mercoledì 22 marzo 2017

Il signor Robinson, mostruosa storia d'amore e d'avventure

Il signor Robinson, mostruosa storia d'amore e d'avventure è un film commedia/avventura del 1976 diretto da Sergio Corbucci, con Paolo Villaggio, Zeudi Araya, Anna Nogara, Percy Hogan.

Il signor Robinson, mostruosa storia d'amore e d'avventure
Trama

Robinio parte per una crociera di piacere con la moglie Magda.
Durante il viaggio però, la nave affonda e Robinio finisce da solo su un'isola deserta.
Qui, il naufrago assume il nome di Robinson, in onore del precedente inquilino di quella sperduta isola, il famoso Robinson Crusoe.
Robinson, abituato ad una vita di agi e comodità, faticherà non poco per adattarsi ad un ambiente così ostile, dove anche accendere un fuoco o aprire un cocco sembra essere un'impresa.
Un bel giorno però, Robinson scopre di non essere solo su quell'isola, quando fa la conoscenza della bella Venerdì.

Recensione

Il signor Robinson, mostruosa storia d'amore e d'avventure (che titolo lungo!), è un film commedia datato ben 1976, con il bravissimo comico Paolo Villaggio.
Qui ritroviamo il nostro beneamato Villaggio alle prese con la sopravvivenza in un'isola completamente disabitata (all'inizio), piena di insidie e pericoli.
Simpatica rivisitazione del romanzo di Robinson Crusoe, citato esplicitamente nel film.
Il signor Robinson, mostruosa storia d'amore e d'avventure è da vedere assolutamente per gli amanti dei film sulle isole deserte ed i naufragi, oppure anche solo se amate i film di Paolo Villaggio.

Curiosità

Dove è stato girato "Il signor Robinson, mostruosa storia d'amore e d'avventure"?
Questa è la domanda che mi sono posto durante tutta la visione del film.
Ho pensato subito a qualche isola tropicale, ma poi quando ho scoperto che è stato girato in Sardegna, a Cala Gonone in provincia di Nuoro, sono rimasto molto sorpreso :)

Link alla scheda del film su wikipedia

martedì 21 marzo 2017

Trovare percorso file su Windows 10

Ti capita mai di avere tra le mani un programma, installato magari anni fa, e non sapere dove si trova il suo file eseguibile?
Ad esempio, se hai windows 10, magari il suo percorso d'installazione varia a seconda se hai una macchina a 32 o a 64 bit.

Ma perchè occorre ricavare il percorso di un file?
Un esempio pratico di quando può nascere questa necessità: vuoi associare ad un'estensione un nuovo programma, in modo che tutti i file .qualcosa non si aprano più con il programma predefinito, ma con quello che gli specifichi tu.
Bene, in questi casi bisogna specificare a mano, il percorso del file eseguibile del software da far lanciare in automatico, ovvero occorre sapere in che percorso è installato un programma.


Come trovare il percorso di file eseguibile su Windows 10


Per poter ricavare il percorso file di un programma installato su windows 10, procedere in questo modo:
  1. Scrivere il nome del programma nel "Cerca in windows"
  2. Cliccare con il tasto destro sul nome del programma trovato
  3. Cliccare sulla voce "Apri percorso file"

Trovare percorso file su Windows 10

Finirai così nella directory/cartella dove è installato il programma che cercavi.

In questa cartella ora potresti avere la necessità di copiare altri file, di modificare un file di configurazione, o di compiere qualsiasi altra operazione.
Quello che ti premeva scoprire era come ricavare il percorso di un file su windows 10, e questo è indubbiamente il metodo più rapido.

Un altro metodo, è quello che ti può capitare di utilizzare quando il programma in questione si trova sul desktop, dove basta un click con il tasto destro del mouse sull'icona del programma, e poi un click su Proprietà.
In questo caso, avrai subito scritto a video in chiaro il percorso del file, e potrai volendo cliccare sulla voce Apri percorso file, per poter accedere immediatamente con un solo click alla cartella dell'eseguibile.

Apri percorso file

Ed anche per questa micro guida è tutto.
Queste, sembrano banalità, ma se sei capitato in questo post, forse alla fine poi non lo sono così tanto :)

Johnny Stecchino

Johnny Stecchino è un film comico/commedia del 1991 diretto da Roberto Benigni, con Roberto Benigni, Nicoletta Braschi, Paolo Bonacelli, Franco Volpi, Ivano Marescotti, Turi Scalia, Loredana Romito, Alessandro De Santis, Sal Borgese.

Johnny Stecchino

Trama

Dante è un giovane ingenuo, per non dire quasi stupido, che si ritrova in una strana sensazione.
Innamorato di una ragazza appena conosciuta di nome Maria, Dante si ritroverà a sua insaputa a sostituire un boss pentito di nome Jonny Stecchino.
Il piano della coppia di mafiosi è quello di far uccidere Dante, che è praticamente il sosia di Johnny, al posto del vero mafioso, nella pericolosa palermo.


Recensione

Johnny Stecchino è un film comico del 1991 che tratta il tema della mafia.
Diretto ed interpretato dal bravissimo Roberto Benigni, Jhonny Stecchino è un film esilarante, fatto di gag ed equivoci a non finire.
Risate all'italiana su un tema così serio come quello della malavita organizzata, che attanaglia la Sicilia. Ma non è la prima volta che Benigni ironizza su dei temi molto tragici, con ottimi risultati tra l'altro.
Johnny Stecchino, un film da vere e rivere.

Link alla scheda del film su wikipedia

lunedì 20 marzo 2017

Come ordinare una lista online

Se sei in giro e ti trovi a dover ordinare una lista, c'è un sito online che risolve ogni tuo problema.
Grazie al sito web che ti andrò ad indicare, potrai ordinare alfabeticamente qualsiasi elenco, in ordine cresente o decresente, e compiere anche altre operazioni sul testo che andrai ad elaborare online.

Perchè ordinare un elenco online?
I casi possono essere molteplici. Ad esempio potresti non avere con te il tuo fido excel, o magari anche se ce l'hai, potresti non sapere come si ordina un elenco di nomi tramite il prodotto di casa microsoft (o con i vari software cloni).
Quindi in tal caso, questa guida potrebbe fare al caso tuo.


Come ordinare una lista online


Per poter ordinare alfabeticamente un elenco di nomi online, in ordine cresente o decrescente, collegati al seguente indirizzo internet:

http://alphabetizer.flap.tv

The alphabetizer è un ottimo servizio online gratuito, che ti consente di agire sulle tue liste, tramite un semplice copia ed incolla.
Quindi, se vuoi mettere in ordine crescente un elenco di nomi, incollali semplicemente nell'apposito box, lascia il valore di default alphabetize (nella checklist di sinistra), e clicca sul bottone Alphabetize.

Come ordinare una lista online

Una volta generata la tua lista, potrai copiarla negli appunti, creare un url online da condividere con i tuoi amici, o esportare l'elenco nel formato che preferisci.

Tra le varie opzioni del programma alphabetizer ci sono le seguenti voci:
  • Alphabetize: ordina alfabeticamente
  • Sort by Last Name: ordina per cognome
  • Sort Titles: ordina per titolo
  • Make all Lowercase: converti tutta la lista in minuscolo
  • Capitalize Titles: metti l'iniziale in maiuscolo
  • Remove Duplicates: rimuovi i duplicati
  • Reverse List: inverti l'ordine della lista
  • Strip HTML: togli il codice html
  • Randomize: ordina in maniera casuale l'elenco

Inoltre c'è la possibilità di aggiungere davanti ad ogni nome della lista, un numero, una lettera, o un numero romano, in modo da numerare l'elenco appena generato.

Come puoi ben intuire, The alphabetizer è uno strumento molto potente, che ti consente di modificare online una lista di nomi, riordinandola e ripulendola/editandola, come meglio ti piace.
Considerando che tutto questo è gratis, e che per compiere tutte queste operazioni bisognerebbe saper come fare con excel (cosa non scontatissima), insomma, questo sito è davvero una bomba!

Bene, adesso sai come ordinare un elenco di nomi alfabeticamente e come numerarli, e soprattutto come esportare il risultato finale per farne quello che ti pare.
Questo sito ha tante opzioni che non ti ho citato, quindi smanettaci un po' e vedrai che potrai velocizzare molto il tuo lavoro, in certi casi.

La foresta dei pugnali volanti

La foresta dei pugnali volanti è un film epico/azione del 2004 diretto da Zhang Yimou, con Takeshi Kaneshiro, Zhang Ziyi, Andy Lau, Dandan Song.

La foresta dei pugnali volanti
Trama

Cina, anno 859.
Un gruppo di ribelli si oppone al potere dell'imperatore, accusato di aver reso il paese debole e corrotto, e di aver così reso povera la popolazione per favorire poche persone ricche e facoltose.
I ribelli hanno un nome molto particolare, i "pugnali volanti", a causa della loro abilità nelle arti marziali ed in particolar modo nel lancio dei coltelli.
L'identità di questi ribelli è però segreta, anche se alcuni iniziano a sospettare che una di loro possa essere una danzatrice cieca di nome Mei, e per questo motivo verrà escogitato un astuto piano per cercare di smascherare i pugnali volanti.

Recensione

La foresta dei pugnali volanti è un bellissimo film del genere arti marziali, del 2004.
Pellicola cinese adatta a tutti gli appassionati di fim di kung-fu, in cui la fotografia la fa da padrone.
Stupendi paesaggi e colori incantati rendono questo film una sorta di poesia per gli occhi.
Ovviamente non mancheranno anche scene romantiche, tradimenti e tanta tanta azione.
Se quindi siete amanti di questo genere di film, La foresta dei pugnali volanti non vi deluderà.

Link alla scheda del film su wikipedia

domenica 19 marzo 2017

Svuotare il backpack (MIT App Inventor 2)

Il backpack è il repository dei blocchi (blocks) di MIT App Inventor 2.
In una delle scorse lezioni vi avevo spiegato come fare per riempirlo (leggere questo post per scoprire come fare), oggi invece vediamo come ripulirlo.

Sapere come svuotare il backpack, alla lunga, è una nozione che può risultare fondamentale, soprattutto quando inizia ad essere un po' troppo pieno.
Questa operazione, in realtà molto banale, potrebbe risultare difficile in un primo momento, perchè l'opzione per fare piazza pulita nello zaino di app inventor, non si trova esattamente dove uno si aspetterebbe di trovarla.


Come svuotare il backpack di MIT App Inventor 2


Per cancellare tutti i blocchi presenti nel backpack di app inventor, con un solo colpo, seguire la seguente procedura:
  1. Entrare nella sezione blocchi (blocks) di un qualsiasi progetto app inventor
  2. Cliccare con il tasto destro del mouse in un punto vuoto del visualizzatore
  3. Cliccare sulla voce Empity the backpack e dare la conferma

Come svuotare il backpack di MIT App Inventor 2

Avrete così cancellato in un solo colpo tutti i blocchi presenti nel vostro zainetto app inventor.

Lo so che questa sembra un'operazione facile, una banalità, e di fatto lo è.
Ma se siete finiti in questo post da google, significa che anche voi non sapevate dove trovare l'opzione per svuotare il backpack di app inventor :)

Come si capisce se nel backpack di app inventor ci sono degli oggetti?
Semplice, o ci si clicca sopra, oppure lo si intuisce anche solo ad occhio nudo, facendo caso al fatto che l'icona dello zaino è diversa.

backpack vuoto

Esatto, il backpack privo di oggetti è rappresentato da uno zaino vuoto.

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Elenco lezioni MIT App Inventor 2

Qui di seguito trovate un elenco delle lezioni di MIT App Inventor 2, un programma / interfaccia web che consente di creare app per cellulari Android.
Grazie a questa guida infatti, sarete in grado di creare la vostra prima App per cellulare, da usare per voi, o da distribuire ai vostri amici... o al mondo intero, tramite play store.

MIT App Inventor 2 è un'ottima piattaforma di sviluppo, adatta anche e soprattutto per chi non sa programmare.
Infatti, con app inventor potrete creare un'applicazione per cellulare, anche senza conoscere una riga di codice, tramite una semplice e comoda interfaccia visuale molto intuitiva

Guida MIT App Inventor 2

App inventor è comunque un ambiente di sviluppo complesso, con una moltitudine di funzionalità e opzioni.
Forse non sarà possibile sviluppare videogiochi o programmi complessissimi, e questo ambiente ha comunque i suoi limiti, ma se imparerete ad usarlo e a conoscerlo bene, magari grazie a questo tutorial, sarete presto in grado di creare applicazioni di tutto rispetto.

Provate dunque a seguire e a mettere in pratica i trucchi ed i suggerimenti qui man mano riportati, e piano piano anche voi diventerete dei veri sviluppatori per android.

Elenco lezioni MIT App Inventor 2

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Psicopatologia (21/25): Freud e la psicoterapia infantile

Freud studiò la nevrosi parlando di sintomi non consciamente motivati, coniando il termine inconscio.
I pazienti di Freud soffrivano di un conflitto interno nascosto, dove c'era discrepanza tra quello che inconsciamente desideravano e ciò che erano consapevoli di desiderare, e una volta smascherate le cause del conflitto i sintomi nevrotici (di solito) sparivano da soli.
La mente mette la censura ai pensieri gravosi, una sorta di difesa che distorce i pensieri inconsci trasformandoli in intenzioni consce irriconoscibili.
L'inconscio è l'area della mente in cui è relegata la lotta tra le idee conflittuali, attraverso un'azione di rimozione dalla coscienza.
Freud individuò anche altri modi per indagare sui pensieri inconsci: studiando i lapsus ed i sogni.

Sessualità infantile
Freud considerava i sintomi nevrotici come una ripetizione dell'esperienza di un precedente stato conflittuale, un conflitto sessuale d'infanzia.
Freud scoprì che i sintomi nevrotici non svanivano finché il ricordo infantile non era stato riportato alla luce, ed il carattere doloroso del ricordo appariva collegato ai sentimenti d'angoscia e di colpa che suscitava.
Freud definì la libido e le pulsioni dell'Io, parlando poi di pulsioni di vita e pulsioni di morte, considerando inizialmente il conflitto solo su fattori interni, per poi più avanti allargare la visione prendendo in considerazione il rapporto con le altre persone.

Il complesso di edipo
Secondo Freud questo complesso si raggiunge all'incirca all'età di 4 o 5 anni, quando il bambino ha il desiderio di una relazione d'amore esclusiva con il genitore di sesso opposto, accompagnata da gelosia, rabbia, colpa e paura nei confronti dei potenziali rivali (quindi di solito soprattutto nei confronti dell'altro genitore).
Il complesso di edipo è un momento cruciale per lo sviluppo, la sua comparsa e la sua risoluzione costituiscono il nucleo della nevrosi infantile, che come ogni altra nevrosi va risolta.
In questa fase le pulsioni naturali (l'Es) vengono deviate e sottoposte all'Io (il senso di realtà), e con la nascita del Super-Io (coscienza individuale), il complesso viene risolto.
Prima del complesso edipico i conflitti nascono prevalentemente da un mancato controllo dell'espressione  pulsionale (Es), nella fase successiva al complesso i problemi sorgono innanzitutto dallo squilibrio delle rispettive forze dell'Io e del super-Io, in questo caso, un individuo maturo è poco suscettibile a nevrosi nella misura in cui riesce a condurre la propria vita sulla base di una percezione corretta della realtà per mezzo dell'Io, invece che sulla base delle limitazioni imposte ai suoi impulsi dal Super-Io.

Gli inizi dell'analisi infantile
Freud parlava di nevrosi infantile come naturale conseguenza collaterale del complesso edipico, dalla quale poteva scaturire poi la nevrosi nell'adulto.
C'era da capire se la nevrosi infantile fosse paragonabile a quella da adulto (quindi dannosa), ma la psicoanalisi era cmq una tecnica per adulti, l'Io del bambino è troppo immaturo, il bambino tende ad agire al posto che pensare, non si riescono ad applicare le libere associazioni e l'interpretazione dei sogni.
Anna Freud propone allora di modificare la tecnica psicoanalitica per adattarla ai bambini, tenendo conto dell'età del bambino, delle circostanze di vita, delle difese dell'Io usate per far fronte alle pulsioni.
Inoltre i bambini non avevano stimoli per fare l'analisi (non avevano motivi per guarire) quindi era molto più difficile instaurare l'alleanza necessaria per poter aver successo nell'analisi, ed il terapeuta in alcuni casi doveva fare anche da educatore e quindi ci voleva una fase preliminare alla terapia.
Melanie Klein invece, parla di meccanismi di difesa come la proiezione e l'introiezione che determinano la comparsa dell'Io infantile, e di causa immediata dell'angoscia nevrotica come stato di conflitto nella vita attuale del paziente.
La Freud interpretò la natura delle pulsioni in termini di comportamenti pulsionali e zone dominanti (orale, anale, genitale), mentre la Klein le interpretava come forme preliminari di espressione dei rapporti con le figure che si prendevano cura del bambino.
La Freud vedeva le pulsioni in rapporto all'oggetto piuttosto che alla ricerca di un oggetto.
La Klein sosteneva che l'angoscia inconscia è presente già nelle primissime interazioni del neonato, e parla di posizione schizoparanoide (nei primi 6 mesi di vita) caratterizzata da ansie persecutorie e dalla scissione in buono e cattivo, e la posizione depressiva (dalla seconda metà del primo anno) caratterizzata dall'inizio della comprensione dell'esistenza degli altri come non parti di se, dai sensi di colpa per aver danneggiato la madre con le proprie pulsioni.
La Klein pensa quindi che esista il Super-Io fin dalla fase depressiva e che quindi la fase edipica avvenga prima di quanto sostenga Freud.
La Klein intraprende quindi la terapia anche con i bambini molto piccoli, per far fronte alle loro angosce, usando l'innovativa tecnica del gioco, dove ad esempio la distruttività esterna (es. macchinine che si scontrano) indica il caos interno.
La Klein non ha bisogno della fase preparatoria per il bambino, spiega subito le sue interpretazioni ai bambini, analizzando il transfert, andando a fondo, mentre la Freud sosteneva che bisognava andarci cauti con i bambini.

Psicoanalisi infantile e psicoterapia infantile
A volte gli stati nevrotici sono intrecciati al limite della psicosi, e per questo il lavoro della Klein sulle difese primitive è importante, per capire meglio certi comportamenti.
La Freud dal canto suo afferma che i bambini piccoli non si possono definire psicotici, perchè certi processi di pensiero sono normali nel primissimo sviluppo del bambino, quindi l'intervento psicoanalitico deve avvenire solo in chiari casi di disturbo, e la normale crescita del bambino non deve subire interferenze.
La Klein dopo un po' di studi diede meno importanza ai primi impulsi sessuali aggressivi a favore delle buone esperienze connesse alla manipolazione, sulla capacità del piccolo di attenuare la forza delle sue prime fantasie aggressive.
Con lo sviluppo della psicoanalisi si iniziò ad interessarsi di più alle reazioni dei bambini alla separazione dalla madre, al rapporto madre-bambino, grazie anche alle ricerche di Bowlby, Winnicott e Spitz.
L'influenza dei fattori ambientali ha quindi ripreso un punto importante nella psicoanalisi, e non è tanto l'esperienza esterna in sé, quanto la risposta interna del bambino ad essa che è importante.
Qualsiasi sia l'orientamento terapeutico, tutti sono d'accordo nell'affermare che le cause immediate del disagio psicologico  derivano da un conflitto interno, ed il malessere psicologico è insieme il prodotto ed il sintomo di un fallimento significativo della psiche individuale nell'affrontare adeguatamente il conflitto interno.
Il compito del terapeuta è quello di mettere in grado il paziente di comprendere i propri conflitti e se possibile di mutarne l'economia (ciò non significa cmq che il terapeuta sia indifferente alle influenze ambientali).
La sola base su cui il lavoro analitico può dare i suoi frutti è la presenza del terapeuta come interprete attento, ma non coinvolto, dei conflitti intrapsichici del bambino.

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sabato 18 marzo 2017

Copiare blocchi da un progetto ad un altro (MIT App Inventor 2)

Una delle necessità che mi è sorta dopo un po' che sviluppavo in MIT App Inventor 2, è stata quella di dover copiare dei blocchi da un progetto ad un altro.

Quando può servire il voler spostare dei blocchi (blocks) da un progetto ad un altro, o da uno schermo (screen) ad un altro?
Semplice, se ad esempio creiamo una funzione in un programma/progetto, che però può tornarci utile anche in un'altra app, allora duplicare il blocco è decisamente un'operazione più rapida che riscrivere tutto da capo.
Purtroppo però, la classica funzione di duplicazione blocchi può essere svolta solo all'interno di uno stesso schermo, quindi ecco che ci viene incontro una apposita funzionalità di app inventor.


Come copiare dei blocchi da un progetto ad un altro  in MIT App Inventor 2


Dopo queste brevi ma doverose promesse, eccomi subito a spiegarvi la soluzione al quesito del giorno: copiare dei blocchi su progetti diversi.

Lo strumento che ci serve è lo zainetto, ovvero il backpack.
Grazie a questo strumento infatti potremo spostare uno o più blocchi da uno screen ad un altro, o da un progetto ad un altro.

Quindi nel concreto, ecco cosa bisogna fare:
  1. Aprire il progetto dove si trova la funzione/procedura da copiare
  2. Cliccare con il tasto destro del mouse sui blocchi desiderati
  3. Selezionare la voce Add to backpack
    Spostare blocchi tra progetti MIT
  4. Adesso, aprire il progetto in cui si vuole copiare il blocco
  5. Cliccare sul backpack (icona dello zainetto nella schermata blocchi)
  6. Trascinare nel visualizzatore i blocchi da copiare
Blocco clonato

Ed ecco fatto, ora la vostra funzione sarà stata riportata nell'altro progetto, e non dovrete scrivere alcuna riga di codice (per modo di dire) aggiuntiva.
Ovviamente però, se i blocchi copiati fanno riferimento a dei componenti che il progetto destinatario non possiede, la procedura importata non funzionerà correttamente.

E se volessimo copiare un blocco da un progetto esterno (non nostro)?
E' il caso in cui troviamo online esempi di funzioni/procedure app inventor create da altri, che vorremmo poter utilizzare nelle nostre app.
In questo caso ci basterà:
  1. Scaricare il file .aia dal sito che offre gratuitamente il progetto
  2. Aprire app inventor 2 e cliccare su: Progetti -> Importa progetto .aia dal mio computer
  3. Copiare i blocchi che ci interessano nel backpack
  4. Aprire la nostra app ed estrarre la procedura appena copiata nel backpack

Tutto molto semplice no? Spostare blocchi tra progetti app inventor è semplice, si, se si sa come fare :p

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Psicopatologia (20/25): La doppia deprivazione

Frank, un bambino di 14 anni, viene mandato alla Tavistock Clinic perchè aveva gravi difficoltà d'apprendimento, era aggressivo e rubava, e 2 anni prima di entrare in cura aveva anche tentato il suicidio.

Anamnesi
La madre di Frank era morta quando lui aveva 7 anni, ma cmq lui non la aveva mai vista (come il padre), dato che lo aveva mandato in orfanotrofio a pochi mesi.
Dopo aver cambiato 3 orfanotrofi, viene adottato da una famiglia che lo abbandona dopo 10 anni (interrompendo ogni contatto) perchè troppo ribelle, condizione peggiorata dopo che questi aveva scoperto che la sua vera madre era morta.
Si ha quindi una doppia deprivazione, la deprivazione inflittagli dalle circostanze esterne, che sfuggivano al suo controllo, e la deprivazione che derivava da fonti interne, dalle sue difese distruttive e dalla qualità dei suoi oggetti interni che gli fornivano uno scarso appoggio da fare di lui una persona sola ed inavvicinabile.

Identificazione con un oggetto interno idealizzato
A scuola Frank era diventato molto pericoloso per i compagni, che spesso minacciava con coltelli, era indifferente a qualsiasi punizione o rimprovero, provocava negli altri molta paura mentre lui sembrava privo di sentimenti.
In terapia era sempre puntuale, anzi in anticipo, ma sembrava distaccato, scindeva i propri sentimenti e parti del sé e li proiettava su altri, e l'unica cosa a cui sembrava tenere era il proprio aspetto fisico.
Sembrava assente e distaccato e per questo era difficile prendere contatto con lui, prendeva ogni approccio come una cosa fastidiosa, e l'identificazione con un oggetto interno idealizzato sembrava l'unica cosa che fosse in grado di tenerlo insieme.
Lui si identificava in sua madre, si comportava come credeva si fosse comportata lei, troppo vanitoso per occuparsi degli altri, e lo scopo del suo comportamento era quello di scindere e proiettare in un'altra persona i sentimenti che non poteva sopportare, e allo stesso tempo si identificava con l'oggetto irraggiungibile idealizzato, con cui si sentiva tutt'uno e che controllava.
Alcune frasi di Frank sembravano voler dire che l'unico modo per non rimanere ferito da un oggetto brutto che si ha dentro di sé, è identificarsi con esso, diventare un muro e lasciare la sofferenza a qualcun altro, quindi ogni nuova deprivazione, ogni nuova esperienza di un oggetto esterno duro, veniva introiettata da Frank e cementava ulteriormente la durezza del suo oggetto interno.

Il pakistano
Frank metteva alla prova il terapeuta per capire se tollerasse i suoi attacchi o se diventasse duro come un muro, inoltre, nonostante fosse un ragazzo di colore, se la prendeva con i ragazzi pakistani, affermando che se li colpisci loro tornano a prenderne ancora, il tutto probabilmente pensando ad un bambino piccolo e debole che continua a sbattere la testa contro il muro della madre dura ed insensibile, comportamento che non avrebbe fatto sopravvivere a lungo il piccolo.
Disse inoltre che non ce l'aveva con tutti i pakistani, ma solo con uno, probabilmente ce l'aveva contro se stesso.

Rimproveri
Frank cominciò ad accusare di freddezza, indifferenza e durezza il terapeuta, perchè non soddisfava subito i suoi bisogni, e si comportava da freddo e distaccato identificandosi nella madre insensibile, ed i sentimenti che lei suscitava dovevano essere sofferti dai pakistani.
Frank faceva di tutto per accusare il terapeuta di negligenza, arrivando prestissimo, usando questi rimproveri come difesa, perchè Frank si sentiva molto più a suo agio in una situazione nota, davanti ad una persona di cui non aveva fiducia, qualcuno che non poteva essergli di nessun aiuto (dato che in vita sua non aveva mai avuto fiducia di nessuno).
Il terapeuta era rimproverato di essere una figura parziale non sempre disponibile (come dovrebbe esserlo una buona madre), quando però questi aumentò il numero di sedute, il cambiamento del setting scosse il senso di sicurezza che Frank aveva acquisito.
Frank con tutti questi rimproveri chiedeva aiuto, ma in modo velato.

Violenza fisica e psicologica
Frank accusava il terapeuta di volerlo fare piangere allo scopo di farlo passare per tiranno e lui per vittima, in modo che poi potesse giustificare la sua violenza a scopo difensivo.
Il comportamento aggressivo fuori dal setting diminuì, ma aumentò il rischio di violenza in terapia (con minacce velate del piccolo), e cmq comprendere le ostilità non è sufficiente, secondo la visione di Mary Boston, il nuovo oggetto della violenza (il terapeuta) deve dimostrare di saper contenere tale violenza e ridurre l'onnipotenza, dimostrandosi migliore del paziente e quindi una persona da prendere d'esempio e da cui imparare come comportarsi.
Secondo le fantasie di onnipotenza del piccolo, sua madre era morta perchè si era sottratta al suo controllo, e quando dopo un po' di terapia diminuì la violenza fisica, apparve quella mentale.
Una volta il terapeuta parlò gesticolando, ed il paziente prese il suo posto dicendo che si poteva discutere anche senza venire alle mani.
Per Frank, qualsiasi sentimento di calore e vicinanza era tanto doloroso che doveva liberarsene immediatamente, quindi svuotava tutto di significato e quindi di emozioni, e a volte usava come metodo di difesa, quello di togliere una parola da una frase per poi giustiziarla (facendo perdere la frase di ogni impatto emotivo).
Quindi a causa delle carenze affettive del passato ora uccideva subito i sentimenti come l'essere capito e l'essere in contatto con gli altri, cercando anche di spezzare i legami all'interno della mente del terapeuta, interrompendolo quando stava per giungere a qualche conclusione, disturbando, lottava con il suo pensare.
Probabilmente sono stati traumatici per Frank anche i diversi legami interrotti più volte da piccolo, con ad esempio i vari cambi di orfanotrofio, e forse per questo, per non soffrire più, non voleva più legare con nessuno.
Dopo 1 anno e mezzo di terapia le sue difficoltà di apprendimento erano molto diminuite.

Il desiderio di essere salvato
Diversi elementi portano a pensare che Frank fa affidamento sul lavoro del terapeuta per ristabilire i legami spezzati, in modo di evitare di perdersi nella confusione o andare alla deriva.
Dopo un po' di terapia ci sono stati segni di una maggiore capacità di provare sentimenti di fiducia nei confronti del terapeuta e segni d'accettazione di un rapporto di maggior dipendenza.
Frank sembrava interessato a voler entrare nell'esercito, all'inizio sembrava gli interessasse uccidere, poi invece si è capito che forse gli interessava essere ucciso.
Frank era cmq migliorato e non dava più preoccupazioni, né a scuola né in orfanotrofio, tuttavia aveva ancora bisogno di aiuto, anche se non aveva coraggio di ammetterlo apertamente e faceva solo allusioni.
Frank a 16 anni doveva lasciare l'orfanotrofio e questo poteva creare un problema per il proseguimento della terapia, inoltre non si sapeva dove sarebbe andato a stare, così il terapeuta si occupò della faccenda, però senza farglielo sapere, perchè se no lui avrebbe rinfacciato che poteva ospitarlo a casa sua, inoltre questa cosa avrebbe mutato il loro rapporto e messo in confusione Frank, oltre al fatto che il terapeuta volle chiarire quali fossero i limiti del loro rapporto e che aspettative potesse avere il piccolo nei suoi confronti.
Frank migliorò ulteriormente quando riuscì a chiedere aiuto più apertamente, dimostrando di capire meglio le proprie reali esigenze.

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