lo schermo (screen).

Un'applicazione appinventor infatti, può avere uno o più schermi, con colori, orientamento ed impostazioni diverse, configurabili facilmente tramite interfaccia visiva in fase di progettazione, oppure tramite i blocchi (blocks)... vediamo quest'ultimo caso.


La gestione dello schermo screen in Mit App Inventor 2


Per cambiare le proprietà dello schermo in app inventor, entrare in blocchi e cliccare su screen.

In questa sezione sarà possibile, sia reperire tramite codice varie informazioni sullo schermo del cellulare in uso, come le dimensioni (altezza e larghezza), il colore di sfondo impostato nell'app, ed anche l'orientamento dello schermo.

La gestione dello schermo screen (Mit App Inventor 2)

A parte scoprire i vari parametri dello schermo ed eventualmente modificarli in base alle necessità, una funzionalità base che sicuramente userete in quasi tutte le vostre app sarà il blocco Per sempre quando screen inizializza (when screen initialize) che sostanzialmente consente di compiere azioni, come valorizzare variabili, all'apertura della vostra app parte, quando lo schermo in questione viene caricato.

Un'altra funzionalità utile è quella che consente di catturare gli errori del vostro gioco app inventor 2.
Tramite il blocco Per sempre quando screen si è verificato un errore (when screen error occurred), potrete intercettare gli errori senza far chiudere la vostra app.
Questa gestione degli errori di app invetor 2, può tornare sicuramente utile nei casi l'utente possa in qualche modo far generare all'app un errore che potrebbe in qualche modo causare un crash/interruzione del programma.
Impedendo quindi di far bloccare la vostra applicazione, potrete anche mostrare a video l'errore generato.

gestione degli errori di app invetor 2

Le altre funzionalità del blocco screen di app inventor consentono di cambiare colore di sfondo, cambiare immagine di sfondo, cambiare orientamento dello schermo, far sparire la tastiera, gestire la pressione del tasto indietro (il tasto back, ovvero quello usato per uscire dall'app), più altre utili funzioni.

Trovate un progetto .aia con qualche esempio a questo link.

Saper gestire le proprietà dello schermo, è una skill fondamentale ad esempio, per creare app responsive con app inventor 2, ovvero dei programmi che possono cambiare le dimensioni degli oggetti in essi contenuti, a seconda delle dimensioni dello schermo dell'utente.
Ma questo è solo un esempio delle tante cose che è possibile gestire con la sezione screen di appinventor, il resto lo scoprirete solo con la pratica.

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Train de vie - Un treno per vivere

Train de vie - Un treno per vivere è un film commedia, drammatico del 1998 diretto da Radu Mihăileanu, con Lionel Abelanski, Rufus, Clément Harari, Michel Muller, Agathe de La Fontaine, Johan Leysen, Bruno Abraham-Kremer, Marie-José Nat, Gad Elmaleh.

Train de vie - Un treno per vivere

Trama

Un piccolo e tranquillo villaggio ebraico dell'Europa dell'Est riceve una terribile notizia: i nazisti vogliono deportarli tutti nei campi di concentramento.
I saggi del villaggio allora si radunano per cercare di trovare una soluzione che li possa mettere in salvo, ma tutte le idee non sembrano portare a nulla, tutte tranne quella del pazzo del paese, Shlomo.
Lo scemo del villaggio infatti, ha un'idea stravagante quanto geniale, ovvero fingere che alcuni di loro siano dei tedeschi, in modo da organizzare un finto treno di deportazione, che in realtà li riporti tutti in salvo in Palestina.


Recensione

Train de vie - Un treno per vivere è film che parla in modo ironico della Shoah.
Questa commedia con tratti drammatici infatti, prende in giro proprio tutti.
Non esistono solo i buoni ed i cattivi qui, ma da tutte le parti in gioco vengono derise a turno, senza alcun riguardo. Ebrei, tedeschi, zingari, non importa, lo stereotipo da prendere in giro è sempre dietro l'angolo.
Ma questo è comunque un film sano, che con l'autoironia sa far riflettere ed al tempo stesso divertire, con alcune scene davvero esilaranti.
Non tutto è riuscito al meglio in questo "Train de vie - Un treno per vivere", tuttavia nel complesso ci troviamo davanti ad un buon film, con un finale (che non vi spoilero) che lascia un po' l'amaro in bocca.

Link alla scheda del film su wikipedia

mercoledì 19 aprile 2017

Convertire secondi in ore / minuti (Mit App Inventor 2)

Qui di seguito andrò a spiegare come costruire una funzione per convertire i secondi in ore e minuti, tramite Mit App Inventor 2.
Tramite questa procedura infatti, che potrete importare nei vostri progetti, potrete mostrare a video una sorta di orologio, che indica il tempo che passa convertito nel formato ore/minuti/secondi.

Vediamo dunque come si fa e cosa serve per creare questa funzione appinventor.

Convertire secondi in ore / minuti (Mit App Inventor 2)

Come convertire i secondi in ore e minuti con Mit App Inventor 2


Per poter realizzare la seguente funzione, occorre aggiungere al nostro progetto, il componente orologio (clock), presente nella sezione Sensori (sensors).

Non starò a spiegare che bottoni aggiungere e che label usare in questo esempio, perchè questa funzione può essere utilizzata per la conversione del tempo in app inventor, sia per creare un orologio che gira in tempo reale, sia per salvare il tempo totale trascorso durante una partita ad un videogioco da voi creato.

La funzione di conversione ore / minuti / secondi, consiste nella creazione di una procedura (procedure), con i seguenti parametri: secondi, minuti, ore, risultato.

Il primo controllo da fare è sicuramente se il valore passato per i secondi è un numero, tramite il blocco della sezione numeri (numbers) chiamato E' un numero? (is number?).

Successivamente andranno fatti i consueti calcoli per dividere le ore ed i minuti, e si potrà utilizzare la funzione dell'orologio chiamata Esegui orologio da millisecondi a minuti (Call clock Duration to minutes duration), alla quale andranno passati i millisecondi (1 secondo x 1000).
Andrà poi fatto lo stesso per le ore con la Esegui orologio da millisecondi a ore (Call clock duration to hours), più altri controlli che non starò qui a spiegare nel dettaglio.

Funzione ora/min/sec

Infine andrà restituito il risultato formattato nel formato desiderato (es. hh/mm/sec), da passare poi tramite la procedura app inventor alla variabile/label da valorizzare.

chiamata alla procedura app inventor

Questa funzione ora/minuti/secondi app inventor 2, chiamiamola così, può ovviamente essere adattata e migliorata per svolgere la conversione del tempo nella maniera che più vi aggrada (es. convertire solo i minuti in ore, i secondi in giorni, ecc...).
A questo link trovate il progetto .aia dove poter scaricare la funzione.

Per usare questa funzione nei vostri programmi, basta importare il progetto, copiare la funzione nel backpack, aprire la vostra app, ed inserire i blocchi copiati nel back pack dentro la vostra app.
Se necessario, rinominare qualche campo, ed ovviamente, aggiungere l'orologio al vostro progetto.

Questa funzione app inventor 2 quindi, risponde alle domande tipo: "quante ore sono 3600 secondi? quanti minuti sono 300 secondi?" ecc... e come dicevo sopra, può essere adattata ad ogni tipo di conversione temporale necessaria.

Al di là della guida in sè comunque, ora sapete come creare una funzione in app inventor, che male non fa.

L'oggetto timer/orologio, può chiaramente essere usato anche per ben altri scopi, ed è uno dei componenti più potenti ed utilizzati in appinventor2.
Quindi, la conoscenza completa di questo oggetto, prima o poi vi tornerà sicuramente utile per la realizzazione di qualche programma o gioco per cellulare android.

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Assassini nati – Natural Born Killers

Assassini nati - Natural Born Killers è un film drammatico/noir del 1994 diretto da Oliver Stone, con Woody Harrelson, Juliette Lewis, Robert Downey Jr., Tommy Lee Jones, Tom Sizemore, Rodney Dangerfield, Ed White, Richard Lineback, Lanny Flaherty.

Assassini nati – Natural Born Killers

Trama

Mickey e Mallory Knox sono una coppia di criminali tanto innamorati quanto efferati.
I due, scorrazzano per le strade d'America terrorizzando ed uccidendo chiunque gli capiti a tiro, rubando e rapinando per procurarsi i soldi per vivere liberi.
Ad aggravare la situazione ci sarà anche il massiccio uso di sostanze stupefacenti, per lo più allucinogeni, che porterà i protagonisti ad avere una prospettiva di vita decisamente fuori dalla realtà.


Recensione

Assassini nati – Natural Born Killers è un film degli anni 90, un quasi cult diciamo, del genere noir/drammatico, o più precisamente "giovani dannati", lo catalogherei io.
I due protagonisti sono due amanti fuori di testa, che dalla vita si prendono tutto quello che vogliono.
Il film vuole fare riflettere su diversi temi, non è un semplice spara e scappa.
C'è il tema degli abusi sessuali in tenera età, le violenze ed i traumi subiti che ti cambiano per sempre, il tema della stampa avvoltoia, della polizia violenta, e molto altro ancora.
Ma la particolarità di Assassini nati – Natural Born Killers, è il modo in cui è girato.
In questo film troviamo infatti un susseguirsi di scene in bianco e nero e dei più disparati colori, per non parlare poi delle inquadrature pazze.
Il risultato è un film a tratti quasi allucinogeno e visionario, non quindi adatto ad un pubblico che si aspetterebbe invece di vedere un normale film sui criminali.

Link alla scheda del film su wikipedia

martedì 18 aprile 2017

Popolare lista da csv (Mit App Inventor 2)

Dopo aver imparato ad usare le liste (lists) in Mit App Inventor 2, sicuramente ti verrà voglia di popolarle non da codice, ma da dei file esterni, presumibilmente dei csv.

Prendi ad esempio la costruzione di un'applicazione che deve comprendere una lista con tante parole, magari catalogate per categorie. Centinaia e centinaia di parole sarebbe un suicidio gestirle all'interno di una lista app inventor, mentre tramite un file con .csv, comodamente apribile da excel, il tutto risulterebbe molto più comodo e veloce.


Come popolare una lista da un file csv in Mit App Inventor 2


Per poter caricare in una list blocks il contenuto presente in un file csv, è possibile utilizzare due specifici blocchi (blocks) di mit app inventor 2, presenti ovviamente nel blocco liste (lists):
  • Lista da riga csv (list from csv row text)
  • Lista da tabella csv (list from csv table)

Popolare lista da csv (Mit App Inventor 2)

Il primo blocco serve nei casi in cui il csv abbia una sola riga (o dei delimitatori speciali al posto dell'acapo), il secondo blocco invece, il più usato lista da tabella csv, crea una lista multipla contenente i valori presenti nelle colonne del csv.

Prendiamo ad esempio un classico csv con una colonna contenente dei nomi e nell'altra delle categorie.


Per poter caricare questo file in app inventor, dovremo usare l'oggetto chiamato File, presente nel menù Archiviazione (storage).

Una volta trascinato l'oggetto file nel visualizzatore (viewer), andiamo nei blocchi a generarne l'azione al click, con Esegui file leggi da nome file (call file read from file name), dove nel nome file scriviamo il nome del file csv (precedentemente caricato nei media della nostra app), preceduto da due barre // (es. //nomefile.csv).

Esegui file leggi da nome file

Adesso bisogna far popolare la nostra lista app inventor con il contenuto del csv, lanciando un'azione alla lettura del file caricato.
Il blocco da utilizzare è Per sempre quando file lettura completata (when file got text), al quale possiamo inserire poi tutti i comandi ed i cicli necessari per poter ripulire i dati appena caricati.

Per sempre quando file lettura completata

Purtroppo infatti, è vero che questi blocchi consentono di caricare in una lista appinventor il contenuto di un file csv, è però anche vero che senza un'accurata pulizia, questi risultano di fatto inutilizzabili.
Potrai infatti trovare dei punti e virgola di troppo, delle parentesi da far sparire con il comando sostituisci (replace), o altro.

Trovi comunque tutti gli esempi necessari dentro un file di progetto .aia scaricabile da questo link, il cui risultato finale è riassumibile in questa immagine:

Risultato finale

Potrò sembrare ripetitivo, ma anche imparare a popolare le liste app inventor tramite file csv, è un'operazione fondamentale per poter sviluppare applicazioni / giochi di un certo spessore.

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GMAIL: Il server ha negato l'accesso a POP3 per il nome utente e la password specificati

Se stai provando a configurare più account su gmail, per poter scaricare la posta da un unico client, come indicato in questa guida, potresti incappare in questo spiacevole messaggio di gmail:
"Il server ha negato l'accesso a POP3 per il nome utente e la password specificati".

Se sei sicuro di aver inserito correttamente la password d'accesso dell'account gmail del quale vuoi scaricare la posta, ma google continua a bloccarti dandoti il seguente errore, sappi che c'è una spiegazione logica per tutto ciò.

Nello specifico, cliccando su Mostra dettagli errore, potrebbe risultare fuori il seguente messaggio: "Errore restituito dal server [AUTH] Web login required".

[AUTH] Web login required GMAIL

Vediamo subito cosa significa e come risolvere.


Come risolvere l'errore GMAIL "Il server ha negato l'accesso a POP3 per il nome utente e la password specificati"


Per poter sistemare questo problema, prova ad agire nei seguenti modi:
  1. Controlla di aver abilitato il POP3, andando nella tab Inoltro e POP/IMAP e spuntando la voce Attiva POP per tutti i messaggi
    Attiva POP per tutti i messaggi
  2. Attiva una password app nell'account da controllare

Il secondo punto si effettua sull'account secondario di cui si vuol scaricare la posta, e si divide sostanzialmente in ulteriori 2 livelli:
  1. Attivare la verifica con 2 passaggi (se non sai come fare leggi questo post)
  2. Generare una password per l'app (leggi qui le istruzioni su come fare)

Una volta ottenuta la password d'accesso, non basterà altro che inserirla nella procedura di configurazione account da importare, al posto della password originale della casella di cui si vogliono scaricare i messaggi, e come per magia, non apparirà più il terribile errore gmail [AUTH] Web login required.

Scaricare posta gmail di altri account

Se hai più caselle di posta elettronica su google, forse vorresti poter scaricare tutta la posta utilizzando un unico account gmail.
Questo vuol dire che se ad esempio hai due caselle, una chiamata pippo@gmail.com ed una pluto@gmail.com, se sai come fare, potresti poter scaricare la posta di pluto dalla casella di pippo, facendo quindi accesso una sola volta, e risparmiando così un bel po' di tempo, soprattutto se le caselle controllate sono più di due.

Vediamo quindi come poter controllare più caselle gmail contemporaneamente dal proprio pc, o app per cellulare.


Come scaricare la posta gmail di altri account


Per poter vedere più caselle email con un solo client gmail, basta seguire i seguenti passaggi:
  1. Accedere a gmail con l'account con il quale si vuole scaricare tutta la posta
  2. Cliccare sull'ingranaggio in alto a destra e poi su Impostazioni
    Scaricare posta gmail di altri account
  3. Cliccare sulla tab Account e importazione
  4. Cercare la voce Controlla la posta da altri account e cliccare su Aggiungi un account email
    Aggiungi un account email
  5. Inserire l'indirizzo email del quale si vuole scaricare la posta e cliccare su Avanti
    Indirizzo email da controllare
  6. Nella pagina che si aprirà, selezionare la voce "Importa l'email dal mio account" (POP3) e poi cliccare nuovamente su Avanti
  7. Compilare tutti i campi necessari alla connessione, compresa la password d'accesso dell'account di cui si vuol scaricare la posta, infine cliccare su Aggiungi account

Aggiungi account

Se tutto sarà andanto a buon fine, il tuo client di posta gmail inizierà a scaricare anche la posta dell'account appena inserito.

Ripetendo questo procedimento più volte, potrai far scaricare la posta da gmail, qualsiasi essa sia la sua provenienza, basta che sia attivo il protocollo pop3.
Quindi, potrai scaricare la posta tiscali da gmail, o quella di libero, virgilio, msn, live, office, o qualsiasi altro gestore compatibile.