sabato 8 aprile 2017

Leggi il post

Strumenti di valutazione della personalità (1/13): Evoluzione della psicologia clinica

Il primo psicologo clinico della storia è stato Lightner Witmer, che ha fondato la prima psychological clinic per bambini con problemi di adattamento, nel 1896.
Per quanto riguarda l'evoluzione della psicologia della misura delle differenze individuali, ci sono alcune date significative: nel 1869 iniziano gli studi di Francis Galton (che focalizza l'attenzione sull'individuo e sulle differenze tra individui, introduce il concetto di misura quantitativa di queste differenze, da importanza all'analisi statistica dei dati psicologici, usa misure psicologiche per lo studio e la classificazione degli individui), nel 1890 James McKeen Cattell introduce il termine mental test, e nel 1894 sviluppa una batteria di reattivi che viene usata per valutare le abilità mentali di alcuni studenti.
In Europa, Emil Kraepelin propone un sistema di classificazione delle malattie mentali che presto si diffonde anche in America.
Jean Charcot e Pierre Janet, invece, propongono delle ipotesi sull'eziologia dell'isteria (dalle quali inizieranno poi le riflessioni di Freud).


L'evoluzione della psicologia clinica


Con il 1896 termina la grande depressione ed iniziano 15-20 anni (prima della guerra mondiale) di grande benessere e sviluppo economico, nei quali gli USA diventano la prima potenza industriale ed economica del mondo.
Gli anni 20 invece si chiudono con la più grossa crisi economica mai verificatasi nella storia del capitalismo.


Dal 1896 agli anni 40
Nel 1909 lo psichiatra William Healy inizia a lavorare alla Behavior clinic di Chicago, venendo considerato l'antagonista di Witmer.
Healy entra in rapporto con un gran numero di agencies e di istituzioni, mentre Witmer si muove esclusivamente nell'ambito scolastico.
In quegli anni le teorie di Freud si diffondono molto tra gli psicologi che si occupano di bambini e di malati mentali, anche se Witmer si dimostra ostile a queste teorie dinamiche.
Nel 1905 esce la scala Binet Simon e Witmer non modificando i suoi strumenti, li fa diventare obsoleti.
Nel 1916 Terman pubblica la Stanford Revision della scala Binet Simon ed introduce il concetto di Quoziente di intelligenza.
In quegli anni si ha un incremento dell'uso dei test psicologici ed il ruolo degli psicologi clinici viene relegato a somministratori di test (ruolo quindi di secondo piano).
Nei primi 15 anni del ventesimo secolo la psicologia clinica registra alcuni progressi consistenti, vengono aperti laboratori per la ricerca anche negli ospedali psichiatrici.
Durante la prima guerra mondiale, nel 1917, vengono costruiti per l'esercito alcuni test psicologici (army alpha, army beta, personal data sheet) che danno un grande impulso alla psicologia applicata, anche se ciò porta ad una sempre maggiore identificazione della psicologia clinica con la testologia.
I pochi psicologi clinici si uniscono con i molti testisti per fondare l'American association of clinical psychologists, uscendo dall'APA, nella quale rientreranno 2 anni dopo fondando la clinical psychology section.
Nel 1921 esce il test di Rorschach, mentre nel 1935 l'APA sancisce che la psicologia clinica è una scienza applicata.
Nel 1938 Murray crea il TAT e in quegli anni l'influenza della psicoanalisi sposta progressivamente l'interesse degli psicologi americani dalla valutazione delle abilità intellettive allo studio della struttura della personalità e dei problemi affettivi ed emotivi.
Verso la fine degli anni 30 Allport sottolinea l'importanza dell'approccio idiografico (incentrato sulla comprensione dell'individuo nella sua unicità) contro l'approccio nomotetico (che si occupa delle regolarità generalizzabili a livello individuale).
In questi anni gli psicologi clinici assumono in numero sempre maggiore un ruolo anche terapeutico.

Il secondo conflitto mondiale ed il dopoguerra
La qualità dei servizi richiesti agli psicologi clinici durante la seconda guerra mondiale ed il numero relativamente ristretto di professionisti in grado di assolvere a essi, furono uno degli elementi che rivoluzionò gli scopi del lavoro clinico in psicologia e i relativi standard di addestramento.
Lo sviluppo della psicologia applicata e della psicologia clinica in questi anni, è però un fenomeno soprattutto americano.
Nel 1946 il national mental health supporta la ricerca e l'addestramento in psicologia clinica, facendo diventare realtà la psicologia clinica come disciplina e come professione.

Dagli anni 50 agli anni 60
Negli anni 50 vengono affrontati in USA alcuni problemi di carattere legislativo, che mirano ad un riconoscimento dello stato giuridico e del ruolo professionale e a proteggere il pubblico da operatori che non abbiano svolto un training qualificato.
Nascono leggi di licensure (permesso di praticare la psicologia clinica) e certification (permesso di usare il titolo di psicologo).
Negli anni 60 nascono e si diffondono in tutto occidente i movimenti per la salute mentale e per la psichiatria di comunità che si propongono come alternativa all'ospedalizzazione a lungo termine per i malati mentali e riconsiderano le tradizionali tecniche terapeutiche.
Quindi il ruolo degli psicologi clinici si apre alle attività di servizio all'interno delle comunità e alla fine degli anni 60 la psichiatria di comunità perde molta della sua forza.
Il mental health act del 1959 pone le condizioni perchè le strutture psichiatriche intermedie (day hospital, social clubs, ecc...) diventino strumenti essenziali di assistenza pubblica ai malati di mente, e la comunità terapeutica diventa l'altra istituzione alternativa ai modelli tradizionali di cura psichiatrica.

Dagli anni 70 ai primi anni 80
Negli anni 70 si ha il declino delle tecniche di assessment, ed un aumento dell'interesse per l'attività psicoterapeutica, con la nascita di molteplici scuole.
Nel 1973 l'american psychiatric association prende posizione contro i non medici, relegando queste figure in ruoli subordinati alla supervisione ed al controllo di uno psichiatra, e nel 1975 sempre quest'ente, definisce il trattamento delle malattie mentali come psicoterapia medica, che può essere esercitata solo da un terapeuta con formazione in medicina psichiatrica.
In questi anni gli psicologi clinici e gli psichiatri si accorgono di svolgere più o meno le stesse mansioni e nascono conflitti tra le 2 professioni, e nel 1958 l'american psychiatric association rigetta ogni precedente accordo sul diritto degli psicologi di esercitare la psicoterapia, ma l'american psychological association si oppone a questa decisione.
Nel 1959, T.S. Szasz fa notare che diverse figure non mediche hanno contribuito in maniera sostanziale allo sviluppo della psicoterapia (es. Anna Freud, la Klein, Fromm, ecc...).
Nel 1977, Kiesler afferma che gli psichiatri durante l'università ricevono solo poche nozioni di tipo psicologico, mentre gli psicologi non hanno nozioni mediche ma psicologiche e pratiche, e questo studioso conclude dunque che chi ha bisogno di un trattamento farmacologico dovrebbe rivolgersi ad uno psichiatra, mentre tutti gli altri dovrebbero rivolgersi ad uno psicologo.

Dalla metà degli anni 80 ad oggi
In Italia, nella seconda metà degli anni 80 si giunge alla regolamentazione della professione con la legge 56 del 18 febbraio 1989, che oltre all'abilitazione alla professione di psicologo, regolamenta anche l'esercizio dell'attività psicoterapeutica consentendola previo conseguimento di una specializzazione post laurea a laureati in psicologia e medicina.
Nei primi anni 90 nascono molte scuole private di formazione alla psicoterapia, con riferimento a diversi e specifici orientamenti teorici e applicativi.
Nel 2001 sono state istituite diverse sezioni dell'albo degli psicologi: la sezione A (psicologo con laura specialistica in psicologia della durata di 5 anni) e sezione B (dottore in tecniche psicologiche per i contesti sociali, organizzativi e del lavoro oppure dottore in tecniche psicologiche per i servizi alla persona e alla comunità, con durata di 3 anni di studi).


Gli psicologi clinici del futuro


Gli psicologi clinici sono indotti a studiare strategie di intervento che rispondano al motto, "di più con meno".
Le capacità diagnostiche e di pianificazione dei trattamenti di pazienti sempre più difficili che devono essere aiutati sempre in meno tempo e a costi sempre più ridotti, costituiscono un tool professionale degno del massimo sviluppo da parte degli psicologi clinici.
Attualmente il mercato della psicoterapia è ormai saturo e bisognerebbe ingegnarsi nell'intraprendere altre vie per poter aiutare il paziente sotto altri fronti.
Secondo Chiland, se si vuole migliorare lo statuto degli psicologi clinici, occorre migliorare la formazione.


 Prossima lezione >>


Torna all'elenco delle lezioni

 

venerdì 7 aprile 2017

Colori (Mit App Inventor 2)

Oggi ne vedremo di tutti i colori su Mit App Inventor 2... ok, ho fatto la battuta :)
L'argomento di oggi è infatti la gestione del colore in app inventor.

Ogni applicazione android che si rispetti, deve avere un suo set equilibrato di colori, che fanno parte della grafica del gioco (o dell'app).
Sapere come equilibrare bene i colori e come combinarli è una cosa da grafici, che esula da questa guida, nella quale invece vi spiegherò brevemente come colorare oggetti in app inventor.


I colori i Mit App Inventor 2


Per poter dare uno specifico colore ad un oggetto, che sia un bottone, uno schermo, una label/etichetta, una tabella, o altro, si può agire in sostanzialmente in due modi.

Colorare un bottone tramite l'interfaccia di progettazione

Si tratta di agire dalla schermata progettazione (designer) e di cambiare a mano i campi delle proprietà (properties) dell'oggetto (ad esempio un bottone), inserendo il colore sfondo (background color) ed il colore testo (text color), scegliendo uno dei valori preimpostati disponibili.

Colori (Mit App Inventor 2)


Colorare un oggetto app inventor 2 da codice


Vediamo invece come colorare un oggetto dalla sezione blocchi (blocks).
Andiamo ad aggiungere ad esempio un pulsante (button) che al click cambia il colore di sfondo e di testo di un'etichetta (label).

Le proprietà da settare saranno la Imposta etichetta colore sfondo (set label background color) e la  Imposta etichetta colore testo (set label text color).

Cliccare poi sulla sezione dei blocchi app inventor chiamata colori (colors), e trascinare il colore desiderato.

Trascina il colore desiderato

Con questo metodo stiamo usando i colori predefiniti di app inventor, altri colori aggiuntivi li possiamo trovare cliccando sul colore dopo averlo trascinato nei blocchi.

Altri colori

Ma se volessimo utilizzare dei colori specifici che troviamo online, che magari non sono presenti in app inventor?
Semplice, basta conoscere il codice RGB del colore che si vuole utilizzare, ed andarlo ad aggiungere al nostro programma tramite il blocco crea colore (make color). Nel quale andare ad aggiungere i 3 numeri da 0 a 255 rappresentanti i valori dei colori rosso, verde, blu.

RGB

Se volete ricavare l'rgb di un colore da mettere poi in app inventor, questo mio post può darvi una mano.

L'ultima funzione presente in app inventor 2 per la gestione dei colori si chiama componenti colori (split color), che ritorna una lista (list) contenente 4 elementi che rappresentano i componenti rosso, blu, verde ed alfa (valori da 0 a 255).
Al momento però non mi viene proprio in mente a cosa possa poter tornar utile lo scomporre un colore in più parti... ma non si sa mai nella vita :)

Trovate il progetto .aia di questa lezione a questo indirizzo.

E con i colori di app inventor 2 è tutto, spero che questo breve tutorial vi abbia schiarito un po' le idee (altra battuta) sull'argomento :p
I bottoni colorati app inventor, o qualsiai altro elemento voi vogliate rendere più vivace, ora sarà un gioco da ragazzi per voi poterli realizzare.

Tornare all'elenco delle lezioni

Duplicare progetto (Mit App Inventor 2)

Hai trovato online un progetto mit app inventor 2 che vorresti fare tuo, ma ha un nome che proprio non ti piace?
O semplicemente, ad esempio, vuoi creare una copia del progetto app inventor per poi editarlo senza paura di far danni?

In entrambi i casi, nessun problema, dato che è possibile duplicare un progetto app inventor quante volte si vuole ed in maniera molto semplice... talmente semplice che a momenti non servirebbe neanche questa guida... ma non si sa mai nella vita :)


Come duplicare un progetto Mit App Inventor 2


Per poter clonare un progetto app inventor, una volta, due volte o quante volte ci pare, basta seguire questi semplici passaggi:
  1. Collegarsi ad app inventor 2
  2. Se necessario, se il progetto non è tuo, importarlo nella piattaforma (se non sai come fare leggi questo post)
  3. Entrare nel progetto da duplicare
  4. Cliccare su Progetti (Projects)
  5. Cliccare su Salva progetto come (Save project as)
  6. Scegliere un nuovo nome per il progetto e poi salvare dando l'Ok.

Duplicare progetto (Mit App Inventor 2)

Ebbene si, per duplicare un progetto app inventor, basta fare un semplice salva con nome :)

Sembra una banalità ed in effetti lo è, ma visto che ad esempio per duplicare altri oggetti di appinventor bisogna un po' scerverlarsi, magari non ti era venuta subito in mente la soluzione più banale, quella che si ha proprio davanti agli occhi :)

Tra l'altro questa procedura può tranquillamente venir usata per rinominare un progetto app inventor... basta fare salva con nome e poi cancellare il vecchio progetto.

PS Una volta duplicato il procetto mit però, bada bene, devi attendere un attimo che questo venga ricaricato nella piattaforma... nel caso tu volessi subito iniziare a lavorarci.

Well, duplicate project app inventor 2, done!

Torna all'elenco lezioni

Come verificare correttezza sitemap online

La sitemap del tuo sito è corretta?
Come che cos'è una sitemap??? Trattasi di un file di tipo xml, contenente la struttura principale di un sito internet, con tanto di link alle varie pagine/sezioni.

A cosa serve la sitemap?
La sitemap serve agli spider dei motori di ricerca per indicizzare meglio un sito web.
Ovvero, quando google comincia ad analizzare il tuo sito, se trova la sitemap la naviga, e se questa è fatta bene, tutte (o quasi) le pagine del sito/blog vengono aggiunte ai risultati di ricerca.

Se hai capito il funzionamento della sitemap, e quindi la sua importanza, avrai anche capito che potresti voler verificare la correttezza della sua struttura, senza la quale, i motori di ricerca ti risponderanno picche, ed il tuo sito risulterà poco visibile online.


Come verificare la correttezza di una sitemap online


Per poter controllare che una sitemap sia corretta, puoi utilizzare un tool online offerto niente pocodimeno che dal motore di ricerca russo yandex.
A dire il vero di tool per validare sitemap online (e non) ce ne sono parecchi, ma io mi sono trovato bene con yandex, che è gratuito e privo di registrazione.

Collegati dunque al seguente indirizzo internet:
https://webmaster.yandex.com/tools/sitemap/

Ora, clicca sul bottone url ed inserisci l'indirizzo completo della tua sitemap (es: http://www.oggieunaltropost.it/sitemap.xml), poi premi il pulsante check.

Dopo aver atteso la fine dell'analisi, se tutto sarà andato a buon fine, vedrai scritto "No errors found".
E questo vorrà dire che la sitemap del tuo sito è ok.

Come verificare correttezza sitemap online

In alternativa, se vuoi copincollare la tua sitemap in formato testo, puoi utilizzare la voce text di yandex, oppure la voce file, se per caso preferisci caricare online il file xml.

Quale che sia il metodo da te scelto, assicurati che la tua sitemap non contenga errori, in modo da poter ottimizzare al meglio la scansione sul tuo sito, ed ottenere magari qualche visita in più sulle tue pagine web.

The Walking Dead

Se i film sui morti viventi sono la tua passione, allora la serie televisiva The Walking Dead fa proprio al caso tuo.
Protagonisti indiscussi di questa serie tv andata in onda per la prima volta nel 2010, gli zombi e tutto il mondo che li circonda, sono qui magnificamente rappresentati, in una fiction piena di suspance e di colpi di scena.

The Walking Dead


The Walking Dead Serie TV

Trama

La trama di The Walking Dead è semplice quanto articolata.
Un misterioso contagio ha colpito il mondo, un contagio che tramuta i morti in zombie assetati di sangue.
Una è la regola fondamentale di questo nuovo mondo apocalittico: se vieni morso muori e ti trasformi a tua volta in morto che cammina.
In questo disastroso scenario si svolgono le vicende di vari gruppi di sopravvissuti, tra i quali un nome in particolare spicca per tenacia ed istinto di sopravvivenza: Rick Grimes.
Con uno scopo ben preciso, difendere la propria famiglia ed il suo gruppo di amici, Rick farà davvero di tutto pur di non fallire.
In un mondo ormai dominato dagli zombie, i sopravvissuti diventano sempre più selvaggi e senza scrupoli, tanto da diventare loro stessi il pericolo numero uno per gli altri esseri umani.

Recesione

Dopo il primo film di Romero, molti sono stati i film sugli zombie.
Per lo più scemate, fatta eccezione per qualche raro titolo degno di nota.
Dopo molti anni di insuccessi di film ripetitivi su questo abusato genere horror, ecco che arriva una serie televisiva decisamente fuori dagli schemi, The Walking Dead.
In The Walking Dead infatti, non prevale solo il lato horror della cosa, comunque ben curato e davvero splatter, ma c'è tutto un aspetto legato alla psiche dei vari personaggi.
Uomini che diventano sempre più bestie mano a mano che il mondo va sempre più verso la fine.

Dopo ben 7 stagioni, e con un'ottava (e forse ultima?) già annunciata, The Walking Dead non ha ancora stancanto, ed anzi, dopo la fine di ogni puntata, non si vede l'ora di guardare la successiva.

Non citerò tutti i vari protagonisti di questa serie, dato che come nel trono di spade, anche qui può morire chiunque, pure i personaggi più quotati.
Chi morirà nella prossima stagione di "The Walking Dead"? E' la domanda che ci si pone ogni volta che ne finisce una.

The Walking Dead è dunque un'ottima serie tv del genere horror/drammatico, ambientata in un mondo popolato da zombie, e da umani ancora più pericolosi dei mostri stessi.
Più a lungo una persona sopravvive in un mondo così ostile, e più diventa dura e risoluta.
Nel mondo di The Walking Dead non c'è spazio per i deboli o per le incertezze, perchè spesso bisogna prendere le decisioni più truci per la sopravvivenza del gruppo.
Ciò nonostante, l'amore non è del tutto assente in questa serie, dato molti dei vari personaggi instaurano dei legami più o meno profondi tra di loro, ed è proprio lo spirito di sacrificio di alcuni, a consentire la sopravvivenza dell'intero gruppo.

giovedì 6 aprile 2017

Perchè la luna ha tanti crateri e la terra no?

Oggi vi pongo un quesito astronomico: perchè la luna ha tanti crateri e la terra no?
Lo avrete sicuramente notato no? Guardando qualche foto della luna, il nostro satellite di fiducia, la sua superficie è piena di crateri, frutto dello scontro con diversi meteoriti, più o meno grandi.

Perchè la luna ha tanti crateri

Osservando dunque quella groviera della luna, e poi guardando la nostra bella terra, viene da chiedersi come mai gli asteroidi colpiscono solo la luna e risparmiano invece la terra.
Ecco, nulla di più sbagliato!

Anche la terra viene colpita dai meteoriti.
Solo che il pianeta terra ha un'atmosfera che filtra e distrugge molti degli oggetti che vi entrano con traiettoria sfavorevole.
Inoltre la terra ha un movimento di placche, che tende a far sparire i crateri, riassestandosi.
Tuttavia alcuni crateri sono tutt'oggi ben visibili, come quelli presenti in Arizona (Meteor Crater).

La luna dunque, avendo un'atmosfera praticamente assente, non ha uno scudo contro gli asteroidi e quindi ne è più vittima.
Non avendo poi lo stesso movimento tettonico della terra, ciò che la colpisce di solito lascia un segno indelebile nel tempo.

Infine, c'è anche una teoria per la quale la luna sia così butterata fin dagli albori, da quando un'esplosione cosmica creò la terra, facendo volare via molti corpi estranei che avrebbero martoriato il nostro satellite creando così enormi crateri.

Bene, ora che conoscete come mai la luna è piena di crateri e la terra apparentemente no (facendo questo paragone bisogna anche considerare le diverse dimensioni dei due oggetti), quello che sicuramente bisogna augurarsi, è che tutto rimanga invariato anche per il futuro :)
Anche se, notizie come il passaggio dell'asteroire 2017GM, a "soli" 16000km dalla terra, un po' spaventano... nonostante si sia trattato comunque di un oggetto con un diametro grande poco più di 4 metri.

Prima di mezzanotte

Prima di mezzanotte è un film azione/poliziesco del 1988 diretto da Martin Brest, con Robert De Niro, Charles Grodin, Yaphet Kotto, John Ashton, Dennis Farina, Joe Pantoliano, Richard Foronjy, Robert Miranda, Jack Kehoe.

Prima di mezzanotte
Trama

Jack Walsh è un ex poliziotto che ora si guadagna da vivere facendo il cacciatore di taglie.
Il lavoro di Jack è quello di catturare i criminali in fuga e di riportarli in carcere, in cambio di somme di denaro.
L'attività di Jack sembra andare bene, almeno fino a quando non incontra Jonathan "Il Duca" Mardukas, un uomo accusato di riciclaggio di denaro ricercato sia dalla polizia che dalla malavita.

Recensione

Prima di mezzanotte (Midnight Run) è un film del genere poliziesco / commedia con un brillante Robert De Niro, qui in coppia con Charles Grodin.
Questo film è un perfetto mix tra azione ed umorismo.
Non ci sono grossi effetti speciali o sparatorie ed inseguimenti spettacolari, perchè Prima di mezzanotte punta di più sulla storia e sul dialogo che sull'effetto visivo.
Il risultato è un buon film d'intrattenimento, non un capolavoro quindi, ma una pellicola decisamente guardabile.

Link alla scheda del film su wikipedia

mercoledì 5 aprile 2017

Perchè la tosse è contagiosa?

Avete mai notato che ogni tanto, quando sentite tossire qualcuno, vi viene quasi spontaneo tossire anche voi?
Sto parlando di piccoli colpi di tosse ovviamente, quelli secchi e leggeri, non di tosse profonda da malattia, cioè non quella che ti fa venir quasi giù un polomone, per intenderci.

Con tosse contagiosa non intendo quindi il caso in cui uno è malato ed attacca la tosse e l'influenza a qualcun altro, ma quei casi in cui è come se si imitasse il comportamento degli altri, riproducendo quasi instantaneamente il colpo di tosse appena udito.

Fateci caso, magari in qualche riunione, quando qualcuno tossisce a volte capita che qualche altro gli faccia eco (se non addirittura voi stessi).

Perchè la tosse è contagiosa?

Perchè la tosse è contagiosa?


Come mai si imita il colpo di tosse degli altri in certi casi? Provo a rispondervi a modo mio.
Partiamo però dalla definizione di tosse.

Che cos'è la tosse?
La tosse è una difesa immunitaria del nostro organismo, che normalmente si verifica per liberare le vie aeree da un accumulo di muco, o a causa di sostanze irritanti.
La tosse è quindi un'emissione rumorosa di aria fuori dal nostro organismo, che come via d'uscita ha in questo caso la nostra bocca.

Perchè si tossisce?
Solitamente si tossisce per quattro motivi principali:
  1. Infezione delle vie respiratorie (es. virus)
  2. Irritazione
  3. Corpo estraneo
  4. Asma

Perchè si tossisce subito dopo gli altri?
Tornando quindi al topic di questo post, se anche voi vi siete accorti che quando avete un po' di tosse, vi viene da tossire quando sentite gli altri, eccovi una probabile spiegazione.
Essendo la tosse un meccanismo di difesa immunitario inconscio ed automatico, se già siete nelle condizioni di dover tossire, il sentire qualcun altro che lo fa, potrebbe velocizzarvi il processo.
Questa sorta di sincronizzazione della tosse dunque, potrebbe essere il risultato di un processo evolutivo del passato, in cui l'organismo che ha già bisogno di tossire di suo, sentendo qualcun altro che lo fa, è più portato a farlo in automatico.
Come un segnale che arriva dall'esterno, che viene riconosciuto come valido. Come una sorta di reminder per nostro organismo, il quale riconosce che anche noi siamo nelle condizioni per poter tossire, e quindi ci attiva la tosse.

Questa pseudo teoria potrebbe essere valida se si assume che i meccanismi/comportamenti che vengono tramandati dalla teoria evolutiva, sono quelli più efficaci per la sopravvivenza.
Se quindi tossire è cosa buona e giusta in certi casi, se si è nelle condizioni di doverlo fare e si ha un segnale dall'esterno che ce lo ricorda, l'organismo è in grado di attivarsi anche prima del dovuto, ottenendo così l'effetto dell'imitazione della tosse altrui.

Quindi, se questi assunti non provati fossero veri, affermare che la tosse è contagiosa, in senso buono, potrebbe non essere del tutto errato.

Ad ogni modo comunque, se siete capitati su questo post, è perchè avete notato anche voi questo bizzarro fenomeno, e vi siete posti qualche domanda.
La tosse secca, che qualcuno definirebbe tosse nervosa, avrà forse lo stesso meccanismo degli sbadigli contagiosi?

The Aviator

The Aviator è un film drammatico/biografico del 2004 diretto da Martin Scorsese, con Leonardo Di Caprio, Cate Blanchett, Gwen Stefani, Kate Beckinsale, John C. Reilly, Alec Baldwin, Alan Alda, Ian Holm, Danny Huston.

The Aviator

Trama

Howard Hughes è un ricchissimo giovane che vive la sua vita cercando di fare qualcosa di grandioso con gli aerei, la sua vera passione.
Dopo aver speso un capitale per cercare di girare un film sugli aeroplani, Howard inizierà ad investire in una compagnia d'aviazione, arrivando a gestire una vera e propria flotta.
Nel contempo, Howard incontra e si innamora della bella attrice Katharine Hepburn.


Recensione

The Aviator è un lunghissimo film biografico del 2004, diretto da Martin Scorsese, con Leonardo Di Caprio nei panni di Howard Hughes, personaggio realmente esistito.
Il film parla non solo di aerei e di affari, ma anche del disturbo ossessivo compulsivo, di cui Howard è afflitto.
Questo male, qui egregiamente descritto, condizionerà l'intera vita di Howard, portandolo quasi alla rovina.
Non ci sono molti film che trattano questo disturbo in effetti, e molti pensando a The Aviator si soffermano solo sull'aspetto finanziario (chiamiamolo così) del film, quindi tanto di cappello a Scorsese per aver approfondito così bene la cosa.

Concludendo quindi, The Aviator è un bellissimo film biografico, che può però essere ritenuto noioso se non si è interessati al genere "disturbi della psiche ed aerei" :)

Link alla scheda del film su wikipedia

martedì 4 aprile 2017

L'astronave più veloce di sempre

Oggi risponderò al seguente quesito: qual è l'astronave più veloce del mondo?
Sto parlando ovviamente di navicelle spaziali e razzi, insomma tutti quegli oggetti che consentono di navigare nello spazio, dove data la sua vastità, la velocità è tutto per poterlo esplorare.

Quello che andrò a presentare è la macchina creata dall'uomo che ha raggiunto, ad oggi, il record mondiale di velocità.
Nulla al momento ha mai raggiunto o superato, sempre parlando di apparecchi costruiti dagli uomini, una tale velocità.


L'astronave più veloce di sempre


Bando alle ciance: l'astronave spaziale più veloce del mondo è la sonda spaziale Juno.
Questo fantastico apparecchio della NASA, usato per una missione su Giove (Jupiter), è stato in grado di raggiungere la velocità massima di 265.000 km/h (73,61 km/s).

L'astronave più veloce di sempre

Attenzione però, questa velocità è stata raggiunta solo grazie allo sfruttamento della forza gravitazionale della terra, tramite la tecnica chiamata "fionda gravitazionale".
La fionda gravitazionale infatti, sfruttando la conoscenza delle leggi della fisica, consente di far acquistare velocità ad un oggetto, facendolo girare vicino ed intorno alla terra.
Nello specifico quindi, la sonda Juno ha girato intorno alla terra fino ad acquisire una velocità tale da lanciarla poi nello spazio verso la destinazione prescelta.
Senza questo stratagemma infatti, Juno non avrebbe mai potuto raggiungere una velocità tale.

Se poi vogliamo parlare dell'astronave più veloce del mondo, con equipaggio umano, che con le sue sole forze ha raggiunto una velocità record, allora dobbiamo parlare del modulo di comando di nome Charlie Brown, della missione Apollo 10, che raggiunse la velocità di 39.897 km/h (11,08 km/s).

Sicuramente questa classifica è solo temporanea, dato che i vari studi ed investimenti stanno portando alla luce costanti migliorie in termini di carburante, materiali e spinte gravitazionali.
Quando finalmente potremo raggiungere delle velocità ancora maggiori, forse l'esplorazione dello spazio profondo non sarà più solo un sogno da film di fantascienza.