domenica 23 aprile 2017

Caricare e salvare immagini (Mit App Inventor 2)

Molte applicazioni per android, consentono di caricare e salvare immagini, ed ovviamente anche con Mit App Inventor 2 è possibile compiere questo genere di operazioni.

Purtroppo anche in questo caso (attualmente) ci sono dei limiti, che vi andrò subito ad elencare:
  • E' possibile salvare/gestire un numero massimo di 10 immagini alla volta
  • Non è possibile spostare il percorso del salvataggio del file

Accettati questi limiti, che comunque non sono poi così vincolanti, vediamo subito come fare l'upload di immagini in app inventor 2.


Come caricare e salvare immagini in Mit App Inventor 2


Per poter fare l'upload di foto in una propria app o gioco per cellulare, tramite appinventor, basta utilizzare il componente, presente nella sezione Multimediale (Media), chiamato Selettore immagine (Image Picker).

Caricare e salvare immagini (Mit App Inventor 2)

Grazie a questo componente, sarà possibile selezionare qualsiasi foto/immagine dal proprio telefonino, ed utilizzarla come meglio si crede nella propria app.

Il componente apparirà come una sorta di pulsante (sostituibile con una bella immagine grafica, se lo si vuole), cliccato il quale, si aprirà la classica schermata per la selezione dei file.
Una volta selezionata una foto dalla propria galleria del telefono, questa verrà automaticamente salvata in un percorso tipo:
storage/emulated/0/Pictures/_app_inventor_image_picker/pikerd_nomeimmagine.estensione.

Come si evince dal nome del file, l'immagine caricata sarà automaticamente rinominata con l'aggiunta del suffisso "piked_".

Questo componente di app inventor 2 è compatibile con i classici formati grafici d'immagine, quali jpg, png, gif.

Venendo invece al suo funzionamento, tramite il blocco Per sempre quando selezione immagine Terminata Selezione (When Image Picker Afer Picking) è possibile compiere delle azioni subito dopo il salvataggio dell'immagine sul proprio cellulare.
Ad esempio, il comando Imposta Immagine = Seleziona immagine (Set Image Picture = Image Picker Selection), serve a settare l'immagine appena caricata dentro il classico componente Immagine (Image) di app inventor, in modo da poter visualizzare in tempo reale ciò che è stato appena caricato/salvato.

Blocchi Image Picker

Questo componente è molto utile per poter ad esempio creare app dove si da la possibilità all'utente di cambiare l'immagine di sfondo di un gioco, o per caricare delle foto alle quali poi applicare qualche effetto.
Insomma, questo è solo l'inizio (cit.)

A questo indirizzo trovate il solito esempio progetto .aia da scaricare per testare con mano le potenzialità del componente per il salvataggio delle immagini con app inventor 2.
Ho usato anche il componente tinydb per salvare in una variabile l'ultima foto caricata dalla mia app di test, in modo da verificare che uscendo e rientrando nell'applicazione, il programma davvero ha salvato l'immagine e la può ripescare facilmente.

Ovviamente, potrete superare i limiti di questo componente installandovi qualche estensione creata e condivisa da qualche buon samaritano.

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Miglior mp3 audio editor gratuito 2017

Oggi parliamo di programmi per fare musica al computer.
Questo in realtà sarebbe un argomento molto vasto, che comprenderebbe più software, quindi mi soffermerò solo sull'audio editor, e non sulla composizione.

Il programma che andrò a presentare consente la modifica di file audio (mp3 e non), ed anche la loro creazione in alcuni casi, grazie a diversi filtri e tool integrati, che consentono di effettuare tutte le più basilari ed indispensabili operazioni di editing audio... il tutto ovviamente gratis!


Migliore mp3 audio editor gratuito 2017


Di programmi, gratuiti o meno, che consentono di modificare mp3, file wave (wav) ed altri formati comuni di audio digitale, ce ne sono molti, ma a mio avviso uno dei migliori è Audacity, un software completamente gratuito per windows, mac e linux.

Per citare lo stesso sito:
"Audacity® is free, open source, cross-platform audio software for multi-track recording and editing."

Miglior editor audio gratuito 2017

Potrete scaricare questo bellissimo software gratuito, scegliendo ovviamente la versione adatta al vostro sistema operativo, direttamente dal sito ufficiale:
http://www.audacityteam.org

Dopo aver scaricato ed installato Audacity, provate pure ad aprire il file mp3 che volete modificare, e se per caso appare un messaggio che indica che manca il lame (lame_enc.dll), un componente necessario per la riproduzione e la modifica dei file compressi mp3, non abbiate timore, vi verrà indicato esattamente dove poterlo scaricare.

lame enc audacity

Audacity vi consentirà di compiere qualsiasi operazione su dei campioni/suoni audio, o su intere canzoni, tramite un'apposita sezione di effetti, tra i quali posso citarvi:
  • Amplificare il volume di una song
  • Modificare i bassi
  • Cambiare intonazione
  • Mettere un effetto di dissolvenza in entrata o in uscita
  • Mettere l'eco
  • Mettere il riverbero
  • Modificare la velocità di una musica
  • Effetto distorsione
  • Equalizzatore professionale
E tanti altri ancora che non vi sto a scrivere per non fare un post chilometrico.

Tra l'altro, Audacity è un programma open source, ovvero aperto a tutti per lo sviluppo.
Quindi se sapete programmare e conoscete la musica, potreste addirittura crearvi dei nuovi plugin per aggiungere dei nuovi effetti al programma.

Non so se Audacity sia il miglior editor audio gratuito 2017, ma di sicuro si posiziona tra le prime posizioni.
Inoltre, essendo opensource, le sue potenzialità sono praticamente infinite.

Migliore o meno, io ai tempi (vi parlo di molti anni fa ormai :p), utilizzavo principalmente goldwave, wavelab e cubase (più altri softsynth)... ecco, grazie ad Audacity (the best free mp3 editor) i primi due sono ormai superflui, perchè ha tutte le loro funzionalità a pagamento, ora sono qui riprodotte gratis.

Ora non vi resta altro che dare sfogo alla vostra creatività da deejay e/o musicisti, fare musica al computer non è mai stato così semplice, e soprattutto economico :)
Leggi il post

Strumenti di valutazione della personalità (6/13): Valutazione dell'intelligenza, le scale Wechsler

Le scale costruite da Wechsler sono rimaste legate alle modalità di misurazione dell'intelligenza tradizionali (es. Binet) e non hanno tenuto molto conto delle nuove teorie sull'intelligenza.


Storia


Nel 1932 nasce la Wechsler-Bellevue Intelligence Scale con lo scopo di valutare il funzionamento intellettivo di adulti e bambini in alternativa alla Stanford Binet, che si era dimostrata poco attendibile per adulti.
Nel 1946 esce la versione 2 e nel 1955 esce la Wechsler Adult Intelligence Scale (WAIS) rivolta ad adolescenti ed adulti, mentre nel 1981 ne esce una nuova edizione rivisitata, la WAIS-R.
Nel 1997 esce la WAIS-III con migliorata attendibilità e validità ma con la stessa struttura della WAIS-R ma con fascia d'età più ampia e diverso range di QI.
Nel 1949 invece nasceva la Wechsler Intelligence Scale for Children (WISC), per pazienti dai 5 ai 15 anni, nel 1974 esce la WISC-R e nel 1991 la WISC-III.
In italia si usa la WISC-R mentre negli usa nel 2003 è uscita la WISC-IV.
Nel 1991 nasce la WAIS-R NI che serve per rilevare in modo più accurato il danno neurologico, mentre la WISC-III PI (1999) viene usata per individuare in maniera più puntuale il processo evolutivo di acquisizione di competenze (entrambi gli strumenti prevedono l'osservazione strutturata delle modalità di problem solving).
I cambiamenti nelle varie edizioni delle scale Wechsler ha riguardato soprattutto le modalità di somministrazione, le procedure di scoring ed il materiale, mentre è rimasta pressoché immodificata la struttura della scala.



Analisi dei dati


I passaggi necessari per valutare la prestazione di un soggetto sono: l'interpretazione del QI totale, l'interpretazione del QI verbale e di performance e la valutazione delle differenze tra i 2 QI, la valutazione di altri indici, la scelta del sistema interpretativo, l'analisi del profilo, la formulazione di ipotesi sul funzionamento cognitivo del soggetto (tenendo conto anche dei nontest factors).

Interpretazione del QI totale
In età adulta il QI tende a rimanere stabile, mentre nei bambini sono possibili dei cambiamenti (e ci sono alcuni fattori di rischio, come gli eventi stressanti e la malattia di un genitore, che incidono sulle variazioni del QI).
Nessuna batteria di test potrà mai dare un quadro completo del QI, ma solo accertare diverse aree di funzionamento.
Il QI è la stima del livello attuale di funzionamento di una persona, misurato dai diversi compiti di un test.
Il QI totale è il risultato di abilità diverse che interagiscono tra di loro e non è in alcun modo un predittore sicuro della capacità della persona di avere successo.
Il QI totale si calcola sommando i punteggi ponderati della scala verbale e di quella di performance.
Il valore del QI totale e della sua deviazione dalla media sono indicatori globali e poco accurati del funzionamento cognitivo del soggetto, dato che non forniscono informazioni sulla qualità e sulle componenti dello stesso, inoltre, visto che il QI totale è su scala ordinale, non è possibile confrontare direttamente 2 QI totali.

Interpretazione del QI verbale, non verbale e degli indici
Il rapporto tra QI verbale e non verbale non rispecchia gli effettivi punti di forza e di debolezza o il potenziale funzionamento cognitivo di un individuo, ma rappresenta solo una stima di questi elementi.
La distinzione tra QI verbale e di performance serve per confrontare l'abilità del soggetto di usare parole e simboli con quella di servirsi di oggetti e di percepire schemi visivi.
Il QI verbale è considerato un indice della capacità di comprensione verbale del soggetto ed in particolare della capacità di lavorare con simboli astratti, della possibilità di usare il background educativo e culturale e delle capacità di memoria e di fluenza verbale.
Il QI di performance è una stima delle capacità di organizzazione percettiva ed in particolare della capacità di integrare stimoli percepiti e risposte motorie adeguate, della capacità di lavorare con materiale concreto e dell'abilità di lavorare velocemente (è richiesta dunque competenza percettiva).
Nelle scale Wechsler è possibile calcolare anche gli indici o i quozienti di deviazione fattoriali, che sono gli indici di comprensione verbale, di organizzazione percettiva e di attenzione e di concentrazione.
La presenza di una forte discrepanza (differenza statisticamente significativa) tra QI verbale e QI di performance non deve esser automaticamente considerata dal clinico il segnale di una patologia o di un deficit, dato che potrebbe essere un fenomeno diffuso nella popolazione e non è quindi possibile fondare una diagnosi clinica su questa discrepanza (la discrepanza può anche essere il risultato di un buon livello scolastico, cmq tanto maggiore è la discrepanza e maggiore deve essere approfondito lo studio del clinico e cmq sembra che il re-test diminuisca la discrepanza).
Altri indici da calcolare sono:
  • i quozienti di deviazione di Horn e Cattell: si distingue in intelligenza cristallizzata (associata maggiormente ad abilità di tipo verbale, aumenta negli anni in quanto collegata alla conoscenza acquisita e all'ambiente culturale del soggetto) ed intelligenza fluida (maggiormente associata ad abilità di performance, raggiunge il suo apice in adolescenza e tende a diminuire con il trascorrere del tempo, perchè legata ad aspetti fisiologici e neurologici), analizzate nella WAIS-III e nella WISC-III
  • i punteggi ed il profitto di Bannatyne: ha raggruppato i subtest della WAIS-R ipotizzando 4 punteggi differenti (concettuale, spaziale, sequenziale, conoscenza acquisita) e questi punteggi sembrano essere il miglior modo per descrivere il profilo di soggetti con disturbi dell'apprendimento
  • i profili ACID e SCALD: i soggetti che presentano bassi punteggi a questi profili hanno maggiori probabilità di avere un disturbo d'apprendimento
  • gli indici di deterioramento e il profilo di Fuld: questo indice è poco attendibile e le scale Wechsler non possono essere usate per il calcolo del deterioramento mentale, però nella WAIS-R, questo indice può essere usato per la valutazione iniziale delle abilità residue quando si deve attuare un programma di riabilitazione e può anche essere usato come strumento di screening per situazioni non ancora diagnosticate (questo indice ha dimostrato che le abilità non verbali sono più danneggiate delle verbali in chi è affetto da Alzheimer). 

Scelta del sistema interpretazionale
Alcuni criteri di scelta sono:
  • preferenza o esperienza passata nell'uso di un determinato modello (maggiore dimestichezza)
  • natura delle problematiche o dei dubbi diagnostici per cui la valutazione è richiesta (es. sospetto disturbi apprendimento = scelta sistema di Bannatyne, o WAIS-R a 3 fattori per pazienti con danni cerebrali recenti) 


Analisi del profilo


Ques'analisi è stata introdotta da Rapaport, Gill e Schafer nel 1946 e consiste in un'interpretazione dei punteggi dei subtest finalizzata alla comprensione delle capacità cognitive.
Secondo questi autori il QI deve essere messo in relazione alla possibile influenza delle variabili personalogiche, degli stimoli ambientali, dello stile difensivo, degli interessi culturali, della psicopatologia e di eventuali danni cerebrali.
Si calcola in che misura i subtest del soggetto si discostano dalle medie della scala totale, della scala verbale e di quella di performance e si possono generare delle ipotesi sulle sue modalità di funzionamento (interpretando prima il dato quantitativo e poi interpretando clinicamente la variabilità dei subtest tramite inferenze su un gruppo di subtest).
Per interpretare la variabilità dei subtest è necessario procedere per tappe: prima si determinano le fluttuazioni dei subtest e si valuta la loro significatività, poi si formulano ipotesi esplicative su queste fluttuazioni ed infine si integrano le ipotesi con altre informazioni rilevanti che riguardano il soggetto.


Variabilità tra sottoscale e tra subtest
Il confronto ipsativo consente di identificare i punti di forza e di debolezza in un test da parte di un soggetto, usando se stesso come unità di misura, mettendo in relazione i punteggi ponderati dei vari subtest con i punteggi ponderati della singola scala (totale, verbale, di performance).
Il rapporto tra il punteggio ponderato di un subtest e la tendenza centrale è stato definito anche dispersione o subtest patterning.

Variabilità intrasubtest e percentuali cumulative
La dispersione intrasubtest si calcola in base al presupposto che nella scala d'intelligenza i singoli item dei subtest sono ordinati in base alla difficoltà crescente, quindi si presume che il paziente risponda correttamente agli item più semplici, semi correttamente a quelli di media difficoltà e spesso erroneamente a quelli difficili.
Siccome i soggetti non sempre si comportano in questo modo può essere importante avvalersi del calcolo della dispersione intrasubtest.
Questa procedura prevede che si calcoli sia il punteggio di dispersione, inteso come differenza assoluta tra i punteggi di 2 item successivi, sia l'indice di dispersione, inteso  come la somma totale dei punti di dispersione.
Due soggetti possono ottenere in uno stesso subtest un punteggio totale uguale ma un indice di dispersione diverso e questo ci consente di ricavare informazioni clinicamente significative sulle diverse acquisizioni premorbose e sul diverso funzionamento cerebrale attuale.


Formulazione di ipotesi


Per formulare delle ipotesi occorre integrare dati provenienti da fonti diverse, affiancando alla lettura quantitativa quella qualitativa.
Leggere qualitativamente la WAIS-R significa integrare i dati quantitativi opportunamente pesati con altre informazioni, ugualmente codificate, quali il rilevamento dei nontest factors e l'analisi degli errori e delle strategie cognitive.
La WAIS-R può fornire indicazione:

  • per diagnosticare il funzionamento cognitivo del soggetto e valutare la possibile interazione tra fattori cognitivi ed emotivi
  • per effettuare una diagnosi differenziale dei sintomi presentati dal paziente
  • per valutare il livello di intelligenza premorboso
  • per sondare (tramite la parte performance) le aspettative, le strategie di coping e l'incidenza che gli stressors ambientali hanno sulle capacità cognitive
Durante la somministrazione il clinico deve fare attenzione ai vari nontest factors, come il tipo di rapporto che il soggetto instaura, il modo in cui maneggia il materiale e in cui reagisce al test e alle difficoltà poste dal materiale-stimolo ed i suoi comportamenti verbali.
Vanno anche tenuti d'occhio la fluenza verbale (in alcuni pazienti scarsa) e la latenza (da valutare in base all'esito della risposta).

Analisi degli errori e strategie cognitive
Quest'analisi permette di rilevare la strategia usata dal soggetto per affrontare le difficoltà del compito, e può essere fatta solo se sono state registrate tutte le risposte accuratamente.
Vanno rilevate le risposte frequenti incorrette e gli errori sistematici (errori compiuti trasversalmente ai diversi subtest).
Alcuni soggetti possono reagire alle domande difficili dando una risposta rapida ed immediata, altri ragionandoci sopra molto.


Indicazioni e controindicazioni all'uso della WAIS-R


Lo strumento va scelto in base alla finalità per cui deve essere usato, perchè la diversa finalità implica una diversa posizione emotiva e cognitiva sia di chi somministra che di chi risponde.
Per formulare una diagnosi è inoltre consigliato usare dati che provengono da fonti diverse, cmq in una batteria psicodiagnostica, la presenza di uno strumento che permette la valutazione delle capacità cognitive è quasi indispensabile, perchè è un aspetto importante per la valutazione del funzionamento della persona.
La somministrazione delle scale Wechsler è controindicata:

  • quando non c'è una sufficiente alleanza diagnostica
  • quando l'ansia d'esame è troppo elevata e compromette troppo la prestazione
  • quando il paziente assume farmaci che causano rallentamento psicomotorio
  • quando il paziente è confuso, delirante o allucinato (a meno che si voglia misurare proprio questa situazione cronica)
  • quando il paziente presenta deficit fisico tale da compromettere la prestazione
  • quando si vogliono indagare unicamente specifiche funzioni cognitive
  • quando si vuole ottenere l'indice di deterioramento o accertare la presenza di danno neurologico
  • quando si vuole fare una diagnosi di struttura
La WAIS-R è indicata invece:
  • per valutare le capacità cognitive del paziente (si quantificano le risorse cognitive a disposizione e se ne evidenziano i punti di forza e di debolezza)
  • per oggettivare alcuni vissuti di deficit
  • per misurare la capacità di affrontare le situazioni ansiogene e la tolleranza della frustrazione
  • per inferire quanto un disturbo psichiatrico incida su alcune competenze di tipo cognitivo che il paziente aveva precedentemente
  • per rilevare la comparsa di disturbi del pensiero, intesi come fallimenti nell'elaborazione dell'informazione 

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sabato 22 aprile 2017

Come disattivare le notifiche di Pinterest

Ti sei registrato a pinterest per poter pubblicare in santa pace le tue fotografie, ma invece sei sommerso dalle notifiche?
Nessun problema, fortunatamente è possibile disattivare questa funzionalità, o ridurla in modo sensibile, in modo da essere disturbato solo nei casi in cui è realmente necessario.

Intendiamoci, in alcuni casi le notifiche pinterest sono utilissime e doverose, e magari ti possono risultare anche molto utili per tenerti aggiornato su ciò che viene pubblicato, ma se ad esempio ti sei iscritto a pinterest solo per seguire i tuoi amici, allora è meglio sapere come impostare la sezione notifiche in modo che non sia troppo invasiva.


Come disattivare le notifiche di Pinterest


Ecco i passi da seguire per disabilitare le notifiche pinterest via web:
  1. Collegarsi a pinterest con la propria username e password
  2. Entrare nel proprio profilo
  3. Cliccare sul seguente link https://it.pinterest.com/settings
    o arrivarci tramite il percorso: click sull'ingranaggio di sinistra (da dentro il proprio profilo) -> Notifiche
  4. Impostare le notifiche su "Solo le persone che segui"
  5. Adesso, disattivare la voce "Via email"
  6. Nella sezione "Sul tuo telefono", cliccare su "Modifica le impostazioni delle notifiche push" ed impostare quale notifiche pinterest si vuole ricevere sul cellulare
  7. Infine, scegliere se disabilitare o meno la voce "Sul tuo desktop"

Come disattivare le notifiche di Pinterest

Cliccando su "Modifica le impostazioni delle notifiche push" si potrà gestire nel dettaglio ogni notifica pinterest per l'app mobile... con un po' di pazienza.

Notifiche push pinterest

Dopo aver settato con pazienza tutte le proprie preferenze di notifica, cliccare su Salva impostazioni (in basso a destra nella pagina).

Ed ecco fatto, ora pinterest è un po' meno invasivo e più personalizzato in base alle proprie esigenze.
Riceverai così solo le notizie che davvero ti interessano... o quasi :)
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Strumenti di valutazione della personalità (5/13): Diagnosi testologica

I test vengono usati per valutare quantitativamente e qualitativamente condizioni momentanee o durevoli di funzionamento psichico o singole funzioni e per rilevare tratti personologici, che perdurano e sono predittivi di comportamenti e/o sintomi futuri.
I test forniscono quindi dati utilizzabili per la diagnosi e per l'indicazione o la controindicazione ai trattamenti.
Nella maggior parte dei casi cmq, la finalità prioritaria del loro utilizzo è diagnostica.


Problemi comuni nella diagnosi testologica


Alcuni clinici sono convinti dell'utilità dei test a scopo diagnostico, altri no, cmq sia il processo di valutazione psicologica ha subito negli anni continue variazioni ed è stato influenzato dalle teorie assunte, di volta in volta, come riferimento.
Oggi si crede nella multicasualità del disturbo psichico e quindi i test consentono di individuare clusters di fattori che hanno un diverso grado di probabilità di essere associati a quadri psicopatologici, ma che non sono indicatori certi di psicopatologia.


Approccio psicometrico vs approccio clinico
L'approccio psicometrico serve per verificare l'attendibilità e la validità dei test, mentre l'approccio clinico tende a trascurare l'approccio psicometrico a favore di un atteggiamento interpretativo.
I clinici sono più interessati a trovare la risposta efficace per ridurre la sofferenza del paziente, mentre gli accademici sono più vincolati dalla necessità di una corretta metodologia di ricerca.
Nell'approccio clinico, inoltre, c'è la tendenza a porre l'attenzione sull'individuo, si enfatizza il metodo idiografico o idiotetico rispetto ad una comprensione basata sulla rilevazione della misura in cui un individuo differisce da altri individui (metodo nomotetico).
Inizialmente queste 2 posizioni erano contrapposte ed in conflitto tra loro, oggi invece si è orientati ad un approccio prototipico, che coniughi al suo interno elementi che appartengano ai sistemi classificatori categoriali e a quelli dimensionali.
Oltre alla valutazione psicometrica va dunque osservato: il contenuto delle risposte, gli aspetti formali, le verbalizzazioni del paziente, le osservazioni del clinico, le reazioni del clinico al paziente.
E' auspicabile cmq l'utilizzo di un approccio quantitativo, quando possibile, integrando le conclusioni cui si perviene con dati ed inferenze ottenute con l'approccio clinico.

Testing o valutazione psicologica
Quando alla misurazione dell'intelligenza si è affiancata la valutazione della struttura di personalità, si è modificato pure il ruolo del testista, che da rilevatore-misuratore e basta, si è trasformato in un professionista che deve fornire una valutazione psicologica complessiva del paziente.
Quindi dagli anni 80 non si usa più la parola testista ma test user, che ha competenze specifiche e si contrappone al clinico, a cui è demandato il compito della valutazione psicologica.

Quando e perchè somministrare i test
Nella pratica clinica è di scarsa utilità adottare a priori un approccio psicometrico o clinico, bisogna valutare invece cosa è meglio usare per il paziente (anche entrambi i metodi se necessario), in quanto la somministrazione dei test è un momento di un processo diagnostico.
I test servono sia al clinico che al paziente, in quanto il clinico chiede una diagnosi testologica quando ha bisogno di ulteriori dati, inoltre, i test in una situazione di incertezza diagnostica rilevano ostacoli non percepiti, valutano le risorse di personalità del paziente e gli aspetti deficitari e permettono il confronto con dati normativi.
Le controindicazioni possono essere quelle che il clinico si basi troppo sui risultati dei test, o che neghi le discrepanze, oppure ci può essere confusione se il clinico pensa di ottenere dati più oggettivi senza tener conto delle reali necessità del paziente.
I test permettono al paziente di riconoscere alcune modalità di funzionamento sue proprie, lo aiutano a capire la natura delle difficoltà che incontra nella vita quotidiana, attraverso un processo di generalizzazione.
I test sono controindicati su quei pazienti che hanno urgente bisogno di una presa in carico o in una situazione d'emergenza e risultano inutili quando il materiale emerge già dai colloqui.


Clinico e paziente


Nella maggior parte dei casi i pazienti sono favorevoli all'utilizzo dei test, anche se non bisogna mai dare per scontato questa cosa, perchè l'aspettativa del paziente è di solito quella di parlare con il clinico e di essere avviato immediatamente ad un trattamento.
Il paziente il più delle volte non è convinto dei vantaggi che gli posso derivare dai test, è spaventato e preoccupato, quindi la spiegazione dell'invito a compilare un test deve essere chiara ed adeguata al livello di comprensione del paziente.


Alleanza diagnostica
L'alleanza diagnostica ha poco a che vedere con quella terapeutica, in quanto la prima è più facile da ottenere della seconda.
La capacità di alleanza è strettamente connessa con la struttura della personalità e con la psicopatologia e raramente il materiale ottenuto riflette un'effettiva povertà del paziente, il più delle volte la povertà è indice di una mancata alleanza diagnostica.
Serve quindi una situazione relazionale mediamente buona che consenta una proficua collaborazione, altrimenti i dati raccolti possono essere imprecisi e scarsi.
Se si invia un paziente a fare un test prima di averlo sufficientemente ascoltato è probabile che il test non fornisca elementi utilizzabili.

Nontest factors
I nontest factors sono quegli elementi che possono interferire con il risultato del paziente e che non sono causati dalle caratteristiche specifiche dello strumento usato.
Esistono diverse griglie che possono essere usate per rilevare questi fattori e sono raggruppabili in 2 gruppi:
  1. Griglie per il ragionamento clinico: ad esempio griglie finalizzate a rilevare la correttezza metodologica delle procedure usate dal clinico durante la somministrazione o nel corso della correzione del protocollo (soprattutto x test di tipo cognitivo).
    Altre griglie invece servono ad evitare che il clinico salti dei passaggi del ragionamento clinico (es H. Teglasi ha costruito una griglia per la valutazione dei test narrativi che indica i passaggi da seguire).
  2. Griglie per valutare le condizioni nelle quali avviene il test: griglie che guidano il clinico nell'osservazione dei comportamenti del paziente (ad esempio quella di Naglieri include quesiti finalizzati a rilevare le strategie messe in atto dal soggetto).
Anche per le scale Wechsler o i nontest factors esistono griglie che valutano i criteri di somministrazione e correzione.

Chi somministra i test
Il test può essere somministrato dalla stessa persona che ha fatto il colloquio o da un'altra persona.
La somministrazione richiede una posizione emotivo-cognitiva diversa da quella assunta durante il colloquio ed il trattamento, che cambia a seconda dello strumento usato.
I test consentono di mostrare alcune cose difficilmente osservabili nel corso del colloquio, quindi il clinico deve tener conto che la scelta dello strumento e la specificità del punto di osservazione possono costituire essi stessi un bias, ed è solo l'esperienza che insegna ad usare punti d'osservazione diversi in rapida successione.
Se chi somministra i test è diverso da da chi fa il colloquio, è indispensabile che il paziente non si senta scaricato.
Si può cmq concludere che per un corretto processo diagnostico sono molto più utili i risultati di test somministrati in cieco, tramite l'uso di una batteria standard.


Criteri di scelta dello strumento


Non esiste un test unico che possa fornire tutte le informazioni necessarie, test diversi forniscono informazioni diverse, e la specificità dell'informazione è legata sia allo specifico test che allo specifico individuo che lo compila.
La scelta del test deve essere fatta in base alle informazioni che si vogliono ottenere e alla psicopatologia del paziente, ma purtroppo molte volte il clinico sceglie il test in base alla sua predilezione verso un determinato modello teorico e questo porta ad un uso improprio dello strumento e ad una scorretta valutazione dei dati.
Ogni test è costruito sul fondamento di un modello nosografico-descrittivo o interpretativo-esplicativo della personalità o su un modello specifico di disturbo psichico o su un modello di un costrutto.


Vantaggi e limiti della batteria standard e dell'approccio focale
Le batterie di test rivelano dati che riguardano ambiti diversi, però bisogna tener conto che la validità della batteria non sempre aumenta con l'aumento del numero dei test usati.
In molti casi la somministrazione della batteria è molto utile, però ha cmq flessibilità ridotta.
Esistono poi strumenti che indagano singoli problemi o singole aree, ed in questo caso la diagnosi non può esser fatta in cieco.
I vantaggi nell'uso di questo tipo d'indagine dipendono dalle capacità del clinico di trovare gli strumenti adatti al compito e cmq questa scelta spesso riduce la possibilità di ragionamento clinico e la generalizzazione delle risposte, in quanto gli elementi sono troppo ridotti.
Ogni test ha una zona cieca che deve essere osservata con altri strumenti, quindi l'uso di altri strumenti può rappresentare un fattore di correzione.


Ragionamento clinico e diagnosi testologica


Una diagnosi testologica dovrebbe fornire dati per effettuare una diagnosi nosografica, formulare ipotesi sul funzionamento cognitivo, emotivo, interpersonale ed intrapsichico, fare una prognosi e dare un'indicazione o controindicazione al trattamento, e per ciascuna di queste aree esistono strumenti mirati oppure possono essere estratti alcuni dati da test che misurano più tratti, inoltre singoli tratti possono essere valutati con strumenti diversi.

Elaborazione dei dati dei test
I diversi processi di valutazione dei dati sono stati formalizzati da alcuni autori in 2 diversi gruppi di modelli: i modelli problem solving, modelli centrati sulla specificità del rapporto clinico-paziente.
In questi modelli si cerca di esplicitare come ragiona il clinico nella somministrazione e nell'elaborazione, di come formula ipotesi e le verifica.
Il clinico esperto usa la discrepanza dei dati ricavati con le ipotesi fatte per evitare generalizzazioni improprie e come segnale per la necessità di un approfondimento.

Stesura della relazione diagnostica
Una relazione può essere articolata secondo 3 diversi modelli:
  1. modello focalizzato sull'ipotesi che si vuole validare: più frequentemente usato
  2. modello focalizzato sulle aree: per una valutazione diagnostica globale, vengono indicati i punti di forza e debolezza del paziente, a causa del grande numero di informazioni che fornisce è bene suddividerla in 3 parti (descrittiva, ipotesi formulate, ipotesi diagnostica)
  3. modello orientato sui singoli test: usato dai meno esperti perchè di facile comprensione
La stesura della relazione è il momento in cui il clinico si confronta con la propria capacità di ragionamento, la relazione psicodiagnostica è la sede in cui viene data una spiegazione scientifica a ciò che è stato rilevato ed il clinico è responsabile a tutti gli effetti di ciò che scrive nella relazione.

Stesura della relazione per l'inviante
Il modo in cui chi somministra i test incide in misura rilevante sul prodotto finale, la relazione testistica.
In generale:
  • la relazione deve essere scritta in un linguaggio chiaro, comprensibile per chi legge
  • le relazioni troppo lunghe perdono d'incisività
  • si può usare uno stile clinico, scientifico o letterario
  • bisogna tener conto sia del quesito posto dall'invitante sia della sua competenza tecnica
  • il materiale presentato è solo un campione di tutto il materiale raccolto
  • il materiale presentato deve essere spiegato, evitando sigle, percentuali e rapporti poco comprensibili per i profani
  • se si fanno congetture, bisogna specificarlo
  • è utile evidenziare possibili discrepanze ed il materiale che comprova ipotesi contraddittorie
  • quando si fanno delle generalizzazioni, queste dovrebbero essere seguite da descrizioni concrete, riducendo così la possibilità di interpretazioni erronee 

Stesura della relazione per il paziente
Il paziente ha diritto ad un feedback dopo esser stato sottoposto ad un test.
Questa comunicazione deve avvenire in forma orale e le informazioni da fornire al soggetto devono essere scelte con cura.
Di solito è meglio che la comunicazione non venga fatta da chi somministra i test (meglio se la fa il clinico), inoltre alcuni dati possono venir comunicati più facilmente di altri.
Non sempre è possibile fare un resoconto completo, la scelta delle informazioni da comunicare va fatta in base a valutazioni cliniche e varia da paziente a paziente.

Errori frequenti
Le maggiori critiche fatte alle relazioni psicologiche sono mancanza di chiarezza, vaghezza, uso eccessivo del gergo, bias teorico, inattendibilità e sovrageneralizzazione.
Il clinico può inoltre sbagliare la modalità di comunicazione con il collega, e si può dire che non esiste una relazione che risponde a tutti i quesiti che il clinico si pone su un paziente.
La maggior parte dei problemi nella valutazione testistica è di carattere epistemologico (es. mancanza di una chiara definizione del costrutto da misurare).


Conclusioni


Alcuni conclusioni sull'utilizzo dei test sono:
  • nel mercato è disponibile un certo numero di test complessivamente affidabili, però l'utilizzazione ottimale di questi strumenti richiede una formazione lunga e complessa (oltre che alcune doti specifiche ed una buona alleanza con il paziente)
  • un singolo test rischia di fornire informazioni parziale potenzialmente inattendibili, per questo ormai è preferibile usare una batteria di test
  • i test non sono strumenti asettici, sono influenzati da variabili di contesto, di motivazione, di relazione, ecc...
  • per fare una relazione ci vuole una certa capacità
  • occorre inserire il test in un solido quadro di riferimento
  • la somministrazione di un test non rappresenta mai una scorciatoia conoscitiva
  • i test sono strumenti vivi e vitali e sono quindi soggetti a modificazioni 

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venerdì 21 aprile 2017

Creare l'app del tuo sito web (Mit App Inventor 2)

Un esercizio facile facile, che però potrà darti subito una bella soddisfazione personale, è quello di creare l'app per il tuo sito web, tramite ovviamente Mit App Inventor 2.

Trattasi quindi della creazione di un'applicazione per cellulari android, che sia in grado di riprodurre fedelmente il tuo sito internet.

Ma perchè fare ciò se già si ha un sito internet online?
Semplice, per aumentare le visite, grazie alla presenza del proprio sito, anche nel play store di google.

Ma vediamo subito come fare.


Come creare l'app del tuo sito web con Mit App Inventor 2


Per poter avere un'app per cellulare del proprio sito internet, occorre soddisfare due semplici requisiti:
  1. Possedere un sito web responsive: ovvero avere già un sito internet che si adatti in automatico alle varie dimensioni dei cellulari
  2. Saper usare mit app inventor 2, o semplicemente, continuare a leggere questo post :)

Andiamo subito a creare un nuovo progetto in appinventor2 e posizioniamoci nei componenti disponibili (Palette), nella sezione Interfaccia utente (User interface).

Il componente che dobbiamo trascinare nel visualizzatore è il VisualizzatoreWeb (WebViewer).

Creare l'app del tuo sito web (Mit App Inventor 2)

Possiamo lasciare i parametri di altezza e larghezza automatici, ed andare ad inserire l'indirizzo del nostro sito web nell'apposito campo chiamato UrlIniziale (HomeUrl).
Inoltre, se vogliamo che il nostro sito si apra senza ulteriori barre, andiamo a cliccare su screen e a nascondere il titolo, defleggando il campo TitoloVisibile (TitleVisible).

Web Viewer

A te poi la scelta se mettere lo screen su responsive, o se abilitare o meno la rotazione dello schermo (e quindi dell'intero sito).

Praticamente abbiamo già finito.
Prova a lanciare la tua app con l'emulatore o tramite l'app di app inventor (sembra un gioco di parole), per poter ammirare immediatamente l'app android del tuo sito internet.

Oggi è un altro post

Come dicevo all'inizio di questo post, il sito web di base dovrà essere responsive.
Se quindi il tuo sito lo è, il risultato finale sarà ottimo, e potrai navigare tranquillamente tutte le sue pagine dalla tua app per cellulare, ed addirittura vedere la pubblicità adsense, se presente (quindi non perderai niente a livello di eventuali incassi dovuti alle visite del tuo sito)... questo chiaramente non risponde all'osannata domanda "come mettere la pubblicità su app inventor 2" (magari con admob)... ma è una magra consolazione nella creazione di una propria app/sito web.

Ovviamente questo è solo un esempio basilare e banale (clicca qui se vuoi scaricare il progetto .aia).
Una vera app per un sito web ha anche delle funzionalità extra che il browser magari non ha... ma diciamo che questo è un buon inizio per avere la prima applicazione per il proprio sito internet, da distribuire sul play store o anche solo agli amici passandogli l'apk... oppure solo per uso personale.

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Fear the Walking Dead

La serie tv "Fear the Walking Dead" è un programma televisivo andato in onda per la prima volta nel 2015, del genere horror/drammatico, i cui protagonisti sono nuovamente gli zombi.

Trattasi ufficialmente del prequel / spin-off della più celebre tv series the walking dead, anche se a dire la verità, potrebbe essere considerata una serie parallela, dato che cronologicamente parte più o meno nello stesso periodo.

Fear the Walking Dead


Trama


A Los Angeles e poi in tutto il resto del mondo, scoppia una strana epidemia, dove le persone morte tornano in vita divenendo degli zombies assetati di sangue.
I morti viventi crescono di numero giorno dopo giorno, e la popolazione è costretta a fuggire dalle grandi città, cercando rifugio dove meglio può.
In questo contesto si svolgono le vicende della famiglia allargata dei Clark, più una serie di altri personaggi che incontreranno durante la loro fuga per la salvezza.
Travis Manawa, il compagno di Madison Clark, cercherà di mettere in salvo la propria famiglia, anche se i vari figli adolescenti gli daranno un gran filo da torcere.


Recensione


Cosa dire di questo Fear the Walking Dead... la domanda sporge spontanea... dopo tanti film sugli zombie, ce ne era proprio bisogno?
La risposta è, si, questo è un genere che non stanca mai.
Certo, bisogna saperli fare bene i film o le serie televisive sui morti viventi, altrimenti si sfiora il ridicolo ed il trash, ma per fortuna non è questo il caso.
Questo "Fear the Walking Dead" è infatti un discreto prodotto, interessante come trama e con dei personaggi abbastanza credibili.
Certo, se paragonato con l'originale walking dead, questa nuova versione sembra quasi un prodotto amatoriale, ma nel complesso diciamo che è un buon blockbuster serie d'intrattenimento, quantomeno per ingannare l'attesa per l'uscita di una nuova stagione della serie con Rick.

Fear the Walking Dead è ad oggi una serie tv ancora in corso, con 2 stagioni uscite, e con altre due in produzione, o quantomeno confermate.

Non starò a citarvi nessuno dei personaggi di questa serie tv, che tra l'altro non vanta alcun attore famose, fatta eccezione per il co-protagonista Travis Manawa, interpretato dall'attore neozelandese Cliff Curtis, già apprezzato come personaggio secondario in un discreto numero di film per il cinema e la televisione.

Rispetto all'originale serie sugli zombi, in Fear the Walking Dead forse c'è un po' meno sangue, ed è anche meno cruenta, ma ovviamente pure qui non mancano le scene splatter.
Inoltre le ambientazioni, almeno nelle prime serie, sono un po' diverse, in quanto si giunge fino al Messico.

Musiche direi irrilevanti, mentre le ambientazioni sono invece più che dignitose, con un'atmosfera generale post apocalittica, da fine del mondo, come ci si aspetterebbe in un prodotto di questo genere.

Riassumendo: Fear the Walking Dead, nulla di nuovo all'orizzonte, ma comunque una buona serie tv sugli zombi.

giovedì 20 aprile 2017

La gestione dello schermo screen (Mit App Inventor 2)

Oltre a tutti i vari comandi, i blocchi, le funzioni, le procedure, in Mit App Inventor 2 è possibile gestire anche lo schermo (screen).

Un'applicazione appinventor infatti, può avere uno o più schermi, con colori, orientamento ed impostazioni diverse, configurabili facilmente tramite interfaccia visiva in fase di progettazione, oppure tramite i blocchi (blocks)... vediamo quest'ultimo caso.


La gestione dello schermo screen in Mit App Inventor 2


Per cambiare le proprietà dello schermo in app inventor, entrare in blocchi e cliccare su screen.

In questa sezione sarà possibile, sia reperire tramite codice varie informazioni sullo schermo del cellulare in uso, come le dimensioni (altezza e larghezza), il colore di sfondo impostato nell'app, ed anche l'orientamento dello schermo.

La gestione dello schermo screen (Mit App Inventor 2)

A parte scoprire i vari parametri dello schermo ed eventualmente modificarli in base alle necessità, una funzionalità base che sicuramente userete in quasi tutte le vostre app sarà il blocco Per sempre quando screen inizializza (when screen initialize) che sostanzialmente consente di compiere azioni, come valorizzare variabili, all'apertura della vostra app parte, quando lo schermo in questione viene caricato.

Un'altra funzionalità utile è quella che consente di catturare gli errori del vostro gioco app inventor 2.
Tramite il blocco Per sempre quando screen si è verificato un errore (when screen error occurred), potrete intercettare gli errori senza far chiudere la vostra app.
Questa gestione degli errori di app invetor 2, può tornare sicuramente utile nei casi l'utente possa in qualche modo far generare all'app un errore che potrebbe in qualche modo causare un crash/interruzione del programma.
Impedendo quindi di far bloccare la vostra applicazione, potrete anche mostrare a video l'errore generato.

gestione degli errori di app invetor 2

Le altre funzionalità del blocco screen di app inventor consentono di cambiare colore di sfondo, cambiare immagine di sfondo, cambiare orientamento dello schermo, far sparire la tastiera, gestire la pressione del tasto indietro (il tasto back, ovvero quello usato per uscire dall'app), più altre utili funzioni.

Trovate un progetto .aia con qualche esempio a questo link.

Saper gestire le proprietà dello schermo, è una skill fondamentale ad esempio, per creare app responsive con app inventor 2, ovvero dei programmi che possono cambiare le dimensioni degli oggetti in essi contenuti, a seconda delle dimensioni dello schermo dell'utente.
Ma questo è solo un esempio delle tante cose che è possibile gestire con la sezione screen di appinventor, il resto lo scoprirete solo con la pratica.

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Train de vie - Un treno per vivere

Train de vie - Un treno per vivere è un film commedia, drammatico del 1998 diretto da Radu Mihăileanu, con Lionel Abelanski, Rufus, Clément Harari, Michel Muller, Agathe de La Fontaine, Johan Leysen, Bruno Abraham-Kremer, Marie-José Nat, Gad Elmaleh.

Train de vie - Un treno per vivere

Trama

Un piccolo e tranquillo villaggio ebraico dell'Europa dell'Est riceve una terribile notizia: i nazisti vogliono deportarli tutti nei campi di concentramento.
I saggi del villaggio allora si radunano per cercare di trovare una soluzione che li possa mettere in salvo, ma tutte le idee non sembrano portare a nulla, tutte tranne quella del pazzo del paese, Shlomo.
Lo scemo del villaggio infatti, ha un'idea stravagante quanto geniale, ovvero fingere che alcuni di loro siano dei tedeschi, in modo da organizzare un finto treno di deportazione, che in realtà li riporti tutti in salvo in Palestina.


Recensione

Train de vie - Un treno per vivere è film che parla in modo ironico della Shoah.
Questa commedia con tratti drammatici infatti, prende in giro proprio tutti.
Non esistono solo i buoni ed i cattivi qui, ma da tutte le parti in gioco vengono derise a turno, senza alcun riguardo. Ebrei, tedeschi, zingari, non importa, lo stereotipo da prendere in giro è sempre dietro l'angolo.
Ma questo è comunque un film sano, che con l'autoironia sa far riflettere ed al tempo stesso divertire, con alcune scene davvero esilaranti.
Non tutto è riuscito al meglio in questo "Train de vie - Un treno per vivere", tuttavia nel complesso ci troviamo davanti ad un buon film, con un finale (che non vi spoilero) che lascia un po' l'amaro in bocca.

Link alla scheda del film su wikipedia

mercoledì 19 aprile 2017

Convertire secondi in ore / minuti (Mit App Inventor 2)

Qui di seguito andrò a spiegare come costruire una funzione per convertire i secondi in ore e minuti, tramite Mit App Inventor 2.
Tramite questa procedura infatti, che potrete importare nei vostri progetti, potrete mostrare a video una sorta di orologio, che indica il tempo che passa convertito nel formato ore/minuti/secondi.

Vediamo dunque come si fa e cosa serve per creare questa funzione appinventor.

Convertire secondi in ore / minuti (Mit App Inventor 2)

Come convertire i secondi in ore e minuti con Mit App Inventor 2


Per poter realizzare la seguente funzione, occorre aggiungere al nostro progetto, il componente orologio (clock), presente nella sezione Sensori (sensors).

Non starò a spiegare che bottoni aggiungere e che label usare in questo esempio, perchè questa funzione può essere utilizzata per la conversione del tempo in app inventor, sia per creare un orologio che gira in tempo reale, sia per salvare il tempo totale trascorso durante una partita ad un videogioco da voi creato.

La funzione di conversione ore / minuti / secondi, consiste nella creazione di una procedura (procedure), con i seguenti parametri: secondi, minuti, ore, risultato.

Il primo controllo da fare è sicuramente se il valore passato per i secondi è un numero, tramite il blocco della sezione numeri (numbers) chiamato E' un numero? (is number?).

Successivamente andranno fatti i consueti calcoli per dividere le ore ed i minuti, e si potrà utilizzare la funzione dell'orologio chiamata Esegui orologio da millisecondi a minuti (Call clock Duration to minutes duration), alla quale andranno passati i millisecondi (1 secondo x 1000).
Andrà poi fatto lo stesso per le ore con la Esegui orologio da millisecondi a ore (Call clock duration to hours), più altri controlli che non starò qui a spiegare nel dettaglio.

Funzione ora/min/sec

Infine andrà restituito il risultato formattato nel formato desiderato (es. hh/mm/sec), da passare poi tramite la procedura app inventor alla variabile/label da valorizzare.

chiamata alla procedura app inventor

Questa funzione ora/minuti/secondi app inventor 2, chiamiamola così, può ovviamente essere adattata e migliorata per svolgere la conversione del tempo nella maniera che più vi aggrada (es. convertire solo i minuti in ore, i secondi in giorni, ecc...).
A questo link trovate il progetto .aia dove poter scaricare la funzione.

Per usare questa funzione nei vostri programmi, basta importare il progetto, copiare la funzione nel backpack, aprire la vostra app, ed inserire i blocchi copiati nel back pack dentro la vostra app.
Se necessario, rinominare qualche campo, ed ovviamente, aggiungere l'orologio al vostro progetto.

Questa funzione app inventor 2 quindi, risponde alle domande tipo: "quante ore sono 3600 secondi? quanti minuti sono 300 secondi?" ecc... e come dicevo sopra, può essere adattata ad ogni tipo di conversione temporale necessaria.

Al di là della guida in sè comunque, ora sapete come creare una funzione in app inventor, che male non fa.

L'oggetto timer/orologio, può chiaramente essere usato anche per ben altri scopi, ed è uno dei componenti più potenti ed utilizzati in appinventor2.
Quindi, la conoscenza completa di questo oggetto, prima o poi vi tornerà sicuramente utile per la realizzazione di qualche programma o gioco per cellulare android.

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