Sono diversi gli autori psicoanalisti che hanno affrontato il tema dell'adolescenza.
Sigmund Freud: l'adolescenza non nominata
Freud non usa mai il termine adolescente, preferisce usare il termine
pubertà, perchè è la pubertà a determinare la strutturazione definitiva della vita sessuale.
Nel libro
psicologia ginnasiale Freud afferma che per lo sviluppo
della personalità sono decisivi i primi 6 anni di vita dell'individuo
(cosa non più condivisa dagli psicoanalisti).
Anna Freud: l'adolescente e le sue difese
La Freud scrive
l'Io e i meccanismi di difesa, il primo testo psicoanalitico dove l'adolescente è visto come un soggetto psichico con una sua specificità.
La Freud individua 2 meccanismi di difesa: l'
intellettualizzazione
(una difesa che sposta su di un piano teorico ed astratto questioni e
conflitti che in realtà sono della vita emotiva e quotidiana
dell'adolescente) e l'
ascetismo (una difesa diretta a frustrare o
disconoscere i bisogni corporei più elementari, come coprirsi dal
freddo o alimentarsi adeguatamente, è un meccanismo diretto a soffocare e
padroneggiare bisogni e pulsioni in risposta all'angoscia che
l'improvviso e prepotente erompere dei bisogni pulsionali provoca in
alcuni adolescenti, specialmente nelle ragazze).
Altre modalità di difesa e di funzionamento psichico sono la
tendenza ad agire,
ovvero la tendenza a convertire spinte e tensioni intrapsichiche in
azioni compulsive o comportamenti impulsivamente espressi, o un'altra
difesa consiste nello
spostamento dell'investimento libidico,
originariamente diretto verso i genitori, nell'ambiente esterno in cui
l'adolescente trova nuovi legami nei confronti dei quali crea nuove
fedeltà e vive tumultuosamente nuove passioni (il gruppo di pari, il
cantante rock, il campione sportivo, ecc...).
Se la difesa contro i legami oggettuali infantili è fatta tramite il
ritiro dell'investimento libidico verso il Sé, si potranno manifestare forme di ipocondrismo e di disturbi alimentari come l'anoressia e la bulimia.
Erik Erikson: l'adolescenza come tappa del ciclo di vita
Erikson fa parte della psicologia dell'Io e la sua teoria è che lo
sviluppo del bambino e dell'adolescente facciano parte di un complesso e
conflittuale piano di
adattamento dell'individuo all'ambiente.
Erikson sottolinea concetti come
identità (l'obiettivo specifico dello sviluppo adolescenziale) e
capacità di relazione dell'adolescente, individuando 8 tappe evolutive.
Secondo Erikson crescere significa essere divisi in parti che si muovono
a velocità diverse, ed il fallimento dello sviluppo comporta la
disgregazione del senso d'identità, e solo quando si è sperimentato un
sufficiente senso di identità si può arrivare a sperimentare l'intimità
con se stessi e con l'altro.
L'adolescente inoltre, è concettualizzato come una fase evolutiva nella
quale tutte le fasi precedenti sono messe in discussione.
Peter Blos: le fasi dell'adolescenza
Secondo Blos, le fasi dell'evoluzione adolescenziale sono:
- Pre-adolescenza: caratterizzata da un aumento di
pressione pulsionale legata alla pubertà, dove il maschio diventa
aggressivo e si organizza in gruppi omosessuali e la femmina invece
diventa più seduttiva verso l'altro sesso.
- Prima adolescenza: si ha la separazione dai genitori e la funzione del gruppo di pari con i suoi ideali.
- Adolescenza: caratterizzata dalla ricerca dell'oggetto d'amore.
- Tarda adolescenza/post adolescenza: due fasi poco
differenziate, caratterizzate dal conseguimento pieno ed irreversibile
della posizione sessuale e genitale definitiva.
Donald Winnicott: l'adolescente nella bonaccia
Secondo Winnicott il compito dell'adolescenza è quello di raggiungere l'
indipendenza individuale.
Lo sviluppo muscolare adolescenziale porta a sentimenti di eccesso di
potere e fa pensare di poter portare alla morte, facendo sopraggiungere
la posizione depressiva e difese paranoidi.
L'adolescente sente la necessità di sfidare la società e l'ambiente familiare, e vuole evitare le
false soluzioni, che possono portare alla falsa maturità, come nel caso dell'identificazione imitativa con i genitori.
Donald Meltzer: adolescenza come passione della verità
Secondo Meltzer l'adolescente è preoccupato dalla conoscenza e vuole capire, l'
adolescente è affamato di verità (fame quasi disperata).
L'adolescente si sviluppa percependo i genitori non più come onnipotenti
e sapienti, e capisce che deve lottare da solo per la conoscenza, che
il sapere è dolore, si ha la consapevolezza della propria debolezza ed
impotenza, e si rinuncia alle illusioni infantili.
Meltzer distingue in:
adolescenti che vogliono restare in famiglia
(dominati dalla teoria sul mondo che caratterizza la fase di latenza,
la quale prevede che verità e forza siano trasmesse per mimesi dai
genitori al bambino),
adolescenti protesi verso l'adultizzazione precoce
(vita votata al successo che spesso ha a che fare con le ambizioni
irrealizzate dei genitori, sono adolescenti adultoidi, spesso cinici,
ancora invischiati in una sorta di latenza mentale protratta),
adolescenti isolati (non soffrono apparentemente e nel ritiro narcisistico trovano un'illusoria sensazione di onnipotenza),
adolescenti normali
(quelli che accettano di far parte della comunità di coetanei, confusi
ed incerti come loro, ma protesi alla ricerca della verità).
Moses e M. Eglé Laufer: il dramma del corpo genitalizzato
Ripropongono il ruolo centrale dello sviluppo psicosessuale nelle
vicende evolutive che dall'infanzia conducono, attraverso la pubertà,
alla condizione adulta.
Secondo questi autori la principale funzione evolutiva dell'adolescenza è
l'instaurarsi dell'organizzazione sessuale definitiva, dove se ci sono
problemi c'è un blocco evolutivo che solo l'intervento clinico può
liberare.
L'adolescente deve integrare nei processi di mentalizzazione del nuovo
corpo (appena sviluppato) la fantasia masturbatoria centrale, altrimenti
incappa in uno scacco evolutivo.
L'adolescenza nella psicoanalisi francese
Francoise Dolto pone la
vicenda edipica al centro dello sviluppo umano, in tutte le sue tappe evolutive, compresa l'adolescenza.
Altro fattore studiato dai francesi è il
narcisismo degli
adolescenti, dove se l'equilibrio narcisistico è destabilizzato,
l'adolescente sarà tanto capace di riequilibrarlo, tanto più è in
possesso di strumenti interni, come la mentalizzazione del corpo
genitalizzato e la capacità di relazione con oggetti esterni.
La psicoanalisi dell'adolescenza in Italia
Gli psicoanalisti italiani si ispirano ai grandi della psicoanalisi
(Anna Freud, Melanie Klein, Donald Winnicott), privilegiando
un'integrazione di diversi modelli teorici.
La
scuola italiana di psicoanalisi dell'adolescenza è attenta ai fattori ambientali, socio familiari e ai contesti di vita in cui vive l'adolescente.
Il
Sé a cui si riferiscono gli psicoterapeuti italiani è un
concetto funzionale, operazionale,
non metapsicologico, un costrutto vincolato alla dimensione
rappresentazionale, simbolica e non strutturale, della vita mentale.
Uno dei punti di riferimento della psicoanalisi italiana dell'adolescenza è
Tommaso Senise, che ha proposto un modello di
consultazione e psicoterapia breve di individuazione,
il quale si propone di interferire il meno possibile con i naturali
processi evolutivi dell'adolescente, riattivandoli rapidamente,
consegnandoli poi alla loro naturale spinta interna.
Dopo Senise sono nati molti centri a
Milano, soprattutto l'
istituto Minotauro, fondato da
Franco Fornari.