L'apprendimento in adolescenza è molto importante perchè consente di
acquisire le competenze necessarie alla realizzazione dei compiti
evolutivi e al raggiungimento della condizione adulta.
L'esercizio odierno del ruolo sociale di studente è caratterizzato da
sentimenti come la noia, l'apatia e l'indifferenza, tuttavia è stato
dimostrato che a parità d'età, gli adolescenti di oggi hanno un più
elevato livello cognitivo dei loro coetanei di 30 anni fa, così come
anche il QI è aumentato e sembra aumentare di generazione in
generazione.
Ragionamento astratto
In adolescenza si acquisiscono nuove capacità di ragionamento che
consentono di risolvere problemi a partire dalla formulazione di
ipotesi.
Intorno agli 11-12 anni, si sviluppa la capacità di trascendere la
realtà concreta e di accedere alla possibilità di effettuare ipotesi
astratte e di ragionare sul possibile (periodo delle
operazioni formali di Piaget).
Nello stadio delle
operazioni concrete invece, il bambino
acquisisce progressivamente le nozioni di classe, relazione, misura e
quantità, ma è in grado di eseguire operazioni mentali solo in quanto
correlate ad azioni ed oggetti concreti.
L'acquisizione delle nuove capacità non è solo legato alla maturazione
neurologica, ma anche alle condizioni ambientali, al rapporto con gli
adulti, ed è un percorso non lineare che può avere anche momenti di
stallo, cmq, lo sviluppo del pensiero formale è altamente correlato con
l'istruzione, l'apprendimento e l'esperienza culturale, inoltre, solo il
35% degli adolescenti e degli adulti raggiunge lo stadio di pensiero
formale e si pensa che questa capacità si sviluppi anche dopo
l'adolescenza e che alcuni non raggiungano mai lo stadio di
pensiero logico astratto.
Capacità riflessive e metacognizione
In adolescenza si sviluppa l'idea di sé che costituisce il fondamento del senso d'identità.
La consapevolezza del proprio funzionamento cognitivo è una competenza
metacognitiva, e la metacognizione può essere suddivisa in 2 domini:
- conoscenza metacognitiva: rappresentata dalle idee che il
soggetto ha sviluppato sul funzionamento mentale, che hanno un
carattere generale ed omogeneo (norme generali)
- processi metacognitivi di controllo: sono i procedimenti
cognitivi che sovraintendono ad ogni momento del funzionamento cognitivo
e che rimandano ad uno stato di conoscenza metacognitiva
Nella soluzione dei problemi questi 2 domini si intersecano.
Gli adolescenti ottengono risultati migliori dei bambini nell'esecuzione
delle prove in cui è implicata la memoria di lavoro e recuperano con
maggiore velocità le informazioni dalla memoria a lungo termine, e
l'incremento di queste capacità è correlato sia allo sviluppo
neurologico, sia a nuove strategie di elaborazione ed organizzazione
mnemonica, più sofisticate di quelle dei bambini.
Autoefficacia ed apprendimento
Secondo la
teoria sociale cognitiva di
Albert Bandura, le
determinanti personali interne, nella forma di eventi cognitivi,
biologici ed affettivi, operano congiuntamente alla condotta e
all'ambiente, come fattori interagenti che si influenzano
vicendevolmente.
Le determinanti personali operano secondo meccanismi di agency che
consentono di esercitare un'influenza personale sul corso degli
avvenimenti e tra questi meccanismi il più importante è l'
autoefficacia percettiva, che riguarda le convinzioni relative alla propria capacità di essere all'altezza delle situazioni in cui si è coinvolti.
Secondo Bandura, la percezione della propria efficacia influenza il
comportamento non solo direttamente ma anche tramite l'impatto che ha su
altre determinanti come: livelli d'aspirazione, aspettative sugli esiti
di una condotta, anticipazioni dei fattori agevolanti od ostacolanti
del comportamento.
Uno dei compiti della scuola deve essere quello di sviluppare negli
studenti risorse intellettive, certezze su di sé e abilità
autoregolatorie che consentono di sviluppare adeguate capacità di
coping
(pensieri, azioni e risposte che l'individuo mette in atto davanti a
situazioni problematiche e minacciose) e che poi dovranno essere
sviluppate autonomamente durante tutta la vita.
Quindi l'idea di sé come soggetto agente influenza in modo determinante il rapporto con l'apprendimento e la scuola.
Nella prospettiva sociocognitiva, lo sviluppo di competenze cognitive richiede un indispensabile coinvolgimento dei soggetti.
Secondo Bandura l'autoefficacia fornisce un importante contributo allo
sviluppo delle competenze cognitive che favoriscono il successo
scolastico in 3 modi:
- le convinzioni degli studenti sulla propria efficacia
- le convinzioni degli insegnanti sulla propria efficacia nel motivare e promuovere l'apprendimento
- il senso di efficacia collettivo del corpo insegnante circa la
capacità delle loro scuole di far compiere significativi progressi
scolastici
Scuola e formazione dell'adolescente
La scuola ha un'importanza centrale nel determinare le caratteristiche
degli adolescenti, in quanto è un luogo dove gli adolescenti condividono
un'esperienza di formazione in gruppi omogenei per età.
Per i ragazzi di oggi la scuola costituisce un contesto di
socializzazione e di
arricchimento della personalità
e non solo un ambito di acquisizione di conoscenze, competenze e
preparazione professionale, quindi le aspettative degli studenti nei
confronti della scuola riguardano soprattutto la qualità delle relazioni
personali con docenti e compagni.
La scuola di oggi non è più fredda come una volta, ora le emozioni sono
le protagoniste delle giornate degli studenti, positive e negative
(affetti, amicizie, amori, liti, bullismo, esibizionismo, ecc...), ed
inoltre si chiede oggi ai professori di rivolgersi non solo alle menti
degli studenti, ma anche ai loro cuori, stando attenti ai loro
sentimenti e desideri.
Scuola, compiti e conflitti evolutivi
La scuola può essere usata sia per acquisire nozioni che per apprendere
su di sé, e quindi svolge un ruolo fondamentale nella ricerca
dell'identità adulta da parte dell'adolescente.
I continui fallimenti scolastici sono pericolosi perchè possono
confermare l'immagine fallimentare del sé e minacciare l'equilibrio
narcisistico, e l'adolescente nella scuola può traslocare angosce e
conflitti evolutivi, paure relative a relazioni familiari, percorsi di
socializzazione ed aspettative di riconoscimento.
I maschi spesso trovano difficoltà nella mentalizzazione del
corpo scolastico,
che viene mentalizzato parzialmente o rimane altro rispetto al sé
mentale complessivo, ed il corpo scolastico può dunque assumere aspetti
persecutori, dove possono nascere sistemi difensivi tipo gli insuccessi
scolastici fatti di proposito nel tentativo di raggiungere lo stato di
morte scolastica.
La scuola può dunque diventare per alcuni adolescenti, un'esperienza
frustrante, mortificante e traumatica, ed in alcuni casi queste forme di
malessere possono organizzarsi in una forma patologica detta
fobia della scuola, dove si ha crisi ed angosce crescenti in prossimità o all'interno dell'edificio scolastico.
Maschi e femmine
Diversi studi dimostrano la maggiore scolarizzazione ed il migliore rendimento delle femmine a scuola.
Ad esempio la percentuale di maschi che hanno ripetuto un anno scolastico è del 36.1%, mentre nelle femmine è del 22.1%.
Inoltre, gli adolescenti maschi rispondono in modo meno adeguato alle
richieste provenienti dai docenti, terminando gli studi con maggior
fatica e dimostrando livelli di conflitto più elevati con la scuola e
l'autorità.
A sostengo di questi dati, sembra che il numero delle insegnanti donna sia in aumento.
Interventi a sostegno della motivazione e della crisi scolastica
Nel contesto scolastico possono essere attuate delle iniziative per
promuovere la motivazione allo studio e sostenere il successo formativo.
Si crea un
gruppo di classe dove è chiaro fin da subito che è
importante il ruolo sociale dello studente ed il raggiungimento degli
obiettivi previsti, si instituisce un
tutor, che si impegna nei
colloqui individuali e deve essere una figura riconosciuta, in modo che
possa promuovere buone relazioni tra studenti e professori e dare
sostegno al singolo.
Importante è anche il
consiglio di classe, che si costituisce
come un gruppo di lavoro capace di elaborare modelli culturali,
gestionali e funzionali tali da consentire il processo di
rispecchiamento da parte del gruppo classe.
Secondo
Lancini, per favorire l'investimento nel ruolo dello studente da parte dell'adolescente bisogna seguire alcune indicazioni:
- promuovere l'assunzione di un ruolo più attivo nella realtà quotidiana scolastica
- consentire lo sviluppo e l'utilizzo di modalità espressive e
creative da parte dello studente adolescente piuttosto che di modalità
ripetitive e standardizzate
- sostenere una maggiore possibilità di fare, muoversi, decidere ed essere originali a scuola
- fare scaturire il sapere e le competenze a partire dalla produzione da parte degli studenti di materiale
- agganciare i contenuti della materia di insegnamento alla realtà quotidiana degli adolescenti
Una valutazione negativa come la
bocciatura, espressa senza
segnali chiari di una relazione interpersonale (es. leggendola sui
cartelloni nel corridoio), può essere non accettata e anzi essere
percepita come espressione di una violenza istituzionale nei riguardi
della persona.
Consultazione psicologica a scuola
Le attività più frequenti nelle scuole di adolescenti riguardano la
prevenzione e la promozione del benessere all'interno del gruppo classe,
tramite interventi nei gruppi classe in situazioni di crisi e nei
rispettivi consigli di classe, tramite interventi di ascolto e
consultazione individuale dell'adolescente, tramite interventi di
counseling indiretto con insegnanti e genitori, tramite la formazione
agli insegnanti, ai tutor e ai genitori.
Secondo
Lancini, la
consultazione psicopedagogica su base teorica psicoanalitica
è un intervento breve focalizzato sui compiti e sui conflitti di
sviluppo fase specifici, orientato a sostenere il percorso evolutivo
dello studente adolescente.
Questo modello prevede 2 fasi successive ma interdipendenti:
- ascolto e bilancio della crescita: si ascolta lo studente, si fa il bilancio evolutivo attuale
- restituzione del bilancio e sostegno socioeducativo: si
restituisce quanto è emerso dal bilancio condiviso, si sostiene
l'adolescente nell'elaborazione dello scacco evolutivo e nella
realizzazione del processo di crescita
L'intervento dello psicologo vuole sostenere l'adolescente nel
prendere decisioni, vuole far richiamare sulla scena educativa funzioni
genitoriali importanti e migliorare la situazione relazionale in classe
con l'insegnante.
L'obiettivo è quello di sostenere le competenze individuali ed
avvicinare le risorse relazionali a disposizione dello studente
adolescente, per favorire la realizzazione dei compiti evolutivi.