domenica 30 ottobre 2016

Come installare Python su Windows 10

Il tuo sistema operativo è windows 10 e vuoi installare python per iniziare a scrivere qualche riga di codice?
Nessun problema, ora ti spiegherò come scaricare ed installare Python su Windows 10.

Collegati al sito ufficiale del linguaggio di programmazione python, direttamente nella sezione download:
https://www.python.org/downloads/

Ora, clicca sulla versione che preferisci per far partire il download.

Come installare Python su Windows 10

Le versioni del momento, sono Python 3.5.2 e Python 2.7.12, io installerò quest'ultima (scaricando il file python-2.7.12.msi).

salva python sul tuo pc

Una volta scaricato il file di installazione di python, lanciamolo cliccando due volte sul nome del file (es: python-2.7.12.msi).
Nella prima schermata ci verrà chiesto se installare python per tutti gli utenti che possono accedere al nostro computer, o solo per l'utente corrente. Facciamo la nostra scelta poi clicchiamo su Next.

Next

Nella schermata successiva ci verrà chiesto il path (il percorso) dove installare python su windows-10, lasciamo pure il path di default (es: c:/python27) e clicchiano ancora su Next.

path python

Nell'ultima schermata infine, ci verrà chiesto quali componenti installare di python su windows 10.
Se sei un utente alle prime armi, lascia pure i valori di default e clicca su Next.

Adesso potrebbe anche apparire un avviso di windows che ci chiede se diamo i permessi al python di modificare dei file sul nostro pc, diamo l'ok senza alcun indugio e vedremo partire l'installazione del python.

Ora, attendiamo il termine dell'installazione di python, ed una volta conclusa, clicchiamo su Finish.

Per verificare che il nostro python sia stato installato correttamente, entriamo nel prompt dei comandi di windows 10 (cmd.exe), raggiungiamo il percorso dove abbiamo installato il python (con ad esempio il comando cd /python27), e digitiamo semplicemente la parola python e poi premiamo Invio.

python all'opera

Complimenti, hai appena installato python su windows 10.
Ora non ti resta altro che iniziare a scrivere righe di codice, e creare dei programmi davvero belli ed originali :)

PS se non sai come cambiare il path di python a livello di sistema, leggi questo post.

Mortal Kombat - Distruzione totale

Mortal Kombat - Distruzione totale è un film azione del 1997 diretto da John R. Leonetti, con Robin Shou, Brian Thompson, James Remar, Talisa Soto, Musetta Vander, Sandra Hess, Lynn Williams, Irina Pantaeva, Reiner Schoene.

Mortal Kombat - Distruzione totale
Trama
Le forze del male, dopo aver perso il Mortal Kombat, decidono di attaccare lo stesso la terra, capitanate dal malvagio Shao Kahn.
Spetterà a Liu Kang e ad un gruppo ristretto di eorici guerrieri, cercare di contrastare l'invasione dei malvagi.
Il testino della terra verrà deciso da una serie di scontri a suon di arti marziali ed armi micidiali.

Recensione
Mortal Kombat - Distruzione totale (Mortal Kombat: Annihilation), ovvero Mortal Komba 2 il film, è un film d'azione / arti marziali del 1997.
Ancora più pieno d'azione del primo mortal kombat, questo seguito purtroppo è stato un mezzo fiasco al botteghino.
Già l'aver cambiato alcuni personaggi non è stata una cosa bella, poi la trama è decisamente meno interessante.
Combattimenti ed ambientazioni meno belle ed inquietanti del primo film, che comunque non deludono poi troppo l'appassionato del genere, non sono però sufficienti per farne un film per tutti, e quindi gli incassi sono stati talmente pochi da far cessare ogni proposito di fare altri seguiti.
Io personalmente comunque l'ho trovato carino :)

Link alla scheda del film su wikipedia

Mortal Kombat

Mortal Kombat è un film azione/fantastico del 1995 diretto da Paul W. S. Anderson, con Robin Shou, Cary-Hiroyuki Tagawa, Christopher Lambert, Linden Ashby, Talisa Soto, Bridgette Wilson, Kevin Michael Richardson, Trevor Goddard, Chris Casamassa.

Mortal Kombat
Trama
Il Mortal Kombat è un torneo di arti marziali che viene indetto periodicamente per difendere la terra dalle forze del male.
Se i nemici della terra, guidati dal malvagio Shang Tsung, vinceranno il Mortal Kombat 10 volte di fila, allora potranno invadere la terra dalla loro dimensione oscura.
Spetterà a Lord Raiden, il Dio del tuono, comandare una squadra di combattenti in grado di contrastare il male.
Tra questi eroici guerrieri ci saranno: Liu Kang, Johnny Cage e Sonya Blade.

Recensione
Mortal Kombat è un film d'azione/arti marziali tratto dall'omonimo videogico.
Mortal Kombat videogames è divenuto celebre per le fatality, ovvero per le mosse mortali presenti nel gioco, che ovviamente anche nel film non mancano.
Film adattissimo agli amanti delle arti marziali, e agli appassionati del gioco, un po' meno per i semplici appassionati di film d'azione, dato che magari apprezzeranno meno le citazioni al videogioco e le stupende scene di lotta (ai tempi mi ero informato, e ad esempio, chi interpreta sub zero e scorpion, è un cazzutissimo maestro d'arti marziali millionesimo dan :D).
Film semplice e di gradevole visione.

Link alla scheda del film su wikipedia
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Psicologia dell'adolescenza (8/19): Disturbo di condotta alimentare

Anoressia e bulimia nervosa fino a pochi anni fa erano considerati dei disturbi psichiatrici, mentre ora sono considerate come disturbi evolutivi correlati alla fragilità narcisistica dell'adolescenza e alla conflittuale integrazione dei valori dell'identità di genere nell'immagine di sé dell'adolescente femmina.

Definizione
Il disturbo del comportamento alimentare consiste nella tendenza di esprimere la sofferenza psichica attraverso il comportamento, senza stabilire a priori corrispondenze tra questo disturbo e uno specifico quadro psicopatologico.
I disturbi del comportamento in adolescenza segnalano intoppi evolutivi nei processi di soggettivazione e l'esteriorizzazione del conflitto consente all'adolescente di evitare un'elaborazione emotiva resa impossibile dall'incapacità di tollerare il dolore psichico e gli permette di scaricare la tensione emotiva del gesto.
L'adolescenza è quel periodo dove c'è il predominio dell'azione sul pensiero.

Il punto di vista psicosociale
Dalla seconda metà dello scorso secolo i disturbi alimentari hanno acquisito un carattere epidemico, e varie ricerche hanno individuato tassi medi di prevalenza di questo disturbo nella popolazione dello 0.3% per l'anoressia nervosa e dell'1% per la bulimia nervosa, tra donne in tarda adolescenza e giovani adulte (dati solo indicativi dato che c'è la tendenza di questi soggetti a nascondere il proprio disagio).
Sembra inoltre che tra il 1935 e il 1989 ci sia stato un aumento lineare di questi disturbi e i dati raccolti indicano che nel mondo occidentale circa l'1% delle ragazze tra i 12 e i 18 anni ha segni d'anoressia nervosa, mentre la distribuzione tra maschi e femmine per quanto riguarda i disturbi alimentari infantili è la stessa, e la diffusione femminile del disturbo compare solo con la pubertà (e ciò conferma la correlazione con la costruzione dell'identità di genere femminile).
Nella diffusione di questi disturbi si intrecciano fattori individuali (adolescenza, femminilità) con fattori psicosociali, espressioni di modelli culturali e relazionali della famiglia e della società (es. c'è più presenza di questi disturbi in danzatrici, dove la magrezza è considerata un fattore di successo), e c'è anche una diversa distribuzione del fenomeno tra i vari gruppi etnici.
Il fattore centrale nei disturbi della condotta alimentare è costituito dall'immagine di sé e dalla costruzione dell'identità personale e di genere dell'adolescente femmina.
Sembra quindi che il disturbo alimentare segnali la difficoltà a fronteggiare le richieste evolutive dell'adolescenza femminile, dove queste giovani si illudono di aver trovato una soluzione ai propri conflitti attraverso il sintomo alimentare.
Anoressiche e bulimiche esprimono con il corpo il disagio dell'adolescenza femminile attuale, incarnando il modello di femmina intellettualizzata e disincarnata.
L'adolescente femminile impone il silenzio al proprio corpo, rifiutando così il destino materno tramite controllo ascetico, ed oggi è l'etica estetica a fungere da rinforzo ai comportamenti anoressici.
I modelli culturali di oggi impongono un corpo atletico e magro e rifiutano il corpo materno (grasso), e ciò avviene in parallelo ad una perdita del valore sociale della maternità.
Nelle adolescenti anoressiche, il compito evolutivo adolescenziale di costruire l'identità di genere fa da detonatore al conflitto relativo all'integrazione nell'immagine di sé dei valori materni, inoltre, la separazione tra sessualità e maternità (grazie alla diffusione degli anticoncezionali) ha favorito il disconoscimento del ruolo materno (ciò è confermato dal calo delle nascite).
Quando i cambiamenti puberali disegnano sul corpo femminile intollerabili connotazioni materne, l'attacco alle rotondità (del seno, del ventre, ecc...) e la scomparsa del ciclo mestruale, testimoniano la volontà di cancellare dal corpo ogni predisposizione materna.

Punto di vista psicodinamico
La diagnosi è la comprensione delle modalità di funzionamento di cui dispone la psiche di un soggetto, e la psicopatologia psicoanalitica si propone di comprendere le dinamiche di funzionamento psichico del soggetto, dove la diagnosi psicodinamica riconduce i fenomeni sintomatici a una struttura di fondo e definisce il funzionamento psichico tramite l'interrelazione dinamica tra i diversi fattori.
Il DSM-IV distingue 2 diverse sindromi: l'anoressia nervosa e la bulimia nervosa.
L'anoressia nervosa comprende:
  • il rifiuto di mantenere il peso corporeo al di sopra del peso minimo normale
  • un'intensa paura di acquisire peso ed ingrassare, anche quando si è sottopeso
  • un'alterazione nel modo in cui il soggetto vive il peso e la forma del corpo
  • nelle femmine dopo il menarca amenorrea, con l'assenza di almeno 3 cicli consecutivi
La bulimia nervosa comprende:
  • mangiare in un periodo di tempo circoscritto una quantità di cibo significativamente maggiore di ciò che normalmente si mangia
  • la sensazione di perdere il controllo durante l'episodio
  • ricorrenti ed inappropriate condotte compensatorie per prevenire l'aumento di peso (vomito autoindotto, lassativi, diuretici, ecc...)
  • abbuffate e condotte compensatorie almeno 2 volte a settimana per 3 mesi
  • autostima influenzata dalla forma e dal peso
  • il disturbo non si presenta solo nel corso di episodi di anoressia nervosa
Anoressia e bulimia possono essere considerate un insieme di condotte organizzate in uno stile di funzionamento psichico coerente, non strutture di personalità, e nell'anoressia il rifiuto del cibo è finalizzato al controllo del corpo e delle sue funzioni ed è associato ad una distorsione dell'immagine corporea.
Lo stile di funzionamento psichico dell'anoressico comprendono: rifiuto del cibo e denutrizione, iperattività e amenorrea.
Il bulimico è quel soggetto con peso che può essere nella norma, le cui condotte alimentari comportano abbuffate e l'uso di vomito e purganti, inoltre questi soggetti presentano maggiore instabilità emotiva e relazionale, incapacità di controllare gli impulsi e di tollerare sentimenti di solitudine, di noia e di vuoto, ed una rappresentazione di sé scissa ed instabile.
Le bulimiche tendono a mantenere una maggiore identificazione con il ruolo tradizionale femminile e hanno una vita sessuale più attiva delle anoressiche, e secondo la letteratura psicoanalitica classica, la perdita dell'appetito è dovuta ad una rimozione dell'erotismo orale.
Dagli anni 60, la maggior parte degli studiosi interpretano il disturbo alimentare in chiave di sviluppo narcisistico-identificatorio, inoltre anoressia e bulimia sono considerate due espressioni dello stesso disturbo: l'anoressia realizza attraverso un'identificazione ascetica ed idealizzante un assoluto controllo di sé e del proprio corpo che la bulimica insegue invano, travolta dall'irruzione pulsionale.

Punto di vista evolutivo
Dal punto di vista evolutivo, due compiti di sviluppo adolescenziali sono particolarmente coinvolti nel disturbo del comportamento alimentare: il processo di separazione-individuazione e la costruzione dell'identità di genere.
Le aree di fragilità che portano all'anoressia sono:
  • un ideale dell'Io rigido e perfezionista
  • un difetto del processo di separazione
  • una scissione mente corpo alimentata dal tentativo di compensare carenze di contenimento e riconoscimento primario tramite un investimento narcisistico del pensiero
Le adolescenti destinate a diventare anoressiche sono state prima bambine perfette e fonti di soddisfazioni per i genitori, poi adolescenti perfette, impegnate con successo in tutti i fronti, dove l'esasperazione di queste virtù le trasforma in terribili ossessioni con cui le adolescenti anoressiche tiranneggiano se stesse e gli altri.
Le anoressiche considerano valori primari l'autonomia (tematica della dipendenza), il controllo delle pulsioni, la separatezza, inoltre, il contesto socioculturale odierno conferisce scarso riconoscimento ai valori materni e lo stile anoressico riflette i conflitti dell'identità femminile contemporanea.
Gli eventi che scatenano il disturbo alimentare spesso riguardano perdite e separazioni: la prima vacanza da sola, i primi fidanzamenti ed abbandoni, i cambiamenti di scuola e di quartiere, ecc..., dove la futura anoressica non può permettersi di sentire la mancanza dell'altro e quindi sceglie di annullarla tramite il controllo ascetico, rappresentato dal rituale dietetico.
Il rifiuto del cibo rappresenta nella dinamica relazionale con i genitori (madre coccodrillo intrusiva e padre che non aiuta nella separazione) la difesa narcisistica da una dipendenza inglobante, da cui il soggetto si protegge impedendo con il rifiuto orale l'intrusione materna.
Nel disturbo alimentare il malessere che si rivela nel riempimento e nello svuotamento del corpo stenta ad essere tradotto in contenuti mentali e il linguaggio del corpo rimane l'unico linguaggio possibile, su cui si concentra tutta la vita psichica e la capacità di mentalizzare si compromette ed il pensiero si blocca sull'ossessione del cibo e del peso.
Il desiderio sessuale è visto come una minaccia al sé e al suo valore, all'autonomia che deriva dalla padronanza del sé e dalle capacità di controllo ed autocontrollo, ed il senso di autocontrollo che deriva dalla capacità di tolleranza alla dieta fornisce una valorizzazione nuova che diventa la soluzione su cui fondare il falso sentimento di sicurezza e superiorità.
L'attacco al corpo di chi soffre di questi disturbi rappresenta un fallimento del tentativo di integrare l'identità personale e di genere in modalità compatibili con l'affermazione di sé nell'ambito della propria famiglia e della propria cultura.

Cultura affettiva familiare
I genitori degli anoressici e dei bulimici si sentono loro stessi rifiutati o vomitati, e questo li porta a combattere con ogni mezzo questi mali.
I tratti che accomunano le famiglie dove compare questo disturbo sono:
  • una cultura affettiva fortemente orientata al successo
  • continue intrusioni negli spazi fisici e psico-emotivi dei singoli, con la riduzione di ogni ambito privato e autonomo
  • la tendenza all'evitamento dei conflitti
Le famiglie anoressiche sono descritte come nuclei fortemente controllati, timorosi del conflitto e alla ricerca di un'apparenza perfetta, mentre le famiglie bulimiche presentano scenari conflittuali più aperti e dinamiche più burrascose.
Le madri delle anoressiche inoltre, sono descritte come poco affettuose, dominate dal senso del dovere, angosciate dall'idea di non essere buone madri, ansiose, depresse, fragili ed insoddisfatte.
Alcune madri deluse dal rapporto di coppia, sembrano cercare nelle figlie il sostegno emotivo che non trovano nel matrimonio.
L'identificazione fallica nell'anoressia rappresenta un tentativo di supplire alle debolezze della funzione paterna per separarsi dalla madre, dove l'adesione ad un ideale maschile si radica in dinamiche familiari in cui la figlia si sente vincolata ad aspettative paterne e desidera differenziarsi dal modello rappresentato dalla madre.
Infine, la difficoltà ad integrare l'identità di genere nell'identità personale accomuna a livello transgenerazionale le ragazze anoressiche e i loro genitori.

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sabato 29 ottobre 2016

30 giorni di buio II

30 giorni di buio II è un film d'orrore del 2010 diretto da Ben Ketai, con Kiele Sanchez, Rhys Coiro, Diora Baird, Harold Perrineau, Mia Kirshner, Troy Ruptash, Ben Cotton, Katie Keating.

30 giorni di buio II
Trama
Dopo il disastro che ha distrutto la piccola cittadina di Barrow in Alaska, Stella una giovane sopravvissuta al massacro dei vampiri, cerca di far conoscere la verità al mondo, ma nessuno le crede.
Distrutta dalla perdita del suo uomo, Stella deciderà di intraprendere un viaggio in cerca di vendetta.
Aiutata da altri uomini che hanno i suoi stessi interessi, e da un vampiro buono, Stella andrà alla ricerca di Lilith, la regina madre di tutti i vampiri.

Recensione
30 giorni di buio 2 (30 Days of Night: Dark Days) è un film d'horror/azione del 2010, seguito ufficiale del primo 30 giorni al buio.
NCS: Non Ci Siamo!
Il primo film era un buon film con una buona idea di fondo, ma questo è solo un seguito che cerca di far soldi seguendo la scia del successo del primo capitolo.
Mancando di originalità e risultando tutto più prevedibile e banale, questo seguito rischia di finire nel genere trash horror, ovvero quel genere dove si pensa che fare un film horror sia solo fare a pezzi la gente.
Insomma... bocciato!

Link alla scheda del film su wikipedia

30 giorni di buio

30 giorni di buio è un film d'orrore del 2007 diretto da David Slade, con Josh Hartnett, Melissa George, Danny Huston, Ben Foster, Mark Boone Junior, Mark Rendall, Amber Sainsbury, Elizabeth Hawthorne, Manu Bennett.

30 giorni di buio
Trama
In uno sperduto paese dell'Alaska, la vita scorre tranquilla, nonostante la difficoltà nel vivere in un posto così isolato dal mondo e con temperature davvero polari.
Quando però un gruppo di vampiri giunge in città ed inizia a seminare il panico, solo pochi uomini proveranno a contrastarli.
A complicare le cose però, c'è il fatto che sta per arrivare quel periodo dell'anno, che dura ben 30 giorni, dove il sole non sorge mai.

Recensione
30 giorni di buio è un buon film sui vampiri.
La pellicola ha una parte thriller, dove il vampiro non si rivela ancora e quindi c'è anche una sorta di mistero e preoccupazione generale, ed una parte horror, dove si da inizio al massacro.
Un film semplice ma efficace, oserei dire, dove i vampiri sono ben descritti, e rappresentati in maniera forse un po' diversa dal solito, più come un branco con regole e relazioni, che come singoli cacciatori solitari.

Link alla scheda del film su wikipedia

Resident Evil: Extinction

Resident Evil: Extinction è un film avventura/orrore del 2007 diretto da Russell Mulcahy, con Milla Jovovich, Oded Fehr, Ali Larter, Mike Epps, Iain Glen, Linden Ashby, Spencer Locke, Christopher Egan, Ashanti Douglas.

Resident Evil: Extinction
Trama
Il mondo intero è invaso dagli zombi, dopo che l'incidente causato dalla Umbrella Corporation ha diffuso a livello globale il virus-T.
Alice vaga da sola in terre desolate, sfuggendo a morti viventi ed a umani ostili.
Il destino di Alice però, sarà quello di ricongiungersi con i propri amici, e tutti insieme dovranno affrontare nuovamente la Umbrella Corporation, sempre impegnata a creare nuovi mostri.

Recensione
Resident Evil: Extinction, ovvero resident evil 3 film, è una pellicola sempre meno horror e sempre più azione, quasi fantascienza oserei dire.
Seguito ufficiale di Apocalypse, questo film sembra ispirarsi anche in parte al terzo film sugli zombies di Romero (il giorno degli zombi), in quanto parte del film tratta la rieducazione dei morti viventi ed esperimenti vari.
Film distante dal videogioco, ed ancora una volta privo dei grandi protagonisti maschili della serie, ma tutto sommato decisamente guardabile ed interessante da seguire, ovvero ben realizzato.

Link alla scheda del film su wikipedia
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Psicologia dell'adolescenza (7/19): Apprendimento e scuola

L'apprendimento in adolescenza è molto importante perchè consente di acquisire le competenze necessarie alla realizzazione dei compiti evolutivi e al raggiungimento della condizione adulta.
L'esercizio odierno del ruolo sociale di studente è caratterizzato da sentimenti come la noia, l'apatia e l'indifferenza, tuttavia è stato dimostrato che a parità d'età, gli adolescenti di oggi hanno un più elevato livello cognitivo dei loro coetanei di 30 anni fa, così come anche il QI è aumentato e sembra aumentare di generazione in generazione.

Ragionamento astratto
In adolescenza si acquisiscono nuove capacità di ragionamento che consentono di risolvere problemi a partire dalla formulazione di ipotesi.
Intorno agli 11-12 anni, si sviluppa la capacità di trascendere la realtà concreta e di accedere alla possibilità di effettuare ipotesi astratte e di ragionare sul possibile (periodo delle operazioni formali di Piaget).
Nello stadio delle operazioni concrete invece, il bambino acquisisce progressivamente le nozioni di classe, relazione, misura e quantità, ma è in grado di eseguire operazioni mentali solo in quanto correlate ad azioni ed oggetti concreti.
L'acquisizione delle nuove capacità non è solo legato alla maturazione neurologica, ma anche alle condizioni ambientali, al rapporto con gli adulti, ed è un percorso non lineare che può avere anche momenti di stallo, cmq, lo sviluppo del pensiero formale è altamente correlato con l'istruzione, l'apprendimento e l'esperienza culturale, inoltre, solo il 35% degli adolescenti e degli adulti raggiunge lo stadio di pensiero formale e si pensa che questa capacità si sviluppi anche dopo l'adolescenza e che alcuni non raggiungano mai lo stadio di pensiero logico astratto.

Capacità riflessive e metacognizione
In adolescenza si sviluppa l'idea di sé che costituisce il fondamento del senso d'identità.
La consapevolezza del proprio funzionamento cognitivo è una competenza metacognitiva, e la metacognizione può essere suddivisa in 2 domini:
  • conoscenza metacognitiva: rappresentata dalle idee che il soggetto ha sviluppato sul funzionamento mentale, che hanno un carattere generale ed omogeneo (norme generali)
  • processi metacognitivi di controllo: sono i procedimenti cognitivi che sovraintendono ad ogni momento del funzionamento cognitivo e che rimandano ad uno stato di conoscenza metacognitiva
Nella soluzione dei problemi questi 2 domini si intersecano.
Gli adolescenti ottengono risultati migliori dei bambini nell'esecuzione delle prove in cui è implicata la memoria di lavoro e recuperano con maggiore velocità le informazioni dalla memoria a lungo termine, e l'incremento di queste capacità è correlato sia allo sviluppo neurologico, sia a nuove strategie di elaborazione ed organizzazione mnemonica, più sofisticate di quelle dei bambini.

Autoefficacia ed apprendimento
Secondo la teoria sociale cognitiva di Albert Bandura, le determinanti personali interne, nella forma di eventi cognitivi, biologici ed affettivi, operano congiuntamente alla condotta e all'ambiente, come fattori interagenti che si influenzano vicendevolmente.
Le determinanti personali operano secondo meccanismi di agency che consentono di esercitare un'influenza personale sul corso degli avvenimenti e tra questi meccanismi il più importante è l'autoefficacia percettiva, che riguarda le convinzioni relative alla propria capacità di essere all'altezza delle situazioni in cui si è coinvolti.
Secondo Bandura, la percezione della propria efficacia influenza il comportamento non solo direttamente ma anche tramite l'impatto che ha su altre determinanti come: livelli d'aspirazione, aspettative sugli esiti di una condotta, anticipazioni dei fattori agevolanti od ostacolanti del comportamento.
Uno dei compiti della scuola deve essere quello di sviluppare negli studenti risorse intellettive, certezze su di sé e abilità autoregolatorie che consentono di sviluppare adeguate capacità di coping (pensieri, azioni e risposte che l'individuo mette in atto davanti a situazioni problematiche e minacciose) e che poi dovranno essere sviluppate autonomamente durante tutta la vita.
Quindi l'idea di sé come soggetto agente influenza in modo determinante il rapporto con l'apprendimento e la scuola.
Nella prospettiva sociocognitiva, lo sviluppo di competenze cognitive richiede un indispensabile coinvolgimento dei soggetti.
Secondo Bandura l'autoefficacia fornisce un importante contributo allo sviluppo delle competenze cognitive che favoriscono il successo scolastico in 3 modi:
  1. le convinzioni degli studenti sulla propria efficacia
  2. le convinzioni degli insegnanti sulla propria efficacia nel motivare e promuovere l'apprendimento
  3. il senso di efficacia collettivo del corpo insegnante circa la capacità delle loro scuole di far compiere significativi progressi scolastici 

Scuola e formazione dell'adolescente
La scuola ha un'importanza centrale nel determinare le caratteristiche degli adolescenti, in quanto è un luogo dove gli adolescenti condividono un'esperienza di formazione in gruppi omogenei per età.
Per i ragazzi di oggi la scuola costituisce un contesto di socializzazione e di arricchimento della personalità e non solo un ambito di acquisizione di conoscenze, competenze e preparazione professionale, quindi le aspettative degli studenti nei confronti della scuola riguardano soprattutto la qualità delle relazioni personali con docenti e compagni.
La scuola di oggi non è più fredda come una volta, ora le emozioni sono le protagoniste delle giornate degli studenti, positive e negative (affetti, amicizie, amori, liti, bullismo, esibizionismo, ecc...), ed inoltre si chiede oggi ai professori di rivolgersi non solo alle menti degli studenti, ma anche ai loro cuori, stando attenti ai loro sentimenti e desideri.

Scuola, compiti e conflitti evolutivi
La scuola può essere usata sia per acquisire nozioni che per apprendere su di sé, e quindi svolge un ruolo fondamentale nella ricerca dell'identità adulta da parte dell'adolescente.
I continui fallimenti scolastici sono pericolosi perchè possono confermare l'immagine fallimentare del sé e minacciare l'equilibrio narcisistico, e l'adolescente nella scuola può traslocare angosce e conflitti evolutivi, paure relative a relazioni familiari, percorsi di socializzazione ed aspettative di riconoscimento.
I maschi spesso trovano difficoltà nella mentalizzazione del corpo scolastico, che viene mentalizzato parzialmente o rimane altro rispetto al sé mentale complessivo, ed il corpo scolastico può dunque assumere aspetti persecutori, dove possono nascere sistemi difensivi tipo gli insuccessi scolastici fatti di proposito nel tentativo di raggiungere lo stato di morte scolastica.
La scuola può dunque diventare per alcuni adolescenti, un'esperienza frustrante, mortificante e traumatica, ed in alcuni casi queste forme di malessere possono organizzarsi in una forma patologica detta fobia della scuola, dove si ha crisi ed angosce crescenti in prossimità o all'interno dell'edificio scolastico.

Maschi e femmine
Diversi studi dimostrano la maggiore scolarizzazione ed il migliore rendimento delle femmine a scuola.
Ad esempio la percentuale di maschi che hanno ripetuto un anno scolastico è del 36.1%, mentre nelle femmine è del 22.1%.
Inoltre, gli adolescenti maschi rispondono in modo meno adeguato alle richieste provenienti dai docenti, terminando gli studi con maggior fatica e dimostrando livelli di conflitto più elevati con la scuola e l'autorità.
A sostengo di questi dati, sembra che il numero delle insegnanti donna sia in aumento.

Interventi a sostegno della motivazione e della crisi scolastica
Nel contesto scolastico possono essere attuate delle iniziative per promuovere la motivazione allo studio e sostenere il successo formativo.
Si crea un gruppo di classe dove è chiaro fin da subito che è importante il ruolo sociale dello studente ed il raggiungimento degli obiettivi previsti, si instituisce un tutor, che si impegna nei colloqui individuali e deve essere una figura riconosciuta, in modo che possa promuovere buone relazioni tra studenti e professori e dare sostegno al singolo.
Importante è anche il consiglio di classe, che si costituisce come un gruppo di lavoro capace di elaborare modelli culturali, gestionali e funzionali tali da consentire il processo di rispecchiamento da parte del gruppo classe.
Secondo Lancini, per favorire l'investimento nel ruolo dello studente da parte dell'adolescente bisogna seguire alcune indicazioni:
  1. promuovere l'assunzione di un ruolo più attivo nella realtà quotidiana scolastica
  2. consentire lo sviluppo e l'utilizzo di modalità espressive e creative da parte dello studente adolescente piuttosto che di modalità ripetitive e standardizzate
  3. sostenere una maggiore possibilità di fare, muoversi, decidere ed essere originali a scuola
  4. fare scaturire il sapere e le competenze a partire dalla produzione da parte degli studenti di materiale
  5. agganciare i contenuti della materia di insegnamento alla realtà quotidiana degli adolescenti
Una valutazione negativa come la bocciatura, espressa senza segnali chiari di una relazione interpersonale (es. leggendola sui cartelloni nel corridoio), può essere non accettata e anzi essere percepita come espressione di una violenza istituzionale nei riguardi della persona.

Consultazione psicologica a scuola
Le attività più frequenti nelle scuole di adolescenti riguardano la prevenzione e la promozione del benessere all'interno del gruppo classe, tramite interventi nei gruppi classe in situazioni di crisi e nei rispettivi consigli di classe, tramite interventi di ascolto e consultazione individuale dell'adolescente, tramite interventi di counseling indiretto con insegnanti e genitori, tramite la formazione agli insegnanti, ai tutor e ai genitori.
Secondo Lancini, la consultazione psicopedagogica su base teorica psicoanalitica è un intervento breve focalizzato sui compiti e sui conflitti di sviluppo fase specifici, orientato a sostenere il percorso evolutivo dello studente adolescente.
Questo modello prevede 2 fasi successive ma interdipendenti:
  1. ascolto e bilancio della crescita: si ascolta lo studente, si fa il bilancio evolutivo attuale
  2. restituzione del bilancio e sostegno socioeducativo: si restituisce quanto è emerso dal bilancio condiviso, si sostiene l'adolescente nell'elaborazione dello scacco evolutivo e nella realizzazione del processo di crescita
L'intervento dello psicologo vuole sostenere l'adolescente nel prendere decisioni, vuole far richiamare sulla scena educativa funzioni genitoriali importanti e migliorare la situazione relazionale in classe con l'insegnante.
L'obiettivo è quello di sostenere le competenze individuali ed avvicinare le risorse relazionali a disposizione dello studente adolescente, per favorire la realizzazione dei compiti evolutivi.

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venerdì 28 ottobre 2016

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Come fare un redirect con PHP

Il linguaggio di programmazione per il web chiamato php, tra le sue tante funzionalità, consente di fare dei redirect da una pagina php ad un'altra, reindirizzando il navigatore su di una nuova pagina web, presente sullo stesso sito internet di provenienza, o addirittura su di un altro sito web esterno.
Vediamo subito come si fa.


Come fare un redirect con PHP


Ecco il codice php da usare per fare una redirect tramite php:

<?php
header("Location: http://www.oggieunaltropost.it");
die("Attendere, prego");
?>


La funzione php header, con il parametro location valorizzato da un url o una pagina specifica, consente al php di forzare il reindirizzamento della pagina su di un sito esterno o su un indirizzo interno.
La funzione die invece, serve per bloccare tutto il codice che ci sarebbe dopo alla redirect, in modo da non caricare il resto della pagina, ed inoltre volendo può anche contenere un messaggio per l'utente (che probabilmente non leggerà mai perchè subito reindirizzato, ma in caso di rallentamenti potrebbe sempre tornare utile).

Questo codice possiamo posizionarlo dove vogliamo all'interno della nostra pagina php, ma se lo mettiamo come prima riga, prima delle intestazioni della pagina, è meglio :)
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Come trasformare un testo in maiuscolo con Javascript

Convertire/trasformare del testo tutto in maiuscolo può essere una necessità che capita una volta nella vita.
Magari è solo una frase da far diventare tutta in maiuscolo, o magari un testo molto lungo, ma se non abbiamo voglia e tempo di riscrivere il testo e non sappiamo che altri metodi usare, potremmo anche affidarci al javascript, che fa sempre brutto :p


Come trasformare un testo in maiuscolo con Javascript


Per convertire un intero testo da minuscolo in maiuscolo con javascript, basta usare la funzione uppercase.

Eccovi subito uno script di esempio, che potrete utilizzare immediatamente per i vostri scopi:

<html>
<head>
<title>Convertire testo tutto in maiuscolo con javascript js</title>
</head>
<script type="text/javascript">
var str="Testo da rendere tutto maiuscolo";
str=str.toUpperCase();
document.write(str);
</script>
</body>
</html>


Quello che dovrete fare è copiare il testo da capitalizzare (rendere tutto maiuscolo) dentro la variabile str, e salvare questo codice html/javascript in un file che potrete chiamare tuttomaiuscolo.html.
Poi vi basterà aprire questo file con il vostro browser di fiducia, per avrete così come per magia, tutto il testo convertito da minuscolo a maiuscolo.

Attenzione però, questo rapido quanto semplice metodo per trasformare una frase tutta in maiuscolo con il javascript, ha dei limiti.
Dentro la variabile str (la stringa da convertire da minuscolo a maiuscolo) dovrete evitare di usare i seguenti caratteri " e \
Inoltre, il testo non dovrà contenere degli acapi.